Utilizzavano false fatturazioni, riciclavano e autoriciclavano denaro, con un metodo mafioso, proprio per agevolare l’attività dell’associazione ‘ndranghetista afferente alla cosca Arena-Nicosia, operante a Isola di Capo Rizzuto. Con queste accuse sono state eseguite quattro misure cautelari nelle province di Verona, Mantova e Trento e sono stati sequestrati beni per oltre 9 milioni di euro.
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