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	<title>30 Righe di Raffaele Bonanni Archivi - Italpress</title>
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		<title>Con Trump gli States saranno più severi con l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 09:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="999" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Con Trump gli States saranno più severi con l&#8217;Europa" title="Con Trump gli States saranno più severi con l&#8217;Europa" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116-300x250.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116-1024x852.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116-768x639.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116-696x579.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116-1068x889.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/11/Agenzia_Fotogramma_Donald-Trump-240116-505x420.jpg 505w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; Non è certo usuale che Donald Trump ritorni alla presidenza degli Stati Uniti dopo il mandato di Joe Biden, esponente del Partito Democratico, che ha governato negli ultimi quattro anni. Un simile scenario indica che l&#8217;insieme delle dinamiche interne agli Stati Uniti e il contesto internazionale hanno influito significativamente [&#8230;]]]></description>
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<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Non è certo usuale che Donald Trump ritorni alla presidenza degli Stati Uniti dopo il mandato di Joe Biden, esponente del Partito Democratico, che ha governato negli ultimi quattro anni. Un simile scenario indica che l&#8217;insieme delle dinamiche interne agli Stati Uniti e il contesto internazionale hanno influito significativamente sul successo del tycoon. Negli Stati Uniti, i suoi consensi sono cresciuti tra i lavoratori e la classe media delle aree urbane, che una volta erano saldamente nelle mani dei democratici, e ha visto un&#8217;espansione dei voti anche nelle aree rurali, tradizionali feudi repubblicani. Già dalla prima elezione si era notato uno spostamento, che ora si conferma con consensi ancora più ampi tra i lavoratori, a cui si è aggiunto anche il ceto medio. Questo cambiamento clamoroso è dovuto a diversi fattori. L&#8217;inflazione, infatti, è notevolmente aumentata, con i ceti meno abbienti che ne pagano il prezzo più alto. I salari sono erosi dall&#8217;aumento dei prezzi, mentre l&#8217;accesso al credito per le famiglie è reso più difficile dai tassi di interesse elevati. La contrazione dei consumi interni, a sua volta, ha avuto effetti negativi sull&#8217;economia. Ed è proprio per questo che questi ceti hanno cambiato orientamento, percependo i democratici come lontani dalle loro preoccupazioni, ormai concentrati sul mantenimento di uno status quo che favorisce soprattutto i ceti agiati e le grandi aziende tecnologiche.<br />
Potrà sembrare paradossale che un miliardario come Trump, sostenuto dal super miliardario Elon Musk e dal potente Jeff Bezos, riceva il consenso di queste categorie, ma il risentimento per il tradimento percepito è un sentimento forte. A ciò si aggiunge la difesa delle libertà individuali, che Trump ha sempre promesso di tutelare, contrariamente a un potere politico e sociale che sembra sempre più in declino. L’affermazione dei repubblicani al Senato e l’elezione presidenziale potrebbero portare a importanti cambiamenti nella politica interna ed estera, ma non è il caso di aspettarsi sconvolgimenti clamorosi. Non bisogna dimenticare che negli Stati Uniti, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, il potere esecutivo deve convivere con altri poteri statali autorevoli e autonomi, come è tipico di una vera Repubblica. Di conseguenza, è improbabile che ci siano stravolgimenti radicali. Piuttosto, è prevedibile che ci sarà un maggiore rigore nelle politiche immigratorie, una spinta per ridurre la spesa pubblica e politiche fiscali che favoriscano le imprese e le persone fisiche, mirando a una riallocazione della produzione all&#8217;interno del Paese.<br />
I rapporti commerciali saranno riorganizzati per raggiungere un pareggio negli scambi internazionali, anche attraverso l’uso di dazi doganali, e ci sarà un riordino delle alleanze nei vari scenari geopolitici globali. In merito ai rapporti con l’Europa, è noto il punto di vista degli americani, e Trump è ancor più drastico al riguardo. Gli Stati Uniti ritengono che il bilancio commerciale sia troppo favorevole all&#8217;Europa e non sono più disposti a farsi carico dei costi della sicurezza, principalmente quelli legati alla NATO. Pretendono amicizia, ma senza gli obblighi che ne derivano. Può sembrare che gli Stati Uniti siano troppo puntigliosi, ma a mio parere gli europei non sempre sembrano aver compreso appieno come funziona il mondo oggi.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Ue, che fine ha fatto la proposta di Draghi sul rilancio della competitività?</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/ue-che-fine-ha-fatto-la-proposta-di-draghi-sul-rilancio-della-competitivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2024 12:05:36 +0000</pubDate>
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Il rapporto di Draghi, voluto dalla Commissione europea, affronta le sfide che l&#8217;industria e le aziende del Mercato Unico devono considerare nei loro programmi di consolidamento. Questo rapporto contribuirà al lavoro della Commissione su un nuovo piano per la prosperità sostenibile e la competitività dell&#8217;Europa. Sottolinea l&#8217;importanza di investimenti mirati nelle regioni meno sviluppate per migliorare infrastrutture, istruzione e capacità tecnologiche, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;economia più inclusiva.<br />
Inoltre, il piano evidenzia la necessità di affrontare le sfide demografiche, come l&#8217;invecchiamento della popolazione e la riduzione della forza lavoro, attraverso politiche che supportino tassi di natalità più elevati e attraggano immigrati qualificati. Insomma, una proposta che tende a riportare i popoli europei al realismo che da tempo sembra smarrito.<br />
Nei prossimi mesi si prospetta una nuova guerra dei dazi ancora più accesa del passato; i paesi concorrenti investono nelle nuove tecnologie digitali e nell&#8217;intelligenza artificiale, perfezionano i loro piani energetici, varano programmi massicci a sostegno dell&#8217;educazione per migliorare cultura e competenze del capitale umano. Chi non ha già un equilibrio demografico sufficiente, lo programma per ottenere manodopera qualificata; si occupano intensivamente di innovazione e ricerca in quest&#8217;epoca di cambiamenti tecnologici; sono attenti a non aumentare i carichi fiscali e a frenare il debito pubblico.<br />
Si può dire che le classi dirigenti europee si cullano ancora sulle vecchie certezze, ignare del rischio ormai altissimo del loro declino, qualora non si dovesse intraprendere un nuovo cammino verso la competitività dei propri sistemi industriali e servizi. Tali auspici dovrebbero essere moltiplicati per tre per l&#8217;Italia. Tant&#8217;è che, pur avendo la demografia più preoccupante dell’Europa, non si investe per le famiglie se non con qualche bonus precario. I nostri giovani laureati, sia del sud che del nord, scappano in paesi più generosi di salario e più meritocratici. Un eventuale e necessario piano di immigrazione di manodopera specializzata viene sostituito da un insensato dissidio tra chi è contrario e chi è favorevole all&#8217;immigrazione, a prescindere da ciò che ci occorre. La scuola, l&#8217;università e la ricerca sono in gran parte lontane dagli obiettivi che un paese evoluto e trasformatore necessita. Energia, infrastrutture materiali e immateriali si gestiscono alla giornata.<br />
E allora, per la classe dirigente del nostro paese è giunto il tempo della consapevolezza e della responsabilità. Ma anche i nostri cittadini dovrebbero probabilmente tornare più costantemente all&#8217;impegno civico.</p>
<p>&#8211; foto: Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Le sfide delle piattaforme digitali per le imprese</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/le-sfide-delle-piattaforme-digitali-per-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tino Redaelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Oct 2024 10:36:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1024" height="685" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Le sfide delle piattaforme digitali per le imprese" title="Le sfide delle piattaforme digitali per le imprese" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-300x201.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-768x514.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-696x466.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-628x420.jpg 628w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; Lo sviluppo delle nuove frontiere tecnologiche ci spinge a un impegno costante e coerente, offrendoci l&#8217;opportunità di progredire come individui e comunità. Tuttavia, se trascuriamo o rifiutiamo queste innovazioni, rischiamo di essere emarginati dai mercati e dal benessere. È quindi essenziale porre queste innovazioni al centro delle nostre priorità, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="685" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Le sfide delle piattaforme digitali per le imprese" title="Le sfide delle piattaforme digitali per le imprese" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-300x201.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-768x514.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-696x466.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_FGR4081827ok-628x420.jpg 628w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p>di Raffaele Bonanni</p>
<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Lo sviluppo delle nuove frontiere tecnologiche ci spinge a un impegno costante e coerente, offrendoci l&#8217;opportunità di progredire come individui e comunità. Tuttavia, se trascuriamo o rifiutiamo queste innovazioni, rischiamo di essere emarginati dai mercati e dal benessere. È quindi essenziale porre queste innovazioni al centro delle nostre priorità, coinvolgendo tutti gli stakeholder e i cittadini.<br />
Le tecnologie digitali, incluse l&#8217;intelligenza artificiale generativa, richiedono infrastrutture capaci di organizzare, elaborare, archiviare e diffondere enormi quantità di informazioni. Tuttavia, i data center necessitano di molta energia stabile, consumando circa 200 terawattora di energia all&#8217;anno a livello globale. È quindi necessaria una strategia di decarbonizzazione sostenibile per ridurre le emissioni di CO2 e aumentare l&#8217;efficienza energetica.<br />
Negli Stati Uniti, multinazionali come Google, Amazon e Microsoft hanno firmato accordi per alimentare i loro data center con mini-reattori modulari nucleari, garantendo centinaia di megawatt di energia rinnovabile pulita e continua. In Italia, è previsto un piano di investimenti di 15 miliardi di euro entro il 2028 per la realizzazione di data center, che promette di rilanciare l&#8217;economia e aumentare l&#8217;occupazione diretta e indiretta, soprattutto in Lombardia. Le aziende che investono nelle infrastrutture digitali devono affrontare diverse sfide. Prima di tutto, è necessario un quadro normativo chiaro e di supporto, poiché il settore dei data center non è attualmente riconosciuto a livello regolatorio e viene considerato un generico edificio industriale. Questo porta a una mancanza di chiarezza normativa e all&#8217;assenza di procedure specifiche per l&#8217;apertura di nuovi data center, con tempi lunghi e rapporti complessi con le istituzioni.<br />
Un&#8217;altra sfida è la carenza di figure professionali qualificate, soprattutto nelle discipline di progettazione e costruzione. Per colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro nel settore digitale, è necessario investire nella formazione di competenze adeguate, collaborando tra istituzioni, università e imprese.<br />
La questione energetica è un&#8217;altra sfida fondamentale. I data center necessitano di energia elettrica continua, e le fonti eoliche e fotovoltaiche, per la loro intermittenza e dipendenza da costosi sistemi di stoccaggio, non sono sufficienti. Gli operatori devono quindi affidarsi a tecnologie rinnovabili più stabili, come la geotermia e il nucleare, se questa fonte di energia tornasse disponibile nel nostro Paese.<br />
Infine, lo sviluppo dei data center influisce sull&#8217;infrastruttura di rete. I centri con una potenza superiore ai 10 MW richiedono l&#8217;allacciamento all&#8217;alta tensione, non sempre disponibile. Saranno quindi necessari investimenti per potenziare la rete elettrica. Lo sviluppo di questi temi hanno bisogno consapevolezza dei cittadini, stimolata e sostenuta dalle forze politiche e sociali. Le autorità dovranno decidersi a programmare gli interventi ed a provvedere ogni strumento necessario alle attuazioni. Una paese evoluto fa questo, non si perde in storie futili e perenni divisioni sul nulla. Dunque basterà un approccio nuovo sulle cose che contano e l&#8217;Italia potrà cambiare.<br />
(ITALPRESS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: Agenzia Fotogramma</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le disuguaglianze fanno regredire il mondo</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/le-disuguaglianze-fanno-regredire-il-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2024 13:17:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="798" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Le disuguaglianze fanno regredire il mondo" title="Le disuguaglianze fanno regredire il mondo" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-1024x681.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-768x511.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-696x463.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-1068x710.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il mondo è in subbuglio, e molti accadimenti segnalano che le motivazioni di tale malessere sono diffuse e profonde. Un malessere concomitante a uno sviluppo tecnologico prodigioso, della conoscenza e del benessere materiale senza precedenti nella storia dell&#8217;umanità, che comunque è un segno importante della vitalità dell&#8217;uomo ispirato dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="798" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Le disuguaglianze fanno regredire il mondo" title="Le disuguaglianze fanno regredire il mondo" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-1024x681.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-768x511.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-696x463.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-1068x710.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_poverta-230509-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>di <strong>Raffaele Bonanni</strong><br />
ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il mondo è in subbuglio, e molti accadimenti segnalano che le motivazioni di tale malessere sono diffuse e profonde. Un malessere concomitante a uno sviluppo tecnologico prodigioso, della conoscenza e del benessere materiale senza precedenti nella storia dell&#8217;umanità, che comunque è un segno importante della vitalità dell&#8217;uomo ispirato dal trascendente. Ma questi beni non hanno una diffusione uniforme. Anzi, le sperequazioni tra i popoli e tra le singole persone aumentano ancor di più che in epoche passate. La potenza che scaturisce dalle invenzioni feconda inevitabilmente chi è già avanti e gode del vantaggio competitivo accumulato nel tempo, a discapito di chi è già tanto indietro. Allora l&#8217;umanità dovrà porsi il tema essenziale per il suo progresso: come potrà essere possibile nel prossimo futuro progredire con persone in pace con altre persone? Sfiducia e frustrazione, risentimento, odio e violenza maturano in ambienti in grande difficoltà. Bisogna considerare che spregiudicati avventurieri che mirano ad assumere potere sono sempre pronti a sfruttare le ingiustizie per condurre i popoli alla violenza e comunque a servirsi di atti esecrabili per raggiungere i loro scopi.<br />
E così, alla povertà si aggiungono altri guai: quelli di essere condotti in avventure come è accaduto con le dittature rosse e nere del Novecento, ma anche in questi tempi ambigui in Medio Oriente e nell&#8217;occupazione russa ai danni degli ucraini. Anche nei paesi tradizionalmente evoluti, pochi uomini possiedono beni che superano quelli posseduti da molti Stati, e con essi sbiadiscono i poteri democratici per sostituirvisi. Vanno alla ricerca di poteri unici attraverso il pensiero unico, richiedendo di far tramontare le tradizioni secolari che rappresentano l&#8217;identità di un popolo. Ma va ricordato che la storia è sempre stata maestra: quando le persone perdono la speranza perché oppresse dalla miseria, dalla mancanza di dignità e identità, il mondo regredisce e muore. La Terra vive attraverso la vitalità dei suoi abitanti, che si nutre di libertà. Un&#8217;opportunità per riaffermare queste verità ci viene dal Giubileo del prossimo anno voluto dal Papa. L&#8217;Anno Santo si celebra nel nome della Speranza: la Speranza di risolvere conflitti con la pace; di promuovere la dignità di ogni persona; di rispettare tutto il creato; di ridare senso alla vita donataci da Dio, riportandola al centro del Creato.<br />
Un&#8217;opportunità grande per superare la paura che molti provano per tante ingiustizie e la possibilità di ridare alle persone la bussola per la convivenza pacifica. Il Giubileo nasce nella tradizione ebraica nel segno della necessità di prosperare attraverso la fratellanza, affinché la pace fosse sempre viva tra le persone. In considerazione degli errori in cui cadono gli uomini, sia per volontà di dominio che per incuria e deresponsabilizzazione, le leggi ebraiche ispirate dal Vecchio Testamento prescrivevano che ogni 50 anni chi possedeva schiavi era comandato a liberarli, chi aveva debiti gli venivano prescritti, e chi aveva avuto beni sequestrati a causa di debiti non saldati. Una prescrizione logica che, se riflettiamo, ci porta alla conclusione che anche ai più fortunati costano più i conflitti, la mancanza di quella che oggi chiamiamo coesione sociale, e l&#8217;esposizione a essere soggiogati dagli stakanovisti della violenza, che rinunciare alle ricchezze accumulate rendendo poveri e schiavi gli altri. Mosè, raggiungendo la terra promessa, affidò, attraverso le tribù, terreni in parti uguali a ogni persona affinché ognuno potesse sostenersi con il proprio lavoro, costruendo responsabilità, dignità e libertà di ciascuno. In definitiva, anche oggi le situazioni dovrebbero essere riportate alle stesse condizioni per ottenere una Terra che prosperi attraverso i valori universali che ha sognato ogni generazione.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>I venti di guerra e l&#8217;Onu da riformare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 17:09:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="I venti di guerra e l&#8217;Onu da riformare" title="I venti di guerra e l&#8217;Onu da riformare" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-1024x683.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-1068x712.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; I venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente e sull’Ucraina sconcertano l’opinione pubblica occidentale e la dividono sulle opzioni da adottare per una rapida uscita dai conflitti. Nel frattempo, le piazze delle capitali dei paesi democratici si riempiono di pacifisti. Nei paesi autocratici, invece, la realtà è completamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="I venti di guerra e l&#8217;Onu da riformare" title="I venti di guerra e l&#8217;Onu da riformare" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-1024x683.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-1068x712.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/10/Agenzia_Fotogramma_Ucraina-221230-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>di <strong>Raffaele Bonanni</strong><br />
ROMA (ITALPRESS) &#8211; I venti di guerra che soffiano sul Medio Oriente e sull’Ucraina sconcertano l’opinione pubblica occidentale e la dividono sulle opzioni da adottare per una rapida uscita dai conflitti. Nel frattempo, le piazze delle capitali dei paesi democratici si riempiono di pacifisti. Nei paesi autocratici, invece, la realtà è completamente diversa: chi governa non ha limiti nelle sue scelte, può manovrare la repressione e l’informazione. La propria opinione pubblica è non di rado abituata ad apprezzare le conquiste ai danni degli altri, anziché il buon vicinato con altri popoli. Considerando questi aspetti, si può affermare che ciò che muove guerra e pace dipende molto dalla forma di governo di un paese. In Ucraina, ad esempio, Putin ha agito come ha voluto e potuto contro un paese sovrano e democratico. Prima ha tramato per farne un paese satellite, come avviene con la Bielorussia, ma quando le manifestazioni “arancioni” si sono sviluppate in tutta l’Ucraina e sono riuscite a cacciare il governo fantoccio eterodiretto da Mosca, Putin ha occupato e annesso la Crimea alla Federazione Russa contro ogni legge internazionale e trattato stipulato dagli stessi russi.<br />
Poi, dopo 8 anni, Putin ha occupato l’Ucraina, ha annesso altre due regioni ucraine e minaccia l’uso dell’atomica qualora si dovesse resistere ancora alle sue mire. In Medio Oriente, invece, c’è un’altra autocrazia che muove le fila della guerra attraverso gli Houthi, Hamas ed Hezbollah: la Repubblica Islamica dell’Iran, governata dagli Ayatollah. Li ha incitati al terrorismo, li ha riforniti di missili da sparare su Israele, li ha spinti a mettere in crisi i governi del Libano, dello Yemen e della Palestina. Questo quadro della situazione è stato costruito sapientemente dal regime sciita di Teheran per diventare egemone nel Medio Oriente e mettere fuori gioco Israele, e non solo. Anche altri paesi musulmani sunniti nutrono avversione per il regime di Teheran. Infatti, da tempo, i musulmani sunniti, in larga maggioranza rispetto agli sciiti, sono palesi o occulti alleati di Tel Aviv, tanta è l’avversione per gli ayatollah iraniani. Ed allora, come conquistare la pace in situazioni così complesse, se si vogliono evitare in origine gli scontri armati dei violenti? L’ONU va profondamente riformata in modo da agire a garanzia della pace sostenuta dalla maggioranza qualificata delle Nazioni con iniziative armate a difesa dei trattati internazionali e dunque di chi è illegalmente aggredito.<br />
Bisogna togliere il diritto di veto a Cina, Russia, USA, Regno Unito e Francia. Ad esempio, se l’Ucraina viene aggredita contro le leggi internazionali, l’ONU dovrà ripristinare la legalità. Ma se la Federazione Russa dispone del diritto di veto, è evidente che bloccherà l’ONU e questa ingiustizia spinge altri nel mondo ad aggredire i deboli. Dunque, tutti i pacifici del mondo devono unirsi a riformare gli organismi internazionali di garanzia. Diversamente, avremo sempre più guerre, perché i violenti riusciranno persino ad utilizzare il più nobile sentimento di pace come risorsa per travisarne il senso e consumare impuniti i loro crimini.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Lavoro, serve education orientata alle qualificazioni alte e medie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tony]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2024 11:31:10 +0000</pubDate>
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Esse vengono bollate inesorabilmente ed irresponsabilmente come portatrici di precarietà. Da troppi anni il lavoro italiano ha sofferto di ritardi e limitazioni, suggerite dal pregiudizio verso la modernità. Ma intanto i paesi nostri concorrenti non hanno indugiato, la loro produttività è aumentata, cosi come la stabilità del lavoro ed i salari, al contrario nostro che subiamo bassa produttività e bassi salari. Ed allora dovremo convincerci che le qualificazioni dovranno assumere i connotati idonei per il tempo che viviamo, ed ottenere riconoscimenti meritocratici. Ai criteri di misurazione oraria del lavoro ai fini delle retribuzioni, dovranno integrarsi quelli della ponderazione dei carichi di lavoro da assegnare ad ogni lavoratore, certamente più efficienti per misurare i risultati orientati alla produttività in ambienti assai avanzati tecnologicamente e nel lavoro agile. Un cambiamento tale che a quel punto ci farà superare la condizione di precarietà nel lavoro prodotta dai ritardi gravi, come quelli accumulati, proprio per averlo contrastato.<br />
Chissà poi perché la battaglia senza quartiere non la si fa l&#8217;education orientata alle qualificazioni alte e medie per sostenere il cambiamento digitale applicato alle produzioni. Sappiamo che ormai non disponiamo di enormi quantità di qualificazioni occorrenti. Mancano più di centomila laureati itc, mancano un altrettanto numero di ingegneri, come quelli ad alta qualificazioni iscritti alle its, cosi tante altre medie qualificazioni adeguate alle tecnologie digitali. D&#8217;altronde gli italiani senza alcuna confidenza con il digitale sono 15 milioni, il 37% della popolazione. Ma se facciamo il confronto con la popolazione spagnola con il solo 12 %, comprendiamo di essere ultimi in Europa. Si può dire che il tempo straordinario di cambiamento del mondo, da noi viene vissuto male. Tant&#8217;è che assumiamo, in questi casi, comportamenti che sarebbero sconsigliabili anche nei tempi ordinari. Otterremmo una rivoluzione se il governo ponesse in cima al suo programma il riadeguamento del sistema dell&#8217;education in ogni ordine e grado della istruzione, formazione e percorsi universitari, riorientandoli alla visione dello sviluppo necessario. Ed anche coinvolgendo in una lunga e profonda discussione sulla istruzione e formazione, tutti gli steakholder, imprenditori e sindacati compresi. E poi spiegasse a tutti come stiamo usando i 60 miliardi stanziati dal PNRR per l&#8217;adeguamento tecnologico.<br />
Sappiamo che dei 60 miliardi, 10% va destinato alla preparazione del nostro patrimonio umano, ma chissà cosa sta accadendo, datosi che il tema non è presente in alcun dibattito. Però si annunciano per la cosiddetta legge di bilancio 2025, come consuetudine, nuove decontribuzioni per aumentare l&#8217;occupazione soprattutto al sud, che tutti sanno non porterà occupazione, ed anzi sprecherà più di una decina di miliardi ai danni dell&#8217;equilibrio dei conti previdenziali, ma utili solo a dimostrare che il governo sta facendo qualcosa. Ma il Paese, e soprattutto il sud, aspettano un cambiamento che veda le forze politiche e sociali finirla con slogans e vecchie dispute sul nulla, osando di collaborare per scelte magari faticose, ma capaci di usare il motore Italia a pieni giri per garantire finalmente un futuro alla occupazione, ai salari ai tanti giovani del sud di preparare per fecondare il sistema produttivo e civile dei loro territori.</p>
<p>foto: Agenzia Fotogramma</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<item>
		<title>Digitalizzazione, Pnrr occasione irripetibile per recuperare i ritardi</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/digitalizzazione-pnrr-occasione-irripetibile-per-recuperare-i-ritardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2024 11:31:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="797" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Digitalizzazione, Pnrr occasione irripetibile per recuperare i ritardi" title="Digitalizzazione, Pnrr occasione irripetibile per recuperare i ritardi" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-300x199.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-1024x680.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-768x510.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-696x462.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-1068x709.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />ROMA (ITALPRESS) &#8211; Per le persone, una buona educazione, cioè l’istruzione, la formazione universitaria e l’apprendimento permanente, è essenziale per la nostra vita lavorativa e civile. Essa è sinonimo di crescita personale, autonomia e indipendenza economica. Una persona così formata può raggiungere l’eguaglianza per i ceti meno abbienti, qualora si mettesse a frutto la fatica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="797" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Digitalizzazione, Pnrr occasione irripetibile per recuperare i ritardi" title="Digitalizzazione, Pnrr occasione irripetibile per recuperare i ritardi" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-300x199.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-1024x680.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-768x510.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-696x462.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-1068x709.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/Agenzia_Fotogramma_BandieraUe-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Per le persone, una buona educazione, cioè l’istruzione, la formazione universitaria e l’apprendimento permanente, è essenziale per la nostra vita lavorativa e civile. Essa è sinonimo di crescita personale, autonomia e indipendenza economica. Una persona così formata può raggiungere l’eguaglianza per i ceti meno abbienti, qualora si mettesse a frutto la fatica dello studio. Questa verità vale in qualsiasi tempo ordinario, ma soprattutto nel tempo che stiamo vivendo, influenzato da rapidissimi cambiamenti tecnologici che modificano profondamente il modo di pensare, lavorare e organizzare ogni aspetto della nostra esistenza. L’importanza di stare al passo con il cambiamento è oggi 100, 1000 volte maggiore.<br />
Per questa ragione, Mario Draghi, incaricato dalla Commissione Europea, ha indicato come programmare la necessità di recuperare i gap competitivi con un piano di grande impatto su tutti i fattori di sviluppo.<br />
Al momento, è bene ribadirlo in ogni occasione, stiamo perdendo terreno nella competizione internazionale dei mercati. Tale situazione, se non corretta, produrrà un arretramento economico con gravi conseguenze sull’occupazione, sui salari e sul welfare. Il possesso delle tecnologie è importante, ma senza una adeguata cultura digitale dei lavoratori di ogni età, degli imprenditori e dei cittadini tutti, ogni programmazione risulterà vana.<br />
Per questo motivo, il PNRR ha previsto un piano ben dettagliato per la digitalizzazione. È un’occasione irripetibile per recuperare i ritardi nelle attrezzature e nella preparazione digitale del nostro patrimonio umano. Si tratta, giustamente, del secondo investimento per consistenza economica, con ben 40 miliardi di euro, di cui 6 miliardi destinati allo sviluppo della cultura digitale e professionalità degli italiani. Purtroppo, siamo gli ultimi cittadini europei per conoscenza dei rudimenti della cultura digitale, con il 37% che dichiara di non avere alcuna padronanza nel gestire anche le più semplici tecnologie digitali applicate agli elettrodomestici, ai mezzi di trasporto e alle app per l’accesso ai servizi pubblici e privati.<br />
Gli spagnoli contano solo il 13% dei propri cittadini in questa difficoltà; i francesi il 21%. Dunque, 15 milioni di italiani così lontani dalla modernità vanno coinvolti nell’alfabetizzazione digitale, nel loro interesse e nell’interesse del Paese. Così come le nostre piccole attività commerciali, industriali e dei servizi, che denunciano che solo meno del 3% di loro è sufficientemente digitalizzato, a fronte della media europea che si attesta quasi all’8%.<br />
L’altro nodo è quello della preparazione professionale dei lavoratori. Scarseggiano le lauree tecniche al punto che occorrerebbero ben 140 mila nuove lauree ITC, 80 mila nuovi partecipanti ai corsi ITS e qualche decina di migliaia in più di ingegneri informatici e specialisti nella sicurezza. La circostanza inquietante della mancanza di circa mezzo milione di alte specializzazioni che le imprese non trovano nel mercato del lavoro italiano, costrette a rivolgersi all’estero, fa ben comprendere la gravità del caso italiano.<br />
Sarebbe allora necessario aprire una forte discussione su questo fronte, ben più delle discussioni inutili che da tempo distolgono l’attenzione dei cittadini. È necessario un grande progetto di coinvolgimento dell’opinione pubblica sulle urgenze e indicare gli step verificabili per raggiungere gli obiettivi. Dei piani della digitalizzazione del PNRR nessuno li conosce; neanche a che punto si trovano e quali sono gli stakeholder coinvolti. Università, sistema scolastico, soggetti pubblici e privati della formazione, imprese e sindacati dovrebbero essere i soggetti da coinvolgere per esercitare controllo e stimolo per le istituzioni e per cambiare anche se stessi. Non vedo altri modi di occuparsi di un tema così importante per il nostro futuro. Gli appelli all’occupazione e allo sviluppo saranno vuoti se poi tali progetti si affidano al caso e si sprecano, avvolti dalle nebbie dell’indifferenza, o peggio da pratiche non conducenti.</p>
<p>&#8211; foto Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>L&#8217;ambientalismo va liberato dall&#8217;ideologia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 08:16:12 +0000</pubDate>
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<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Negli ultimi decenni stiamo osservando l’emergere di fenomeni che ostacolano lo sviluppo economico sostenibile a livello globale. La disinformazione ambientale è in aumento, la sindrome del Nimby (Not In My Back Yard) causa danni alle comunità, e l’ambientalismo ideologico si oppone apertamente alla scienza, all’innovazione tecnologica e all’economia responsabile. Questi fenomeni condividono l’idea che la natura e l’uomo siano entità separate e diverse, accompagnata da una visione catastrofista del futuro. Papa Francesco, nella sua enciclica “Laudato si&#8217;”, esprime preoccupazione per questa visione: “Non c’è un’ecologia senza un’adeguata antropologia”. Ad esempio, all’interno del movimento Fridays for Future, che ha mobilitato molti giovani su temi ambientali, è nato nel Regno Unito il gruppo “Birth Strike”, che sostiene che smettere di avere figli sia una delle misure più efficaci per ridurre le emissioni di CO2. Un’idea simile si è diffusa negli Stati Uniti con il gruppo “Green Inclination No Kids”. Inoltre, una circolare del Ministero dell&#8217;Istruzione di qualche anno fa promuoveva una forma di biocentrismo, affermando che l’uomo è solo uno dei tanti organismi viventi e che la natura è ciò che conta.<br />
È chiaro che la tutela della biodiversità e dell’ambiente può essere realizzata solo attraverso una relazione positiva e stretta tra l’uomo e la natura. Le attività legate alla produzione di energia, ai trasporti, alle industrie, all’agricoltura e alla gestione dei rifiuti devono migliorare e innovarsi, seguendo un modello economico sostenibile e responsabile, come l’economia circolare, e puntando sulla neutralità tecnologica per la decarbonizzazione dei sistemi economici. L’idea che l’ambiente debba rimanere intoccato è un errore. Se l’ambiente non fosse coltivato e curato dall’uomo, la Terra diventerebbe invivibile. È quindi necessaria un’azione positiva da parte dell’uomo e una visione culturale che eviti l’approccio ideologico dei Fridays for Future e dell’ambientalismo catastrofista o negazionista. Inoltre, è importante sottolineare che la sostenibilità non significa solo proteggere l’ambiente, ma anche garantire che le risorse naturali siano utilizzate in modo efficiente e responsabile.<br />
Questo implica investire in tecnologie verdi, promuovere l’educazione ambientale e incoraggiare pratiche di consumo sostenibile. Solo attraverso un approccio integrato che consideri sia le esigenze dell’uomo che quelle della natura, possiamo sperare di costruire un futuro più sostenibile e prospero per tutti.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Rapporto Draghi, l&#8217;Europa è grande solo se unita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 08:35:28 +0000</pubDate>
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<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il rapporto sulla competitività europea, presentato a Bruxelles da Mario Draghi alla presidenza della Commissione UE, ha suscitato due tipi di reazioni: una di timida e generica approvazione, l’altra di dubbio sulla realizzabilità del progetto, se non di aperta ostilità. Era prevedibile che emergessero sentimenti di questa natura. Il “rapporto” non è altro che un riepilogo di tutte le inefficienze sistemiche del vecchio continente e dei ritardi accumulati negli anni rispetto alla competizione mondiale, inasprita da concorrenti aggressivi e potenti come la Cina e altri competitor dell’Estremo Oriente. Il mondo è cambiato, ma l’Europa ha preferito restare ancorata alle sue anacronistiche certezze, consumando la consistenza raggiunta nelle stagioni passate e, con essa, la progressiva perdita del proprio potere economico, benessere e influenza politica su scala mondiale. Si potrebbe paragonare la situazione all’Italia dell’inizio del Cinquecento: indifferente alle scoperte di nuovi mondi, nuovi commerci e nuove rotte marittime, rimaneva chiusa nelle anguste nicchie dei suoi staterelli, delle sue decadenti banche e del suo antico ma ormai insufficiente dominio dei traffici commerciali mediterranei. Così, nel tempo, come sappiamo, evaporarono i benefici del Rinascimento e la stessa indipendenza politica, classificata al culmine della sua decadenza dal Principe Metternich come una semplice “espressione geografica” assolutamente priva di una propria sovranità.<br />
La sovranità, allora come oggi, dipende dalla capacità intrinseca di raggiungere un’economia di scala in tutte le attività sostenute da efficienti fattori di sviluppo. Infatti, indipendenza energetica, autonomia nella ricerca e innovazione, coordinamento nei sistemi di trasporto, logistica, produzione e distribuzione commerciale, unificazione e snellimento dei sistemi autorizzativi pubblici sono i punti salienti delle proposte di Draghi. Il piano mette inoltre in evidenza la necessità di assicurarsi la disponibilità autonoma di materiali strategici per l’industria elettronica, come i semiconduttori fondamentali per le moderne automazioni, i metalli e i componenti basilari per batterie e pannelli solari, e l’unificazione della programmazione dell’industria della difesa, oltre all’incremento dello sviluppo e gestione del digitale e dell’intelligenza artificiale. Un piano così impegnativo ma vitale per gli europei, secondo Mario Draghi, richiede circa 800 miliardi di euro annui, autofinanziati dal debito tipo Next Generation EU, dal prossimo anno fino al 2030. Un investimento poderoso che potrà riportare l’Europa nel solco della sua storia nel mondo ed evitare una catastrofe sicura in un futuro molto prossimo.<br />
Ora dipenderà dalla lungimiranza della dirigenza UE, ma soprattutto dalla consapevolezza dell’opinione pubblica nel rifiutare le lusinghe in atto in ogni paese da parte di ottuse forze che ripropongono imperialismi e pericolosi isolazionismi. Ed invece deve affermarsi la convinzione che l’Europa è grande se integrata, ma assai vulnerabile se rimane un’incompiuta istituzionale e, ancora peggio, divisa.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Con Maduro tornano gli anni bui delle dittature sudamericane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2024 13:39:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Con Maduro tornano gli anni bui delle dittature sudamericane" title="Con Maduro tornano gli anni bui delle dittature sudamericane" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nei tristi accadimenti venezuelani riemergono gli stessi drammi vissuti tra gli anni Sessanta e Settanta in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay. In quegli anni si verificarono colpi di stato per la soppressione delle garanzie costituzionali in vigore in quei paesi, e chiunque si opponesse veniva incarcerato, torturato e fatto sparire da militari [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Con Maduro tornano gli anni bui delle dittature sudamericane" title="Con Maduro tornano gli anni bui delle dittature sudamericane" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/IPA_Agency_Venezuela-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nei tristi accadimenti venezuelani riemergono gli stessi drammi vissuti tra gli anni Sessanta e Settanta in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay. In quegli anni si verificarono colpi di stato per la soppressione delle garanzie costituzionali in vigore in quei paesi, e chiunque si opponesse veniva incarcerato, torturato e fatto sparire da militari in borghese. Erano gli anni delle dittature militari in Sud America, su cui si sono scritti fiumi di parole di sdegno, eventi che hanno mobilitato per anni i democratici italiani.<br />
Gli italiani furono molto toccati da quelle esperienze brutali, ritrovandovi gli stessi patimenti subiti durante la dittatura fascista in Italia, lo stesso degrado morale e civile pagato a caro prezzo. La vicinanza fu viva anche per i forti legami con le vaste comunità italiane presenti in quei paesi sudamericani.<br />
Infatti, oltre alle informazioni dei media, erano le stesse nostre famiglie a essere direttamente informate dai loro parenti residenti in quei paesi.<br />
I racconti parlavano di uomini armati dai regimi che irrompevano di notte nelle case dei dissidenti, in passamontagna, e li facevano sparire; militari e paramilitari che sparavano sui manifestanti e poi li torturavano; giornali e radio chiusi e devastati. In Venezuela si stanno ripetendo quelle scene.<br />
Il Presidente Maduro ha perso il confronto elettorale con Edmundo Gonzales, che ha ottenuto due terzi dei voti espressi, come risulta dai certificati elettronici che gli oppositori hanno esibito al pubblico e ai media e consegnato alle cancellerie dei paesi democratici. Tuttavia, Maduro, forte degli organismi controllati dal regime, non ha voluto esporre prove certificate e si è fatto proclamare eletto. Dunque, un’elezione palesemente illegale, sostenuta dalla violenza e dalla soppressione di ogni libertà e garanzia civile e politica.<br />
Nonostante le richieste provenienti dai paesi democratici di far valere i risultati elettorali, il regime venezuelano fa ritornare la storia agli anni bui delle dittature sudamericane. Proteste e richieste di far valere la volontà popolare del voto si sono manifestate da gran parte delle cancellerie dei paesi del Sud America. Il Presidente del Brasile, Lula, insieme al Presidente messicano e a quello colombiano, si sono mostrati finora interessati a porsi come mediatori della situazione, ma il regime non ha accolto la loro richiesta di poter prendere visione dei certificati elettorali prima di dare un giudizio sull’accaduto. Lo stesso incontro pattuito tra questi capi di stato e Maduro è stato rifiutato, seppur a parole non negato per i prossimi giorni.<br />
Intanto, da più di un mese continuano le proteste che ogni giorno si tengono in ogni città del paese, nonostante la dura repressione. Potrà Lula mostrare ancora cautela con Maduro, lui che ha patito con il suo popolo le stesse esperienze dei venezuelani di questi giorni? E i partiti della sinistra italiana possono mostrare ancora cautela nelle dichiarazioni in questa vicenda e non promuovere alcuna iniziativa di protesta e di informazione?<br />
Questo è un periodo assai complicato per la democrazia, assediata da dittatori sempre più spregiudicati sulla scena mondiale. Essi vivono anche grazie a complicità nascoste e opportunismi di varia natura. Orientare i cittadini e usare sempre gli stessi pesi e le stesse misure è decisivo per dare senso e autenticità alla lunga battaglia per l’affermazione della libertà, insidiata perennemente da violenti alla ricerca del potere senza consenso.<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>IA, la sfida delle istituzioni è tra la sua regolamentazione e la tutela del lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2024 16:19:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="781" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="IA, la sfida delle istituzioni è tra la sua regolamentazione e la tutela del lavoro" title="IA, la sfida delle istituzioni è tra la sua regolamentazione e la tutela del lavoro" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT-300x195.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT-1024x666.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT-768x500.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT-696x453.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT-1068x695.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/09/ROBOT-645x420.jpg 645w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; L’avvento delle tecnologie digitali, la globalizzazione delle catene di produzione e l’invecchiamento della popolazione hanno generato una serie di sfide per la protezione dei lavoratori e la sostenibilità dei modelli di redistribuzione del reddito nei paesi sviluppati. Questi cambiamenti hanno avuto effetti destabilizzanti anche sulla stabilità delle istituzioni democratiche. L’impatto di questi fattori è destinato a crescere esponenzialmente con la diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale. Le tecnologie digitali hanno trasformato radicalmente il modo in cui lavoriamo e viviamo. L’automazione e l’intelligenza artificiale stanno sostituendo molte mansioni tradizionali, riducendo la domanda di lavoro umano in vari settori. Questo fenomeno, noto come “disoccupazione tecnologica”, rappresenta una sfida significativa per le politiche del lavoro e la sicurezza sociale. La capacità delle nuove tecnologie di distruggere posti di lavoro, dovuta alla loro pervasività in tutti i settori dell’economia e al numero di attori che le utilizzano, supera di gran lunga la capacità delle istituzioni di regolamentarle e di creare nuove opportunità per i lavoratori coinvolti e comunque predisponendo politiche sistematiche di aggiornamenti professionali.<br />
La globalizzazione delle filiere produttive ha portato a una maggiore interconnessione tra le economie mondiali, ma ha anche esposto i lavoratori a una concorrenza globale senza precedenti. Le aziende possono ora spostare facilmente la produzione in paesi con costi del lavoro più bassi, mettendo sotto pressione i salari e le condizioni di lavoro nei paesi sviluppati. Questo ha contribuito a un aumento delle disuguaglianze economiche e sociali, minando la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni democratiche. L’invecchiamento della popolazione rappresenta un’altra sfida cruciale. Nei paesi sviluppati, l’aumento dell’aspettativa di vita e il calo dei tassi di natalità stanno portando a una popolazione sempre più anziana. Questo trend demografico mette a dura prova i sistemi di welfare e pensionistici, che devono sostenere un numero crescente di pensionati con un numero relativamente minore di lavoratori attivi. La sostenibilità di questi sistemi è a rischio, richiedendo riforme strutturali e nuove politiche per garantire un equilibrio tra le generazioni. L’intelligenza artificiale, in particolare, ha il potenziale di amplificare ulteriormente questi problemi. Le applicazioni di IA stanno diventando sempre più sofisticate e pervasive, con la capacità di svolgere compiti complessi che un tempo erano riservati agli esseri umani. Questo potrebbe portare a una maggiore polarizzazione del mercato del lavoro, con una crescente domanda di competenze altamente specializzate e una diminuzione delle opportunità per il personale meno qualificato. Le istituzioni devono affrontare la sfida di regolamentare l’uso dell’IA e di promuovere politiche che favoriscano la riqualificazione e l’aggiornamento delle competenze dei dipendenti. In conclusione, l’impatto delle tecnologie digitali, della globalizzazione e dell’invecchiamento della popolazione richiede un ripensamento delle politiche del lavoro e dei modelli di redistribuzione del reddito. Le istituzioni devono adattarsi rapidamente a questi cambiamenti per garantire la protezione dei lavoratori e la sostenibilità dei sistemi di welfare, preservando al contempo la stabilità delle istituzioni democratiche. Solo attraverso un approccio integrato e proattivo sarà possibile affrontare le sfide del futuro e costruire una società più equa e resiliente.<br />
-foto Agenzia Fotogramma-<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Sulla spesa pubblica serve una svolta responsabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Aug 2024 16:06:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Sulla spesa pubblica serve una svolta responsabile" title="Sulla spesa pubblica serve una svolta responsabile" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011-1024x683.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011-1068x712.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_banconote-221011-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>di <strong>Raffaele Bonanni</strong><br />
ROMA (ITALPRESS) &#8211; Settembre si avvicina e già sentiamo proposte su come organizzare la spesa pubblica, ovvero come impiegare i soldi pubblici. La spesa consolidata è considerevole, e il desiderio della politica è sempre portare “nuovi doni”. Tuttavia, dobbiamo sperare che lo spirito di diffidenza del troiano Laocoonte verso i doni cresca, per evitare i tanti cavalli di Troia disseminati nel tempo. Questi, schermati da necessità complesse, hanno fatto crescere il debito pubblico a tremila miliardi, con un costo annuo di circa 90 miliardi di interessi. La spesa pubblica, purtroppo, non è al riparo dalla dissipazione, orientata com&#8217;è in innumerevoli direzioni, spesso mossa da dinamiche prive di visione. Ed intanto il mondo è in subbuglio, le vecchie certezze si sgretolano, la competizione per la conquista dei mercati aumenta e ci trova impreparati. I ritardi sono così grandi da richiedere sforzi importanti che in altre difficoltose epoche, tutto sommato, ha trovato forze politiche e realtà vive del Paese pronte a collaborare ed a concentrarsi sulla cura degli interessi vitali.<br />
Anche in questi frangenti avremmo bisogno dello stesso sforzo comune pur di sottrarci allo scontro autodistruttivo orientato verso il nulla. Si stanno così dissipando energie, e quello che è preoccupante che la stesse èlite intellettuali sembrano incapaci di porsi fuori dal contrasto che divide il paese. Eppure bisogna sperare in un sussulto della classe dirigente più consapevole della posta in gioco, per rimettere al centro dell&#8217;agenda del paese un programma di medio-termine che possa invertire il modo di decidere la spesa pubblica e i punti di forza delle nostre entrate economiche. Cessare la politica assistenziale dei bonus finanziata ancora dal debito per esigenze elettoralistiche, e sostituirla con la riduzione del debito e dunque di fette della spesa per gli interessi è la scelta ormai non più procastinabile. Abbiamo oltrepassato da tempo i limiti della sicurezza per il Paese e credo che i migliori politici presenti in ogni schieramento, per la loro popolarità ed affidabilità dovranno investire sulla responsabilità della dedizione agli interessi generali. E&#8217; necessario aumentare le entrate ed allora occorre fortificare i fattori dello sviluppo: energia, fisco, infrastrutture e logistica, giustizia e istruzione. Sulla education, ad esempio, bisogna concentrarsi per rivederla da capo a fondo. Rivedere programmi, formazione a tappe forzate dell&#8217;attuale docenza e selettività rigorosa sulla assunzione di nuovi docenti.<br />
Cambiare anche fortemente il rapporto con le accademie e le imprese, con lo scopo di recuperare le distanze gravi evidenti che ci vede deficitari rispetto alle nuove conoscenze. Gran parte dei nostri handicap odierni di competitività dipendono principalmente da questo tema. Il mezzo milione di qualifiche alte e medio alte introvabili nel mercato del lavoro è il sintomo più evidente dello scollamento con la modernità e con le esigenze più preziose ed impellenti delle produzioni e dei servizi. Lo scivolamento verso produzioni meno qualificate si nota già da tempo dalla composizione occupazionale degli ultimi anni e dai salari. Abbiamo bisogno di giovani preparati per l’uso intensivo delle nuove tecnologie applicate alle produzioni, che aumentano la produttività e la competitività delle aziende. Attualmente, ci sono mezzo milione di posti di lavoro ad alta qualificazione non coperti, e questo dovrebbe preoccupare tutti coloro che comprendono che i nuovi posti di lavoro derivano dalla produttività di quelli già esistenti. Il documento finanziario che verrà discusso in autunno dovrebbe considerare questi aspetti basilari per il governo del Paese, sarebbe davvero un servizio al paese trovare convergenze tra maggioranza ed opposizioni e comunque confrontarsi sul rigore economico anziché concorrere con la demagogia.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Immigrazione e integrazione, lo Ius Scholae merita attenzione</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/immigrazione-e-integrazione-lo-ius-scholae-merita-attenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 09:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_Immigrazione.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Immigrazione e integrazione, lo Ius Scholae merita attenzione" title="Immigrazione e integrazione, lo Ius Scholae merita attenzione" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_Immigrazione.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_Immigrazione-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_Immigrazione-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_Immigrazione-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Agenzia_Fotogramma_Immigrazione-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; In un periodo caratterizzato da una marcata polarizzazione politica, l’Italia è di fronte a un bivio fondamentale: trovare un modo per gestire le delicate questioni legate all’immigrazione e all’integrazione in maniera equa e produttiva. La proposta dello “Ius scholae” emerge come un avanzamento notevole verso questo obiettivo, dimostrando come la politica possa navigare una via di mezzo, conciliando diverse visioni e scoprendo soluzioni praticabili.<br />
Confrontandosi con sfide demografiche rilevanti simili a quelle di altre nazioni occidentali, l’Italia ha visto un incremento dell’aspettativa di vita di circa 15 anni negli ultimi cinquant’anni, un segno tangibile di progresso sociale. Al contrario, il tasso di natalità è drasticamente calato di due terzi nello stesso arco di tempo.<br />
Queste tendenze, insieme all’allungamento della vita media, esigono strategie che guardino al futuro. Nonostante ciò, sembra che pochi siano disposti a confrontarsi con queste problematiche.<br />
Sul fronte lavorativo, molti dei ruoli meno ambiti sono ricoperti da lavoratori stranieri. Inoltre, vi è una carenza di competenze specialistiche che rende difficile il riempimento di posizioni lavorative più qualificate. Di conseguenza, l’integrazione di questi lavoratori diventa essenziale per il tessuto economico italiano. Tuttavia, si ha l’impressione che l’attuale leadership politica distolga l’attenzione da questi temi cruciali.<br />
La posizione di Forza Italia sul tema dell’immigrazione merita attenzione. La loro iniziativa “Ius scholae” è un esempio di azione positiva in contesti controversi. Tale proposta si allinea agli interessi collettivi, si colloca in una posizione centrista e illustra l’importanza di un nucleo politico capace di moderare gli estremismi e facilitare il dialogo in una società diversificata.<br />
In conclusione, l’Italia necessita di una politica che adotti un approccio ponderato e centrista. L’integrazione dei lavoratori immigrati non è solo un dovere ma una reale esigenza, e l’iniziativa dello “Ius scholae” rappresenta un modello su come procedere in tale direzione. È giunto il momento per l’Italia di affrontare queste sfide con audacia e risolutezza.</p>
<p>&#8211; foto: Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Venezuela, perchè la politica non tutela la comunità italiana?</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/venezuela-perche-la-politica-non-tutela-la-comunita-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 11:45:46 +0000</pubDate>
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Dunque è singolare che la condizione della sicurezza e dello stato di grave disagio in cui vivono i nostri connazionali non venga vissuta con apprensione e le forze politiche tutte non abbiano nulla da dire su ciò che in quel disgraziato paese avviene. Il sommovimento popolare per difendere la legalità del voto compromesso dal Presidente Maduro viene represso dallo stesso per imporre attraverso la evidente distorsione del potere statale per rimanere alla presidenza, pur avendo ottenuto meno voti del suo avversario Edmundo Gonzales. E in questa situazione si sta mettendo in mostra la vera natura di regime autoritario e fraudolento presieduto da Maduro. Ormai si arrestano migliaia di persone che chiedono legalità, si rapiscono persino deputati, si minacciano giornalmente i capi dell’opposizione. Insomma, molti italiani sono in grave pericolo ma poche voci si levano dal dibattito politico italiano.<br />
È singolare in un paese dove le minuzie assurgono ad importanza elevata, una vicenda così vicina a noi non merita prese di posizione, richieste di garanzia, premura almeno per gli italiani. Si sa, molti connazionali hanno dato vita nel tempo ad attività di terziario e industriali. I loro sacrifici stanno evaporando a causa di un paese che da tempo ha rovinato l’economia per l’imposizione ideologica delle nazionalizzazioni, della rimozione dei criteri della concorrenza, della distribuzione dei denari dei contribuenti per l’assistenzialismo fine a se stesso. Ebbene, come accadde in Libia con l’avvento di Gheddafi, chi vuole andare via dal Venezuela per tornare in Italia lo potrà fare, ma senza i loro averi. Dunque un paese senza stato di diritto, liberticida meriterebbe una forte pressione dell’Italia a difesa dei propri cittadini e della legalità italiana. Ma non lo si fa, perché alcuni partiti hanno considerato nel recente passato il “chavismo” il sole dell’avvenire in Sud America.<br />
Ma non è mai troppo tardi per schierarsi a fianco di un popolo che chiede libertà. Non farlo corrisponderebbe a pagarne le conseguenze. A forza di fare di una pagliuzza una trave, e di una trave una pagliuzza a seconda della propria convenienza, persino i propri seguaci non ci capiranno più niente di quello che succede. Tant’è che il fenomeno è già ben avanzato, e si vede.</p>
<p>&#8211; foto: Ipa Agency &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Le elezioni in Venezuela offuscano la democrazia</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/le-elezioni-in-venezuela-offuscano-la-democrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2024 11:50:44 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="830" height="553" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Maduro-IPA_Agency_IPA48357435.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Le elezioni in Venezuela offuscano la democrazia" title="Le elezioni in Venezuela offuscano la democrazia" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Maduro-IPA_Agency_IPA48357435.jpg 830w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Maduro-IPA_Agency_IPA48357435-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Maduro-IPA_Agency_IPA48357435-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Maduro-IPA_Agency_IPA48357435-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/08/Maduro-IPA_Agency_IPA48357435-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 830px) 100vw, 830px" /><p>La vicenda venezuelana, oltre a provocare sconcerto nel mondo civile, manifesta anche la situazione assai pericolosa che si sta formando nelle democrazie a causa di contraddizioni mai risolte. L’attuale situazione in Venezuela presenta molte analogie con l’Italia del 1924. Ora, nel paese sudamericano, come nel Bel Paese di un secolo fa, a condizionare e rendere illegale il risultato elettorale sono squadracce minacciose e violente, brogli, ritorsioni e intimidazioni, unitamente alle certificazioni di validità del voto di organi dello Stato già addomesticati dal regime. Infatti, il Consiglio Elettorale e la Corte di Giustizia, che sono alle dipendenze del Presidente, affermano solennemente la vittoria di Maduro. Tuttavia, gli avversari di Maduro, dati alla mano, hanno reso pubblici elementi probanti della vittoria di Edmundo Gonzales, con file legati a schede elettorali utilizzate che rendono chiari i dati: il presidente uscente ha ottenuto circa la metà dei voti di Gonzales. Mentre si moltiplicano le manifestazioni di piazza in tutto il paese per il cambiamento voluto dagli elettori, il Presidente uscente si comporta come il capo di un regime: arresta e colpisce con l’esercito i manifestanti, minaccia la carcerazione dei capi dell’opposizione. Nel frattempo, aumenta il numero dei governi nel mondo, sia in America del Nord che del Sud, che riconoscono l’elezione di Gonzales. È da notare che i Paesi che orbitano nell’area di quelli autocratici, sono comprensibilmente a favore del regime di Caracas. Un caso particolare è il Brasile, propenso insieme al Messico a prendere tempo. Lula, il presidente della Repubblica brasiliana, noto per mantenere rapporti stretti con Russia e Cina, sembra indeciso su quale posizione prendere. L’imbarazzo è forte, come lo è per molti partiti progressisti nel mondo che, nell’avvento di Chavez a Caracas 25 anni fa, videro l’affermazione di una forza progressista, nonostante il degrado economico e sociale e l’assenza di diritti sociali, civili e democratici. In Italia, ad esempio, se ne parla poco. Al massimo, si lanciano appelli per chiedere di non reprimere le proteste di piazza. E poi si dice che i cittadini si allontanano dalla politica. A ragione, ci si proclama paladini della democrazia e di fronte a questi casi si resta in silenzio. Si propugnano diritti civili e si ignora la situazione degli arresti di giovani e donne che lottano contro il regime medievale di Teheran, e nel Medio Oriente si confondono carnefici con vittime. Come nella triste storia dell’Ucraina, dove si impongono vincoli a perimetri mai valicabili alla reazione di chi è aggredito e mai all’aggressore che scavalca ogni legge internazionale di convivenza pacifica. Se nel mondo non si allineano i principi professati con i comportamenti reali, l’ambiguità che ne risulta si trasforma in un facile propellente per i paesi canaglia e autocratici in generale, per far tornare indietro le lancette della storia.<br />
(ITALPRESS).<br />
&#8211; Foto: Ipa Agency &#8211;</p>
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		<title>L&#8217;inverno demografico rischia di far collassare il mercato del lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2024 09:22:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="809" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="L&#8217;inverno demografico rischia di far collassare il mercato del lavoro" title="L&#8217;inverno demografico rischia di far collassare il mercato del lavoro" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-300x202.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-1024x690.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-768x518.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-696x469.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-1068x720.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-623x420.jpg 623w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; Negli ultimi cinquant’anni l’Italia e altre nazioni industrializzate hanno vissuto trasformazioni significative. L’aspettativa di vita è cresciuta notevolmente, passando da 71 anni nel 1970 a 83 anni per i maschi e 86 per le femmine oggi, grazie al miglioramento delle condizioni di vita e socio-economiche, nonostante la pandemia recente. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="809" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="L&#8217;inverno demografico rischia di far collassare il mercato del lavoro" title="L&#8217;inverno demografico rischia di far collassare il mercato del lavoro" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-300x202.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-1024x690.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-768x518.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-696x469.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-1068x720.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia-Fotogramma_demografia-240727-623x420.jpg 623w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>di <strong>Raffaele Bonanni</strong><br />
ROMA (ITALPRESS) &#8211; Negli ultimi cinquant’anni l’Italia e altre nazioni industrializzate hanno vissuto trasformazioni significative. L’aspettativa di vita è cresciuta notevolmente, passando da 71 anni nel 1970 a 83 anni per i maschi e 86 per le femmine oggi, grazie al miglioramento delle condizioni di vita e socio-economiche, nonostante la pandemia recente.<br />
Contemporaneamente, il tasso di natalità è sceso da 18 nascite ogni 1000 abitanti a 6,4. Questa riduzione di due terzi nelle nascite in cinquant’anni sottolinea che questi fattori diventeranno ancora più rilevanti in futuro. Queste statistiche dovrebbero spingere la nostra classe dirigente a riflettere e a sviluppare politiche del lavoro che tengano conto della realtà attuale.<br />
Il nostro paese è alle prese con un inverno demografico, un aumento esponenziale degli anziani e un sistema educativo che fatica a rispondere alla domanda di qualifiche elevate, mentre molti giovani emigrano in cerca di salari migliori.<br />
Continuiamo a utilizzare modelli di welfare e regolamentazioni del mercato del lavoro obsoleti, così come un sistema educativo che non supporta l’adeguamento delle competenze alla rivoluzione tecnologica in corso. Questo avviene in un contesto di cambiamenti significativi nei metodi produttivi, aggravati dai ritardi della nostra classe dirigente. Non si considera il valore dei lavoratori anziani, che potrebbero contribuire notevolmente se incentivati da normative flessibili e opportunità vantaggiose per la loro pensione futura.<br />
In conclusione, chi non può più lavorare è una questione a parte; chi invece desidera continuare a lavorare dovrebbe avere la possibilità di sfruttare appieno le proprie competenze ed esperienze, arricchendole con formazione digitale mirata. Per i giovani, è fondamentale un orientamento verso percorsi professionali di alta qualificazione.<br />
Le aziende incontrano difficoltà nell’assumere lavoratori qualificati, che rappresentano quasi il 50% delle potenziali assunzioni, e il tasso di occupazione tra i 25 e i 64 anni è del 66%, inferiore di 10 punti rispetto alla media UE. Se non si interviene, questa situazione potrebbe avere conseguenze gravi, riducendo la nostra capacità di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e portandolo al collasso.<br />
Un alto debito e tassi di interesse elevati, uniti a un PIL in calo a causa della contrazione produttiva, sono lo scenario che ci attende se non cambiamo direzione. Tuttavia, abbiamo ancora la possibilità di agire e investire nelle risorse umane. È necessario prendere decisioni rapide e mirate per garantire la sostenibilità del mercato del lavoro.<br />
Sindacati, governo centrale e locali dovrebbero collaborare per offrire soluzioni nuove e valide per il paese. Le forze politiche devono concentrarsi sugli aspetti cruciali per l’economia e le condizioni di lavoro, piuttosto che su se stesse.<br />
In breve, è essenziale che le parti sociali e il governo agiscano e che le forze politiche pongano al centro della loro agenda gli aspetti rilevanti per l’economia e il lavoro. Restare fermi in questo contesto di cambiamento è pericoloso.</p>
<p>&#8211; Foto: Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ue, tante sfide per il bis di Ursula von der Leyen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jul 2024 18:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ue, tante sfide per il bis di Ursula von der Leyen" title="Ue, tante sfide per il bis di Ursula von der Leyen" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-1024x683.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-1068x712.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; Ursula von der Leyen è stata rieletta per un secondo mandato alla guida della Commissione europea e ha tenuto un discorso programmatico al Parlamento europeo. La sua elezione si è tenuta in un periodo assai problematico per la vita degli europei, nel mezzo di conflitti e di equilibri compromessi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="800" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ue, tante sfide per il bis di Ursula von der Leyen" title="Ue, tante sfide per il bis di Ursula von der Leyen" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-1024x683.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-1068x712.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/Agenzia_Fotogramma_Ursula-Von-der-Leyen-241601-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p><strong>di Raffaele Bonanni</strong></p>
<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Ursula von der Leyen è stata rieletta per un secondo mandato alla guida della Commissione europea e ha tenuto un discorso programmatico al Parlamento europeo. La sua elezione si è tenuta in un periodo assai problematico per la vita degli europei, nel mezzo di conflitti e di equilibri compromessi tra il blocco occidentale, soprattutto con Russia e Cina, e nell’incertezza di quale modello di sviluppo produttivo e di sicurezza adottare, nonché del modello di governance politico del continente. Von der Leyen è stata eletta con 401 voti a favore, 284 contrari, 15 astenuti e 7 schede nulle. I votanti sono stati 707, con la necessità di superare la soglia di 360 voti. Limite ben superato, se pensiamo che la sua nomina è stata contrastata anche da 50 franchi tiratori. Dopo trattative infinite, la coalizione costituitasi nel Parlamento UE comprende i Popolari, i liberali, i socialisti e i verdi. C’era grande attesa per l’eventuale sostegno di Giorgia Meloni, ma alla fine, a causa di veti incrociati, la possibilità è fallita. Tuttavia, le porte della collaborazione non sono chiuse, con il capo della commissione che ha prontamente sottolineato l’interesse al confronto e alla collaborazione con tutte le forze pro UE, pro Ucraina e pro Stato di diritto, come d’altronde è per Meloni. Lo stesso capogruppo dei conservatori in Parlamento UE, Procaccini, si è espresso fiducioso sulla futura collaborazione.<br />
Poi, Ursula von der Leyen ha precisato le priorità del suo mandato, elencando come primo punto l’obiettivo di realizzare un’Europa forte e competitiva. Un tema assai importante per il nostro futuro, sfidato dai paesi emergenti che competono nei mercati senza riguardo per la condizione dei lavoratori, talvolta schiavizzati senza potere contrattuale, senza welfare e senza alcun diritto paragonabile alla condizione dei lavoratori europei. Di qui l’esigenza di aumentare qualità e produttività in Europa, rafforzando l’education, la ricerca e la collaborazione univoca degli stati aderenti a dotarsi degli stessi programmi concordati. Sono gli argomenti che von der Leyen ha commissionato in un notevole approfondimento a due illustri italiani: Mario Draghi ed Enrico Letta. Altra priorità sottolineata è la sicurezza dei cittadini europei; innanzitutto la difesa della UE, che dovrà provvedere ad allestire un esercito all’altezza della protezione dei nostri interessi, ma oggi addirittura di premunirsi dalle nubi sempre più nere di paesi dittatoriali che ci hanno riportato alle dinamiche di aggressione che sembravano seppellite con la sconfitta nazifascista. Ma sicurezza anche nell’approvvigionamento dell’energia rinnovabile, abbinata a un modello di sviluppo per competere in qualità. Infatti, dall’autonomia energetica UE dipendono fattori assai delicati e fondamentali per il nostro futuro: affrancarsi dalla fornitura energetica dei nemici, superare le fonti fossili per quelle rinnovabili e raggiungere l’efficienza e costi ridotti sono programmi di grande valore che, superandoli, non potranno che dare slancio ai popoli europei.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Salari migliori per arrestare la fuga all&#8217;estero</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/salari-migliori-per-arrestare-la-fuga-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2024 11:30:51 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="800" height="537" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/denaro.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Salari migliori per arrestare la fuga all&#8217;estero" title="Salari migliori per arrestare la fuga all&#8217;estero" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/denaro.jpg 800w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/denaro-300x201.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/denaro-768x516.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/denaro-696x467.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/07/denaro-626x420.jpg 626w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; L’Italia continua la sua crisi salariale, come confermato dai dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Nonostante il record di occupazione registrato negli stati dell’area sia ora ai massimi storici, i salari reali in Italia sono in flessione. Nel 2023, l’Italia ha registrato un calo del 6,9% rispetto al 2019. Questo significa che i salari reali (al netto dell’inflazione) sono diminuiti nel periodo post-pandemia da Covid-19. Dunque la stagnazione salariale iniziata dagli anni 90, e mai interrotta, si è aggravata ulteriormente. E’ un campanello di allarme che non può più essere trascurato, pena innescare una reazione economico-sociale di dimensioni assai pericolosa. E’ bene ricordare che tra il 1991 e il 2023, i salari reali in Italia sono cresciuti solo del +1%, a fronte di una media del 32,5% nei Paesi dell’OCSE. Questo indica una stagnazione significativa dei salari reali nel lungo termine.<br />
L’Italia è terzultima tra i Paesi dell’OCSE per i salari reali, superata in peggio solo da Repubblica Ceca e Svezia. Tanti sono i fattori che hanno provocato questa disarmante situazione, ed occorrerà presto prendere provvedimenti assai risoluti. Infatti le tasse nazionali e locali che opprimono il lavoro dipendente sono diventate assai pesanti ed ingiuste. Ormai la progressività nella regolazione della distribuzione dei pesi fiscali ha creato da tempo disparità di trattamento ingiustificabili: la inesorabile ritenuta alla fonte applicata al lavoro dipendente e pensionati supplisce ad ogni disfunzione negli altri prelievi favorendo sperequazioni e persino incentivi di fatto all’elusione ed evasione.<br />
Altra questione che ha significativa influenza negativa sui salari riguarda la scarsa propensione delle parti sociali a privilegiare nella contrattazione collettiva nazionale ed aziendale i criteri di premio da applicare alla maggiore produttività nel lavoro e reddittività dell’azienda.<br />
Anche la scarsa attenzione a remunerare meglio le professionalità alte e medie crea una condizione non favorevole ai salari all’ambizione dei lavoratori di migliorare professionalmente. La contrattazione collettiva avrebbe bisogno di una rivoluzione, accompagnata da una azione governativa e politica concertativa per mettere a punto politiche fiscali, di politiche attive del lavoro stabili nel tempo, in modo da raggiungere gli obiettivi della efficienza salariale in Italia sinora e da tempo compromessa. Richiedere in questo quadro aumenti salariali nei rinnovi dei contratti potrà dare significativi risultati. Governo e opposizioni in luogo di improbabili soluzioni da specchietti per le allodole, farebbero bene, insieme alle parti sociali di dotarsi delle stesse bussole per progetti fondati e responsabili, capaci di superare l’attuale stallo.<br />
La insufficienza di medie e alte qualificazioni abbinata alla fuga verso l’estero in cerca di migliori salari può essere arrestata, con buoni salari legati ad un clima nuovo legato ad efficienza e produttività. La rivoluzione non più rinviabile nella education italiana collegata alle nostre produzioni dovrà programmarsi nella concertazione tra parti sociali e governo. Dunque una nuova stagione che seppellisca quella della lamentela della precarietà e dei bassi salari senza soluzioni credibili, se non offerte pelose di assistenzialismo fine a se stesso. Questo modo di procedere potrà servire nelle campagne elettorali per illudere qualche persona disperata, ma non a cambiare le cose.</p>
<p>&#8211; foto: Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Ita-Lufthansa operazione positiva per il Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vincenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 09:43:10 +0000</pubDate>
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Erano contrari a perdere il privilegio dell&#8217;aereoporto di Parigi, penalizzazione troppo grande per il turismo, l&#8217;economia ed il prestigio d&#8217;Italia. Insomma, i passeggeri nostrani ed esteri, per i voli intercontinentali avrebbero dovuto passare obbligatoriamente per l’aereoporto parigino Charles de Gaulle. Con l&#8217;accordo tra Ita e Lufthansa di questi giorni avvenuto dopo le autorizzazioni UE, accertate le garanzie per la concorrenza, le cose si sono finalmente incanalate nella realtà più giusta. Roma manterrà integro il suo status di hub internazionale, si otterrà una azienza di volo tra le piu solide del mondo, si potranno incrementare notevolmente le rotte intercontinentali, segnatamente quelle sud-sud est. Questa nuova situazione permetterà al nostro turismo ed economia in generale di incrementare i fattori di sviluppo, mettendo intensivamente a frutto ogni nostra eccellenza. Gli attuali lavoratori del volo otterranno la loro stabilizzazione, e quelli in cassa integrazione potranno essere reintegrati nei ranghi della nuova compagnia, i lavoratori tutti lavoreranno in una compagnia che è governata da un consiglio di amministrazione che vede la presenza di lavoratori nel suo seno.<br />
Per ora Lufthansa acquista una quota di minoranza, ma presto, dopo un primo collaudo di collaborazione, tutto andrà a regime. Naturalmente il patto prevede che in questo lasso di tempo bisognerà perfezionare la concorrenza interna, il miglioramento dei sistemi intermodali degli aereoporti in collegamento con porti e ferrovie. Dunque, procedendo in tal modo, le vicende economiche sono i fatti più interessanti in quanto l&#8217;efficienza trasportistica diventa il valore che assume l&#8217;importanza giusta per mantenere alti i colori nazionali. Infatti nel mondo moderno le unioni tra grandi aziende sono all&#8217;ordine del giorno proprio per mantenere autonomia e capacità di navigare nei mari procellosi dei commerci internazionali.<br />
&#8211; foto Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>La paura del cambiamento non fermi la possibilità di progredire</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/la-paura-del-cambiamento-non-fermi-la-possibilita-di-progredire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 14:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="820" height="547" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Galileo-Agenzia_Fotogramma_FGR3989656.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La paura del cambiamento non fermi la possibilità di progredire" title="La paura del cambiamento non fermi la possibilità di progredire" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Galileo-Agenzia_Fotogramma_FGR3989656.jpg 820w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Galileo-Agenzia_Fotogramma_FGR3989656-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Galileo-Agenzia_Fotogramma_FGR3989656-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Galileo-Agenzia_Fotogramma_FGR3989656-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Galileo-Agenzia_Fotogramma_FGR3989656-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" />ROMA (ITALPRESS) &#8211; Le fasi di grande cambiamento che l’uomo ha dovuto affrontare nella sua storia sono state sempre vissute con paura; questo è stato il sentimento dominante. Le situazioni nuove, si sa, generano diffidenza; la sensazione di pericolo che si avverte è quella di perdere ciò che si possiede. Si teme che il nuovo [&#8230;]]]></description>
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ci priva della lucidità che ci assiste quando desideriamo cose nuove in continuità con gli antenati che ci hanno preceduto e che ci hanno insegnato che nulla è nocivo all’uomo se non la sua mancanza di desiderio di camminare nella storia.<br />
(ITALPRESS).<br />
&#8211; Foto: Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
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		<title>Deficit, serve una credibile strategia di rientro</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/deficit-serve-una-credibile-strategia-di-rientro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 19:45:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="666" height="434" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/commissione.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Deficit, serve una credibile strategia di rientro" title="Deficit, serve una credibile strategia di rientro" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/commissione.jpg 666w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/commissione-300x195.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/commissione-645x420.jpg 645w" sizes="(max-width: 666px) 100vw, 666px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Ecco l&#8217;inevitabile cartellino giallo della Commissione Europea sull&#8217;eccesso di deficit italiano. Taluni già si atteggiano a vittime, ma il severo richiamo era già scontato. Il nostro disavanzo si colloca al 4,4%, ben oltre il 3%, e dunque chi ha il gravoso compito di sorvegliare i conti per la salute economica degli Stati aderenti alla UE, ci ricorda che le penalità sono già lì pronte qualora non si dovesse rimediare presto. Dunque, non si tratta di un accanimento contro di noi da parte delle istituzioni europee. È un oggettivo e doveroso controllo responsabile della tenuta dei conti che, se gestiti con disinvoltura, pregiudica alla lunga il benessere dei cittadini europei, italiani compresi. D&#8217;altronde, non siamo soli nella lista nera, anche se il nostro deficit è il più alto di tutti. Dunque, sotto sorveglianza ci sono i francesi, polacchi, maltesi, belgi, ungheresi e slovacchi. Va sottolineato che non ci sarebbero più attenuanti, in quanto durante la pandemia si concesse il superamento del deficit oltre la regola, ma per fortuna il Covid e i costi eccezionali che comportò sono dietro le nostre spalle. E tuttavia, l&#8217;ordine dei conti non sembra sia in cima ai pensieri della nostra classe dirigente. La politica dei bonus da diverso tempo viene praticata per lenire dolori e ferite di ciascuno, ma a noi sembra più un rimedio placebo, quando non un peso economico fuori dal comune come il super bonus. Ed allora Governo e Parlamento devono in forte intesa subito provvedere a darsi una credibile strategia di rientro.<br />
Una collaborazione dedicata al supremo interesse dei cittadini tutti che non potrà che vedere maggioranza ed opposizione confrontarsi responsabilmente. Come in una sana famiglia, si dovranno considerare con oculatezza le somme delle entrate e come incrementarle, quelle del mantenimento del bilancio famigliare tagliando gli sprechi, e con la graduatoria degli obblighi più indispensabili. Le promesse si rimandano a tempi migliori, per destinare risorse necessarie al piano di ammortizzazione del debito. Le entrate si incrementano con riforme che danno ossigeno alle attività economiche con concorrenza e produttività del sistema economico, e togliendolo alle rendite, corporazioni, clientele. Gli sprechi e spese di minore importanza si possono riassorbire eliminandole nei bilanci statali, regionali, comunali, e nella pletora di enti che fanno da contorno, ma bloccando anche disegni di cambiamento istituzionali come quelle della cosiddetta autonomia differenziata, a meno che non si comprovi che apporterebbero un risparmio significativo della spesa pubblica. Chissà se in Italia le cose possano cambiare davvero. Maggioranze ed opposizione che si contendono il governo della cosa pubblica, non promettendo tutto a tutti, ma promettendo quello che possono fare, sempre con l&#8217;occhio attento alle entrate, alle spese debiti compresi, alla crescita delle fonti di guadagno per far fronte ai desiderata e non ricorrendo a tasse palesi o occulte. Ebbene, in un contesto di questo tipo si avranno vere leadership e governi duraturi, dunque stabilità; si può essere sicuri. Volenti o nolenti questo è lo scenario che ci aspetta con 2.000 miliardi di debito con 100 miliardi annui di interessi da pagare e con famiglie che non sanno più a che santo votarsi.<br />
-foto Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>L&#8217;Intelligenza Artificiale non spegnerà la creatività umana</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/lintelligenza-artificiale-non-spegnera-la-creativita-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2024 09:40:45 +0000</pubDate>
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Tuttavia, la realtà è molto diversa. Negli ultimi 50 anni, la tecnologia ha rivoluzionato il mondo del lavoro, migliorando la produttività e ricollocando progressivamente i ruoli nella nuova organizzazione del lavoro. Inizialmente, possedere un computer era un lusso riservato a pochi fortunati. Solo alcune grandi aziende e università avevano computer costosi e di grandi dimensioni. Ma con l’avvento dei primi computer personali come l’Apple II, il Commodore 64 e l’Atari 800, la tecnologia è diventata più accessibile a un pubblico più ampio.<br />
Negli anni &#8217;90, Internet ha rivoluzionato il modo in cui comunichiamo, cerchiamo informazioni e facciamo acquisti. La navigazione in rete è diventata sempre più facile grazie a browser come Netscape, Navigator e Internet Explorer. Successivamente, con l’arrivo del nuovo millennio, la tecnologia è diventata sempre più mobile, soprattutto con i primi cellulari.<br />
Ora, con l’intelligenza artificiale, la dinamica sarà la stessa, ma forse in modo più accentuato a causa dell’esperienza pandemica. I problemi saranno fortemente correlati alla volontà delle istituzioni di fornire programmi formativi massicci e alla prontezza delle persone nel servirsene per acquisire nuove conoscenze e transire rapidamente dal vecchio al nuovo lavoro.<br />
In conclusione, chi sostiene la possibile caduta dell’inventiva umana sottovaluta il fatto che l’esaltazione e l’efficacia delle invenzioni delle eccellenze umane sono spesso potenziate dall’uso delle tecnologie. L’innovazione e la creatività umana continueranno a essere fondamentali, ma dovranno adattarsi alle nuove sfide e opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.</p>
<p>&#8211; foto Ipa Agency &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>L&#8217;Italia deve cambiare il suo modo di stare nell&#8217;Unione Europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 09:10:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1200" height="798" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="L&#8217;Italia deve cambiare il suo modo di stare nell&#8217;Unione Europea" title="L&#8217;Italia deve cambiare il suo modo di stare nell&#8217;Unione Europea" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-1024x681.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-768x511.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-696x463.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-1068x710.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />di Raffaele Bonanni ROMA (ITALPRESS) &#8211; Giunti alla conclusione della campagna elettorale, ed eletta la delegazione italiana nel nuovo Parlamento europeo, dobbiamo cambiare radicalmente il modo di essere degli italiani nella Ue. La campagna elettorale avrebbe potuto essere certamente migliore, ed infatti ha ricalcato essenzialmente la noiosa normalità dello scontro tra gruppi politici, ma non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1200" height="798" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="L&#8217;Italia deve cambiare il suo modo di stare nell&#8217;Unione Europea" title="L&#8217;Italia deve cambiare il suo modo di stare nell&#8217;Unione Europea" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630.jpg 1200w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-1024x681.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-768x511.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-696x463.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-1068x710.jpg 1068w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Unione-Europea-230630-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><p>di <strong>Raffaele Bonanni</strong></p>
<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Giunti alla conclusione della campagna elettorale, ed eletta la delegazione italiana nel nuovo Parlamento europeo, dobbiamo cambiare radicalmente il modo di essere degli italiani nella Ue. La campagna elettorale avrebbe potuto essere certamente migliore, ed infatti ha ricalcato essenzialmente la noiosa normalità dello scontro tra gruppi politici, ma non ha pienamente riguardato gli aspetti eccezionali che lo scenario mondiale pone a noi italiani ed europei. Il punto principale dovrebbe essere come utilizzare intensivamente il ricco lascito storico della cultura, della conoscenza e delle risorse economiche per affrontare il futuro e garantire prosperità e crescita civile per i popoli del nostro continente. Le nostre produzioni, il nostro modello di vita basato su libertà civili, sociali e politiche, vengono sfidate e messe in discussione da paesi privi di libertà, di diritti del lavoro e irrispettosi delle convenzioni e dei trattati internazionali. Non bastano da sole le antiche sovranità nazionali a provvedere alla nostra sicurezza e alla competizione economica nei mercati. È necessaria una Unione che abbia almeno sovranità concesse dagli Stati membri sulla diplomazia e la difesa, sul fisco e sulla moneta. Senza questo cambiamento, non riusciremo ad imprimere nuovo slancio per aumentare produttività e competitività, soprattutto nei settori ad alta tecnologia.</p>
<p>Per tutelare il lavoro e la prosperità nel futuro, dovremo investire in ricerca e sviluppo, nell&#8217;intelligenza artificiale, nelle tecnologie verdi e incrementare l&#8217;indipendenza strategica energetica e delle materie prime critiche, nonché delle batterie. Per rafforzare i nostri fondamentali economici rispetto a Cina e USA, ci serve assolutamente rafforzare la posizione europea nel contesto economico mondiale, mettendo a frutto la massima economia di scala da applicare ad ogni risorsa di cui disponiamo in Europa. Dunque, la sovranità del popolo si potrà usare bene in un sistema sussidiario che provvede localmente e globalmente a secondo delle necessità di scala. Questi inconfutabili obiettivi si coglieranno se abbandoniamo l&#8217;idea ipocrita che la coesistenza pacifica tra le potenze si raggiunge solo attraverso gli scambi commerciali. Dovremo prendere coscienza che c&#8217;è ancora una parte del mondo governata da autocrati che concepiscono il rapporto tra i popoli solo attraverso gli equilibri brutali stabiliti dalla forza.</p>
<p>Come la rapida progressione della polarizzazione dei redditi e delle ricchezze di pochi, creano ingiustizie minacciose per la coesione sociale e la democrazia. Dunque su queste posizione la delegazione italiana nel Parlamento europeo dovrà essere unita per la nuova Europa al di là dei colori di partenza. Dovranno far contare di più gli italiani e costruire il loro benessere. I capi partito dunque dovranno tutti vestire la casacca degli statisti dell&#8217;interesse comune se vogliono bene agli italiani ed agire da rappresentanti di un grande paese dell&#8217;Unione. E’ questo il modo di ripristinare la politica e l&#8217;affezione per le urne.</p>
<p>&#8211; Foto Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Giustizia, la separazione delle carriere dovrebbe mettere d&#8217;accordo tutti</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/giustizia-la-separazione-delle-carriere-dovrebbe-mettere-daccordo-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2024 11:41:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="681" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Nordio.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Giustizia, la separazione delle carriere dovrebbe mettere d&#8217;accordo tutti" title="Giustizia, la separazione delle carriere dovrebbe mettere d&#8217;accordo tutti" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Nordio.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Nordio-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Nordio-768x511.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Nordio-696x463.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/06/Agenzia_Fotogramma_Nordio-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, e cosi si sono accesi i fuochi della contrapposizione. La destra esulta per la rivoluzione, la sinistra parla di involuzione. Si può solo sperare che questo tema non diventi un ennesimo focolaio di contrapposizione partigiana, insieme ad altri ancora. Ormai la politica italiana si adopera diabolicamente a dividere il Paese su ogni cosa, raramente ad assottigliare la catasta di pesi che opprimono i cittadini. Ma la “questione” magistratura dura da molto tempo, soprattutto l’annosa responsabilità civile del magistrato. Nel lontano 1987, si tenne un referendum abrogativo che mirava a cancellare alcune norme del codice di procedura civile per consentire ai cittadini che si sentissero danneggiati per dolo o colpa grave del magistrato di essere risarciti da quest’ultimo e non dallo Stato per i danni causati con la sentenza sbagliata.<br />
Ricordiamo che il voto favorevole a questa proposta ottenne un grandissimo favore degli elettori, ma clamorosamente non si applicò. Clamorosamente, l’anno successivo, il governo mise in atto uno strumento legislativo che riportò in capo allo Stato l’eventuale risarcimento, nullificando il volere popolare orientato a ottenere con l’accertata responsabilità dolosa del magistrato un meccanismo equo di deterrenza verso comportamenti dolosi. Un errore clamoroso sotto ogni punto di vista che ha aperto da tempo una ferita grave sul tema della giustizia, alimentato fino ai giorni nostri da molti casi di eclatanti errori giudiziari, quasi tutti riguardanti personalità politiche che poi, dopo lunghissime traversie, hanno potuto essere scagionate dopo aver pagato per lunghi anni prezzi altissimi. Per queste ragioni e per tantissime altre ad esse legate, la convinzione assai diffusa che alcuni casi siano stati infettati da ragioni politiche, basterebbero a giustificare una riforma della giustizia.<br />
Chi ha buon senso dovrebbe comprendere che il potere terzo della giustizia, per poter disporre di indipendenza, non tollera neanche il minimo errore che possa inficiare la sua natura rispetto alla disposizione costituzionale. Dunque, il fatto che si separi la carriera dei giudicanti dai requirenti, dopo i tanti fatti non virtuosi, dovrebbe essere sostenuto da tutti. Non a caso, il miglior servitore dello Stato come Giovanni Falcone aveva assai caldeggiato il provvedimento prima che venisse ucciso dalla mafia. Era la fine degli anni &#8217;80 e su mia richiesta per la preparazione delle tesi di riforma della giustizia da discutere nelle assemblee da tenere a a Roma, Napoli e Milano, si pronunciò con nettezza per la separazione delle carriere, opinione che aveva maturato da tempo. Ora, la proposta del Ministro Carlo Nordio si limita a disciplinare nell’ordinamento giudiziario le carriere distinte, con concorsi distinti. Il tema che i nuovi organismi per l’esercizio disciplinare non siano coincidenti, e che i membri di tali organismi debbano essere sorteggiati tra soggetti del sistema giudiziario estratti a sorte, smentisce ogni dubbio sulla permeabilità del sistema utile per i governi di turno e per le corporazioni, come racconta l’incresciosa storia di Palamara.</p>
<p>&#8211; foto: Agenzia Fotogramma &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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		<title>Ia e mondo del lavoro, rischi e opportunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 14:28:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="820" height="545" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/05/Agenzia_Fotogramma-lavoro-industria-ia.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Ia e mondo del lavoro, rischi e opportunità" title="Ia e mondo del lavoro, rischi e opportunità" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/05/Agenzia_Fotogramma-lavoro-industria-ia.jpg 820w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/05/Agenzia_Fotogramma-lavoro-industria-ia-300x199.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/05/Agenzia_Fotogramma-lavoro-industria-ia-768x510.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/05/Agenzia_Fotogramma-lavoro-industria-ia-696x463.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/05/Agenzia_Fotogramma-lavoro-industria-ia-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /><p>Il Forum della Pubblica Amministrazione al Palazzo dei Congressi di Roma, è stato un produttivo confronto di opinioni sulla situazione non certo semplice della Pa italiana. In tale contesto, la discussione non poteva che giungere alle considerazioni che ormai fanno parte della preoccupazione d’obbligo in ogni ambiente culturale, socio-politico ed economico. Il cruccio principale su questi ambiti riguarderebbe almeno due aspetti: se sarà l’uomo in grado di dominare ancora la macchina, oppure se la macchina sarà tanto evoluta da dominare essa stessa l’uomo. L’altro dilemma, assai in voga, sarebbe quello della sicura disgrazia in cui incapperebbero i lavoratori perdendo il “posto” a causa dell’incontenibile pervasività dell’intelligenza artificiale. Ma si potrebbe affermare che sotto il sole non c’è nulla di nuovo. Ogni qual volta una grande invenzione si affaccia al balcone della nostra vita, subito c’è chi va a guardare solo il possibile risvolto negativo. Quando siamo al cospetto di ciò che non conosciamo, si fanno avanti grandi dubbi, subito amplificati da chi cerca consenso a buon mercato. Penso alla nota rivolta degli operai inglesi di fine &#8216;700. Essi distrussero i primi telai meccanici nelle fabbriche per evitare che si sostituissero a loro. Furono istigati da Ned Ludd, da cui derivò l’appellativo di movimento luddista. Dopo due secoli e più, il loro mantra risuona ancora, rinnovando l’ostilità verso lo sviluppo tecnologico nel lavoro. Ma al contrario di quell’epoca, l’avversione antimoderna non si esprime con propositi di distruzione delle macchine, ma con richieste di risarcimento dello Stato per chi correrebbe il rischio di perdere il lavoro. Infatti, il guru dell’IA Geoffrey Hinton, nella conferenza di Roma, ha proposto un reddito universale garantito per proteggere i lavoratori dall’impatto sull’organizzazione del lavoro dell’intelligenza artificiale, che sottrarrebbe al lavoro umano molto spazio per la produttività, che aumenterebbe fino a cinque volte in più. Insomma, di fronte al calcolo fatto in conferenza del surplus, nella sola pubblica amministrazione sarebbe di oltre 200 mila impiegati su circa 3 milioni di addetti. Stante a queste ipotesi, a detta di Hinton, lo Stato dovrebbe comunque garantire uno stipendio ai suoi dipendenti per supplire ad evenienze quali quelle succitate. Anch’io penso che in questi frangenti il potere pubblico debba in qualche modo intervenire, ma il sostegno da offrire ai lavoratori con i soldi dei contribuenti dovrebbe riguardare il loro aggiornamento professionale per cambiare la loro predisposizione alla rivoluzione in corso. Anzi, occorreva intervenire molto prima in tale modo. Diversamente, come già accaduto con il reddito di cittadinanza, l’aiuto con un mero salario di sopravvivenza deresponsabilizzerebbe i fruitori di assistenza, privandoli di una vita libera e dignitosa; ne soffrirebbero il mercato del lavoro, le aziende e i contribuenti. L’umanità, nella sua storia, ha affrontato mille volte i cambiamenti e ha compreso che per evitare il costo dell’inadeguatezza a gestire lavori nuovi con le vecchie modalità, è necessario prepararsi, studiare, applicarsi fino a giungere al dominio delle nuove tecnologie. Più è veloce l’acquisizione di nuove abilità professionali, più agevole è il passaggio dal vecchio lavoro al nuovo. Il mondo che abitiamo ha potuto progredire sempre in tale modo, nonostante i dubbi e i freni degli onnipresenti antimoderni sempre in agguato.<br />
(ITALPRESS).<br />
&#8211; Foto: Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
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		<title>Servono nuove regole nel rapporto tra politica e affari</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/servono-nuove-regole-nel-rapporto-tra-politica-e-affari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2024 11:50:51 +0000</pubDate>
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Come gli affidamenti degli Enti locali alle cosiddette multiservizi e l&#8217;area vastissima delle concessioni grandi e piccoli che vanno dalle autostrade ai camposanti. Anche le convenzioni e autorizzazioni nell&#8217;ambito della sanità, dei trasporti e di tanti altri settori economici, come le autorizzazioni delle costruzioni abitative dei Comuni, e quelle commerciali piccole e grandi. Dunque tutti questi ambiti, e di tanti altri che rientrano nella sfera delle autonomie locali, necessitano di profonde riforme rivolte alla efficienza tecnica e operativa raggiungibile alla condizione di economie di scala di ridisegno degli assetti amministrativi. Deteniamo il pessimo primato di un groviglio di entità decisionali istituzionali che non hanno pari per numero e poteri non confrontabili con i grandi paesi federali 20-30 volte più estesi e più popolosi dell&#8217;Italia. Ma oltre alla revisione dell&#8217;assetto istituzionale e tecnico operativo degli enti pubblici, occorrerebbe regolare il rapporto tra politica e affari. Non giova a nessun leader politico che si possano finanziare le campagne elettorali per amministratori locali o nazionali dalle imprese impegnate in lavori decisi dalle amministrazioni pubbliche. Ne vale la loro autorevolezza e onorabilità rispetto alla opinione pubblica. Occorre che si concludano definitivamente le campagne scandalistiche utili solo a occasionali disfide nel sistema politico per contendersi il potere. Se possono essere utili agli scontri tra parti, sicuramente compromettono ogni credibilità delle istituzioni in assenza di soluzioni definite e convergenti. Insomma bisogna fare presto a dismettere la musica suonata senza spartito, eseguita a orecchio senza senso, irrispettosa dei cittadini. Ma in questa storia, è difficile negarlo, ritroviamo i mali che sempre più spesso attaccano gli interessi dei lavoratori. Oltre alla corruzione, ai colpi inferti al sistema della concorrenza tra imprese, alla infezione inoculata nei centri nevralgici della pubblica amministrazione, ritroviamo la spiegazione del perché, nell&#8217;area economica governata da decisioni politiche, la sicurezza i bassi salari sono all&#8217;ordine del giorno. La ragione è semplice: se oltre i conti economici del guadagno d&#8217;impresa, del costo dei materiali da impiegare e delle maestranze, si aggiungono anche quelli di chi vuol farsi pagare le frequenti campagne elettorali per l&#8217;elezioni che interessano il rinnovo delle rappresentanze elettive dei troppo numerosi livelli istituzionali, a pagarne le spese sarà meno sicurezza del lavoro, minore salario, minore qualità della produzione dell&#8217;impresa.<br />
(ITALPRESS).<br />
&#8211; Foto Ipa Agency &#8211;</p>
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		<title>Lavoro, l&#8217;ideologia non ha imparato la lezione</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/lavoro-lideologia-non-ha-imparato-la-lezione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 May 2024 09:15:33 +0000</pubDate>
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<p></strong>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Nel mondo sta accadendo di tutto, ma mezza politica italiana si dedica prioritariamente alla soppressione del Jobs Act che peraltro lei stessa ha ideato dieci anni fa per modernizzare il lavoro italiano, già allora in forte ritardo di allineamento rispetto agli altri paesi OCSE. Qualche mese fa la stessa agitazione politica aveva riguardato la fallimentare questione del salario minimo. Sembrava fosse la soluzione ad ogni problema dell&#8217;Italia e dei suoi cittadini, e così si diffusero molti dati improbabili per comprovare le proprie tesi e clamori scatenati da taluni casi ristretti che avrebbero dovuto rappresentare soluzioni da applicare per tutti. Tali iniziative politiche però segnalano la inadeguatezza della classe dirigente ad affrontare tempi nuovi e diversi da quelli vissuti nel passato anche prossimo. Molti sono gli errori madornali che tali approcci indicano nel farli diventare prioritari nel confronto politico. Utilizzando addirittura l&#8217;istituto referendario, come per il caso della richiesta di abrogazione del Jobs Act.<br />
O come si è fatto con la richiesta di una legge, persino in contrasto con le direttive UE, come per il caso del cosiddetto salario minimo. Un errore è quello di voler riportare indietro le lancette della storia. Infatti facendo così si mette la testa nella sabbia per non vedere le nuove dinamiche di produzione per raggiungere la efficienza necessaria per la competitività nella conquista dei mercati dei prodotti. L&#8217;illusione che si alimenta riguarda la falsità disastrosa che i temi del reddito dei lavoratori e della economia del Paese non dipenda dal riposizionamento generale dei fattori che hanno influenza sulla capacità di ben posizionarsi nell&#8217;agone della divisione internazionale del lavoro, ma essenzialmente dalle leggi che si varano o no nel Parlamento. Il clima di frustrazione che deriva dai fallimenti gravi che provengono dalla inapplicabilità di questi approcci economici costituisce una delle ragioni delle gonfie vele del populismo. Deriva proprio dal deragliamento di tragitto su cui insiste gran parte della politica nella sua caparbia volontà di rimanere nel posizionamento ideologico già sconfitto nel passato.<br />
Eppure le parole di Draghi pronunciate per conto della Commissione europea qualche settimana fa a Bruxelles per fare il punto sulle sfide necessarie per il continente erano tutte concentrate sul raggiungimento della competitività in ogni settore riguardante lo sviluppo dell&#8217;Europa. Parole orientate alla competitività europea e dunque ad esplorare le nuove frontiere della prospettiva di costruzione di una compiuta istituzione politica continentale, all&#8217;education, della finanza, alla ricerca applicata alle produzioni, alla transizione alle fonti fossili a quelle rinnovabili per la conquista della indipendenza energetica. E allora ci si chieda con onestà se il cambiamento che richiede la realtà complessa mondiale, delle guerre dichiarate o non dallo schieramento sempre più evidente costituito da paesi autocratici, possa farsi con il ritorno al passato o attraverso forzature misere orientate ad alleanze improbabili.</p>
<p>&#8211; Foto: Agenzia Italpress &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Sull&#8217;energia del futuro l&#8217;Italia deve cambiare davvero rotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 12:05:24 +0000</pubDate>
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<p>Nei giorni scorsi presso la reggia di Venaria si è svolto l’incontro sui temi ambientali ed energetici con la partecipazione dei rappresentanti dei paesi del G7, ma anche di delegazioni della Commissione Europea e di alcuni Paesi esterni. Si è trattato della prima occasione per i Paesi delle sette economie più forti del mondo di sedersi allo stesso tavolo per discutere su quali debbano essere le prossime mosse da mettere in atto per promuovere nuove politiche ambientali ed energetiche. Il punto cruciale è stato come accelerare il processo di decarbonizzazione nei vari settori economici, pur dovendo soddisfare la crescente domanda elettrica domestica e quelle delle produzioni che ne hanno accresciuto l&#8217;esigenza a causa del boom delle nuove tecnologie digitali, rese ancora più pervasive in ogni attività umana dal mercato dell’intelligenza artificiale. Dopo serrati dibattiti e approfondimenti scientifici, i rappresentanti delle economie più avanzate del pianeta hanno sottoscritto una dichiarazione finale comune. L&#8217;orientamento adottato ha rivolto l&#8217;interesse al raggiungimento del “phase out” dell’utilizzo energetico del carbone (ad eccezione di quelle infrastrutture dotate di sistemi di cattura della CO2) entro il 2030. Entro il 2040, in tutte le altre regioni, in via di sviluppo, si è considerata la programmazione dell’aumento considerevole della produzione elettrica da fonti rinnovabili con relativa capacità degli accumuli, la promozione di iniziative di ricerca e di sviluppo sull&#8217;utilizzo dell’energia nucleare, comprese quelle da fusione. Insomma, si vuole cogliere il risultato della riduzione del 75% delle emissioni globali, rendendo progressivamente superfluo l&#8217;utilizzo delle fonti fossili reso necessario dai ritardi della tabella di marcia per risolvere i nodi ambientali, così come provvedere a uscire definitivamente dalla dipendenza del gas con le implicazioni di ordine economico e della sicurezza. La guerra ibrida del gas freddamente mossa per assoggettare gli europei, alimentare inflazione e scombussolare le economie dei Paesi europei, spingono verso scelte più razionali e cooperative per un piano rivolto alla ricerca per la produzione delle tecnologie del fotovoltaico ed eolico, investimenti nel nucleare quale energia stabile per sostituire il gas ed altre energie fossili. Il G7 ha dedicato attenzione anche alla drammatica crisi idrica globale e al rafforzamento del modello di economia circolare, fondamentale per ridurre la pressione sulle risorse primarie. Dunque dalla reale azione futura su questi propositi, si giocano le partite più importanti per l&#8217;ecologia, ma anche della solidità economica e sicurezza del mondo libero. Troppi sono i segnali di un assedio dalle varie connotazioni alle nostre comunità nazionali, programmato da parte di alcuni Paesi produttori di energie fossili e la risposta non potrà mancare. Soprattutto l&#8217;Italia dovrà rivedere molti comportamenti autolesionisti. Ad esempio cancellare l&#8217;errore grave della dismissione della energia nucleare. Unici tra i Paesi industriali a dismetterla, ci siamo esposti alla perdita di competitività, al rialzo esorbitante dei costi del gas, dell&#8217;inflazione, della sicurezza nazionale. L&#8217;esperienza fatta si spera ci spinga stavolta a cambiare davvero rotta.<br />
(ITALPRESS).<br />
&#8211; Foto: Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
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		<title>Primo Maggio, serve un patto per il Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[toti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 18:12:58 +0000</pubDate>
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<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; Si celebra il primo Maggio, e l&#8217;Ocse rassegna ancora dati incoraggianti per l&#8217;Italia. Gli occupati aumentano, così anche il tasso di attività ormai molto simile alla media europea. Aumentano ancora i contratti a tempo indeterminato, anche se i giovani che né studiano né lavorano sono ancora molti nel Sud, come il dato di coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro è ancora scarso. Anche il lavoro nero nel Sud resta a livelli allarmanti con salari bassi, zero contibuzioni sociali e livelli di concorrenza tra imprese compromessi. Una situazione penosa che toglie ossigeno all&#8217;Italia e che occorre cambiare. Il governo ha incontrato i sindacati per annunciare alcuni provvedimenti per il lavoro dipendente ed imprese che possono ancor più migliorare le cose: un bonus tredicesima di un centinaio di euro che si incasserebbe a gennaio per chi non supera i 28 mila euro ed ha almeno coniuge ed un figlio a carico; si confermerebbero dopo qualche incertezza tasse al 5% per le somme percepite fino a 3 mila euro per l&#8217;incremento della produttività; benefici fiscali e contributivi per le imprese che assumono giovani donne con contratti a tempo indeterminato, che nel periodo precedente hanno incrementato assunzioni; aumenti importanti di badget per i fondi di coesione e penalizzazioni per coloro che non li utilizzano o li usano male.<br />
Nel giudicare questi provvedimenti con il metro usato con quelli fatti da altri governi, si potrebbe dire che sono persino più definiti. Ma il tema è quello di concepire un qualcosa che susciti la cooperazione di tutti per un piano che rilanci il paese in una visione di insieme sulle tasse, sullo sviluppo che si vuole ottenere, sui rami da tagliare, sulla education che ci serve, sulla necessaria pacificazione nel Paese. Per questa ragione i sindacati e le imprese, insieme, devono offrire una proposta all&#8217;altezza delle sfide di questa epoca. Dovrà essere una proposta non per promuovere divisioni ma per unire i migliori che sono presenti in ogni forza politica. Questo è quello che serve al Paese ed il Primo Maggio si spera sia all&#8217;altezza di tali ambizioni e valori per il mondo del lavoro e per gli italiani.</p>
<p>&#8211; Foto: Agenzia Fotogramma &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>25 Aprile, in molte piazze si è riaffermata l&#8217;intolleranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2024 18:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="25 Aprile, in molte piazze si è riaffermata l&#8217;intolleranza" title="25 Aprile, in molte piazze si è riaffermata l&#8217;intolleranza" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />ROMA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stata significativa la dichiarazione esaustiva e chiara della Presidente del Consiglio fatta in occasione della commemorazione della festa della Liberazione all&#8217;Altare della Patria. Alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, Giorgia Meloni ha ricordato che con la fine del fascismo si è riaffermata la Democrazia. Poi ha precisato di essere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="25 Aprile, in molte piazze si è riaffermata l&#8217;intolleranza" title="25 Aprile, in molte piazze si è riaffermata l&#8217;intolleranza" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza.jpg 1024w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-300x200.jpg 300w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-768x512.jpg 768w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-696x464.jpg 696w, https://demo2024.italpress.com/wp-content/uploads/2024/04/IPA_Agency_Intolleranza-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p>ROMA (ITALPRESS) &#8211; E&#8217; stata significativa la dichiarazione esaustiva e chiara della Presidente del Consiglio fatta in occasione della commemorazione della festa della Liberazione all&#8217;Altare della Patria. Alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, Giorgia Meloni ha ricordato che con la fine del fascismo si è riaffermata la Democrazia. Poi ha precisato di essere contro tutti i regimi autoritari: quelli di ieri e quelli di oggi. In Europa e nel mondo, ha ribadito, intendiamo avversarli con coraggioso impegno. Ha concluso dicendo che<br />
difenderà la democrazia per un&#8217;Italia finalmente capace di unirsi sul valore della libertà. Si può dire che le parole pronunciate sono dense di significato sia per il passato che per il presente e si prestano a molti interrogativi ai quali dobbiamo saper dare risposte immediate. Però mentre Meloni si pronunciava per una libertà che richiede unità, in molte piazze, come negli anni scorsi, si è riaffermata l&#8217;intolleranza, e così si è tradito clamorosamente lo spirito essenziale della resistenza al nazifascismo.<br />
L&#8217;Unità di popolo è stato elemento costitutivo per la lotta contro gli oppressori, senza di essa non ci saremmo riscattati dalle colpe passate. Non avremmo neanche potuto gettare le basi per la nuova Italia Democratica con la nostra Costituzione che ha continuato a unire tutti coloro che amavano la libertà al prezzo delle torture, della vita. L&#8217;amore per la libertà spinse alla guerra partigiana persone di ogni filosofia politica che come unica demarcazione per la collaborazione, vedevano l&#8217;adesione piena alla costruzione dell&#8217;Italia Democratica. Dunque monarchici, repubblicani, democristiani e socialisti comunisti e liberali vollero collaborare nell&#8217;interesse principale di valori democratici che garantiscono la libertà. Come è possibile che nelle commemorazioni del 25 aprile ci si possa appropriare impunemente di una gloriosa storia che non appartiene a nessuna fazione politica ma a tutti i democratici di allora e di oggi?<br />
Come è possibile che si possano discriminare le associazioni ebraiche le cui infamie subite in quegli anni terribili convinsero molti italiani della necessità di abbattere il fascismo con la lotta armata? I nuovi fascismi nel mondo di oggi hanno il solito volto delle dittature del &#8216;900. Essi in ogni continente ed in ogni epoca hanno torturato, imprigionato, ucciso i democratici, per privare le persone del bene più prezioso: la libertà di unirsi in associazioni, per far vivere l&#8217;idea che ogni persona è uguale all&#8217;altro di fronte alla legge, che attraverso il proprio lavoro si conquista la propria autonomia e personalità. Queste gravi situazioni sono ancora oggi presenti in vari luoghi del mondo e questo ci chiama a reagire in nome dei diritti naturali delle persone. Questa convinzione ci fa progredire, ed invece le oscure lusinghe, i tradimenti dei collaborazionisti, i ricatti della diabolica disinformazione degli infiltrati nelle nostre Democrazie, nascondono le stesse insidie che nel 900 hanno condotto l&#8217;Europa nel baratro. Tali fatti si potranno di nuovo riprodurre per la fine delle Democrazie e dunque delle nostre libertà individuali e collettive.</p>
<p>&#8211; foto: Ipa Agency &#8211;<br />
(ITALPRESS).</p>
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