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	<title>Il pallone racconta di Franco Zuccalà Archivi - Italpress</title>
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	<description>Agenzia di Stampa Italpress</description>
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		<title>JUVE E INTER NON RISCHIANO, MILAN E NAPOLI VINCONO</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2023 12:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; finito 1-1 il Derby d&#8217;Italia e ha prevalso la ragion di stato. Alla Juve quindi non è riuscito (anche per le assenze e il suo gioco sparagnino) il sorpasso su un&#8217;Inter che sembra non avere avversari consistenti all&#8217;orizzonte. I distacchi del Milan (-6) e Napoli (-8) sembrano ora più accettabili. Al bel gol di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; finito 1-1 il Derby d&#8217;Italia e ha prevalso la ragion di stato. Alla Juve quindi non è riuscito (anche per le assenze e il suo gioco sparagnino) il sorpasso su un&#8217;Inter che sembra non avere avversari consistenti all&#8217;orizzonte. I distacchi del Milan (-6) e Napoli (-8) sembrano ora più accettabili. Al bel gol di Vlahovic, ha risposto Lautaro (13.mo gol), altrettanto ben costruito. Tutto nel primo tempo. Diciamocelo: nella ripresa le squadre si sono equivalse e, a sensazione, hanno preferito non rischiare. Il margine dagli inseguitori non è incolmabile, ma sufficiente. La Fiorentina sembrava in grado di superare un Milan imbottito di riserve, ma un rigore a fine primo tempo, procurato (e segnato) da Hernandez, ha cambiato i destini della gara. I viola non hanno trovato la porta (due gol in cinque partite) e i rossoneri sono tornati a vincere dopo un digiuno di quattro gare. Maignan miracoloso. Ha esordito il quindicenne Francesco Camarda, il più giovane della storia della serie A. Lo rovineremo? Il ritorno di Mazzarri al Napoli e quello di Osimhen in campo hanno segnato il ritorno alla vittoria dei campioni. A Bergamo non era facile, ma gli azzurri hanno dato un segnale: hanno ancora qualcosa da dire e c&#8217;è tempo per recuperare posizioni. <br />Per l&#8217;Atalanta, un&#8217;altra ricorsa da prendere per entrare fra le prime. La Roma, calata nella ripresa, non ha avuto facile contro l&#8217;Udinese che ha pareggiato, in rimonta, prima che Dybala e El Shaarawy permettessero ai giallorossi di avvicinarsi alla &#8220;zona Champions&#8221;. Friulani a tre punti dal baratro. Il colpaccio del Frosinone sul Genoa nel recupero ha consentito alla squadra di Di Francesco di superare addirittura la Lazio in classifica, mentre il Grifone è rimasto in zona pericolo. Ci sono due Lazio: quella senza Luis Alberto si è fatta rimontare dalla Salernitana, alla prima vittoria stagionale con uno spettacolare gol di Candreva. Le ambizioni della squadra di Sarri (che si è detto pronto a lasciare) hanno subito un grave smacco. Per la squadra di Pippo Inzaghi si è accesa la luce della speranza. Nei posticipi vedremo se il Bologna si è ripreso dalla seconda sconfitta stagionale contro un Torino in crescita. Arbitro Colombo. Pareggio con due traverse del Monza a Cagliari. L&#8217;Europa si è allontanata per i brianzoli. Sardi sempre in lotta per la salvezza. Il colpaccio del Frosinone sul Genoa nel recupero ha consentito alla squadra di Di Francesco di superare addirittura la Lazio in classifica, mentre il Grifone è rimasto in zona pericolo. <br />L&#8217;Empoli, che aveva vinto a Napoli, si è fatto superare in casa dal Sassuolo che nel finale ha segnato una doppietta. Vedremo nel posticipo come risponde il Verona che, dopo una lunga serie di flop (cinque ko di fila), cercherà punti contro un Lecce che non vince da sette partite. Dirigerà La Penna. Insomma, primi verdetti pesanti. Ora Coppe, poi Napoli-Inter.</p>
<p>(ITALPRESS)</p>
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		<title>HARAKIRI NAPOLI, DIMARCO GOL DA 56 METRI</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/harakiri-napoli-dimarco-gol-da-56-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 12:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Harakiri Napoli, prodezza Dimarco. Un turno che ha spostato molto nell&#8217;economia del campionato: mentre Inter e Juve sono andate avanti, le inseguitrici hanno ciccato, specie il Napoli che si è fatto battere in casa dall&#8217;Empoli che era in coda alle graduatorie europee per i gol segnati: sul filo di lana, la squadra di Andreazzoli ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Harakiri Napoli, prodezza Dimarco. Un turno che ha spostato molto nell&#8217;economia del campionato: mentre Inter e Juve sono andate avanti, le inseguitrici hanno ciccato, specie il Napoli che si è fatto battere in casa dall&#8217;Empoli che era in coda alle graduatorie europee per i gol segnati: sul filo di lana, la squadra di Andreazzoli ha vinto con un gol di Kovalenko che ha schiantato la squadra di Garcia, in odor di licenziamento. I campioni ora sono a dieci punti dall&#8217;Inter . Anche il Milan si è allontanato dalla vette a (-8). C&#8217;è stata insomma una svolta. Alla ripresa, dopo la sosta, Juve-Inter potrebbe cambiare ancora le gerarchie. I nerazzurri erano in difficoltà contro un Frosinone ben organizzato: Dimarco l&#8217;ha sbloccata con un tiro da oltre 56 metri mai (o quasi) visto. Il raddoppio di Calhanoglu su rigore ha dato alla capolista il successo su un buon Frosinone. La Juventus stavolta ha vinto con i gol dei difensori (Bremer e Rugani), contro un Cagliari che ha tenuto botta un tempo e ha messo paura ai bianconeri. Stavolta non si possono accusare i bianconeri di essere stati catenacciari, anzi hanno preso un gol da Dossena dopo sei giornate di imbattibilità. I sardi hanno sfiorato il pareggio (palo), mostrando pregi che serviranno per spuntare la salvezza. Si discetterà molto sugli errori del Napoli, &#8220;scioltosi&#8221; forse con la partenza di Spalletti e l&#8217;infortunio a Osimhen. De Laurentiis, che aveva mal digerito la sconfitta con la Fiorentina deciderà presto. La contestazione del &#8220;Maradona&#8221; ha già pregiudicato la sorte di Garcia, visti gli ultimi risultati con Milan, Union Berlino e ovviamente con l&#8217;Empoli. Si fanno già i nomi, del sostituto di Garcia (Conte e Tudor in pole, Cannavaro e Mazzarri candidati troppo semplici), ma accanto al presidente in tribuna c&#8217;erano pure i fratelli Cannavaro. Il Milan, che aveva sollevato la testa contro il PSG, è ripiombato nella mediocrità, facendosi rimontare due gol dal Lecce e salvandosi per l&#8217;intervento del VAR dopo l&#8217;espulsione di Giroud e il gol del 3-2 di Piccoli, annullato. La squadra di Pioli ha problemi in difesa e il fatto che, fra le prime in classifica, sia (con 14 gol subiti) dietro a molti, è eloquente. Non è stata una giornata banale neppure per la Fiorentina, tornata a vincere contro il Bologna che si è fermato dopo dieci giornate. Partita molto elettrica con una rigore per parte. L&#8217;Atalanta ha evitato la sconfitta nel recupero con Ederson che ha pareggiato il gol di Walace. I pareggi friulani sono saliti a otto. Nel derby romano, più vicina al gol la Lazio (palo di Luis Alberto), ma classifica in lacrime: Europa lontana. Monza e Torino hanno pareggiato una partita in cui non hanno brillato. Colpani sesto gol. I granata hanno imboccato la via del gol, dopo lunghi silenzi. Negli anticipi avevamo avuto conferma della mediocità attuale di Sassuolo e Salernitana che hanno difese di cartapesta, come il Verona che ha fatto due punti in dieci partite e non sappiamo se nella pausa confermerà Baroni alla guida. Solo il Genoa ha dato chiari segni di risveglio. L&#8217;impresa dell&#8217;Empoli a Napoli ha tirato su in classifica la squadra di Andreazzoli che si è messa alle spalle Cagliari, Verona e Salernitana. Ora la Nazionale, che deve portare a casa la qualificazione contro Macedonia e Ucraina. L&#8217;esclusione dall&#8217;Europa sarebbe un fallimento di tutto il movimento.</p>
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		<title>JUVE E INTER VINCONO LE PARTITISSIME, MILAN KO IN CASA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/juve-e-inter-vincono-le-partitissime-milan-ko-in-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 12:05:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Inter ha vinto anche a Bergamo, la Juventus è passata a Firenze e l&#8217;Udinese ha ottenuto il primo successo a San Siro sul Milan. Mourinho aveva impartito una lezioncina alla Lega dove albergherebbe qualcuno che ci capisce poco. Se l&#8217;era presa anche con il proprio club. Ora, tutti conveniamo che si gioca troppo e i calendari sono zeppi, che ci sono tante cose che non vanno, ma anche lui mangia di questo pane e lamentarsi se tutto non quadra, non è elegante. All&#8217;inizio non lo aveva detto&#8230;Tornando alla capolista, stava subendo l&#8217;Atalanta, si è fatto male Pavard ed è entrato Darmian che si è procurato subito il rigore del vantaggio di Calhanoglu. La partita è cambiata e Lautaro ha dato all&#8217;Inter, col dodicesimo gol, un vantaggio che le ha permesso di fronteggiare l&#8217;agguerrito avversario, cui non è bastato il gol di Scamacca. La Juventus ha tenuto il passo della capolista: a Firenze ha vinto con un gol di Miretti. Dopo Inter-Frosinone e Juventus-Cagliari ci sarà lo scontro diretto: le due squadre vi arriveranno con l&#8217;attuale distacco di due punti? Viola terzo ko. Porta bianconera imbattuta da sei gare. Vano l&#8217;assalto viola.<br />Il Napoli ha vinto a Salerno con i gol di Raspadori e Elmas e ha fatto più della squadra di Pippo Inzaghi. In attesa di Osimhen, una insidia di meno. Ma il distacco è di sette punti dalla vetta. L&#8217;Udinese dove ha vinto la prima partita della stagione? Proprio sul campo del Milan, con un rigore discusso di Pereyra, sì, ma contro una squadra in confusione, anche se rimaneggiata (Hernandez, Kalulu ecc) e con attaccanti (Leao, Giroud, Jovic) che non hanno inciso. Cioffi alle stelle, Pioli alle stalle (-6 dalla vetta). Ora arriva il PSG che potrebbe segnare l&#8217;inizio di una crisi rossonera. Un tifoso arrabbiato: &#8220;Siamo passati dalla Scala del calcio alla scala a&#8230;Pioli&#8221;. La squadra che silenziosamente si sta facendo strada verso le posizioni di vertice è il Bologna, che ha vinto contro la solita Lazio che alterna cose buone e brutte. Questo Ferguson, che ha deciso, ha fatto già quattro gol. Decima partita utile. <br />Con Dybala &#8220;rabonente&#8221; e alla vigilia del derby, la Roma &#8220;pronti via&#8221; si è fatta parare un rigore, tirato da Lukaku e parato da Falcone (da Oscar). Almqvist ha poi beffato i giallorossi che hanno rimontato nel recupero. Un successo fimato da Azmoun e Lukaku, vitale in vista del derby. <br />Il Lecce ha perso una grande occasione, Colombo con una doppietta ha affossato il Verona (due punti in nove partite) e portato il Monza alle spalle delle grandi. Tutto si può dire, tranne che il Cagliari più recente non fornisca emozioni. Con i cambi Ranieri ha vinto su un Genoa cui non è bastato il quinto gol di Gudmundsson. La salvezza non è certo un miraggio per i sardi. Nei posticipi due partite che possono segnare lo spartiacque sul campionato di Frosinone e Empoli, che si dibattono nelle zone medio-basse della classifica. I laziali non saranno al completo, contro l&#8217;Empoli privo di Maleh. Arbitro Manganiello. Per il Torino, un Sassuolo dai risultati a sorpresa. I granata vanno a corrente alternata e non avranno Juric in panchina. Direzione di Ferrieri Caputi. Il fattore campo non ha avuto molto peso, stavolta.</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>THURAM OSCURA LUKAKU E L&#8217;INTER E&#8217; IN VETTA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/thuram-oscura-lukaku-e-linter-e-in-vetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 12:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il calcio non è per deboli di cuore: la vittoria in extremis della Juve, quella dell&#8217;Inter dopo aver colpito due legni, la palpitante gara di Cagliari in cui è successo di tutto e le emozioni di Napoli, dove gli azzurri hanno rimontato due gol al Milan, ci hanno compensato per le delusioni degli scandali e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il calcio non è per deboli di cuore: la vittoria in extremis della Juve, quella dell&#8217;Inter dopo aver colpito due legni, la palpitante gara di Cagliari in cui è successo di tutto e le emozioni di Napoli, dove gli azzurri hanno rimontato due gol al Milan, ci hanno compensato per le delusioni degli scandali e delle cattiverie quotidiane. E i posticipi promettono bene, perchè la Fiorentina e l&#8217;Atalanta potrebbero inserirsi a più alto livello. L&#8217;Inter ha mantenuto la testa della classifica dopo la vittoria su una Roma rimaneggiata che ha fatto una gara difensiva. Lukaku è rimasto muto perchè i giallorossi hanno giocato solo in difesa ed è significativo che il gol decisivo lo abbia segnato il suo sostituto in nerazzurro, Thuram, che lo ha oscurato. La Juventus (-2) ha vinto in extremis con Cambiaso (primo gol). Le erano state annullate due reti, ma il Verona (due punti in otto partite) era da battere prima. La classifica ora sorride ai bianconeri, ma Allegri è uomo di mondo e preferisce non fare lo sbruffone. Fra qualche settimanaci sarà il derby d&#8217;Italia a Torino. Olivier Giroud, poco contento per la sostituzione, dopo otto partite di digiuno ha segnato una doppietta al Napoli. Partita sospesa per un pò da Orsato per lancio di mortaretti fra le tifoserie. Politano ha riaperto la gara e Raspadori l&#8217;ha pareggiata. Ora il Milan (non insuperabile in difesa), dove ha giocato il baby Pellegrino, è a tre punti dall&#8217;Inter, dietro la Juve, il Napoli a sette. Espulso Natan. Nel grande giro possono entrare la Fiorentina e l&#8217;Atalanta. I viola giocheranno nel posticipo sul campo della Lazio che &#8211; dopo le delusioni di Champions &#8211; vuol riprendere quota. La squadra di Italiano ha uno dei migliori attacchi, mentre la difesa prende troppi gol. Quella di Sarri, quest&#8217;anno, segna meno e la sua retroguardia non è più quella dell&#8217;anno scorso. Arbitro Marcenaro. L&#8217;Atalanta, che non prende mai gol in casa, dovrà fronteggiare un Empoli che ha cominciato a segnare. Gasp con Kolasinac e Koopmeiners dall&#8217;inizio? Andreazzoli punterà su Cambiaghi? Fischietto a Massimi. Il Bologna ha perso un&#8217;occasione nel derby col Sassuolo, ma è imbattuto da nove giornate e può puntare in alto, anche perchè Zirkzee si è messo a segnare (3 gol). Per Boloca un gol di soddisfazione. La prima vittoria del Torino, dovuta alla rete del suo difensore-bandiera Buongiorno, fa sorridere a denti stretti l&#8217;espulso Juric, mentre D&#8217;Aversa non vince da cinque partite. Nelle zone medio basse, l&#8217;Udinese, affidata a Cioffi, ha rimontato il gol di Colpani (il quinto) con Lucca: è stato il settimo pareggio friulano che ha dato un pò di fiducia ai bianconeri. Il Monza non ha vinto, ma è in buona posizione in graduatoria. A Cagliari è successo qualcosa di incredibile: i sardi perdevano per 3-0 e hanno vinto per 4-3 con pali, traverse, rigori, errori, Var e la doppietta di Pavoletti conquistando il primo successo stagionale e lasciando l&#8217;ultimo posto. Il Frosinone ne è uscito male, nonostante la doppietta di Soulè. La Salernitana  di Inzaghi, sconfitta a Genova dal quarto centro di Gudmundsson, è rimasta col cerino in mano, sul fondo della classifica. Un turno emozionante, insomma.</p>
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		<title>JUVENTUS VITTORIOSA A MILANO, INTER PRIMA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/juventus-vittoriosa-a-milano-inter-prima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 11:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vittoria della Juve a San Siro ha ridato il primato all&#8217;Inter. A poco meno di un quarto del cammino la classifica è divisa già in tre compartimenti: 1) quelli ricchi (di idee e campioni); 2) quelli che non sono nè carne nè pesce, ma sperano di non finire in padella; 3) gli indigenti che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La vittoria della Juve a San Siro ha ridato il primato all&#8217;Inter. A poco meno di un quarto del cammino la classifica è divisa già in tre compartimenti: 1) quelli ricchi (di idee e campioni); 2) quelli che non sono nè carne nè pesce, ma sperano di non finire in padella; 3) gli indigenti che sono a una ventina di punti. Come sempre. Sorprese poche. Inter e Milan duellano testa a testa, Juve e Fiorentina (una partita in meno) sempre in zona. Kvaratsckhelia si sposa e si è regalato due gol a Verona; abbiano salutato Bobby Charlton, un grandissimo. L&#8217;espulsione di Thiaw ha deciso la partitissima Milan-Juve. Il Milan, in dieci, ha subito nella ripresa il gol dell&#8217;ex, Locatelli, e ha lasciato la testa della classifica. Nonostante un Allegri furioso, che ha buttato via giacca e cravatta, la Juve ha vinto ed è in corsa per lo scudetto. Il Milsan ha perso, dopo il derby, anche questo confronto al vertice. L&#8217;Inter è ripartita sul campo di un Torino che ha trovato in Sommer un portiere insuperabile. Resta il fatto che i granata hanno segnato sei gol in nove partite e che con i cambi (Barella non ha gradito) Simone Inzaghi ha sbloccato la partita con Thuram dopo il ko di Schuurs. Lautaro undicesimo gol. Il Torino rischia di finire nei bassifondi della classifica. Il Napoli campione, anche senza Osimhen, ha dimostrato di poter vincere facile contro avversari &#8220;calibro Verona&#8221; (due punti in sette partite). Dal Bentegodi sono cominciate stagioni fortunate per gli azzurri, l&#8217;anno scorso e anche ai tempi di Maradona. Vedremo contro il Milan la prossima volta. Nel posticipo la Fiorentina, battendo l&#8217;Empoli nel derby toscano potrebbe staccare i campioni d&#8217;Italia. Italiano ha qualche problema in difesa, ma l&#8217;attacco (18 gol) può decidere. La squadra di Andreazzoli ha sempre perso fuori casa. Lookman da terra ha segnato il gol della vittoria bergamasca sul Genoa, incappato in un altro episodio contestato. Marninelli aveva visto un mani che non c&#8217;era. L&#8217;Atalanta era in difficoltà. Ora la squadra di Gasp è a ridosso delle prime, i rossoblù in zona pericolo. La Lazio, senza lo squalificato Sarri in panca, ha padroneggiato il Sassuolo, facendo un bel passo avanti in classifica. Luis Alberto 50mo gol. Un caso limite: il VAR ha salvato Provedel dall&#8217;espulsione per una parata sulla linea dell&#8217;area. La Roma ha vinto in extremis (El Shaarawy), dopo aver preso due pali contro un Monza in dieci (espulso D&#8217;Ambrosio). La cosa più bella è stata l&#8217;omaggio a Bruno Conti (50 anni in giallorosso, campione del mondo). Brutto finale: espulso Mourinho. Fra i giallorossi a rete dieci giocatori diversi. Il Bologna ha continuato la sua serie positiva: 14 punti in otto partite. Al Frosinone non è bastato il rigore segnato da Soulè. Rossoblù e Roma a ridosso delle prime. Il Lecce, che non vince da tre turni, cercherà punti a Udine dove non hanno mai vinto. Fischierà l&#8217;esordiente Tremolada di Monza. Pippo Inzaghi e la sua Salernitana hanno rimontato un buon Cagliari con una doppietta di Dia (nel recupero un rigore visto dal VAR), ma la squadra di Ranieri ha giocato bene, tuttavia è rimasta in coda. Le due squadre ancora senza vittorie. Sardi sempre ultimi.</p>
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		<title>MILAN IN VETTA, FRENA L&#8217;INTER, JUVE E FIORENTINA SU</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2023 11:36:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il mondo (del calcio) è bello perchè è vario. Così è venuto il momento dei portieri: portieri che segnano come è accaduto a Provedel, portieri che si fanno cacciare (Maignan e Martinez a Marassi), portieri improvvisati (Giroud che scopre un&#8217;altra vocazione, oltre a quella del goleador). E&#8217; tempo di difensori che segnano nel derby (Gatti) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo (del calcio) è bello perchè è vario. Così è venuto il momento dei portieri: portieri che segnano come è accaduto a Provedel, portieri che si fanno cacciare (Maignan e Martinez a Marassi), portieri improvvisati (Giroud che scopre un&#8217;altra vocazione, oltre a quella del goleador). E&#8217; tempo di difensori che segnano nel derby (Gatti) dopo aver fatto autogol clamorosi (col Sassuolo). E&#8217; tempo di reti che appaiono e scompaiono, con gli arbitri un attesa di verdetti che arrivano dall&#8217;etere, a centinaia di chilometri (da Lissone, hinterland milanese), dov&#8217;è situato il Var che un amico veneto ha ribattezzato &#8220;Và A Ramengo&#8221;. E poi ci sono le &#8220;preventive&#8221;, parola magica che ha affascinato cronisti &#8220;scritti e orali&#8221;, come si diceva una volta a scuola. I modesti cronisti della pedata avevano &#8220;preventivato&#8221; che le Coppe avrebbero lasciato degli strascichi e infatti le due capoliste milanesi hanno risentito dei postumi degli sforzi di Champions. Solo che l&#8217;Inter ha trovato un Bologna squadra vera che, dopo aver beccato due gol, si è svegliata e ha rimontato, mentre il Milan si è trovato davanti un Genoa rimaneggiato e coinvolto nelle follie finali di Marassi che non lo hanno aiutato e dove è rimasto sotto di un gol. Così la squadra di Pioli è sola al comando, ma con una folla di inseguitori minacciosa, sia pur a qualche punto di distanza (quattro), salvo l&#8217;Inter (due) e alla ripresa &#8211; senza Maignan ed Hernandez &#8211; dovrà affrontare la Juve. L&#8217;incensato Torino, che non segna neppure per caso quando deve, ha perso l&#8217;ennesimo derby e così la Juve si è ritrovata terza, in mezzo ai candidati allo scudetto. Allegri ha raggiunto Trapattoni a quota 13 derby vinti. Gli errori difensivi non hanno impedito alla Fiorentina di fare tre punti a Napoli (3-1!) dove ha vinto grazie anche a Bonaventura (4 gol in tutto), punendo un avversario al di sotto delle aspettative, nonostante Osimhen. I viola hanno meritato e staccato i campioni, agganciando la Juve. Garcia sulla graticola? Anche l&#8217;Atalanta è caduta, contro una Lazio che si è fatta rimontare due gol e poi ha vinto col solito Vecino, pupillo di Sassi, espulso. Il Frosinone è arrivato ad sidera, col successo sul declinante Verona: ha raggiunto il Lecce. I gol sono stati abbondanti, anche le cose extracalcio come la mancata stretta di mano dell&#8217;arbitro Sacchi alla sua assistente donna Di Monte in Lecce-Sassuolo. E&#8217; l&#8217;andazzo d&#8217;oggi. Per non cadere nella trappola, vi segnaliamo che Mourinho ha evitato, secondo il gossip, il licenziamento vincendo facile a Cagliari, ma perdendo Dybala. Lukaku matador. Secondo attacco, dopo l&#8217;Inter. Strepitoso ma inutile il gol del baby rossoblu Prati (annullato), Nandez su rigore magra consolazione. Il Monza ha fatto un passo avanti con tre gol (e tanti falliti) contro una Salernitana con la peggior difesa (17 reti subite). In coda, quattro squadre si sono staccate: l&#8217;Udinese, collezionista di pareggi (cinque), comanda la pattuglia di retroguardia, dove l&#8217;Empoli ha il record dei gol non segnati: uno in otto partite. La Salernitana e il Cagliari non riescono a risalire la corrente. La pausa azzurra cadrà a fagiolo per cambiare qualche panchina. Due, tre valigie magari sono giù pronte.</p>
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		<title>INTER E MILAN +4 SUL NAPOLI, POKER LAUTARO</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/inter-e-milan-4-sul-napoli-poker-lautaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono tornati i gol, col poker di Lautaro e la tripletta di Orsolini. Milan e Inter vanno a braccetto in testa; Juve e Atalanta hanno pareggiato e perso terreno. I campioni d&#8217;Italia del Napoli sono rientrati prepotentemente nel giro: otto gol in due partite. I nostri Napoleoni della panchina, in vista delle Coppe, hanno usato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornati i gol, col poker di Lautaro e la tripletta di Orsolini. Milan e Inter vanno a braccetto in testa; Juve e Atalanta hanno pareggiato e perso terreno. I campioni d&#8217;Italia del Napoli sono rientrati prepotentemente nel giro: otto gol in due partite. I nostri Napoleoni della panchina, in vista delle Coppe, hanno usato vecchie strategie, lasciando i rodomonti del gol in panchina per buttarli poi nella mischia quando i soldatini delle prime file erano stanchi. Inzaghi ha fatto il colpaccio: non stava vincendo la battaglia di Salerno e ha buttato dentro l&#8217;arma letale Lautaro. Il Toro è il re del gol: ne ha fatti quattro alla Salernitana e il suo bottino è di nove centri in sette partite. l&#8217;Inter è rimasta attaccata al Milan in vetta alla classifica. Lo stesso ha fatto Garcia: lo stratega francese aveva lasciato addirittura in panchina il suo cannoniere Osimhen e, così, la netta superiorità della capolista si era espressa con un gol di Ostigaard e tante occasioni create. L&#8217;ingresso del nigeriano ha messo al sicuro il risultato per i campioni. Aspettavamo il Lecce alla prova con le grandi: Juve e Napoli hanno detto della normalità della squadra di D&#8217;Aversa. Milan-Lazio è stata una partita bellissima e se i romani hanno fatto di più e meglio nel primo tempo, nella ripresa i rossoneri hanno segnato con Pulisic, hanno colpito un palo, hanno raddoppiato con Okafor. Alla fine ha prevalso la squadra rossonera che ha conservato il primato. Il giochino non è riuscito a Sarri con Immobile e il tecnico biancoceleste ha perso la battaglia di San Siro, lanciando strali e ha detto &#8220;Non sismo una grande squadra. Acquisti non miei&#8221;. Sarà contento Lotito. Il tecnico ha ripetuto che si gioca troppo: &#8220;Mandano i ragazzi al macello&#8221;. Ha ragione, ma di ciò si nutre il Levitano del pallone, dell&#8217;overdose che stordisce tutti e ci tiene davanti ai teleschermi affollati di pubblicità. Del resto a Roma non vincono uno scudetto dai tempi dei Maestrelli e degli Eriksson in casa Lazio e da Schaffer (anteguerra), Liedholm e Capello in casa giallorossa. Roba di oltre vent&#8217;anni fa. Così Mourinho ha detto agli scriba in attesa di grosse novità che sino alla fine del contratto, non se ne andrà dalla Roma. &#8220;Il problema non sono io&#8221;. Lukaku ha dato il &#8220;la&#8221; alla partita col Frosinone, Pellegrini l&#8217;ha chiusa. Forse la tempesta è passata. Forse. La Juve l&#8217;ha scampata bella a Bergamo in un finale tambureggiante dei nerazzurri (traversa di Muriel, occasioni buttate da Koopmeiners) e le due squadre son più lontane dalla vetta. La giornata di grazia di Orsolini (tripletta) ha proiettato il Bologna nei quartieri alti, dopo tanti pareggi. Empoli peggior difesa (16 gol subiti). Gudmundsson (tre gol, uno annullato) ha spinto il Genoa, un autogol in extremis ha salvato l&#8217;Udinese, sempre nella spine. Dai posticipi sapremo se la Fiorentina, contro il Cagliari, si aggregherà al carro delle prime (arbitro Di Bello). In programma anche Sassuolo-Monza (Zufferli) e Torino-Verona (Feliciani). Ultime dall&#8217;Inghilterra: l&#8217;organizzazione arbitrale ha ammesso un evidente errore del direttore di gara (VAR muto) in Tottenham-Liverpool. Significativo. Adesso i nostri eroi affronteranno le Coppe e poi ci sorbiremo Juve-Toro.</p>
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		<title>SASSUOLO AMMAZZAGRANDI, SETTE SQUADRE PER UNO SCUDETTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 11:06:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I panegirici sulla sesta vittoria consecutiva e la fuga dell&#8217;Inter sono rimasti fra i tasti dei computer, negli inchiostri di tutti i colori delle pagine e soprattutto nelle filastrocche dell&#8217;etere: la capolista si è fermata e il Milan l&#8217;ha raggiunta in vetta. La Juve è a due punti. Ma sono sette le squadre nel giro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I panegirici sulla sesta vittoria consecutiva e la fuga dell&#8217;Inter sono rimasti fra i tasti dei computer, negli inchiostri di tutti i colori delle pagine e soprattutto nelle filastrocche dell&#8217;etere: la capolista si è fermata e il Milan l&#8217;ha raggiunta in vetta. La Juve è a due punti. Ma sono sette le squadre nel giro di quattro punti. Dopo la poco trionfale Champions e il pareggio rimediato in extremis in Spagna, la squadra di Inzaghi aveva vinto con un missile di Dimarco sul campo dell&#8217;Empoli che era reduce da una serie di sconfitte e ora ha segnato il primo gol (Baldanzi) alla Salernitana: la panchina di Sousa traballa. Il Sassuolo &#8220;ammazzagrandi&#8221;, dopo la Juve, ha fatto fuori l&#8217;Inter a San Siro  ripetendo prodezze del passato. Berardi (8 gol all&#8217;Inter) di fatto ha riaperto i giochi, facendone due a quella che era la difesa meno battuta del campionato che tale è rimasta, ma con l&#8217;onta di questa sconfitta. Così, nonostante il derby perso malamente, il Milan è tornato in testa. La squadra di Pioli,  in formazione rivoluzionata, in Sardegna ha rimontato il gol iniziale di Luvumbo lasciando il Cagliari fanalino di coda. <br />Così ci siamo dovuti rimangiare le lodi ai nerazzurri, alla completezza della &#8220;rosa&#8221; di Inzaghi, ai numeri che parlavano di un attacco fantastico e di Lautaro rimasto fermo a 5 gol. Ora l&#8217;Inter può ancora vincere ancora lo scudetto ma dovrà fare i conti con il Milan, sì, ma anche con la Juve e con tutta la compagnia di antagonisti, come il Napoli. La squadra campione ha avuto (e ha) qualche problema, con Osimhen al centro delle discussioni (non solo per il rigore sbagliato a Bologna), polemiche sorte dopo certi suoi atteggiamenti e certi tik-tok&#8230;per cui il Napoli ha chiesto scusa con un comunicato. Qualcuno aveva pensato che i campioni stessero facendo la fine di Erisittone, re di Tessaglia, personaggio della mitologia greca, che mangiò se stesso. Pericolo scongiurato. Osimhen è tornato a segnare, si è rivisto l&#8217;estro di Kvara e l&#8217;Udinese non ha resistito molto. Vedremo contro avversari più solidi. La Juve ha battuto l&#8217;emergente Lecce (in dieci: espulso Kaba) senza far vedere cose eccezionali; salentini ben organizzati, ma muti in attacco. Vedremo sul campo dell&#8217;Atalanta che ha vinto a Verona grazie a Koopmeiners. All&#8217;Inter, come alle sue avversarie, potrebbero capiteranno improvvise crisi. Del doman non v&#8217;è certezza.<br />Una grande occasione per fare un gran balzo in avanti l&#8217;ha avuta la Fiorentina che, sbagliando troppo, si è fatta raggiungere dal Frosinone, mancando l&#8217;aggancio alla Juve sul terzo gradino.Il grande equilibrio fra Monza e Bologna non ha fatto progredire le due squadre in classifica. Le romane sono sempre lontane dall&#8217;alta classifica. La Lazio ha vinto contro il Torino, palesando dei progressi. La Roma invece si è fatta travolgere, prendendo quattro gol da un bel Genoa. Il 7-0 all&#8217;Empoli aveva illuso tutti: giallorossi a -10 dalle milanesi. Rossoblu alle stelle. Mourinho in difficoltà. Insomma, come nella canzone di Nada, chi vince ride, chi perde piange. O polemizza. Con gli arbitri o, addirittura, con sè stesso per quella voglia di autolesionismo che fa parte della cultura di alcuni. Ora un week-end con Atalanta-Juventus partita clou. Poi le Coppe: Ritmi infernali per inseguire un pallone, ma principalmente i debiti. <br />(ITALPRESS).</p>
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		<title>L&#8217;INTER VOLA, FLOP JUVE, SPARITI I GOL</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/linter-vola-flop-juve-spariti-i-gol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 11:05:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prime crisi, prime contraddizioni, prime resurrezioni, mentre l&#8217;Inter vola sul missile di Dimarco. Ci eravamo sbagliati: la &#8220;riposata&#8221; Juve ha giocato una disastrosa partita contro un bel Sassuolo (eccellente e un pò monello, il mancato juventino Berardi): paperone di Szczesny, clamoroso autogol di Gatti (non ci sarà più trippa per lui?) , fesserie in quantità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prime crisi, prime contraddizioni, prime resurrezioni, mentre l&#8217;Inter vola sul missile di Dimarco. Ci eravamo sbagliati: la &#8220;riposata&#8221; Juve ha giocato una disastrosa partita contro un bel Sassuolo (eccellente e un pò monello, il mancato juventino Berardi): paperone di Szczesny, clamoroso autogol di Gatti (non ci sarà più trippa per lui?) , fesserie in quantità industriale. Mentre l&#8217;Inter ha preso il largo (cinque vittorie in cinque partite), il ritorno al successo del Milan (-3: i punti del derby) e l&#8217;exploit di Lecce (-4) e Fiorentina (-5), hanno fatto rumore, anzi rumorini. La squadra salentina andrà a sfidare subito la Signora a domicilio. Risultati che fanno pensare a un panorama diverso. Insomma giornata più nera che bianca per i bianconeri e per la Lazio che si è riscoperta in fondo alla classifica, a -11. Stavolta Provedel non ha segnato&#8230; Forse è finita la bisboccia dei gol. Sono dati parziali, intendiamoci, e vanno presi con le molle. <br />Ma dopo quattro giornate di fuochi d&#8217;artificio (37 gol alla quarta giornata, media 3,7 a gara), il primo licenziamento (Zanetti dell&#8217;Empoli dopo lo 0-7 di Roma) ha indotto molti allenatori a essere più concreti e parecchi hanno pensato che fosse il caso di limitare le figuracce e andare al sodo. Andreazzoli con l&#8217;Empoli è sempre a zero gol e punti (un record), ma ha lottato contro la capolista. Così stavolta i gol sono stati 19 (media 1,9 a partita): poco più della metà della quarta giornata. Le squadre meno abbienti dovevano limitare i danni e quelle impegnate nelle Coppe centellinare le forze e, insomma, la prudenza ha preso il sopravvento sulla spavalderia. Sono cominciati i pareggi (quattro), gli 1-0 (tre) e gli amanti dello spettacolo se ne sono fatti una ragione.. Cagliari, Salernitana e Udinese sono in ambasce. La sorpresona attuale è comunque il Lecce che ha vinto contro un Genoa in dieci. La partenza-razzo dei salentini (imbattuti e con tre vittorie e due pareggi) dovrà essere corredata da qualche vittima illustre, per assurgere al rango di fenomeno. Contro il Genoa in dieci ha colpito Oudin. <br />E&#8217; partito bene anche il neopromosso Frosinone che ha impattato a Salerno. La Fiorentina degna (quasi) sempre, l&#8217;Udinese (quasi) mai e i gol di Martinez Quarta e Bonaventura sono bastati ai viola per vincere. L&#8217;Atalanta ha avuto buon gioco contro il Cagliari, De Ketelaere e Lookman in evidenza. L&#8217;arguto calendario ha evitato ernie letali alle squadre titolate che, dopo le Coppe, hanno affrontato gare alla portata. Un Milan rivoluzionato ha approfittato di una topica della difesa del Verona per andare a segno con il rinato Leao. Risorto con un pensiero per Lodetti, che fece grande il Milan di Rivera. Osimhen (poi sostituito) ha colpito un palo e ha tirato fuori un rigore sul campo di un Bologna bon organizzato: così il Napoli si è attestato a -7 dalla vetta e rimpiange Spalletti. A Torino, Lukaku &#8211; dopo un palo di Cristante &#8211; è andato ancora a segno, ma il neo-granata Zapata ha pareggiato. Romane in coda. La Lazio non va. In cinque partite una vittoria e un pareggio ed è già staccatissima. Si è fatta rimontare da un bel Monza. Grandinata (non di gol) a San Siro, arbitro sostituito alla vigilia, inizio ritardato. Ecco un grande annuncio: il designatore Rocchi ci spiegherà il perchè e il percome delle decisioni dei suoi arbitri. Questa sì, che è una novità, forse foriera di altre polemiche. Carlo Sassi aveva inventato la moviola (che avevamo manovrato pure noi per poco): era l&#8217;età della pietra. <br />(ITALPRESS)</p>
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		<title>INTER SOLA IN TESTA, JUVE IN SCIA, ROMA ESAGERATA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/inter-sola-in-testa-juve-in-scia-roma-esagerata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Sep 2023 11:36:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gol a grappoli, l&#8217;Inter allunga, la Juve (senza le coppe) in scia, per Napoli e Milan delusioni. Al di là dei lazzi e dei frizzi che il 5-1 nel derby della Madonnina ha generato, l&#8217;Inter ha dimostrato, nelle prime quattro partite di campionato, di poter andare lontano: miglior attacco (13 gol segnati), miglior difesa (una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gol a grappoli, l&#8217;Inter allunga, la Juve (senza le coppe) in scia, per Napoli e Milan delusioni. Al di là dei lazzi e dei frizzi che il 5-1 nel derby della Madonnina ha generato, l&#8217;Inter ha dimostrato, nelle prime quattro partite di campionato, di poter andare lontano: miglior attacco (13 gol segnati), miglior difesa (una rete subita), punteggio pieno, Lautaro capocannoniere. Inzaghi ha vinto gli ultimi cinque derby. Ma la strada è lunga: i nerazzurri si fermeranno? La Juventus ora è seconda: ha trovato la nuova coppia del gol Vlahovic (4)-Chiesa (3) e ha messo sotto una Lazio lontana parente di quella di Napoli per 30&#8242;. Nonostante la prodezza di Luis Alberto, la squadra di Sarri è in ritardo in classifica. I bianconeri hanno superato il Milan che ha una difesa in ambasce. Sarri solita polemiche con gli arbitri, Pioli ha inghiottito il veleno della disfatta, invece. Il Lecce, in vantaggio subito a Monza su rigore di Krstovic (3 gol), è stato raggiunto da Colpani, che ne ha fatti già tre. Le espulsioni di Baschirotto e Caldirola hanno corredato una partita combattuta e il pareggio ha tenuto i salentini fra le prime. La Fiorentina, pur con una difesa da 9 gol subiti, è entrata nel novero delle squadre che possono aspirare alla Champions. <br />Lo ha fatto a spese di un&#8217;Atalanta poco attenta dietro. Politano con un gran gol, dopo quello di Raspadori, ha &#8220;salvato&#8221; il Napoli che era in svantaggio per 2-0 sul campo del Genoa, in vantaggio con Bani e Retegui (già due reti). Ma i campioni sono già a cinque punti dall&#8217;Inter. La difesa napoletana ha subito cinque gol e, insomma, la differenza con la squadra di Spalletti si è già delineata. Il &#8220;Grifone&#8221;&#8221;, che aveva vinto sul campo della Lazio (quattro punti contro le prime due dell&#8217;anno scorso), è partito bene. Osimhen muto. Il &#8220;J&#8217;accuse&#8221; di Garcia per gli errori dei suoi non à piaciuto e non piacerà. Non ci siamo abituati. Le doppiette di Pinamonti e Mazzitelli hanno caratterizzato la gara vinta dal Frosinone sul Sassuolo. La squadra di Di Francesco si ritrova ora appaiata in classifica a Napoli e Fiorentina. La Roma ha vinto prima di giocare contro il derelitto Empoli. Un rigore di Dybala all&#8217;inizio della gara, poi Renato Sanches si è presentato con un gol. La doppietta (e una traversa) della Joya, un&#8217;autorete di Grassi e le firme di Cristante, Lukaku e Mancini hanno sepolto l&#8217;Empoli (7-0). Toscani ancora all&#8217;asciutto di punti e gol. Anche Cagliari e Udinese hanno il problema del gol. Luvumbo un palo. La classifica piange. <br />Nei posticipi, il Verona cercherà di restare nelle zone alte contro un Bologna che è in fase positiva. Arbitro La Penna. Il Torino a Salerno varerà la coppia Sanabria-Zapata contro i campani privi di Dia. Fischietto a Giua. Dopo le Coppe, un turno senza partitissime, intanto sapremo quanto valgono i nostri club in Europa.</p>
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		<title>NAZIONALE, SPALLETTI CI RIPROVA CONTRO L&#8217;UCRAINA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/nazionale-spalletti-ci-riprova-contro-lucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 11:15:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Non possiamo tirarci indietro dal tentativo di vincere questa partita: vogliamo i tre punti e far vedere un buon gioco, cosa non abbiamo fatta a Skopje&#8221;. Spalletti ci riprova con l&#8217;Ucraina, dopo la falsa partenza in Macedonia. Solo che stavolta è una partita da &#8220;dentro o fuori&#8221; perchè anche se l&#8217;avverario è 24mo nel ranking [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non possiamo tirarci indietro dal tentativo di vincere questa partita: vogliamo i tre punti e far vedere un buon gioco, cosa non abbiamo fatta a Skopje&#8221;. Spalletti ci riprova con l&#8217;Ucraina, dopo la falsa partenza in Macedonia. Solo che stavolta è una partita da &#8220;dentro o fuori&#8221; perchè anche se l&#8217;avverario è 24mo nel ranking europeo (l&#8217;Italia quarta), ha tre punti più degli azzurri in classifica e ha appena messo in difficoltà l&#8217;Inghilterra. Se i nostri non vincessero a San Siro, difficilmente potrebbero qualificarsi per l&#8217;Europeo. Lo stadio milanese (47.000 biglietti venduti) passerà in pochi giorni dal dramma azzurro al festoso derby, in cui le squadre milanesi, zeppe di stranieri come tante altre, si giocheranno un pezzo di scudetto. E per il nostro calcio sarebbe un tracollo, dopo aver &#8220;saltato&#8221; due Mondiali, se dovesse far cilecca. Milano, dopo aver portato a lungo fortuna all&#8217;Italia, è stato teatro dell&#8217;eliminazione per i Mondiali ad opera della Svezia ai tempi di Ventura. Di Lorenzo ha detto che &#8220;bisognerà sfruttare il fattore campo&#8221;, ma occorrerà soprattutto che la squadra si dimostri all&#8217;altezza. Il nuovo ct ha chiamato Orsolini e ha rinunciato a Mancini (infortunato) e Politano, dopo aver perso Chiesa e Pellegrini. Insomma, la Nazionale è in piena emergenza e il cammino di Spalletti rischia di farsi difficile. Contro la Macedonia si è visto che ci sono difficoltà nel gioco e nell&#8217;andare a segno, annoso problema che aveva costretto già Roberto Mancini a pescare Retegui in Argentina. Immobile ha segnato a Skopje e sembra la ciambella di salvataggio cui aggrapparsi, al momento. Bisognerà inoltre rafforzare la fase difensiva e il centrocampo, per evitare di prestare il fianco all&#8217;avversario, come è successo in Macedonia. &#8220;Donnarumma sarà titolare &#8211; ha chiarito il ct-, è talentoso da quando non era ancora maggiorenne, ma deve continuare così&#8221;. Anche Buffon si sta adoperando per aiutare Gigio. E lui di portieri se ne intende. La difesa dovrà essere ritoccata. Scalvini dovrebbe essere il sostituto di Mancini. In mezzo si parla di Locatelli al posto di Cristante, davanti Raspadori (Zaccagni si è allenato a parte). Insomma, Spalletti dovrà dimostrare un bel fegato e idee chiare per evitare il terzo flop azzurro dopo quello con la Svezia (Ventura) e la Macedonia a Palermo (Mancini). L&#8217;attuale ct non è stato fortunato, sia perchè a settembre i nostri ancora non sono rodati, sia perchè ci si aspetta da lui dei miracoli, come sotto il Vesuvio, anche se a Napoli aveva altre forze a disposizione. &#8220;Ho parlato del campo pessimo di Skopje perchè non ci ha aiutato nel gioco che volevamo fare&#8221;. Il suo contagioso ottimismo si è un pò affievolito, dopo la Macedonia, ma il ct sa nasconderlo bene. Il nostro passato sarà stato glorioso, ma il presente è spinoso. Il ct ha detto che nelle scelte sarà &#8220;ferocissimo&#8221;, forse è una sua reazione a chi gli aveva assegnato il ruolo di buonista. I giocatori sono questi, il momento è questo: occorre reagire. Facile a dirsi. Le motivazioni azzurre sono fortissime, ma lo sono altrettanto quelle ucraine, visto che la Nazione è in guerra e anche un buon risultato di calcio fa morale. Da quando sono cominciate le ostilità con la Russia, anche il calcio ucraino è migliorato. Parecchi i giocatori in evidenza, a partire da Mudryk, per continuare con Yaremchuk, Zinchenko ecc. La squadra di Zabanyi ha affrontato gli inglesi senza timori reverenziali e farà altrettanto a San Siro. Contro l&#8217;Ucraina siamo imbattuti: nove partite, sei vinte e tre pareggiate, gol subiti 3, gol segnati 15. Ma conta il momento e questo è difficile. Siamo alla svolta: dentro o fuori. Sembra uno slogan, ma è la dura realtà.</p>
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		<title>MILANESI IN VETTA, DERBY DOPO SOSTA PER IL PRIMATO</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/milanesi-in-vetta-derby-dopo-sosta-per-il-primato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 11:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Le milanesi sono provvisoriamente le padroni del campionato. Hanno approfittato del passo falso del Napoli contro la Lazio per saltare in testa: si giocheranno il primato nel derby, dopo la pausa azzurra. Cosa avrà toccato Rudi Garcia nell&#8217;ingranaggio quasi perfetto del Napoli di Spalletti, per perdere così male contro la Lazio ? In realtà, anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le milanesi sono provvisoriamente le padroni del campionato. Hanno approfittato del passo falso del Napoli contro la Lazio per saltare in testa: si giocheranno il primato nel derby, dopo la pausa azzurra. Cosa avrà toccato Rudi Garcia nell&#8217;ingranaggio quasi perfetto del Napoli di Spalletti, per perdere così male contro la Lazio ? In realtà, anche Spalletti aveva perso in casa con la squadra biancoceleste (0-1, gol di Vecino) in marzo, ma stavolta i romani ne hanno rifilati quattro (due annullati) ai campioni. E&#8217; stato un passo falso che ha ringalluzzito la concorrenza. Il Milan ha dominato a Roma dopo aver sepolto gol il Torino. Giroud ha fatto già quattro gol (tre rigori), Leao qualche prodezza. Il nuovo assetto tattico dato da Pioli alla squadra sta pagando. Anche Inzaghi ha confermato l&#8217;Inter che ne ha rifilati quattro alla Fiorentina, forse stanca per la Conference. Lautaro con una doppietta è saltato in testa alla classifica dei cannonieri con cinque reti. La Juventus è a ridosso delle prime: terza. A Empoli, dopo il gol di Danilo, Vlahovic si è fatto pare un rigore da Berisha. Toscani all&#8217;asciutto. Bis di Chiesa. Anche il Lecce con il gol di Krstovic ha battuto la Salernitana ed è in compagnia delle &#8220;grandi&#8221;. Dove arriverà ? Tornando alle prime, le milanesi hanno segnato otto gol ciascuna, ma la difesa nerazzurra è imbattuta. Si sono viste alcune squadre &#8220;vere&#8221; e non solo per i punti fatti: il Napoli campione si ricomporrà, dopo la prima sconfitta. E la Lazio ha dimostrato che con Kamada e Guendouzi può rientrare nel grande giro. L&#8217;Atalanta ha ritrovato lo Scamacca goleador e ha vinto il derby col Monza. Può reinserirsi fra le squadre che ambiscono. Stando alla classifica, il Bologna sta crescendo e la vittoria in rimonta sul Cagliari è stata indicativa. Il Verona aveva cominciato bene, ma ha mostrato la corda contro il Sassuolo. Resta nella fascia centrale della classifica. Finalmente si è visto un gol di un attaccante del Torino (Radonjic) nel finale della partita col Genoa. La Roma non è stata finora all&#8217;altezza: male contro il Milan, non eccezionale contro Salernitana e Verona. Ora il taciturno Mourinho spera in Lukaku e Dybala, infortunato contro il Milan. Vedremo dopo la sosta. Fra le neopromosse ha fatto meglio di tutti il Frosinone. E&#8217; entrato Berardi e con una doppietta ha tirato su il morale del Sassuolo dopo due sconfitte. Problemi e avvenire incerto per l&#8217;Empoli, l&#8217;Udinese e lo stesso Cagliari che ha trovato il primo gol con Luvumbo. Ora la Nazionale: cosa tirerà fuori dal cilindro il &#8220;mago&#8221; Spalletti ?</p>
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		<item>
		<title>SPALLETTI CERCA FELICITA&#8217; E VUOL DIRE FIDUCIA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/spalletti-cerca-felicita-e-vuol-dire-fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 10:56:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Cerco la felicità e voglio che la maglia azzurra sia come una seconda pelle&#8221;. Il rito della presentazione di Spalletti è stato un atto formale ricco di speranze e di promesse. Ovviamente le sue dichiarazioni sono state improntate all&#8217;ottimismo. Il suo verbo ? &#8220;Pressione e costruzione&#8221;. Il ct azzurro ha citato Pozzo, Bearzot e Lippi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cerco la felicità e voglio che la maglia azzurra sia come una seconda pelle&#8221;. Il rito della presentazione di Spalletti è stato un atto formale ricco di speranze e di promesse. Ovviamente le sue dichiarazioni sono state improntate all&#8217;ottimismo. Il suo verbo ? &#8220;Pressione e costruzione&#8221;. Il ct azzurro ha citato Pozzo, Bearzot e Lippi che hanno vinto il Mondiale e non ha dimenticato Mancini, che con Valcareggi, ha vinto l&#8217;Europeo. Capita tutte le volte che arriva un nuovo ct che ci sia un rifiorire di speranze e buoni auspici. Ma difficilmente il nuovo titolare della panchina azzurra potrà fare la rivoluzione. Magari nel tempo&#8230;ma con le partite imminenti di qualificazione contro Macedonia e Ucraina, dovrà essere concreto, dovrà badare al sodo. Ha detto che giocherà a quattro in difesa e la chiamata di Casale è stata esplicativa. Il &#8220;licenziamento&#8221; di Jorginho, Verratti e Bonucci, che non hanno attraversato momenti favorevoli nemmeno nei loro club. La necessità di andare subito al concreto, evitando -per ora- esperimenti, indurrà il nuovo ct a continuare sulla falsariga di quanto fatto dal predecessore, con qualche tocco personale sul piano tecnico e tattico. Per il ruolo di regista ha detto che ne vuole più di uno e ha fatto i nomi di Locatelli e Cristante. Gli occorrono uomini eclettici. La difficoltà di scelta è nel destino del nostro calcio, soffocato dagli stranieri e dalle necessità immediate. Mancini aveva fatto fare qualche passo avanti alla Nazionale, aveva vinto 37 partite di fila e l&#8217;Europeo, poi era ricominciata la discesa con l&#8217;eliminazione dai Mondiali e quel che sappiamo. Spalleti porterà qualche idea nuova, ma avrà gli stessi problemi. &#8220;Su 570 giocatori di serie A solo 150 sono convocabili&#8221; ha detto. Non ci vuol molto a capirlo. Sta nella realtà dei fatti. E poi, detto francamente, non crediamo che il nuovo ct troverà le società pronte a fiancheggiarlo, come è successo ai suoi predecessori. Gestire la Nazionale è un campo pieno di difficoltà diverse da quelle delle società e il Napoli era un&#8217;altra cosa. Tutto ciò Spalletti lo sa bene, ma ha detto di conoscere il problema e di aver cominciato a fare un giro di telefonate a tutti i tecnici di serie A, per aprire un dialogo. Insomma, ci è sembrato uno Spalletti attivo ed entusiasta. &#8220;Ai tempi della Nazionale del Messico e del 4-3 con la Germania -ha detto- chiesi a mia mamma di farmi una bandiera tricolore da poter sventolare. E&#8217; stato un sogno, quello di poter arrivare a questo posto e non ho avuto mai dubbi&#8221;. Ha citato i grandi nomi del nostro calcio, che hanno onorato la Nazionale: Riva, Rivera, Mazzola, Baggio e Buffon che sarà nel gruppo della sua Nazionale. E ha invitato ad essere responsabili e orgogliosi di indossare la maglia azzurra. Ha anche detto che il nostro &#8220;non è un calcio minore e vuol dimostrarlo&#8221;. E&#8217; stato insomma uno Spalletti convincente e in certi momenti quasi commovente che ha citato detto indiani e ha fatto capire di mettercela tutta. E, quanto alla diatriba col Napoli, ha detto che gli avvocati sistemeranno la vicenda, ma non sappiamo come la pensa De Laurentiis. Ha confermato che giocherà col 4-3-3 e vuole registi duttili. Per l&#8217;attacco ha detto di avere i nomi giusti e qualcuno che può inserirsi, anche con diverse caratteristiche, qualche giocatore eclettico. Vuol trovare qualche altro nome all&#8217;estero. E&#8217; stato definito &#8220;un tecnico di ricerca&#8221;. Speriamo trovi qualcosa di grosso, anche per quanto concerne i risultati. Insomma, Spalletti vuol dire fiducia, come recita un vecchio slogan.</p>
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		<title>MILAN, NAPOLI E VERONA A PUNTEGGIO PIENO IN ATTESA DELL&#8217;INTER</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/milan-napoli-e-verona-a-punteggio-pieno-in-attesa-dellinter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 11:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Salutatata la fuga milionaria di Mancini in Arabia, in campionato è tempo di speranze, delusioni, conferme, attese e scene pietose. Dopo due sole giornate fioriscono le prime illusioni e si prospettano i primi drammi: Juve e Fiorentina hanno ciccato contro Bologna e Lecce. Peggio ha fatto la Lazio contro il rinato Genioa. Al centro delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Salutatata la fuga milionaria di Mancini in Arabia, in campionato è tempo di speranze, delusioni, conferme, attese e scene pietose. Dopo due sole giornate fioriscono le prime illusioni e si prospettano i primi drammi: Juve e Fiorentina hanno ciccato contro Bologna e Lecce. Peggio ha fatto la Lazio contro il rinato Genioa. Al centro delle attese l&#8217;uomo-ovunque Romelu Lukaku, che potrebbe approdare alla Roma come il novello Messia, dopo il naufragio di Verona. Qualche togato commentatore ha fatto notare che nelle ultime dieci partite di campionato (otto dell&#8217;anno scorso e due di adesso) la &#8220;Magica&#8221; ha battuto solo lo Spezia, perdendo quattro volte e pareggiando in cinque occasioni. C&#8217;è chi sarcasticamente ha sottolineato che neppure con l&#8217;arbitro romano Doveri (peraltro bravissimo), Mou è riuscito a vincere&#8230; Insomma, siano al solito teatrino stagionale: in attesa dell&#8217;Inter che sarà a Cagliari nel posticipo, le squadre a punteggio pieno sono tre: Napoli Milan, Verona. Fra i cannonieri, in testa Giroud e Osimhen con 3 gol. Il campionato è entrato insomma nel suo habitat tradizionale. Il Napoli è passato subito con un rigore di Osimhen. Poi Di Lorenzo ha fatto il bis. Sassuolo già in coda (espulso Lopez) e campioni in vetta. L&#8217;attacco mitraglia del Milan (sette gol in tutto: tre Giroud, due Pulisic) ha fatto polpette del Torino proiettando i rossoneri sul primo gradino della classifica. Si è fatta rimontare due gol dal Lecce invece la Fiorentina deludendo le aspettative dei suoi tifosi. Nonostante l&#8217;attacco sia più prolifico dell&#8217;anno scorso, stanno arrivando le prime delusioni. In difficoltà pure la Juventus, contro un Bologna passato con Ferguson. Vlahovic gol di testa. Si è rivisto Pogba. Lamentele rossoblù per l&#8217;arbitraggio. Retegui ha &#8220;gelato&#8221; la Lazio all&#8217;Olimpico. La difesa di Sarri, che era fra le più forti l&#8217;anno scorso, ora ha ceduto. Proteste laziali per un rigore negato e mostrato sul maxischermo, cosa spiacevole. Traversa di Immobile. Il Genoa è apparso rinfrancato. L&#8217;Inter sarà a Cagliari, dove &#8220;sir&#8221; Claudio Ranieri vuole farle lo scherzo. Ma Inzaghi non può fermarsi. Arnautovic subito? Ranieri infoltirà il centrocampo.  Arbitro Fabbri. La Salernitana nell&#8217;altro posticipo affronterà un&#8217;Udinese che è partita male. Sousa: Bohinen o Legowski? Sottil con Lucca. Direzione di Massa. Bene il Frosinone che ha messo sotto un&#8217;Atalanta fra alti e bassi. Harroui secondo gol. Rivelazione Monterisi. Una traversa di Gagliardini per un Monza che con la doppietta di Colpani ha stecchito l&#8217;Empoli, già in grave ritardo, come Sassuolo e Lazio. Nel prossimo turno tre partitone: Napoli-Lazio, Roma-Milan e Inter-Fiorentina.</p>
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		<title>RIVERA L&#8217;ABATINO CHE A 80 ANNI PENSA AZZURRO</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/rivera-labatino-che-a-80-anni-pensa-azzurro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 11:01:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;abatino a 80 anni si è proposto come sostituto di Mancini. Ma chi è stato Gianni Rivera ? &#8220;Che film ha fatto?&#8221; si chiederebbe qualcuno. E&#8217; stato un grande del calcio degli anni Sessanta e Settanta. Michel Platini e i vertici dell&#8217;UEFA decisero che il nome di Gianni Rivera meritasse di essere affiancato a quello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;abatino a 80 anni si è proposto come sostituto di Mancini. Ma chi è stato Gianni Rivera ? &#8220;Che film ha fatto?&#8221; si chiederebbe qualcuno. E&#8217; stato un grande del calcio degli anni Sessanta e Settanta. Michel Platini e i vertici dell&#8217;UEFA decisero che il nome di Gianni Rivera meritasse di essere affiancato a quello di Alfredo Di Stefano, Bobby Charlton, Eusebio, Raymond Kopa ecc. nell&#8217;empireo dei campioni europei indimenticabili, assegnandogli il premio &#8220;del presidente&#8221;. Riceverlo a San Siro, nello stadio che fu teatro delle sue gesta, costituì per il &#8220;golden boy&#8221; un meritato onore, specie dopo un lungo oblio da parte dei dirigenti rossoneri, &#8220;costretti&#8221; a riconoscergli un passato di grande protagonista della scena milanista. Oh, certo, Rivera non è stato un carattere facile e non solo per le sue critiche a Berlusconi, ma per ben altro: è stato un ribelle, un rivoluzionario, ma anche un idealista cui pochi hanno prestato ascolto. Quando eccelleva sui campi, Gianni Brera lo definì &#8220;abatino&#8221; per il suo esile fisico e la sua abilità da finisseur del pallone e non da ruvido pedatore. Rivera finì al centro di mitiche dispute con l&#8217;altro maestro del giornalismo dell&#8217;epoca, che lo difendeva, Gino Palumbo. In realtà il giocatore fu al centro della lotta ideologica fra offensivisti e difensivisti, fra i fautori di un calcio che badava solo al risultato (quello del pragmatico giornalista padano) e i propugnatori dell&#8217;estetica (gli allievi dello &#8220;scriba&#8221; Aluisinus Avis Columba, come Brera definiva il suo rivale napoletano).  Lui, l&#8217;Abatino, continuò a disegnare ghirigori col pallone, vincendo tutto: un Pallone d&#8217;oro (1969), una Coppa Intercontinentale (1969), due Coppe dei campioni (1963, 1969), due Coppe delle Coppe (1968 e 1973), tre scudetti (1962, 1968 e 1979), quattro Coppe Italia (1967, 1972, 1973, 1977) e un titolo di capocannoniere (17 gol nel 1973 insieme con Savoldi e Pulici). Un fenomeno: a quell&#8217;epoca si giocava meno di oggi e Rivera mise insieme ben 501 presenze in serie A, segnando 122 gol. Con la Nazionale Conquistò un titolo europeo del 1968 e disputò quattro Mondiali (1962, 1966, 1970 e 1974): 60 partite e 14 gol. Visse in prima persona i turbolenti passaggi della disfatta in Cile e della Corea, ma sfiorò il titolo in Messico (secondo posto dietro il Brasile di Pelè), dove decise la semifinale con la Germania (quella del 4-3),ricordata allo stadio Azteca di Mexico City come &#8220;el partido del siglo&#8221; (la partita del secolo). Il genietto del calcio venne scartato dalla Juve, quand&#8217;era nell&#8217;Alessandria, la squadra della sua città, perchè troppo mingherlino, ma approdò al Milan per 70 milioni dopo essersi messo in luce con la maglia grigia con cui esordì in serie A a soli 16 anni. Da giocatore maturo incendiò l&#8217;ambiente con le sue roventi polemiche nei confronti degli arbitri (in particolare Concetto Lo Bello e Michelotti); fece la guerra all&#8217;ingegner Mandelli (tutore di Valcareggi ai Mondiali messicani) rilasciando una celebre intervista a Candido Cannavò: &#8220;Mandelli è un intruso, io merito di giocare&#8221;, disse a proposito della celebre &#8220;staffetta&#8221; con Mazzola. Gli fecero disputare 6&#8242; nella finale col Brasile, a partita già persa e scoppiò un putiferio. Rivera continuò le sue battaglie al Milan, dove fece cacciare il presidente Albino Buticchi, un petroliere che lo voleva scambiare con Claudio Sala del Torino, definito &#8220;il poeta del gol&#8221;. Quando Buticchi propose l&#8217;affare a Orfeo Pianelli, presidente granata, quest&#8217;ultimo rispose: &#8220;Io non faccio l&#8217;antiquario&#8221;.<br />Eravamo a Milanello, quando Rivera non si presentò agli allenamenti e fu in pratica messo fuori. Cominciò una dura battaglia: fiancheggiato da Padre Eligio, un frate incendiario, definito sarcasticamente &#8220;Don Perignon&#8221;, per le sue abitudini mondane e le sue frequentazioni altolocate, Rivera tentò di comprarsi il Milan, rimettendoci i risparmi. Brera scrisse che la vicenda gli ricordava quelle delle ballerine che, uscite di scena per ragioni anagrafiche, si comperavano il teatro per continuare a ballare. Fu un&#8217;epoca turbolenta per il Milan, finito in B e alle prese con la giustizia.<br />Rivera, ex monumento del calcio italiano, finito di giocare cominciò un&#8217;altra carriera, quella di parlamentare e divenne anche sottosegretario.<br />A 68 anni, ha fatto persino l&#8217;attempato bellerino, danzando con le stelle. Ma la vera stella era lui. Ed è un peccato che la sua competenza non sia stata meglio sfruttata nè dal Milan, nè dalla Nazionale. Ha fatto il presidente del Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio.<br />Platini e l&#8217;Uefa si sono ricordati di lui col premio del presidente. Avrebbe potuto fare di più, ma forse ha condotto battaglie sgradite all&#8217;establishment del calcio: le sue parole, a volte, hanno lasciato il segno, sono state pesanti come pietre. Nel bel mezzo delle (solite) polemiche con la Juventus, per la cosiddetta sudditanza psicologica degli arbitri, disse: &#8220;La palla è rotonda, ma rotola sempre dalla stessa parte&#8221;. Tutti ci siamo dimenticati di lui che, &#8220;riesumato&#8221; per i suoi 80 anni ha fatto ancora notizia proponendosi per la panchina azzurra. Qualche giovanotto ignaro della storia della pedata si chiederà come il Manzoni fece di Carneade. Rivera ? Chi era costui ?</p>
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		<title>PARTENZA FACILE PER LE &#8220;GRANDI&#8221; MENO LA LAZIO</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/partenza-facile-per-le-grandi-meno-la-lazio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Aug 2023 11:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La sorpresa ? Il Lecce. La delusione ? La Lazio. Tutte le grandi (Napoli in testa), meno appunto la squadra di Sarri, hanno cominciato bene. C&#8217;è stato un solo pareggio (Roma-Salernitana), finora, nelle otto partite della giornata d&#8217;esordio già giocate e si son visti parecchi gol. Chissà come l&#8217;indimenticabile &#8220;sor Carletto Mazzone&#8221; avrebbe commentato la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La sorpresa ? Il Lecce. La delusione ? La Lazio. Tutte le grandi (Napoli in testa), meno appunto la squadra di Sarri, hanno cominciato bene. C&#8217;è stato un solo pareggio (Roma-Salernitana), finora, nelle otto partite della giornata d&#8217;esordio già giocate e si son visti parecchi gol. Chissà come l&#8217;indimenticabile &#8220;sor Carletto Mazzone&#8221; avrebbe commentato la partenza di questo campionato, col suo colorito vernacolo romanesco. Se il Milan e il Torino nei posticipi non ci forniranno sorprese, la partenza sarà considerata un pò la continuazione della passata stagione, col Napoli già in gran spolvero. L&#8217;Inter &#8211; che aveva perso in casa col Monza qualche mese fa- è rientrata nella norma, battendo la squadra di Palldino. I gol li hanno fatti gli stessi di sempre (doppiette di Osimhen, Lautaro, più i risorti Belotti e Candreva). I campioni hanno vinto a Frosinone e, se vogliamo proprio cercare la novità, l&#8217;ha fatta registrare la Fiorentina che l&#8217;anno scorso non eccelleva in fatto di gol segnati e stavolta ne ha rifilati subito quattro al Genoa. Da non sottovalutare  i pericoli che arrivano dall&#8217;Arabia Saudita che vorrebbe accaparrarsi Calhanoglu. Gli aruspici del pallone hanno preconizzato la mega fuga dei più importanti campioni, ma se finora dal nostro campionato è partito solo Brozovic, si può stare  tranquilli. Il Napoli ha ricominciato da dove aveva terminato e il rigore iniziale per il Frosinone aveva subito indotto in tentazione qualcuno che aveva sentenziato: ecco la vendetta della federazione per l&#8217;affaire  Spalletti. Gli arbitri sono sempre al centro delle attenzioni e lo squalificato Mourinho ne ha preventivamente invocato l&#8217;onestà&#8230; La sua Roma aspetta rinforzi, anche se Belotti (un gol annullato) ha segnato una doppietta. Candreva, ex laziale, aveva risposto a tono, ma poi l&#8217;ex granata ha &#8220;salvato&#8221; la &#8220;magica&#8221;. Certo El Shaarawy non è stato fortunato (palo), ma la partenza giallorossa farà discutere. Immobile, abbonato ai gol nelle gare d&#8217;apertura di stagione, ha portato avanti la Lazio a Lecce, cogliendo anche un legno, ma le sostituzioni hanno fatto il gioco dei salentini: Almqvist ha pareggiato e Di Francesco ha ribaltato il risultato nel finale. Privo di Berardi, il Sassuolo ha subìto l&#8217;Atalanta; la squadra del Gasp ha colpito una traversa con l&#8217;ex milanista De Ketelaere che poi (primo gol italiano) ha siglato la vittoria nerazzurra; nel finale il raddoppio di Zortea. A parte l&#8217;incidente al pullman della Juve a Udine, prima della partita, l&#8217;inizio per la squadra di Allegri (Weah e Cambiaso esterni) è stata fulminante: gol di Chiesa. Un rigore di Vlahovic e il tris di Rabiot hanno messo al sicuro la vittoria della Vecchia Signora che non giocherà le Coppe e penserà allo scudetto. La vittoria del Verona a Empoli (che era stato eliminato dalla Coppa Italia) ha messo su un diverso binario gli scaligeri, salvatisi l&#8217;anno scorso allo spareggio. Ma il bello, deve ancora venire. E già, perchè c&#8217;è curiosità per l&#8217;esordi di Torino e Milan, che potrebbero completare il quadro vittorioso delle &#8220;grandi&#8221;  nella giornata d&#8217;esordio contro Cagliari e Bologna.  E le sorprese, come si sa, eccitano la fantasia, quando si verificano.  Alcune sono spiacevoli, come quella dell&#8217;aumento del 28 per cento del prezzo dei biglietti. Cin cin.</p>
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		<title>NAZIONALE A SPALLETTI, CT SENZA BACCHETTA MAGICA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/nazionale-a-spalletti-ct-senza-bacchetta-magica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Aug 2023 10:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avvento di Luciano Spalletti alla guida della Nazionale segna una tappa importante nella storia della panchina azzurra. E&#8217; stato un passaggio di mano laborioso, quello da Mancini a Spalletti, per la presenza della clausola sul contratto del nuovo c.t. per svincolarsi dal Napoli. Chi la pagherà? Lo stesso Spalletti con l&#8217;aiuto della Figc? La situazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvento di Luciano Spalletti alla guida della Nazionale segna una tappa importante nella storia della panchina azzurra. E&#8217; stato un passaggio di mano laborioso,  quello da Mancini a Spalletti, per la presenza della clausola sul contratto del nuovo c.t. per svincolarsi dal Napoli. Chi la pagherà? Lo stesso Spalletti con l&#8217;aiuto della Figc? La situazione è stata risolta, con molte difficoltà, ma non si risolverà in quattro e quattro otto: si andrà per carte bollate. Così è svanita la concorrenza di Conte, unico vero avversario di Spalletti nella corsa alla panchina azzurra. E&#8217; stato discusso l&#8217;atteggiamento del presidente del Napoli De Laurentiis, dopo la &#8220;fuga&#8221; di Giuntoli, dello stesso Spalletti e della partenza di Kim. Nessuno vuole negargli i meriti per lo scudetto e il gran lavoro fatto col club partenopeo, ma non si può sottacere che se i personaggi di primo piano hanno tagliato la corda, un motivo ci sarà. Quanto a Mancini, che in una intervista ha mostrato un certo livore nei confronti del presidente Gravina e della stampa, il tempo ci spiegherà tante cose. <br />Vedremo a posteriori se è vero che il c.t. non ha avuto la tentazione di andare ad allenare in Arabia Saudita, a suon di milioni, per trarne le conseguenze. A nostro avviso, i protagonisti del calcio, specie quelli portati troppo in palmo di mano, si convincono di essere delle intoccabili divinità e non tengono conto del fatto che nella vita &#8211; e specialmente nel calcio &#8211; tutto è provvisorio e ci si dimentica in fretta dei meriti, mentre restano in mente per sempre i demeriti. In passato, i c.t. azzurri generalmente arrivavano dai ranghi della federazione e solo dagli anni più recenti, dopo l&#8217;avvento di Berlusconi, la Nazionale ha veramente &#8220;strappato&#8221; (o accolto pro bono pacis) i tecnici ai club. Pochi hanno conquistato titoli importanti, prima di passare in azzurro: diciamo lo tesso Sacchi, Lippi, Conte, Mancini e ora Spalletti. Come i suoi immediati predecessori, l&#8217;ex allenatore del Napoli ha accumulato una grande esperienza nei club passando, dopo l&#8217;esordio nell&#8217;Empoli, alla Samp, Venezia, Udinese (in varie circostanze), Ancona, Roma (due volte), Zenit San Pietroburgo, Inter e infine ha vinto sotto il Vesuvio. Dal 1996 ben 27 anni trascorsi in panchina. <br />In Italia, prima di lui, solo Trapattoni (7), Lippi (5) Conte (4), Helenio Herrera, Mancini e Viani (3) Bernardini e Foni (2) e Sacchi (1) avevano vinto lo scudetto e allenato la Nazionale. Tre tecnici cioè Pozzo (2), Bearzot e Lippi (1) hanno vinto i Mondiali. Luciano Spalletti si accinge quindi a guidare la Nazionale dopo lunga esperienza nei club, accompagnata da poche vittorie. A breve dovrà fare le prime convocazioni per le partite contro Macedonia e Ucraina, valide per le qualificazioni agli Europei, e verrà giudicato senza sconti. Già si son fatti facili profezie sulle sue prossime scelte, pronosticando la fuoriuscita di personaggi come Bonucci, Jorginho e Verratti e promuovendo i nomi di Baldanzi e Casale. Insomma tutti cercano di prendere posizione, proponendo i propri nomi, ma Spalletti ragionerà con la propria testa e dovrà fare i conti con l&#8217;anagrafe e con le poche scelte che offre il nostro calcio: il problema dell&#8217;attacco esiste sempre e ha poche soluzioni: si gira attorno ai nomi del collaudato Immobile e del nuovo arrivato Retegui. Ma il problema delle scelte ha profonde e obiettive motivazioni: troppi stranieri e Spalletti non avrà la bacchetta magica per fare miracoli. <br />Il momento ci presenta un calcio al bivio: ormai si parla solo di soldi e la nuova frontiera dell&#8217;Oriente, foriero di ricchezze e di voglia di &#8220;comprarsi&#8221; tutto, sta alterando secolari equilibri. Lo sport ha lasciato spazio alla finanza e alla politica e a chi vuol vincere con tutti i mezzi una battaglia culturale che poco ha di decoubertiniano.</p>
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		<item>
		<title>SORPRESA DI FERRAGOSTO: MANCINI LASCIA GLI AZZURRI</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/sorpresa-di-ferragosto-mancini-lascia-gli-azzurri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Sorpresona: le dimissioni di Roberto Mancini dalla Nazionale sono piombate sul nostro calcio, a Ferragosto e alla vigilia del campionato e delle partite di qualificazione azzurre per l&#8217;Europeo (Macedonia e Ucraina). Conosceremo presto le vere ragioni dell&#8217; imprevista mossa del c.t. azzurro, ma siamo convinti che qualcosa non sarà andata giù a Mancini, che sembrava [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sorpresona: le dimissioni di Roberto Mancini dalla Nazionale sono piombate sul nostro calcio, a Ferragosto e alla vigilia del campionato e delle partite di qualificazione azzurre per l&#8217;Europeo (Macedonia e Ucraina). Conosceremo presto le vere ragioni dell&#8217; imprevista mossa del c.t. azzurro, ma siamo convinti che qualcosa non sarà andata giù a Mancini, che sembrava &#8220;accerchiato&#8221; della esigenze dei club e dalla loro scarsa collaborazione, nella gestione della squadra azzurra. Visto il glaciale atteggiamento della federazione che ha &#8220;preso atto&#8221; delle sue dimissioni, si può pensare che non sarebbero state fatte molte contromosse per tentare di trattenere il responsabile della squadra azzurra. Verranno fuori molte congetture, anche perchè non sarà facile sostituire validamente Mancini. Secondo le impressioni generali, non c&#8217;è un solo motivo, ma un complesso di ragioni che riguardano sia i collaboratori, che una certa stanchezza di dover affrontare i soliti problemi senza molti aiuti da parte dell&#8217;ambiente: lasciato gradualmente solo? <br />Un rapporto, quello fra il c.t. e la Nazionale, che era cominciato nel 2018 ed era stato accompagnato da una rapida ricostruzione della squadra che era stata eliminata dai Mondiale di Russia: la vittoria agli Europei di Londra aveva dato l&#8217;impressione che il calcio azzurro stesse risalendo i gradini del calcio internazionale. Si era parlato di Mancini come salvatore della Nazionale, si era constatata la mentalità offensiva portata dal c.t. in azzurro; erano stati positivamente valutati i buoni risultato nelle 61 partite di Mancini alla guida della Nazionale; si era fatto cenno con soddisfazione dei 56 esordienti e dei 105 convocati; e del terzo posto ottenuto in Nations League. Dal fatto che a Mancini era stata affidata anche la supervisione sull&#8217;Under 21 si era arguito una sua a lunga gestione del clan azzurro. C&#8217;era stata anche la nuova eliminazione dai Mondiali del Qatar a opera della Macedonia, ma qualche buon risultato aveva ridato impulso all&#8217;ambiente azzurro. Ora le dimissioni hanno aperto un altro scenario, non certo limpido, per il nostro calcio. Ci sono stati degli episodi che hanno intorbidito le acque e magari ci saranno particolari che verranno presto alla luce. <br />Guardando al futuro, è cominciata la caccia al sostituto del c.t. e sono stati fatti alcuni nomi. Li riportiamo per dovere di cronaca. Non crediamo ai complottismi, ma qualcuno ha cercato collegamenti con il passo indietro di Spalletti dal Napoli, dopo lo scudetto vinto. Altri hanno parlato di Conte, Gattuso, Cannavaro, Grosso, De Rossi, Bollini (appena promosso vice ct) e del significato dell&#8217;avvento di Buffon a capo delegazione azzurro. Insomma, in attesa della decisione della Federcalcio si sono sentiti parecchi nomi. E&#8217; cominciata la girandola delle ipotesi e ognuno ha in tasca il proprio candidato vincente per la panchina azzurra. Mancini ormai è il passato per quel che riguarda l&#8217;azzurro, ma magari fra un pò lo rivedremo in qualche club italiano o estero, o addirittura alla guida della nazionale dell&#8217;Arabia Saudita (si è parlato di cifre esorbitanti).<br />(ITALPRESS).</p>
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		<title>LA JUVENTUS E LA FAMIGLIA AGNELLI, UNA STORIA LUNGA 100 ANNI</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/la-juventus-e-la-famiglia-agnelli-una-storia-lunga-100-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 11:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La Juve targata Agnelli ha compiuto cento anni. Una ricorrenza maturata in circostanze difficili, visti i processi, le accuse, le penalizzazioni e la &#8220;rifondazione&#8221; piena di incognite. Senza scomodare gli studenti del D&#8217;Azeglio che fondarono il club nel 1897 (la prima maglia era rosanero), nè l&#8217;avvocato Hess, primo presidente nel 1912, occorre dire che la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Juve targata Agnelli ha compiuto cento anni. Una ricorrenza maturata in circostanze difficili, visti i processi, le accuse, le penalizzazioni e la &#8220;rifondazione&#8221; piena di incognite. Senza scomodare gli studenti del D&#8217;Azeglio che fondarono il club nel 1897 (la prima maglia era rosanero), nè  l&#8217;avvocato Hess, primo presidente nel 1912, occorre dire che la famiglia Agnelli entrò nella Juve con il vicepresidente della Fiat, Edoardo, appunto cento anni fa. Erano tempi in cui la fabbrica di automobili torinese divenne popolare e i suoi strateghi pensarono bene che avere una squadra vincente avrebbe dato maggior fulgore al &#8220;marchio&#8221;. Quando eravamo al Tuttosport, ci spiegarono il significato del gemellaggio calcio-industria e capimmo la strategia aziendale: dare un simbolo vincente ai molti emigrati del Sud che lavoravano in fabbrica alla FIAT. Dei tanti Agnelli che hanno rivestito il ruolo di presidente, quello che ha lasciato maggiormente il segno è stato Gianni, detto &#8220;l&#8217;Avvocato&#8221;, perchè divenuto il simbolo di un certo &#8220;stile&#8221;, al contrario di altri della famiglia, detti gli &#8220;agnellini&#8221;, che hanno contribuito a uno sbiadimento progressivo del club che tuttavia resta il più vincente (anche se chiacchierato) del nostro calcio: negli ultimi anni ha vinto nove scudetti di fila con Conte, Allegri e Sarri alla guida. <br />Qualcuno ha lasciato dei dubbi, ma non tutti. La Juventus è stata sempre vista come la squadra dei padroni. Avendo conosciuto, seguito, intervistato &#8220;l&#8217;Avvocato&#8221;, cioè Gianni Agnelli, abbiamo dei ricordi dei personaggi che lui ha amato perchè lo divertivano (Platini, Sivori, Anastasi, Zoff, Causio ecc.) e hanno fatto la storia della Juve. Le partite troppo tattiche non gli piacevano, amava i colpi di tacco di Sivori, le giocate di Platini, i gol del gigante Charles&#8230; Ognuno può raccontare un momento vissuto alla corte di Gianni Agnelli. Ricordiamo come il patron bianconero spiegò il perchè della scelta di Giampiero Boniperti -un altro personaggio vincente da giocatore e da dirigente &#8211; quale presidente del club. Fu semplice e diretto, nel corso di una ricorrenza all&#8217;hotel Principe di Piemonte di Torino: &#8220;Una volta -raccontò a una platea incantata dal suo fascino e del suo carisma &#8211; il giovane Giampiero venne invitato a visitare la tenuta di Volvera, vicino Pinerolo. Voleva avere in premio ogni mucca per ogni gol segnato. Si guardò attorno e mise l&#8217;occhio su quelle gravide e le scelse&#8221;. Il vaccaro disse allarmato all&#8217;Avvocato della furbizia di Boniperti. L&#8217;accordo andò in porto e il giovanotto divenne presto capocannoniere. <br />Agnelli capì che &#8220;quel giovanotto&#8221; era furbo e intelligente, prendeva una mucca, ma in realtà se ne accaparrava due: non avrebbe potuto fare che il bene della Juventus. E per questo lo aveva nominato anni dopo presidente. Di Gianni Agnelli ammirammo la classe quando, dopo che alla &#8220;Domenica Sportiva&#8221; avevamo commentato i problemi della squadra che andava malissimo, dicendo che la Juve di Maifredi era come la Duna, che non camminava neanche a spingerla, non battè ciglio. In una successiva occasione, si fermò volentieri a parlare: &#8220;Sì, perchè lei mi è simpatico, ma non potrebbe mai fare l&#8217;addetto stampa della nostra azienda&#8221;, disse con un intercalare significativo. I tifosi juventini sono avidi di successi, non sono mai stufi di vincere. Nell&#8217;albo d&#8217;oro della massima competizione europea, la Champions League, il nome del Club bianconero compare fra i vincitori solo  due volte: nel 1985 e nel 1996. Eppure nel club juventino hanno giocato i Sivori, I Platini, gli Zidane ecc., campioni tutt&#8217;altro che provinciali. Oggi l&#8217;avvocato forse non sarebbe contento della &#8220;sua&#8221; Juve. <br />Abbiamo letto che l&#8217;Avvocato aveva l&#8217;abitudine di svegliare all&#8217;alba il presidente Boniperti e l&#8217;allenatore chiedendo loro notizie sulla squadra. E aveva i suoi pupilli, prevalentemente i funamboli, quelli che avevano i colpi, le prodezze. Cioè i Sivori, Haller, Platini. Oggi si sarebbe divertito meno, perchè vincere gli piaceva, sì, ma col bel gioco non con il tatticismo esasperato di oggi. A proposito di numeri: quanti scudetti ha vinto la Vecchia Signora? Questo è uno dei problemi del nostro calcio, sempre circondato da dubbi, misteri, casi difficili. Ufficialmente ha conquistato 36 titoli, ma i bianconeri ne reclamano altri due: in ogni caso sono quasi il doppio di quelli conquistati dell&#8217;Inter e del Milan. Il periodo di Ronaldo in bianconero (dopo che il club aveva potuto sfoggiare campioni come Buffon, Chiellini, Pirlo, Pjanic, Del Piero ecc) è stato tutto più facile. Al di là dei sospetti dei &#8220;nemici&#8221;, c&#8217;è un motivo che ci venne spiegato a Torino, quando cominciammo ad occuparci della Juventus per Tuttosport, nel 1968. Lo fece, con garbo, Angelo Caroli, un abruzzese che aveva giocato nel Catania e poi in bianconero (un gol all&#8217;esordio a Bologna) con Charles e Sivori, prima di divenire giornalista: &#8220;Lo stile è qualcosa che non si compra. O ce l&#8217;hai o no&#8221; ci disse. Evidentemente, la Juve lo ha avuto per un secolo. Tutti l&#8217;hanno rispettata e odiata, come i suoi &#8220;padroni&#8221;, di cento anni. Anche gli arbitri&#8230;</p>
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		<title>TRA CAMBIAMENTI E PARADOSSI, L&#8217;ARBITRO DEL FUTURO</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/tra-cambiamenti-e-paradossi-larbitro-del-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 11:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il calcio che cambia ha negli arbitri delle figure discusse, deboli e forse anche obsolete, per alcuni. Veder mutare continuamente l&#8217;interpretazione della regole e l&#8217;assistere all&#8217;erosione graduale, ma costante, del potere dell&#8217;arbitro, non fa escludere un cambiamento epocale, nel futuro. Con tutte le novità che favoriscono la tecnologia, ci troveremo con arbitri-robot in campo? Ovviamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il calcio che cambia ha negli arbitri delle figure discusse, deboli e forse anche obsolete, per alcuni. Veder mutare continuamente l&#8217;interpretazione della regole e l&#8217;assistere all&#8217;erosione graduale, ma costante, del potere dell&#8217;arbitro, non fa escludere un cambiamento epocale, nel futuro. Con tutte le novità che favoriscono la tecnologia, ci troveremo con arbitri-robot in campo? Ovviamente la nostra è una ipotesi paradossale, ma in questo mondo così volubile e aggredito continuamente dagli interessi di parte, nulla ci sembra impossibile. E&#8217; un paradosso, anche perchè senza un regolatore del gioco non si può giocare. Ai tempi di Concetto Lo Bello, l&#8217;arbitro era signore e donno e nessuno osava fiatare davanti alle sue decisioni, anche discutibili. Venne coniato per lui un vocabolario apposito: &#8220;dittatore&#8221;, &#8220;tiranno di Siracusa&#8221;, ecc. e pochi osavano opporsi alle sue sentenze (allora) inappellabili. Ve lo immaginate il decisionista Lo Bello nell&#8217;epoca del Var? Cosa sarebbe successo? Ma ci sono stati tanti arbitri nella storia del calcio italiano e internazionale (Casarin, Collina ecc.) che si sono imposti per la loro autorevolezza e senza Var. <br />Si è detto che oggi gli allenatori adottano la strategia della protesta, ma non è una novità in assoluto. Nereo Rocco a chi gli chiedeva della sua tattica, nei confronti dei direttori di gara, parlava sornione della &#8220;tattica del lamento&#8221;. Con Lo Bello furono scintille e non si amarono, anche se fecero pace in occasione del matrimonio di un collega, Alfio Caruso. Oggi Mourinho, a torto o ragione, si comporta in maniera molto aggressiva e sono arrivate dure sanzioni per le le proteste contro Taylor. Il designatore Rocchi sta cercando di arginare questa incomunicabilità, immettendo facce nuove, cercando di scoraggiare la filosofia dei &#8220;rigorini&#8221;, e di rivalutare la figura degli arbitri, elisa da proteste e sceneggiate. Il grande stratega del calcio Arsene Wenger, studioso del problema, vuol riportare il fuorigioco allo spirito originario: tutto il corpo dell&#8217;attaccante dovrebbe essere oltre oltre il difendente, cosa verificabile con la tecnologia. Insomma, nessun offside per la punta del naso di un attaccante. Su input dell&#8217;Ifab ci saranno recuperi più lunghi, come ai Mondiali del Qatar. I giocatori (forse) non perderanno più tempo. <br />Se ci sono sempre novità che implicano l&#8217;uso delle macchine è chiaro che, sotto sotto, della capacità dell&#8217;uomo-arbitro ci si fidi poco: qualcuno lo vede addirittura come nemico e si cerca di influire sulle sue scelte con atteggiamenti condizionanti. Lo stesso meccanismo delle promozioni, dei pensionamenti, a volta è mosso dal tentativo di accontentare i padroni del vapore, checchè se ne dica. Le prebende sostanziose che i fischietti percepiscono  inducono spesso a critiche urticanti verso chi sbaglia, anche in buona fede. Si vogliono arbitri infallibili perchè &#8220;pagati&#8221;. E quasi nessuno può permettersi di tornare indietro perchè ormai è professionista del fischietto, è impegnato costantemente con allenamenti, presenze. Quindi tende ad assecondare l&#8217;onda. La stessa introduzione del Var, un aiutino non da poco, ha finito per rendere un pò sbiadita la figura del direttore di gara, pronto a chiedere lumi anche in casi evidenti. Quasi nessuno fiata e sono nate altre figure professionali: addetti al Var, ecc. Insomma, siamo in un mondo di gente che si gioca i miliardi, anche teorici e non suoi, e i direttori di gara sono più criticati dei giocatori che si mangiano i gol a porta vuota e dei portieri che si fanno sfuggire la palla di mano. <br />In più c&#8217;è la malizia dell&#8217;ambiente che cerca di ingannare gli arbitri in campo, ma anche fuori con i condizionamenti psicologici. Si comincia a scavare sul passato di un direttore di gara, sin dal momento della designazione, rendendo la sua vita difficile prima ancora di scendere in campo. Non ci meraviglieremmo, se in tempi di &#8220;intelligenze artificiali&#8221; qualche bello spirito saltasse fuori proponendola anche nel calcio. Se c&#8217;è il fuorigioco semiautomatico, se c&#8217;è il Var, se c&#8217;è l&#8217;orologio che dice se una palla è entrata o no, se le macchine possono decidere al posto degli uomini, perchè non affidare la direzione delle partite a un robot? In fondo agli albori del football, in Inghilterra, l&#8217;arbitro non c&#8217;era e i capitani si mettevano d&#8217;accordo fra loro, in caso di dubbio. Poi arrivò il referee con la campanella, successivamente quello col fischietto, i guardalinee, il quarto uomo, ora la stanza dei bottoni del VAR a centinaia di chilometri, ecc. Si è parlato di &#8220;tempo effettivo&#8221;, ora di recuperi più lunghi. <br />Le stesse regole introdotte nel tempo, hanno cercato di favorire un maggior numero di gol per l&#8217;espansione del calcio in mondi diversi: gli americani non amano il &#8220;soccer&#8221; perchè c&#8217;è il pareggio che nei loro sport non esiste, come non viene sopportato lo 0-0. Qualcuno deve vincere e i gol devono essere parecchi, per appassionare la gente. I giovani cominciano a disertare il calcio perchè troppo lento nel suo svolgimento: si vogliono emozioni forti e veloci. Poveri arbitri: troppe critiche, troppe moviole, troppe proteste. E indietro non si torna.<br />(ITALPRESS).</p>
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		<title>IL PARON NEREO ROCCO, PIU&#8217; PRATICA CHE GRAMMATICA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/il-paron-nereo-rocco-piu-pratica-che-grammatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 11:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei giorni scorsi a Milano è stato ricordato Nereo Rocco, mitico personaggio rossonero, protagonista di un calcio che non c&#8217;è più. Quando lo conobbi, anno 1972, all&#8217;Assassino, ristorante milanese d&#8217;altri tempi, una sera mi chiese un passaggio. Abitavamo entrambi al Residence Piave. Ero nuovo dell&#8217;ambiente e per Tuttosport mi ero trasferito da Torino all&#8217;ombra della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi a Milano è stato ricordato Nereo Rocco, mitico personaggio rossonero, protagonista di un calcio che non c&#8217;è più. Quando lo conobbi, anno 1972, all&#8217;Assassino, ristorante milanese d&#8217;altri tempi, una sera mi chiese un passaggio. Abitavamo entrambi al Residence Piave. Ero nuovo dell&#8217;ambiente e per Tuttosport mi ero trasferito da Torino all&#8217;ombra della Madonnina. Lui intuì che avevo bisogno di qualche  notizia e durante il percorso, sulla mia auto, mi disse con fare paterno: &#8220;Mi no so, chi far zogar in attacco: go tanti Golin. Pierino Prati, Chiarugi. Vedarem. Tu scrivi che go el dubbio, ma io no te conosso (non ti conosco). Te dovrei pagar la corsa del taxi, ma te do la notizia&#8221;. Non era una notizia, ma una dritta. Un modo come un altro di darmi una mano. Così cominciò un rapporto che durò nel tempo. Una volta a Catanzaro gli sentii gridare: &#8220;Romeo sta &#8216;ndrio (indietro) che perdemo un milion!&#8221;. Le disposizioni tattiche di Nereo Rocco erano improntate spesso al pragmatismo. Il tecnico triestino faceva della filosofia spicciola: &#8220;Se tiri e prendi il palo e la palla va dentro, ti xe un campion; se va fora, ti xe un cojon&#8221;.</p>
<p>Il Paron non sopportava le ingerenze e non sappiamo come se la sarebbe cavata nel Milan più moderno, con un presidente-allenatore come Berlusconi che &#8220;consigliava&#8221; ai tecnici come schierare la squadra. Uno dei luoghi comuni del nostro calcio è che Nereo Rocco fosse un incallito catenacciaro. In realtà lui si inventò il libero, scopiazzando un pò dal &#8220;vianema&#8221; del suo amico-nemico Gipo Viani, ma praticandolo quasi esclusivamente nel Padova, la cosiddetta squadra dei &#8220;poareti&#8221; (poveretti), che prima portò alla salvezza, poi al terzo posto con l&#8217;arrivo degli Hamrin, dei Brighenti, dei Rosa, cioè fior di giocatori. Il Paron era stato un buon giocatore nella Triestina e aveva pure disputato una partita in Nazionale contro la Grecia (4-0), da mezzala, al fianco di Monzeglio, Guaita e Peppino Meazza, uno dei miti del calcio italiano. Ma la grande popolarità la conquistò sulla panchina del Milan, anche se guidò pure Torino e Fiorentina senza molti risultati. Al comando dei rossoneri conquistò scudetti, Coppe dei Campioni, Coppa Intercontinentale e tutta una serie di trofei. </p>
<p>Nel Milan giocava con Mora-Altafini-Barison più Rivera e Sani e, successivamente, con Hamrin-Sormani-Prati davanti al &#8220;golden boy&#8221;: altro che catenacciaro! Voleva anzi che gli attaccanti di spicco come Altafini o Prati stessero là davanti e non tornassero mai indietro. Non gli piaceva che si sfiancassero: dovevano esser sempre pronti a colpire. Non erano tempi, quelli, in cui il premio partita veniva stabilito per contratto e arrivava direttamente sul conto dei giocatori, in banca, come al giorno d&#8217;oggi. Rocco amava la manualità, voleva far toccare i soldi ai giocatori perchè ne apprezzassero il valore. Si presentava negli spogliatoi con una borsa piena di banconote. Faceva i mucchietti, a seconda delle prestazioni dei suoi. A chi aveva giocato male, diceva: &#8220;Ti te ga fato il mona, te speta de men de lori&#8221; (Tu hai fatto lo stupido, ti spetta di meno rispetto a loro). Ve lo immaginate, oggi? Lui era il &#8220;Paron&#8221;: il padrone, appunto. Anche se qualche volta si vergognava di certe cose. Gli proposero infatti di firmare un contratto pubblicitario per una industria di abbigliamento e gli diedero un pò di soldi e quattro vestiti nuovi. Lo fotografarono elegante, in tutte le pose. Quando dava le disposizioni per l&#8217;allenamento al suo vice, Marino Bergamasco, diceva solo: &#8220;Do giri driti, do giri campanon&#8221; (due giri correndo dritto, due a zig zag). E alla fine, per i tiri in porta, in palio c&#8217;era in premio l&#8217;anguria.</p>
<p>Un martedì, dopo una pesante sconfitta a San Siro con la Juventus (1-4), nel distribuire la posta (faceva anche questo, per controllare i suoi ragazzi), quando arrivò il turno di Sabadini &#8211; che aveva marcato l&#8217;attaccante bianconero Bettega, autore di una doppietta (un gol di tacco che restò emblematico) &#8211; fece finta di dargli una cartolina dicendo davanti ai giornalisti: &#8220;Ciapa, xe Bettega che te scrive e te ringrassia per i due gol, mona&#8221;.<br />La domenica prendeva in mano le maglie (numeri da uno a undici, a quei tempi) e le consegnava personalmente, quasi fosse una questione di fiducia, nelle mani dei giocatori. Se aveva un&#8217;incertezza, si teneva in mano l&#8217;ultima, quella in ballottaggio. Il rapporto con i giornalisti era rude o confidenziale. Mi chiamava &#8220;talian&#8221; (italiano) e un giorno che andai a Milanello con un vestito verde, mi disse: &#8220;Sta attento che non te magni un bove&#8221;, perchè allora tutt&#8217;attorno al ritiro c&#8217;erano i prati con tante mucche che pascolavano. Quando lo richiamarono in emergenza al Milan del dopo Marchioro non stava molto bene, si presentò ai cronisti amici che lo aspettavano davanti alla porta, si tolse il cappello di feltro, si inchinò, se lo rimise in testa e disse in tono solenne: &#8220;Ve spetavi che mi mori? Tiè&#8230;&#8221;. (Vi aspettavate che io morissi, tiè&#8230;). E ci fece il gesto dell&#8217;ombrello. Ma ne ebbe per poco.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>AFFARI, ALGORITMI E SOGNI, UN CALCIOMERCATO LUNGO 60 ANNI</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/affari-algoritmi-e-sogni-un-calciomercato-lungo-60-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 11:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Quantum mutatus ab illo (quanto è cambiato). Parliamo di calciomercato, che in questi giorni abbellisce le pagine sportive e fa sognare i tifosi. Giocatori come Tonali, Frattesi, Weah e Thuram figli d&#8217;arte che inseguono i milioni. Allenatori che vanno, allenatori che vengono. Garcia promette mirabilie a un Napoli già su di giri; barricate per non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quantum mutatus ab illo (quanto è cambiato). Parliamo di calciomercato, che in questi giorni abbellisce le pagine sportive e fa sognare i tifosi. Giocatori come Tonali, Frattesi, Weah e Thuram figli d&#8217;arte che inseguono i milioni. Allenatori che vanno, allenatori che vengono. Garcia promette mirabilie a un Napoli già su di giri; barricate per non cedere Osimhen a meno di 150 milioni; nomi esotici che bisogna imparare in fretta perchè &#8220;forse&#8221; arriveranno; fuga dei soliti noti verso il nuovo Eldorado, dove abbondano i petrodollari. Avendo frequentato da oltre sessantàanni questo paradiso estivo del pallone, ricordiamo con nostalgia il &#8220;mercato delle vacche&#8221;, valorizzato negli anni &#8217;60 dal giornalista Giorgio Bellani e (praticamente) favorito dalla presenza di personaggi indimenticabili. L&#8217;ambiente dell&#8217;Hotel Gallia di Milano, con i racconti delle leggendarie imprese mercantili, era considerato un clima da mille e una notte: lì nasceva il campionato. I ricchi sorseggiavano bevande succulente, la maggior parte si dissetava nei chioschi attorno alla stazione, per risparmiare. Secondo le favole, il fondatore della fiera calcistica fu il principe Raimondo Lanza di Trabia, nobile palermitano e marito dell&#8217;attrice Olga Villi, scomparso poi tragicamente. Il nobile, in tempi di telefoni molto &#8220;difficili&#8221; e viaggi problematici, si piazzava nel celebre albergo milanese e trattava la mercanzia, cioè i giocatori. Un&#8217;altra leggenda narra che il principe ricevesse a volte gli interlocutori nudo o addirittura seduto sul water, ma noi &#8211; pur avendo conosciuto Lanza di Trabia &#8211; non abbiamo mai avuto contezza diretta di tutto ciò. Erano i tempi in cui all&#8217;ultimo giorno di mercato, i grandi presidenti si radunavano nei saloni dell&#8217;albergo per brindare e concludere con una stretta di mano gli ultimi affari. Oggi non vengono rispettati nemmeno gli accordi scritti. Si chiamavano Angelo Moratti, Andrea Rizzoli, Gianni Agnelli. Il re del mercato era Italo Allodi. C&#8217;erano anche presidenti pittoreschi e inattendibili che compravano &#8220;l&#8217;amalgama&#8221;, usavano anche fasci di cambiali per gli acquisti. Alcuni si giocavano i calciatori a poker. Molti nomi famosi lasciarono tracce indelebili come lo svedese Hasse Jeppson, chiamato Jeppesonne, che costò la cifra record di 105 milioni, al comandante Lauro, presidente del Napoli. Il suo successore Corrado Ferlaino comprò Beppe Savoldi per due miliardi destando ondate di indignazione dei benpensanti. </p>
<p>Esattamente al Bologna andarono 1.400 milioni in contanti più Clerici e la comproprietà di Rampanti, il tutto &#8211; si disse &#8211; mentre sulle strade della città partenopea si accumulavano montagne di spazzatura. Ferlaino però in seguito vinse lo scudetto con l&#8217;affare Maradona. Non parliamo degli articoli moraleggianti e delle riprovazioni di politici e che ne seguirono&#8230;Dal Gallia il mercato successivamente passò nei &#8220;luoghi deputati&#8221;, cioè strutture dove la Lega Calcio cominciò a essere presente con i propri uffici: dall&#8217;Hotel Hilton al Leonardo da Vinci, al complesso commerciale di Assago, fino agli alberghi dei giorni nostri e agli studi televisivi, da dove passano oggi tutte le notizie con trasmissioni più seguite di quelle politiche. La regolarità delle operazioni veniva garantita dalla presenza di Michele Tigani, funzionario della Lega, che cacciava gli intrusi e gli indesiderati dal tempio. Nei giorni di magra, negli anni Settanta e Ottanta, i cronisti in ambasce  circondavano Italo Allodi, e successivamente Romeo Anconetani e Luciano Moggi, per capire come buttava. Ezio De Cesari, Aldo Biscardi e altri famosi colleghi, ricevevano soffiate che sparavano sui giornali, anche se spesso le notizie erano solo ipotesi di lavoro. </p>
<p>Le gente si beveva tutto. E ricordiamo le raffiche finali dell&#8217;ultimo giorno, quando a mezzanotte si riversavano sulle pagine dei giornali autentiche ondate di nomi a volte improbabili che finivano nelle edicole. Quando lavoravamo alla Rai, facevamo le nostre irruzioni televisive al calciomercato e i direttori dei tg ci concedevano spazi solo il giorno di chiusura, quando in generale non succedeva più nulla di grosso, costringendoci a salti mortali per fare fantasiosi racconti sul nulla. Insomma, il calciomercato, come oggi, faceva ascolti e faceva vendere copie. Fu un&#8217;invenzione tutta italiana (gli stranieri quando venivano a scoprirlo strabuzzavano gli occhi) e ravvivò la carriera di molti nelle estati prive di altre emozioni, sino al sacro momento dei raduni delle squadre. Oggi i veri affari vengono conclusi da ricchi procuratori, ben lontani dalle sedi deputate, dove si concludono solo gli acquisti minori. Si accettano consigli tecnici dagli algoritmi, si fa tutto davanti alle telecamere ed è un mercato digitale, di plastica. Ma piace lo stesso perchè alimenta le illusioni dei tifosi.</p>
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		<title>REPENTINA RESURREZIONE AZZURRA E OTTIMISMO DI MANCINI</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/repentina-resurrezione-azzurra-e-ottimismo-di-mancini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 11:36:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cambiati gli interpreti, la commedia della Nazionale azzurra si è trasformata da tragedia a pièce piena di positività e speranze. Contro l&#8217;Olanda si è vista un&#8217;altra Italia, capace di mettere alle corde i padroni di casa nel primo tempo e di soffrire nel finale. Abbiamo insomma scoperto una squadra diversa: il 3-5-2 è stato accantonato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cambiati gli interpreti, la commedia della Nazionale azzurra si è trasformata da tragedia a pièce piena di positività e speranze. Contro l&#8217;Olanda si è vista un&#8217;altra Italia, capace di mettere alle corde i padroni di casa nel primo tempo e di soffrire nel finale. Abbiamo insomma scoperto una squadra diversa: il 3-5-2 è stato accantonato per ripercorrere la vecchia via del 4-4-3. Sepolto qualche ferro vecchio e branditi nuovi ma collaudati arnesi (il dott. Buongiorno e Dimarco in difesa, il geometra calcistico Frattesi a centrocampo, Raspadori e Chiesa in attacco), Mancini si è ripresa la scena, riconquistando il terzo posto in Nations League. Un risultato che non vale certo l&#8217;Europeo di Londra, ma se non altro tira su il morale e offre un panorama meno lugubre di quello seguito alla sconfitta con la Spagna. Gli iberici hanno vinto ai rigori contro la Croazia, aggiudicandosi, dopo Portogallo e Francia, il simbolico trofeo. Da settembre gli azzurri riprenderanno il cammino europeo per qualificarsi alla fase finale: la Macedonia del Nord (9 settembre) il primo ostacolo, poi gli altri, Ucraina, Malta e soprattutto Inghilterra. Con la speranza che non vada a finire come a Palermo per le qualificazioni mondiali. Dotato di potenti amuleti, il ct seguirà l&#8217;Under 21 con l&#8217;auspicio di trovare qualche elemento in grado di inserirsi nella nazionale maggiore: Bellanova, Scalvini, Parisi, Udogie, Bove sono alcuni dei nomi sotto osservazione. Tonali è in &#8220;prestito&#8221; all&#8217;Under e forse lo vedremo presto in mediana, viso il declino di Jorginho e Verratti. Il problema del gol, anche se ne abbiamo rifilati tre alla permeabile difesa olandese, non è stato del tutto risolto. Tentare ancora con Retegui, Chiesa e Raspadori è d&#8217;obbligo, ma vedere se i Berardi, Scamacca, Zaniolo possano dare qualcosa in più, è necessario. La regia è un altro problema: è stato provato Cristante, ma nell&#8217;Under 21 c&#8217;è Rovella. Tutti sotto osservazione, ad ampio raggio, compreso Lucas Piton, un difensore molto velenoso del Vasco de Gama. Noi importiamo oriundi, ma esportiamo allenatori: Ancelotti, che probabilmente guiderà la Selecao fra un anno. Quando qualche risultato, sia pur minimo, ci asseconda, diventiamo vulcani di idee. Il nostro vivaio è improvvisamente una miniera. Le ipotesi che si fanno sono tante e ognuno ha in tasca un nome e un cognome, ma Mancini non può chiamare tutti: il taumaturgo del calcio italiano, fra l&#8217;altro, trova sul proprio percorso ostacoli di vari tipi, molto spesso i club non collaborano. Ma non si scoraggia e la frase magica &#8220;Vinceremo il Mondiale&#8221; ci riempie di speranze. L&#8217;ottimismo è importante. Anche se non è il solo a fare proclami e parecchi partono con idee brillanti. C&#8217;è un particolare non trascurabile, tuttavia: bisogna prima qualificarsi (e gli ultimi due Mondiali sono stati &#8220;ciccati&#8221;) e poi vedere di fare il meglio possibile. Una rondine (anche se olandese) non fa primavera.</p>
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		<title>BERLUSCONI, PROTAGONISTA SULLA SCENA CALCISTICA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/berlusconi-protagonista-sulla-scena-calcistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 11:26:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, che ci ha lasciati oggi a 86 anni, ma non che non sia stato un grande personaggio che ha dominato la scena come imprenditore, politico e presidente del Milan. E&#8217; stato uno di quei personaggi che si possono amare o no, ma anche un indiscusso protagonista su molti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto si può dire di Silvio Berlusconi, che ci ha lasciati oggi a 86 anni, ma non che non sia stato un grande personaggio che ha dominato la scena come imprenditore, politico e presidente del Milan. E&#8217; stato uno di quei personaggi che si possono amare o no, ma anche un indiscusso protagonista su molti fronti. Lasciamo ad altri raccontarne le vicende in campo politico, imprenditoriale e nella sua brillante vita di tutti i giorni. Noi lo conoscemmo quando arrivò al Milan, dopo una lunga serie di peripezie legali rossonere, da salvatore della Patria in un mare di debiti. Non sapevamo chi fosse. Nella prima intervista ufficiale per la Rai, lo presentammo come &#8220;industriale&#8221; e lui ci corresse davanti alla telecamera:&#8221;Imprenditore, dica imprenditore.&#8221; Per noi era solo un elegante e ricco signore che aveva comprato il Milan dopo i disastri combinati dai suoi predecessori. Amava il calcio e voleva affermarsi anche in questo campo. Hanno detto che era interista e aveva tentato di comprare il club nerazzurro ai tempi di Fraizzoli, ma non possiamo star dietro a tutte le dicerie. Allenatore rossonero, quando Berlusconi prese il Milan, era Nils Liedholm, il pacioso svedese che durò poco, sia perchè il nuovo presidente voleva gente fresca, scattante, sia perchè i risultati non erano esaltanti. <br />Inoltre lo svedese faceva battute ironiche, poco gradite all&#8217;entourage del nuovo &#8220;padrone&#8221;, come quella secondo cui Berlusconi si intendeva molto di calcio perchè era stato &#8220;allenatore dell&#8217;Edilnord&#8221;, la squadretta aziendale della Fininvest. Insomma, eliminato in Coppa Italia dal Parma guidata da un tecnico sconosciuto che si chiamava Arrigo Sacchi, Berlusconi, quando ci fu da prendere il nuovo allenatore, scelse il &#8220;mago di Fusignano&#8221;. Deducemmo che gli era rimasta in gola una scaglia di parmigiano. Con Sacchi il Milan vinse scudetto, Coppa dei Campioni, Intercontinentale, tutto, e Berlusconi si affermò agli occhi del mondo come presidente vincente a tutti livelli. Certo, sborsò ingenti cifre, per comprare gli eccezionali assi olandesi Gullit, Rijkaard e il goleador Marco Van Basten, Ancelotti: campioni e Palloni d&#8217;oro che portarono il Milan sul tetto del mondo. Con Sacchi poi sorse qualche problema (il tecnico pretendeva che fosse venduto Van Basten) e Berlusconi, con felice intuizione, con diplomazia dirottò il &#8220;mago di Fusignano&#8221; in Nazionale e diede tutto in mano a Fabio Capello -che era cresciuto alla scuola Milan come tecnico-: anche il nuovo arrivato vinse scudetti, Coppa Campioni ecc. <br />Successivamente insediò sulla panchina rossonera anche un&#8217;altra sua creatura, Carletto Ancelotti, che aveva vinto da giocatore col Milan. Insomma, il &#8220;presidente&#8221; aveva un gran fiuto in campo calcistico, oltre che in campo imprenditoriale e politico. Dato a Berlusconi quel che è di Berlusconi, e detto che da presidente ha conquistato ventinove trofei, bisogna aggiungere che negli ultimi anni le cose cambiarono. Nella vita di Berlusconi era entrata la politica e il calcio era diventato un&#8217;altra cosa, gli investimenti erano diventati pesanti, gli anni erano passati anche per lui, e i tecnici che si alternarono alla guida rossonera non furono il massimo e così i successi cominciarono a svanire. E Berlusconi era un vincente. Negli ultimi dodici campionati il Milan vinse solo uno scudetto (2011, allenatore Allegri, in campo Ibrahimovic). Poi sono andati via Max e i grandi campioni, fra cui il citato Ibra, Pirlo, Thiago Silva ecc. e il Milan non ha vinto più. Sono subentrati problemi societari, contestazioni, la figlia Barbara con idee diverse da Galliani, che è stato sempre il braccio destro del presidente. Inoltre alcuni allenatori non hanno accettato di buon grado i &#8220;consigli&#8221; tecnici del presidente e siamo arrivati ai giorni nostri, col Milan fuori dalla Champions. <br />Non dimentichiamo tuttavia che sotto l&#8217;impero di Silvio sono stati vinti dal Milan, come detto, 29 trofei: un mondiale FIFA, due Coppe Intercontinentali, cinque Coppe dei Campioni, cinque Supercoppe Europee, otto scudetti, una Coppa Italia, sei Supercoppe di Lega. Inoltre, cinque giocatori rossoneri hanno conquistato otto Palloni d&#8217;oro: Van Basten (tre), uno Gullit, Weah, Shevchenko e Kakà. Un presidente impareggiabile, quindi. E un appassionato di calcio che non ha esitato a rimettersi in gioco acquistando il Monza portandolo in serie A. Re Silvio è stato il più grande presidente del Milan (e non solo) nonchè uno dei personaggi a tutto tondo della scena italiana. Con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Come tutti. Ci dispiace.</p>
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		<title>SEGNI DI RISVEGLIO PER L&#8217;AZZURRO E I CLUB</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/segni-di-risveglio-per-lazzurro-e-i-club/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che il nostro calcio stesse cambiando, ce n&#8217;eravamo accorti. Alla fine di una stagione travagliata in cui tre squadre italiane -Inter, Roma e Fiorentina- hanno perso altrettante finali europee, con molta sfortuna e qualche torto arbitrale, ma anche per certi limiti strutturali, possiamo tirare le somme. Anzitutto, negli anni è ormai diverso il modo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che il nostro calcio stesse cambiando, ce n&#8217;eravamo accorti. Alla fine di una stagione travagliata in cui   tre squadre italiane -Inter, Roma e Fiorentina- hanno perso altrettante finali europee, con molta sfortuna e qualche torto arbitrale, ma anche per certi limiti strutturali, possiamo tirare le somme. Anzitutto, negli anni è ormai diverso il modo di seguire il le partite. Le folle consistenti che si sono radunate negli stadi di Napoli per godere delle vicende dello scudetto, di San Siro, dell&#8217;Olimpico e del Franchi per vedere le finali di coppa, insieme con altri eventi del genere, hanno confermato che la passione c&#8217;è. L&#8217;espansione dell&#8217;offerta televisiva ha accentuato un fenomeno di massa che si accontenta anche della partita &#8220;virtuale&#8221;. Ricordiamo quando vennero effettuate le prime incerte telecronache in tv, prima di Carosio, dal pioniere Carlo Balilla Bacarelli per un Juventus-Milan vinto dai rossoneri a Torino per 7-1. Ora l&#8217;etere pullula di telecronisti. I tifosi, per quanto sempre più faziosi e dietrologisti, hanno intuito che il nostro calcio si sta riprendendo e interessa di meno che i club siano pieni di debiti, che il calcio sia diventato solo business e che non tutti i suoi protagonisti siano di specchiate virtù. Interessa solo che vincano. Il fatto che tre club italiani siano arrivati alle finali, come del resto l&#8217;Under 20 e la Nazionale di Mancini siano giunte rispettivamente alla finale Mondiale e a quella di Nations League è un segnale moderatamente positivo. Mancano &#8220;solo&#8221; le vittorie. Se pensiamo che i nostri club erano spariti dalle mappe europee (tranne la Roma che aveva conquistato la Conference) e la nostra Nazionale aveva &#8220;saltato&#8221; non uno, ma due Mondiali, facendosi eliminare dalla Svezia (Ventura) e dalla Macedonia del Nord (gestione Mancini, dopo il titolo Europeo), possiamo dire che forse il peggio è passato. Ora aspettiamo l&#8217;ultimo scatto in avanti: qualche vittoria. In fondo non ci mancano le tradizioni e l&#8217;organizzazione, visto che la nostra Nazionale maggiore ha in bacheca quattro Mondiali e due Europei, che nel palmares dei club ci sono dodici Champions (7 del Milan, 3 dell&#8217;Inter e 2 della Juve) oltre agli altri numerosi trofei. E&#8217; che i nostri successi sono quasi tutti datati: il Milan più recente li ha ottenuti ai tempi di Gullit e Van Basten; il club nerazzurro ai tempi del triplete di Mourinho; la Juventus con Platini e poi Vialli protagonisti. La fuga di Moratti dall&#8217;Inter, di Berlusconi dal Milan, l&#8217;eclissi degli Agnelli hanno segnato un passo indietro forse irreversibile. Il nostro calcio, nel bene e nel male, è per lo più in mano agli stranieri che spesso sono venuti per fare business e non beneficenza. Il discorso della Nazionale è diverso: con i vivai si può sperare in una rinascita, ma abbiamo un grosso problema: gli attaccanti. Il ct ha dovuto arrangiarsi con l&#8217;oriundo Retegui, pescato in Argentina. Nella classifica dei cannonieri del nostro campionato, i primi italiani in lista sono il &#8220;vecchio&#8221; Immobile e Berardi a quota 12 gol: si sono piazzati  dietro a Osimhen (26), Lautaro (21), Dia (16), Leao (15), Lookman, Giroud e Nzola (13). Se i ragazzi dell&#8217;Under 20 Pafundi (&#8220;spinto&#8221; da Mancini come simbolo della rinascita), Casadei, Baldanzi ecc. sfonderanno, forse potremo ricostruire il nostro calcio e magari riprendere a vincere. L&#8217;importante è non far cadere nel nulla il segnale positivo di questo momento.</p>
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		<title>NAPOLI E OSIMHEN DA OSCAR, SPEZIA-VERONA SPAREGGIO</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/napoli-e-osimhen-da-oscar-spezia-verona-spareggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 11:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; il momento degli addii, dei rimpianti e delle lacrime. Tre squadre italiane sono arrivate nelle finali europee: un deciso passo avanti del nostro calcio. La stagione è stata dominata dal Napoli. Lazio, Inter e Milan hanno conquistato la Champions. Retrocesse Cremonese, Sampdoria e la perdente dello spareggio Spezia-Verona. Il Napoli, che ha concluso con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il momento degli addii, dei rimpianti e delle lacrime. Tre squadre italiane sono arrivate nelle finali europee: un deciso passo avanti del nostro calcio. La stagione è stata dominata dal Napoli. Lazio, Inter e Milan hanno conquistato la Champions. Retrocesse Cremonese, Sampdoria e la perdente dello spareggio Spezia-Verona. Il Napoli, che ha concluso con una vittoria, ha festeggiato ancora lo scudetto e salutato Spalletti: si è parlato di Mancini in panca (voce smentita). Lacrime di Quagliarella che ha giocato l&#8217;ultima in A con i blucerchiati. Il &#8220;ciuccio&#8221; ha mostrato un ottimo gioco e ha avuto in Osimhen (26 gol) e Kvaratskhelia, le individualità di spicco in attacco, in Lobotka l&#8217;efficace regista e in Kim il perno della difesa. Voto 9. La Lazio ha proceduto ad alti e bassi, anche per la lunga assenza del proprio cannoniere Immobile, ma ha fatto in certi periodi della stagione dei grossi risultati giocando anche un buon calcio. Ha chiuso con una vittoria sul campo dell&#8217;Empoli. Voto 7. L&#8217;Inter era favorita, ma ha avuto qualche momento di difficoltà, anche se in Coppa Italia e in Champions ha dato il meglio di se stessa. Il leader incontrastato è stato Lautaro, con 21 gol. Pensando alla finale di Istanbul, ha vinto a Torino contro i granata. Voto 7. Alti e bassi per il Milan che ha rischiato di non entrare fra le prime quattro per le defaillances della fase difensiva. Il vecchio Giroud e Leao hanno sostenuto con i loro gol l&#8217;attacco, mentre le Coppe sono andate male. Ha chiuso con un successo (rigore di Giroud, gol di Faraoni, punti decisivi di Leao) la stagione col Verona e Ibra ha salutato. Espulso Bocchetti. Voto 6.5. Il Monza è stato la rivelazione delle neopromosse dopo l&#8217;arrivo di Palladino, ma ha chiuso con una sconfitta a Bergamo. L&#8217;Atalanta (quinta) non ha ottenuto il posto in Champions, ha impaurito molti avversari, ma si è fatta sfuggire parecchie occasioni. Ha scoperto le abilità di Hojlund. Successo finale sul Monza (tripletta di Koopmeiners). Voto 6. La Roma non ha fatto grandi cose in campionato e ha perso la finale di Europa League (dove rigiocherà). Molti infortuni hanno fermato le sue individualità di spicco come Dybala che ha siglato la vittoria sullo Spezia (espulso Amian). Mou resterà? Voto 6. La Juventus sul campo ha ottenuto il terzo posto, ma l&#8217;altalena delle penalizzazioni non ha certo contribuito al buon andamento della stagione. Settima. Allegri come si muoverà? A Udine ha chiuso vincendo (Chiesa-gol): voto 6. La sufficienza la meritano pure Fiorentina, Torino e Bologna. I viola si sono distinti in Coppa Italia e in Conference League e hanno terminato bene la stagione sul campo del Sassuolo. Ottavo posto, traguardo mancato dal Torino e Bologna (3-2 a Lecce). Aurea mediocritas per Udinese, Sassuolo, Empoli e Salernitana. Con qualche prodezza qua e là, specie i campani (Dia in evidenza) dopo l&#8217;arrivo di Sousa. Il Lecce ha ottenuto la salvezza nelle ultima giornate. Le retrocesse Cremonese (che ha vinto l&#8217;ultima con la Salernitana) e Sampdoria (Stankovic non continuerà) hanno avuto evidenti difficoltà. Vedremo come finirà lo spareggio Spezia-Verona. Fra gli allenatori citeremo Palladino e Motta, fra i portieri Vicario, fra i centrocampisti Fagioli, mentre per gli attaccanti c&#8217;è da notare che tutti i maggiori goleador sono stranieri. Il primo italiano è Immobile con 12 gol. Fra gli arbitri, c&#8217;è stato l&#8217;esordio della signora Ferrieri Caputi che ha spezzato una barriera di pregiudizio. L&#8217;anno  prossimo in A: Frosinone, Genoa e la vincente di Bari-Cagliari. La Nazionale aspetta la sfida con la Spagna in Nations League. Intanto l&#8217;Under 20 è in semifinale ai Mondiali con la Corea del Sud. Bene. Non ci è molto piaciuta la giustizia sportiva per i pasticci nel caso Juventus e, più in generale, ci preoccupa la gestione dei club pieni di debiti. Ma i soldi sono (forse) loro. Inoltre è d&#8217;obbligo chiedersi quanto giovino al buon nome del nostro calcio certi personaggi pittoreschi.</p>
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		<title>INTER E MILAN CHAMPIONS, SPEZIA E VERONA TESTA A TESTA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/inter-e-milan-champions-spezia-e-verona-testa-a-testa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 11:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Con i verdetti decisivi, per alcuni sono arrivate le lacrime e le recriminazioni, anche gli insulti. E&#8217; il solito rituale dell&#8217;epilogo del campionato. C&#8217;erano in ballo (dato che Napoli e Lazio erano qualificati) i posti Champions: l&#8217;Inter e il Milan ce l&#8217;hanno fatta. Per la salvezza Verona e Spezia alla pari: spareggio ? Il Napoli, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con i verdetti decisivi, per alcuni sono arrivate le lacrime e le recriminazioni, anche gli insulti. E&#8217; il solito rituale dell&#8217;epilogo del campionato. C&#8217;erano in ballo (dato che Napoli e Lazio erano qualificati) i posti Champions: l&#8217;Inter e il Milan ce l&#8217;hanno fatta. Per la salvezza Verona e Spezia alla pari: spareggio ? Il Napoli, che ha cercato Luis Enrique per sostituire Spalletti, a Bologna è stato omaggiato da un erroraccio di Skorupski e così Osimhen con una doppietta è arrivato a quota 25 gol. Poi Ferguson e De Silvestri l&#8217;hanno pareggiata. Sansone in fuorigioco aveva segnato il gol del 3-2. Svanito il record di punti per i campioni. La Lazio contro la Cremonese si è fatta rimontare due gol e ha vinto alla fine con Milinkovic, autore di una doppietta. Espulso Sarri. Radu al passo d&#8217;addio. L&#8217;Inter in tre minuti ha rifilato due gol (Lukaku e Barella) all&#8217;Atalanta che ha tentato di riaprirla ma si è fermata al gol di Pasalic, poi Lautaro (21 reti) ha tolto ogni incertezza al risultato. Inter terza e Dea fuori dai giochi Champions. Si è parlato di addio di Gasperini. Ora la Beneamata può pensare alla finale di Istanbul. Il quarto posto è toccato al Milan che sul campo di una Juventus avvelenata da penalizzazioni, infortuni e polemiche è passato con un bel gol di Giroud. Juve in difficoltà.<br />La sconfitta della Roma a Firenze ha semplificato le cose al Milan e noi non crediamo che Mourinho abbia voluto perdere per puntare decisamente all&#8217;Europa League contro il Siviglia, trascurando la gara del Franchi. A Firenze la Roma stava vincendo: negli ultimi minuti il pareggio di Jovic e il sorpasso di Ikonè hanno sorpreso i giallorossi. I viola hanno ben preparato la finale di Conference. C&#8217;è ancora da attribuire qualche posto europeo e molto dipende dalla Juventus: subirà altre penalizzazioni ? Vedremo. Per l&#8217;ottavo posto hanno vinto Torino e Fiorentina. Si è fermato il Bologna ed ha addirittura perso il Monza in casa il Lecce. Il Torino ha passeggiato sul campo dello Spezia che dopo l&#8217;autogol di Wisniewski ha resistito un pò, poi ha mollato e ne ha presi quattro in tutto. Gli insulti a Juric (partita interrotta) hanno fatto da corollario a una partita a senso unico. I granata chiuderanno la stagione contro l&#8217;Inter che forse sarà con la testa altrove. La Fiorentina sarà sul campo del Sassuolo. Il Monza (Palladino confermato) ha perso col Lecce che si è salvato vincendo al Brianteo in una gara in cui hanno pesato due rigori: Gytkaer se l&#8217;è fatto parare da Falcone e Colombo invece lo ha segnato. I salentini così si sono salvati. La sconfitta dello Spezia sembrava aver dato via libera al Verona, in vantaggio col gol di Gaich, appena entrato. L&#8217;Empoli ha pareggiato nel recupero grazie a un&#8217;autorete di Magnani. Gli scaligeri giocheranno l&#8217;ultima partita sul campo del Milan, la squadra di Semplici all&#8217;Olimpico contro i giallorossi. Non è da escludere uno spareggio-salvezza. Cremonese e Sampdoria sono in B da un pezzo. E fa piacere che la società blucerchiata stia risolvendo la propria difficile situazione. La squadra di Stankovic ha pareggiato in casa col Sassuolo. La Salernitana ha infine rimontato due gol all&#8217;Udinese, chiudendo in bellezza con Sousa la stagione che era cominciata male. Ci saranno altri colpi di scena ? Certo: è una tradizione, e va rispettata.</p>
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		<title>IL NAPOLI TORNA A VINCERE, PER LA JUVE DESTINO INCERTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 11:36:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In questo momento storico del calcio, ci sono squadre che devono raggiungere un traguardo di prestigio (Champions, Europa League, Conference) e altre che anelano alla salvezza. E siccome ci sono ricchi premi e cotillon anche per i piazzamenti, si impegnano (quasi) tutti. Il nostro calcio è secondo nel ranking Uefa: olè. C&#8217;è poi l&#8217;attesa per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento storico del calcio, ci sono squadre che devono raggiungere un traguardo di prestigio  (Champions, Europa League, Conference) e altre che anelano alla salvezza. E siccome ci sono ricchi premi e cotillon anche per i piazzamenti, si impegnano (quasi) tutti. Il nostro calcio è secondo nel ranking Uefa: olè. C&#8217;è poi l&#8217;attesa per la sentenza sulla Juventus, che interessa la classifica di vertice. Di Napoli si è parlato, dopo lo scudetto, per raccontare che Spalletti e Giuntoli sono con la valigia in mano e si fanno supposizioni sui sostituti. Il tecnico ha parlato di &#8220;falsità&#8221; sulle voci di fuga dopo la vittoria. Napoli-Inter però aveva una certa valenza: l&#8217;hanno spuntata i campioni d&#8217;Italia nel finale. Fino al&#8217;espulsione di Gagliardini, niente gol. L&#8217;Inter in dieci ha pareggiato con Lukaku. Poi il Napoli ha dilagato. I campioni hanno così battuto tutte le squadre di serie A. In attesa del verdetto sulla società bianconera (verrà penalizzata? Se sì, di quanti punti?) nel Monday Night si giocheranno Empoli-Juventus e Roma-Salernitana. Dopo la batosta di Siviglia, la squadra di Allegri, priva degli squalificati Cuadrado e Danilo (dentro Rugani e Barbieri) e dell&#8217;infortunato Fagioli (al suo posto Miretti) andrà sul campo di un Empoli salvo, per difendere il secondo posto. L&#8217;Empoli con Vicario, Bandinelli e Fazzini. A Torino fu 4-0 per la squadra di Allegri. Fischierà Ayroldi. Quanto all&#8217;euforica Roma (Mourinho due finali di Coppa consecutive) ospiterà la Salernitana. In campo Dybala, Smalling, e Solbakken. Spinazzola ko. La Salernitana con Gyomber. All&#8217;Arechi i giallorossi passarono per 1-0. Arbitro Colombo. L&#8217;Udinese del confermato Sottil ha ceduto alla Lazio su un discusso rigore di Immobile. La squadra di Sarri ha superato l&#8217;Inter: è terza. A San Siro, il gol n. 182 del quarantenne Quagliarella è stato l&#8217;unico sussulto doriano di una partita dominata dal Milan che ancora spera nella Champions &#8220;via Juventus&#8221; (penalizzazione). Leao, Diaz e Giroud (tripletta) goleadores &#8220;tardivi&#8221;. La Samp colpita e affondata. In erroraccio di Montipò ha compromesso la partita del Verona a Bergamo. L&#8217;Atalanta (curva chiusa) ha vinto in rimonta dopo il gol di Lazovic. La squadra di Gasp verso un posto in Europa. Il Verona (palo di Gaich) potrà salvarsi? Il Monza ha vinto in rimonta sul campo del Sassuolo, confermando la sua grande annata, dopo l&#8217;arrivo di Palladino. Ora i brianzoli sono a ridosso delle &#8220;grandi&#8221;. Jovic ha spezzato l&#8217;equilibrio di Torino-Fiorentina. Poi ha pareggiato il solito Sanabria. Un pareggio che ha cambiato poco. Il Bologna ha spedito la Cremonese in B, seppellendola di gol. Arnautovic è tornato a segnare (9 reti). Orsolini 11esimo gol ed espulsione. Grigiorossi annata partita male, difficile recuperare. Rossoblù bel campionato. In coda, le sconfitte di Verona e Cremonese hanno avvantaggiato Lecce e Spezia. Ora il Lecce ha 33 punti, lo Spezia 31 e il Verona 30. Nel prossimo turno, il Verona affronterà l&#8217;Empoli già salvo, lo Spezia ospiterà il Torino e il Lecce sarà a Monza. All&#8217;ultima giornata sono in programma Lecce-Bologna, Roma-Spezia e Milan-Verona. Adesso incombe la finale di Coppa Italia Fiorentina-Inter. La spunterà il re di Coppe Simone Inzaghi? Nel week-end Juve-Milan e Inter-Atalanta, forse decisive per la Champions.</p>
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		<title>I CAMPIONI CADONO A MONZA, FRENANO IL MILAN E LE ROMANE, NON LA JUVE</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/i-campioni-cadono-a-monza-frenano-il-milan-e-le-romane-non-la-juve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2023 11:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; il momento della resa dei conti. C&#8217;è chi ha le valigie in mano, chi recrimina, chi ha fallito ma non vuol riconoscerlo. Molte &#8220;grandi&#8221; pensavano alle Coppe e si son fermate. Il Napoli, che non ha impegni internazionali, al sicuro dopo lo strepitoso campionato in testa, ha pensato ad altro e infatti ha perso. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il momento della resa dei conti. C&#8217;è chi ha le valigie in mano, chi recrimina, chi ha fallito ma non vuol riconoscerlo. Molte &#8220;grandi&#8221; pensavano alle Coppe e si son fermate. Il Napoli, che non ha impegni internazionali, al sicuro dopo lo strepitoso campionato in testa, ha pensato ad altro e infatti ha perso. Il Monza ammazzagrandi ha fatto la festa anche alla capolista (quarto ko), forse un pò stanca per le troppe feste. La squadra di Spalletti si è un pò cullata sugli allori, ma non bisogna creare un caso. Lo scudetto è già in bacheca e il Monza non ha fatto sconti a nessuno. Quanto alla corsa alla Champions, a tre giornate dalla fine, Juve sempre seconda (in attesa dei famosi &#8220;processi&#8221;), Inter terza, Lazio quarta. Il Milan è a quattro punti dai biancocelesti, la Roma a sei. Nelle ultime tre giornate: Napoli-Inter, Juve-Milan e Torino-Inter. Una Juve con la testa a Siviglia, ha fatto turnover contro la Cremonese. Il giallo della nuova divisa per ricordare quello sul suo destino? Si è infortunato nuovamente Pogba. Ha risolto Fagioli, un ex, poi ha arrotondato Bremer. L&#8217;Inter, con cinque vittorie consecutive (sette con le Coppe), adesso vola. E aspetta la finale Champions. <br />Contro un buon Sassuolo, Lukaku ha festeggiato il compleanno con una doppietta. Brutto tonfo invece del Milan-2 a La Spezia. Pioli aveva fatto delle scelte in vista del derby e ha pagato. Nel finale la squadra di Semplici ha attaccato e vinto. I tifosi rossoneri hanno chiesto ai giocatori, sotto la tribuna, di svegliarsi. Liguri risollevati nel morale, ma la classifica è ancora difficile. La Lazio che non ha coppe, ha mostrato ugualmente tutte le proprie debolezze al momento del dunque contro un Lecce molto intraprendente. In questo finale ha ancora possibilità per restare in zona Champions. Il Lecce ha tirato un sospiro di sollievo e ha trovato la doppietta di Oudin. La Roma-2, pensando al Bayer, non è andata oltre il pareggio a reti bianche a Bologna. Anche i rossoblu sono rimasti indietro rispetto alla concorrenza. La Fiorentina ha colpito due legni e ha battuto con Castrovilli e Bonaventura un&#8217;Udinese che ha perso qualche pezzo e qualche posizione in classifica. Ora i viola cercheranno di recuperare a Basilea, dopo la sconfitta casalinga, per restare in corsa nella Conference League. Dopo l&#8217;8-2 dell&#8217;andata, l&#8217;Atalanta non ha fatto nemmeno un gol a Salerno dove, dopo una tempesta d&#8217;acqua, l&#8217;ingresso di Candreva e il suo gol hanno tenuto lontano la Dea dalla zona Champions, portando in salvo la squadra del bravo Sousa. <br />Nella lotta per la salvezza, la vittoria dello Spezia sul Milan ha riequilibrato la situazione: il Torino di Juric (che ex!) ha vinto al Bentegodi e ora liguri e veneti dovranno disputare una volata a due che vedrà impegnata la squadra da Semplici contro il Lecce fuori, il Torino in casa e la Roma (in trasferta). Gli scaligeri affronteranno l&#8217;Atalanta fuori, l&#8217;Empoli al Bentegodi e il Milan a San Siro. Nel posticipo, Sampdoria-Empoli (arbitro Feliciani), la squadra di Zanetti (1-0 a Marassi), con Fazzini,  a Marassi contro una Samp ormai retrocessa, che lotterà per non fallire, fuori dal campo. Stankovic riavrà Amione. Ora è il momento delle Coppe. Il calcio italiano può portare tre squadre in finale. </p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>NAPOLI IN FESTA E JUVENTUS SECONDA</title>
		<link>https://demo2024.italpress.com/napoli-in-festa-e-juventus-seconda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 11:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La festa-scudetto del Napoli davanti ai propri tifosi in delirio, il secondo posto conquistato dalla Juve e la netta vittoria delle squadre milanesi su quelle romane, lo scatto in avanti del Verona, sono i fatti salienti di questa giornata quasi estiva e ricca di emozioni. Al Maradona, contro una buona Fiorentina, Spalletti ha fatto giocare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La festa-scudetto del Napoli davanti ai propri tifosi in delirio, il secondo posto conquistato dalla Juve e la netta vittoria delle squadre milanesi su quelle romane, lo scatto in avanti del Verona, sono i fatti salienti di questa giornata quasi estiva e ricca di emozioni. Al Maradona, contro una buona Fiorentina, Spalletti ha fatto giocare Gollini, Demme, Ostigard e Raspadori. Coreografie e atmosfera incomparabili. Panem et circenses. Ebbro di gloria, il Napoli ha perso Lozano, ma ha vinto la partita. Dopo un rigore parato da Terracciano a Osimhen, lo stesso nigeriano ne ha segnato un altro (23.mo gol). Quello che non riusciamo a capire è come, in un momento di giubilo e felicità collettiva, saltino fuori voci di incomprensioni fra il presidente e l&#8217;allenatore, si parli della partenza di qualche giocatore e del direttore sportivo, si faccia il nome del nuovo tecnico. Qualcuno ne avrà parlato in giro&#8230; A Bergamo la Juve con un gol del baby londinese Iling e col raddoppio di Vlahovic (oggetto di pesanti insulti) ha raggiunto il secondo posto. Atalanta spuntata e sfortunata (pali di  Scalvini e Zappacosta). Bianconeri davanti alla Lazio e Dea fuori dal giro Champions. Nel confronto incrociato Roma-Milano, supremazia delle squadre lombarde che hanno fatto l&#8217;en plein. Il Milan ha vinto nettamente contro una Lazio in cattiva giornata: la difesa di Sarri è stata a guardare Bennacer dopo aver scambiato con Giroud e Hernandez fare settanta metri per andare a segnare. Ma Pioli forse ha perso Leao per il derby di Champions. L&#8217;attacco biancoceleste è stato evanescente. Così il Milan può ancora sperare in uno dei primi quattro posti, mentre la Lazio ha perso il secondo posto. All&#8217;Olimpico la rimaneggiata (e sovraeccitata: Mou ce l&#8217;ha sempre con qualcuno) Roma ha ceduto all&#8217;Inter. Dimarco ancora a segno. Lukaku ha raddoppiato su erroraccio di Ibanez. Giallorossi ora settimi e fuori dalla Champions, l&#8217;Inter in corsa per il secondo posto alla vigilia del derby di Champions. Pensiamo che difficilmente ci sarà spazio per gli altri in Europa, anche se ci sono dodici punti ancora da assegnare e aritmeticamente tutto è possibile. Il Bologna nel Monday Night sarà alle prese col derby sul campo del Sassuolo senza Soumaoro (infortunato, in campo Bonifazi) e lo squalificato Kyriakopoulos. Fra i sassuolesi tornerà Lopez, sospesi Pinamonti e Zortea. All&#8217;andata 3-0 per i rossoblu. Arbitrerà madame Ferrieri-Caputi. Il Torino che stava vincendo con un gol di Sanabria, si è fatto raggiungere dal Monza che ha continuato nella propria serie positiva con un eurogol di Caprari. Mirano alla tranquillità nel posticipo i protagonisti di Empoli-Salernitana (arbitro Volpi). Campani in serie positiva da dieci giornate. Squalificato il granata Bradaric. All&#8217;Arechi 2-2. In zona salvezza, il Verona ha staccato lo Spezia di tre punti, vincendo a Lecce con un gol di Ngonge. Montipò e il palo hanno salvato gli scaligeri. Ora rischiano anche i salentini. Nello spareggio dello Zini, lo Spezia aveva attaccato, Carnesecchi fatto miracoli, ma la Cremonese aveva vinto con i gol di Ciofani e Vasquez. Traversa di Shomurodov. Terza sconfitta consecutiva per i liguri. I grigiorossi sperano nella salvezza. A Udine giocherà una Sampdoria ultima e scoraggiata: Amione sospeso, in campo Oikomonou e disponibile Djuricic. All&#8217;andata la squadra di Sottil (che non cambierà formazione) vinse per 1-0. Fischierà Baroni. Intanto, con il Frosinone, è tornato in A anche il Genoa. Nella città della Lanterna c&#8217;è chi sale e chi scende. E adesso le Coppe: auguri alle nostre squadre.</p>
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