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Ricostruita la storia evolutiva di peperoni e peperoncini

ROMA (ITALPRESS) – Dolce o piccante, fresco o conservato, è presente da millenni sulle tavole di tutto il mondo: il peperone (genere Capsicum) è una coltura unica tra le Solanaceae e da oggi, i fattori che ne hanno condizionato la propagazione a livello globale, non hanno più segreti. Un team internazionale di ricercatori (tra i partecipanti italiani anche ENEA e Università di Torino), guidato da Pasquale Tripodi (Centro di Ricerca Orticoltura e Florovivaismo del CREA) e da Nils Stein (Istituto tedesco Leibniz per la genetica delle piante e la ricerca sulle colture), ne ha ricostruito la storia genetica per scoprire quanto gusti culinari e tradizioni alimentari abbiano condizionato la biodiversità e la diffusione di questo prodotto, traendone preziose informazioni scientifiche e agronomiche per il futuro.
Lo studio – condotto nell’ambito di G2P-SOL, il più ampio progetto di ricerca europeo Horizon 2020 sulla famiglia delle Solanaceae, coordinato dall’ENEA – è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista dell’Accademia americana delle scienze (PNAS).
Gli scienziati hanno analizzato oltre 10.000 campioni di specie del genere Capsicum custodite nelle banche internazionali del germoplasma: si tratta della più ampia collezione nel peperone finora caratterizzata e studiata, che rappresenta la diversità di oltre 130 paesi nel mondo, distribuiti in cinque continenti. Mediante tecnologie di sequenziamento di nuova generazione, sono state sviluppate 26.000 sequenze barcode del DNA in grado di definire in modo univoco ciascun individuo oggetto di studio. Inoltre, sono stati adottati nuovi modelli di analisi genomica di popolazione, in grado di analizzare in modo accurato le similarità tra regioni geografiche di appartenenza delle accessioni, definendo le rotte evolutive della specie.
I risultati: La ricerca ha confermato che i peperoni allo stato selvatico sono tipici della regione andina e la loro prima domesticazione è avvenuta in quello che oggi è il Messico ed in altre regioni dell’America meridionale con un processo complesso simile a quanto avvenuto per altre colture come il mais.
Grazie alla genetica, è stato quindi possibile ricostruire le rotte di espansione e differenziazione dei peperoni post-domesticazione. Sono stati identificati nuovi centri di diversità genetica in Europa Orientale, Africa e Sud Est Asiatico e individuate le diverse rotte commerciali che hanno permesso la diffusione e diversificazione del peperone dolce e del peperoncino in tali regioni.
Le tipologie dolci hanno viaggiato sulle orme dei mercanti portoghesi tra il Centro-Sud America e l’Europa, dove erano predilette dai consumatori sulla base di tradizioni culturali e culinarie per poi diffondersi, attraverso la via della seta, nel vicino Medio Oriente e in Asia Centrale, in regioni con lunghezze del giorno e stagioni comuni che ne hanno facilitato la proliferazione. Anche l’Africa, però, può essere considerata come un’altra porta d’ingresso di entrambe le tipologie (dolci e piccanti) per le regioni Asiatiche. Le varietà africane, infatti, hanno evidenziato proprietà intermedie tra quelle americane ed asiatiche: fondamentale, anche in questo caso, la mediazione dei portoghesi che – in particolare attraverso il commercio triangolare transatlantico degli schiavi tra Africa, Europa e le Americhe durante il XVI e il XIX secolo – ha collegato la diversità del peperone in questi continenti. La via delle spezie, invece, potrebbe aver determinato la maggiore diffusione di accessioni piccanti a scapito di quelle dolci nell’areale Sud est asiatico.
Il gruppo ha anche rilevato che le regioni del genoma responsabili della piccantezza non erano distribuite in modo
uniforme tra le varietà nelle diverse regioni del mondo, suggerendo come i fattori culturali abbiano esercitato un importante influenza primaria sul modello di diffusione dei peperoni.
Le ricadute Sono stati ottimizzati i dati custoditi nelle banche del germoplasma, correggendo errori di classificazione delle specie ed eliminando le duplicazioni presenti. Sono state inoltre identificate nuove regioni genomiche alla base di caratteristiche agronomiche d’interesse per la coltura, ad esempio per la pungenza della bacca o per il numero di pedicelli fiorali in grado di incrementare la produzione attraverso l’aumento del numero di frutti per pianta.
“Quanto emerso apre interessanti prospettive per il peperone e il peperoncino piccante – spiega Pasquale Tripodi, ricercatore CREA Orticoltura e Florovivaismo, coordinatore dello Studio e primo nome della pubblicazione – Grazie, infatti, alle informazioni genomiche sulle migliaia di accessioni esistenti e conservate nelle banche mondiali dei semi sarà possibile sia lavorare a nuove potenziali varietà migliorate sia scegliere nuove aree verso le quali destinare le produzioni, sempre in un’ottica di resilienza al cambiamento climatico e di sostenibilità ambientale”.
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Cereali, preparazione campagna aratura-semina 2021/2022 in Algeria

ALGERI (ALGERIA) (ITALPRESS/MNA) – Il Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale dell’Algeria ha avviato i preparativi per la campagna cerealicola aratura-semina 2021/2022, in previsione di possibili piogge precoci, attraverso il rafforzamento delle misure di sostegno agli agricoltori e la fornitura di sementi trattate e fertilizzanti.Il ministero ha deciso di prepararsi direttamente alla campagna di aratura-semina 2021/2022, a partire da luglio anzichè da settembre come avveniva negli anni precedenti, in parallelo con l’attuale campagna di raccolta. Anticipando la data di avvio della campagna aratura-semina 2021/2022, si è inoltre deciso di abbreviare e semplificare alcune procedure e di rafforzare le operazioni di sostegno agli agricoltori. Nell’ambito delle misure di sostegno intraprese, si è deciso di posticipare il pagamento del prestito “Rfig” da parte degli agricoltori clienti della Banca per l’agricoltura e lo sviluppo rurale “BADR”, colpiti dalla siccità in alcune zone e che non hanno raggiunto un certo redditività permettendo loro di riprendere le loro attività durante la stagione in corso.Il ministero adotterà anche durante questa stagione un programma per rafforzare l’irrigazione di superficie per sviluppare i cereali nel sud e l’irrigazione aggiuntiva nel nord utilizzando i mezzi di irrigazione che hanno recentemente registrato un grande interesse da parte degli agricoltori a causa della mancanza di precipitazioni quest’anno.
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Piemonte, pubblicata graduatoria per superfici viticole Barbera d’Asti

TORINO (ITALPRESS) – L’Assessorato all’Agricoltura e
Cibo della Regione Piemonte ha approvato la graduatoria per
l’assegnazione per l’anno 2021 delle superfici iscrivibili a
schedario viticolo con l’idoneità alla rivendicazione della
denominazione di origine controllata e garantita Barbera d’Asti.
In questi giorni si sono concluse le procedure e sono stati
assegnati 150 ettari, come richiesto dal Consorzio Barbera d’Asti
e vini del Monferrato nel programma triennale 2020-2022 delle
iscrizioni allo schedario viticolo presentato lo scorso anno: le
richieste pervenute, per circa 250 ettari, hanno coinvolto 299
aziende. “Il grande numero di aziende che hanno partecipato al
bando dimostra che la DO Barbera d’Asti è considerata nuovamente
competitiva a livello produttivo e che si guarda ai futuri
impianti con positività, ma anche tenendo conto che è necessario
gestire le DO a partire dagli impianti di nuovi vigneti” –
dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco
Protopapa.
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Pomodoro, Battistoni (Mipaaf) “Conserve Italia punto di riferimento”

ROMA (ITALPRESS) – “Questa mattina mi sono recato allo stabilimento di Conserve Italia ad Albinia di Grosseto per visitare il centro produttivo di trasformazione alimentare che rappresenta, per il territorio tosco-laziale, un punto di riferimento per il conferimento di pomodoro”. Così, in una nota, il senatore Francesco Battistoni, sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali.
“Conserve Italia, gruppo cooperativo che detiene alcuni tra i più importanti marchi del made in Italy alimentare, associa 14.000 produttori agricoli e lavora 550.000 tonnellate tra frutta, pomodoro e vegetali, nei 10 stabilimenti presenti sul territorio italiano, incluso quello di Albinia, che ho appena visitato e che rappresenta un’assoluta eccellenza: con ben 350 lavoratori riesce a generare un indotto di circa 7 milioni di euro l’anno”.
“Una filiera molto ben organizzata e strutturata – aggiunge – che è riuscita ad arginare i problemi che quest’anno, più degli anni passati, hanno penalizzato le colture di pomodoro, per via delle conseguenze dei cambiamenti climatici e della difficoltà nel reperimento di personale.
Ringrazio tutta la dirigenza di Conserve Italia, il Presidente Maurizio Gardini, il direttore generale Pier Paolo Rossetti ed il direttore dello stabilimento di Albinia di Grosseto Dario Santi, oltre che il Senatore Roberto Berardi che ha accompagnato la mia visita”.
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Cresce la rete dei musei del gusto e del mondo rurale in Emilia Romagna

BOLOGNA (ITALPRESS) – Del Parmigiano reggiano, del pomodoro e del gelato, ma anche del pane, della bonifica, della marineria e tanto altro ancora. I Musei del Gusto e del mondo Rurale dell’Emilia-Romagna sono un patrimonio culturale molto vasto e in continua espansione. La nuova pubblicazione, in italiano e in inglese, dedicata proprio al viaggio nel gusto e nella tradizione emiliano-romagnola, contiene ad oggi infatti 47 musei del Mondo rurale – 25 dei quali inseriti negli ultimi due anni – e 26 musei del Gusto – tre dei quali di nuova apertura- dislocati su tutto il territorio regionale e aperti al pubblico. “Musei unici che intrecciano le eccellenze enogastronomiche e le ricchezze del mondo rurale rendendole fruibili a tutti coloro che vogliono conoscere la bellezza della nostra regione- sottolineano gli assessori regionali all’Agricoltura e alla Cultura, Alessio Mammi e Mauro Felicori-. Visitare questi luoghi significa infatti scoprire da vicino un territorio ricco di suggestioni inaspettate, acquisire particolari strumenti di lettura dei paesaggi rurali, con la possibilità di degustare tutti quei prodotti di qualità che hanno reso la nostra regione famosa nel mondo”. “Una ricchezza inestimabile in continua evoluzione- proseguono gli assessori- che testimonia l’interesse crescente per la nostra identità territoriale, la memoria contadina, le tradizioni e il tessuto socio-economico delle nostre campagne. Una rete diffusa di musei di cui andiamo molto fieri e che aspetta solo di accogliere tutti i visitatori nella grande tradizione alimentare dell’Emilia-Romagna”. I 47 Musei del Mondo rurale rappresentano circa il 13% dell’intera realtà museale dell’Emilia-Romagna. Questi musei sono un vasto patrimonio etnografico di folklore e tradizione contadina. Luoghi ricchi di oggetti e testimonianze dove si manifesta il racconto di una lunga storia di lavoro e antichi mestieri, di migrazioni, bonifiche, trasformazioni di pratiche colturali, di caratteristiche e mutazioni della famiglia contadina. Una rinnovata attenzione si sviluppa anche verso gli aspetti della cultura immateriali quali canti, balli e spettacoli popolari come il teatro dei burattini.
Di più recente sviluppo i musei del Gusto sono luoghi strettamente connessi al mondo produttivo, in cui scoprire la dimensione culturale del cibo, osservare i metodi tradizionali di produzione dei prodotti tipici, con la possibilità anche di degustarli e acquistarli. Piccoli e grandi tesori alimentari famosi in tutto il mondo che, attraverso i racconti, guidano alla scoperta di una terra che da sempre coltiva il buono per produrre eccellenze enogastronomiche.
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Prosecco DOC, quantità in calo, qualità buona

LEGNARO (PADOVA) (ITALPRESS) – La vendemmia 2021 si annuncia in ritardo in tutte le zone vitivinicole del Veneto, compresa la vasta area del Prosecco DOC, che interessa cinque province venete (in pratica tutte con esclusione di Verona e Rovigo) e l’intero Friuli-Venezia Giulia. Come le uve degli altri vitigni veneti, anche la Glera (Prosecco) paga dunque pegno per il bizzarro andamento climatico che ha contraddistinto la presente annata. Ed è proprio per questo ritardo di maturazione delle uve che lo “storico” incontro (47^ edizione) di Veneto Agricoltura, con Regione, Arpav, Avepa e Crea-VE, dedicato alle previsioni della vendemmia nel Veneto, nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna, si svolgerà il prossimo 31 agosto (ore 9:30 sulla piattaforma Zoom; iscrizione su https://previsioni2021.eventbrite.it) anzichè a inizio mese come era avvenuto negli ultimi anni (nel 2020 si era tenuto il 6 agosto).
“Le uve dell’area Prosecco DOC sia veneta che friulana – sottolinea Andrea Battistella del Consorzio di Tutela – in questo momento sono in piena fase di invaiatura (gli acini cominciano a maturare e a prendere colore); per le varietà destinate al taglio, come Pinot e Chardonnay, l’invaiatura è in uno stadio avanzato. E’ importante ricordare – continua Battistella – che anche quest’anno i nostri viticoltori hanno dimostrato tutta la loro bravura e professionalità, affrontando nel migliore dei modi una campagna molto complicata, iniziata con le gelate di aprile, proseguita con le forti grandinate che hanno interessato alcune zone e con l’alternanza di periodi siccitosi e piovosi”.
Ad oggi lo stato sanitario delle uve nel grande comprensorio del Prosecco DOC è assolutamente soddisfacente. Gli operatori hanno saputo contenere le principali fitopatie della vite, anche se – come rilevano i tecnici del Consorzio di Tutela – quest’anno si sono ripresentate come nel 2020 alcune criticità che un pò preoccupano gli operatori, vale a dire il mal dell’esca e ancor più la flavescenza dorata.
“Sotto il profilo quantitativo – conclude Battistella – si stimano per quest’anno rese inferiori rispetto ai massimali indicati dal disciplinare. Ed è proprio per questo motivo che, sentiti gli uffici preposti di Regione Veneto, Regione Friuli-Venezia Giulia e le Organizzazioni di categoria, saranno attivate le misure idonee (attingimento temporaneo e stoccaggio) per far fronte alla carenza di uva per Prosecco DOC e di conseguenza soddisfare nei prossimi mesi la richiesta dei mercati”.
Infine, per quanto riguarda la qualità delle uve destinate a diventare Prosecco 2021, gli operatori sottolineano che è ancora presto per fare proclami, in quanto tutto si deciderà durante la lunga e delicata fase di maturazione, però i presupposti sono buoni, in particolare per le aree rimaste indenni dalle grandinate. Non resta che incrociare le dita.
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Pesca del gambero, Liguria chiede un tavolo di lavoro

GENOVA (ITALPRESS) – “Ho intenzione di chiedere la convocazione di un tavolo nazionale con le regioni coinvolte nella pesca del gambero rosso e viola proponendo il coordinamento della Liguria, visto che siamo quelli maggiormente colpiti dallo stop. L’attività prorogata al 5 settembre è soltanto una soluzione temporanea che accogliamo con favore ma che certamente non basta per salvare le aziende locali e l’economia di questa attività. Siamo certi che possa essere trovata una mediazione per salvaguardare la pesca del gambero di profondità tutelando anche l’ambiente marino, evitando il blocco di un settore che causerebbe il fallimento di molte aziende”. Così il vice presidente di Regione Liguria e assessore con delega alla Pesca Alessandro Piana in merito alla decisione del Ministero delle Politiche Agricole di bloccare la pesca del gambero.
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Emergenza pomodoro, assessori agricoltura Sud scrivono a Patuanelli

POTENZA (ITALPRESS) – “Chiediamo la convocazione di un urgente tavolo di lavoro per affrontare l’emergenza del settore, con strumenti ordinari e straordinari, in grado di indennizzare le perdite di reddito degli agricoltori che hanno coltivato pomodoro destinato alla trasformazione industriale, oggetto di contratti stipulati tra organizzazioni di produttori e industrie di trasformazione”. Lo hanno scritto gli assessori regionali all’Agricoltura Francesco Fanelli della Basilicata, Nicola Caputo della Campania, Nicola Cavaliere del Molise e Donato Pentassuglia della Puglia, in una lettera inviata al Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli sull’emergenza pomodoro in corso.
“Le Organizzazioni dei produttori agricoli che coltivano pomodoro destinato alla trasformazione industriale nelle nostre regioni – scrivono gli assessori all’Agricoltura colpiti dalla crisi – segnalano una preoccupante situazione di difficoltà, causata da una serie di fattori negativi, tra cui l’eccezionalità delle condizioni meteorologiche degli ultimi mesi, problematiche legate al settore dei servizi, nello specifico del trasporto su gomma, oltre alla carenza strutturale a reperire manodopera, acuita ulteriormente dall’emergenza sanitaria causata dal Covid-19”.
“In particolare, le temperature eccezionalmente elevate delle ultime settimane hanno determinato una contemporaneità della fase di maturazione del pomodoro da industria in tutte le zone di produzione delle nostre regioni ed una maggiore deperibilità del prodotto che, a causa della carenza di autotrasportatori – concludono gli assessori – non riesce a raggiungere la destinazione delle industrie di trasformazione, rimanendo nei campi. I danni al momento, in via di quantificazione, sono già segnalati come rilevanti”.
Gli assessori all’Agricoltura delle regioni interessate hanno anche chiesto di rimettere l’argomento all’odg della prossima seduta della CPA in seno alla Conferenza delle Regioni.
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