BOLOGNA (ITALPRESS) – Nel nome di Artusi e di una tradizione che fa parlare nel mondo la cucina emiliano-romagnola. Torna a Forlimpopoli, per la seconda volta in piena estate in concomitanza con il compleanno di Pellegrino Artusi, il 4 agosto, la tradizionale Festa con cui il comune in provincia di Forlì-Cesena celebra il proprio concittadino più celebre. Dal 31 luglio all’8 agosto, nove giorni di convegni, spettacoli, degustazioni e concorsi culinari dedicati al padre della cucina domestica italiana.
Il programma è stato presentato nei giorni scorsi a Bologna dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, assieme a Milena Garavini, sindaca di Forlimpopoli, e allapresidente di Casa Artusi, Laila Tentoni.
“Sono giornate di festa dedicate a un personaggio storico che è diventato un simbolo e un marchio di qualità- sottolinea l’assessore Mammi- , in Emilia-Romagna ma anche fuori dai confini italiani, grazie al suo grande talento di divulgatore e al seguito che ha avuto nelle famiglie italiane, anche quando emigravano all’estero e portavano con loro il suo manuale ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiare benè, meglio noto come l’Artusi. Un testo che a distanza di 130 anni dalla sua prima pubblicazione, resta ancora oggi il capostipite dei manuali della cucina e che ha anche contribuito a rafforzare e a unificare la lingua italiana. Quasi 800 ricette che il mondo ci invidia, realizzate con le eccellenze della nostra agricoltura. Il lavoro di ricerca fatto da Artusi ha saputo scavalcare il tempo continuando a fare scuola, stimolare la fantasia degli chef e far parlare nel mondo la cucina emiliano-romagnola- chiude Mammi-. La Festa artusiana, una tradizione che si rinnova da tanti anni, portando valore e indotto economico a Forlimpopoli, ha oggi una doppia valenza di ripresa e di coraggio, dopo i mesi difficili dovuti all’emergenza sanitaria”.
Dal 31 luglio all’8 agosto il centro storico di Forlimpopoli si trasforma in un libro aperto (anche le strade cambiano nome) fatto di convegni, spettacoli, mostre, showcooking e degustazioni, tra le quali troveranno spazio lo storico Premio Marietta dedicato alla governante di Pellegrino Artusi e riservato ai cuochi non professionisti, e il neonato Premio al “Gusto Artusi 200” per gelatai professionisti. E un’intera giornata dedicata al compleanno di Pellegrino Artusi, per l’appunto il 4 agosto, con un fitto programma che parte all’alba con un concerto e arriva a tarda notte con la presentazione ufficiale di una moneta sull’enogastronomia emiliano-romagnola coniata dalla Zecca di Stato e la tappa artusiana del road-show Tramonto Divino.
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Cibo e territorio per la festa Artusiana a Forlimpopoli
Contributi pesca Toscana, velocizzata procedura graduatorie gruppi Flag
FIRENZE (ITALPRESS) – L’adozione di una procedura per velocizzare l’iter di approvazione delle graduatorie proposte dai Flag (Fishery local action group) alla Regione, relative alle domande ammesse al contributo dei Fondi europei per le politiche marittime e selezionate in attuazione dei bandi pubblicati dagli stessi Flag. E’ quanto ha approvato la giunta regionale su proposta della vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi alla luce anche dei vari incontri avuti con i rappresentanti di tutti i Flag. “In una fase così delicata della programmazione comunitaria – ha detto la vicepresidente e assessora Stefania Saccardi – attraverso una più marcata condivisione delle responsabilità tra Regione e Flag, è possibile giungere in tempi più rapidi all’individuazione definitiva dei progetti in possesso dei requisiti necessari a garantire l’accesso alle risorse messe a disposizione dal Fondo. Saranno quindi i Flag a valutare direttamente alcuni aspetti riguardanti l’ammissibilità delle domande e delle relative spese rimanendo di competenza regionale l’ammissibilità del beneficiario in relazione alla sua natura, la corretta applicazione dei criteri di selezione e delle percentuali di contribuzione”.
Cosa sono i Flag – Per favorire lo sviluppo locale partecipativo nell’ambito della pesca professionale e acquacoltura la Regione Toscana ha coinvolto le comunità delle zone costiere per la creazione di opportunità anche nelle aree marginali o depresse. Lo ha fatto attraverso la selezione di strategie di sviluppo locale dei partenariati dei ‘Fishery local action group’ (Flag) ovvero l’insieme di interventi da attuare per il rilancio delle attività economiche. In Toscana sono operativi quattro Flag, costituiti da partenariati pubblico-privati: il ‘Costa d’Argentò, con capofila il Comune di Monte Argentario, il FLAG ‘Costa degli Etruschì, capofila il gruppo azione locale Far Maremma, ‘Golfo di Follonicà, capofila il Comune di Follonica e il quarto ”Alto Tirreno Toscano”, capofila il GAL Lunigiana. L’importanza dei partenariati non è legata soltanto alla loro capacità di produrre risultati tangibili sul territorio, ma anche alla qualità del processo partecipativo fra gli attori locali, della fiducia creatasi fra gli attori stessi, fino alla capacità di elaborare idee in grado di valorizzare l’unicità di ogni territorio.
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In Emilia Romagna agricoltura chiude 2020 con valore produzione 4,5 mld
BOLOGNA (ITALPRESS) – Un 2020 in decisa ripresa per l’agricoltura dell’Emilia-Romagna, nonostante il Covid. Nell’anno che ha visto l’esplosione in tutto il mondo della pandemia, il comparto agricolo si è mosso in controtendenza rispetto al resto dell’economia e, in base alle stime dell’assessorato regionale, ha raggiunto un valore della produzione (Plv) di campi e allevamenti di oltre 4,5 milioni di euro, con un balzo in avanti dell’8% rispetto all’annata precedente.
Una performance di tutto rispetto da attribuire in egual misura al buon risultato complessivo sia delle produzioni vegetali (+7,6%), sia degli allevamenti (+8,5%) e che ha consentito di recuperare gran parte delle perdite dell’anno precedente, che si era chiuso con una flessione della Plv sopra il 10%.
Bene l’anno scorso anche l’export delle eccellenze regionali,Parmigiano Reggiano in primis, attestato sui 6,9 miliardi di euro (-0,9%), con la bilancia commerciale che ha fatto registrare un attivo record di 850 milioni di euro per il contestuale calo dell’import (-8,6%).
In consistente aumento l’occupazione nei campi, con 82 mila addetti (+13% sul 2019), una crescita che ha interessato in modo pressochè uguale sia il lavoro dipendente, sia quello autonomo. Anche in questo caso l’agricoltura è andata in controtendenza rispetto agli altri comparti.
Sono i dati principali che emergono dal Rapporto 2020 sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna, frutto della collaborazione tra Regione e Unioncamere regionale, presentato questa mattina nel corso di un evento in streaming, con oltre 500 iscritti collegati. Alla presentazione dello studio, giunto alla 28^ edizione, hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, e il segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Stefano Bellei.
“Dopo la flessione nel 2019- ha sottolineato Mammi- il recupero della Plv nell’ultima annata agraria sta a testimoniare la resilienza dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna, che nell’anno del Covid ha dimostrato la sua centralità strategica per il Paese. Al recupero del terreno perduto ha contribuito la domanda interna ma anche estera alimentata dai consumi domestici a discapito del fuori casa. Per questo, oltre alle misure varate dal Governo abbiamo attivato misure aggiuntive per aiutare i settori più in difficoltà per la crisi da Covid, a partire dai tre milioni di euro a sostegno degli agriturismi. Abbiamo poi scorso la graduatoria dei progetti di filiera nel comparto lattiero-caseario, con 17,8 milioni del bilancio regionale, e rifinanziato con 1,5 milioni un intervento a beneficio della barbabietola da zucchero. Nel 2020 gli uffici della Direzione agricoltura e di Agrea hanno effettuato pagamenti alle imprese in applicazione della Pac (Politica agricola comune) pari a 609 milioni di euro”.
“In attesa del nuovo Psr 2023-2027- prosegue l’assessore- con i quasi 410 milioni di euro a disposizione nel prossimo biennio di transizione, il 35% in più rispetto alla precedente programmazione, continueremo ad investire su giovani, innovazione e sostenibilità, tenendo sempre insieme ambiente, lavoro e redditività per le imprese agricole. Un’attenzione particolare al settore dell’ortofrutta, reduce da anni molto difficili a causa delle gelate primaverili e dell’attacco di fitopatie e di parassiti come la famigerata cimice asiatica, con misure ad hoc per aumentare tutti gli strumenti disponibili a protezione delle colture. Infine, abbiamo prolungato di un anno gli impegni che scadono quest’anno per l’agricoltura biologica e la produzione integrata. Continueremo a lavorare per tenere al centro la sostenibilità, in tutte le sue accezioni: sostenibilità ambientale per la salvaguardia del nostro Pianeta e della biodiversità, e sostenibilità economica per le imprese agricole, senza la quale non c’è reddito e quindi non si generano le possibilità di sviluppo e tutela dei territori e delle comunità”.
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Nel 2020 bilancia agroalimentare a +2,6 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – Anche in un anno segnato dalla pandemia da Covid-19 e dalla conseguente crisi economica, l’agroalimentare italiano, rispetto ad altri settori, tiene sui mercati esteri. Nel 2020, da un lato le importazioni agroalimentari (42,3 miliardi) segnano un calo del 4,7%, nettamente più contenuto rispetto a quello dell’import totale (-12,8%); dall’altro le esportazioni registrano addirittura un incremento dell’1,3% (per la prima volta vicine ai 45 miliardi), sebbene con andamenti molto differenziati a livello merceologico. Dopo il pareggio raggiunto nel 2019, quindi, la bilancia agroalimentare diventa positiva (+2,6 miliardi): il cambio di segno è un risultato di assoluto rilievo, considerando che cinque anni fa il deficit della bilancia raggiungeva i 5 miliardi. E’ quanto emerge dal Rapporto 2020 sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari, realizzato dal Crea Politiche e Bioeconomia.
Il Made in Italy gioca un ruolo fondamentale, trainando la crescita dell’export agroalimentare, grazie all’ottima performance di prodotti come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva. Diminuiscono, invece, le vendite di altri importanti prodotti, come quelli dolciari e i vini DOP. Nel complesso il comparto dei vini subisce, nel 2020, un calo dell’export di circa il 2,4%, un risultato nettamente migliore rispetto a quello di altri importanti competitors stranieri, primo fra tutti la Francia, che ha visto le proprie esportazioni di vino contrarsi in valore di oltre il 10%. L’UE si conferma l’area di riferimento per le esportazioni agroalimentari dell’Italia, con una quota di oltre il 65%; seguono Nord America (13,1%) e Asia (7,6%). A fronte di un incremento complessivo dell’export agroalimentare dell’Italia, metà delle regioni registra nel 2020 un calo delle vendite all’estero.
La contrazione, soprattutto nel secondo trimestre, dell’export di prodotti come vini, lattiero-caseari, carni preparate, caffè e prodotti dolciari, ha inciso sul risultato negativo di alcune regioni del Centro-Nord Italia, più specializzate in tali produzioni. Di contro, ben cinque regioni del Sud Italia hanno mostrato un andamento positivo anche nei mesi più colpiti dalle misure restrittive, grazie soprattutto alle maggiori vendite all’estero di pasta, conserve di pomodoro e olio di oliva. Nonostante queste specifiche perfomance settoriali, nel complesso, a partire dalla seconda metà del 2020, si osserva un miglioramento delle esportazioni agroalimentari in molte regioni italiane.
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Da Ferrero impegno per sostenibilità, al 2030 emissioni attività -50%
TORINO (ITALPRESS) – Il Gruppo Ferrero ha pubblicato il dodicesimo Rapporto di Sostenibilità, che contiene gli aggiornamenti sui progressi compiuti in relazione ai propri obiettivi. L’azienda si è impegnata per raggiungere gli obiettivi prefissati al 2020, agendo sulla base di quattro pilastri, chiave della strategia di sostenibilità di Gruppo: protezione dell’ambiente, approvvigionamento sostenibile degli ingredienti, promozione di un consumo responsabile e valorizzazione delle persone. In particolare, al 2020 Ferrero ha raggiunto alcuni dei propri obiettivi. Ad esempio, approvvigionarsi di fave di cacao 100% sostenibili, certificate attraverso standard gestiti in modo indipendente, e di zucchero di canna 100% certificato da Bonsucro e Altromercato. Per Ferrero, inoltre, l’utilizzo di energia rinnovabile è un elemento essenziale per ridurre la propria carbon footprint. Per questo motivo, gli stabilimenti europei del Gruppo si sono approvvigionati nell’anno fiscale 2019/2020 di energia elettrica 100% certificata rinnovabile, e il 71,5% di quella acquistata a livello mondiale proviene da fonti rinnovabili. Nel 2019 Ferrero ha annunciato il proprio impegno di rendere tutti gli imballaggi 100% riutilizzabili, riciclabili o compostabili entro il 2025, anche per contribuire allo sviluppo di un’economia circolare della plastica. Nel 2020 gli imballaggi riutilizzabili, riciclabili o compostabili hanno già raggiunto quota 82,9%. Il questo senso si conferma il forte impegno del Gruppo per il raggiungimento dell’obiettivo. Ferrero ha sempre prestato la massima attenzione al rispetto dei diritti umani. Ha avviato collaborazioni con i massimi esperti del settore per identificare i rischi e per definire le procedure di due diligence. Inoltre, ha siglato accordi di partnership, ad esempio con Save the Children, per massimizzare l’impatto positivo delle proprie iniziative. Per consolidare i risultati ottenuti finora, l’azienda ha iniziato a definire nuovi impegni e obiettivi da perseguire entro il 2030. Uno dei traguardi più ambiziosi prevede una drastica riduzione della carbon footprint. In particolare, entro il 2030 Ferrero punta a dimezzare (-50%) tutte le emissioni derivanti dalle proprie attività (ovvero emissioni in gergo tecnico “Scope 1 e 2”). Complessivamente, Ferrero si impegna a ridurre le emissioni del 43% (“Scope 1, 2 e 3” – comprese quindi le emissioni indirette terze) per ogni tonnellata di prodotto realizzato. “La pandemia da Covid-19 ha trasformato radicalmente il mondo dell’industria e continua a produrre i suoi effetti in tutto il mondo. Nonostante tutto, il Gruppo Ferrero è riuscito a reagire nel modo migliore, assegnando sempre la massima priorità alla salute e alla sicurezza dei dipendenti e dei consumatori. Vorrei dunque cogliere l’occasione per ringraziare tutti i dipendenti e i partner di Ferrero che nell’ultimo anno hanno fatto tutto il possibile per mettersi sempre al servizio dei clienti e per sostenere le comunità di cui siamo fieri di far parte”, ha dichiarato Giovanni Ferrero, Presidente Esecutivo del Gruppo Ferrero. “La nostra azienda non guarda solo alla produttività. Da sempre, una delle nostre priorità è la tutela di tutti i lavoratori delle filiere agricole, in particolare di quelli che vivono nei Paesi meno avanzati. Le nostre partnership e collaborazioni si sono dimostrate essenziali per sostenere coloro che avevano bisogno di aiuto. Mentre consuntiviamo gli obiettivi al 2020, siamo orgogliosi di aver raggiunto il nostro obiettivo di approvvigionarci di cacao 100% sostenibile certificato attraverso standard gestiti in maniera indipendente. Abbiamo ampliato la portata di questo obiettivo per includere il cioccolato acquistato da terzi, al fine di garantire la massima trasparenza della nostra filiera del cacao. Continuiamo a utilizzare esclusivamente olio di palma 100% certificato RSPO come segregato e stiamo completando il processo di transizione per permettere anche alle aziende di recente acquisizione di essere in linea con i nostri standard di approvvigionamento responsabile”, ha affermato Lapo Civiletti, Ceo del Gruppo Ferrero.
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Crescono prodotti di qualità riconosciuti da Ue
ROMA (ITALPRESS) – Si amplia il numero delle eccellenze nel settore agroalimentare di qualità italiano. Nel 2019 il comparto food dei prodotti Dop, Igp e Stg conta 300 prodotti, grazie all’ingresso dell’Olio extravergine di Puglia Igp la cui produzione si estende all’intero territorio amministrativo della regione Puglia. Il settore ortofrutticoli e cereali si conferma quello con il maggior numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg (112 prodotti di cui 36 Dop e 76 Igp), seguono i formaggi (53 prodotti, di cui 50 Dop, 2 Igp e 1 Stg) e l’olio extravergine di oliva (47 prodotti, di cui 42 Dop e 5 Igp). E’ quanto emerge dai dati del report Istatsui prodotti agroalimentari di qualità.
Tra i prodotti zootecnici si posizionano al primo posto per numero di allevamenti, il Pecorino Romano, il Pecorino Sardo e l’agnello di Sardegna. Più omogenea la situazione nel settore della preparazione delle carni, in cui uno stesso allevamento può essere certificato per più prodotti e tutti i principali prodotti hanno perlopiù lo stesso numero di strutture. Tra i prodotti di origine vegetale, quasi 105mila ettari di superficie olivicola sono destinati alla produzione dell’olio toscano, olio Terra di Bari e dell’olio Sicilia. Nel settore degli ortofrutticoli e cereali primeggia, in termini di superficie, il fungo di Borgataro e la mela Alto Adige o Sùdtiroler Apfel. Nel 2019 si registra a livello nazionale un lieve calo degli operatori (-1,6%) e dei produttori (-2,1%) dovuto principalmente alla flessione nelle regioni del Nord. Al contrario, nel Mezzogiorno prosegue il trend positivo già emerso negli anni precedenti sia per i produttori (+4,6) che per gli operatori (+4,8%). Al Centro la situazione è sostanzialmente stazionaria. Prosegue invece il calo dei trasformatori (-5,7%) in tutte le ripartizioni territoriali. Oltre il 41% dei produttori si trova nelle aree meridionali. Nella sola Sardegna opera il 22,2% del totale dei produttori, seguono la Toscana (14,7%) e il Trentino-Alto Adige (12,8%). A conferma della ‘tipicità’ dei territori, gli allevamenti sono presenti soprattutto in Sardegna (42,9% delle strutture), in Lombardia (12,3%) e in Emilia-Romagna (9%).
La superficie agricola è destinata quasi esclusivamente alla produzione olivicola-olearia e ortofrutticola. Toscana (27,8%), Puglia (20,6%) e Sicilia (13,3%) sono le regioni con la maggior quota di superficie investita in produzioni Dop e Igp rispetto al totale nazionale. Il maggior numero di riconoscimenti di prodotti Dop e Igp è appannaggio del settore ortofrutticoli e cereali. Nel 2019 gli operatori di questo settore si attestano a 18.900 unità.
Come nel 2018 la Toscana detiene il primato nella produzione e nella trasformazione dell’olio di qualità, coprendo una quota del 45,8% di produttori e del 34,5% di trasformatori sul totale nazionale. Tra i prodotti di qualità, l’olivicolo-oleario si conferma il settore con la maggior quota di imprenditoria femminile: le produttrici rappresentano il 31,9% del totale (16% la media nazionale) e le trasformatrici il 19,1% (contro il 12,9% della media nazionale).
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Incendi in Sardegna, Confagricoltura “Il bilancio sarà molto pesante”
ROMA (ITALPRESS) – La situazione in seguito all’incendio nell’oristanese, ancora in corso, è molto grave. I venti scirocco prima, poi libeccio hanno allargato il campo di azione delle fiamme che hanno bruciato, soltanto in provincia di Oristano, oltre 15.000 ettari: boschi, pascoli, aziende agricole, stalle, case, scuole, uffici. Confagricoltura “è in contatto con gli associati, ma le comunicazioni sono molto difficili: non ci si può spostare, in molti luoghi manca la corrente elettrica e anche i telefoni spesso sono fuori uso. Difficile ora fare una stima realistica dei danni – afferma Confagricoltura – L’incendio continua e i soccorsi faticano a raggiungere gli obiettivi. Il bilancio sarà sicuramente molto pesante”.
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Onu, vertice Sistemi Alimentari rende omaggio a imprenditrici agricole
ROMA (ITALPRESS) – Agricoltori e produttori sono stati protagonisti dell’evento organizzato nella capitale al Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo in preparazione del Pre-Vertice ONU sui Sistemi Alimentari. Decine di banchi di ortofrutta sono stati allestiti nelle vicinanze della sede del vertice ONU a Roma, dove i capi di Stato e i delegati si riuniranno da lunedì 26 per discutere su come trasformare i sistemi alimentari per affrontare fame, povertà, cambiamento climatico e disuguaglianza.
Funzionari dell’ONU e del Governo italiano hanno fatto il giro del mercato per incontrare gli agricoltori prima di rendere omaggio ai produttori, in particolare alle donne, per il loro ruolo centrale nei sistemi alimentari. “Gli agricoltori sono la linfa vitale dei nostri sistemi alimentari”, ha detto Amina Mohammed, Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite. E ha aggiunto: “Comprendere le loro esigenze e le sfide che affrontano aiuta a garantire che le soluzioni emergenti siano adatte allo scopo”.
La Vice Segretaria Generale Onu, raggiunta dall’Inviata Speciale per il Vertice Onu sui Sistemi Alimentari, Agnes Kalibata, ha visitato i banchi delle donne produttrici e ha poi accolto due “Eroine dei Sistemi Alimentari” sul palco (Food Systems Heroes, gli “eroi” dei sistemi alimentari, piccoli agricoltori provenienti da tutto il mondo) per condividere le loro storie.
Scopo dell’iniziativa: aumentare la consapevolezza del contributo essenziale, ma spesso poco conosciuto, che le donne impegnate in agricoltura danno e sottolineare l’urgente necessità di sostenere una maggiore resilienza contro gli shock come la pandemia di Covid-19.
Il mercato degli agricoltori è stato organizzato dalla Coldiretti, la più grande associazione agricola d’Europa, che ha annunciato l’intenzione di espandere il suo modello di lavoro con i piccoli agricoltori ai Paesi a basso reddito, tra cui la Repubblica del Ghana. “Le donne agricoltrici e imprenditrici agricole sono spesso frenate dalla mancanza di risorse e di accesso alle informazioni. Sostenere le donne facendo loro avere la stessa formazione e gli stessi strumenti forniti agli uomini è un modo sicuro per migliorare i sistemi alimentari”, ha detto Elizabeth Nsimadala, presidente della Pan-African Farmers Organizations (PAFO).
Il Pre-Vertice inizierà lunedì 26 luglio, durerà tre giorni e riunirà delegati di più di 100 Paesi, giovani, agricoltori, popoli indigeni, società civile, ricercatori, settore privato, leader politici e ministri di agricoltura, ambiente, salute, nutrizione e finanze.
Si terrà in formato virtuale “ibrido”, con una componente in presenza integrata da una vasta piattaforma virtuale che permetterà a tutti coloro interessati di seguire l’evento da ogni parte del mondo. Scopo è presentare gli ultimi approcci scientifici e basati sull’evidenza per la trasformazione dei sistemi alimentari, avviare una serie di nuovi impegni attraverso azioni congiunte e mobilizzare nuovi finanziamenti e collaborazioni.
L’evento si terrà presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, dove si svolge anche il Comitato delle Nazioni Unite per la sicurezza alimentare mondiale (CFS).
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