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Diete estive, le mandorle alleate della linea

ROMA (ITALPRESS) – Tra lockdown, palestre e piscine chiuse e il tanto tempo passato in casa, in molti si avvicinano all’inizio di questa estate con qualche chilo di troppo. Avere una circonferenza addominale più ampia dell’ideale non influisce però solo sull’aspetto ma rappresenta un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.
Un aiuto, anche in questo caso, può arrivare dalle mandorle, soluzione ideale per chi cerca uno snack adatto a una dieta equilibrata e attenta alla gestione del peso.
Un nuovo studio ha rivelato che gli adulti britannici che mangiano regolarmente mandorle hanno un indice di massa corporea (IMC) e una circonferenza addominale inferiori rispetto a quelli che non mangiano mandorle. L’IMC è significativamente minore – 0,8 kg/m2 – e la circonferenza della vita è inferiore di 2,1 cm.
Un semplice cambio di snack rappresenta dunque un modo semplice per prendere una sana abitudine estiva, con vantaggi per la circonferenza addominale e per il cuore. Le mandorle si inseriscono in un piano alimentare intelligente in quanto sono ricche di grassi monoinsaturi: la sostituzione dei grassi saturi con grassi insaturi nella dieta contribuisce al mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue. Sono anche ricche di potassio, che contribuisce al mantenimento della normale pressione sanguigna, e contengono vitamina B1 (tiamina), importante per la normale funzione cardiaca. Inoltre, le mandorle forniscono proteine vegetali e fibre, che aiutano a restare in pista tra un pasto e l’altro.
Altro importante beneficio per la salute identificato nello stesso studio è rappresentato dai punteggi di qualità della dieta più elevati fatti registrare da chi consuma mandorle. Tali punteggi nascono dal confronto tra l’effettiva assunzione di nutrienti e le raccomandazioni dietetiche per la salute. Una manciata (30 g) di questi preziosi frutti della natura, ricchi di sostanze nutritive, può migliorare la qualità complessiva della dieta quotidiana. E’ stato rilevato che chi consuma mandorle consuma anche più fibre, vitamina E e ferro per citare alcuni nutrienti, e al tempo stesso meno sale e zucchero rispetto a quelli che non ne consumano.
Questi risultati sulla qualità della dieta non sono una scoperta inaspettata, poichè anche i ricercatori statunitensi hanno riscontrato un aumento della qualità della dieta simile in chi consuma mandorle.
I dati del National Health and Nutrition Examination Survey sono stati utilizzati per esaminare l’associazione tra il consumo di mandorle e la qualità della dieta degli adulti americani. L’IMC è significativamente più basso nei consumatori di mandorle rispetto ai non consumatori (27,1 vs 28,4). Anche la circonferenza addominale è significativamente più bassa nei consumatori di mandorle rispetto ai non consumatori (94,1 cm contro 97,5 cm).
Inoltre, la qualità della dieta ha ottenuto punteggi più alti in coloro che mangiano mandorle a causa di diverse abitudini salutari, tra cui mangiare più cibi ricchi di fibre e meno grassi saturi. L’analisi è stata finanziata dall’Almond Board of California.
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Big data e trasparenza, l’agricoltura entra nell’era digitale

ROMA (ITALPRESS) – L’agricoltura 4.0 rappresenta uno dei pilastri sui quali si sta costruendo e continua a crescere l’agricoltura del futuro. In che modo? Il tema è stato affrontato durante il webinar online, organizzato da Fieragricola di Verona e Image Line, permettendo di fare il punto sulle opportunità presenti e future del digitale che, come ha sottolineato Sara Quotti Tubi, Event Manager di Fieragricola, troveranno un ampio approfondimento durante la prossima edizione della rassegna internazionale di agricoltura, in programma a Veronafiere dal 26 al 29 gennaio 2022.
Big data, interoperabilità, formazione e trasparenza rappresentano i driver fondamentali dell’agricoltura digitale. Questo è quanto è emerso dagli interventi dei relatori che hanno approfondito il tema partendo da una delle domande sempre più ricorrenti: a chi appartengono i dati? “I dati raccolti in campo sono di proprietà dell’agricoltore – afferma Massimiliano Giansanti, vicepresidente del Copa-Cogeca – ma per fare in modo che esprimano tutto il loro potenziale è necessario che questi vengano condivisi”.
Per costruire una rete condivisa è necessario che l’utilizzo degli strumenti digitali sia sempre più diffuso, ma che cosa succede in Italia? “Secondo il rapporto Desi 2020 – afferma Gianluca Brunori, ordinario di Economia Agraria all’Università di Pisa e presidente del Comitato Consultivo sulla digitalizzazione in agricoltura dell’Accademia dei Georgofili – il nostro Paese è agli ultimi posti in termini di digitalizzazione. Quest’ultima può facilitare lo sviluppo sostenibile ma è importante che tutte le imprese agricole anche quelle più piccole vi possano accedere”.
Gli operatori del settore sono sempre più consapevoli delle opportunità date dall’utilizzo del digitale, come ha evidenziato Maria Pavesi, ricercatrice dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, ed è per questo che il mercato continua a crescere, raggiungendo nel 2020 il valore di 540 milioni di euro, nonostante la pandemia.
Una crescita destinata ad aumentare grazie in particolar modo all’utilizzo sempre più diffuso di strumenti quali: sistemi gestionali aziendali, macchinari connessi e i sistemi di monitoraggio e controllo delle attrezzature. Analizzando le tecnologie abilitanti, i sistemi di lettura e analisi di dati e big data rappresentano con il 73% di incidenza il motore fondamentale dell’agricoltura 4.0.
I big data rappresentano una ricchezza strategica per il mercato ma, come ha sottolineato Ivano Valmori, CEO di Image Line, “è importante che si crei un ecosistema dell’agroinnovazione che permetta ai diversi attori della filiera di collaborare, interagire tra loro, scambiare i dati e le informazioni per essere tutti insieme parte di un sistema cooperante e fondato su alcuni principi fondamentali: informare e confrontarsi, gestire e condividere, studiare e imparare, perchè il dato è il petrolio del 21° secolo, ma per poterne cogliere il potenziale è importante sapere come analizzarlo e utilizzarlo”.
L’importanza della condivisione è stata sottolineata anche da Antonio Samaritani, CEO di Abaco Group, il quale ha anche evidenziato l’importanza di alimentare la catena dal valore con il principio della trasparenza.
Presentando una piattaforma che integra tutte le componenti software necessarie a garantire una corretta attuazione della politica agricola comune, Samaritani ha mostrato le sinergie possibili tra pubblico e privato per lo sviluppo della smart agriculture.
Parallelamente alla diffusione delle nuove tecnologie e della digitalizzazione come strumenti per accrescere il valore aggiunto dell’agricoltura, è importante garantire a tutti gli operatori la formazione necessaria, in particolare ai piccoli imprenditori. Giuseppe Perrone, EY Blockchain EMEIA Leader, ha sottolineato non solo “la necessità di supportare le aziende nella transizione digitale per sostenerne la crescita”, ma anche come le tecnologie digitali a supporto dell’agricoltura 4.0 permettano oggi di “rispondere alle esigenze delle nuove generazioni di consumatori, sempre più attenti all’healthy food e attratti dai temi della sostenibilità nella scelta delle aziende da seguire e dei prodotti da acquistare. Il 79% dei consumatori, infatti, desidera ricevere informazioni sull’intero processo di produzione del prodotto, dalla sua origine alla vendita, che solo l’uso corretto dell’agricoltura digitale può fornire in maniera affidabile e trasparente”.
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OperaWine e Vinitaly Preview, ripartenza per il vino italiano

VERONA (ITALPRESS) – E’ l’evento di Vinitaly e Wine Spectator a fare da apripista per il ritorno di buyer e operatori nel nostro paese: tornano in presenza vino, promozione e business con OperaWine e Vinitaly Preview ospitati da Veronafiere. 186 produttori portabandiera del vino italiano nel mondo, selezionati dalla rivista americana di settore più influente sui mercati internazionali, per il decennale dell’iniziativa si troveranno faccia a faccia con oltre 300 tra gli operatori e buyer nazionali ed esteri provenienti da 13 nazioni. Si tratta della prima importante campagna di incoming realizzata da Veronafiere e Ice Agenzia (l’ente per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) dopo il blocco forzato degli ultimi 15 mesi. Un’edizione all’insegna della ripartenza in scena alle Gallerie mercantili di Verona, l’infrastruttura storico industriale di fronte al quartiere fieristico che per la ricorrenza amplia la squadra dei top 100 d’Italia con gli ‘all timer’, ossia i produttori scelti una o più volte nei dieci anni di OperaWine. All’inaugurazione anche il presidente dell’Ice Agenzia, Carlo Maria Ferro.
“Io guardo quest’evento e vedo due filoni di quello che si è fatto quest’anno, vedo la parte fiere e vedo la parte vino” ha osservato il sottosegretario degli Affari Esteri, Manlio di Stefano. OperaWine “è la prima fiera di questo profilo internazionale che si svolge proprio in questa ‘primaverà post pandemica, è un gran segnale di ripartenza. Abbiamo insistito – ha continuato- per avere dei ristori per le fiere che hanno perso oltre il 90% di fatturato in questo ultimo anno e questo ci ha permesso in qualche caso anche di salvare la fiera stessa che poteva, come ogni altra azienda, fallire: questo ci ha consentito di guardare al futuro con un calendario dove ICE agenzia ha il mandato di accompagnare ogni evento fieristico al meglio sia per quanto riguarda l’incoming dei buyer ma anche per il sostegno all’organizzazione fieristica”. E ha aggiunto: “Il mondo del vino anche durante la pandemia è cresciuto: in termini di volume l’Italia nel 2020 è stata la prima a livello europeo, mentre per valore tutto il comparto è un pò calato ma noi siamo calati meno dei competitor come Francia e Spagna e questo ci ha permesso di recuperare dei margini”.
Per il Sindaco di Verona, Federico Sboarina, “siamo stati coraggiosi, abbiamo avuto voglia di essere i primi a riaprire a 360° con tantissimi eventi. Il vino, che è uno dei prodotti più importanti del nostro export e del nostro territorio, va in giro per il mondo e fa crescere la nostra economia, ma porta anche in giro il nostro essere italiani. Orgogliosamente possiamo dire che a Verona riaprono tante cose non solo per i veronesi ma per il paese intero” ha spiegato.
Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, ha commentato: “In una fase di grande cambiamento come quella attuale il ritorno del trade in presenza a Vinitaly-OperaWine e a Vinitaly Preview è la risposta alle sfide che il settore sta affrontando sui mercati. La mappa della domanda di vino italiano sulle piazze internazionali è in grande fermento e registra segnali di risveglio a macchia di leopardo. Intercettare la ripresa, e con essa nuove quote di posizionamento, è prioritario. E in questo scenario Vinitaly è il brand-strumento del riavvio della promozione del vino italiano nei Paesi obiettivo”.
Il grand tasting dell’Italia enoica vede la Toscana alla guida della classifica regionale con 47 produttori, seguita da Veneto (23) e Piemonte (20), le tre regioni che insieme rappresentano oltre il 68% dell’export tricolore. A trionfare, nelle valutazioni di Wine Spectator per OperaWine 2021, sono i rossi con ben 134 etichette in degustazione a Verona, in cui primeggia ancora una volta la Toscana trainata, tra le altre, da 19 Igt e 17 Brunello di Montalcino, tallonati dal Barolo (16). I vini bianchi contano 32 proposte, mentre completano la selezione le categorie bollicine (17) e vini passiti (3).
Domenica 20 giugno OperaWine passa il testimone a Vinitaly Preview ulteriore evento che vedrà quasi 70 cantine, cinque consorzi e le associazioni e Famiglie Storiche impegnati in due sessioni di walkaround tasting e incontri con la domanda nazionale ed estera presente a Verona.
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Pecoraro Scanio “Governo difenda dieta mediterranea”

ROMA (ITALPRESS) – Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Agricoltura e oggi presidente della Fondazione UniVerde e del Comitato scientifico di Campagna Amica, lancia un allarme in occasione della Giornata Mondiale della Gastronomia Sostenibile, sottolineando come “le lobby del cibo anonimo lavorano per imporre una dieta standard mondiale che premia i prodotti delle multinazionali contro la biodiversità agroalimentare delle agricolture familiari del Pianeta. Indicare come più salubri le bibite gassate dietetiche piene di additivi chimici rispetto all’olio d’oliva, è una chiara operazione di disinformazione. Esistono già diete amiche del clima come la Dieta Mediterranea, già patrimonio Unesco”. Martedì scorso Pecoraro Scanio ha rilanciato la centralità della dieta mediterranea in un’iniziativa promossa dal Comune di Pollica, comunità emblematica Unesco, insieme al sindaco Stefano Pisani e a Sara Roversi di Future Food Institute. “Il Governo deve usare il pre-Summit Onu sui sistemi alimentari che si terrà a Roma a luglio per dare uno stop al tentativo di aggressione al nostro settore agroalimentare – spiega Pecoraro – Dopo gli Ogm ci riprovano con etichette pseudo salutiste o con motivazioni ambientaliste ma l’obiettivo di accentrare e controllare le dieta alimentari del mondo è inaccettabile. Dobbiamo sradicare il dramma della fame aiutando le agricolture familiari nel mondo non sostituendole con poche enormi multinazionali di cibo artificiale incolore, inodore e insapore addizionato di prodotti chimici”, conclude Pecoraro Scanio.
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Più tempo per completare la riconversione dei vigneti in Toscana

FIRENZE (ITALPRESS) – Le aziende vitivinicole avranno più tempo a disposizione per completare gli interventi di ristrutturazione e riconversione dei vigneti. Con una delibera presentata dalla vicepresidente e assessora all’agroalimentare, Stefania Saccardi, la giunta regionale ha infatti prorogato dal 15 ottobre 2021 al 15 ottobre 2022 il termine ultimo per la presentazione delle domande di pagamento a saldo relative alla campagna vitivinicola 2018/2019. Il provvedimento dà attuazione ad un recente decreto ministeriale che prevede una serie di misure per contrastare gli effetti dell’emergenza sanitaria sulle attività del settore.
“Siamo intervenuti rapidamente anche su questo aspetto – spiega Saccardi – perchè nella fase delicata e complessa che sta vivendo il nostro comparto agricolo è assolutamente prioritario creare le migliori condizioni per garantire a imprenditori e aziende la possibilità di ripartire. E tanto più in uno dei settori trainanti e di eccellenza dell’agroalimentare toscano, la produzione di vino, al quale affidiamo anche il compito di lanciare un messaggio di ripresa molto al di là dei nostri confini, regionali e nazionali”. Resta ferma la data del 15 ottobre 2023 per attestare la realizzazione e il saldo di tutte le spese relative agli interventi di reimpianto.
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Sace, Errore “Al fianco delle imprese filiera agrifood”

ROMA (ITALPRESS) – “L’agrifood fa parte del nostro Dna ed è una delle eccellenze del made in Italy più conosciute e apprezzate nel mondo. Un settore che lo scorso anno, nonostante la situazione di crisi innescata dall’emergenza sanitaria, si è confermato un asset fondamentale per la competitività del Sistema-Paese con 208 miliardi di fatturato, quasi un milione e mezzo di occupati in 1,2 milioni di imprese coinvolte nel settore”. Così il presidente di Sace, Rodolfo Errore, intervenuto al web event organizzato da Fino a prova contraria, l’Associazione presieduta da Annalisa Chirico. “Anche le esportazioni del comparto hanno confermato il loro trend positivo nel 2020, con un valore record di oltre 46 miliardi, in crescita dell’1,7% rispetto al 2019. Un risultato che è ancora più significativo in un quadro economico nazionale fortemente impattato dall’emergenza sanitaria”, ha aggiunto. “Sace, in questo contesto, gioca un ruolo di primo piano a sostegno della filiera, aiutando le aziende a sviluppare la loro vocazione all’export, dai primi passi sui mercati esteri fino ad attività più articolate. Un impegno che portiamo avanti attraverso un’ampia gamma di strumenti e soluzioni assicurativo-finanziarie, in grado di coprire tutte le esigenze delle imprese nel loro percorso internazionale, dalle prime fasi in cui è necessario conoscere e valutare le proprie controparti, alla gestione dei rischi, dalle garanzie necessarie per partecipare a bandi e gare all’estero alle garanzie finanziarie per accedere alla liquidità necessaria per investire, fino al factoring e a servizi di ultima istanza come il recupero crediti internazionali. Un’offerta – ha spiegato – che abbiamo digitalizzato, con prodotti standardizzati, soprattutto per le Pmi che sono il motore dell’agrifood”. A questi, ha poi sottolineato Errore, “si aggiungono strumenti di accompagnamento come i nostri Export Coach, dedicati al supporto alle imprese per aiutarle nella costruzione di una strategia di internazionalizzazione, il nostro hub formativo Sace Education e la Push Strategy, il programma attraverso il quale mettiamo a disposizione di grandi Buyer esteri importanti linee di credito con l’obiettivo di sviluppare il procurement delle nostre aziende e migliorarne il posizionamento nelle catene di fornitura globale. L’agroalimentare ha di fronte a sè molte sfide, tra cui la sostenibilità, il miglioramento della proiezione internazionale delle imprese, la diversificazione delle geografie e la spinta verso mercati non tradizionali per il Made in Italy. Alla luce di questo, non dobbiamo dimenticare che il Pnrr, che prevede quasi 7 miliardi dedicati all’agricoltura sostenibile e all’economia circolare, è un’occasione che non possiamo sprecare”, ha concluso.
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Agromeccanica per agricoltura sempre più innovativa

ROMA (ITALPRESS) – Rafforzare l’accordo di collaborazione e analizzare le possibilità di cooperazione tra imprese agricole e quelle agromeccaniche, nell’ottica di sviluppare un’agricoltura sempre più innovativa e competitiva. E’ l’obiettivo dell’incontro organizzato da Confagricoltura e Uncai, Unione Nazionale Contoterzisti Agromeccanici, dove sono stati approfonditi alcuni temi come l’importanza di un’attività agricola realizzata con mezzi sicuri e sostenibili, la costituzione di un albo dei contoterzisti professionisti, la formazione 4.0 per le aziende agromeccaniche, l’innovazione, gli strumenti per gli investimenti e l’accesso al credito. “Il futuro ci aspetta, è un futuro in cui il ruolo dell’agricoltura e di tutti coloro che lavorano con gli agricoltori sarà sempre più importante – ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti -. Le sfide saranno sempre più importanti e produrre di più e in maniera competitiva diventa fondamentale. La mia idea di agricoltura è: produrre sempre di più, generare reddito e occupazione, proteggere il territorio. Bisogna saper fare, ma questo un qualcosa che è tipicamente italiano, ma dobbiamo sapere anche dove dobbiamo andare e su questo inizio ad avere qualche dubbio, perchè questo nasce da una visione e una strategia che dovrà essere scritta in Ue. In questi giorni si sta scrivendo la nuova Pac e noi siamo molto critici, oggi più che mai – ha aggiunto – serve una direzione perchè altrimenti verrà meno la funzione generale su cui si basa la struttura della Pac. Oggi l’Ue è un bellissimo Continente con 27 modelli agricoli diversi, modelli che hanno costi diversi e l’elemento della competitività deve essere garantito innanzitutto all’interno della Comunità europea. Se questo deve essere il nuovo accordo, meglio un non accordo che un accordo cattivo, al ribasso”, ha avvertito il presidente di Confagricoltura.
“Il lavoro che stiamo portando avanti è denso e importante, un lavoro che serve al settore e che ha l’obiettivo di diminuire la burocrazia, uno dei problemi del nostro paese che sta facendo lavorare male coloro che sono nel settore dell’agricoltura. Da parte mia massima disponibilità a parlare di albo, di aiuti al settore e, con le nuove tecnologie e con l’aiuto che deve arrivare dall’Ue, da parte nostra ci sarà la massima disponibilità ad ascoltare e aiutare le richieste e le proposte che arrivano dal settore”, ha detto il sottosegretario alle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio nel suo intervento.
“Noi agromeccanici con la tecnologia, la conoscenza e la preparazione favoriamo la grande azienda e la piccola azienda – ha detto il presidente di Uncai, Aproniano Tassinari -. Stiamo vivendo un cambiamento e ormai è sempre più importante la formazione e l’informazione. Si tratta di un cambiamento che dovrà essere gestito e capito, questa è la collaborazione tra contoterzisti e Confagricoltura. Ma la cosa più importante è trasmettere questa intenzione alla periferia che si deve rendere conto che siamo a disposizione, siamo una categoria complementare”.
Il delegato di Giunta di Confagricoltura alle Politiche Agromeccaniche, Donato Rossi, ha evidenziato che “ci sono 540mila aziende agricole, il 36% del totale ricorrono al servizio agromeccanico e la percentuale sale in alcuni settori. Si è diffuso sempre di più l’affidamento completo dei terreni ai contoterzisti e ci sono numeri importanti. Il comparto agromeccanico – ha sottolineato – rappresenta 10mila imprese professionali con un volume d’affari complessivo di oltre 4 miliardi di euro per una occupazione di circa 40mila addetti. Bisogna essere preparati alle sfide e la professionalità degli interventi agromeccanici rappresenta una opportunità per le imprese agricole. Queste due categorie sono chiamate a fare sistema per andare verso una professionalizzazione di tutti, una professionalizzazione che porta a servizi specifici non facilmente accessibili al comune agricoltore. Uncai credo possa essere il catalizzatore delle forze meccaniche – ha aggiunto – e se UNCAI è il catalizzatore delle aziende agromeccaniche, Confagricoltura è la casa madre di quello che è un processo di assoluto cambiamento che potrà portare a una agricoltura come modello. L’agricoltura italiana è sempre forte e vogliosa di portare a casa dei risultati anche nei momenti di difficoltà”.
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Al Vinitaly 13 cantine siciliane face to face con 300 operatori

VERONA (ITALPRESS) – Undici rossi, un bianco e un passito: è la selezione dei vini siciliani individuati da Wine Spectator in occasione del decennale di OperaWine, l’evento di Vinitaly che sabato 19 giugno segna il ritorno degli eventi in presenza dedicati al settore enologico. Tra i 186 produttori selezionati dalla rivista americana di settore più influente sui mercati internazionali la Sicilia, con 13 referenze, si posiziona ai margini del podio a parimerito con il Trentino-Alto Adige, in una classifica guidata da Toscana (47), seguita da Veneto (23) e Piemonte (20). Un’edizione antologica che si terrà alle Gallerie Mercatali, l’infrastruttura storico-industriale di fronte al quartiere fieristico veronese, dove i produttori incontreranno oltre 300 tra operatori e buyer nazionali ed esteri provenienti da 13 nazioni. E in occasione del decimo anniversario della manifestazione la squadra dei top 100 d’Italia si amplia con gli ‘all timer’, ossia i produttori scelti una o più volte nei dieci anni di OperaWine. Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “In una fase di grande cambiamento come quella attuale, il ritorno del trade in presenza a Vinitaly-OperaWine è la risposta alle sfide che il settore sta affrontando sui mercati. La mappa della domanda di vino italiano sulle piazze internazionali è in grande fermento e registra segnali di risveglio a macchia di leopardo. Intercettare la ripresa, e con essa nuove quote di posizionamento, è prioritario. E in questo scenario Vinitaly è il brand-strumento del riavvio della promozione del vino italiano nei Paesi obiettivo”. Riservato a operatori e stampa (su invito, dalle 14.00 alle 19.00), il grand tasting dell’Italia enoica -da nord a sud passando per le isole – andrà in scena in un format conforme a tutti gli standard di sicurezza previsti sia dalla normativa vigente che dal protocollo di Veronafiere. Il layout espositivo, infatti, prevede un percorso predefinito tra le regioni viticole rappresentate in ordine alfabetico e per tipologia di vini: si parte con le bollicine, per passare ai bianchi, poi ai rossi e infine ai passiti. Completano le misure adottate a garanzia della sicurezza di espositori e visitatori, quelle relative alla gestione degli ingressi scaglionati in due turni, con titolo di accesso digitale e preventiva misurazione della temperatura, in base a un contingente massimo consentito sull’area di 7mila mq. Inoltre, ogni accreditato avrà a disposizione un kit personale di degustazione (calice e spittoon); nell’area anche unità e presidi sanitari per tutta la durata dell’evento. Domenica 20 giugno e sempre alle Gallerie mercatali, OperaWine passerà il testimone a Vinitaly Preview, l’ulteriore evento che vedrà quasi 70 cantine, 5 consorzi (Consorzio di tutela Lambrusco doc, Consorzio tutela vino Lessini Durello doc, Consorzio di tutela del Prosecco doc, Consorzio di tutela vini del Trentino, Consorzio di tutela vini doc Sicilia) e l’associazione Famiglie Storiche impegnati in un due sessioni di walkaround tasting (10.30-14.30 e 14.30-18.00) e incontri con la domanda nazionale ed estera presente a Verona (link aziende Vinitaly Preview: https://bit.ly/3gtFyF2). Le cantine siciliane selezionate da Wine Spectator per Vinitaly OperaWine 2021: Benanti (Etna Serra della Contessa 2011); Cusumano (Etna White Alta Mora 2015); Donnafugata (Passito di Pantelleria Ben Ryè 2017); Duca di Salaparuta (Sicilia Duca Enrico 2017); Feudi del Pisciotto (Pinot Nero Terre Siciliane L’Eterno 2016); Feudo Maccari (Sicilia Mahàris 2006); Graci (Terre Siciliane Quota 1000 Barbabecchi 2014); Morgante (Nero d’Avola Sicilia Don Antonio Riserva 2015); Passopisciaro (Terre Siciliane Contrada R 2012); Pietradolce (Etna Vigna Barbagalli 2015); Planeta (Cerasuolo di Vittoria Classico Dorilli 2017); Tasca d’Almerita (Contea di Sclafani Rosso del Conte 2010); Tenuta delle Terre Nere (Etna San Lorenzo 2018).
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