PARMA (ITALPRESS) – Barilla e Plug and Play annunciano i quattro progetti vincitori di Good Food Makers, il programma globale per startup ag-tech e food-tech, che hanno immaginato il futuro sostenibile nel campo alimentare: Waybetter per l’ambito digital e benessere, Bocoloco per la sezione di packaging circolare, Nosh per soluzioni clean label legate alla fermentazione e Dori, per migliorare la qualità logistica attraverso soluzioni A.I.
Grazie al know-how di Plug and Play nel processo di scouting e selezione delle startup, Barilla collabora con le realtà che, con le loro idee, contribuiranno a plasmare un futuro alimentare più sostenibile. Giunto alla sua quinta edizione, Good Food Makers ha finora coinvolto oltre 700 startup che, grazie a Barilla, hanno avuto modo di confrontarsi con un leader globale del food, con interessi in tutto il mondo ma con cuore e cervello a Parma, al centro della food valley italiana.
Le idee innovative ricercate per l’edizione 2023 vertevano su 4 ambiti. Packaging circolare: la francese Bocoloco è stata la più efficace nel proporre soluzioni e modelli di business per la riduzione e il riutilizzo degli imballaggi e dei rifiuti correlati, con un progetto basato su imballaggi in vetro a rendere, tracciabili con QRcode.
Qualità della logistica: la statunitense Dori è stata la più interessante nel proporre soluzioni digitali per migliorare la qualità logistica, utilizzando l’Intelligenza Artificiale per la tracciabilità e il monitoraggio dei fornitori.
Fermentation for clean label: la startup tedesca Nosh ha puntato sulla fermentazione della biomassa per amplificare il valore nutrizionale, sensoriale e ambientale di ingredienti funzionali di origine naturale che potrebbero essere impiegati in diversi prodotti alimentari.
You @ Best: un’altra startup americana, Waybetter, ha realizzato una piattaforma digitale per promuovere corretti stili di vita e abitudini alimentari in modo coinvolgente utilizzando giochi e premi. Dal 22 maggio fino al 7 luglio, data di chiusura delle candidature, sono state oltre 100 le società con cui siamo entrati in contatto, provenienti da più di 25 Paesi. I vincitori di Good Food Makers potranno avvalersi di un programma di otto settimane, in cui lavoreranno fianco a fianco con manager Barilla per sviluppare e testare insieme nuove idee. Per sostenere questo percorso condiviso di crescita, alle 4 startup selezionate andranno 10.000 euro a supporto del progetto da realizzare durante il programma di accelerazione e l’opportunità di costruire future collaborazioni con il Gruppo Barilla.
“Good Food Makers interpreta alla perfezione la mission del Gruppo Barilla, offrire alle persone la gioia che il cibo buono e ben fatto può dare loro, preparato con ingredienti selezionati provenienti da filiere responsabili, contribuendo a un presente e un futuro migliore. Con Good Food Makers vogliamo restare all’avanguardia nell’innovazione nel food. E aprirci al confronto con realtà innovative che assieme a noi vogliono comprendere l’evoluzione del consumatore e coglierne i nuovi bisogni. La partnership con Plug And Play ci ha permesso di allargare il nostro sguardo verso il futuro, permettendoci di conoscere e premiare Bocoloco, Waybetter, Nosh e Dori”, dichiara Claudia Berti, Barilla Head of Global Open Innovation & IPR.
“Per il secondo anno consecutivo, Plug and Play è partner del progetto Good Food Makers, un’importante iniziativa per il settore del foodtech che rappresenta un perfetto esempio di successo nell’open innovation. La piattaforma, guidata dall’esperienza e dai requisiti specifici identificati dai manager di Barilla, è in grado di accompagnare l’azienda durante tutta la fase di valutazione e selezione delle startup, facilitando la comprensione e l’approfittamento delle nuove tecnologie per risolvere bisogni concreti”, sottolinea Pietro Villani, Plug and Play Partner Success.
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– Foto: ufficio stampa Barilla –
Barilla e Plug and Play premiano gli innovatori del food
Per la Uila settore pesca in emergenza, Mammucari “Servono interventi”
ROMA (ITALPRESS) – Valorizzare la dignità di un antico lavoro che rappresenta un tratto distintivo della nostra cultura made in Italy. Uila Pesca ha promosso un convegno per analizzare la situazione del comparto e proporre soluzioni per il futuro.
Il settore è stato messo a dura prova dalla crisi economica, dalle politiche europee sempre più stringenti e penalizzanti, dalla mancanza di ricambio generazionale Un mestiere che rischia di scomparire se istituzioni e parti sociali insieme non saranno in grado di individuare azioni propositive in grado di attirare nuova manodopera e nuova progettualità imprenditoriale nel settore. “La situazione è molto critica, siamo passati da una emergenza di crisi ad una emergenza di sopravvivenza”, ha detto la segretaria generale del sindacato, Enrica Mammucari
“Il settore vive ormai da anni una precarietà tra costi e ricavi e purtroppo le politiche comunitarie degli ultimi 20 anni ci hanno consegnato una fotografia ridotta, sia in termini di occupati che di imprese. La definirei una vera e propria strage dovuta a una serie di regolamenti che non hanno fatto altro che ridurre le giornate di lavoro in termini di attività, per poi non riuscire a realizzare gli obiettivi che si erano prefissati. Noi vogliamo mettere al centro la dimensione della pesca, fatta di persone che garantiscono approvvigionamento di cibo di qualità e garantiscono obiettivi di sicurezza alimentare del nostro Paese”.
Uila Pesca chiede di valorizzare la fatica del lavoro dei pescatori: c’è la necessità di introdurre nel sistema quelle tutele assistenziali e previdenziali che ancora mancano, a partire dal riconoscimento di un ammortizzatore sociale strutturato e del carattere “usurante” della pesca ai fini previdenziali. “La situazione delle pesca è abbastanza grave”, commenta Giampaolo Buonfiglio, presidente Alleanza cooperative italiane-settore pesca. “E’ aumentato il costo del gasolio, continuano a ridursi i giorni di pesca all’anno per effetto dei regolamenti europei vigenti, ci sono nuove norme sui controlli in arrivo dal Parlamento europeo che complicheranno la vita anche ai piccoli pescatori”, ha aggiunto. “Il mercato non ci aiuta perchè noi forniamo il 20-25% del prodotto che viene richiesto sui nostri mercati, con una situazione di competizione sui prezzi che sicuramente non ci favorisce”. Sono stati persi quasi 20 mila addetti negli ultimi 20 anni. “Per ridare nuovo stimolo e rilanciare il settore bene ha fatto l’Italia ad assumere una posizione forte nei confronti della Commissione rispetto l’ennesimo piano di azione che prevedeva la scomparsa della pesca a strascico nel Mediterraneo”, ha concluso Mammucari.
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Arrivano 2,4 mld per i pagamenti anticipati della PAC 2023-2027
ROMA (ITALPRESS) – Sono state avviate le procedure di pagamento degli anticipi PAC per l’anno 2023 il cui valore complessivo ammonta a 2,4 miliardi di euro. Una cifra ripartita tra circa 1,7 miliardi per i pagamenti diretti e circa 700 milioni per lo sviluppo rurale, inserendosi nella dotazione finanziaria della Politica Agricola Comune 2023-2027 già dal primo anno dalla sua implementazione.
“Oggi immettiamo liquidità per 722.000 aziende con 2,4 miliardi e contiamo, entro il 30 giugno, di poter arrivare a 7 miliardi. Diamo la possibilità ai nostri agricoltori non solo di resistere ma di programmare il lavoro e continuare a produrre e garantire alle persone buon cibo e un’alimentazione sana”, così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo oggi alla conferenza stampa al Masaf sugli anticipi dei pagamenti Pac con Agea, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura. “Grazie al direttore dell’Agea Fabio Vitale, che ha efficientato la macchina, oggi riusciamo a raggiungere un risultato importante. Per la prima volta assicuriamo alle nostre imprese agricole liquidità, specie in un momento di difficoltà come questo che stiamo vivendo”, prosegue.
Gli anticipi, erogati a un totale di 722.000 beneficiari, avranno l’obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori e rilanciare gli investimenti nel settore agricolo, permettendo al comparto di ripartire con nuova linfa, una ritrovata energia e il sostegno economico di cui necessita.
“Attraverso l’avvio dei pagamenti d’anticipo PAC 2023 offriamo tempestivo e continuativo seguito a uno strumento fondamentale per il necessario sviluppo di tutto il settore agro-alimentare, permettendo a tanti operatori del settore di guardare al proprio futuro con maggiore fiducia, sicurezza e serenità. Agea vuole dare risposte trasparenti e puntuali, seguite da azioni concrete per accompagnare gli addetti ai lavori nel percorso di accesso alle misure di sostegno assegnate all’Italia dall’Unione Europea”, ha sottolineato il Direttore dell’Agea Fabio Vitale nel corso della conferenza stampa. “Le risorse che interesseranno il settore nell’arco temporale 2023-2027 consentiranno di affrontare, in maniera sistemica, sfide importanti relative a interventi che riguarderanno transizione ecologica e digitale, equità, competitività e diversificazione, capitoli questi che verranno affrontati secondo una programmazione capace di intercettare le caratteristiche distintive di ogni area di intervento”.
L’erogazione dei 2,4 miliardi di euro seguirà una precisa tabella di marcia per tutti gli Organismi Pagatori del Paese e inciderà positivamente sul valore aggiunto dell’intero comparto agricolo, corrispondente a circa 37 miliardi di euro (fonte: Istat, Andamento dell’economia agricola, anno 2022).
Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni, l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini e il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Presenti in sala, tra gli altri, esponenti della Camera e del Senato di Fdi, il presidente di Confcooperative FedAgriPesca, Carlo Piccinini e il vicepresidente di Copagri, Giovanni Bernardini.
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Ristorazione collettiva settore strategico, giro d’affari da 4,5 mld
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il mondo della ristorazione collettiva a raccolta durante il primo “Summit della Ristorazione Collettiva” che si è tenuto al centro ricerca e innovazione CIRFOOD DISTRICT a Reggio Emilia, un evento organizzato da CIRFOOD. Il settore, che fra mense scolastiche, aziendali e strutture sociosanitarie, impiega circa 100 mila persone, sta affrontando un momento critico a causa dell’aumento dei costi che dal 2022 si è fatto particolarmente sentire.
Secondo una stima, l’88% dei maggiori costi sostenuti non è stato recuperato: “Lo scopo di questo summit è quello di puntare i riflettori sul nostro settore, il giro d’affari è di 4 miliardi e mezzo e ogni giorno garantiamo a centinaia di migliaia di persone nutrizione e salute. Il nostro è un settore strategico”, ha detto Chiara Nasi, presidente di CIRFOOD, Cooperativa Italiana di Ristorazione presente in 167 Regioni, in Olanda e in Belgio che vanta 50 anni di storia. Poi ha continuato: “Come settore ci siamo fatti carico fino ad ora degli aumenti dei costi, ma ora va riconosciuto al nostro servizio il giusto prezzo e in quest’ottica chiediamo alle istituzioni di supportarci”.
Durante la mattinata di lavori si sono confrontati imprenditori del settore, tecnici e rappresentanti delle istituzioni. Ad animare il dibattito il tema del nuovo Codice Appalti: “Le imprese del nostro settore – ha spiegato Andrea Laguardia, direttore Legacoop Produzione e Servizi – nella maggior parte dei casi lavorano con la pubblica amministrazione, quindi in regime di appalti. I contratti con la P.A. non prevedono la revisione dei prezzi. L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia ricade tutto sulle imprese. Chiediamo che, in questa fase di legge di bilancio, si inserisca una norma straordinaria per la revisione dei prezzi nei contratti con la P.A”.
A tenere banco sono state le parole qualità del servizio ed equilibrio contrattuale: “Aver inserito il concetto di equilibrio contrattuale nel Codice Appalti non era scontato – ha detto Giuseppe Busia, presidente ANAC, intervenuto in collegamento video all’evento – Il sistema di rinegoziazione dei prezzi ha dei limiti, ma ha fatto dei passi in avanti, c’è maggiore elasticità”.
Il primo “Summit della Ristorazione Collettiva” è stato anche l’occasione per presentare i dati di una ricerca condotta da Ipsos per l’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT: “Generazione Z: il rapporto con il cibo e la ristorazione. Numeri e tendenze”. La ricerca, condotta nel giugno 2023, ha interessato 500 giovani fra i 16 e i 26 anni. Secondo i risultati i ragazzi prediligono alimenti semplici e italiani, oltre che prodotti in modo sostenibile. Nonostante le difficoltà nel mantenere un equilibrio fra alimentazione e salute (27% del campione), nel 73% dei casi i giovani sono soddisfatti del proprio peso, anche grazie all’attività sportiva. Gli alimenti irrinunciabili sono piazza (50%), pasta (42%), frutta fresca (42%). Nel 91% dei casi poi i ragazzi condividono la necessità di produrre il cibo in maniera sostenibile. Per quanto riguarda il consumo di pasti fuori casa, ciò rappresenta per loro un’occasione irrinunciabile di socialità, il 66% dei giovani infatti cena fuori almeno una volta a settimana.
I giovani rappresentano anche il futuro del settore della ristorazione collettiva, imprese e istituzioni ne sono consapevoli, ecco perchè una sessione della giornata è stata intitolata: “Il futuro del lavoro: nuove professionalità e valore della formazione”. “Il settore dà lavoro a circa 100mila persone – ha detto Luca Sartelli, HR and Organization Executive Director di CIRFOOD – più dell’80% sono donne. Le imprese hanno una percentuale di contratti a tempo indeterminato che supera il 90%. E’ un settore nel quale bisogna investire in formazione. Per attrarre i giovani è importante fare uno storytelling diverso. Troppo spesso il racconto dei media è quello di un settore dove il lavoro è sottopagato e dove si fa molta fatica. Invece ci sono imprese nella ristorazione come CIRFOOD che investono in piani di welfare e in piani di carriera”.
– foto ufficio stampa CIRFOOD –
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Il Consorzio Parmigiano Reggiano a Washington per il gala Niaf
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gli Stati Uniti guardano sempre di più all’Emilia-Romagna, proclamata Regione d’onore 2023. Il riconoscimento è arrivato a Washington dalla National Italian American Foundation, l’organizzazione che riunisce i più autorevoli rappresentanti della comunità italo-americana negli Usa, in rappresentanza di quasi 20 milioni di cittadini statunitensi di origine italiana.
A riceverlo il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante il 48^ Gala della NIAF, con un ospite d’eccezione: il presidente degli Usa, Joe Biden, e accanto a lui l’annunciata First Lady Jill Biden, la prima italoamericana, con radici siciliane che risalgono al bisnonno.
La National Italian American Foundation punta a promuovere negli Stati Uniti la storia, la cultura, l’economia e la ricerca scientifica italiana attraverso una regione, il suo territorio, le sue comunità ed eccellenze. Una grande opportunità, che quest’anno vede protagonista l’Emilia-Romagna.
A rappresentarla, insieme al presidente Bonaccini, anche il Consorzio del Parmigiano Reggiano con il presidente Nicola Bertinelli che ha dichiarato: “Un grande onore per noi essere qui, insieme alla Regione Emilia-Romagna, a raccontare i valori e la storia del nostro prodotto. Un’occasione per ribadire – nel nostro primo mercato export, trainato nei decenni dagli italiani d’America e ora divenuto un prodotto iconico per tutti i cittadini americani – che il Consorzio concentrerà sempre più sforzi e investimenti per ottenere ulteriori traguardi di export”.
– Foto ufficio stampa Consorzio Parmigiano Reggiano –
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Lollobrigida “Il Parlamento quanto prima vieterà il cibo sintetico”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Parlamento italiano quanto prima vieterà definitivamente, nella nostra Nazione, la produzione, la commercializzazione e l’importazione del cibo sintetico. Grazie ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Senato e Camera, Luca De Carlo e Mirko Carloni, che hanno accelerato i lavori, siamo arrivati alla calendarizzazione nell’Aula di Montecitorio per l’ultimo passaggio”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenendo al villaggio Coldiretti al Circo Massimo di Roma.
“L’agricoltura è il centro dell’economia e viene definito settore primario, ma tutto quello che è stato fatto in questi anni è andato in senso inverso, perchè si è guardato alla sostenibilità in modo ideologico. Oggi, finalmente anche in Europa, si torna a parlare di sostenibilità ambientale legata ad altri due pilastri che viaggiano insieme: quello economico e quello sociale. Le nostre produzioni sono di qualità perchè i nostri produttori sono quelli che inquinano meno, attenti a preservare il territorio per valorizzarlo”, sottolinea il ministro.
“L’agroalimentare italiano si sta affermando nel mondo e il Governo Meloni cercherà di dare un impulso sempre maggiore a questo nevralgico comparto, per aprire porte e mercati ai nostri prodotti, proteggendo ciò che davvero è italiano, in nome e in difesa di chi lo produce. Questo è il lavoro che stiamo facendo sin dal primo giorno, continueremo a farlo, questo ci riempie di orgoglio e ci dà forza”, continua il ministro. “Sul Glifosato in Europa c’è una discussione molto rilevante. Siamo contrari all’abrogazione del suo utilizzo perchè il sistema potrebbe non reggere. Va proibito nella fase di essiccazione. Ci siamo affidati, come per le carni sintetiche, al Ministero della salute che condivide questo percorso che tenteremo di fare in Europa. Va precisato che l’utilizzo deve essere compatibile con la salute dell’essere umano”, conclude il ministro Lollobrigida.
– Foto Agenzia Fotogramma –
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Granarolo, sottoscritto il contratto integrativo 2023-2025
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo una lunga e animata trattativa, conclusasi a tarda notte, abbiamo sottoscritto il contratto integrativo di Granarolo. E’ per noi motivo di grande soddisfazione aver raggiunto l’accordo soprattutto in questo momento cruciale per l’azienda che, a breve, presenterà alle rappresentanze sindacali il prossimo piano industriale”.
Lo dichiara Gabriele De Gasperis, segretario nazionale Uila, in merito al rinnovo del contratto integrativo di Granarolo 2023-2025. “Innanzitutto, uno degli elementi qualificanti dell’accordo consiste nell’aver esteso l’applicazione del contratto a 5 ulteriori siti industriali già controllati da parte del Gruppo (Venchiaredo, Unconventional, Casearia Podda, Cuomo, Mulino Formaggi). Un risultato che vedrà l’estensione della parte normativa dell’integrativo e che vede, anche sotto il profilo economico un importante passo in avanti, avendo concordato un aumento del premio di ciascun sito, tale da incominciare un percorso di allineamento con quello dei dipendenti Granarolo”, spiega De Gasperis. “Grandi passi avanti sono stati poi fatti sul versante economico. Il salario variabile – aggiunge – non solo sarà incrementato di 250 euro sui tre anni, portando così il montante a regime a 2850 euro, ma la prima tranche di 140 euro sarà erogata già nel 2023. Un segnale importante per tutti i lavoratori e le lavoratrici e che rappresenta una risposta rispetto all’esplosione dell’inflazione che sta erodendo salari e consumi. Al contempo, abbiamo dato inizio al percorso di armonizzazione del sito Granarolo di Castrovillari che nel 2029 arriverà ad una piena equiparazione rispetto a quello del Gruppo”. Numerosi i miglioramenti sul versante della conciliazione vita-lavoro, mentre sul versante normativo sono state ampliate le casistiche per la richiesta di anticipo del Tfr, introdotto un articolo che favorisce il ricambio generazionale e istituita la banca ore solidale. “Un ulteriore elemento di cui siamo molto soddisfatti è avere superato il parametro relativo all’assenteismo, scegliendo un differente percorso che privilegia il confronto e il monitoraggio nei singoli siti puntando così su un approccio non punitivo ma costruttivo e proiettato ad un miglioramento della qualità del lavoro e dell’efficienza aziendale” conclude De Gasperis.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –
A Barilla il premio Aretè per il progetto “ThisAbility”
PARMA (ITALPRESS) – Barilla ha ricevuto il premio Aretè, nella categoria Comunicazione Interna, per il progetto “ThisAbility”, nato per sensibilizzare l’inclusione nel mondo del lavoro e renderlo un luogo più rassicurante e socialmente cooperativo, dove le persone con abilità diverse si sentano responsabilizzate e valorizzate attraverso scelte e opportunità comuni.
Il premio Aretè da 20 anni segnala alla business community e all’opinione pubblica l’efficacia della comunicazione nel rispetto delle regole della responsabilità. Il riconoscimento di quest’anno è stato consegnato durante il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale e ha premiato Barilla per l’impegno nelle attività che dal 2018 segnano il percorso dalla “disabilità alla possibilità”, portate avanti con il progetto di comunicazione interna “ThisAbility”.
Un riconoscimento, questo, che celebra l’impegno e la dedizione di ThisAbility e delle Persone Barilla nella promozione di una comunicazione responsabile e inclusiva. Fin dall’inizio del proprio percorso nella Diversity, Equity & Inclusion, infatti, l’Azienda di Parma ha considerato prioritario l’impegno nei confronti della disabilità. L’obiettivo? Superare le barriere fisiche e mentali, promuovere comprensione culturale e consapevolezza delle disabilità visibili e invisibili e garantire l’inclusione nei luoghi di lavoro di persone con abilità diverse. Al centro di questo percorso ci sono gli Employee Resource Group, gruppi di volontari organizzati, guidati e formati da persone Barilla in tutto il mondo con l’obiettivo di imprimere un cambiamento culturale positivo all’interno dell’Azienda e promuovere temi legati alla diversità e alle pari opportunità. Ad oggi ci sono 17 ERG guidati da dipendenti che coinvolgono attivamente quasi 2.000 persone in numerose iniziative DE&I in tutto il mondo. Uno di questi è proprio “ThisAbility”.
L’impegno di Barilla nella Corporate Social Responsibility ha diverse declinazioni: a partire dall’impegno nel tutelare l’ambiente, la valorizzazione delle persone fino al supporto alle comunità. Temi che il Gruppo ha raccontato anche durante il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale con la partecipazione dei suoi manager a panel dedicati. Come “Innovazione tecnologica e sostenibilità nell’agrifood”, con Sergio De Pisapia, Sustainable Farming Raw Material di Barilla, e “Consumo responsabile, un impegno condiviso”, con Laura Signorelli, Marketing Director di Barilla.
Ogni prodotto Barilla racconta una storia di responsabilità verso le persone e per un mondo migliore. Come la ricerca sull’agricoltura rigenerativa, che ha l’obiettivo di sviluppare sistemi e pratiche agricole che favoriscano la “rigenerazione” dei suoli; la riformulazione nutrizionale di quasi 500 prodotti; i disciplinari per la coltivazione sostenibile di filiere strategiche come grano tenero, grano duro e basilico (Decalogo del Grano Duro, Carta del Mulino, Carta Harrys e Carta del Basilico), un impegno, quest’ultimo, che il Gruppo sta cercando di avvicinare anche ai consumatori per sensibilizzarli su questi temi, introducendo nei pack dei prodotti Mulino Bianco e dei pesti Barilla il logo che informa che sono realizzati con farina di grano tenero e basilico provenienti da agricoltura sostenibile.
Vi è poi il lavoro fatto per l’agricoltura sostenibile con 9.000 aziende agricole, gli impianti di trigenerazione, la produzione di Mulino Bianco fatta con energia 100% rinnovabile, la riduzione, rispetto al 2010, del -32% di emissioni di gas a effetto serra e del -24% di consumi idrici per tonnellata prodotto finito; il 100% dei pack disegnato per il riciclo; nuovi investimenti da un miliardo di euro, la metà in Italia, per sostenere il business sostenibile e le donazioni per supportare le comunità dove l’Azienda opera (in un anno donati 3,2 milioni di euro). Tutti percorsi che vengono realizzati grazie alle oltre 8.700 persone Barilla nel mondo, verso le quali il Gruppo rivolge un’attenzione particolare. Dal 2020, Barilla ha raggiunto la Gender Pay Equality per tutti i suoi dipendenti nel Mondo. E’ stata anche una delle prime aziende in Italia a porsi diversi obiettivi di inclusione, come la formalizzazione del lavoro flessibile in tutte le sue sedi, e la prima azienda italiana ad aderire agli standard di condotta ONU contro la discriminazione LGBTQ+ sul lavoro.
-foto ufficio stampa Barilla –
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