Agroalimentare

Giansanti “Strategia a lungo termine per l’agricoltura”

ROMA (ITALPRESS) – “Da oltre 100 anni immaginiamo il futuro. Con le imprese agricole per la crescita dell’Italia”. E’ il titolo scelto per l’assemblea nazionale di Confagricoltura, riunita a Roma al Palazzo della Cancelleria.
“Il settore agroalimentare ha bisogno di una strategia a lungo termine. Non possiamo più farne a meno, perchè il contesto economico diventerà più sfidante – ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura -. Abbiamo un governo forte di un’ampia maggioranza politica e le risorse finanziarie per recuperare il tempo perso”.
L’agroalimentare è il primo settore dell’economia reale italiana.
Marco Fortis, economista e presidente della Fondazione Edison ha illustrato i numeri che contraddistinguono il settore: “L’agroalimentare (inteso come aggregato di settore primario e industria degli alimentari, bevande e tabacco) è il più importante in Italia per numero di occupati (1 milione e 380 mila nel 2022), valore della produzione (201 miliardi di euro nel 2020) e valore aggiunto (64 miliardi di euro nel 2022). In tutti i tre i casi, l’agroalimentare precede la metallurgia e i prodotti in metallo, che si collocano al secondo posto, e le macchine e gli apparecchi meccanici, al terzo posto. Inoltre, il settore agroalimentare italiano è anche il primo per investimenti fissi lordi nel complesso e per investimenti in impianti e macchinari”.
Giansanti nel corso della sua relazione, dopo aver fatto un’analisi sulla congiuntura economica, ha sottolineato che “l’aumento dei tassi da parte della Banca centrale europea genera forti preoccupazioni per la stabilità dell’Europa per la capacità competitiva degli Stati membri. Il rischio è che le misure adottate per contrastare la spinta inflazionistica possano innescare asimmetrie negative e durature sulla crescita”.
Poi ha ricordato cosa serve al settore, a partire da un “rafforzamento della logistica e delle infrastrutture per facilitare l’esportazione dei nostri prodotti. Nel trascorso decennio l’export è quasi raddoppiato. E’ nelle nostre possibilità salire da 60 a 100 miliardi di euro l’anno”. L’export del settore agroalimentare ha superato la soglia dei 60 miliardi (60,7 miliardi di euro nel 2022) e sta mantenendo un buon trend di crescita nell’anno in corso. Inoltre, l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea per la produzione di ortofrutta, vino e olio (28,4 miliardi di euro nel 2022) ed è il secondo Paese al mondo per miglior bilancia commerciale al mondo nei formaggi (circa 2 miliardi di dollari nel 2022), dopo i Paesi Bassi.
“Veniamo da un periodo pluriennale durante il quale gli imprenditori hanno fatto ricorso al credito per finanziare gli investimenti finalizzati a una maggiore competitività aziendale – ha aggiunto il presidente di Confagricoltura -. Dalle innovazioni digitali, ai cambiamenti delle fonti energetiche in aggiunta al costante aggiornamento dei processi produttivi. Sulla spinta della politica monetaria in atto negli scorsi anni, quando il timore era quello della deflazione, è stato fatto un ampio ricorso ai tassi variabili”. Giansanti ha sottolineato che “in questa situazione, il crollo della marginalità spinge le aziende ai margini del mercato. Per reagire, sono obbligate a trasferire i maggiori costi sul prezzo del prodotto finito, con il risultato di accrescere la spinta inflattiva. Noi di Confagricoltura siamo molto orgogliosi di quello che facciamo e dimostriamo sul campo il nostro impegno – ha concluso -. Ci aspettiamo anche fatti concreti da parte della politica: più fondi stanziati per l’agricoltura in Europa e nuovi strumenti contrattuali”.
All’assemblea è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che ha spiegato: “L’alimentazione e l’approvvigionamento riguardano la sicurezza nazionale e globale. Non possiamo non tenerne conto quando ci troviamo dinnanzi, soprattutto in Europa, a lotte ideologiche che non tengono conto dei bisogni reali”.

– foto ufficio stampa Confagricoltura –

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Agroalimentare, in Piemonte l’Università per i gastronomi del futuro

BRA (CUNEO) (ITALPRESS) – I gastronomi del futuro si formano a Pollenzo, una frazione del Comune di Bra, in provincia di Cuneo. E’ qui che nel 2004, su iniziativa di Slow Food e in collaborazione con le Regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è nata l’Università di Scienze Gastronomiche. Dal 2004 a oggi sono oltre 3.300 gli studenti che hanno frequentato i corsi, di cui oltre 1.300 stranieri di 97 nazionalità.
“Una diversità di esperienze, opportunità, provenienze che ne costituisce la cifra distintiva nel panorama accademico non solo italiano – sottolinea l’Ateneo -. La peculiarità dei suoi corsi attrae studenti interessati all’originale progetto formativo che coniuga studio, pratica e viaggi didattici in tutto il mondo”. Questo approccio metodologico e didattico fornisce una visione globale dei sistemi di produzione del cibo sia passati che presenti, permettendo inoltre di apprezzare la ricchezza delle diversità culturali.
A Pollenzo nasce infatti una speciale figura professionale: il gastronomo. Una nuova generazione di operatori culturali in grado di conoscere, promuovere e valorizzare le diversità del cibo; di giovani imprenditori e manager e dirigenti che possono guidare i processi di riconversione dei sistemi alimentari lungo l’orizzonte della sostenibilità ambientale, culturale e sociale e dell’economia circolare; di esperti delle sovranità alimentari in grado di contribuire alla realizzazione di soluzioni volte a costruire sistemi alimentari partecipativi culturalmente appropriati.
“L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è un ateneo giovane, dinamico, che ha messo il cibo al centro della propria missione. E’ un’università saldamente ancorata alle tradizioni ma aperta all’innovazione. Ama l’ecologia, difende l’ambiente, l’etica, la giustizia sociale. A Pollenzo si laureano i gastronomi, nuove figure professionali destinate a guidare il sistema alimentare, le aziende, la società e la politica verso l’orizzone della transizione ecologica – afferma il rettore Bartolomeo Biolatti -. Il gastronomo appartiene alla categoria dei green jobs. Professioni del futuro che saranno sempre più numerose grazie al Green Deal. Il corso di laurea in Scienze Gastronomiche forma professionisti che accanto alla tecnologia alimentare, alle scienze della vita della natura, alle scienze agrarie e della nutrizione acquisiscono un’ampia formazione di carattere umanistico, filosofico, storico e geografico, socio-antropologico. Ne risulta un manager colto, dotato di un’ampia visione della complessità del sistema alimentare e della sua necessità di cambiamento. Un manager che ha una visione globale e una forte impronta internazionale”.
L’ateneo propone tre corsi di laurea: triennale in Scienze e Culture Gastronomiche (in inglese e italiano); magistrale in Food Innovation & Management (in inglese); magistrale in International Gastronomies and Food Geo-Politics (in inglese). Otto i master: Master of New Food Thinking (Creativity, Art, Relationship, Education) (in inglese); Master of Gastronomy: World Food Cultures and Mobility (in inglese); Master of Applied Gastronomy: Culinary Arts (in inglese); Master in Food Culture, Communication & Marketing (in inglese); Master in Wine & Spirits (in inglese); Master in Agroecology and Food Sovereignty (in inglese); Executive Master in Cultura e Management del Vino (in italiano); Specializing Master in Design for Food (in inglese) – creato dal Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche. Infine un dottorato di ricerca interateneo in “Ecogastronomia, Scienze e Culture del cibo”, con l’Università degli Studi di Torino.

– foto screenshot da video Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo –

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Filiera agroalimentare e sostenibilità, al via in Sicilia “FreeCO2”

PALERMO (ITALPRESS) – Creare una piattaforma che consenta ai produttori dell’agroalimentare di monitorare l’abbattimento della Co2, dai campi allo scaffale, adottando sistemi di sensoristica, robotica, intelligenza artificiale, machine learning e blockchain. E’ l’obiettivo del progetto “FreeCO2”, frutto del protocollo d’intesa siglato tra TopNetwork e Università di Palermo, approvato e cofinanziato dal Mise, nell’ambito dei fondi Pnrr. Alla redazione del progetto, il cui costo complessivo è pari a circa 7,5 milioni di euro, hanno partecipato 4 dipartimenti dell’ateneo palermitano: Ingegneria; Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali; Economia; Matematica-Informatica. “Il singolo imprenditore deve vedere il mondo universitario non come lontano ma come un mondo da cui prendere le informazioni che diventano poi di uso quotidiano – dice all’Italpress il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri -. Questo progetto deve essere utilizzabile sia per il piccolo imprenditore, che intende essere classificato come green, sia la grandissima azienda: cominciamo a immaginare sistemi che hanno una scala molto ampia e un’applicabilità molto versatile. Tutte le azioni degli Enti che si devono parlare tra di loro devono essere orientate a un futuro sostenibile: se non facciamo oggi degli interventi a tutto tondo rischiamo tra 50 anni di non poter più recuperare una situazione che oggi è già molto complicata”. “E’ un sistema oggettivamente ecosostenibile, lo è anche per le piccole aziende – assicura all’Italpress Franco Celletti, amministratore delegato di TopNetwork -. Un sistema particolarmente diffuso e capillare: ogni azienda, anche la più piccola, avrà la possibilità di sostenere dei costi. La logica è quella di provare a ridurre in ogni singola fase la creazione di anidride carbonica da quando iniziamo a coltivare il prodotto a quando viene distribuito”.
Per FreeCO2 sono stati coinvolti Tasca d’Almerita, per la produzione del vino, e CoMediterraneo per la distribuzione a scaffale.
Paolo Inglese, professore di Scienze Agrarie all’Università di Palermo, è il responsabile scientifico del progetto. “Il tema della sostenibilità dell’impresa agricola – sottolinea – è fondamentale per l’impresa in sè, perchè significa anche risparmi pratici, e per il consumatore. Il progetto consentirà alla fine di fare il bilancio del carbonio, che serve all’azienda per capire se la quantità di input e output produce sono in equilibrio: in sintesi, serve per capire se segue una linea capace di mantenere alta la fertilità del suolo e la sostenibilità integrale dell’azienda”.
“Abbiamo l’ambizione di procedere con una serie di azioni sul campo, e quindi di ricerca applicata, per trovare soluzioni che possano migliorare quella che è l’attività di gestione del territorio, nello specifico, la filiera dell’agroalimentare – dice Marcantonio Ruisi, professore dell’Ateneo palermitano e Delegato ai rapporti con le imprese -. L’obiettivo è utilizzare questo come progetto-pilota per replicare i risultati e metterli a disposizione del tessuto imprenditoriale locale, affinchè diventi un punto di riferimento per altre aziende”.
– foto Italpress-
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Chef Pierangelini firma il menu estivo all’hotel Villa Igiea di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Lo chef Fulvio Pierangelini firma il menu dell’hotel Villa Igiea a Palermo. Alicetta e Igiea Terrazza Bar sono al centro della programmazione estiva della struttura. Entrambi con vista sulla baia, il ristorante e il bar dell’indirizzo Rocco Forte Hotels di Palermo sono protagonisti delle giornate estive da trascorrere accompagnati, rispettivamente, dal menu firmato da Chef Fulvio Pierangelini per Alicetta, e dalla carta che racconta i cocktail che Salvatore Calabrese ha scelto di dedicare agli ospiti che nel tempo hanno soggiornato presso Villa Igiea.
Accolto in un padiglione nel verde dei giardini di Villa Igiea, dopo la sua consacrazione tra gli ospiti palermitani e dell’hotel come spazio estivo d’eccellenza per il pranzo, a partire dal 14 giugno 2023, dal martedì al sabato, Alicetta accoglie i suoi ospiti anche a cena, grazie al menu ideato dallo chef Fulvio Pierangelini. Se Alicetta per pranzo è un invito aperto ad assaggiare la selezione di: specialità siciliane del giorno, pescato grigliato e crudo, insalate miste e pizze; la sera, il ristorante fronte mare indossa la sua veste più vivace grazie a un menù fondato sulla cucina da condividere, coinvolgente, intrigante, contemporanea e dai profumi mediterranei. “Alicetta di sera è la novità golosa dell’estate 2023 a Villa Igiea. Nelle terrazze sospese tra il meraviglioso giardino e il mare, serviremo aperitivi d’autore accompagnati da stuzzichini invitanti e poi continuare con una cena dai sapori indimenticabili. Una cucina che racconta il mare, la Sicilia, il Mediterraneo tutto. Materie prime assolute trattate con mano leggera e savoir faire per ricette senza tempo. In cucina giovani cuochi dalle mani educate faranno uscire crudi di verdure, pesci e crostacei, antipasti della tradizione a volte con un tocco insolito e intrigante. Sulla griglia cuoceremo tutto quello che ama il fuoco, in primis gli splendidi pesci e crostacei della pesca giornaliera che sceglieremo da un cesto delle meraviglie e poi verdure e spiedini di carne o perchè no un tomahawk di suino nero dei Nebrodi. Un indimenticabile bistro siciliano in un luogo mozzafiato”: questo il racconto di Fulvio Pierangelini, Creative Food Director di Rocco Forte Hotels, sul menu realizzato per Alicetta.
Un vero e proprio dialogo tra passato e futuro ospitato dal bancone dell’Igiea Terrazza Bar quello raccontato con dieci cocktail firmati dal Maestro Salvatore Calabrese nella carta “C’era una volta”. “L’idea della nuova carta dei cocktail è nata dal bancone originario del bar, perchè è un pezzo della storia di quell’ambiente, potrebbe parlare e raccontare” – racconta Calabrese. L’affascinante indirizzo palermitano Rocco Forte Hotels, negli anni, è stato un crocevia di ospiti internazionali che hanno avuto l’opportunità di apprezzare l’inarrivabile fascino del palazzo voluto dalla Famiglia Florio. “Quando sono stato invitato a disegnare il Bar di Villa Igiea, sono rimasto affascinato dalla sua storia e dai legami con le celebrità internazionali. Fin dall’apertura delle sue porte come hotel all’inizio del 1900, Villa Igiea ha ospitato esponenti di case reali, celebri artisti e numerose icone di Hollywood”, aggiunge Salvatore Calabrese. Una vera e propria fonte d’ispirazione che ha dato vita alla carta “C’era una volta”, dove il mixologist omaggia con una creazione dedicata una selezione di celebri ospiti di Villa Igiea: Kirk Douglas, Harrison Ford, Claudia Cardinale, Burt Lancaster, Maria Callas, Gina Lollobrigida, Alain Delon, Grace Kelly, Sophia Loren e Paul Newman. Aperto tutti i giorni, Igiea Terrazza Bar ospiterà Salvatore Calabrese in tre appuntamenti unici nel corso del 2023 – con il grand opening della stagione estiva, in calendario per il 10 giugno 2023 e, successivamente, il 3 agosto e 6 ottobre. Momenti unici per dialogare a tu per tu con il Maestro e degustare i suoi cocktail nell’elegante cornice di Villa Igiea.
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-foto ufficio stampa Rocco Forte Hotels-

Fiasconaro fra i protagonisti del Summer Fancy Food Show a New York

PALERMO (ITALPRESS) – Fiasconaro, eccellenza dell’Alta Pasticceria siciliana, sarà fra i protagonisti della 47esima edizione della manifestazione fieristica Summer Fancy Food Show in programma a New York allo Javits Center dal 25 al 27 giugno 2023 con uno spazio espositivo dedicato (Stand 2730, Level 3). La fiera offrirà all’azienda la cornice ideale per incontrare la stampa ed i buyer internazionali, ma soprattutto, per i festeggiamenti del suo 70esimo Anniversario.
“Il nostro legame con questa manifestazione ha radici profonde perchè il nostro esordio internazionale parte proprio da qui”, ricorda con emozione il Maestro Nicola Fiasconaro, che aggiunge: “Il grande merito di questa fiera è stato quello di fare esplodere il fenomeno del panettone artigianale, ancora poco noto al di fuori dei nostri confini nazionali, e in particolare, la bellezza del comparto agro-alimentare Made in Sicily”.
Il Summer Fancy Food, si legge in una nota, sarà il palcoscenico d’eccezione per presentare al mercato americano la Collezione 70° Anniversario, che racchiude alcuni dei lievitati da ricorrenza di punta di Fiasconaro che saranno incartati con un pack dedicato alla collezione: il Panettone Tradizionale, il Panettone Albicocca e Cioccolato di Modica IGP e il Panettone agli Agrumi e allo Zafferano di Sicilia. Ma la novità assoluta, sottolinea la nota, sarà la creazione dolciaria realizzata per l’anniversario dell’azienda, il Montenero, nato come rivisitazione del Mannetto – il primo panettone Fiasconaro – e “battezzato” con il nome della contrada che ha visto crescere le generazioni Fiasconaro nella bella stagione.
La storia dell’azienda Fiasconaro, prosegue la nota, viene scandita da una linea del tempo che racconta le tappe più importanti di una sfida imprenditoriale che oggi è diventata una realtà di successo in oltre 60 Paesi. E sono proprio questi momenti a ispirare la comunicazione della Collezione 70esimo Anniversario, dai pack dei lievitati da ricorrenza, alle pagine del nuovo catalogo per il Natale 2023. Le otto pietre miliari della linea del tempo corrispondono a momenti precisi della storia Fiasconaro. Dalla nascita nel 1953 del Bar Fiasconaro e della piccola gelateria in Piazza Margherita, ricordata ancora oggi per le deliziose granite di agrumi e le specialità locali, ai primi banchetti nelle Madonie degli anni ’70, fino alla vera svolta nel 1988, con la creazione del Mannetto, il primo Panettone Fiasconaro che rivisita l’iconico Panettone milanese “alto”, con l’utilizzo della Manna, la resina dolce prodotta dagli alberi di frassino del comprensorio locale. E nel 1998 arriva anche la prima bandierina Fiasconaro negli Stati Uniti, con la partecipazione dell’azienda al Summer Fancy Food, manifestazione imperdibile per l’eccellenza dolciaria, che da 25 anni riconferma la propria partecipazione.
La Favola della Famiglia Fiasconaro è quella di una Famiglia innamorata della sua Terra, che con i suoi dolci ha fatto vivere e sognare la Sicilia a milioni di persone nel mondo. I fratelli Fiasconaro fanno parte della squadra di successo che ha portato il marchio a conquistare i mercati internazionali in oltre 60 Paesi: Fausto è Responsabile del punto vendita Fiasconaro, Martino si occupa della Direzione Amministrativa, Nicola è pluripremiato Maestro Pasticciere e Ambasciatore dell’Arte dolciaria Made in Sicily nel mondo. Un sogno, quello della Famiglia Fiasconaro, che attraversa il tempo e lo spazio, restando sempre fedele a se stesso: 70 anni di Amore per le proprie Origini, 70 anni di Visione, 70 anni di Bellezza, conclude la nota.
foto ufficio stampa Fiasconaro – Action Agency
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Il Parmigiano Reggiano a New York per il Summer Fancy Food Show

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Consorzio Parmigiano Reggiano parteciperà al Summer Fancy Food Show a New York (25-27 giugno), la principale fiera americana dedicata al mondo del Food&Beverage.
Il Consorzio sarà presente con l’ampio stand 2826-2832 nel centro fieristico di New York, situato al Javits Center. Le attività prevedono in primo luogo incontri one-to-one con i partner commerciali per condividere strategia e attività 2023. Un importante appuntamento per sostenere le azioni di promozione della domanda nel più rilevante mercato al mondo dopo quello italiano, cresciuto anche nel 2022 del 8,7% a volume, importando oltre 13.900 tonnellate di Parmigiano Reggiano per un valore stimato di circa 200 milioni di euro.
Il mercato americano è anche, soprattutto in termini di potenziale di sviluppo, quello che offre maggiori opportunità per l’aumento della domanda nei prossimi anni. I consumi di “hard cheese” sono, in volumi assoluti, i più importanti nel mondo e la quota di Parmigiano Reggiano è stimata nel 5%. Obiettivo strategico, quindi, quello di aumentare la copertura nelle famiglie che esprimono interesse e apprezzamento per le produzioni di qualità, che potrebbero portare nel medio termine a consumi non lontani da quelli del mercato italiano (ovvero moltiplicando per quattro quelli attuali degli USA).
Per l’intera durata della fiera, sarà presente il brand Ambassador Michele Casadei Massari (chef del Ristorante Lucciola di Manhattan), che declinerà il Parmigiano Reggiano nelle sue diverse interpretazioni, mostrando l’estrema versatilità del prodotto anche in piatti tipici tradizionali di altri paesi del mondo. Al SFFS si parlerà anche dei marchi DOP, con particolare attenzione alle azioni necessarie a tutelare la trasparenza dell’offerta ai consumatori. I marchi distintivi delle produzioni d’origine devono infatti rendere più efficace la loro identificazione negli scaffali e nei banchi dei retailer. In tale direzione stanno operando le politiche di marketing del Consorzio.
Il presidente Nicola Bertinelli incontrerà importatori, catene della distribuzione, partner commerciali in occasione dell’aperitivo che si terrà domenica 25 giugno, alle ore 18.30 al The Press Lounge, uno dei rooftop più suggestivi di Manhattan. Sarà l’occasione per raccontare i valori del prodotto e le nuove iniziative del Consorzio per promuoverlo negli States. Prevista la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.
Il 26 giugno presso il ristorante Il Buco a NoHo, il presidente Bertinelli si confronterà inoltre a tu per tu con la stampa americana sui temi che riguardano la tutela del marchio, la tracciabilità della Dop più premiata al mondo, le sfide poste dal mercato americano e la differenziazione rispetto ai competitor, per comunicare al pubblico statunitense i valori unici del Parmigiano Reggiano, quali la biodiversità, la naturalità, l’estrema versatilità e il legame indissolubile con l’area di origine.
“Partecipare al SFFS di New York rappresenta per noi un impegno-simbolo di una presenza negli Stati Uniti che è diventata quotidiana. Nel mercato più importante del mondo dopo l’Italia per i consumi di Parmigiano Reggiano, il nostro Consorzio lavora ogni giorno per creare le basi solide di una crescita che deve essere capace di soddisfare i bisogni di almeno 60 milioni di potenziali consumatori, secondo una ricerca che presentammo proprio a New York nel 2022”, dichiara Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano. “Il nostro prodotto, capace di esprimere i valori unici di una lavorazione millenaria, deve trovare la corretta distintività e distinguibilità in ogni momento di ricerca e di acquisto dei clienti nei supermercati del mondo. A questo obiettivo dedicheremo tutto il nostro impegno”.

– foto: ufficio stampa Parmigiano Reggiano –

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Tutti pazzi per l’agricoltura multifunzionale e i suoi servizi

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ROMA (ITALPRESS) – Per gli italiani, chi garantisce maggiormente la sicurezza dei prodotti alimentari sono i produttori/coltivatori (77%) e il mercato contadino (64%). In particolare, è proprio il mercato contadino a rappresentare il canale di acquisto prediletto per i prodotti agricoli (69%), per i quali viene apprezzata la qualità alimentare (41%) e soprattutto il rapporto qualità/prezzo (39%, ben +13% rispetto alla precedente rilevazione). Alla domanda se la presenza dei mercati contadini è favorita dalle amministrazioni comunali, il 45% risponde in modo affermativo: l’87% degli intervistati dichiara che sarebbe importante averli nei quartieri di residenza o a una distanza prossima. È quanto afferma il XIII Rapporto “Gli italiani e l’agricoltura”, con focus su I Mercati contadini realizzato da Fondazione UniVerde e Noto Sondaggi, in collaborazione con Coldiretti e Fondazione Campagna Amica, presentato questa mattina a Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti, in occasione del convegno “Agricoltura e risorse idriche: le sfide dell’emergenza climatica”, trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale.
L’incontro è stato aperto da Vincenzo Gesmundo (Segretario Generale Coldiretti): “La legge di orientamento fortemente voluta dalla Coldiretti ha rappresentato una svolta storica per l’agricoltura italiana aprendo nuove opportunità di reddito e lavoro per le imprese e per il Paese nel segno della sostenibilità e del legame con il territorio” ha affermato nell’evidenziare “la crescita delle nuove attività che vanno oggi dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili, in una filiera agroalimentare che vale oggi dal campo alla tavola 580 miliardi”.
Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde e promotore della campagna #NoFakeFood): “Dal XIII Rapporto è evidente che gli italiani ritengono importante il ruolo degli agricoltori rispetto alla tutela e alla buona conservazione dell’ambiente, soprattutto in termini di manutenzione del territorio contro frane e alluvioni, coltivazione di cibo biologico e come presidio contro il fenomeno della cementificazione. Proprio dalla riforma che ho firmato nel maggio 2001, sono nate quelle realtà che oggi rappresentano le nuove forze di rilancio del Paese. Parliamo dell’universo degli agriturismi, agriasilo, fattorie didattiche, farmer market e altri nuovi servizi che hanno preso vita anche grazie all’azione di una nuova generazione di giovani agricoltori innovativi ed ecodigital. Tuttavia, come pone in evidenza il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo Sviluppo delle Risorse Idriche (WWDR) 2023, la minore disponibilità di acqua per l’irrigazione dovuta alla crescente domanda urbana apre un ventaglio di criticità. Per accelerare l’attuazione dell’economia circolare, necessaria nel settore idrico e agroalimentare, è fondamentale l’impegno attivo di attori di diversi settori verso le transizioni ecologica e digitale”.
Ettore Prandini (Presidente Coldiretti): “L’Italia può oggi contare sull’agricoltura più green d’Europa con 5450 specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni censite dalle Regioni, 320 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con circa 86mila aziende agricole biologiche ma nel Belpaese ci sono 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi e su 533 varietà di olive contro le 70 spagnole con ben 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio” ha affermato nel sottolineare che “si tratta di un patrimonio che va difeso anche garantendo che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.
Il convegno è stato promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti con il supporto di UNESCO WWAP – World Water Assessment Programme, in collaborazione con Noto Sondaggi, Fondazione Campagna Amica, ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue e il magazine Innovazione.PA, con GMT, Menowatt Ge, EPM, AVR federata Anima Confindustria, Almaviva in qualità di Event partners e con Radio Radicale, Askanews, Italpress, La Notizia, TeleAmbiente, Opera2030, SOS Terra Onlus quali Media partners.
Antonio Noto, Direttore di Noto Sondaggi, ha presentato i dati del XIII Rapporto secondo cui l’85% degli italiani conosce e considera l’agricoltura multifunzionale un importante settore di sviluppo dell’economia italiana. Tuttavia gli italiani chiedono di incentivare l’attenzione riservata all’agricoltura da parte delle Istituzioni e valorizzare gli agricoltori e il loro lavoro. Il 71%, inoltre, ritiene i prodotti agricoli italiani più saporiti, più genuini (68%) e più controllati (67%) rispetto a quelli provenienti dagli altri Paesi. I dati dell’indagine evidenziano inoltre la tendenza secondo cui per i prodotti agroalimentari made in Italy all’estero è necessaria una certificazione che ne garantisca l’origine (confermato dall’87% degli italiani): stando al giudizio del campione, non sarebbero infatti sufficientemente tutelati (66%). Tra le varie opzioni spicca la scelta dell’agriturismo come meta di soggiorno e ristorazione, motivata dal desiderio di contatto con la natura (59%) e graditissimi sono i servizi offerti tra cui: agriturismo con ospitalità per dormire (88%), vendita diretta di prodotti (87%), agro asili (86%). La stragrande maggioranza degli italiani (ben l’87%) ritiene importante, per il rilancio del turismo, la presenza di agriturismi lungo il percorso della via Francigena e dei cammini d’Italia.
In un messaggio, Gian Marco Centinaio (Vicepresidente del Senato della Repubblica) ha sottolineato: “L’agricoltura, in particolare quella italiana, è in prima fila nel combattere gli effetti del cambiamento climatico. E la gestione dell’acqua rappresenta in questo quadro una priorità. L’esperienza e la conoscenza del territorio, unite a un utilizzo sapiente delle nuove tecnologie, possono fare da guida alle Istituzioni e agli altri settori economici per ottenere risultati più efficaci. Importante è anche la condivisione di know how e strumenti avanzati a livello internazionale, come ho potuto verificare anche recentemente confrontandomi con il ministro dell’Agricoltura di Taiwan, nel corso del mio viaggio sull’isola”.
Francesco Lollobrigida (Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), in un messaggio video, ha evidenziato: “Il Governo ha investito fin dal primo momento per affermare azioni concrete sul fronte del cambiamento climatico. Per far fronte alle conseguenze della siccità abbiamo approvato un decreto con semplificazioni per realizzare infrastrutture idriche, vasche di raccolta di acque, impianti di desalinizzazione. Con la Legge di bilancio abbiamo destinato 225 milioni di euro per lo sviluppo di progetti innovativi che sostengano la produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca, dell’acquacoltura attraverso la diffusione di nuove tecnologie, rafforzando le produzioni e migliorando anche la gestione della risorsa idrica. Puntiamo sulle Tecniche di evoluzione assistita, di cui abbiamo autorizzato la sperimentazione in campo con un emendamento al Dl. Siccità, cosa ben diversa da degenerazioni come gli Ogm, per avere colture produttive più resistenti al cambiamento climatico e a parità di consumo del suolo. Dopo la recente alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna e il Centro Italia, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una serie di misure tra cui, per il settore agricolo, indennizzi alle imprese danneggiate. Il nostro obiettivo è superare la logica emergenziale con una strategia di lungo termine: presidio del territorio, tutela del paesaggio, conservazione della biodiversità e la cura di ciò che la terra ci offre, sono elementi legati a doppio filo alle attività agricole, di allevamento e di pesca”.
Maria Elisabetta Alberti Casellati (Ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa): “Oggi nessuna regione italiana, nessuna comunità, nessuno di noi può considerarsi esente dal rischio di fenomeni climatici di intensità estrema. Servono pertanto risposte urgenti e adeguate alle caratteristiche peculiari di ciascun territorio, dalla realizzazione di dighe più efficienti a un uso complessivo dell’acqua più responsabile, garantendone il recupero e il riutilizzo, oltre che una distribuzione equa e una riserva minima costante. Sono orgogliosa dell’azione intrapresa dal Governo in questi primi mesi dal suo insediamento. A marzo il Presidente Meloni ha istituito una Cabina di Regia per monitorare la crisi idrica. A ciò si è aggiunta l’istituzione di un ‘Commissario straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica’, incarico affidato al Dott. Nicola Dell’Acqua. Si tratta di passi importanti e concreti per affrontare non soltanto i problemi più urgenti, per i quali sono stati già stanziati, tra l’altro, oltre 100 milioni di euro, ma anche per impostare gli interventi in maniera strategica, in un’ottica di prevenzione e gestione, oltre che emergenziale. Servono procedure snelle per fornire risposte concrete e urgenti ai territori e interventi di potenziamento e adeguamento delle infrastrutture. In qualità di Ministro delle Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa, sono impegnata a promuovere cambiamenti strutturali e normativi volti a garantire un quadro di riferimento chiaro e stabile, a beneficio dei cittadini e delle imprese”.
La candidatura “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”, e la sua eventuale iscrizione, per la larga maggioranza degli italiani (68%) favoriranno la difesa e la valorizzazione dell’agricoltura. Una maggiore conferma delle necessità di salvaguardia dell’elemento culturale, proviene dal giudizio sui piatti italiani all’estero: in occasione di viaggi in Europa o nel mondo, per turismo o lavoro, il 60% afferma di aver trovato piatti, ricette o prodotti alimentari italiani taroccati o stravolti. Apprezzata e valutata positivamente dalla maggioranza degli intervistati anche la campagna #NoFakeFood, realizzata da Fondazione UniVerde, Opera2030.org, SOS Terra Onlus in collaborazione con molti content creators per difendere i prodotti agroalimentari italiani da agropirateria e Italian sounding: fenomeni diffusi che sottraggono miliardi di euro all’export italiano, con quantitativi di cibi contraffatti che superano in valore quello degli originali. Ecco perché occorre investire sulla diffusione di tutte le tecnologie che garantiscono tracciabilità e sicurezza.
Con il coordinamento di Gianni Todini (Direttore di Askanews), al panel su “Agricoltura e cambiamento climatico” sono intervenuti anche Maurizio Martina (Vicedirettore Generale della FAO) e Stefano Vaccari (Direttore Generale CREA). Appare chiaro che il cambiamento climatico avrà impatti negativi su tutte le dimensioni della sicurezza alimentare. Lo sviluppo agricolo sostenibile è il fulcro per aumentare l’efficienza nella gestione delle risorse idriche ed energetiche, rafforzare i mezzi di sussistenza rurali, promuovere l’equità e il benessere sociale: la via per raggiungere questi obiettivi è l’adozione di un approccio sistemico.
Proprio la FAO ha sviluppato un quadro economico per la valutazione dell’uso dell’acqua riciclata proveniente dalle aree urbane in quelle destinate all’agricoltura irrigua, come parte di un processo di pianificazione globale nelle strategie di allocazione delle risorse idriche, presentando un utilizzo economicamente più efficiente e sostenibile dell’acqua.
Tale strategia viene evidenziata nel Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche (WWDR) 2023 con focus su “Partenariati e cooperazione per l’acqua”, la cui traduzione ufficiale in italiano è stata presentata in videomessaggio da Michela Miletto (Direttore di UNESCO World Water Assessment Programme, WWAP). Le evidenze scientifiche della crisi idrica sono ineccepibili, ecco perché vanno sempre più posti al centro del dibattito i temi della giustizia e dell’equità nella gestione delle risorse idriche, rafforzando i partenariati in tutte le dimensioni della sostenibilità.
La traduzione ufficiale del WWDR2023, sostenuta da partner virtuosi, e frutto della collaborazione tra la Fondazione UniVerde e l’UNESCO WWAP con il supporto dell’IISPA, si rinnova ormai dal 2018 ed ha notevolmente contribuito alla diffusione di una maggiore informazione e a un più alto grado di sensibilizzazione intorno al tema dell’acqua a tutti i livelli, permettendo all’Italia di elevarsi verso le prime posizioni al mondo per numero di download del Documento e di stimolare i necessari interventi di Istituzioni e imprese, a favore della tutela della risorsa idrica e per il conseguimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 dell’Agenda 2030. Il volume è stato tradotto in italiano grazie al supporto di Menowatt Ge, GMT, EPM, AVR federata Anima Confindustria.
A seguire si è svolto il panel “La corretta gestione delle risorse idriche” con gli interventi di Silvano Pecora (in rappresentanza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Andrea Guerrini (Componente del Collegio ARERA e Presidente WAREG, European Water Regulators), Francesco Vincenzi (Presidente ANBI), Maurizio Montalto (Presidente IISPA). La gestione equa, efficiente e sostenibile dell’acqua riconosce la risorsa idrica come bene sociale ed economico, la cui quantità e qualità determinano la natura stessa del suo utilizzo. La complessità delle relazioni tra acqua e utenti, economie ed ecosistemi, richiede una gestione integrata che tenga conto delle sinergie, degli usi e del valore intrinseco della risorsa quale Bene comune universale. È dunque necessario costruire capacità, adattabilità e resilienza per la sua pianificazione e corretta gestione.
Cinque le best practice per la corretta gestione delle risorse idriche presentate al convegno:
Emanuele Giglio (Responsabile reparto R&D di GMT): “GMT invita i propri dipendenti, sia nei propri uffici sia nelle rispettive abitazioni, oltre che ad un uso cosciente della risorsa idrica anche al corretto utilizzo di sistemi di risparmio come limitatori di flusso d’acqua nei rubinetti e scarico WC con doppio flusso. In ambito aziendale GMT ha effettuato degli interventi per l’implementazione di sistemi di micro irrigazione in agricoltura comportando risparmi di acqua superiori al 30%”.
Adriano Maroni (Fondatore di Menowatt Ge): “L’attenzione alle tematiche del clima e dell’efficienza energetica è da sempre il fondamento delle nostre attività. Oggi, sempre di più, i nostri sistemi sono tarati per controllare e gestire le risorse che sono fondamentali per noi umani. Il metering e il controllo delle perdite saranno il centro di sviluppo del nostro futuro”.
Carmine Esposito (Consigliere delegato di EPM): “La nostra mission, come quella di tante altre aziende impegnate nel settore dell’energy e facility management, è anche quella di tutelare il Bene comune acqua, risorsa di pubblica utilità che purtroppo scarseggia. Il processo di valorizzazione riguarda anche e soprattutto la tutela del bene e sta anche nell’evitarne gli sprechi, come ad esempio nel settore agricolo. Dobbiamo avviare una grande campagna di sensibilizzazione ed informazione dei cittadini per mettere all’ordine del giorno questo tema così attuale ed urgente”.
Alessandro Durante (Segretario Generale AVR – Associazione italiana costruttori Valvole e Rubinetteria federata Anima Confindustria): “Limitare le perdite idriche è una priorità assoluta, oggi più che mai. A tale scopo è fondamentale investire in infrastrutture moderne e ben mantenute per ridurre le perdite durante il trasporto e la distribuzione dell’acqua. Proprio qui, un anno fa, abbiamo ipotizzato di realizzare una serie di linee guida per supportare i Comuni italiani nella realizzazione di bandi per il Pnrr dedicati all’efficientamento delle infrastrutture idriche, e così abbiamo fatto. Oggi presentiamo uno strumento concreto per aiutare le nostre amministrazioni locali a mettere in campo un reale cambiamento”.
Massimiliano Evangelista (Sales Strategic Lead Ambiente e Territorio di Almaviva): “I cambiamenti climatici portano gravi danni al nostro ecosistema che deve affrontare, da un lato, la water scarcity e, dall’altro, eventi meteo estremi. Acqua e territorio rappresentano le principali infrastrutture economiche della società e devono essere tutelati. È necessario creare un ecosistema digitale per il monitoraggio della disponibilità di acqua al fine di razionalizzarne il fabbisogno umano, animale, industriale e soprattutto agricolo, che richiede il 60% del totale. Sensoristica IoT, Remote Sensing, Web GIS, Intelligenza Artificiale, Big Data, Analytics, Digital Twin sono gli asset tecnologici necessari per abilitare la gestione virtuosa della risorsa idrica, tutelare i cittadini e salvaguardare il territorio. La soluzione Almaviva supporta le decisioni tramite individuazione delle zone a rischio e delle aree da attenzionare, simulazioni, analisi di scenario e gestione emergenze, early warning per il monitoraggio in tempo reale”.
A conclusione dell’evento, si è svolta la presentazione dell’annullo filatelico di Poste Italiane celebrativo del 15° anniversario della Fondazione UniVerde.
-foto ufficio stampa Fondazione Univerde-
(ITALPRESS)

Il made in Italy alimentare al Summer Fancy Food Show

ROMA (ITALPRESS) – Il made in Italy alimentare fa tappa al Summer Fancy Food Show 2023, in programma dal 25 al 27 giugno al Jacob Javits Convention Center di New York, il più grande evento commerciale dedicato alle specialità alimentari del Nord America.
Protagoniste le eccellenze italiane, che prenderanno vita nel tradizionale “Italian Pavilion”, ancora una volta il più ampio spazio espositivo dell’area internazionale di tutta la fiera, con oltre 300 imprese presenti, 308 stand complessivi. Le aziende italiane saranno in un’area dedicata, una struttura caratterizzata dai colori e dalle immagini del “Bel Paese” con un forte richiamo alla qualità dei prodotti esposti in vetrina.
Show cooking e postazione wine tasting, organizzati dalle aziende nei propri stand che vedranno chef italiani e sommelier, impegnati a realizzare preparazioni e degustazioni. Novità di questa edizione la presenza di Giallozafferano, che porterà al Summer Fancy Food Show la sua esperienza nella cucina tradizionale e creativa. Protagonisti degli show cooking saranno: la Cooker Girl, la ragazza col grembiule rosso, che spopola su Tik Tok; lo chef Daniele Rossi, con i suoi oltre 3 milioni di follower, che creerà piatti unici e Mattiastable, uno dei talenti emergenti molto amato negli Stati Uniti.
“L’Italia è sinonimo di specialità alimentari e il Padiglione Italia è da sempre parte integrante dell’esperienza del Summer Fancy Food Show per migliaia di partecipanti che ogni anno visitano il nostro evento. Come Specialty Food Association, In qualità di organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla promozione mondiale del consumo di food di alta qualità, consideriamo un privilegio lavorare con Universal Marketing ed avere la collaborazione e il supporto costante di Ice. Anche quest’anno grazie alla loro organizzazione sarà uno show con tanti prodotti italiani di alta qualità che renderanno entusiasti i tanti visitatori Americani”, afferm Bill Lynch, presidente della Specialty Food Association.
“L’Italia continua a presentarsi con il più grande padiglione internazionale al Summer Fancy Food Show, che è diventato l’appuntamento irrinunciabile nel settore delle specialità alimentari, ormai a livello internazionale”, dichiara Antonino Laspina, direttore dell’Agenzia Ice di New York e coordinatore della rete Usa. “L’export di alimentari e bevande sta andando da anni a favore dell’Italia con numeri record. L’America cerca i prodotti italiani sempre di più e stiamo lavorando perchè i nostri prodotti trovino sempre più sbocchi in questo mercato. In questa edizione della fiera, l’Italia ha riunito più di 300 aziende sotto l’egida delle regioni o singolarmente. Il denominatore comune – sottolinea – è l’eccellenza, la qualità e il gusto del cibo italiano. I tre giorni di fiera sono molto intensi, tuttavia un piatto di buon cibo italiano e un bicchiere di buon vino italiano aiutano sempre. Eccoci pronti a festeggiare, di nuovo, l’Italia al Summer Fancy Food”, conclude.
“Siamo davvero fieri del lavoro fatto che gli Usa oggi più che mai rappresentano il luogo ideale per valorizzare al massimo il prodotto Italiano. Come Universal Marketing siamo molto orgogliosi di essere parte integrante del processo di sviluppo, integrazione e crescita che le imprese italiane stanno vivendo negli Stati Uniti d’America”, dichiara Donato Cinelli, presidente di Universal Marketing, agente esclusivo per l’Italia della Specialty Food Association.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa-