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Sanità in Calabria, accordo Emergency-Protezione Civile

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi pomeriggio abbiamo definito un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria. Inizieremo domani mattina a lavorare a un progetto da far partire al più presto. Ringrazio il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno”. Lo annuncia su Facebook Gino Strada.

“Considerando l’evoluzione della situazione epidemiologica in atto – spiega il Dipartimento della Protezione Civile in una nota – si è ritenuto che l’Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione, come la gestione di strutture ospedaliere campali o il supporto all’interno dei “Covid Hotel”, nonché nei punti di triage delle strutture ospedaliere. Già a partire dalla giornata di domani l’associazione sarà attiva sul territorio”.

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Sanità in Calabria, Gaudio rinuncia “Motivi personali”

CATANZARO (ITALPRESS) – La sanità calabrese è ancora senza commissario. Eugenio Gaudio, nominato ieri dal Consiglio dei Ministri dopo le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli, ha rinunciato al suo incarico. “Mia moglie – ha spiegato a Repubblica.it il professore, rettore dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e di origine cosentine – non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”. Riguardo alle notizie sul coinvolgimento dell’estate 2019 nell’inchiesta sull’Università di Catania Gaudio ha chiarito: “Il procuratore di Catania ha appena fatto sapere al mio avvocato che è andato a depositare la richiesta di archiviazione per il mio presunto abuso di ufficio”.
“La notizia l’ho appresa in tv e la cosa mi scoccia abbastanza. Questa ennesima vergogna si sarebbe potuta evitare se il governo avesse accettato quello che proponiamo da settimane, un tavolo governo-regione, 6-12 mesi di commissario e poi restituzione della sanità alla Regione Calabria – ha commentato Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria, a Rainews24
– In questi 11 anni di commissariamento la sanità è peggiorata. E non ha un piano di contrasto al Covid. Chi doveva controllare non era la Regione ma il ministero della Salute e il ministero dell’Economia: i controllori cosa hanno controllato in tutti questi anni?. “Basta con i balletti di nomi – conclude – Io continuo a dire che non c’è la necessità di essere colonizzati. La Calabria è una regione dell’Italia e merita la dignità di tutte le altre regioni. Abbiamo tanti professionisti calabresi che possono affiancarsi alla giunta regionale per la nostra sanità”.
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Sanità, Eugenio Gaudio nuovo commissario in Calabria

Tre commissari in pochi giorni. Così la sanità calabrese vede rivoluzionata la sua governance: dopo le polemiche il Governo ha affidato l’incarico di commissario ad acta alla sanità calabrese a Eugenio Gaudio, già rettore dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e di origini cosentine. Inoltre, Gino Strada dovrebbe far parte della squadra, anche con una delega speciale.
Il terremoto nella sanità della Calabria è iniziato dieci giorni fa, lo scorso 6 novembre, quando Saverio Cotticelli, allora commissario ad acta, è finito al centro delle polemiche dopo un’intervista rilasciata alla trasmissione Titolo Quinto di Rai3.
Le critiche immediate hanno portato alla rapida sostituzione di Cotticelli con Giuseppe Zuccatelli, nominato sabato 7 novembre dal Consiglio dei Ministri. Neanche il tempo di arrivare e pure Zuccatelli è finito nella bufera per alcune dichiarazioni sulle mascherine contenute in un video circolato sul web. Entrambi hanno cercato di correre ai ripari, ritrattando, ma troppo tardi: le polemiche non si sono placate e la rivoluzione nella sanità della Calabria era ormai già avviata. Proposte, richiami, dibattiti in tutte le sedi e, nei giorni a seguire, è venuto fuori il nome di Gino Strada che, però, ha posto una condizione: “Non sono disponibile a fare il candidato di facciata né a rappresentare una parte politica – ha scritto ieri su Facebook -, ma metterei a disposizione la mia esperienza solo se ci fossero la volontà e le premesse per un reale cambiamento”.

Oggi, poi, è arrivato l’ultimo atto (forse) di questa rivoluzione della sanità in Calabria.
La giornata è cominciata con un’intervista di Zuccatelli in tv, che ha rotto il silenzio dei giorni scorsi: “Io non mi dimetto spontaneamente”, ha detto stamattina a “Buongiorno regione” di TgR Calabria. “Se mi verrà chiesto da parte del governo, da parte del ministro, un secondo dopo darò le dimissioni”, ha aggiunto. Dimissioni che, poi, nel primo pomeriggio, sono arrivate. “Mi sono dimesso perché me lo ha chiesto l’istituzione che mi ha nominato, il ministro Speranza”, ha detto su Rainews. “Sono stato nominato sabato scorso – ha spiegato -, il decreto di nomina non è arrivato. E’ una dimissione relativa alla mia disponibilità, che avevo dato al ministro Speranza”.
Nel tardo pomeriggio, infine, è arrivata la notizia. Il Consiglio dei Ministri ha deciso: il nuovo commissario sarà Eugenio Gaudio.
“Abbiamo chiesto al governo, insistentemente, che ad amministrare la nostra sanità fosse un calabrese”, ha detto Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria, in diretta Facebook dopo la nomina di Gaudio. “Un figlio di questa terra – ha continuato – che potesse finalmente prendere in mano la situazione conoscendone il respiro. Il governo l’ha capito. Lo ha recepito e oggi ha proposto il rettore Gaudio”. “Il nuovo commissario ad acta, che mi auguro prenderà servizio da subito – ha aggiunto Spirlì -, sarà accolto da noi con lo spirito di massima collaborazione”.
Gaudio, rettore uscente dell’università La Sapienza di Roma, che risulta indagato dalla Procura di Catania nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta “Università bandita”, secondo le prime notizie, dovrebbe essere affiancato da Gino Strada. “Apprendo dai media – ha scritto Strada su Facebook – che ci sarebbe un tandem Gaudio-Strada a guidare la sanità in Calabria. Questo tandem semplicemente non esiste. Ribadisco di aver dato al Presidente del Consiglio la mia disponibilità a dare una mano in Calabria, ma dobbiamo ancora definire per che cosa e in quali termini”.
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Domanda Unica, in arrivo 7 milioni per 2 mila agricoltori calabresi

CATANZARO (ITALPRESS) – In arrivo altri 7 milioni di euro per gli agricoltori calabresi. Ne dà notizia l’Assessorato regionale all’Agricoltura, rendendo noto che l’organismo pagatore Arcea ha elaborato e mandato in pagamento il kit decreto numero 4 del 2020, relativo alla Domanda Unica.
«Si tratta del secondo decreto di anticipo nella misura del 70% – precisa l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo – che segue il decreto pubblicato circa due settimane addietro, dell’importo di 52 milioni. I beneficiari questa volta risultano essere 2.014, per un importo complessivo da erogare di 7.128.519,85 euro. Il lavoro di Arcea procederà senza soste per continuare a garantire la necessaria liquidità agli imprenditori agricoli calabresi e per non far mancare loro il sostegno della Regione, in questo periodo storico delicato, complicato economicamente dalla pandemia».
Dall’Assessorato, inoltre, giunge conferma essere in corso l’elaborazione di un ulteriore decreto di anticipi da erogare entro il 30 novembre, mentre dal successivo primo dicembre si procederà coi decreti di saldo.
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Coronavirus, in Calabria 344 nuovi casi positivi

CATANZARO (ITALPRESS) – In Calabria sono stati registrati 344 nuovi casi positivi. E’ quanto emerge dal bollettino del dipartimento Tutela della Salute della Regione, secondo cui ad oggi sono stati sottoposti a test 316.589 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 319.813. Le persone risultate positive al Coronavirus sono 10.093 (344 in più rispetto a ieri), quelle negative 306.496.
Territorialmente, dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi sono così distribuiti: Cosenza casi attivi 2.146 (111 in reparto; 17 in terapia intensiva, 2.018 in isolamento domiciliare); casi chiusi 756 (687 guariti, 69 deceduti). Catanzaro casi attivi 1.138 (73 in reparto; 13 in terapia intensiva; 1.052 in isolamento domiciliare); casi chiusi 462 (417 guariti, 45 deceduti). Crotone casi attivi 443 (32 in reparto; 411 in isolamento domiciliare); casi chiusi 209 (203 guariti, 6 deceduti). Vibo Valentia casi attivi 265 (15 ricoverati, 250 in isolamento domiciliare); casi chiusi 150 (141 guariti, 9 deceduti). Reggio Calabria casi attivi 2.780 (111 in reparto; 11 in terapia intensiva; 2.658 in isolamento domiciliare); casi chiusi 1.349 (1.305 guariti, 44 deceduti). Altra Regione o stato Estero casi attivi 267 (267 in isolamento domiciliare); casi chiusi 128 (127 guariti, 1 deceduto). E’ compresa anche la persona deceduta al reparto di rianimazione di Cosenza che era residente fuori regione.
I ricoverati del setting fuori regione e dei migranti sono stati inseriti nelle colonne dei rispettivi reparti di degenza; tra i 43 ricoveri presso l’ospedale di Catanzaro, 5 sono riferiti a persone non residenti. Tra i 111 ricoverati presso l’Azienda ospedaliera di Cosenza tre sono non residenti; la paziente dimessa a Cosenza è stata inserita tra i guariti del setting fuori regione; la paziente deceduta a Cosenza è stata inserita tra i deceduti del setting fuori regione.
I casi confermati oggi sono così suddivisi: Cosenza 65, Catanzaro 36, Crotone 45, Vibo Valentia 30, Reggio Calabria 168.
Dall’ultima rilevazione, le persone che si sono registrate sul portale della Regione Calabria per comunicare la loro presenza sul territorio regionale sono in totale 134.
Nel conteggio sono compresi anche i due pazienti di Bergamo trasferiti a Catanzaro, mentre non sono compresi i numeri del contagio pervenuti dopo la comunicazione dei dati alla Protezione Civile.
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Calabria, chiuse tutte le scuole fino al 28 novembre

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – In Calabria sono sospese tutte le attività scolastiche di ogni ordine e grado, con ricorso alla didattica a distanza, dal 16 al 28 novembre. E’ quanto prevede la nuova ordinanza (la n. 87) firmata oggi dal presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì. “Non è stata una decisione facile, ma il momento è drammatico e le famiglie calabresi devono essere tutelate”, spiega il massimo rappresentante dell’esecutivo regionale. La nuova ordinanza segue la n. 85 e la n. 86, con le quali il presidente ha disposto, rispettivamente, l’aumento di 244 posti letto e il reclutamento di 300 tra medici e infermieri per il contrasto all’emergenza covid-19. Il provvedimento firmato oggi da Spirlì – in considerazione dell’ultimo Dpcm e dell’ordinanza del ministro della Salute che dispone l’istituzione della “zona rossa” in Calabria – prende atto che dalle ultime analisi epidemiologiche elaborate dal personale del Gruppo operativo dell’Unità di crisi regionale si registra un incremento nei valori degli indicatori di allerta. In particolare, “il valore in aumento della variabile ‘nuovi casi confermati negli ultimi 14 giorni per 100.000 abitantì sebbene continui ad essere il più basso fra tutte le regioni, risulta essere 15 volte più grande, con trend in crescita, rispetto al valore registrato nel periodo di settembre – in cui si era mantenuto stabile – e può ragionevolmente considerarsi in stretta correlazione con la ripresa delle attività scolastiche di ogni ordine e grado nei singoli territori regionali”.
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Con il “Riapri Calabria 2”, 65 milioni per professionisti e imprese

E’ stato pubblicato il bando “Riapri Calabria 2”, che prevede uno stanziamento di 65 milioni di euro a favore di professionisti e imprese colpiti dagli effetti economici della seconda ondata della pandemia da Coronavirus. Il nuovo bando prevede un contributo di 1.500 euro per le imprese che, nel 2019, hanno fatturato dai 3mila ai 300mila euro e per i titolari di partita Iva (che hanno esercitato la professione in via esclusiva) con un fatturato da 0 a 60mila euro. “Nel solco di quanto abbiamo fatto durante il primo lockdown – spiega l’assessore al Lavoro e allo Sviluppo economico, Fausto Orsomarso -, già da settembre eravamo pronti ad affrontare gli effetti del nuovo innalzamento della curva dei contagi da Covid-19. Grazie a una rimodulazione complessiva dei fondi comunitari, abbiamo stanziato un totale di 110 milioni di euro e deliberato nuove misure di aiuto per il tessuto economico calabrese”.
“Quelli di ‘Riapri Calabria 2i sono i primi 65 milioni, cui poi seguiranno, nei prossimi giorni, le risorse per il fondo di rotazione per i prestiti, a tasso zero, a favore delle imprese. Com’è noto – conclude Orsomarso -, non è compito delle Regioni stanziare fondi per la ripresa economica, ma la Giunta della Calabria ha, ancora una volta, deciso di aggiungere risorse proprie ai ristori già previsti dal Governo nazionale, al fine di contribuire al superamento di questa difficile fase sanitaria, economica e sociale”.
“Abbiamo destinato – commenta il presidente facente funzioni della Giunta regionale, Nino Spirlì – 65 milioni di euro a favore di commercianti, artigiani, operatori dello spettacolo e liberi professionisti. In un momento in cui il nuovo lockdown mette a dura prova l’esistenza delle nostre piccole imprese, la Regione Calabria decide di compensare le mancanze del Governo”. “Tutte quelle attività che sono rimaste aperte ma che hanno patito quanto quelle rimaste chiuse nel primo lockdown, ricevono oggi un aiuto, un conforto, un segno di presenza. Non avremmo mai abbandonato i Calabresi in un momento così difficile.
Ci rendiamo conto che si dovrebbe fare molto di più, ma la Regione, secondo le sue possibilità, tende la mano, ancora una volta, alla gente di Calabria. Ci auguriamo che il Governo centrale faccia allo stesso modo e che abbia gli stessi tempi rapidi che la Regione ha rispettato sia nel primo lockdown, sia nel secondo, ancora più drammatico”.
“Non sarà certamente una soluzione ai tanti problemi, ma – conclude Spirlì – è il segnale della fratellanza e dell’amicizia che la Giunta regionale, con tutti suoi assessori, ha deciso di dare a tutti i Calabresi. Insieme ce la faremo, come abbiamo detto dall’inizio col presidente Santelli. Continueremo, nel suo nome, a portare avanti una politica basata sul buonsenso, qualità sempre necessaria per fare le scelte migliori nei momenti difficili”.
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Coronavirus, Spirlì “Commissario in Calabria sia del territorio”

ROMA (ITALPRESS) – “Il problema non è il nome e la professionalità di chiunque venga proposto. Il problema è che qui non abbiamo bisogno di fenomeni. In questo momento abbiamo bisogno di grandi professionalità e non riesco a capire perchè, oltre all’ingiuria del commissariamento, dobbiamo sopportare e subire anche l’ingiuria di non avere un commissario che venga scelto tra le enormi, grandi ed eccelse professionalità che abbiamo in Calabria”. Lo ha detto Nino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria, su Radio Capital, in merito alla scelta del nuovo commissario per la sanità calabrese.
“Gino Strada – ha continuato – è sicuramente uno dei personaggi più importanti per quanto riguarda gli aiuti in tutto il mondo. Il problema è che qui non c’è bisogno di Gino Strada ma di un commissario ad acta che conosca bene il territorio e non riesco a capire perchè non debba essere del territorio”.
“Per quale motivo – ha aggiunto Spirlì – si deve mortificare il popolo calabrese come se fosse composto da minus habens o da personaggi loschi? Su due milioni di calabresi, il 99,99% ha un comportamento ligio e siamo persone per bene. Si vada a cercare tra le personalità calabresi”, ha detto.
Il commissario “non sono io a sceglierlo – ha precisato il presidente facente funzioni della Ragione Calabria -, è il governo che lo sceglie. Io posso semplicemente consigliare, come ho fatto al Consiglio dei ministri, di evitare la continuità. Sono stato ascoltato ma non ho potere decisionale ed è arrivato Zuccatelli. Adesso se ne dovrà andare e speriamo che questa volta la scelta sia più condivisa. Ho scritto al presidente Conte indicando un nominativo che, per quanto mi riguarda, può essere persona eccezionale. Sarà il Consiglio dei ministri e il presidente Conte a decidere”.
E sulla zona rossa: “Ci sono decisioni che non possono essere prese seguendo i giochi di un algoritmo. Quando si decide della vita delle persone – ha evidenziato Spirlì – le istituzioni devono avere il coraggio di vestirsi di umanità e senso della politica”.
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