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Occhiuto “Operazione verità sulla sanità in Calabria”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Ho voluto fare un’operazione verità, sento spesso dire che si sta facendo poco nella sanità e che governiamo solo con spot, ma quanto fatto con il reclutamento è un risultato storico mai avvenuto in 15 anni di commissariamento”. Lo ha detto il presidente della Regione e commissario ad acta della sanità calabrese, Roberto Occhiuto, in occasione di una conferenza stampa a Catanzaro, nel commentare i dati relativi alle nuove assunzioni nella sanità: dall’1 gennaio 2022 al 30 aprile 2023 si è toccato quota 2.191, di questi 1.450 assunti a tempo indeterminati, 1.080 a tempo determinato e 741 precari stabilizzati, con un saldo positivo di circa 900 unità, considerando il numero dei pensionamenti che ammontano a 1.300 circa.
“Se non avessimo proceduto a queste assunzioni, molti ospedali della Calabria oggi sarebbero chiusi”, ha sottolineato Occhiuto – affiancato dal sub commissario Ernesto Esposito, dal dg del Dipartimento regionale Salute, Iole Fantozzi, e dal commissario di Azienda Zero, Giuseppe Profiti – aggiungendo che, per rendere il servizio sanitario regionale pienamente a regime, vanno reperite ancora 2 mila unità di personale. “I tavoli romani, che ci hanno chiesto più volte di procedere con le assunzioni, dovrebbero guardare questi dati e confrontarli con quelli prodotti dai commissari precedenti. Sono gli stessi tavoli che hanno disposto, nel 2008, il blocco delle assunzioni in Calabria, creando questo disastro. Il problema del reclutamento dei medici e del personale sanitario è gigantesco in tutt’Italia, qui abbiamo fatto un miracolo in considerazione della circostanza che il sistema sanitario calabrese non è attrattivo. Il lavoro che abbiamo prodotto in questo anno e mezzo è un stato titanico, anche in ragione del fatto che abbiamo trovato un’organizzazione burocratica e amministrativa fatiscente”.
Il Governatore ha poi evidenziato che “in Italia mediamente c’è una percentuale che si aggira intorno al 9-10% di inidonei a lavorare negli ospedali e nei presidi sanitari, numero che in Calabria è molto più alto, soprattutto in provincia di Reggio Calabria. Il blocco del turn over ha impedito un ricambio generazionale, il personale del comparto ha un’età media più alta del resto del Paese, ma inizio a pensare che ci siano state pratiche che hanno condotto a rendere inidonei al servizio anche professionisti o personale che forse inidoneo non era”. Riguardo agli obiettivi futuri, il prossimo step sarà “la chiusura dei bilanci, che faremo entro il 30 giugno – ha continuato Occhiuto -. Anche questa è un’operazione storica, perchè ci sono aziende che non hanno mai chiuso i bilanci negli ultimi anni, dopo procederemo a pagare i debiti della sanità calabrese, contribuendo a far uscire l’Italia dalla procedura di infrazione che la Commissione europea ha dichiarato a causa del ritardo dei pagamenti nella sanità calabrese”.
Lo stesso Occhiuto ha anche annunciato il prossimo arrivo di altri 126 medici cubani negli ospedali regionali: “Saranno destinati in base al fabbisogno oggettivo, con priorità alle Asp di Crotone e di Vibo Valentia. Finora hanno lavorato con grande soddisfazione dei loro colleghi e dei pazienti, tant’è che non c’è stata una sola polemica che ha riguardato la qualità dell’assistenza. Diversi governatori in Italia mi stanno chiedendo come poter ripetere, nella loro regione, l’esperienza che abbiamo fatto in Calabria vincendo le critiche di tutti”.
foto credit photo agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Calabria, inaugurata la nuova sede della stazione dei Carabinieri di Africo Nuovo

AFRICO NUOVO (REGGIO CALABRIA) (ITALPRESS) – Cerimonia di inaugurazione della nuova caserma sede del Comando Stazione Carabinieri di Africo Nuovo, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Teo Luzi. Sono intervenuti inoltre il Capo della Polizia-Direttore Generale P.S. Vittorio Pisani, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo, il Comandante Interregionale “Culqualber”, Generale Riccardo Galletta, il Comandante della Legione “Calabria”, Generale di Divisione Pietro Francesco Salsano, il Comandante Provinciale di Reggio Calabria, Colonnello Marco Guerrini, una delegazione della Rappresentanza Militare e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, numerose autorità civili, militari e religiose nonchè delle scolaresche di Africo, Brancaleone e San Luca.
La nuova caserma dei carabinieri, ospitata in una villetta a due piani di circa cinquecento metri quadrati, confiscata nel 2005 alla cosca della ‘Ndrangheta “Morabito-Palamara-Bruzzaniti”, garantirà locali in grado di offrire un servizio di maggiore qualità.
Al suo arrivo, un picchetto di militari in grande uniforme speciale ha reso gli onori al Ministro dell’Interno, accompagnato dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Dopo la rassegna ai reparti schierati ha preso la parola il Colonnello Marco Guerrini, Comandante Provinciale di Reggio Calabria, che ha sottolineato come con “L’inaugurazione della nuova caserma dell’Arma dei Carabinieri, evento di particolare “valore civico”, si rinnova il rapporto di vicinanza e fiducia che lega i Carabinieri e le comunità di cui si prendono cura”.
A seguire, il Sindaco di Africo, Domenico Modaffari ha sottolineato l’importanza del presidio dell’Arma sul territorio, così come il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al quale va il ringraziamento per aver finanziato le opere di adeguamento.
Infine l’intervento del Generale Teo Luzi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri: “La Stazione Carabinieri di Africo Nuovo è un successo straordinario di uno sforzo corale di tutte le componenti istituzionali coinvolte. Rappresenta il frutto di quel ‘gioco di squadrà istituzionale che va di pari passo con la sinergia con le altre forze dell’ordine, presupposto fondamentale per un’azione incisiva ed efficace dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata. In questo luogo, dove a pochi chilometri furono assassinati dalla ‘Ndrangheta, per la loro dedizione alle Istituzioni, i Comandanti delle Stazioni di San Luca, nel 1985, il Brigadiere Carmine Tripodi, decorato di Medaglia D’oro al Valor Militare e di Bovalino, nel 1990, il Brigadiere Antonino Marino, decorato di Medaglia D’oro al Valor Civile, questa caserma ha un significato ancora più profondo. La sicurezza è presupposto di libertà e democrazia. Inaugurare questa Stazione proprio ad Africo Nuovo – in una posizione strategica per il contrasto alla Ndrangheta – vuol dire soprattutto offrire ‘rassicurazione socialè ai cittadini e quindi far trionfare la democrazia”.
Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con la sua presenza, ha voluto testimoniare la vicinanza del governo alla comunità africese che, con il nuovo presidio di legalità, può sentire, in maniera tangibile, la presenza dello Stato a cui rivolgersi con fiducia in caso di difficoltà o, spesso, anche per un semplice aiuto, attraverso la capillare presenza delle Stazioni Carabinieri.
Al termine, Piantedosi, Luzi e il Maresciallo Capo Andrea D’Amelio, Comandante della Stazione Carabinieri di Africo Nuovo, hanno proceduto al taglio del nastro e, subito a seguire, il Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, Monsignor Francesco Oliva, ha benedetto i locali della caserma che sono stati poi visitati prima degli onori finali.

– foto: ufficio stampa Carabinieri

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Giunta Calabria, ok alle linee guida per la diagnosi dei disturbi di apprendimento

CATANZARO (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Calabria, su proposta della vice presidente con delega all’istruzione, Giusi Princi, ha approvato nell’ultima riunione le “Linee guida per la diagnosi e la gestione dei disturbi specifici dell’apprendimento”, fornendo alle istituzioni scolastiche indicazioni per supportare al meglio e per individuare quegli studenti con difficoltà di lettura, scrittura e calcolo, riferibili ad un sospetto disturbo specifico di apprendimento (dsa). Ad annunciarlo è la stessa Giusi Princi, attraverso una nota indirizzata a tutte le Istituzioni scolastiche e al mondo accademico regionale ai quali ha condiviso l’importante documento, per la stesura del quale, si legge, è stato costituito apposito gruppo di lavoro che ha coinvolto i dipartimenti regionali Istruzione, Formazione e Pari opportunità e Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari, l’Ufficio scolastico regionale, le Università calabresi, l’Ordine degli psicologi e le Associazioni di categoria.
“Le Linee guida – afferma la vice presidente – hanno l’obiettivo di uniformare le procedure diagnostiche e di presa in carico degli allievi con disturbi specifici dell’apprendimento nell’ambito della Regione Calabria, indicando ruoli e compiti di tutti i soggetti coinvolti nella filiera di supporto agli studenti (scuola, famiglia, servizi sanitari, enti, associazioni, università) fornendo, ai docenti, utili strumenti didattici di osservazione per l’identificazione precoce dei disturbi negli studenti. Per gli studenti che presentano caratteristiche più probabilmente compatibili con i dsa, le istituzioni scolastiche dovranno avviare attività di potenziamento didattico per almeno 6 mesi e quindi, laddove le difficoltà apprenditive persistano, occorrerà coinvolgere le famiglie per attivare l’iter di accertamento diagnostico anche attraverso le equipe multidisciplinari riconosciute alle istituzioni scolastiche nell’ambito del progetto sperimentale che sarà attivato dalla Regione Calabria da settembre. All’interno delle linee guida è chiarito, inoltre, afferma la vice presidente, che ogni istituto dovrà individuare un referente dsa dotato di formazione specifica e competenze organizzative, gestionali, relazionali”.
“Il forte riconoscimento e la formalizzazione della figura del referente dsa in tutte le istituzioni scolastiche – specifica Princi – si intende finalizzato ad aggirare e superare alcuni punti di debolezza che, si legge nella nota, attualmente caratterizzano la situazione della Calabria in materia di disturbo specifico dell’apprendimento, come la bassa percentuale di casi diagnosticati rispetto alla prevalenza epidemiologica stimata e l’attuale mancanza di raccordo tra le figure presenti nel territorio, promuovendo il lavoro di rete e la condivisione di buone prassi. Le Linee guida regionali, sono estese anche al sistema universitario, molti studenti con dsa arrivano alle ultime classi della scuola secondaria di II grado e alle soglie dell’Università senza avere ancora ricevuto una diagnosi si legge nella nota. Nell’ottica di garantire a tutti la possibilità di proseguire con successo gli studi universitari, anche le Università, sono tenute ad adottare adeguate misure tecnologiche, metodologiche e valutative atte a favorire, anche per gli studenti con difficoltà di lettura, scrittura e calcolo dsa, il raggiungimento degli obiettivi formativi prefissati per ogni singolo corso di studio”.
“In particolare – evidenzia infine la vice presidente Princi -, gli Atenei debbono prevedere servizi specifici per i disturbi specifici dell’approfondimento, di nuova attivazione o nell’ambito di quelli già preesistenti di tutorato e/o disabilità, che pongano in essere tutte le azioni necessarie a garantire l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate”.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

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‘Ndrangheta, infiltrazioni sui prodotti petroliferi, sequestro per 80 milioni

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello S.C.I.C.O., sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, stanno eseguendo in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Emilia
Romagna, Lazio, Campania, Calabria e Germania un provvedimento
che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del equestro di beni – per un valore complessivamente stimato in oltre 80 milioni di eure. Il patrimonio è riconducibile a tre imprenditori reggini
operanti prevalentemente nel settore del commercio dei prodotti petroliferi.
La figura criminale degli imprenditori era emersa nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, a contrasto dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale e conclusasi nell’aprile del 2021 con l’esecuzione di provvedimenti cautelari personali nei confronti di 23 persone, tra cui gli imprenditori.
L’operazione avrebbe svelato un articolato sistema di frode fiscale, realizzata nel settore del commercio di prodotti petroliferi, imperniata su fittizie triangolazioni societarie, finalizzate ad evadere l’IVA e le accise, nonchè sull’impiego di false dichiarazioni di intento, istituto che consente di acquistare in regime di non imponibilità.
In particolare, l’associazione avrebbe gestito l’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero dal
deposito fiscale fino ai distributori stradali finali, interponendo tra queste due estremità della catena una serie di
operatori economici – imprese “cartiera” di commercio di carburante, depositi commerciali e brokers locali – con
lo scopo di evadere le imposte in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’utilizzo delle citate
dichiarazioni di intento. Le società “cartiere” avrebbero asserito fraudolentemente di possedere tutti i requisiti
richiesti al fine di poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa di settore, acquistando il prodotto
petrolifero senza l’applicazione dell’I.V.A..
Tale prodotto, a seguito di meri passaggi “cartolari” tra le società coinvolte, sarebbe stato ceduto a prezzi concorrenziali ad individuati clienti, in danno, peraltro, degli onesti
imprenditori del settore. Da ultimo, il sistema di ripulitura degli incassi sarebbe avvenuto anche per il tramite di
famiglie di ‘ndrangheta portatrici di interessi nel settore della distribuzione dei prodotti petroliferi.

– ufficio stampa Guardia di Finanza

(ITALPRESS).

Ponte Stretto, Musumeci “Basta fatalismo e rassegnazione”

MESSINA (ITALPRESS) – “Il mondo politico e quello tecnico-scientifico fanno lavori diversi ma concorrono per raggiungere gli stessi fini”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenendo stamane al convegno che si è tenuto all’Università di Messina sugli “Aspetti geologici e sismici nell’area dello Stretto”.
Secondo il ministro “è compito della politica fissare gli obiettivi programmatici legati allo sviluppo socio economico. Ed è compito degli ordini professionali e del mondo accademico lavorare a supporto dei medesimi obiettivi, anche di quelli più arditi, osando se serve. Bisogna scrollarsi la cultura del fatalismo e della rassegnazione, liberandosi dai vincoli di un certo ambientalismo ipocrita e fondamentalista, se si vuole rendere competitivo il Mezzogiorno d’Italia di fronte alle opportunità du un Mar Mediterraneo che sta cambiando”.
“Certo, – ha concluso Musumeci – abbiamo bisogno di infrastrutture sostenibili sotto ogni aspetto, ma non possiamo restare prigionieri delle gabbie ideologiche e dei pregiudizi. La Sicilia e il Sud Italia diventano attrattivi con infrastrutture capaci di facilitare e accelerare la movimentazione delle merci e delle persone, in un sistema integrato intermodale tra l’Isola e la Penisola. Dopotutto, non si tratta di collegare Messina a Reggio Calabria ma la Sicilia al Continente europeo. E questo governo lo vuol fare sul serio”.
foto ufficio stampa ministero Protezione Civile e Politiche del mare
(ITALPRESS).

Gratteri “La mafia diventa social e la politica discute ancora di intercettazioni”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Le mafie mutano con il mutare della società, utilizzando tutti gli strumenti che la contemporaneità offre. Come i cittadini onesti e perbene comunicano con i social, anche loro comunicano con i social”. Così Nicola Gratteri, Procuratore di Catanzaro, in una intervista al settimanale “The Post Internazionale – TPI”.
“Le nuove generazioni di mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi in primis, stanno utilizzando in modo massiccio mezzi come Facebook, Instagram e TikTok per apparire come un modello conveniente e vincente – spiega il magistrato -. In questi video mettono in esposizione, come in una vetrina, il loro potere e il loro successo mostrando soldi in mano, indossando orologi d’oro e abiti griffati, guidando auto di lusso e attraendo così le nuove generazioni magari disperate. Molti giovani, disoccupati o non ben strutturati sul piano culturale, trovando allettante tutto questo, potrebbero cadere in una trappola. Noi italiani non stiamo riuscendo tuttavia a bucare quei sistemi di messaggistica utilizzati dalle mafie per mezzo di telefoni che arrivano a costare fino a 3.500 euro, mentre ad esempio ci sono riusciti i francesi, gli olandesi e i tedeschi. In Italia, negli ultimi anni, non s’è investito in tecnologia e la nostra polizia giudiziaria, sebbene resti una delle migliori del mondo, è come se fosse ancora a penna e calamaio. Dobbiamo riprenderci dal taglio delle assunzioni alle forze dell’ordine del 2010, tuttora mancano migliaia e migliaia fra agenti di polizia penitenziaria, finanzieri e poliziotti. Per lo meno, la nostra è una legislazione antimafia evoluta ma altrove di contrasto al riciclaggio non vogliono sentirne parlare”.
“Siamo rimasti alla direttiva europea che invita gli Stati a non consentire transazioni economiche superiori a 10 mila euro: mi sembra poca cosa per un Continente che vuole difendersi dalle organizzazioni criminali, anche perchè molti Paesi europei continuano a inserire nel prodotto interno lordo il ricavato delle attività illecite – aggiunge Gratteri -. Dal punto di vista etico, non mi pare una grande risposta da dare ai propri cittadini. Dobbiamo dimostrare che l’Europa non sia soltanto moneta unica e viaggi senza Passaporto. Di sicurezza e contrasto alle mafie si deve discutere. Quando, ad esempio, si comincia a discutere di riciclaggio, alcuni Paesi tirano fuori la parola magica “privacy”. Quando si vuole fare qualcosa per rendere la vita difficile ai malavitosi e proponiamo riforme normative, questi ci rispondono che c’è l’esigenza della privacy. Mentre la mafia si muove nel mondo come un unico Stato, noi dobbiamo ancora organizzarci”.
“L’Olanda – sottolinea il Procuratore di Catanzaro – è il primo Paese d’Europa per la produzione di droghe sintetiche, nel mondo invece lo è la Bolivia, già produttrice di cocaina allo stato naturale e, adesso, pure di cocaina rosa, cioè sintetica, più difficile da individuare poichè inodore: crea gli stessi effetti stupefacenti e costa meno. Le mafie hanno dimostrato, con le “designer drugs”, di sapere modificare una struttura molecolare e rendere commercializzabile un precursore chimico necessario a produrre sostanze sintetiche in grado di viaggiare, con successo, per lunghe distanze. Nel frattempo, in Italia, si discute ancora di intercettazioni, se costano troppo o no, se i mafiosi parlino a telefono o meno, evitando però di dire quale sarà il destino delle intercettazioni che riguardano corruzione, concussione e peculato”.
“C’è un sottile cordone ombelicale che ha legato la classe dirigente alla picciotteria – aggiunge Gratteri -. Le mafie sono una patologia del potere, un prodotto di certa classe dirigente che ha dato un valore economico alla violenza che è stata messa a servizio di alcune frange che poi hanno avuto la possibilità di relazionarsi con il resto della società. Si avverte sempre più un abbattimento della morale e dell’etica ed è sempre più facile corrompere e penetrare nella Pubblica Amministrazione, in concreto avvicinare funzionari proni e pronti a vendersi, prostituendosi, anche per 5 o 10 mila euro apponendo una firma dove non dovrebbe essere messa. L’amarezza è che si incomincia a notare una certa stanchezza a parlare di lotta alla mafia”.
“Forse qualcuno di noi ha sbagliato, forse qualcosa nell’antimafia non ha funzionato. Bisogna fare subito pulizia, altrimenti ci rimettiamo tutti sul piano della credibilità. L’antimafia è una cosa seria e non si fa con la partita iva ma la si fa in nome di tante persone morte e di un ideale. Dovremmo cercare di essere da modello nei confronti di coloro che non hanno il coraggio di prendere posizione. Per superare la paura bisogna essere convinti sull’utilità di quel che si sta facendo. Quando ragiono con la morte, capisco che non mi posso fermare. Se mi fermassi o rallentassi, sarei un vigliacco. E per me non avrebbe senso, all’età di 65 anni, vivere da vigliacco”, conclude il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri.
credit photo agenziafotogramma.it
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Princi “Impegnati in Calabria a contrastare la povertà educativa”

CATANZARO (ITALPRESS) – Il Salone del Libro di Torino, “si è concluso per la Calabria con un successo senza precedenti, migliaia di visitatori ma soprattutto tantissimi studenti in presenza e collegati da remoto, appassionati dal ricco calendario di presentazioni di libri autori ed editori calabresi che la Regione Calabria ha proposto”. E’ quanto si legge in una nota.
“L’augurio – afferma la vicepresidente con delega all’istruzione Giusi Princi – è che attraverso questa importante vetrina culturale si sia riusciti a sensibilizzare gli studenti sull’importanza della lettura, in una regione, la nostra, che con meno del 24% di lettori, si colloca all’ultimo posto nella classifica delle Regioni italiane, in una realtà nella quale quasi i due terzi degli under 18 non si sono mai accostati alla lettura di libri. Le istituzioni scolastiche hanno un ruolo determinante nella sensibilizzazione dei giovani alla lettura: la passione e l’amore per il leggere sono molto riconducibili all’efficacia dei metodi didattici e alla qualità dell’offerta educativa a scuola e nella comunità educante”.
“Ho apprezzato molto – prosegue Princi – una lodevole iniziativa finalizzata ad incentivare la riscoperta della bellezza della lettura nei ragazzi, che ha visto protagonista il professore di Lettere, Francesco Marmorato, del Convitto ‘Filangerì di Vibo Valentia, il quale ha deciso di regalare per fine anno, a ciascuno dei suoi allievi di terza media, un libro quale migliore augurio per il prosieguo del loro corso di studi. L’iniziativa che rientra nella campagna progettuale, sposata dal collegio dei docenti dell’istituto di Vibo ‘Più Libri, Più Librì, e che è anche legata al progetto di riscoperta della letteratura Calabrese, vuol educare i giovani alla lettura per formare i cittadini del domani. Rivolgo i complimenti, oltre al professor Marmorato, al dirigente scolastico Alberto Capria ed a tutto il collegio dei docenti del Convitto ‘Filangerì di Vibo Valentia”.
“Conoscendo bene il mondo scolastico, sono certa che in Calabria siano tantissime le buone pratiche didattiche di sensibilizzazione e di accompagnamento alla lettura adottate dalle istituzioni scolastiche, l’impegno mio sarà quello di mettere a sistema, di divulgare quelle iniziative, assunte dai docenti, a sostegno della lettura e a beneficio della cultura e della formazione dei giovani. Impegno del presidente Occhiuto, mio e della Giunta – dichiara infine la vicepresidente Princi – sarà quello di contrastare la povertà educativa investendo in progetti di inclusione, di formazione che vedano nel finanziamento di biblioteche scolastiche e territoriali opportunità per ridurre le disuguaglianze economico sociali ed educative che al momento determinano un gap tra la Calabria e il resto d’Italia”.
foto ufficio stampa Regione Calabria
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Revisione norme in Calabria, prima storica sinergia Giunta-Consiglio

CATANZARO (ITALPRESS) – Dopo quarant’anni sarà aggiornata la legge numero 27 sul diritto allo studio scolastico e dopo oltre vent’anni la numero 34 del diritto allo studio universitario, dando nuovo impulso all’apparato amministrativo della Regione.
Questo è il primo obiettivo che si è posto il gruppo tecnico di lavoro insediatosi ufficialmente stamattina, a Palazzo Campanella, che vede seduti allo stesso tavolo esperti di Giunta regionale e Consiglio regionale della Calabria.
Il tavolo nasce per avviare la revisione delle norme regionali in materia di istruzione, attraverso una ricognizione della legislazione regionale vigente e conseguente predisposizione di norme di adeguamento. In particolare, al momento, sono due le leggi sotto la lente d’ingrandimento dei tecnici, entrambe riguardanti il diritto allo studio.
“Oggi la Regione Calabria ha scritto una bella pagina di sintonia amministrativa tra Enti” hanno affermato Filippo Mancuso, Presidente del Consiglio, e Giusi Princi, Vicepresidente della Giunta, entrambi presenti all’avvio dei lavori a rappresentare i due massimi organi regionali. Al tavolo tecnico hanno partecipato: il segretario generale del Consiglio, Maria Stefania Lauria, il segretario vicario della Giunta, Paola Rizzo, il direttore generale del dipartimento Istruzione, Maria Francesca Gatto, il dirigente del settore Istruzione e Diritto allo studio, Anna Perani, il dirigente del settore Formazione e Ricerca, Menotti Lucchetta, il dirigente dell’area Processo legislativo e Assistenza giuridica del Consiglio, Giovanni Fedele, il dirigente del settore Assistenza giuridica, Antonio Cortellaro, con i rispettivi funzionari.
“E’ un segnale concreto di grande collaborazione ed affiatamento tra Giunta e Consiglio, per il bene dei calabresi, in questo caso specifico dei giovani. E poi è il segno tangibile di grande attenzione – ha sostenuto il Presidente Filippo Mancuso – da parte dei massimi organi della Calabria verso dinamiche che per troppo tempo, evidentemente, sono state trascurate. Sono decenni che alcune norme non vengono aggiornate ed armonizzate a quella che è l’attualità. Motivo per cui abbiamo subito aderito alla proposta avanzata dalla Vicepresidente Princi. E pertanto il Consiglio regionale ha fornito il personale di supporto amministrativo alla Giunta per l’aggiornamento delle leggi in questione. Oggi segniamo la via, una nuova prassi virtuosa, per apportare migliorie all’apparato burocratico e amministrativo che ha dirette ricadute sulle famiglie”.
“Per la prima volta nella storia della Calabria – ha rimarcato il Vicepresidente Giusi Princi – gli uffici legislativi di Giunta e Consiglio lavoreranno a stretto contatto, seduti attorno allo stesso tavolo, iniziando dall’ambito Istruzione per poi, in futuro, andare a rivedere tutto l’impianto normativo regionale, in alcuni settori troppo datato. Per cui, ringrazio il Presidente Mancuso che, insieme al Presidente Occhiuto, ha voluto sposare questa idea che è una vera svolta legislativa. Ringrazio anche i Segretari generali dei due organi della Regione, che ne hanno subito colto l’importanza, adoperandosi con le rispettive strutture per passare subito alla fase concreta. Abbiamo iniziato ponendo l’attenzione sulla legge sul diritto allo studio, la n. 27, che risale addirittura al 1985. A seguire saranno revisionate le leggi regionali più datate che interessano anche altri Dipartimenti. Questi aggiornamenti ci permetteranno di allinearci all’impianto normativo nazionale, velocizzando l’iter che ci permette di garantire i processi amministrativi e salvaguardare presente e futuro dei nostri giovani”.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria
(ITALPRESS).