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Bando biblioteche-archivi, misura estesa a scuole e università calabresi

CATANZARO (ITALPRESS) – “Anche le scuole e le università calabresi potranno accedere ai contributi regionali per potenziare le biblioteche scolastiche ed universitarie”. A comunicarlo ufficialmente a tutti i Dirigenti scolastici della Regione e Rettori delle Università della Calabria è il Vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Istruzione e all’Università, Giusi Princi, attraverso una nota indirizzata a tutte le componenti. “Gentilissimi Rettori e Dirigenti scolastici – così esordisce la nota ufficiale a firma Princi – ho il piacere di informarvi che il Dipartimento Istruzione e Cultura della Regione Calabria, con una dotazione finanziaria pari a € 4.600.000 ha approvato l’Avviso, finalizzato all’attuazione dell’Azione 6.8.3 del POR Calabria Fesr-Fse 2014-2020, orientato alla tutela, conservazione, promozione e valorizzazione di Biblioteche e Archivi storici pubblici. Da donna di Scuola, ho voluto indirizzare una parte di questo finanziamento alle università ed alle istituzioni scolastiche della Calabria, per potenziare e meglio strutturare le biblioteche universitarie e scolastiche, come avamposto di conoscenza e lotta alla dispersione scolastica. E’ noto a tutti noi come lo sviluppo della conoscenza dei nostri ragazzi sia l’obiettivo fondante del nostro lavoro, una vera missione e passione”.
“Come sappiamo, la conoscenza non deve avere limiti nè oggettivi nè soggettivi. La Scuola e l’Università si prefiggono il compito di formare le giovani generazioni, hanno come mission istituzionale proprio quella di stimolare e alimentare, sempre di più, l’apprendimento dei nostri ragazzi. Ecco perchè l’avviso, consultabile sul sito web della Regione con tutta la documentazione che Vi invito a scaricare, assolve proprio a questo obiettivo: fornire strumentazioni alle università ed alle scuole della Calabria per dare alle nostre giovani generazioni nuovi strumenti e nuove opportunità di conoscenza attraverso il potenziamento delle loro biblioteche. Potranno avanzare domanda università pubbliche ed istituzioni scolastiche titolari di biblioteche, stabilmente aperte al pubblico e dotate di statuto e/o regolamento approvato, che siano aderenti al Servizio Bibliotecario Regionale (SBR) o che ne abbiano fatto richiesta alla Regione Calabria prima della presentazione della domanda per il presente Avviso, oppure aderenti al Servizio Bibliotecario Nazionale” prosegue la Princi.
“Per questa tipologia, quindi per le università e per le scuole, abbiamo previsto uno stanziamento complessivo di 820.000 euro. Una somma sicuramente importante per fare investimenti mirati sulla nuova tecnologia, sulla specializzazione di determinate aree della biblioteca; sarà possibile anche incentivare la dotazione tecnologica necessaria per digitalizzare i beni bibliografici in possesso delle istituzioni scolastiche e delle università. Le domande di partecipazione – conclude la nota del Vicepresidente Princi – dovranno essere presentate entro e non oltre il 31 Marzo 2023. Il personale del Dipartimento Istruzione è disponibile a fornire ogni tipo di consulenza necessaria agli interessati, fornendo ulteriori indicazioni e supporto”.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

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Immigrazione, Piantedosi “Tragedia nel crotonese non c’entra con le nuove regole”

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ROMA (ITALPRESS) – “Io penso che il messaggio debba essere chiaro: chi scappa da una guerra non deve affidarsi a scafisti senza scrupoli, devono essere politiche responsabili e solidali degli Stati ad offrire la via di uscita al loro dramma». Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, il ministro dell’Interno Matteo Pintadosi chiarendo il senso della frase (“La disperazione non giustifica viaggi che mettono in pericolo i figli”) pronunciata dopo la tragedia dell’immigrazione nel crotonese.
«Sono andato subito sul luogo della tragedia per testimoniare il cordoglio per le vittime e la vicinanza ai superstiti a nome mio e di tutto il governo. Per occuparci concretamente della disperazione delle persone, e non a chiacchiere, così anche da evitare simili naufragi – aggiunge- ci siamo mossi sin dal nostro insediamento intensificando i corridoi umanitari con numeri (617 persone) che mai si erano registrati in un così breve lasso di tempo. In soli due mesi abbiamo anche approvato il decreto flussi che consentirà l’ingresso regolare di 83.000 persone».
A Cutro “non c’è stato alcun ritardo nei soccorsi. Ho presieduto la riunione a Crotone e so che sono stati fatti tutti gli sforzi possibili in condizioni del mare assolutamente proibitive. Per questo voglio ringraziare il personale che, mettendo a rischio la propria vita, interviene quotidianamente per salvare i migranti in difficoltà su barchini alla deriva e che navigano in condizioni di grave pericolo.
Per Piantedosi “esiste sempre di più la consapevolezza che la cooperazione internazionale deve essere di comune interesse di tutti i Paesi membri e non solo di quelli di primo ingresso”.
Il Codice sulle Ong per Piantedosi “serve eccome perché, proprio in un quadro di numeri crescenti, la percentuale degli sbarchi sulle nostre coste determinati da assetti navali di Ong si è sensibilmente abbassata. Non c’è alcun legame tra le nuove regole e il possibile aumento di morti in mare. Nella rotta presidiata dalle Ong non si è verificato alcun evento che non sia stato adeguatamente fronteggiato da Capitaneria e Guardia di finanza”.
-foto agenziafotogramma.it-
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Naufragio Crotone, Occhiuto “Ricerche continuano, numero vittime salirà”

MILANO (ITALPRESS) – “Le ricerche stanno continuando. Al momento i cadaveri sono 60. Credo che le vittime arriveranno intorno a 100. Testimonianze di chi era a bordo parlano di 180/200 migranti sul balcone”. Lo ha detto il governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ospite di Rtl 102.5 in “Non Stop News”. “Sono orgoglioso della Regione che governo, i comuni del crotonese hanno proclamato una giornata di lutto, c’è tanta solidarietà tra i cittadini. La Calabria si sta mostrando come una regione ricca di solidarietà – dichiara Roberto Occhiuto -. Nel 2022 abbiamo accolto 18mila migranti, e lo abbiamo fatto senza alcuna polemica. La Calabria ha fatto dell’accoglienza un carattere distintivo. Siamo dispiaciuti che questa rotta, che dalla Turchia arriva in Calabria, sia stata poco raccontata. Nonostante arrivino migliaia di migranti provenienti dalla Turchia è considerata una rotta di serie B, si è consolidata negli ultimi anni fra l’indifferenza generale. Neanche le Ong hanno presidiato questa rotta”. E aggiunge: “Sarebbe il caso di interrogarsi su queste tragedie, andrebbero fermate il giorno prima e non commentate il giorno dopo”. “La Turchia è un paese con 5 milioni di profughi, per cui è difficile arginare gli imbarchi, soprattutto dopo il terremoto. Fermare le partenze sarebbe la soluzione radicale, ma sappiamo che non è praticabile nell’immediato. Ciò che possiamo fare ora è rafforzare le azioni di frontiera, i migranti vanno soccorsi sempre e comunque.(SEGUE)Dobbiamo moltiplicare gli sforzi, il mare non può diventare il cimitero dei migranti” ha detto ancora Occhiuto. Sull’operato dell’Europa in materia di migranti, a Rtl 102.5, Occhiuto dichiara: “Cedo che l’Europa debba impegnarsi, da un lato, ad investire nei Paesi in cui hanno luogo gli imbarchi e, dall’altro, rafforzare gli strumenti necessari al soccorso. Tragedie del genere sono inconcepibili nel 2023, non possiamo far morire in mare bambini, neonati e le loro famiglie, che pagano per conquistarsi una vita migliore”. E sul governo italiano aggiunge: “Sui tavoli d’Europa il Governo Italiano sta dimostrando un’incisività che in passato non ha avuto. Sono riconoscente al Ministro Piantedosi che ieri è venuto in Calabria insieme al gruppo dirigente del suo ministero. Da questo punto di vista il Governo sta svolgendo in Europa un’azione meritoria, ma anche noi dovremmo potenziare gli strumenti per il soccorso in mare dei migranti. Sicuramente le ong svolgono un’azione utile quando soccorrono persone in mare, ma a volte generano dei flussi nelle rotte che presidiano”, conclude.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

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Immigrazione, naufragio nel Crotonese. Più di 60 le vittime, fermati tre scafisti

Più di sessanta vittime e 81 superstiti. E’ drammatico il bilancio del naufragio avvenuto nella notte, sulle coste joniche della Calabria. Al largo di Steccato di Cutro l’imbarcazione su cui si trovava un gruppo di migranti non avrebbe retto alla violenza delle onde, lasciando cadere in mare il carico di donne, uomini e bambini, quasi tutti provenienti da Afghanistan e Pakistan.

Il barcone di legno era partito da Izmir, in Turchia, quattro giorni fa ma giunto quasi a destinazione non avrebbe retto al forte vento di scirocco. Tra le vittime ci sono alcuni bambini, uno di questi neonato.

Al momento sono 48 i corpi privi di vita recuperati dai vigili del fuoco nella zona del naufragio; altri 2 a Botricello e 1 a Castro, in provincia di Catanzaro, dove erano stati trasportati dalla corrente. Altri 11 sono stati recuperati dagli altri soccorritori. Alle operazioni partecipano anche la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza.

Per i vigili del fuoco stanno operando sul posto squadre ordinarie, acquatiche e sommozzatori del Corpo nazionale, anche con imbarcazioni e moto d’acqua. Il presidio resterà attivo nella zona anche durante la notte, con una squadra di soccorritori acquatici pronti a intervenire. Nel frattempo la Procura di Crotone ha fermato tre presunti scafisti (un pakistano e due turchi), mentre per un quarto sono in corso le ricerche.

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Photo Credits: xm2/Italpress

Corte Conti, in Calabria diffuso illecito impiego del denaro pubblico

CATANZARO (ITALPRESS) – Una complessa condizione di diffuso illecito nell’impiego di denaro pubblico in Calabria ed una presenza mafiosa storica, pervasiva e costante mafiosa che è indice di rallentamenti nella spesa. E’ la sintesi della relazione illustrata stamattina in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2023 della Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria. Si è registrata una sostanziale continuità della natura e della tipologia delle iniziative illecite per le quali è stata promossa l’azione di responsabilità e una maggiore rilevanza dei danni contestati: come riferito dal procuratore contabile, Romeo Ermenegildo Palma, nell’anno sono stati depositati atti di citazione per l’importo di euro 117.488.961 con un incremento del 48% rispetto al 2021.
Occhi puntati sulla sanità, al centro dell’attenzione “l’ingente flusso di denaro finalizzato, tra le altre, all’integrazione del sistema di infrastrutture ospedaliere con la creazione di nuovi presìdi sul territorio e contestualmente con l’ammodernamento della rete esistente”. Si è, quindi, rilevato l’interesse delle organizzazioni criminali a intercettare tali disponibilità tramite condizionamenti ambientali in fase di aggiudicazione illecita di appalti e subappalti. Il richiamo nel settore sanitario riguarda “irregolarità in materia di accreditamenti e convenzionamento delle strutture private con il sistema sanitario regionale in presenza di palese irregolarità di alcuni sanitari, contemporaneamente alle dipendenze di altre strutture sanitarie e/o assistenziali, in violazione del requisito di esclusività richiesto in sede di accreditamento.
Sempre in materia sanitaria sono emerse ulteriori irregolarità sottese al danno erariale correlate al trattamento economico del personale con indebita corresponsione di indennità o emolumenti non spettanti, o espressione della fraudolenta richiesta di doppi pagamenti a carico del sistema sanitario regionale, fattispecie già conosciuta nel territorio regionale da decenni e che nonostante l’evidenza delle responsabilità e l’attenzione investigativa delle forze dell’ordine, continua a interessare l’attività dell’ufficio del requirente contabile”.
Con riguardo all’utilizzo delle risorse comunitarie, la Procura regionale della Corte dei Conti ha segnalato “l’assenza delle accelerazioni attese e perduranti ritardi nell’uso dei fondi europei e di quelli del programma Next generation Eu e del Pnrr”, a fronte della deroga introdotta dal cosiddetto “Decreto Semplificazione” per favorire la spesa. “Con riferimento al Por 2014-2020- si legge nella relazione – i riscontri lasciano presagire il mancato raggiungimento nel 2023 del target del 100%”.
Dall’intervento del Procuratore contabile – riguardo alle attività promosse grazie alla collaborazione dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di Finanza – è emersa anche la diffusa irregolarità nei lavori pubblici e la crescita dei casi di assenteismo, così come ampia la casistica di segnalazioni in ordine alla indebita percezione di contributi pubblici ottenuta attraverso l’utilizzo di dichiarazioni false del possesso dei requisiti personali per accedere ai finanziamenti. Largamente in uso, anche la prassi di acquisire beni, specie di quelli a più elevata tecnologia, di cui si è accertato il mancato utilizzo.

– foto: xd2/Italpress

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Tar Reggio Calabria, nel 2022 stabile il numero dei ricorsi

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Il numero dei ricorsi depositati al Tar di Reggio Calabria nel corso del 2022 è tendenzialmente stabile: in totale sono 651, di cui circa il 30% è già stato definito. E’ quanto emerge dalla relazione della presidente della sezione staccata di Reggio Calabria del Tribunale amministrativo regionale della Calabria, Caterina Criscenti, presentata in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2023.
In particolare, alla sezione di Reggio Calabria del Tar nel 2022 sono pervenuti 651 ricorsi, venti in meno rispetto al 2021. Secondo quanto spiegato nella relazione, il flusso in ingresso si è mantenuto approssimativamente “costante nel triennio 2020-2022” che, caratterizzato dalla pandemia, ha presentato una “lieve flessione rispetto al periodo precedente” con “circa 100 ricorsi in meno rispetto al 2019”. “Che si sia trattato di una flessione dovuta all’emergenza sanitaria – ha detto Criscenti – può ritenersi oggi comprovato dal fatto che, al cessare della stessa, si è registrato un progressivo incremento dei ricorsi in ingresso”.
Inoltre, rispetto al 2021, si è ridotto il numero di ricorsi con domanda cautelare, sia collegiale che monocratica. “Sono stati in tutto – ha spiegato la presidente del Tar di Reggio Calabria – 274 i ricorsi accompagnati da una domanda cautelare (nel 2021 erano stati 348) e, nell’ambito di questi, è stata formulata istanza di intervento cautelare monocratico in circa 40 ricorsi, a fronte dei 63 del 2021”.
Il Tar reggino ha registrato un tempo medio per la definizione della domanda cautelare di 27 giorni, computati dalla data di deposito del ricorso. “Un tempo molto breve – ha sottolineato Criscenti -, che si attesta al di sotto della pur soddisfacente media nazionale, che è di 36 giorni”.
In base ai numeri illustrati nel corso della relazione, ad oggi circa 210 dei 651 nuovi ricorsi pervenuti nel corso del 2022 sono già stati esaminati e definiti. “Si tratta – ha spiegato – di una percentuale rilevante, pari a circa il 33% del totale, che testimonia l’impegno costante del Tribunale nell’evitare la formazione di arretrato e nel dare una risposta alla domanda di giustizia quanto più possibile celere”. Il numero totale delle sentenze depositate lo scorso anno è stato definito “ragguardevole”. “Si è passati – ha detto – da 595 nel 2020, a 638 nel 2021 a 715 pronunce pubblicate nel 2022”.
Alla fine dello scorso anno, i ricorsi in attesa di definizione erano 1.066. “Un numero che considero molto confortante – ha affermato la presidente del Tar di Reggio Calabria -, per un Tribunale che al 31 dicembre 2016 aveva pendenti ben 3.799 giudizi e che da molti anni presenta tra i magistrati una costante scopertura di organico, che oggi è ancora di due unità”.
Per Criscenti, “il contenzioso del Tar di Reggio Calabria è caratterizzato da un numero rilevante di ricorsi per l’ottemperanza, sebbene non più elevatissimo. Si tratta soprattutto – ha evidenziato – di ricorsi promossi per ottenere l’adempimento di provvedimenti giurisdizionali concernenti il pagamento di somme di denaro nei confronti dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria, di Comuni e anche del Ministero della Salute. Nel 2022 i ricorsi di ottemperanza depositati sono stati in tutto 184”.
Il Tar di Reggio Calabria ha anche definito contenziosi molto rilevanti in materia ambientale mentre risulta in controtendenza rispetto agli anni scorsi il numero dei giudizi promossi avverso le informazioni interdittive antimafia, che nel 2022 sono stati 15 a fronte dei 79 del 2021. Celere è la definizione dei giudizi in materia di appalti pubblici: in media solo 46 giorni per una pronuncia di merito, a fronte di un tempo medio nazionale di 111 giorni.
Nel corso della sua relazione, infine, la presidente del Tar di Reggio Calabria ha ricordato che “si è appena avviato, su iniziativa del presidente del Tar Salerno, un progetto di riforma” che permetterebbe di riconoscere “a tutte le sedi staccate la natura di sezioni autonome”. “Una riforma a costo zero – ha aggiunto Criscenti -, che ci si augura possa essere valutata con favore nelle competenti sedi politiche e possa, dunque, concludersi con la sua approvazione”.

– foto: xa5/italpress

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Sorpreso con 4 kg di droga, arrestato 33enne nel reggino

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I Carabinieri di Gioia Tauro hanno arrestato un 33enne di Rosarno, titolare di un negozio di animali, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di munizionamento da caccia.
In particolare, i militari nel corso di un controllo alla circolazione stradale, hanno rinvenuto all’interno del bagagliaio dell’auto del 33enne una cartuccia da caccia e a seguito della perquisizione veicolare, hanno inoltre scoperto, occultato nel condotto di areazione, un involucro di considerevoli dimensioni contenente cocaina sottovuoto.
Dalla successiva perquisizione estesa all’abitazione e al negozio di animali del giovane, i militari hanno ulteriormente scovato, nascosta tra le gabbiette degli animali in esposizione, oltre 3,5 kg di marijuana e ulteriore cocaina.

– foto: ufficio stampa Carabinieri
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Tar Calabria, nel 2022 prosegue il calo dei ricorsi

CATANZARO (ITALPRESS) – Circa 200 ricorsi in meno nel 2022 che riflette un quadro chiaroscurale a livello economico e sociale del territorio. E’ la sintesi che il Presidente del Tar Calabria, Giancarlo Pennetti, ha tracciato a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale amministrativo regionale. “Prosegue la ripresa del calo dei ricorsi legata anche alla vicenda pandemica, spesso l’andamento del contenzioso riflette gli equilibri più generali di un territorio, nel caso di una regione. Pensiamo che questo sia legato all’aumento del costo della vita e alla spirale inflazionistica per Omicron e la guerra, all’aumento dei costi energetici, del costo della vita e dell’impatto sulle famiglie, soprattutto in Calabria dove c’è un reddito pro capite più basso. Quindi anche il fattore di stimolo della ripresa economica forse arranca in qualche caso, compreso quello del Pnrr”.
Il trend ha riguardato, nello specifico, anche la materia sanitaria: “Certamente la riconduzione a unità della struttura commissariale con l’apparato burocratico regionale ha favorito una probabile velocizzazione delle procedure”, ha aggiunto Pennetti spiegando che “i ricorsi in materia di silenzio, di accreditamento, dei budget vengono definiti in tempi più ridotti da parte dell’apparato regionale guidato dal presidente della Giunta e questo è un dato positivo”.
Il presidente del Tar Calabria ha rimarcato, ancora, che “il Sud presenta ritardi su vari fronti e la pubblica amministrazione in Calabria soffre di una serie di problemi in maniera più significativa rispetto alle amministrazioni del Paese. Per quanto riguarda gli atti amministrativi, c’è un processo di continuo miglioramento, ma questo non è un fenomeno recente, e probabilmente è dovuto a una più attenta selezione del personale e un’attribuzione degli incarichi. C’è una tendenza al miglioramento degli atti amministrativi, anche se spesso contraddetta da problemi legati all’affanno di enti con poco personale. L’importante è che si vada sempre per il meglio, la verifica della legittimità degli atti amministrativi per noi è anche un processo di una valutazione su come viene esercitata la discrezionalità della pubblica amministrazione che necessita di personale preparato”.
Riguardo ai carichi di lavoro del Tribunale, Pennetti ha detto: “L’arretrato continuiamo a intaccarlo e a ridurlo, nonostante l’organico non sia completo. Lo scorso anno nel quadro del Pnrr è partita la possibilità di smaltimento dell’arretrato, ma noi tra prima e seconda sezione abbiamo sette magistrati, mentre dovrebbero essere dodici. Sto chiedendo da molto tempo almeno tre magistrati, è un sistema che non può andare avanti evidentemente. Questo è un Tar che conta su magistrati validissimi, su un foro che sollecita e stimola i magistrati a porsi problemi. Se vogliamo mantenere un trend per cui l’utenza sia soddisfatta, dobbiamo avere qualche magistrato in più altrimenti questo lavoro diventa massacrante. Il nostro obiettivo dovrà essere quello di dare a tutti i calabresi una giustizia amministrativa in tempo utile e di qualità, la più elevata possibile”.

– foto: xd2/Italpress
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