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Ponte sullo Stretto, il Mit e le Regioni accelerano

ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto è un’opera prioritaria sia per il governo nazionale che per le Regioni coinvolte, la sua realizzazione avrà ricadute positive per tutta Europa e servirà per incentivare il miglioramento generale delle infrastrutture come già successo, in passato, con l’Autostrada del Sole. E’ quanto emerso dall’incontro tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i presidenti di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani.
E’ stato fatto il punto della situazione, per riannodare i fili della questione-Ponte, anche in relazione a tutte le opere commissariate in Calabria e in Sicilia su cui c’è stato un approfondimento tecnico: Salvini si dice determinato a sbloccarle. Sul tavolo ci sono progetti significativi, come la Statale Jonica in Calabria, l’Alta Velocità o la ferrovia Palermo-Catania. Per una maggiore concretezza e operatività, è stato deciso di creare una regia permanente tra Regioni e Ministero.
Per quanto riguarda il Ponte, ci sarà al più presto un incontro istituzionale con Rfi, che ha avuto l’incarico dal precedente esecutivo di organizzare un ulteriore studio di fattibilità.
“Il Ponte sullo Stretto si farà, lavoreremo con grande serietà, approfondiremo gli aspetti tecnici, si è creato un tavolo permanente tra le due regioni e il ministero, questo è sintomo della volontà concreta di andare avanti”, ha detto Schifani al termine della riunione. “E’ stato un incontro molto produttivo, si è verificata una forte convergenza, come era prevedibile, tra le due regioni, Sicilia e Calabria nei confronti del governo per la realizzazione di questa opera strategica, il Ponte sullo Stretto – ha proseguito -. Si faranno dei passi ulteriori, di carattere tecnico, ma dal tavolo è emersa la certezza che questa opera si possa realizzare, ci saranno soluzioni tecniche che verranno approfondite e poi valutare l’adozione o meno del modello Genova per velocizzare quei lavori che per quel modello hanno dato ottimi risultati”. Il presidente Schifani ha poi ribadito: “Il clima è perfetto e ottimo, credo ci siano tutti i presupposti e abbiamo parlato anche delle infrastrutture del Mezzogiorno”.
“Sarebbe bello se i lavori per il Ponte sullo stretto di Messina potessero iniziare già nel 2023”, ha sottolineato Occhiuto.
“Il ponte sullo Stretto è una infrastruttura strategica – ha aggiunto – ma c’è il tema più complessivo delle infrastrutture del Mezzogiorno. Faremo un gruppo di lavoro per ragionare insieme su come dotare il Mezzogiorno delle infrastrutture strategiche di cui ha necessità, come l’Alta Velocità”.
Parlando della realizzazione del Ponte sullo Stretto il presidente Occhiuto ha anticipato: “C’è l’idea di chiedere all’Europa, che per la verità considera il Ponte più strategico dell’Italia perchè l’ha inserito nei Corridoi, di cofinanziare l’opera con gli strumenti che si concorderanno tra il governo nazionale e Bruxelles”. “Va dato atto al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, di aver messo al centro il tema del Ponte sullo Stretto – ha sottolineato il governatore calabrese -. C’è un governo che vuole farlo, due presidenti di Regione che vogliono farlo, quindi credo che questa sia la volta buona”.

– foto ufficio stampa ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti –

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Dal Banco dell’Energia sostegno a 100 famiglie di Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – A cento famiglie che a Reggio Calabria vivono in condizione di vulnerabilità economica e sociale saranno destinate risorse per il pagamento delle bollette, lampadine LED a basso consumo, attività di formazione sulla consapevolezza energetica. E’ quanto previsto dal progetto di Banco dell’energia Onlus, l’organizzazione senza scopo di lucro promossa da A2A e dalle sue Fondazioni AEM, ASM e LGH. L’iniziativa, realizzata grazie al contributo di Edison, è stata presentata nel corso di una conferenza che si è svolta a Reggio Calabria. “Il banco dell’energia nasce molto tempo fa quando ancora la crisi energetica non c’era”, ha detto il presidente di Banco dell’energia Marco Patuano. “Quest’anno purtroppo – ha continuato – è diventato di grande attualità. Oggi la povertà energetica porta dietro tante altre conseguenze”. Per Patuano, però, “nessuno deve diventare invisibile. Il Banco dell’energia, purtroppo – ha aggiunto -, fa i conti con un problema le cui dimensioni sono esplose, quindi cerchiamo di fare quello che si riesce anche con il contributo di donatori che sono per noi preziosissimi”, ha spiegato.
L’iniziativa, a cui collaborano anche Banco Alimentare, Adiconsum, Signify insieme a una rete di associazioni del territorio, si inserisce nell’ambito di “Energia in periferia” ed è la prima che viene realizzata nel Sud Italia. “Questa iniziativa si rivolge al territorio della Calabria – ha spiegato Patuano – ed è molto importante perchè è un territorio che, secondo le statistiche, in questo momento sta soffrendo forse più di altri il tema della povertà energetica. Sarà anche una goccia del mare, ma bisogna assolutamente non demordere”.
“Abbiamo deciso di aderire con convinzione” al progetto, ha detto Nicola Monti, amministratore delegato di Edison. “Abbiamo scelto la Calabria – ha affermato – perchè è una regione nella quale siamo presenti da tanti anni e per la quale abbiamo fatto diversi investimenti. D’altro canto – ha continuato – realizzare un’iniziativa del genere a sostegno di chi è in difficoltà economica per pagare le bollette in una regione che purtroppo ha un livello di povertà assoluta ed energetica tra i più alti d’Italia ci sembrava il modo migliore per dare un segnale di attenzione verso questo tema”.
Secondo l’indagine realizzata da Ipsos per Banco dell’energia e presentata durante l’incontro, quasi un italiano su quattro crede di essere all’apice dell’emergenza (13%) o che il peggio debba ancora arrivare (10%). Al Sud, però, questa convinzione è più radicata (14%). Il problema percepito come più grave e urgente è l’occupazione/economia (43% sul totale Italia), un dato più elevato per i residenti al Sud e nelle Isole, con il 57%. Secondo i dati Istat 2021 elaborati da Ipsos, il 7,5% delle famiglie italiane vive in povertà assoluta ma la percentuale arriva al 10 se ci si concentra su quelle del Mezzogiorno. Il rischio di povertà o esclusione sociale riguarda circa un italiano su quattro (25,4%) e si alza drasticamente al Sud e nelle Isole (41,2%). Anche la povertà energetica è un fenomeno che segue queste tendenze. La situazione più preoccupante è al Sud e sulle isole, e dunque in Calabria, dove si stima che sia un fenomeno che può coinvolgere tra il 24% e il 36% delle famiglie, secondo il rapporto OIPE 2020 e le elaborazioni dell’Ufficio Studi CGIA su dati Istat e Rapporto OIPE 2020.
“Il governo regionale – ha affermato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, in videocollegamento – sta cercando di accelerare sulla costituzione delle comunità energetiche che in qualche modo danno una risposta simile allo stesso bisogno”. “La mia regione – ha evidenziato il governatore calabrese – produce il 42% di energia da fonti rinnovabili. Se aggiungiamo quella prodotta attraverso l’idroelettrico, abbiamo una produzione di energia segnatamente superiore al consumo che si fa in Calabria. I cittadini, però, pagano la bolletta allo stesso modo dei cittadini della Lombardia e del Veneto. Per incoraggiare l’investimento in fonti rinnovabili – ha detto – forse sarebbe utile dare la possibilità alle Regioni di trattenere una parte della fiscalità derivante dalla produzione di energia da fonti rinnovabili”. Per Occhiuto, quindi, l’iniziativa è “assolutamente importante” ma occorre “anche un intervento strutturale del governo nazionale”.
Secondo la vicepresidente della Regione Calabria, Giusi Princi, “questo progetto solidale è importantissimo” e rappresenta “un’opportunità da cogliere e sostenere”. “E’ la prima importante attività di supporto e contributo che proviene da partner così importanti e si legherà ad azioni concrete che prossimamente, a fine novembre, metteremo in campo”, ha aggiunto Princi, facendo riferimento a “sostegni economici alle famiglie e contributi alle imprese in termini di sburocratizzazione e velocità rispetto agli aiuti che si va a erogare”.

foto: xa5/Italpress
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Cpi Calabria, Princi “Nuovo impulso alle politiche del lavoro”

CATANZARO (ITALPRESS) – Concretezza e rapidità alla fondamentale azione dei centri per l’impiego sul territorio. E’ questo il volere comune delle parti coinvolte nella riunione fortemente voluta dal Vicepresidente con delega al Lavoro Giusi Princi che, affiancata dal Direttore generale del Dipartimento lavoro e welfare Roberto Cosentino, ha voluto incontrare tutti i responsabili dei 14 centri per l’impiego della Calabria.
Si è discusso delle strategie di adeguamento organizzativo, strutturale e tecnologico che la Regione sta mettendo in campo in favore di tutti i Centri per l’impiego. La necessità è quella di erogare servizi per il lavoro che da un lato siano al passo con i tempi ed in grado di supportare i disoccupati, ma che dall’altro siano anche attenti ai più giovani che necessitano di indicazioni e strumenti per orientarsi al meglio sulla scelta universitaria e sul mercato del lavoro.
Al contempo si deve dar forza ed efficacia al programma GOL, inteso come grande strumento di riqualificazione e aggiornamento professionale per contrastare la crisi ed agevolare chi ha davvero voglia di mettersi in gioco nel mondo del lavoro.
“Ringrazio tutti i responsabili dei Cpi calabresi, i funzionari ed i navigator per il prezioso lavoro portato avanti in questi mesi con grande sacrificio – afferma Giusi Princi – determinando anche importanti risultati nell’ambito di GOL. E infatti, riconoscendo il loro impegno quotidiano, insieme al Presidente Occhiuto e d’intesa con il Direttore generale Cosentino, abbiamo istituito 23 nuove posizioni organizzative per i Centri per l’Impiego regionali e i Settori delegati al coordinamento. Nello specifico sono state istituite due nuove posizioni di terza fascia, sedici di seconda e cinque di prima, mantenendo quanto assunto ad inizio del nostro insediamento. In un momento in cui il comparto dei Cpi vive un grande cambiamento, in relazione alle misure di potenziamento previste dall’apposito Piano regionale, è necessario valorizzare le professionalità operanti”.
La riunione del gruppo di lavoro coordinato dal Vicepresidente si colloca in un percorso da tempo avviato e che prevede incontri periodici, con l’obiettivo di mantenere un collegamento più stretto e funzionale con i territori. Al centro della riunione, tenutasi in Cittadella, una disamina delle problematiche di ogni singola realtà e degli interventi da attuare per migliorare ambienti di lavoro e modalità di erogazione dei servizi, nell’ambito del piano di potenziamento già avviato ed in piena fase attuativa per quanto concerne le strutture, le risorse umane e tecnologiche. Particolare attenzione ed impegno senza sosta si stanno dedicando, dai primi mesi di lavoro di questa Giunta regionale, alla riorganizzazione della rete e dei servizi dei CPI, alla programmazione ed al pieno utilizzo delle importanti risorse finanziarie messe a disposizione nell’ambito del citato piano di potenziamento.
Nel corso dell’incontro, in relazione alla necessità di rendere sempre più operativo e funzionale il sistema di politiche attive dei Cpi e quindi l’interoperabilità tra i diversi centri, il Vicepresidente ed il Direttore hanno comunicato che verrà informatizzato anche il rapporto domanda/offerta, creando nell’ambito della piattaforma del Sistema Informativo Lavoro (SIL) l’apposito spazio che faccia da trait d’union tra le aziende che cercano lavoratori ed utenti che cercano lavoro, un luogo virtuale dove avviene il matching tra chi offre opportunità e chi si propone.
In tale ottica, il Dipartimento Lavoro e Welfare ha già avviato, insieme ai responsabili dei CPI, la procedura per realizzare un’app dedicata ai centri per l’impiego della Calabria ed ai servizi erogati. Si stanno, inoltre, utilizzando le risorse per il rinnovo degli strumenti informatici, per il miglioramento del Sistema Informativo, per lo sviluppo delle attività dell’Osservatorio sul mercato del lavoro, per la realizzazione di un piano di comunicazione che garantisca anche una più uniforme e moderna presentazione dei CPI sul territorio ed infine per la predisposizione di un piano di formazione e aggiornamento rivolto a tutti i dipendenti dei CPI, quelli attuali insieme a quelli che saranno assunti.
“Oltre a dare efficaci risposte ai bisogni espressi dai territori – dichiara Giusi Princi soddisfatta a fine incontro per le importanti azioni a breve e a lungo termine programmate con i responsabili dei centri calabresi – daremo sempre più dignità lavorativa ad una categoria in possesso di importanti competenze, che non ha però nel tempo potuto pienamente esprimere, a causa dei disagi logistici e organizzativi con cui ha dovuto convivere. Per promuovere questo, concrete interlocuzioni sono state da subito attivate con i Comuni dove sono ubicate le sedi dei CPI – prosegue il Vicepresidente della Calabria – e delle cui spese se ne farà carico la Regione (affitto, ristrutturazione, ampliamento), purchè gli Enti locali, a cui spetta normativamente il compito di individuare le sedi, trovino locali idonei in tempi brevi. Se non si fosse capito – conclude Princi – la piena valorizzazione dei CPI ed il conseguente forte impulso alle politiche attive del lavoro, sarà uno dei più importanti obiettivi che saranno raggiunti dalla giunta Occhiuto”.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

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Occhiuto “Produciamo energia ma calabresi non hanno vantaggi concreti”

CATANZARO (ITALPRESS) – “La perequazione in questo Paese non ha mai funzionato negli ultimi anni, anzi quando si sono finanziati i servizi pubblici, lo si è fatto in ragione della spesa storica e non dei fabbisogni standard. Cominciamo a cambiare queste cose. Per quanto riguarda le materie delegate, ho già detto al ministro Calderoli che su questo tema noi accettiamo la sfida col Governo. Quando tutti i cittadini avranno acquisito gli stessi diritti, se ci saranno Regioni con capacità fiscali maggiori, credo che sia giusto consentirgli interventi ulteriori per i loro cittadini”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo sul tema delle autonomie regionali nel corso di un collegamento con “Mattino 5” su Canale 5. Il Governatore ha parlato dell’argomento con riferimento alle energie rinnovabili: “La mia Regione produce molta più energia rispetto a quella che consuma, ma i miei cittadini pagano le bollette elettriche allo stesso modo dei cittadini di altre Regioni che producono meno energia. Perchè la mia Regione non può, dunque, tenere per sè i maggiori introiti fiscali derivanti da una maggiore produzione di energia alternativa?” si chiede Occhiuto.
“Sarebbe ancora più giusto che i cittadini avessero dei vantaggi concreti. Se non si interviene dando vantaggi ai territori che investono sulle rinnovabili, non ci può essere un reale incentivo allo sviluppo dell’energia pulita”. Occhiuto ha discusso anche di infrastrutture: “Il porto di Gioia Tauro è diventato il primo in Italia, con una movimentazione di 3,6 milioni di container all’anno, ciò significa che il Mediterraneo è diventato davvero il luogo centrale degli scambi commerciali. La Calabria e la Sicilia possono essere l’hub dell’Italia e dell’Europa sul Mediterraneo, per cui credo che realizzare infrastrutture strategiche come il Ponte sullo Stretto dimostrerebbe la volontà del governo di investire in questa parte dell’Italia. Ma è del tutto evidente che insieme al Ponte, vanno fatte anche le altre infrastrutture: chiederò al ministro Salvini di investire anche sulla Statale Jonica, la statale 106, che è definita purtroppo da vent’anni la strada della morte”.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

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A Reggio Calabria e Messina l’esercitazione “Sisma dello Stretto 2022”

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Verificare il modello di intervento nazionale per il soccorso sul rischio sismico e testare il nuovo sistema di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione. Sono alcuni obiettivi dell’esercitazione nazionale “Sisma dello Stretto 2022” che si svolgerà dal 4 al 6 novembre nelle province di Reggio Calabria e Messina. Nel corso dell’esercitazione, sarà simulato un terremoto di magnitudo 6 con un significativo livello di impatto su abitazioni e popolazione e capace di innescare effetti ambientali come frane e fenomeni di maremoto.
“Gli obiettivi dell’esercitazione nazionale sono importanti e collegati all’attestare l’attivazione del sistema nella sua interezza, dal livello nazionale fino a quello locale”, ha spiegato dal capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è svolta a Reggio Calabria. “Il sistema di Protezione civile – ha continuato – è stato impegnato negli ultimi anni in tante attività, alcune delle quali a margine dei rischi tipici del nostro paese. Con questa esercitazione torniamo a un importante rischio tipico, quello sismico. Testeremo – ha proseguito – l’attivazione del sistema, i sistemi di coordinamento, vedremo le colonne mobili in movimento, testeremo una procedura che sarà utilizzata per migliorare le pianificazioni nazionali e territoriali per quello che riguarda il rischio sismico. Sarà un’esercitazione in cui per la prima volta testeremo anche il sistema di allertamento alle persone”. Nello scenario simulato del maremoto, infatti, si svolgerà un ulteriore test di IT-Alert, il sistema nazionale di allarme pubblico per l’informazione della popolazione che, in caso di gravi emergenze o eventi catastrofici, dirama messaggi utili ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica. Venerdì 4 novembre, quindi, i cittadini che si troveranno nelle zone coinvolte dall’esercitazione riceveranno un messaggio sul loro cellulare. Per Curcio si tratta di “un ulteriore test di avvicinamento a un sistema che speriamo sarà operativo a breve e che per la prima volta sarà testato realmente su 500 mila persone”.
Per rendere realistica l’esercitazione, è stato preso a riferimento il terremoto che si è verificato il 16 gennaio del 1975 nell’area dello Stretto di Messina, quando l’epicentro strumentale è stato individuato a circa cinque chilometri dalla costa, nell’entroterra di Reggio Calabria, con una profondità stimata di 20 chilometri. Per l’esercitazione è stato scelto di simulare lo stesso terremoto ma con una magnitudo innalzata a 6. Per Curcio si tratta di “un evento maggiorato rispetto a quello del 1975, una magnitudo importante per stressare il sistema. Si parla di migliaia di evacuati teorici – ha continuato – sul quale il sistema si mobiliterà in ambito nazionale con migliaia di operatori sul campo ai vari livelli, strutture operative, Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, volontariato, operatori comunali, provinciali, regionali, risorse sanitarie. Un test importante che verrà effettuato realmente e in parte anche da remoto”.
“La prevenzione è essenziale e importante in tutte le calamità naturali”, ha affermato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in videocollegamento. “Credo che prepararsi a questi momenti – ha aggiunto – costituisca un momento di formazione”. “Il nostro – ha evidenziato il governatore siciliano – è un paese estremamente solidale, che sa stringersi attorno al dolore dei caduti e delle vittime di calamità. Siamo un paese forte, un paese dotato di forte compostezza e nello stesso tempo di volontà di reagire nei momenti in cui siamo colpiti nel vivo dei nostri affetti e della nostra sensibilità”.
“Stiamo investendo molta attenzione su questo tema – ha detto il presidente Regione Calabria, Roberto Occhiuto – in una regione come la nostra nella quale dobbiamo preoccuparci se non piove, perchè c’è la siccità, e dobbiamo preoccuparci anche se piove, perchè i cambiamenti climatici possono determinare eventi avversi. Troppo spesso ci si lamenta il giorno dopo di non aver fatto niente il giorno prima. Noi stiamo cercando – ha evidenziato – di lavorare per costruire un sistema di protezione civile che veda coinvolti anche i cittadini e le associazioni di volontariato così come credo debbano fare tutte le istituzioni”. Per Occhiuto, “prepararsi per tempo a quello che può succedere significa cercare di mitigare il rischio e di non farsi trovare impreparati”.

– foto: xa5/Italpress

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Terremoti d’Italia, a Reggio Calabria la mostra della Protezione Civile

CATANZARO (ITALPRESS) – “Il rischio sismico tra conoscenza, memoria ed esperienza. Una full-immersion nella prevenzione toccata con mano. Sarà questo la mostra allestita all’interno della grande tensostruttura della Protezione Civile presso il lungomare di Reggio Calabria, nelle adiacenze della Stazione Lido, che rientra nell’ambito dell’esercitazione nazionale sulla gestione dei terremoti che prenderà il via giorno 4 novembre in tutta l’Area dello Stretto. Vi aspettiamo numerosissimi, perchè conoscere significa prevenire!”
L’invito porta la firma del Vicepresidente con delega all’Istruzione, Giusi Princi, e dell’Assessore regionale alle Infrastrutture, Mauro Dolce, che tramite una nota congiunta informano la cittadinanza, in particolare le scolaresche, che dal 4 novembre al 3 dicembre sarà attiva la grande mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, realizzata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, con il contributo del Dipartimento Regionale, per conoscere da vicino uno dei rischi naturali che più interessano il nostro Paese: il rischio sismico.
Solo dal 1900 ad oggi, in Italia sono stati ben 60 i terremoti che hanno provocato danni gravi; 20 di questi hanno avuto effetti talmente distruttivi da causare la morte di 120mila persone, oltre che la devastazione di interi centri urbani. E tra questi si annovera anche quello del 1908, che distrusse le città di Reggio e Messina. Tutt’oggi, quasi metà del nostro Paese è soggetta ad elevata pericolosità sismica.
“E Reggio e la Calabria, infatti, non sono da meno, come ci insegnano la memoria storica ed i frequenti lievi episodi anche molto recenti – ricorda Giusi Princi – motivo per il quale occorre attivare azioni di sensibilizzazione al fenomeno dei terremoti e di acquisizione di comportamenti adeguati alle situazioni di pericolo. L’obiettivo della mostra è proprio far sì che i visitatori, attraverso un percorso conoscitivo e sensoriale, acquisiscano una maggiore consapevolezza del rischio, tutelando se stessi e gli altri.”
E va dato atto proprio all’attuale Assessore alle Infrastrutture, Mauro Dolce, di aver ideato e progettato la mostra, di cui beneficia tutto il Paese, quando era nel Dipartimento nazionale della Protezione civile.
“L’idea di una mostra itinerante sui terremoti nasceva nel 2007 – spiega l’Assessore regionale – in occasione del 10° anniversario del terremoto Umbria-Marche, per l’esigenza di far crescere la consapevolezza del rischio sismico in un territorio soggetto in maniera diffusa a tale rischio, che nella storia ha ciclicamente provocato distruzione un pò in tutta Italia. Fin da allora la mostra è stata concepita per essere fruita da tutti i cittadini, senza distinzione di età, come un percorso di conoscenza del fenomeno, della storia, degli strumenti di misura e di prevenzione, fino ad una forte esperienza sensoriale attraverso i simulatori sismici che proponiamo, ‘Stanza Sismicà e ‘Città Sismicà, appositamente realizzati per aiutare a fissare nella memoria dei visitatori gli elementi di conoscenza proposti. In questi anni la mostra è stata replicata decine di volte in diverse città italiane ed estere (es. Bruxelles e Mosca). Sono particolarmente contento – aggiunge Mauro Dolce – che si sia riusciti a portare la mostra anche a Reggio, dove sono certo che la popolazione, non solo di Reggio ma di tutta la Calabria, possa accrescere le proprie conoscenze e, soprattutto, la consapevolezza che fare prevenzione fa la differenza. In tale ottica, la scuola rappresenta un veicolo fondamentale per la diffusione di una cultura del rischio e di protezione civile. Per questo, un’attenzione particolare è rivolta alle visite delle scolaresche”.
Documenti, foto, filmati e strumenti saranno messi a disposizione del pubblico per capire cos’è il terremoto e cosa si può fare per affrontarlo, per ridurne gli effetti. Il percorso espositivo, realizzato su oltre 600 mq, sarà illustrato dai tecnici e dai volontari di protezione civile; si partirà dalla conoscenza del fenomeno fisico e dagli strumenti utilizzati per misurarne l’intensità, per passare poi alla storia e alla condizione sismica del nostro Paese e all’organizzazione del sistema di Protezione civile. Verranno descritti anche accorgimenti e tecnologie per rendere più sicura la propria abitazione, oltre che suggerimenti sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo le situazioni di rischio. A conclusione del percorso teorico, i visitatori potranno vivere un’esperienza dal forte impatto emotivo e sensoriale, nell’apposita “Stanza Sismica”, dove verranno riprodotti fedelmente i movimenti causati da un sisma di forte intensità, provando così l’esperienza diretta del terremoto. Un altro simulatore, la “Città Sismica”, consentirà di osservare in prima persona gli effetti dei terremoti su edifici e ponti, riprodotti in scala.
L’inaugurazione della mostra per le scuole sarà venerdì 4 novembre. L’apertura al pubblico, con ingresso gratuito, è da lunedì a sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Ulteriori informazioni sul sito www.protezionecivilecalabria.it

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

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Calabria, ultime tappe tour “Noi, Terra dei Padri”

CATANZARO (ITALPRESS) – Dopo i tre appuntamenti che hanno coinvolto i Comuni e i numerosi attori locali di Crotone, Cosenza e Vibo Valentia, il tour di “Calabria Terra dei Padri” arriva a Catanzaro e Reggio Calabria.
Le date da segnare in calendario sono quelle del 7 e del 10 novembre. Gli incontri in programma si terranno rispettivamente alla Provincia di Catanzaro e alla Città Metropolitana di Reggio Calabria, entrambi dalle 17.00 alle 19.30.
Ospiti all’evento di Catanzaro saranno il presidente di Fincalabra, Alessandro Zanfino, il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile e l’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Mobilità, Fausto Orsomarso.
All’appuntamento a Reggio Calabria, oltre a Orsomarso e Zanfino, sarà presente Carmelo Versace, sindaco Facente funzoni metropolitano.
Il progetto di marketing territoriale della Regione Calabria gestito da Fincalabra, che ha lo scopo di valorizzare il turismo delle radici e internazionalizzare il sistema produttivo regionale, arriva in due province che nei decenni scorsi hanno assistito a un importante esodo di propri residenti all’estero.
Pertanto, l’obiettivo è far ritornare un gran numero di figli e nipoti di quei calabresi, motivati dalla voglia di riscoprire la propria terra d’origine. Ciascun appuntamento si aprirà con la presentazione del progetto, alla quale seguiranno il dialogo e l’ascolto dei cittadini e degli attori territoriali e un momento di networking per favorire la conoscenza reciproca e l’adesione alle iniziative.
Come nelle altre tappe, saranno coinvolti i Comuni, i cittadini e gli attori locali, che potranno conoscere meglio l’iniziativa e partecipare attivamente alla definizione del nuovo prodotto turistico.
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Certificati falsi, denunciati due finti medici dello sport nel reggino

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I Carabinieri di San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria) hanno denunciato tre persone per
truffa, falsità materiale in atto pubblico commesse dal privato, contraffazione di marchi ed esercizio abusivo della professione sanitaria. Fatti commessi nel territorio della Piana di Gioia Tauro.
Nello specifico, le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi e condotte dai militari dell’Arma, hanno permesso di ipotizzare che, nel periodo da febbraio a marzo 2021, due degli indagati, entrambi pregiudicati di origini campane, si siano finti medici dello sport ed abbiano effettuato abusivamente visite finalizzate al rilascio dei certificati di idoneità all’attività sportiva. Il tutto con la complicità del terzo indagato, all’epoca dei fatti responsabile di una scuola calcio di Polistena ed oggi assessore allo sport di quel comune, che si operava per procacciare clienti ai finti medici.
Almeno 160 i certificati falsi realizzati dai truffatori che solitamente intascavano 25 Euro a visita e che, per non destare alcun sospetto, avevano falsificato il logo della F.S.M.I., la Federazione Medico Sportiva Italiana, e lo usavano per timbrare le carte che consegnavano agli ignari atleti.
A tradire i tre indagati sono state alcune irregolarità riscontrate dai carabinieri di San Giorgio Morgeto nel corso di un controllo anti-covid19. Passando dal campo di calcio del paese, i militari avevano infatti notato uno strano assembramento di ragazzi in attesa di essere ricevuti a visita. Al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni contro il coronavirus, gli operatori erano quindi entrati negli spogliatoi e, dopo aver verificato che tutti fossero a debita distanza l’uno dall’altro e indossassero i dispositivi di protezione individuale, procedevano ad identificare gli operatori sanitari in quel momento intenti a rilevare il ritmo cardiaco di un giovane atleta.
Rientrati in sede, i carabinieri hanno effettuato approfonditi accertamenti sui “sanitari” identificati, riscontrando che i due, un allenatore sportivo ed un impiegato dell’USL Napoli, non erano assolutamente abilitati ad effettuare visite medico sportive.
L’ipotesi d’accusa è stata sposata dalla Procura di Palmi, che nei confronti dei tre indagati ha emesso avviso di conclusione delle indagini preliminari.

– foto: ufficio stampa Carabinieri Reggio Calabria

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