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Carabinieri sequestrano un arsenale e chili di droga, due arresti in Calabria

VIBO VALENTIA (ITALPRESS) – Blitz dei Carabinieri della Stazione di Limbadi, della Stazione Forestale di Spilinga e dello Squadrone Cacciatori in un’azienda agricola, in contrada San Calogero, autorizzata alla produzione e commercializzazione della canapa indiana cosiddetta legale. I militari hanno accertato che le piante coltivate, circa un migliaio, non corrispondevano a quelle autorizzate e riportate nella documentazione concretizzandosi quindi il reato di produzione non autorizzata di sostanze stupefacenti. Arrestato il presunto responsabile. Di concerto con la Procura è stata eseguita la perquisizione del capannone in locazione usato come zona logistica dell’area. Alle operazioni ha assistito anche il proprietario, chiamato in causa dall’arrestato. Le operazioni, che hanno portato all’arresto anche di quest’ultimo, hanno consentito di trovare oltre a diverso materiale per il confezionamento della marijuana anche due giubbotti antiproiettile e oltre 30 chili di sostanza stupefacente già confezionata.
Successivamente è stata individuata, poco distante, su un terreno nella disponibilità del secondo indagato una piantagione di marijuana, senza alcuna autorizzazione, con circa 200 piante. Il ritrovamento più importante è stato però effettuato a Rosarno, presso un capannone sempre nella disponibilità del secondo fermato dove i Carabinieri oltre a 2 chili circa di marijuana hanno trovato, in alcuni bidoni di plastica, cinque pistole e un fucile a pompa, con matricola abrasa, nonchè due kalashnikov perfettamente funzionanti e un migliaio di munizioni. Sono in corso approfondimenti degli inquirenti per accertare la provenienza delle armi e il loro eventuale utilizzo. I due indagati sono stati posti ai domiciliari dopo la convalida degli arresti.
foto ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).

Energia, Occhiuto “Vantaggi a regioni che investono in rinnovabili”

ROMA (ITALPRESS) – “Sulla questione energia – come ho detto anche a Capri, facendo una battuta sull’autonomia differenziata che vogliono molti presidenti del Nord – dobbiamo fare riferimento a quello che è scritto nella Costituzione, e cioè che i livelli essenziali delle prestazioni, i diritti, devono essere assicurati con uniformità in tutto il territorio nazionale.
E quando la capacità fiscale delle Regioni non è sufficiente a farlo, allora interviene la perequazione. Se dopo la perequazione c’è qualche Regione che ha capacità fiscale ulteriore, ben venga per queste Regioni la possibilità di dare ulteriori servizi ai cittadini”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo all’assemblea pubblica di Unindustria Calabria, a Reggio Calabria.
“Ma perchè il tema dell’autonomia differenziata e delle risorse prodotte nelle Regioni non deve valere pure per l’energia? In Calabria produciamo il 42% di energia da fonti rinnovabili. Se aggiungiamo anche l’idroelettrico e altre fonti non fossili, abbiamo una produzione di energia pulita superiore al consumo dei calabresi.
La Lombardia produce il 13% di energia da fonti rinnovabili.
Allora, vogliamo farlo il federalismo differenziato? Facciamolo anche sull’energia, stabiliamo che se una Regione ha investito sulle rinnovabili è giusto che i cittadini e le imprese ne abbiano vantaggio.
Perchè se non rendiamo conveniente questo investimento è difficile che si inducano i decisori politici a sviluppare le rinnovabili. Quindi dobbiamo creare un rapporto tra ciò che si produce in termini di rinnovabili e ciò che è beneficio per la cittadinanza”, ha sottolineato Occhiuto.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

(ITALPRESS).

Reddito di cittadinanza, 13 furbetti denunciati in provincia di Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – A Melicucco, i Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro, hanno denunciato 13 “furbetti” del reddito di cittadinanza, tra cui due italiani e undici stranieri di nazionalità rumena, bulgara e marocchina. Gli indagati devono rispondere di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in ordine a richieste non spettanti di sussidi economici, introdotti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con decreto legge del 2019, come misura di contrasto alla povertà e sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.
Le indagini hanno permesso agli investigatori, attraverso un’attenta attività di analisi documentale in relazione a 170 istanze presentate, in riscontro anche a un esame incrociato tra le verifiche esperite sul territorio e gli accertamenti info- investigativi, di verificare numerose irregolarità nelle procedure di attestazione e l’assenza dei requisiti previsti.
Le difformità riscontrate, hanno impedito l’elargizione dei sussidi a soggetti non aventi diritto, per un danno erariale di circa 70 mila euro.
Gli esiti dell’attività investigativa sono stati segnalati all’autorità giudiziaria e all’Inps ai fini dell’interruzione dell’elargizione del sussidio nei riguardi degli interessati ed il recupero delle somme indebitamente percepite.
Tale attività d’indagine, che ha riguardato in ultimo la comunità di Melicucco, si inserisce, nel complesso, in un più ampio contesto di varie attività di verifiche condotte dai militari del Gruppo di Gioia Tauro, su tutto il territorio della piana, che annoverano un totale a partire dal 2020, nel complesso di circa 300 persone, tra cittadini italiani e migranti, segnalate all’autorità giudiziaria, compresi gli odierni indagati, per violazioni inerenti la normativa sul reddito di cittadinanza, per un tentato danno erariale di circa oltre 2 milioni di euro.
foto ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).

Tim porta a Reggio Calabria la superfibra a 10 giga

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – TIM va avanti nello sviluppo di reti e servizi di nuova generazione e porta nelle case di Reggio Calabria le connessioni in fibra FTTH ad elevate prestazioni fino a 10 Gigabit al secondo grazie alla tecnologia XGS-PON (10 Gigabit capable Symmetric Passive Optical Network).
Con tale tecnologia e attraverso la rete di FiberCop – la società infrastrutturale del Gruppo – TIM raggiunge già 4,2 milioni di unità immobiliari in oltre 30 città con un piano di sviluppo che consentirà ad un numero sempre maggiore di famiglie italiane di accedere al massimo delle performance di navigazione.
I clienti potranno da subito sottoscrivere la nuova offerta in fibra ‘All Inclusivè della gamma TIM WiFi Power con velocità fino a 10 Gigabit al secondo in download e 2 Gigabit in upload e avere a disposizione il meglio della tecnologia, potenza e sicurezza delle connessioni, oltre ad un’assistenza dedicata per un’esperienza di navigazione di altissimo livello.
Inoltre, grazie al nuovo modem TIM 10Gb con connettore ottico a 10 Gb integrato, standard WiFi 6 4×4 (a 2.4 GHz e a 5 GHz), 1 porta 10 Gb, 4 porte Gb-Eth, 2 porte USB 3.1 e con i più avanzati standard di mercato, i clienti potranno connettere in casa contemporaneamente oltre 100 dispositivi sfruttando al massimo le potenzialità della nuova tecnologia.
TIM rinnova il suo impegno ad offrire ai clienti anche il meglio dell’assistenza e inserisce nella nuova offerta un servizio dedicato con accesso prioritario al 187 e ai negozi TIM, garantendo un supporto sin dalla fase di attivazione. L’azienda metterà a disposizione la professionalità dei tecnici TIM che, oltre ad installare la fibra, provvederanno a configurare il modem e tutti gli apparati della casa con eventuali repeater se necessari, verificando il funzionamento del WiFi in ogni stanza, garantendone anche l’assistenza gratuita postvendita.
“Dopo un anno di sperimentazione, siamo orgogliosi di poter lanciare in 30 città italiane un’offerta che segna un nuovo primato nel mondo delle telecomunicazioni targato, ancora una volta, TIM – afferma Andrea Rossini, Chief Consumer, Small & Medium Market Officer di TIM. Con la fibra ad alte prestazioni andiamo ad offrire ai nostri clienti qualcosa di unico sul panorama italiano ed europeo, sinonimo di eccellenza. TIM WiFi Power è il meglio della connettività e dell’esperienza d’uso potenziato da un servizio d’assistenza ad alto valore aggiunto. Il nostro obiettivo è fornire la qualità migliore per abilitare persone e imprese a tutte le opportunità offerte dalla transizione digitale”.
TIM WiFi Power ‘All Inclusivè è in promozione lancio a 34,90 euro al mese (anzichè 39,90) ed è disponibile anche in velocità 2,5 Gigabit al secondo per quei clienti non ancora raggiunti dalla nuova tecnologia XGS-PON. Maggiori informazioni sono disponibili su tim.it

– foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

‘Ndrangheta, Insulti contro Klaus Davi sui muri di Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Nuova scritta ingiuriosa contro Klaus Davi, questa volta apparsa nel cuore del quartiere Archi di Reggio Calabria. Il testo è stato impresso su un muretto in uno dei posti più frequentati e visibili del rione di Reggio Calabria, in passato tristemente celebre perchè teatro delle faide di ‘Ndrangheta più cruente con mille morti ammazzati. Proprio di fronte al lato opposto della rotatoria collocata di fianco alla frequentatissima Chiesa si legge “Klaus Davi cornuto”. Il testo, secondo alcuni cittadini risalirebbe a non più di una settimana fa. Si tratta di un luogo di grande visibilità dove settimanalmente si svolge anche un mercatino e dove le pattuglie della polizia e dei carabinieri circolano di frequente. Senza contare che proprio presso quel luogo di culto risiede anche la parrocchia e vi si svolgono frequenti funzioni religiose. Difficile che l’autore o gli autori non siano stati quindi visti all’opera anche perchè la caserma dei carabinieri dista in linea d’aria non più di 500 metri e quindi il rischio di essere scoperti dalle forze dell’ordine per i “writer” non era poi così remoto. Non è la prima volta che compaiono scritte contro il giornalista a Reggio Calabria. Al luglio del 2021 risale una simile scritta collocata questa volta presso la rotonda di Gallico all’ingresso dell’Autostrada con un testo piuttosto sibillino: “Klaus Davi uomo di pace”, recita il murales a tutt’oggi, ben visibile per chi fa ingresso sulla A2 provenendo da Gallico o Catona. Ai tempi Davi, fanno sapere i suoi legali, fu contattato telefonicamente da un esponente della polizia giudiziaria, un Carabiniere. Ma la chiamata non ebbe alcun seguito in termini di indagini, fa notare Eugenio Minniti, uno dei legali del noto giornalista. Ora è la volta di una nuova scritta ad Archi Cep con un testo però molto più aggressivo. A questi due episodi se ne aggiunge un terzo che li precedette nel tempo e anche in questo caso, nonostante le puntuali indagini della Polizia scientifica, non è stata fatta luce sugli autori del gesto. Nel novembre del 2019 la casa in cui viveva allora Klaus Davi al lotto 23 fu oggetto di un atto vandalico: ignoti sfondarono le vetrate della sua abitazione con pietre e sassi che furono ritrovati all’interno. “L’auspicio – dichiara l’avvocato Eugenio Minniti (Foro di Locri) – è che a questo punto gli inquirenti facciano chiarezza su questi costanti attacchi. Sarebbe sufficiente acquisire le telecamere della zona per cercare di capire chi possano essere stati gli autori della scritta offensiva. A nostro avviso sarebbe necessario un approfondimento sugli eventuali autori della scritta ma soprattutto sui motivi degli insulti rivolti pubblicamente al giornalista per capire se sono collegati a sue recenti inchieste giornalistiche”, dichiara il legale. (ITALPRESS).

Photo Credits: Ufficio stampa Klaus Davi

Covid, in Calabria 764 nuovi positivi e una vittima

CATANZARO (ITALPRESS) – Sono 764 i nuovi positivi in Calabria. Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione Calabria. Nelle ultime 24 ore sono stati 4.030 i tamponi effettuati. Una vittima nell’ultima giornata. (ITALPRESS).

Photo credits: www.agenziafotogramma.it

Reggio Calabria, sinergia Carabinieri-Enel per il contrasto all’illegalità

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – L’Arma dei Carabinieri ed Enel ancora più vicine per la prevenzione e il contrasto all’illegalità, la tutela dell’ambiente e del territorio: sono stati questi i temi dell’incontro tenutosi presso il Comando Provinciale dell’Arma, a Reggio Calabria.
Per l’Arma era presente il Comandante Provinciale, Colonnello Marco Guerrini. Per Enel Italia era, invece, presente Primiano Rotunno, Responsabile Security – Area Sud.
L’incontro consentirà di attuare territorialmente quanto previsto dal protocollo, sottoscritto tra Arma e Azienda elettrica nel novembre dello scorso anno, focalizzato sulla protezione dell’ambiente e delle risorse naturali, la lotta ai cambiamenti climatici e il contributo per uno sviluppo economico sostenibile del territorio.
E’ proprio sul territorio che l’accordo avrà la sua piena operatività grazie al nuovo modello di sicurezza partecipata che permetterà di affrontare congiuntamente le complesse problematiche connesse alla sicurezza e continuità operativa delle reti e delle infrastrutture elettriche, alla protezione del personale preposto alla loro gestione e al patrimonio aziendale.
Nel corso dell’incontro è stato approfondito anche il fenomeno delle truffe legate al settore energetico, in particolare il fenomeno fraudolento dell’esistenza di operatori abusivi che si spacciano telefonicamente per agenti di Enel Energia al fine di ottenere l’attenzione dell’interlocutore, per poi offrire nel corso della telefonata contratti con terzi concorrenti. Al riguardo la società energetica ha ricordato che i numeri telefonici autorizzati da Enel Energia possono essere verificati sul proprio sito e che i cittadini possono rivolgersi ai canali di contatto ufficiali per ogni segnalazione.
L’intesa punta alla valorizzazione della presenza capillare dell’Arma e dell’Enel in tutta Italia come punto di partenza per azioni congiunte. I Carabinieri e l’Azienda energetica sono infatti presenti in ogni angolo del Paese, spesso in aree a forte valenza ambientale.
L’Arma coinvolgerà i Reparti delle Organizzazioni Speciale e Forestale, con particolare riferimento ai Comandi Carabinieri per Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica, nonchè per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi.
Enel, attraverso le proprie articolazioni territoriali, garantirà un tempestivo scambio informativo sulle situazioni di interesse per i Carabinieri, segnalando altresì eventuali criticità ambientali, con particolare attenzione alla prevenzione degli incendi boschivi.
L’intesa prevede inoltre progetti di efficientamento energetico delle strutture di proprietà dell’Arma sul territorio nazionale e per lo sviluppo della mobilità sostenibile.
“La conservazione e la difesa del territorio – ha dichiarato il Comandante Provinciale di Reggio Calabria,- sono obiettivi primari per l’Arma dei Carabinieri che, con le sue componenti specialistiche, è, da sempre, protagonista nella salvaguardia dell’ambiente. Questi sono i presupposti con i quali l’Arma e l’Enel hanno sottoscritto il protocollo finalizzato alla promozione di una collaborazione per il raggiungimento del comune obiettivo di rafforzare le conoscenze in materia di security aziendale e negli ambiti di prevenzione e contrasto all’illegalità a tutela dei servizi alla cittadinanza”.
“Lo sviluppo di una nuova forma di collaborazione con una prestigiosa istituzione come l’Arma dei Carabinieri – ha dichiarato Primiano Rotunno, Responsabile Security – Area Sud di Enel Italia – è in linea con il nostro impegno per la sostenibilità e ci permetterà di garantire maggiore sicurezza alle donne e agli uomini che lavorano in Enel e alle infrastrutture aziendali che garantiscono un servizio essenziale per l’intera Comunità”.

foto: ufficio stampa Carabinieri

(ITALPRESS).

Rischio sismico in Calabria, convegno con i maggiori esperti del settore

CATANZARO (ITALPRESS) – “Rischio sismico in Calabria: valutazione e prevenzione” è il tema del convegno che si è svolto oggi nella sede della Cittadella regionale a Catanzaro.
L’iniziativa, organizzata dalla Regione Calabria in occasione della settimana della Protezione Civile, rappresenta un’occasione di confronto tra tutti i soggetti coinvolti nelle fasi di valutazione e mitigazione del rischio sismico.
Per la regione sono intervenuti l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici, Mauro Dolce, il dirigente generale del Dipartimento, Claudio Moroni, il direttore della Protezione civile della Calabria, Domenico Costarella.
Dopo i saluti istituzionali in cui sono intervenuti il prefetto di Catanzaro, Maria Teresa Cucinotta, e il direttore regionale dei vigili del fuoco della Calabria, Maurizio Lucia, che hanno sottolineato l’importanza di fare sistema con tutti i soggetti preposti alle emergenze per realizzare una prevenzione efficace soprattutto in una regione come la Calabria caratterizzata dall’alto rischio sismico, si è aperta la prima fase del convegno incentrata essenzialmente sulla fase della conoscenza del rischio e del monitoraggio dei fenomeni sismici.
In particolare sono stati analizzati dal punto di vista storico i terremoti in Calabria, anche in considerazione della loro origine e intensità. Gianluca Valensise, dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, si è soffermato ad esempio sulla sismicità dell’Arco Calabro che trae origine dalla convergenza tra le placche Africana e Eurasiatica.
A seguire sono stati trattati lo studio e il monitoraggio delle sorgenti sismogenetiche, gli scenari previsionali da effetti indotti sul terreno dal terremoto e la valutazione del rischio sismico, attraverso gli interventi dei professori Maurizio La Rocca dell’Università della Calabria, Gabriele Scarascia Mugnozza dell’Università Sapienza di Roma e Sergio Lagomarsino dell’Università di Genova.
La seconda parte del convegno è stata invece dedicata quasi interamente alla prevenzione strutturale con particolare riferimento alla normativa sismica, alle prospettive legate all’evoluzione delle normative e sulle nuove tecniche costruttive, oltre che sulla promozione di percorsi educativi per la diffusione della cultura della protezione e della prevenzione del rischio sismico. Su tali argomenti si sono alternati i professori Eugenio Chiocchiarelli dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Fabio Mazza dell’Università della Calabria e Andrea Prota dell’Università di Napoli Federico II.
La Calabria è la regione italiana più esposta al rischio sismico, infatti nella nostra regione si sono concentrati più della metà dei terremoti catastrofici avvenuti in Italia negli ultimi 350 anni caratterizzati dai valori di magnitudo più levati. Tra questi eventi, che hanno causato più di 200.000 vittime, si ricordano le sequenze sismiche del 1638 (Imax=XI e M= 7) nella Calabria Centrale, del 1783 che devastò la Calabria centro-meridionale con tre scosse principali caratterizzate da Imax=X-XI e Magnitudo fino a 7.1, del 1905 dello Stretto di Sant’Eufemia (Imax=X-XI e M=6.9) ed infine del 1908 di Messina-Reggio Calabria (Imax=XI e M=7.1) che rase al suolo il reggino causando oltre 120.000 morti. Dopo una breve pausa, l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici, Mauro Dolce, il dirigente generale del Dipartimento, Claudio Moroni, il direttore della Protezione civile della Calabria, Domenico Costarella, si sono confrontati sulla prevenzione strutturale e sugli interventi strutturali per la riduzione del rischio sismico in Calabria.
“La storia dei terremoti in Calabria – ha affermato l’assessore Dolce – , oltre che tutti gli studi scientifici degli ultimi decenni, ci dicono che è una regione ad elevata pericolosità sismica in cui si possono verificare terremoti di notevole violenza. Tutti i Comuni della Calabria sono, infatti, classificati in zona 1 e 2 su quattro zone. Sulla base dell’Ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3274/2003, la delibera della Giunta regionale della Calabria n. 47 del 10.02.2004, ha classificato il 100% dei Comuni calabresi nelle zone 1 e 2 a elevata pericolosità sismica Tuttavia, i recenti terremoti in Italia e nel mondo hanno dimostrato quanto sia complesso limitare il rischio sismico. L’elevata densità di popolazione che vive nelle aree a maggior rischio, la vetustà e vulnerabilità delle infrastrutture e del patrimonio edilizio pubblico e privato, la vulnerabilità sociale legata ad una comunità non preparata a tali evenienze rallentano l’efficacia delle leggi e ritardano l’applicazione di adeguamenti antisismici e urbanistici a salvaguardia delle popolazioni. Pertanto – ha proseguito – il tema del convegno di oggi è prioritariamente incentrato sulla conoscenza e sulla prevenzione dei rischi, che non sono solo sismici, ma anche idrogeologici, idraulici e gli altri ben noti. Non si fa mai abbastanza prevenzione. Occorre pertanto uno sforzo da parte di tutti, cittadini e amministratori pubblici, perchè si faccia prevenzione a 360 gradi: non solo strutturale ma anche comportamentale, basata sulla conoscenza del territorio e sulla consapevolezza del rischio sismico, per essere più preparati ad affrontare il terremotò.
‘Il nostro dipartimento dei Lavori pubblici – ha riferito infine l’assessore Dolce – segue il Programma nazionale della prevenzione del dipartimento nazionale della Protezione civile che è iniziato nel 2010, dopo il terremoto dell’Aquila, ed è stato finanziato con 1 miliardo di euro in 7 anni e che continua ad essere sovvenzionato con 50 milioni di euro l’anno. Sono valori assolutamente insufficienti. La Calabria ha ricevuto circa 130milioni di euro utilizzati per avviare interventi di prevenzione strutturale su circa 250 edifici, ma anche per fare microzonazioni sismiche in tutti i Comuni calabresi. Per quanto riguarda la conoscenza del rischio sta partendo un piano che riguarda l’analisi della vulnerabilità dei ponti che interesserà non solo il rischio sismico ma anche la prevenzione rispetto agli altri rischi, tenendo conto del deterioramento della struttura nel tempo”.
Domenico Costarella ha assicurato che “Il sistema regionale di Protezione civile ha in campo le sue strutture operative che reagirebbero in caso di terremoto. Il terremoto non si può prevedere ma si deve prevenire. E’ necessario fare prevenzione strutturale e non strutturale”.
“La Protezione civile – ha spiegato – si occupa in particolare di quella non strutturale per la quale è importantissima la pianificazione, a tutti i livelli: di tipo nazionale, come il piano Campi Flegrei, il Piano Vesuvio in cui la Regione è attiva avendo stipulato dei gemellaggi con due Comuni della Campania in caso di evacuazione di determinate aree, mentre a livello regionale, la Calabria è una delle poche regioni che ha approvato il Piano di soccorso sismico, al cui interno sono inseriti gli elementi conoscitivi, territoriali e operativi che occorre attuare in caso di eventi sismici. L’altra pianificazione fondamentale è quella comunale, che scaturisce da direttive nazionali e regionali. La Calabria ha approvato tali direttive a fine 2019, e costituiscono lo strumento principale di definizione dei modelli di intervento e prima ancora di analisi dei rischi di un determinato territorio. Pertanto, l’incontro di oggi parte dall’analisi di quella che è la pericolosità sismica della nostra regione in tutti i 405 comuni che, secondo l’ultima classificazione sono in zona rischio di livello 1 e 2. Dobbiamo essere tutti consapevoli di questo”.
Infine, il dirigente regionale della Protezione civile ha ricordato alcuni appuntamenti in programma nei prossimi giorni invitando i cittadini “a recarsi nelle piazze calabresi il prossimo sabato e domenica, 15 e 16 ottobre, dove si svolgerà la campagna ‘Non rischio. Buone pratiche di Protezione civilè, a breve sulla nostra pagina facebook saranno indicate i Comuni dove si svolgerà l’iniziativa. Un altro importante appuntamento sarà l’esercitazione del 4 e 6 novembre “Exe dello Stretto 2022″ a Reggio Calabria durante la quale saranno coinvolti 39 comuni e sarà impegnato tutto il sistema nazionale e regionale di Protezione civile con il fine di testare tutte le procedure di prevenzione del rischio nella simulazione di un terremoto d’intensità 6.2 di magnitudo”.
Il dirigenti Moroni si è soffermato su quanto è stato fatto in Italia e in Calabria in questi anni per la mitigazione del rischio e sulle risorse effettivamente impegnate per l’edilizia antisismica. “Inoltre – ha anche aggiunto – che la Regione sta finanziando con oltre 3 milioni di euro la campagna di verifica di oltre mille ponti. Nei prossimi giorni uscirà il primo bando a carattere sperimentale per mettere a punto le procedure con le quali operare successivamente a larga scala”.
All’evento sono intervenuti anche rappresentanti degli Ordini delle province calabresi degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geologi; il presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria; i rappresentanti dei Collegi dei Geometri delle province calabresi, dell’Anci Calabria.

– foto: ufficio stampa Regione Calabria

(ITALPRESS).