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Pagani “Aggiornare intelligence al tempo di pandemie e nuove guerre”

RENDE (COSENZA) (ITALPRESS) – Alberto Pagani, Deputato e Membro della Commissione Difesa, ha tenuto la lezione “Intelligence economica per l’Italia. Quali riforme” al Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri.
“Nel nostro Paese l’attuale struttura e organizzazione del comparto intelligence assolve oggi ai suoi compiti per la sicurezza nazionale nel migliore dei modi, rispetto ai cambiamenti globali in cui si trova ad operare?”. Con questa domanda Alberto Pagani ha avviato la lezione, ricordando che i compiti fondamentali dell’intelligence sono due. Il primo è di fornire informazioni al decisore politico, perchè possa compiere le scelte necessarie alla tutela del benessere, della sicurezza e dell’interesse nazionale. Il secondo è di operare attivamente, su indicazione del decisore politico, per neutralizzare le minacce e minimizzare i rischi che gravano sulla Repubblica e sui cittadini. “L’intelligence – ha sostenuto – è uno strumento dello Stato. In quanto tale non è intrinsecamente buono o cattivo, questo dipende dall’uso che ne fa il decisore politico, che è parte integrante del ciclo dell’intelligence. La forma e l’organizzazione dello strumento sono, prima di tutto, l’espressione del processo storico che l’ha prodotto”. Quindi ha citato Karl Popper, secondo cui non esiste l’osservazione pura, priva di un apparato teorico di riferimento, e Sigmund Freud, per cui vi è un tempo per guardare e un tempo per pulire le lenti. Pagani ha spiegato: “Inforcare le lenti e cominciare a guardare senza aver pulito gli strumenti di osservazione può essere tanto dannoso quanto passare il tempo a esclusivamente a pulire”.
Pagani ricorda che “l’organizzazione odierna dei servizi di intelligence italiani si forma fondamentalmente dopo la seconda Guerra Mondiale, in un un’Italia liberata dal nazifascismo, ma sconfitta, perchè era stata condotta da Mussolini a combattere al fianco della Germania e del Giappone. Era l’alba della Guerra fredda, sulla linea di faglia di una Cortina di ferro che divideva l’Europa in due blocchi, e nella democrazia italiana c’era il più grande partito comunista dell’Occidente. Nell’immediato secondo dopoguerra la riorganizzazione degli apparati di sicurezza e di intelligence, aiutata ed indirizzata dai vincitori del conflitto, all’interno dell’Alleanza Atlantica, risentiva di quel contesto storico. La principale minaccia per l’Occidente era l’Unione Sovietica, potenza ostile che si temeva potesse persino invadere l’Italia, perciò i servizi segreti avevano essenzialmente una funzione di controspionaggio, e dovevano servire a costruire a contrastare i comunisti in caso di occupazione sovietica, anche con strutture militari di natura clandestina, come Gladio. Nel 1977 la legge 801 ha riorganizzato i servizi nel Sismi, Servizio Informazione e Sicurezza Militare, con funzioni di controspionaggio interno ed esterno e dipendente direttamente dal Ministero della Difesa, e nel Sisde, Sistema di Informazione per la sicurezza e la tutela delle istituzioni democratiche, dipendente dal Ministero degli Interni”.
Pagani evidenzia che “con la caduta del muro di Berlino nel 1989, si chude l’epoca della divisione del mondo nei due blocchi contrapposti, caratterizzati dai loro modelli economici, ideologici e politici opposti, che era la ragione per cui i nostri servizi furono pensati e costruiti in quel modo. Negli anni successivi, coltivando l’illusione che il capitalismo democratico e liberale avrebbe conquistato e pacificato il mondo, imponendo un modello unico e vincente di società, l’Unione Euorpea e la Nato si allargano ad Est, la Cina entra nel WTO, la Russia sembra avvicinarsi all’Occidente, ed al vecchio schema bipolare si sostituisce un nuovo modello, fondato sulla globalizzazione liberista dei mercati, sul Washington consensus e sui dieci punti economici di Williamson”.
‘Ma l’occidentalizzazione pacifica del mondo era un’illusione perchè – spiega Pagani -, la globalizzazione ha avvicinato come ha allontanato, ha unito i popoli come li ha divisi, perchè ‘ad ogni azione corrisponde sempre una reazionè e, come anticipato da Samuel Huntington ne ‘Lo scontro delle civiltà’, ai tentativi di omogeneizzazione politica e culturale del modello democratico liberale capitalistico e di globalizzazione Economica, le diverse civiltà hanno risposto con una frammentazione identitaria o localistica. Così il mondo è diventato multipolare, o forse apolare, perchè nei nuovi conflitti di natura culturale, politica, religiosa, ideologica, si può entrare in competizione con i propri alleati e fare affari con i propri avversari. Per esempio Francia e Italia, che hanno fondato la CECA, poi la CEE, poi la UE, e sono alleati nella NATO, si trovano a volte in contrapposizione perchè hanno interesse strategici divergenti. Per contro, anche se non esiste alcuna alleanza tra l’Occidente e la Cina, tutti i Paesi Occidentali, Stati Uniti compresi, sono diventati economicamente interdipendenti con quella che è diventata la fabbrica del mondo. Fu solo con l’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, che si mostrarono le conseguenze sulla sicurezza della trasformazione che il mondo aveva subito, e si comprese l’emergere delle nuove minacce, come il terrorismo di matrice jihadista, evidenziando la necessità di ripensare anche la struttura delle agenzie di intelligence, per farvi fronte più efficacemente. In Italia, la legge 124/2007 riformò il comparto intelligence, istituendo il DIS (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza) con a capo il Presidente del Consiglio, a coordinare l’Aisi (Agenzia di Informazioni per la Sicurezza Interna) e l’Aise (Agenzia di Informazioni per la Sicurezza Esterna)’
“Una riforma – afferma Pagani – che ha significato un cambio di paradigma, imponenendo la consapevolezza delle nuove sfide da affrontare, ed ha fatto emergere una visione diversa del rapporto con la società, ed una maggiore apertura al mondo civile, delle università, delle professioni. Infatti, si è anche avviato un nuovo reclutamento del personale intelligence, che non proviene più soltanto dalle forze armate o delle forze di polizia. Ma la trasformazione del mondo era più profonda e radicale di quanto potesse sembrare. Uno dei più grandi teorici della globalizzazione, il sociologo tedesco Ulrich Beck, utilizza il termine metamorfosi per descrivere una trasformazione di versa dall’evoluzione, come avviene nel campo etologico. I cambiamenti più profondi derivano dal fatto che la globalizzazione dei mercati e dell’economia capitalistica ha favorito lo sviluppo di grandi potenze economiche emergenti, prima tra tutte la Cina, e questo ha modificato nei fatti l’equilibrio di potere su cui si basava il vecchio Ordine Mondiale, mettendolo in fluttuazione e producendo una nuova conflittualità latente. Lo avevano giù intuito gli ufficiali dell’Aeronautica Militare Cinese Qiao Liang e Wang Xiangsui, che descrivessero la nuova conflittualità che si nascondeva nel processo di trasformazione dei rapporti di forza globali parlando di ‘guerra senza limitì, combattuta non più a livello militare, ma in modo asimmetrico, non solamente sul piano militare, con il terrorismo, ma anche nella dimensione economica, informativa, cibernetica”. I due ufficiali cinesi anticiparono di quasi un ventennio il concetto strategico di guerra nelle zone grigie, illustrato dal generale Gerasimov, Capo di Stato Maggiore delle forze armate russe, nella sua dottrina militare.
‘Anche in Occidente alcuni Paesi sono stati più pronti degli altri a comprendere la portata della trasformazione e ad adattarvi i propri strumenti di intelligence. Negli anni 90 del secolo scorso francesi, compresero che la dimensione dominante dei nuovi conflitti sarebbe stata quella della guerra economica, fondarono l’ecole de guerre economique. Il principale ritardo nella capacità di adattamento del nostro sistema di sicurezza – afferma Pagani -, attiene proprio alla dimensione economica ed alla dimensione cyber: rispetto ad un attacco cyber che colpisce un’infrastruttura critica e mina la sicurezza nazionale, o ad una minaccia economica che compromette la sovranità nazionale su attività di interesse strategico, ci si deve porre una domanda. La minaccia è interna, esterna, o forse è sia l’una che l’altra? E’ di competenza dell’Aise o dell’Aisi? L’organizzazione delle nostre strutture, dei nostri dispositivi di raccolta ed interpretazione delle informazioni, è la migliore possibile o c’è la necessità di pulire le lenti o modificare le loro gradazioni?”.
‘Per recuperare il ritardo in Italia è stata recepita la direttiva europea NIS, perimetrato l’ambito delle infrastrutture critiche, che erogano servizi essenziali, ed è stata istituita l’Agenzia Nazionale per la Cyber Security, che fa capo alla Presidenza del Consiglio, coordinata dall’autorità delegata all’intelligence. Sul piano economico è stata previsto so strumento del Golden Power per proteggere l’interesse nazionale nel campo economico ed industriale, strumento utile, utilizzato più volte, ma che necessita ancora di ulteriori modifiche ed aggiornamenti. Per sistematizzarli servirebbe una modifica della legge 124/07, che è una legge speciale, approvata a larghissima maggioranza parlamentare, ma la questione è squisitamente politica. Non può essere risolta con un semlice intervento di natura governativa”, ha spiegato Pagani.
Infatti “vanno ridefinite le nuove necessità per la sicurezza nazionale, indicando di conseguenza i nuovi strumenti e le nuove modalità organizzative attraverso le quali il comparto potrà corrispondere adeguatamente a rischi e minacce economiche, finanziarie e cybernetiche”.
Secondo Pagani, l’intelligence “ai compiti di analisi primaria dovrebbe integrare e rafforzare compiti di analisi secondaria e strategica. Migliorare la capacità di raccogliere, correlare e interpretare le informazioni per definire gli scenari possibili nei quali ci si potrà trovare precipitati in futuro prossimo aiuterebbe i decisori politici a disegnare una nuova strategia nazionale, senza dover agire sempre con la logica dell’emergenza. Un esempio tra tutti può essere la necessità di avere una maggiore diversificazione delle fonti di approvigionamento energetico, che è resa oggi evidente dal conflitto ucraino, ma che si poteva anticipare anche negli anni in cui la dipendenza dell’Italia dal gas russo passava dal 20 al 40 per cento”.
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Digitale terrestre, in Calabria parte riorganizzazione delle frequenze

CATANZARO (ITALPRESS) – Il Piano nazionale per la riorganizzazione delle frequenze televisive – a cura del Ministero dello Sviluppo economico -, che determinerà la riassegnazione delle frequenze su banda sub700 e segnerà il passaggio al digitale terreste di ultima generazione (dvb-t2), parte in Calabria il prossimo 12 aprile.
Per continuare a vedere l’intera offerta tv si dovrà effettuare la risintonizzazione degli apparecchi televisivi. Nella maggior parte dei casi la procedura avviene automaticamente; se invece il dispositivo (tv o decoder) fosse privo di tale funzionalità, sarà necessario risintonizzare i canali manualmente.
Durante la risintonizzazione potrebbe essere richiesto di scegliere la programmazione regionale Rai. In ogni Regione, infatti, sarà possibile optare tra tre diverse programmazioni. La scelta sarà tra Calabria, Sicilia e Basilicata. La programmazione della Calabria sarà, comunque, sempre visibile sul canale 821.
In generale, le operazioni di riorganizzazione delle frequenze non comportano la necessità di cambiare l’apparato televisivo o l’antenna, ma in caso di persistenti problemi di ricezione si consiglia di verificare il proprio impianto.
Il processo di riorganizzazione proseguirà in Calabria fino al 3 maggio e in tutte le Regioni fino al 30 giugno 2022.
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Turismo, “Calabria Straordinaria” si presenta da protagonista alla BIT

CATANZARO (ITALPRESS) – Dal 10 al 12 aprile la Regione Calabria con il brand “Calabria Straordinaria”, che porta con sè vocazioni e tratti identitari di una terra antica, caparbiamente proiettata al futuro, forte delle sue solide radici, parteciperà da protagonista alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2022, uno dei principali mercati dove favorire l’incrocio tra domanda e offerta tra gli operatori del settore. “Calabria Straordinaria” si presenta con ben 50 operatori turistici (tour operator, consorzi turistici e strutture ricettive), con una formula narrativa trasversale ed avvolgente, per raccontare e veicolare una Calabria moderna, inedita, competitiva, unica e straordinaria. Una Calabria che non ti aspetti! Un racconto sulla storia, i luoghi, le modernità, gli eventi, le lingue, le tendenze, un grand tour, per guardare e far guardare la Calabria con occhi diversi. Calabria che propone un’offerta turistica a 360 gradi, 12 mesi su 12, attraverso l’enogastronomia, i cammini, le ciclovie, il mare e la montagna, ma anche l’entroterra, la cultura, i borghi, l’archeologia e le esperienze di turismo slow.
Lo stand di 458 mq. (Padiglione 3 – Stand C99), concepito per rendere reale un’esperienza del tutto ecosostenibile ed infatti realizzato esclusivamente con cartone alveolare riciclato, nella sua declinazione visuale parla con immediatezza il linguaggio di una Calabria Straordinaria, Fourseason, turismi per ogni stagione, dove si può viaggiare veloci e prendersi per paradosso “il tempo che vuoi”. Focus dell’intera installazione la “Soldanella calabrese”, il fiore simbolo della Regione adottato dall’Assessorato al Turismo, con cui la Calabria viene identificata. Un fiore bellissimo, semplice e complesso, selvatico ma elegante, che cresce solo in questo territorio.
Domenica 10 aprile alle ore 12 verrà inaugurato lo stand di “Calabria Straordinaria”. Saranno presenti: Roberto Occhiuto, Presidente della Regione Calabria; Fausto Orsomarso, Assessore al Turismo e Marketing della Regione Calabria; la conduttrice televisiva e influencer Elisabetta Gregoraci. “Calabria Straordinaria”, è un modello nuovo e sperimentale di progettazione e rafforzamento dell’appeal turistico dei territori, di cui la Regione Calabria ambisce a diventare progetto pilota e riferimento nazionale.
Lunedì 11 aprile alle ore 15 si terrà l’evento dal titolo “Narrazioni inedite per una Calabria distintiva” a cui interverranno Fausto Orsomarso, Assessore al Turismo e Marketing della Regione Calabria; Sandro Pappalardo Membro del Cda di ENIT;
Domenico Pappaterra, Presidente Parco Nazionale del Pollino. Sarà questa l’occasione anche per presentare il volume MID (Marcatori – Identitari – Distintivi) – Manuale strategico per lo sviluppo dei turismi in Calabria.
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Princi “Calabria protagonista al Salone internazionale del Libro”

CATANZARO (ITALPRESS) – “La Regione Calabria sarà presente a Torino per la 34^ edizione del Salone Internazionale del Libro, dal 19 al 23 maggio. Stiamo lavorando a 360 gradi sull’immagine e sui contenuti di una nuova Calabria, non possiamo quindi mancare a vetrine di spessore come lo è questa storica manifestazione culturale. Non potrà che darci lustro ed allargare i nostri orizzonti”. Così la vicepresidente Giusi Princi annuncia la presenza della Calabria all’annuale appuntamento con la storia dell’editoria italiana e mondiale.
E proprio nell’ottica dei lavori preparatori a questa “trasferta”, si è tenuta una riunione organizzativa presso la Cittadella regionale, indetta proprio dalla vice di Roberto Occhiuto, detentrice anche della deleghe alla Cultura e all’Istruzione. Al suo fianco Maria Francesca Gatto, direttore generale del Dipartimento interessato.
Insieme ai tanti editori calabresi provenienti dai diversi territori regionali, presente al tavolo dei relatori anche Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese, incaricato della direzione dello stand calabrese alla Fiera del Libro.
Nel corso del meeting in Cittadella (che in verità è il secondo nel giro di poche settimane con le principali case editrici calabresi) sono intervenuti tanti editori, illustrando le proprie proposte e fornendo un prezioso supporto di idee riguardo lo svolgimento dell’iniziativa torinese. Tema centrale emerso dal confronto è l’esigenza della valorizzazione della Calabria con tutto il suo patrimonio, le sue peculiarità, i suoi testi a tematica varia. Valorizzazione che deve camminare di pari passo con un netto mutamento della percezione che la Calabria dà di se stessa al di là e dentro i propri confini.
“Dobbiamo essere noi per primi a raccontare una Calabria diversa, tramite una nuova narrazione. Scrolliamoci di dosso quegli stereotipi di terra arcaica e retrograda! Solo lavorando tutti insieme verso questo obiettivo di rinnovamento – sostiene Princi – possiamo riuscire a trasformare l’immagine tipo che la nostra Regione esporta. Questo messaggio, oltre che dalla Stampa e dalla Politica, passa anche dalla Cultura, che riveste un ruolo importante nel programma di governo della Giunta Occhiuto, perchè non si può pensare di cambiare rotta senza operare una vera rivoluzione culturale”.
Predominante in questo senso dovrà essere il ruolo delle scuole calabresi, che il vicepresidente vorrà fortemente coinvolgere al Salone di Torino per presenziare agli eventi, con l’obiettivo avvicinare i ragazzi al mondo della lettura e dell’editoria.
Con un’area di 150 mq, lo stand calabrese sarà tra i più ampi della manifestazione e avrà uno spazio interamente dedicato all’attività di esposizione, promozione e vendita dei volumi di autori ed editori calabresi: la “Libreria calabrese”, che fungerà da coordinamento per gli editori e autori calabresi che intendono aderire alle iniziative del Salone.
Alla kermesse di Torino sarà allestita anche un’area meeting che ospiterà: diverse presentazioni letterarie made in Calabria; una rassegna letteraria a cura della Regione; l’evento di passaggio del testimone del titolo Capitale del Libro 2022 dalla Città di Vibo Valentia (capitale del 2021) alla città di Ivrea.
Sarà l’occasione perfetta per promuovere anche i Bronzi di Riace ed il 50° anniversario del loro ritrovamento, a cui verranno dedicati diversi momenti di promozione.
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‘Ndrangheta, confiscati a imprenditore beni per 900 mila euro

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della locale Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno confiscato beni per un valore di oltre 900 mila euro riconducibili ad un imprenditore indiziato di “appartenenza chiara ed univoca” alla ‘ndrina Vadalà di Bova Marina, sebbene l’impianto probatorio non sia stato sufficiente a fondare la responsabilità penale. Il provvedimento è stato disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria.
In particolare, la Compagnia di Melito Porto Salvo ha eseguito indagini ed accertamenti – anche attraverso l’analisi delle transazioni economico-finanziarie effettuate dall’imprenditore negli ultimi 20 anni – finalizzati alla raccolta di elementi idonei a dimostrarne la pericolosità sociale “qualificata” nonchè la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio effettivamente posseduto, anche mediante persone interposte.
I finanzieri hanno confiscato 3 polizze assicurative per un controvalore nominale di 300 mila euro, 12 fabbricati e 10 terreni, ubicati a Bova Marina e Reggio Calabria, e un autoveicolo, già sottoposti a sequestro di prevenzione nell’agosto 2020.
L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto, nei confronti dell’indagato, la misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel Comune jonico, per la durata di tre anni.
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Siderno e la Calabria pronti per ospitare l’U.19 donne di volley

CATANZARO (ITALPRESS) – L’Europa oggi parte da Siderno, che si pone come modello internazionale non solo di sport, ma anche di organizzazione e senso civico. Così esportiamo il bello e il buono della Calabria, esorcizzando quei luoghi comuni di inadeguatezza che non ci appartengono più da tempo”.
Così il Vicepresidente della Giunta regionale, Giusi Princi, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del Palazzetto dello Sport di Siderno, che dall’8 al 10 aprile ospiterà le Qualificazioni europee di Volley femminile under 19. Tutto pronto per il grande evento di Volley che in provincia di Reggio Calabria ospiterà le Nazionali U19 di Italia, Germania e Paesi Bassi.
“Saranno 3 giorni di grande spettacolo. Senza dimenticare che i riflettori dell’Europa non saranno puntati solo sul rettangolo di gioco, ma anche sul Territorio ospitante. Ecco perchè voglio ringraziare anzitutto la FIPAV per aver voluto fortemente che questo evento si svolgesse nella nostra Regione. E mi complimento con l’Amministrazione comunale ed il Comitato organizzativo per il prezioso lavoro svolto per arrivare fin qui. Anche la Regione – afferma Giusi Princi da Vicepresidente con delega allo Sport – per volere del Presidente Roberto Occhiuto, sostiene questa grande vetrina con un contributo economico”.
“Fare squadra, nello sport come nelle istituzioni, nella vita in generale, è fondamentale. Lo sviluppo ed il rilancio della Calabria partono proprio dall’unità d’intenti. E sono felice che oggi qui ci siano tutti gli enti, uniti e propositivi. E’ di vitale importanza che da questo evento l’intera Europa tragga un’immagine positiva della nostra amata Calabria. E’ e sarà una vetrina straordinaria sotto ogni punto di vista, pure turistico. Anche perchè da che mondo è mondo lo sport è veicolo principe di modelli e valori da trasmettere. Questo Palazzetto da oggi accoglierà tantissimi giovani. Spero che ciò assuma anche dei connotati simbolici: accoglienza e non fuga, come quella che dobbiamo impedire dei cervelli brillanti dei nostri ragazzi. Noi siamo pronti a sostenerli ed incoraggiarli, tentando di farli restare qui, dando nuove ed efficaci possibilità” è il messaggio che lancia Princi da Siderno.
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Undici milioni per i lavoratori calabresi svantaggiati

CATANZARO (ITALPRESS) – “Sono ben 11 i milioni di euro di aiuti messi a disposizione dalla Regione Calabria -Dipartimento Lavoro e Welfare, in favore dei lavoratori svantaggiati che vogliono fare impresa, attraverso lo strumento del microcredito, le cui regole di funzionamento sono definite in un bando appena pubblicato e che prevede nei prossimi giorni l’apertura dei termini per la partecipazione”.
A dare notizia di questa azione dalla importante dotazione finanziaria nell’ambito del FROIS (Fondo Regionale per l’Occupazione e l’inclusione Sociale) è direttamente la Vicepresidente con delega al Lavoro, Giusi Princi, che lancia in anteprima la misura mirata a dare ossigeno, muovere l’economia e dare nuove opportunità.
La grande novità di fatto segna l’incoraggiamento concreto che vuole dare la Giunta Occhiuto tramite FinCalabra a tutti quei lavoratori svantaggiati che hanno voglia di rimettersi in gioco e avviare nuove iniziative imprenditoriali. Come? Attraverso il sostegno agli investimenti per la creazione di imprese.
Il bando, infatti, è finalizzato alla concessione di un sostegno sotto tre diverse forme: prestito a tasso agevolato; supporto tecnico fornito da FinCalabra (accompagnamento e tutoraggio); sovvenzione a fondo perduto.
Il tasso d’interesse è pari a zero. L’importo massimo del prestito è pari a 40.000euro; l’importo del supporto tecnico (accompagnamento e tutoraggio) è pari a 6 mila euro; l’importo della sovvenzione a fondo perduto è nella misura massima del 25% delle spese ammissibili sotto forma di finanziamento.
La durata del finanziamento è 6 anni, con rimborso a rate con decorrenza 1 anno dalla data di erogazione. E non è necessaria alcuna garanzia. Gli investimenti agevolabili sono i costi d’investimento (opere murarie, macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica, investimenti immateriali, l’imposta di registro, spese per contabilità o audit, consulenze legali, parcelle notarili e spese relative a perizie tecniche o finanziarie; le spese afferenti all’apertura di uno conto bancario dedicato) e le spese ammissibili al sostegno finanziario sotto forma di sovvenzione (utenze; materie prime; costi di locazione; costi di consulenza; spese per risorse umane inerenti ad oneri e retribuzioni).
Libero sfogo alla fantasia per i progetti da presentare. Si possono prendere in considerazione tutti i settori, tranne: pesca, acquacoltura, agricoltura, produzione e commercio di tabacchi e alcolici, fabbricazione e commercio di armi e munizioni, sale da gioco, ricerca e sviluppo.
Il bando sarà pubblico dal 20 aprile, giorno in cui sarà attivato lo sportello per la presentazione delle domande, che sarà aperto fino al 31 dicembre 2022.
“Avvisiamo tutti gli interessati che, trattandosi di domande a sportello, bisognerà affrettarsi ad avanzare i progetti, perchè l’ordine di presentazione delle domande sarà un elemento basilare per la concessione delle risorse (fino ad esaurimento fondi). Ci aspettiamo migliaia di idee originali – sostiene il Vicepresidente Giusi Princi – incoraggiando le propensioni e le attitudini dei calabresi. Stiamo dando una grande opportunità e sono certa che sarà colta appieno. Questo bando sarà un successo per l’economia di tutta la Calabria!”.
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A Reggio Calabria il primo treno ibrido di Trenitalia

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Green, sostenibile e con un’attenzione rivolta anche ai più piccoli. E’ il nuovo “Blues”, il primo treno ibrido di Trenitalia a tripla alimentazione (elettrica, diesel e a batterie). Il nuovo convoglio è stato presentato sul lungomare di Reggio Calabria nella prima tappa al Sud del road show previsto nelle principali piazze italiane e che poi si sposterà a Palermo, Catania, Cagliari, Trieste e Roma.
Blues è un treno a tripla alimentazione della flotta regionale di Trenitalia, progettato e costruito da Hitachi Rail, che si affianca ai treni Rock e Pop e che dall’anno prossimo arriverà anche in Calabria. “Siamo nel pieno di una grande rivoluzione nel trasporto regionale di tutta Italia ma anche in Calabria”, ha detto Sabrina De Filippis, direttore della Direzione Business regionale di Trenitalia. “Oggi è una tappa storica”, ha aggiunto, spiegando che si tratta di un treno ibrido a “tripla alimentazione” in quanto può spostarsi “su linea elettrica, su quella diesel e anche a batteria”.
“Può entrare nei centri urbani – ha continuato – a emissione zero. E’ una vera rivoluzione: siamo tra i primi in Europa a presentare un treno con questa altissima tecnologia”. Per De Filippis, però, il punto di forza non è solo l’alta tecnologia che “consentirà viaggi e performance migliori” ma soprattutto il fatto di essere “pensato per tutte le persone, per tutti i target: da chi lo utilizza per motivi di pendolarismo – ha spiegato – a chi lo utilizza per motivi di svago. Abbiamo per la prima volta anche un’area dedicata ai bambini e, quindi, alle famiglie”. Le consegne del treno regionale Blues in Calabria sono previste a partire dal 2023. “Questa regione – ha sottolineato De Filippis – ne beneficerà in modo sicuramente importante. Arriveranno ben tredici Blues che, uniti ai quattordici Pop, riusciranno a cambiare notevolmente il trasporto regionale in Calabria”. I tredici nuovi treni sono destinati a percorrere la linea ionica tra Reggio Calabria e Sibari e la trasversale tra Catanzaro Lido e Lamezia Terme. Si tratta di territori, ha evidenziato De Filippis, che “hanno treni molto datati”.
“L’età media di questi treni – ha detto – scenderà dai 30 anni attuali a otto anni. E’ veramente una rivoluzione qualitativa per la Calabria”. Inoltre, la regione “si presta tantissimo – ha affermato – anche dal punto di vista del turismo” in quanto “il 44% dei viaggiatori utilizza i treni regionali per motivi turistici”.
In totale in Italia sono previsti 110 treni Blues in Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna. La tecnologia ibrida alla base del nuovo convoglio consente di ridurre del 50% il consumo di carburante e permette una forte diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto agli attuali convogli diesel.
Si tratta di un’altra tappa nel percorso di rivoluzione della flotta del Regionale di Trenitalia che, secondo le previsioni, sarà rinnovata dell’80% entro i prossimi quattro anni.
“Stiamo lavorando per cambiare la Calabria”, ha detto Fausto Orsomarso, assessore alla Mobilità della Regione Calabria, durante l’incontro.
“Oggi, con questo grande strumento, andiamo a lenire un problema di trasporti”, ha aggiunto Orsomarso, menzionando la fascia ionica e parlando della regione come “una grande città da due milioni di abitanti”. Carmelo Versace, sindaco facente funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria, da parte sua, si è soffermato sul “lavoro di squadra” utile a “dare ai cittadini una speranza in più di poter viaggiare su treni all’avanguardia e green”. Per il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, si tratta di un “treno innovativo che concilia efficienza, innovazione e tutela dell’ambiente” e sarà “messo in rete per la prima volta sulla provincia di Reggio Calabria”.
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