ROMA (ITALPRESS) – A ottobre l’Istat stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue271, un aumento congiunturale per entrambi i flussi, più ampio per le esportazioni (+6,3%) rispetto alle importazioni (+3,1%). L’incremento su base mensile dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione di beni di consumo durevoli (-0,1%), ed è dovuto soprattutto alle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli (+9,7%) e beni strumentali (+6,4%). Dal lato dell’import, a esclusione di energia (-1,7%), si rilevano aumenti congiunturali per tutti i raggruppamenti; i più marcati per beni di consumo durevoli (+9,7%), beni strumentali (+7,6%) e beni intermedi (+6,3%). Nel trimestre agosto-ottobre, rispetto al precedente, l’export cresce del 3,2%, per effetto delle maggiori vendite di energia (+48,2%), beni strumentali (+3,2%) e beni di consumo non durevoli (+2,8%). Nello stesso periodo, l’import registra un aumento dell’1,3%, cui contribuisce in misura rilevante l’incremento degli acquisti di energia (+13,3%).
A ottobre l’export cresce su base annua del 9,2% (era -6,9% a settembre). La crescita è trainata dalle maggiori vendite di energia (+24,4%), beni strumentali (+21,9%) e beni di consumo non durevoli (+7,6%). L’import registra una flessione tendenziale del 18,7%, determinata dalla contrazione degli acquisti di energia (-35,8%), beni intermedi (-14,2%) e beni di consumo non durevoli (-7,8%). A ottobre il saldo commerciale con i paesi extra Ue27 è positivo e pari a +5.366 milioni (-2.174 milioni a ottobre 2022). Il deficit energetico (-5.392 milioni) è inferiore rispetto a un anno prima (-9.379 milioni) mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici, pari a 10.758 milioni, è elevato e in aumento rispetto a ottobre 2022 (+7.204 milioni).
A ottobre si rilevano incrementi su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27; i più ampi riguardano paesi Opec (+42,0%), Giappone (+25,2%), Stati Uniti (+10,1%) e Regno Unito (+9,1%). Diminuiscono le vendite verso Cina (-1,0%) e paesi Mercosur (-0,5%). Tranne che dagli Stati Uniti (+8,8%), le importazioni da tutti i principali paesi partner extra Ue27 sono in calo su base annua. Gli acquisti dalla Russia registrano la flessione tendenziale più ampia (-85,0%); marcate anche le riduzioni degli acquisti da paesi Mercosur (-33,2%) e India (-30,7%).
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Commercio estero extra Ue, a ottobre flussi in crescita
Ferrieri “L’Ia opportunità per sviluppare nuove competenze dei giovani”
ROMA (ITALPRESS) – “L’intelligenza artificiale rappresenta una grande sfida: può essere un’opportunità per creare nuove professioni ma anche per sviluppare le nuove competenze dei giovani legate al digitale”. Così Gabriele Ferrieri, presidente dell’Angi, l’Associazione nazionale giovani innovatori, in un’intervista all’Italpress. “Sicuramente noi siamo per un approccio il più possibile etico”, ha aggiunto. “Siamo anche a favore del progetto di regolamentazione che l’Unione Europea ha portato avanti e che riteniamo sia giusto e idoneo per salvaguardare i dati, ma anche la privacy policy di coloro che possono essere legati alla condivisione di questi dati sotto il profilo della sicurezza pubblica. L’intelligenza artificiale è anche un tema centrale dell’edizione degli Oscar di quest’anno”, ha aggiunto parlando poi della nuova edizione degli Oscar dell’innovazione, il premio nazionale Angi che si svolgerà il prossimo 6 dicembre al Tempio di Adriano a Roma.
“Saranno ben quattro – ha evidenziato – i premi che andremo a svelare durante la cerimonia. Siamo particolarmente contenti della nuova edizione, rappresenta la glorificazione dal punto di vista meritocratico di giovani ed eccellenze che meglio evidenziano la voglia dell’Italia e dell’ecosistema di crescere mettendo al centro la ricerca, le giovani generazioni e gli investimenti”. Per il presidente dell’Angi, questa edizione del premio sarà “particolarmente sentita” perchè arriva “dopo un periodo importante” in cui sono state organizzate “tante iniziative mettendo al centro le grandi aziende, in ottica di open innovation, e le proposte verso il legislatore per accelerare i processi di sviluppo in un’economia sempre più orientata al digitale. Gli Oscar dell’innovazione – ha proseguito – vogliono dare un riconoscimento meritocratico a un vero e proprio dream team dell’innovazione, diviso per varie categorie merceologiche che rappresentano le eccellenze nel mondo delle start up, dei centri di ricerca, spin off del mondo dell’università e tanti giovani e visionari imprenditori”.
Uno dei temi al centro del dibattito oggi è quello relativo al Pnrr. “Ci ha fatto piacere – ha detto Ferrieri – che ci sia stata una rivisitazione. Sono cambiati i tempi: prima c’era l’emergenza pandemica e poi ci sono state situazioni contingenti anche dal punto di vista geopolitico. Ritengo sia stato importante aver messo mano alla vecchia visione, un punto a favore. Il mio appello in questa fase, tuttavia, è cercare di accelerare dal punto di vista dello sblocco dei fondi perchè il tema dell’innovazione, con 50 miliardi da spendere sulla digitalizzazione, e le sfide legate alla transizione ecologica ed energetica devono essere due must fondamentali, soprattutto rivolgendosi ai giovani per disincentivare fenomeni come la fuga dei cervelli o il cosiddetto fenomeno dei Neet, quei giovani che non studiano e non lavorano che sono fondamentali da tutelare. L’appello va anche da questo punto di vista, per cercare di incentivare investimenti sulle nuove tecnologie, anche legate alla sicurezza. Si è parlato molto di situazioni particolarmente spiacevoli legate ai femminicidi – ha concluso -, da questo punto di vista anche implementare la sicurezza tecnologica per la salvaguardia dell’individuo può essere una sfida altrettanto importante”.
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Webuild, record di ordini nei primi 9 mesi del 2023
ROMA (ITALPRESS) – Il bilancio è provvisorio ma più che incoraggiante per Webuild, il gruppo italiano leader internazionale nella progettazione e realizzazione di grandi infrastrutture complesse. I dati dei primi nove mesi dell’anno attestano il record di ordini acquisiti per 22 miliardi di euro, il raggiungimento del 60% degli ordini target previsti per il piano 2023-25, e 9 mila assunzioni (dopo le 15 mila del 2022) che lasciano prevedere il superamento della guidance per il 2023. Il raggio d’azione del gruppo, che può vantare 85 mila occupati diretti e indiretti di 117 nazionalità, si estende dalla mobilità sostenibile all’energia idroelettrica, dall’acqua agli edifici green, e si spinge ben oltre i confini nazionali ed europei.
Sull’ammontare dei nuovi ordini acquisiti quest’anno, 12,6 miliardi provengono da Australia, Stati Uniti e Medio Oriente: due riguardano grandi opere in Arabia Saudita, tre in Florida, uno in Carolina del Sud, uno in Papua Nuova Guinea, sei in Australia. Dall’Italia sono invece arrivati 9,4 miliardi di euro di nuovi ordini, che non includono ancora i lavori relativi alla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, per il quale Webuild ha di recente consegnato la documentazione aggiornata del progetto definitivo.
Del portafoglio ordini italiani fanno invece parte la linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Palermo-Catania-Messina commissionata da Rfi (tre tratte per complessivi 104 chilometri e 4,17 miliardi di euro), la linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria commissionata da Rfi (oltre due miliardi di euro per la tratta Battipaglia-Romagnano), la circonvallazione ferroviaria di Trento (13 chilometri di nuova linea sviluppati quasi interamente in sotterraneo, per 934 milioni di euro), la Pedemontana Piemontese commissionata da Anas (15 chilometri di autostrada per circa 284 milioni di euro). L’Italia, con Europa, Nord America e Australia, è considerata tra i Paesi chiave che hanno avviato importanti piani di sviluppo nel settore delle infrastrutture (nel caso italiano, anche grazie alle notevoli risorse messe a disposizione dal Pnrr per il settore entro il 2026). E’ quindi in queste aree geografiche che Webuild ha deciso di puntare, attraverso una strategia di de-risking che, nel suo complesso, ha fruttato nel mese di settembre la promozione del rating sul debito da “BB-” a “BB” con outlook stabile da parte di S&P Global Rating.
Nello stesso mese il gruppo è riuscito a collocare con successo nuove obbligazioni con scadenza 2028 per un importo complessivo di 450 milioni di euro. E ancora. Nel terzo trimestre 2023 un altro riconoscimento significativo è arrivato da Msci Esg Research, che ha assegnato a Webuild il rating di sostenibilità “AA” rispetto al precedente “A”.
– Foto ufficio stampa Webuild –
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Lavoro, dalla Cisl 375 mila firme per una legge sulla partecipazione
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi consegniamo alla Camera dei Deputati 200 scatole che contengono quasi 400mila nomi e cognomi. Donne, uomini, lavoratori, pensionati, studenti che hanno dato la propria adesione, il proprio sostegno e la propria firma alla proposta di legge di iniziativa popolare della Cisl sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte e ai profitti delle imprese e sulla democrazia economica”. Lo ha detto oggi a Roma il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, che con la delegazione della Confederazione stamattina a Piazza Montecitorio ha depositato alla Camera 375.266 firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla partecipazione alla gestione delle aziende.
“Diamo compimento a un cammino iniziato a Giugno. Un enorme sforzo organizzativo che ha mobilitato il nostro sindacato ad ogni livello, in migliaia di aziende, da Sud a Nord, in ogni territorio. Un cammino che porta oggi ufficialmente in Parlamento un progetto di legge che ambisce a dare piena attuazione all’articolo 46 della Costituzione ed a cambiare in meglio il volto del modello di sviluppo di questo Paese. La partecipazione è la più grande riforma che possiamo dare all’Italia in questo delicato momento di transizione – ha sottolineato Sbarra -. Vogliamo che le persone abbiano più voce e responsabilità nelle proprie aziende, che stiano dentro ai processi di decisione e di scelta, che condividano gli utili, gli investimenti, le scelte strategiche, per elevare salari, sostenere salute e sicurezza negli ambienti lavorativi, stabilità e qualità del lavoro, migliorando la produttività e contrastando delocalizzazioni e pirateria industriale. Vogliamo fare tutto questo attraverso la contrattazione, incentivando e promuovendo un incontro a somma positiva sia per l’impresa sia per i lavoratori, Una sfida comune, autenticamente bipartisan, su cui infatti abbiamo raccolto apprezzamenti da tutto l’arco del riformismo politico e sociale, con l’adesione di rilevantissimi nomi della cultura e del mondo scientifico – ha concluso il leader della Cisl -. Ora ci aspettiamo coerenza e sostegno concreto da parte di chi, da ogni schieramento, in ogni partito, ha sottoscritto la nostra proposta. Una convergenza che deve portare a una rapida adozione del provvedimento, che va incardinato e approvato nel più breve tempo possibile. L’impegno della Cisl andrà avanti, fino al traguardo”.
– foto xl5/Italpress –
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Qatar, Urso incontra Al Thani “Partnership strategica”
DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nell’ambito della missione ufficiale nella Penisola Arabica, ha avuto a Doha un incontro bilaterale con il Ministro del commercio e dell’industria del Qatar, sceicco Mohammed bin Hamad bin Qassim Al Abdullah Al Thani.
L’incontro ha avuto come oggetto il rafforzamento delle sinergie commerciali e industriali tra i due Paesi, con un focus su diversi settori di comune interesse, su cui è possibile consolidare la collaborazione e gli investimenti, come quello delle costruzioni, del real estate, del digitale, medico-sanitario ed energetico.
Riguardo quest’ultimo, il ministro Urso ha illustrato le potenzialità dell’Italia come hub del gas europeo, nell’ambito del Piano Mattei, e come potenziale polo dell’idrogeno blu e verde, attraverso le infrastrutture del Porto di Trieste.
Nel corso del colloquio, Urso ha inoltre illustrato le principali caratteristiche del Fondo Sovrano per il Made in Italy, che è in fase di adozione in Parlamento con il ddl Made in Italy. Il Fondo italiano ha l’obiettivo di integrare risorse pubbliche con quelle private, aprendo il capitale dei fondi a sottoscrizioni di investitori globali che possono essere istituzionali o altri fondi sovrani.
“Con Doha una partnership strategica tecnologica e industriale, anche prevedendo investimenti comuni con il fondo sovrano italiano”, ha affermato il ministro Urso.
I due ministri, per dare impulso a queste collaborazioni, hanno deciso di organizzare nel maggio del 2024 un Forum per gli investimenti congiunto a Doha, dove le imprese italiane e qatarine potranno consolidare i propri rapporti e creare nuove sinergie nei settori di interesse per i Paesi.
– Foto ufficio stampa ministero delle Imprese e del Made in Italy –
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Bankitalia, sul futuro pesano debito alto e rischio di crescita bassa
ROMA (ITALPRESS) – “Un debito alto e il rischio di un rallentamento della crescita pesano sul futuro del Paese”. In Italia i rischi per la stabilità finanziaria “beneficiano del miglioramento nelle condizioni del sistema bancario, pur rimanendo significativi”. E sebbene il contesto macroeconomico resti incerto, “le condizioni del sistema bancario sono migliorate e il livello di indebitamento privato si mantiene basso. Sulle prospettive pesano l’alto debito pubblico e i timori di un ritorno a una crescita strutturalmente bassa”. E’ quanto emerge nel secondo Rapporto sulla stabilità finanziaria del 2023 diffuso dalla Banca d’Italia. Le incertezze sulla dinamica del rapporto tra debito pubblico e PIL restano significative. A una condotta prudente della politica fiscale dovranno accompagnarsi riforme per rafforzare la crescita potenziale dell’economia. Le proiezioni di Bankitalia indicano che il prodotto salirebbe dello 0,7 per cento nel 2023 e dello 0,8 nel 2024, in calo rispetto a quanto stimato in precedenza.
Nei mesi scorsi le condizioni di liquidità sul mercato secondario si sono mantenute nel complesso distese. La riduzione dei titoli di Stato nel bilancio dell’Eurosistema non ha avuto impatti significativi sulla liquidità e sul funzionamento del mercato secondario. Nella prima metà dell’anno la quota di titoli di
Stato detenuta dalle famiglie italiane ha continuato ad aumentare, mentre è ulteriormente diminuita quella di banche e assicurazioni. In questo scenario i rischi provenienti dalle famiglie rimangono contenuti. La ricchezza finanziaria è cresciuta e il rapporto tra indebitamento e reddito disponibile è sceso ancora. La qualità del credito si è ridotta, in particolare per i mutui a tasso variabile. E la ricchezza finanziaria è cresciuta nel corso del primo semestre grazie all’andamento positivo dei mercati. I nuovi investimenti si sono indirizzati verso attività finanziarie con rischi limitati e in grado di offrire rendimenti più cospicui rispetto ai depositi a vista, che si sono ridotti: sono diminuite le azioni, le quote di fondi comuni e le polizze vita; sono invece cresciuti i depositi vincolati e le obbligazioni, soprattutto pubbliche.
Alla fine di giugno del 2023 il rapporto tra debiti finanziari e reddito disponibile è sceso al 60,0 per cento (90,5 nell’area dell’euro). Dalla fine del 2022 l’espansione del credito alle famiglie si è ridotta, risentendo sia del rallentamento dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni, sia del calo degli altri prestiti. La qualità del credito alle famiglie resta complessivamente buona. Il tasso di deterioramento è cresciuto, allo 0,9 per cento nel terzo trimestre, dallo 0,5 alla fine del 2022. Soffre il settore delle imprese, ad incidere sulla situazione finanziaria sono il rallentamento economico e gli alti costi di finanziamento.
Il credito si è ridotto in modo significativo. La capacità di servizio del debito resta buona, ma l’aumento del costo dei finanziamenti potrebbe incidere sul tasso di deterioramento dei prestiti. Nel primo semestre le disponibilità liquide si sono ridotte del 5,8 per cento, restando comunque su livelli superiori al periodo pre-pandemico (25,1 per cento del PIL, da 21,6 alla fine del 2019). Nel settore bancario da palazzo Koch evidenziano che le condizioni del sistema italiano sono complessivamente buone. I principali rischi sono legati alle deboli prospettive di crescita e al livello elevato dei tassi di interesse. La qualità degli attivi è leggermente peggiorata. La redditività è aumentata, ma risentirà in prospettiva del maggiore costo della raccolta e di un più alto tasso di deterioramento dei prestiti. Pur in presenza di una flessione dei depositi della clientela, il profilo di liquidità si mantiene equilibrato. Entrando nel dettagli del Rapporto si legge che la qualità degli attivi bancari si è mantenuta soddisfacente nei primi nove mesi dell’anno. Il tasso di deterioramento è salito in misura marginale, portandosi all’1,1 per cento. L’incremento
è imputabile in prevalenza al peggioramento per le famiglie (0,9 per cento, da 0,5 a dicembre del 2022); il dato relativo alle imprese è invece rimasto pressochè invariato (1,5 per cento).Nei primi sei mesi del 2023 sono state effettuate operazioni di cessione di crediti deteriorati per circa 3 miliardi di euro. Il rapporto tra questi crediti e il totale dei finanziamenti (nonperforming loans ratio, NPL ratio) al netto delle rettifiche si è mantenuto stabile (1,4 per cento). La patrimonializzazione del comparto assicurativo è cresciuta, beneficiando dell’aumento di valore degli investimenti. La posizione di liquidità si mantiene buona.
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Editoria, Barachini “1,3 mln per 60 contratti a tempo indeterminato”
ROMA (ITALPRESS) – Da contratti a termine e collaborazioni coordinate e continuative a contratti a tempo indeterminato. Sono 60 i giornalisti che hanno potuto beneficiare di questa stabilizzazione grazie alle misure contenute nel Fondo Straordinario per il sostegno all’editoria 2022 (per un ammontare di 1,3 mln di euro) e all’adozione del relativo Dpcm che ha dato ai datori di lavoro di quotidiani, periodici, agenzie di stampa ed emittenti televisive e radiofoniche locali le disposizioni applicative per usufruire del contributo previsto.
“Stabilizzare i contratti giornalistici – è il commento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini – va nella direzione di una maggiore qualità dell’informazione e di un contrasto più efficace alle fake news. Una opportunità che gli editori hanno accolto con favore. L’obiettivo è quello di utilizzare al meglio le risorse disponibili per il settore pur in un contesto macroeconomico non facile”.
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Mimit, per la benzina prezzo medio più basso dall’inizio del 2023
ROMA (ITALPRESS) – Il 24 novembre il prezzo medio alla pompa della benzina ha raggiunto il minimo storico per l’anno in corso. Lo rileva il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il prezzo medio nazionale della benzina rilevato sulla rete stradale è di 1,81 euro/litro, lo stesso valore registrato dal 17 al 19 maggio, il più basso dall’inizio dell’anno. Negli ultimi due mesi, il costo per litro della benzina è diminuito di quasi 20 centesimi di euro (19 eurocent tra il 22 settembre e il 22 novembre). Anche il prezzo medio del gasolio ha riscontrato nell’ultimo bimestre una sensibile contrazione di circa 15 centesimi di euro al litro, non raggiungendo però i valori minimi del maggio scorso quando le quotazioni internazionali del gasolio erano sensibilmente più basse di quelle attuali.
“Un risultato a cui ha contribuito anche l’esposizione del prezzo medio, che ha portato a un contenimento del margine di distribuzione (un delta di circa 8-9 centesimi al litro se si confronta l’estate 2023 con quella precedente) e, di conseguenza, del prezzo industriale della benzina – sottolinea il Mimit -. Grazie ai contenuti margini di distribuzione, in Italia il prezzo industriale del carburante risulta oggi stabilmente più basso di Germania, Francia e Spagna”.
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