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Ccnl Credito, Uilca “Il rinnovo ha un grande valore economico e sociale”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo raggiunto un accordo di grande valore economico e sociale, che mette al centro le persone, il loro benessere e la conciliazione vita-lavoro e definisce strumenti per gestire i processi di cambiamento tramite una costante contrattazione collettiva”. Così il segretario generale Uilca Fulvio Furlan al termine della trattativa con Abi per il rinnovo del Ccnl del credito, conclusasi oggi a Roma. “Abbiamo definito un importante aumento economico che riconosce il recupero dell’inflazione e distribuisce produttività e redditività ai dipendenti. E’ un contratto innovativo e lungimirante, in cui viene riconosciuta la riduzione dell’orario di lavoro, la partecipazione alla vita delle imprese delle lavoratrici e dei lavoratori e il loro valore umano e professionale, con norme di tutela per i più fragili. Allo stesso modo si è operato per rafforzare la categoria anche sotto il profilo occupazionale, dando rilievo alla formazione e a soluzioni di ricambio generazionale a favore di nuove assunzioni a tempo indeterminato, con incentivi per lo svolgimento dell’attività nelle zone di residenza. Il rafforzamento della Cabina di Regia nazionale e le sinergie tra primo e secondo livello di contrattazione pongono la contrattazione collettiva permanente come riferimento essenziale per affrontare gli impatti della digitalizzazione e i cambiamenti futuri, evitando derive unilaterali e penalizzanti per il personale”.
Per il segretario generale Uilca “La grande coesione dimostrata dalle Organizzazioni Sindacali ha dato una spinta determinante per raggiungere un accordo con la volontà di confermare il valore delle relazioni sindacali, la centralità del settore del credito nel Paese e l’identità della categoria dei bancari, nel difficile contesto dovuto alla situazione tra Abi e Intesa Sanpaolo. E’ comunque molto importante che il rinnovo sia stato sottoscritto da tutti per l’unità della categoria e per il settore. Auspichiamo che in futuro si trovino le condizioni per superare questo empasse”.

– foto Italpress –
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30 anni di Consap, Giacomoni “Rafforzare cultura assicurativa”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo far sì che in Italia venga a crearsi, sempre di più, una cultura assicurativa, facendo in modo che i cittadini si assicurino per sè stessi, ma anche per il bene della collettività, sottoscrivendo spontaneamente la polizza contro le calamità naturali, invece di vederla come una tassa imposta dall’alto. In tal senso, mi auguro che anche l’ANIA faccia la sua parte, facendo in modo che, in caso di calamità, i tempi per i risarcimenti siano certi e brevi”. Così il presidente di Consap Spa, Sestino Giacomoni, in occasione del convegno per i 30 anni della Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, che ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente della Camera, Lorenzo Fontana; del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto.
“La nostra proposta prevede che, nel momento in cui si sottoscrive un mutuo garantito da Consap all’80%, scatti automaticamente l’assicurazione per i rischi catastrofali, che dovrebbe essere inclusa direttamente nella rata del mutuo, come avviene per l’assicurazione incendio e scoppio, proprio per evitare che, a causa di una catastrofe naturale, chi ha sottoscritto un mutuo si ritrovi con la casa distrutta e, ciò nonostante, debba continuare a pagare le rate del mutuo. A nostro avviso – prosegue -, soprattutto nel caso delle giovani coppie, considerata la garanzia dell’80%, sarebbe un bel gesto se fosse la banca stessa, nel momento in cui concede il mutuo, a farsi carico del premio. Nei giorni scorsi ho presentato personalmente al Presidente del Consiglio, che aveva sostenuto questo strumento” del Fondo Studio “quando nel 2010 era Ministro della gioventù, dei correttivi che potrebbero far decollare il fondo, finora poco utilizzato. Occorre semplificare le procedure per l’accesso e ampliarne le finalità includendo, ad esempio, la possibilità di sostenere le spese per gli studi universitari e pagare l’affitto se sono fuori sede. Occorre pubblicizzarlo maggiormente e coinvolgere un numero più ampio di istituti di credito”, spiega Giacomoni secondo il quale, inoltre, “la grande capacità nell’effettuare pagamenti massivi è stata determinante anche per il successo nella gestione del Fondo per l’indennizzo dei risparmiatori, per il quale Consap ha curato l’istruttoria di tutte le domande rispondendo a oltre 144.000 richieste ed erogando oltre 1 miliardo di euro. La scorsa settimana, sono partiti altri 125.000 bonifici per un totale di 275 milioni di euro, per corrispondere un ulteriore 10% agli azionisti truffati”.
Nel corso dell’evento anche due messaggi del premier, Giorgia Meloni, e del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che hanno ribadito il loro sostegno a Consap.
“In 30 anni Consap ha operato costantemente, per conto delle Istituzioni, al fianco delle imprese e ancor più degli italiani, accompagnandoli e sostenendoli in alcune tappe fondamentali della propria vita e facendo sentire la presenza dello Stato nei momenti di difficoltà. Un ruolo di tutela e garanzia, quello di Consap, che assume ancor più importanza nell’attuale situazione economica, contraddistinta da un’inflazione che ha raggiunto livelli che avevamo dimenticato e tassi di interesse che hanno subito una serie di rialzi consecutivi da parte della Banca centrale europea, raggiungendo il livello più elevato da quando è in vigore l’euro”, afferma Meloni in un messaggio.
Per il titolare del Mef, inoltre, “nel corso dei primi trent’anni di attività, Consap ha saputo ben intercettare le esigenze che sono via via emerse nel proprio raggio di azione, riuscendo a conciliare in maniera adeguata l’ampliamento di attività e funzioni con il necessario sviluppo di nuove e ulteriori competenze. In un mondo nel quale l’incertezza e il rischio sono sempre in agguato, avere strutture pubbliche pronte a supportare sia le attività degli operatori di mercato, sia le esigenze delle fasce più deboli della popolazione che potrebbero trovarsi ad affrontare situazioni difficili, è un’esigenza ineludibile”, conclude Giorgetti nel suo messaggio.
Per il ministro Tajani “la casa per noi italiani non è soltanto l’insieme di mattoni e cemento armato, è la dimora. Dobbiamo permettere ai giovani di poter avere la loro dimora perchè avere una casa di proprietà per noi italiani rappresenta avere una base solida. Ecco perchè Silvio Berlusconi si è battuto tanto contro la tassa di successione, perchè la casa rappresenta il sacrificio degli italiani e voi di Consap potete aiutare le giovani coppie a realizzare la loro dimora, costruire un percorso che riguarda il loro futuro”. Il ministro Fitto poi ha parlato di debito pubblico affermando che “il rientro del debito pubblico lo si può fare solo migliorando la qualità della spesa, cercando di utilizzare al meglio le risorse a disposizione per individuare soluzioni che possono andare incontro a delle prospettive. In questo contesto si apre, quindi, una riflessione legata alla qualità della spesa pubblica: lo sforzo di superare la logica del bonus non è fondamentale ma obbligatorio”. Infine, l’Amministratore Delegato di Consap SpA, Vincenzo Sanasi d’Arpe, sottolinea come “si comprende perfettamente l’importanza di avere una politica industriale nazionale che si confronti poi con l’Ue. Il patrimonio della politica industriale e gli strumenti d’azione di un Paese sono le grandi società pubbliche. E’ una polemica priva di presupposti quella di pensare che la presenza dello Stato vada contro gli interessi delle aziende private, è vero il contrario. Ecco perchè è necessario tutelare le grandi realtà pubbliche, non solo nel perimetro d’azione ma nel senso più ampio”, conclude.

– Foto xb1/Italpress –

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Sbarra “In questa fase sciopero generale sbagliato”

MILANO (ITALPRESS) – “Lo strumento dello sciopero generale ci è sembrato, in questa fase, sbagliato. Vogliamo evitare di creare disagi ai cittadini e caricarli di ulteriori sacrifici con la perdita della giornata lavorativa ed evitare anche che le tensioni sociali si scarichino nel sistema delle imprese”.
Così il segretario generale della CISL Luigi Sbarra a margine dell’assemblea organizzativa della sezione lombarda del sindacato a Milano ha spiegato le ragioni della manifestazione in programma a Roma sabato 25 novembre.
“Pensiamo che il giudizio sulla manovra economica sia articolato, vediamo tante misure assolutamente positive, poi ci sono cose che non ci sentiamo di condividere – ha aggiunto -. Saremo in piazza sabato a Roma per chiedere al governo e al Parlamento di migliorare le tante opere presenti in finanziaria, per dare un segnale di ripresa del dialogo e del confronto e costruire le condizioni per un nuovo patto sociale, per la crescita, lo sviluppo e gli investimenti”.
Secondo Sbarra “la manovra economica introduce i primi interventi positivi (sul taglio delle tasse, ndr) in continuità e in linea con le iniziative assunte dai governi precedenti: basti pensare alla conferma per tutto il 2024 del taglio al cuneo contributivo i cui beneficiari sono 14 milioni di lavoratori – ha spiegato Sbarra – Ci sono i primi interventi di riduzione delle tasse, attraverso l’accoppiamento delle prime aliquote Irpef per i redditi medio-bassi”.

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Black Friday, shopping per 6 italiani su 10

ROMA (ITALPRESS) – Sei italiani su dieci faranno shopping per il Black Friday, soprattutto donne, il 63,2%, i giovani fino a 34 anni, e coloro che risiedono nelle regioni del Nord Ovest e del Mezzogiorno. Lo rileva Confcommercio.
Un italiano su due approfitterà di questa occasione per acquistare in anticipo i regali di Natale (53,7%), tendenza in aumento rispetto allo scorso anno (il dato era 52,8%).
Come da tradizione il 57% sceglierà capi di abbigliamento, il 44,7% prodotti di elettronica o elettrodomestici, il 35% calzature e prodotti di estetica. Il 92,4% di coloro che faranno acquisti spenderà fino a 500 euro a persona con una spesa media che si aggira sui 236 euro. La quasi totalità comprerà con pagamento immediato, utilizzando in modo prevalente bancomat (36,3%) e carta di credito (34,7%), il 10% cash, il restante utilizzerà altri metodi di pagamento. Il 55% farà acquisti on line mentre il 40% si recherà nei negozi di quartiere e nei centri commerciali.
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Enel, Cattaneo lancia il nuovo Piano Industriale

MILANO (ITALPRESS) – L’era Cattaneo all’Enel comincia con la solenne promessa di non fare altro debito e di aumentare il rendimento per gli azionisti sia in termini di maggior dividendo sia per quanto riguarda la rivalutazione del titolo che dall’inizio dell’anno ha già guadagnato il 23%. Per confermare la sua fiducia ha annunciato nel corso della presentazione del nuovo piano industriale di aver acquistato un milione di azioni sfruttando la momentanea debolezza delle quotazioni. Esclude anche la possibilità che il gruppo sia nella lista delle possibili privatizzazioni. “Io – ha detto in risposta ad una precisa domanda – non sono il detentore del 23% e bisogna chiedere al Governo. Non credo che sia all’interno di questa lista di aziende per la privatizzazione”.
Cattaneo annuncia una sostenuta crescita per il prossimo triennio: il margine lordo è previsto salire da 21,5-22,5 miliardi del 2023 a 23,6-24,3 miliardi nel 2026; l’utile netto passerà da 6,4-6,7 miliardi di fine anno a 7,1-7,3 miliardi del 2026.
Di pari passo resterà sostenuta la politica dei dividendi: si torna a una cedola minima garantita di 0,43 euro per azione (che è la cedola di quest’anno) con possibilità di aumento fino a distribuire il 70 per cento dell’utile se i risultati lo consentiranno. Non verrà aumentato l’indebitamento: gli investimenti e i dividendi saranno coperti con i flussi di cassa senza ricorrere al credito.
“Il problema debito è la sostenibilità -dice -. Puoi avere 100 euro di debito e sono tanti perchè non guadagni o ne hai 100 miliardi e sono pochi perchè ne guadagni 200 miliardi. Cosa vedono gli analisti? Entro il primo trimestre del 2024 le dismissioni vengono chiuse, gli analisti calcolano quanto incassi, vedono la cassa e il mercato si tranquillizza sulla sostenibilità del debito. Questo non avveniva in altre stagioni perchè il margine lordo era sceso per una serie di fattori e il debito aumentava con il dividendo che veniva pagato a debito. Il debito aumentava e diminuiva la redditività e questo non era sostenibile”.
Cattaneo rassicura analisti e mercato sul debito del gruppo che a fine anno, come annunciato questa mattina, è atteso a 60-61 miliardi. “Io non sono amante dei debiti, non ne ho personalmente, ma le aziende per ottimizzare usano anche la leva che si è utilizzata tanto in passato. Le utility erano impegnate con grandi esposizioni sul debito che prima non costavano tanto e poi ti sei ritrovato in una situazione critica. Se fai il debito per comprare la casa bene, se per andare tutte le sere a cena male”. Gli investimenti saranno concentrati in sei Paesi in cui può far leva su una posizione integrata, nello specifico Italia, Spagna, Brasile, Cile, Colombia e Stati Uniti.
Sulla gigafactory di pannelli fotovoltaici 3Sun a Catania “chiediamo che l’Europa sia solida nel difendere una produzione europea, così come lo fa con le materie prime rare, altrimenti è in concorrenza con Paesi che hanno un costo di produzione complessivo che è infinitesimale rispetto al nostro”.
Cattaneo aggiunge che “è un tema di mercato europeo all’interno di un’economia di mercato, che deve tener conto del differenziale di costi, per cui o me li sussidi o cosa possiamo fare?”. Quanto al progetto di realizzare un’alleanza 3Sun negli Stati uniti, Cattaneo ha affermato che “la faremo solo con un partner finanziario, che gode di interventi di supporto del governo americano disponibile a investire in una fabbrica per produrre i pannelli in America. Il nostro mestiere non è fare pannelli o pale eoliche, ora servono soggetti che di mestiere fanno quello, noi possiamo partecipare con una quota di minoranza”, ha precisato.
Infine un accenno all’andamento del titolo che ha perso circa mezzo punto. “Sono da anni in finanza e c’è un giochino, si fanno uscire nei giorni prima previsioni degli analisti con stime più alte, Il titolo nei 4 giorni precedenti ha guadagnato. E chi è in finanza sa che si dice ‘compra su rumor e vendi su notiziè”. Flavio Cattaneo risponde in conferenza stampa a chi gli chiede un commento all’andamento del titolo oggi e della reazione tiepida del mercato. “Il titolo rispetto a quando abbiamo iniziato è cresciuto e questo è quello che conta. Oggi il piano riduce il debito, aumenta i ritorni e come dicono a Bolzano ‘Cca nisciuno è fesso’. Sono giochi che durano un giorno. Darà soddisfazione e lo vedremo anche nei valori di Borsa”.

Nino Sunseri

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Borsa, Piazza Affari chiude stabile, Ftse Mib +0,01%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in lieve rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare +0,01% a 29.154 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dello 0,02% a quota 31.107. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,61% a 43.373 punti.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Sace, la Casa delle Imprese a Venezia. Il Veneto sul podio nell’export

VENEZIA (ITALPRESS) – Con 42 miliardi di euro esportati nel primo semestre del 2023, il Veneto è la terza regione nell’export in Italia per valore dei beni esportati. Principalmente in Germania, Francia e Stati Uniti, anche se le imprese guardano con interesse all’India, al Messico e agli Emirati Arabi Uniti. E’ la fotografia emersa dalla tappa veneta del roadshow organizzato dal Gruppo Sace per incontrare e ascoltare le Pmi italiane. “Siamo storicamente presenti a Mestre dove seguiamo le aziende del Triveneto – ha spiegato Davide Venuti, Relationship Manager Sales Pmi Sace – in tutte le fasce di fatturato. Abbiamo sostenuto, nell’ultimo anno, 6100 imprese per oltre 4 miliardi di euro e non solo negli storici ambiti operativi dell’export e dell’internazionalizzazione, ma anche nei nuovi interventi che riguardano innovazione e sostenibilità”. Investimenti che costituiscono sempre più dei requisiti fondamentali per lavorare con l’estero. L’Industria meccanica strumentale è il core business delle esportazioni nel Veneto e registra una crescita del 13,1% tra gennaio e giugno 2023, ritmo lievemente inferiore rispetto al +14,3% del 2022 ma comunque molto sostenuto. Bene anche gli strumenti e le forniture mediche e dentistiche (+13,8%) e il tessile e abbigliamento (+1,2%), rispettivamente secondo e terzo settore di export. I dati sono tra quelli presentati nel corso della tappa veneziana del Roadshow “La Casa delle Imprese” che fanno parte di uno studio realizzato dall’Ufficio Studi di Sace in collaborazione con The European House – Ambrosetti che approfondisce le prospettive di sviluppo delle Pmi di fronte alle sfide dei mercati internazionali con un particolare focus sull’export regionale. “Il Veneto è la terza regione italiana per esportazioni – spiega Cecilia Guagnini, Economist di Sace – con 82 miliardi di euro lo scorso anno, il 13% di tutte le esportazioni italiane. Con lo studio abbiamo confermato che le Pmi sono la spina dorsale dell’economia italiana, rappresentando il 6,2% di tutte le imprese attive in Veneto. Va molto bene la meccanica strumentale, mentre dopo due anni di crescita molto sostenuta ci sono dei settori che stanno un pò facendo fatica e sono quelli dei beni intermedi”. Le Pmi stanno tenendo il passo nei processi di innovazione e sostenibilità, potendo contare su una serie di servizi messi a disposizione da Sace su soluzioni assicurative e finanziarie per investimenti green, liquidità e attività di export, internazionalizzazione e progetti di rilievo strategico.
“Principalmente sosteniamo le aziende nello smobilizzo dei crediti, – spiega Giacinto Palmisano Associated business PMI di Sace – non solo verso clienti esteri, ma anche verso clienti domestici e nel sostegno delle filiere dei grandi vettori. I benefici si notano nel brevissimo termine, con flussi di cassa che possono essere impiegati anche sul fronte degli investimenti Esg”. L’evento ha visto il coinvolgimento di alcune imprese testimonial come il Gruppo Icm, Bauce tri.Ma, AT & D Water And Energy Green Solutions e Novatek Italia e fa parte di una serie di tappe di un roadshow in cui Sace incontra le Pmi italiane e che si inserisce nell’ambito del Piano Industriale Insieme 2025 che si basa su quattro pilastri: la sostenibilità come principio fondante dell’azione, la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e del Gruppo e il supporto alle Pmi con un coverage di prossimità. La prossima tappa sarà a Napoli il 6 Dicembre oltre a un fitto calendario di appuntamenti che entro la fine dell’anno vedrà il Gruppo Sace coinvolto in circa 15 eventi territoriali, business matching e fiere, in collaborazione con Istituzioni, associazioni di categoria e Università, da Cosenza a Milano, passando per Lucca, Rimini, Latina e Reggio Calabria.(ITALPRESS).

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Mercato immobiliare, frenano le compravendite

MILANO (ITALPRESS) – “Il rallentamento del mercato immobiliare italiano, che aveva iniziato a manifestarsi a partire dal secondo semestre del 2022, si è fatto progressivamente più intenso nel corso di quest’anno e minaccia ora di estendersi al prossimo”. E’ quanto emerge dal 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2023 di Nomisma che ha analizzato le performance immobiliari dei 13 principali mercati italiani: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Venezia.
L’erosione del potere di acquisto delle famiglie italiane associata alle difficoltà di accesso al credito ha finito per penalizzare le prospettive del comparto. Nel corso dell’anno a ridursi non è stato l’interesse della domanda potenziale, che in Italia si mantiene su livelli straordinariamente elevati. “L’improvvisa carenza di ossigeno al mercato immobiliare italiano è dovuta” – si legge nel rapporto – “dalla mancata indicizzazione dei redditi e dalle accresciute difficoltà di accesso al credito derivante dall’impennata del costo del denaro”. Politiche creditizie più prudenti unitamente alla frenata della domanda si ripercuotono sui volumi di mutui erogati, che registrano un arretramento del -29% nell’anno in corso, con una conseguente diminuzione delle compravendite nell’ordine del -13%.
Le difficoltà riscontrate dalle famiglie a finalizzare l’acquisto di una casa fanno crescere l’interesse per il mercato degli affitti. Nell’ultimo anno – precisa Nomisma – il 7,3% della domanda si è spostata dall’acquisto all’affitto accentuando la pressione su un comparto già saturo.
Considerando le compravendite residenziali, se nel 2022 si era registrato un rallentamento della crescita (+4,7% annuo), la flessione tendenziale semestrale (primo semestre 2023/primo semestre 2022) si è attestata al -12,5% per un totale di 50mila scambi in meno.
La risposta dei valori immobiliari alle condizioni di contesto è stata, ancora una volta, improntata alla rigidità.
Nel secondo semestre 2023 la variazione semestrale dei prezzi si è attestata tra l’estremo inferiore delle abitazioni in ottimo stato di Cagliari (-1,3%) e quello superiore rappresentato da Milano (+1,3%). In generale, nella media dei principali mercati italiani analizzati da Nomisma, sono le abitazioni in ottimo stato a far segnare una variazione negativa di modesta entità (-0,1% su base semestrale), mentre si arresta la crescita dei prezzi di abitazioni in buono stato (+0,5%).
Nel secondo semestre dell’anno il parziale spostamento di interesse verso il mercato degli affitti ha portato ad una vera e propria ascesa dei canoni (+2,1%). Analizzando le singole città si segnalano gli incrementi compresi tra il 3-4% di Milano, Firenze e Torino, fino al +5% di Bologna.
Considerando i tempi medi di vendita, tra i principali indicatori del livello di liquidità del mercato, Nomisma rileva come negli ultimi 10 anni il trend sia stato discendente, anche se l’attuale congiuntura mette in luce un’attenuazione della flessione che si traduce nel consolidamento dei livelli raggiunti nei primi sei mesi del 2023. A tale tendenza fanno però eccezione le città di Bologna, Milano e Roma, mercati nei quali l’inversione di rotta appare più netta con un allungamento – seppur contenuto – dei tempi di vendita. Nei maggiori mercati sono necessari meno di 5 mesi per concludere una trattativa. Si passa dai 5,5 mesi di Padova, Venezia, Firenze; Roma, Bari e Catania, ai 4 mesi di Milano e Bologna. Considerando il segmento della locazione la forbice varia dal mese e mezzo a poco più di due mesi.
Considerando l’attuale congiuntura, per Nomisma non vi sono dubbi sul fatto che il settore immobiliare italiano chiuderà il 2023 fortemente ridimensionato rispetto all’esuberanza del biennio precedente. Ma se per il segmento abitativo si prevede il protrarsi della debolezza anche per il prossimo anno, sul versante corporate le condizioni per il rilancio potrebbero essere prossime.
-foto Agenzia Fotogramma-
(ITALPRESS).