GENOVA (ITALPRESS) – Carlo Luzzatto è stato indicato come futuro amministratore delegato e direttore generale di Rina Spa, multinazionale di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica. La nomina verrà formalizzata entro la fine del 2023, in concomitanza della finalizzazione dell’ingresso di Fondo Italiano d’Investimento nella compagine societaria con una quota di minoranza fino al 33%. Ugo Salerno rimane parte attiva della vita aziendale e resta in carica nel ruolo di presidente esecutivo. L’avvicendamento – si legge in una nota – rappresenta un naturale passaggio nel percorso di crescita globale del Gruppo e si inserisce in una fase di grande slancio per l’azienda, focalizzata sul perseguimento del piano strategico, sull’efficientamento dei processi e sull’evoluzione verso modelli di business e servizi sempre più basati sull’innovazione e sui principi Esg. Luzzatto è stato scelto al termine di una selezione molto ampia durata mesi, che ha coinvolto diversi tra i migliori manager italiani, gestita da Egon Zehnder che è la più grande società privata di ricerca di dirigenti al mondo.
Ingegnere formatosi nelle migliori business school del mondo, Luzzatto vanta oltre trent’anni di esperienza nei settori dell’energia, dell’aerospazio e delle infrastrutture. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli apicali – in Italia e all’estero – in aziende pubbliche e private quali General Electric, Ansaldo Energia, Chromalloy e Impresa Pizzarotti.
Paolo d’Amico, presidente del Registro Italiano Navale, ha dichiarato: “Siamo lieti di accogliere Carlo Luzzatto, che sarà nominato Ad di Rina nel corso della formazione del prossimo Cda. Siamo certi che Luzzatto, in qualità di amministratore delegato, e Salerno, nel ruolo di presidente esecutivo, daranno ulteriore impulso al già brillante percorso di crescita di Rina”.
Davide Bertone, Ad di Fondo Italiano d’Investimento, ha aggiunto: “Carlo Luzzatto possiede tutte le competenze e le esperienze necessarie alla prossima fase di crescita di Rina. Siamo quindi particolarmente felici di aver raccolto, con Ugo Salerno e il Registro Italiano Navale, la sua adesione al progetto ed entusiasti di averlo a bordo fin da subito”.
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– Foto: ufficio stampa Rina –
Luzzatto nuovo Ad e direttore generale di Rina
Intesa Sanpaolo-Caritas, in 3 anni 1 mln di interventi contro la povertà
ROMA (ITALPRESS) – Un milione di interventi in tre anni contro la povertà. Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana hanno presentato questa mattina a Roma i risultati e gli sviluppi del programma “Aiutare chi aiuta” che interviene a contrasto delle povertà con interventi capillari su tutto il territorio italiano. Dal 2020 quando in periodo pandemico è iniziata la collaborazione, un milione di interventi puntuali – pasti, posti letto, farmaci e indumenti – hanno raggiunto 40 mila beneficiari con il coinvolgimento di 80 Caritas diocesane in tutta Italia. Nel triennio, la banca guidata da Carlo Messina ha stanziato per il programma Aiutare chi aiuta 4,5 milioni di euro.
Tra gli ambiti di intervento, l’offerta di beni e aiuti materiali, casa e accoglienza, sostegno nella ricerca di lavoro e nell’avviamento di nuove imprese in particolare in aree periferiche del Paese dove risorse e opportunità sono limitate. Nel secondo anno 2021-2022 l’attenzione è stata rivolta alle persone anziane, mentre nel terzo alla povertà giovanile e all’inclusione della popolazione anziana.
La collaborazione viene confermata nel 2023-2024 per il quarto anno, con un focus sul mondo del carcere e sul reinserimento delle persone detenute. L’intervento si svilupperà lungo quattro direttrici: promozione dei valori del rispetto delle regole, della legalità, degli altri, al fine di promuoverne il superamento delle condizioni di disagio e di esclusione; distribuzione di beni primari e altri beni di prima necessità, in particolare pasti, indumenti, prodotti per l’igiene sia in carcere sia presso strutture protette, a cui si aggiungono servizi di accoglienza e accompagnamento per i detenuti in permessi premio, agli arresti domiciliari o che hanno da poco concluso il percorso di pena; formazione, con corsi professionalizzanti e di accompagnamento al lavoro all’interno e all’esterno del carcere, con incarichi lavorativi durante e al termine del periodo di detenzione.
“La continuità è un importante fattore di efficacia nel contrasto alle disuguaglianze – ha detto Paolo Bonassi, Executive Director Strategic Initiatives and Social Impact Intesa Sanpaolo -. Dopo i rilevanti risultati raggiunti rinnoviamo il nostro impegno al fianco della Caritas Italiana per proseguire il programma di collaborazione ‘Aiutare chi aiutà a sostegno della sua attività meritoria. Il mondo del carcere, a cui il programma è destinato nell’anno 2023-2024, è un ambito su cui Intesa Sanpaolo interviene con impegno e risorse per dare dignità e nuova speranza a chi ha sbagliato e vuole ricominciare sul binario giusto”.
Per Don Marco Pagniello, Direttore Caritas Italiana, “è importante avviare cooperazioni in un’ottica di corresponsabilità per cercare insieme nuove strade e modalità di lavoro, coinvolgendo la comunità, ad ogni livello, e opporre alla società dello “scarto” un nuovo modello economico che metta al centro le persone, valorizzando i talenti di cui ognuno è portatore. La partnership strategica con Intesa Sanpaolo è un esempio di coprogettazione virtuosa fra enti non profit e organizzazioni profit. E’ un tentativo di coniugare, a servizio del bene comune, il ruolo delle imprese per la crescita del Paese e il ruolo della rete Caritas per accompagnare le persone più ai margini, con particolare attenzione alle nuove forme di povertà”.
– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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ManpowerGroup, aperte oltre 2.000 posizioni per profili “green”
MILANO (ITALPRESS) – La transizione ecologica è tra i fattori che più di altri sta influenzando l’evoluzione del mondo del lavoro, e i cosiddetti “green collar” sono già oggi tra le figure più richieste dalle organizzazioni.
A conferma di questa esigenza, Manpower ha aperto in Italia oltre 2.000 ricerche per profili “verdi” appartenenti a diverse aree di competenza e con vari livelli di esperienza in ambito sostenibilità. Nello specifico, tra le posizioni più ricercate dalla società attraverso Manpower Engineering – la specializzazione del Gruppo dedicata a tutti i profili specializzati, di produzione, tecnici e ingegneristici – ritroviamo figure come il meccatronico e meccanico industriale green, l’ingegnere per l’energia eolica, il manager ambientale, l’architetto green, lo zero-waste program manager, l’ingegnere della mobilità elettrica.
Accanto a queste figure specializzate, molto richiesti sono anche profili strategici e manageriali, come osserva Jefferson Wells, brand di ManpowerGroup per la ricerca e selezione di senior ed executive manager. Ad esempio, diverse ricerche riguardano analisti per l’energia rinnovabile, manager dei rischi ambientali, chief sustainability officer, project manager ESG, director of sustainable manufacturing innovation, project manager per l’edilizia ecologica.
Secondo quanto evidenziato nello studio The Greening World of Work di ManpowerGroup, l’aumento della richiesta di queste figure è guidato da un maggiore impegno delle imprese sui temi ESG, spinto da una crescente domanda di governi, investitori, dipendenti e consumatori che chiedono azioni più coraggiose e trasparenza per affrontare il cambiamento climatico.
La sensibilità delle organizzazioni in ambito ESG è, infatti, sostenuta dall’erogazione di finanziamenti governativi per la sostenibilità, come il Green Deal europeo da 225 miliardi di euro. Ben il 55% dei datori di lavoro, infatti, è convinto che gli investimenti nella trasformazione ecologica delle imprese creeranno nuovi posti di lavoro nella propria azienda. Altri fattori a incidere sul percorso verso la sostenibilità delle aziende riguardano il potenziale impatto negativo (fino al -21%) che la mancanza di impegno su queste tematiche potrebbe avere sui risultati, e le preferenze da parte del 67% delle persone in cerca di lavoro per aziende impegnate nel ridurre il proprio impatto ambientale. Distinguersi come azienda leader in materia di sostenibilità può dunque fare la differenza nel reclutamento di nuovi talenti.
“La transizione ecologica sarà uno dei principali fattori che influenzeranno il mercato del lavoro, basti pensare che entro il 2030 nei settori dell’energia pulita, dell’efficienza e delle tecnologie a basse emissioni potrebbero essere creati fino a 30 milioni di posti di lavoro nel mondo”, ha dichiarato Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia. “Davanti a questo scenario, i datori di lavoro devono ottimizzare la gestione dell’organico per attrarre, trattenere e formare i lavoratori in un contesto di persistente scarsità di talenti e di crescente domanda di lavori in ambito sostenibilità. ManpowerGroup è pronta a supportare le aziende in questa complessa ma fondamentale trasformazione attraverso i propri servizi di ricerca e selezione e le Academy e corsi nei settori dell’energia e della sostenibilità”.
-foto ufficio stampa Manpower –
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Tim, dal Cda via libera alla vendita di Netco al fondo Kkr
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di TIM, riunitosi sotto la presidenza di Salvatore Rossi nelle giornate del 3, 4 e 5 novembre, ha approvato a maggioranza (con 11 voti favorevoli e 3 contrari) l’offerta vincolante per NetCo presentata da KKR.
L’offerta vincolante valorizza NetCo (esclusa Sparkle) a un Enterprise value di 18,8 miliardi di euro, “senza considerare eventuali incrementi del predetto valore derivanti dal potenziale trasferimento di parte del debito a NetCo e da earn-out legati al verificarsi di determinate condizioni che potrebbero aumentare il valore sino a 22 miliardi di euro – spiega TIM in una nota -. In particolare, l’offerta ipotizza che il closing avvenga entro l’estate 2024 e prevede che il prezzo del ramo d’azienda oggetto di conferimento in FiberCop sia soggetto ad aggiustamento (usuale per questa tipologia di operazione) al closing in relazione a determinati parametri e target predefiniti, quali, inter alia, la cassa e il debito trasferiti, il livello del capitale circolante, il costo registrato negli ultimi 12 mesi dei dipendenti trasferiti e il rispetto di alcuni obbiettivi di investimento e di installazione della rete in fibra ottica”.
“Le delibere approvate oggi con grande responsabilità e coraggio dal Consiglio di TIM vanno nella direzione di fare il bene di TIM, delle persone che vi lavorano, dei suoi azionisti, del Paese intero. Una scelta chiara su un tema di cui si discuteva da molti anni. La cessione della rete a un investitore infrastrutturale come KKR ha trovato anche l’apprezzamento del Governo, che sosterrà questa operazione con ingenti risorse; ridà una prospettiva di crescita al Gruppo TIM”, afferma in una nota Salvatore Rossi, presidente di TIM.
“La nuova TIM dei servizi, più libera da pesi finanziari e più forte sul mercato, potrà dare il suo contributo a sviluppare quella capacità di innovazione che è fondamentale per accompagnare famiglie, imprese e pubblica amministrazione verso un futuro totalmente digitale”, prosegue.
“Due anni di lavoro a testa china si chiudono con una decisione storica: dare il via alla nascita di due società con nuove prospettive di sviluppo. Entrambe saranno il punto di riferimento per la trasformazione digitale del nostro Paese perché, grazie a questa operazione, potranno accelerare lo sviluppo tecnologico nel settore delle Telecomunicazioni”, commenta Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM. “Non è la conclusione del nostro percorso ma un nuovo inizio. Con questa operazione, infatti, diamo linfa all’infrastruttura di rete e allo stesso tempo consentiamo alla nuova TIM di focalizzarsi sull’innovazione tecnologica che serve per governare il complesso mercato dei servizi digitali e giocare un ruolo da leader – sottolinea Labriola -. Il primo ringraziamento per questo risultato va a tutte le persone della nostra Azienda, da sempre il punto di forza in ogni momento che abbiamo attraversato insieme. Senza di loro non sarebbe stato possibile raggiungere questo importante traguardo. Voglio sottolineare inoltre l’importante ruolo delle Istituzioni e delle Autorità competenti che sono la miglior garanzia per l’esecuzione di questo piano”.
“Infine, a tutti i nostri azionisti dico che stiamo restituendo a TIM la possibilità di guardare ad un futuro sostenibile e di essere pronta a cogliere le opportunità che avrà davanti. Il nostro obiettivo è proseguire su questa strada tracciata dal piano approvato con l’appoggio dei nostri principali azionisti, restando sempre aperti al dialogo e alle proposte che ci vengono sottoposte, in particolare, dai soci più importanti – sottolinea l’AD -. Siamo convinti che la forza del nostro Gruppo, insieme a ciò in cui crediamo, porterà a far crescere l’Azienda e a generare valore per tutti. Ora torniamo a lavorare a testa bassa per mettere a terra questa grande e storica decisione del CDA di oggi”.
In particolare, a seguito dell’approvazione consiliare si procederà alla sottoscrizione di un transaction agreement che disciplina: “Il conferimento da parte di TIM di un ramo d’azienda – costituito da attività relative alla rete primaria, all’attività wholesale e dall’intera partecipazione nella controllata Telenergia – in FiberCop, società che già gestisce le attività relative alla rete secondaria in fibra e rame;
Il contestuale acquisto da parte di Optics Bidco (come detto, veicolo controllato da KKR) dell’intera partecipazione detenuta da TIM in FiberCop medesima, all’esito del predetto conferimento (FiberCop post conferimento “Netco”). Inoltre, il transaction agreement prevede la sottoscrizione alla data del closing dell’operazione di un master services agreement che regolerà i termini e le condizioni dei servizi che saranno resi da NetCo a TIM e da TIM a NetCo a seguito del completamento dell’operazione.
Il Consiglio ha altresì deliberato a maggioranza (con 11 voti favorevoli e 3 contrari), sulla base dei pareri forniti dai professori Piergaetano e Carlo Marchetti, Andrea Zoppini, Giuseppe Portale, Antonio Cetra, Claudio Frigeni e dall’Avvocato Luca Purpura, che la decisione sull’offerta è di competenza esclusiva consiliare. Il Consiglio ha quindi dato mandato all’Amministratore Delegato di finalizzare e sottoscrivere i contratti vincolanti relativi all’offerta”.
Il pagamento di eventuali earn-out a favore di TIM è, legato al verificarsi di eventi futuri quali, in particolare: “Il completamento, durante i 30 mesi successivi alla data del closing, di alcune potenziali operazioni di consolidamento che riguardino NetCo e all’eventuale introduzione di modifiche regolamentari idonee a generare benefici a favore di NetCo, che potrebbero comportare il pagamento a favore di TIM di un importo massimo di 2,5 miliardi di euro; all’introduzione ed entrata in vigore entro il 31 dicembre 2025, di incentivi di settore che potrebbero comportare il pagamento a favore di TIM di un importo massimo di 400 milioni di euro”.
L’operazione dà attuazione al piano di cosiddetto delayering avviato da TIM nel corso del 2022 – “con l’obiettivo di perseguire il superamento dell’integrazione verticale di TIM attraverso la separazione degli asset infrastrutturali di rete fissa dai servizi che TIM continuerà a fornire ai propri clienti retail – e consente a TIM di ridurre il proprio indebitamento finanziario di circa 14 miliardi di euro al momento del closing (senza considerare l’impatto degli aggiustamenti di prezzo di cui sopra e gli eventuali earn-out), con un risultato migliorativo, nonostante il deterioramento delle condizioni macro-economiche, rispetto alle previsioni presentate in occasione del Capital Market Day del 7 luglio 2022. Grazie all’operazione – prosegue la nota -, TIM, oltre a ridurre l’indebitamento e a liberare risorse, avrà l’opportunità di operare nel mercato domestico beneficiando della riduzione di alcuni vincoli regolatori e potrà contribuire al mantenimento della flessibilità strategica prevista dal piano di delayering”.
“Al closing, TIM beneficerà di una struttura di capitale solida con un rapporto fra debito netto ed Ebitda inferiore a 2 volte (after lease) – spiega ancora l’azienda -. Il perfezionamento dell’operazione è atteso per l’estate del 2024, una volta completate le attività prodromiche e soddisfatte le condizioni sospensive (completamento del conferimento della rete primaria, autorizzazione Antitrust, autorizzazione in materia di sovvenzioni estere distorsive e Golden Power)”.
Quanto all’offerta non vincolante su Sparkle, il Consiglio, avendola ritenuta non soddisfacente, ha dato mandato al CEO “di verificare la possibilità di ricevere un’offerta vincolante a un valore più elevato una volta completata la due diligence, il cui termine è stato esteso fino al 5 dicembre”.
Infine, il Consiglio ha preso atto della comunicazione inviata da Merlyn Partners e RN Capital Partners, ritenendola “non in linea con il piano di delayering della Società, come presentato agli investitori nel già citato Capital Market Day”.
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Gentiloni “Il 21 novembre valutazione Ue sulla manovra”
ROMA (ITALPRESS) – “Faremo le opinioni sulle leggi di bilancio dei Paesi, tra cui l’Italia, il 21 novembre. Ma come le facciamo? Mettendo in relazione le proposte di legge di bilancio con le raccomandazioni che abbiamo fatto lo scorso anno. I messaggi fondamentali sono due: cercare di ridurre le spese di sostegno straordinarie introdotte sui costi dell’energia, che pure hanno contribuito a contenere l’inflazione, il secondo è se i Paesi sono riusciti a preservare lo spazio per gli investimenti pubblici. Da una parte non si deve riaccendere l’inflazione perchè nei Paesi con alto debito non è possibile avere deficit troppo alti, ma dall’altra parte non puoi rassegnarti alla crescita zero. Quindi prservare gli investimenti e la cautela sulla spesa corrente sono due raccomnadazioni in base alle quali faremo le nostre opinioni”. Lo ha detto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ospite a “In mezz’ora” su Rai3.
Secondo l’ex premier, “il vero punto sarà come fare ripartire la crescita senza fare risalire l’inflazione. Per alcuni paesi, tra cui l’Italia, la risposta è almeno per i prossimi 2-3 anni nei fondi europei. Un contributo di crescita aggiuntivo. Il Pnrr vale lo 0,5% anno che puo sembrare poco, ma aggiungere a una crescita dello zero virgola questa percentuale è una cosa enorme”.
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CDP, al via emissione obbligazionaria destinata al pubblico retail
ROMA (ITALPRESS) – Al via il collocamento di nuove obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti destinate al mercato retail.
L’offerta pubblica di sottoscrizione delle obbligazioni CDP, non subordinate e non garantite dallo Stato, partirà martedì 7 novembre e sarà destinata alle sole persone fisiche residenti in Italia.
L’ammontare complessivo sarà pari a 1,5 miliardi di euro. Le obbligazioni saranno offerte al pubblico dal 7 al 27 novembre 2023, salvo il caso di chiusura anticipata, e saranno negoziate sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) di Borsa Italiana.
L’investimento minimo è di 1.000 euro, pari al valore nominale di ciascuna obbligazione. Agli interessi e agli altri proventi percepiti dai sottoscrittori sarà applicata l’imposta sostitutiva in misura pari all’aliquota agevolata del 12,50%.
I proventi del prestito obbligazionario retail, il terzo nella storia di CDP, “consentiranno di destinare ulteriori risorse per sostenere imprese, territorio e infrastrutture con l’obiettivo, in coerenza con il Piano strategico 2022 – 2024, di contribuire concretamente alla crescita del Paese”, si legge in una nota.
Le obbligazioni CDP (codice ISIN IT0005568719) avranno una durata di sei anni (scadenza nel 2029), saranno emesse alla pari al prezzo di 1.000 euro per ciascuna obbligazione e verranno integralmente rimborsate alla pari e in un’unica soluzione alla data di scadenza.
I titoli matureranno interessi secondo un tasso misto: in misura fissa per i primi tre anni e variabile per i successivi tre. Durante il periodo di applicazione del tasso fisso, gli investitori percepiranno trimestralmente, in via posticipata, una cedola fissa pari al 5,00% lordo annuo del valore nominale unitario delle obbligazioni. Durante il periodo di applicazione del tasso variabile, gli investitori riceveranno trimestralmente, in via posticipata, una cedola lorda indicizzata all’EURIBOR a 3 mesi, maggiorato di un margine pari ad almeno lo 0,90% annuo. Il margine definitivo verrà fissato alla fine del periodo di collocamento.
Intesa Sanpaolo e UniCredit agiranno nel ruolo di responsabili del collocamento e coordinatori dell’offerta. La lista dei collocatori, una rete di 24 banche, è contenuta nelle condizioni definitive relative all’offerta, pubblicate e consultabili sulla pagina dedicata del sito di Cassa Depositi e Prestiti.
La nuova emissione riservata alla clientela retail arriva dopo altre emissioni destinate a investitori istituzionali, fra cui il primo Green Bond di CDP e il debutto sul mercato dei capitali americano, con la prima emissione obbligazionaria in dollari.
Sono stati assegnati a CDP i seguenti rating a medio-lungo termine, in linea con quelli della Repubblica italiana: Baa3 da Moody’s, BBB da S&P, BBB da Fitch e BBB+ da Scope. Per S&P il rating delle obbligazioni è pari a BBB.
Il prospetto relativo all’offerta e quotazione delle obbligazioni è a disposizione del pubblico sul sito internet di CDP (www.cdp.it/obbligazioni2023), dei responsabili del collocamento e dei collocatori.
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Intesa Sanpaolo, nei primi 9 mesi utile netto +85%
TORINO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi dell’anno con un utile pari a 6,122 miliardi, +85,3% rispetto ai 3,303 miliardi dei 9 mesi 2022. Anche il risultato corrente lordo è in crescita del 67%, mentre la gestione operativa cresce del 36,8%. Lo stock dei crediti deteriorati cala del 5,3% rispetto a fine 2022 al netto delle rettifiche di valore, e -1,4% al lordo. I crediti deteriorati sui crediti complessivi sono pari all’1,2% al netto delle rettifiche e al 2,4% al lordo. Il costo del rischio dei 9 mesi 2023 annualizzato è a 28 centesimi di punto, dai 70 nel 2022. Il Common Equity Tier 1 ratio, deducendo dal capitale circa 4,3 miliardi di dividendi maturati nei 9 mesi 2023, è al 13,6% a regime. Per l’intero esercizio 2023, Intesa Sanpaolo nella nota a commenta dei risultati dei primi nove mesi, prevede un significativo aumento del risultato della gestione operativa e “una prospettiva di utile netto per il 2024 e il 2025 superiore a quello previsto per il 2023”. Si prevede una forte distribuzione di valore: payout ratio cash pari al 70% dell’utile netto consolidato per ciascun anno del Piano di Impresa.
I risultati dei primi 9 mesi di Intesa Sanpaolo, spiega la nota a commento dell’approvazione da parte del Cda della banca, “confermano la capacità di generare una redditività sostenibile anche in contesti complessi grazie al modello di business ben diversificato e resiliente”. Sono già circa 4,3 miliardi i dividendi maturati, di cui circa 2,6 miliardi in distribuzione come acconto dividendi in novembre. “La nostra banca risulta la prima in Europa quanto a dividend yield; è da sottolineare che di questi circa il 40% è destinato alle famiglie italiane e alla Fondazioni nostre azioniste, consentendo importanti interventi di carattere sociale nei territori di appartenenza”. Così Carlo Messina, consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, a commento dei risultati dei primi nove mesi. “La stima di utile netto 2023 si colloca oltre i 7,5 miliardi; le previsioni per il 2024 e 2025 sono di un utile netto superiore a quello del 2023” aggiunge. “Abbiamo chiaramente capitale in eccesso e
distribuzioni addizionali agli azionisti saranno valutate anno per anno”, ha detto parlando con gli analisti finanziari per presentare i conti. Poi ha spiegato che “siamo nella posizione di distribuire parte del capitale in eccesso”. Come ciò avverrà sarà deciso all’approvazione dei conti di fine anno, ma Messina si è già mosso ora con il board: “Ho detto al Cda che la mia intenzione è di procedere con buyback e che quindi questa è la proposta che proporrò al Cda quando approveremo conti di fine anno”. Su Isybank “abbiamo fatto un lavoro unico, è un grande successo. Il totale dei depositi dei clienti che vogliono tornare in Intesa Sanpaolo da Isybank è pari a 6 milioni di euro, su circa 1,7 miliardi di depositi raccolti finora grazie ai 300mila clienti trasferiti da Intesa Sanpaolo a Isybank. L’obiettivo è arrivare a un milione di clienti per Isybank, e siamo fiduciosi di riuscirci”. Infine, quanto alle previsioni future, “se non ci sarà una recessione profonda in particolar modo in Europa, potremo compensare” e mantenere le previsioni attuali, “abbiamo relazioni forti soprattutto con Germania e Usa. E’ improbabile che in Germania il Pil resti negativo anche nel 2024, tutto questo ci permette di essere abbastanza fiduciosi sulle nostre aspettative”.
(ITALPRESS).
– Foto: ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
Mille neoassunti all’Agenzia Dogane e Monopoli, rafforzati uffici al Nord
ROMA (ITALPRESS) – L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si arricchisce di nuovo personale e potenzia i suoi uffici operativi, soprattutto quelli del Nord Italia in carenza di organico e quelli di sedi strategiche come Gioia Tauro. Dopo aver superato le procedure concorsuali, mille nuovi assunti saranno impegnati in un percorso di formazione per servire al meglio gli uffici a cui verranno destinati. “Siete diventati parte della grande famiglia dell’Agenzia, amministrazione finanziaria di primaria importanza, al servizio esclusivo dello Stato, dell’Unione europea e dei cittadini. L’ADM lavora per la crescita e per lo sviluppo del nostro Paese focalizzando il suo impegno sull’ambito complesso delle dogane, delle accise, dei monopoli di Stato, a cui si aggiungono competenze in materia di immigrazione, di lotta al contrabbando, alla contraffazione, ai reati valutari, al gioco illegale. Tutto ciò a tutela della sicurezza e della salute pubblica” dichiara il Direttore dell’Agenzia, Roberto Alesse, che ha dato il suo benvenuto ai neoassunti.
– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).












