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Economia

Apertura positiva per Piazza Affari

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura positiva per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib dopo i primi scambi segna una crescita dello 0,34% a 28.988 punti.
-foto Agenzia Fotogramma-
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A giugno in aumento il fatturato dell’industria

ROMA (ITALPRESS) – L’Istat stima che a giugno il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti dello 0,4% in termini congiunturali, con una crescita sul mercato interno (+1,8%) e un calo su quello estero (-2,2%). Nel secondo trimestre l’indice complessivo è diminuito dello 0,6% rispetto al trimestre precedente (-0,4% sul mercato interno e -0,8% su quello estero). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a giugno gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale per i beni intermedi (+0,6%) e per i beni strumentali (+2,1%), mentre si rileva una marcata flessione per l’energia (-4,1%). I beni di consumo registrano una variazione congiunturale nulla. Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale cresce in termini tendenziali dell’1,3%, sintesi di un incremento del 3,2% sul mercato interno e di una diminuzione del 2,3% su quello estero.
I giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2022. Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano marcati incrementi tendenziali per i beni di consumo (+7,3%) e per i beni strumentali (+17,1%), mentre risultano in calo i beni intermedi (-10,6%) e l’energia (-12,3%). Con riferimento al comparto manufatturiero, i settori che mostrano gli incrementi tendenziali più consistenti sono i mezzi di trasporto (+36,1%) e la farmaceutica (+14,2%), mentre le maggiori flessioni si riscontrano nella chimica (-19,5%) e nell’industria del legno, della carta e della stampa (-12,8%). A giugno si stima che l’indice destagionalizzato in volume, relativo al settore manifatturiero, aumenti dello 0,5% in termini congiunturali. Nel secondo trimestre 2023 l’indice rimane invariato rispetto ai tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario, a giugno il fatturato del comparto manifatturiero aumenta in termini tendenziali dell’1,8% sia in volume sia in valore.

– foto: Agenzia Fotogramma –

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Pensioni, Uil “Il Governo dica se vuole attuare gli impegni presi”

ROMA (ITALPRESS) – “Fino ad oggi, sulle pensioni, il Governo si è limitato ad ascoltare le proposte unitarie di Uil Cisl Cgil: adesso, è arrivato il momento di parlare e di assumersi delle responsabilità”. Per questo, si legge in una nota, la Uil “chiede alla ministra Calderone di essere presente alla riunione dell’Osservatorio, prevista per il prossimo 5 settembre, e di dire con chiarezza cosa il Governo intenda fare. E’ necessaria una flessibilità’ di accesso alla pensione intorno a 62 anni, pensare ora alle future pensioni dei giovani, ripristinare opzione donna nella versione originale e rivalutare tutte le pensioni in essere. Dopo mesi di silenzio, il Governo dica se vuole attuare gli impegni presi in campagna elettorale”.

– foto: Agenzia Fotogramma –

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Piazza Affari chiude in rialzo, Ftse Mib +1,21%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare +1,21% a 28.889 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dell’1,19% a quota 30.897. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,92% a 45.343 punti.

– foto: Agenzia Fotogramma –

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John Elkann lascia la presidenza della Giovanni Agnelli Bv

TORINO (ITALPRESS) – Piccolo cambiamento della catena di comando della famiglia Agnelli, che comprende la quota in Stellantis, Ferrari, Iveco, Cnh Industrial e Juventus tra le altre. John Elkann ha infatti lasciato la carica di presidente della Giovanni Agnelli BV, la società di diritto olandese che controlla il 52% della holding Exor, di cui Elkann resta il ceo. Elkann resta altresì presidente esecutivo di Ferrari e Stellantis. A succedergli in quella che una volta era l’accomandita, spiega Milano Finanza, è un avvocato olandese, Jeroen Preller. Sarà lui a gestire la Giovanni Agnelli Bv che raggruppa tutti i rappresentanti dei vari rami della famiglia cui vanno i dividendi delle società di Exor.
Sotto la Dicembre ci sono tutti gli eredi di Giovanni Agnelli che hanno una quota del 37,96% tra cui John, Lapo e Ginevra Elkann; il ramo Maria Sole Agnelli ha il 12,32%;
quello degli eredi di Umberto Agnelli, tra cui Andrea Agnelli, detiene l’11,85%; il ramo Giovanni Nasi ha l’8,75%; il ramo Laura Nasi-Camerana detiene il 6,52%; il ramo Brandolini D’Adda ha il 5,67%; il ramo Susanna Agnelli ha il 4,81%; il ramo Cristiana Agnelli ha il 5,05%; il ramo Clara Nasi-Ferrero di Ventimiglia ha il 3,47%; il ramo Emanuela Nasi il 2,58% e il ramo Furstenberg lo 0,27%. La società detiene poi azioni proprie per il 4,86%.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Borsa, Piazza Affari apre in rialzo. Ftse Mib a +0,25%

MILANO (ITALPRESS) – Apertura in rialzo per la Borsa di Milano. A Piazza Affari, dopo i primi scambi, il Ftse Mib segna un aumento dello 0,25% a quota 28.656,00 punti.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Piazza Affari chiude in rialzo, Ftse Mib +1,21%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare +1,19% a 28.544 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dell’1,21% a quota 30.534. L’indice Ftse Italia Star guadagna l’1,46% a 44.930 punti.

– foto: Agenzia Fotogramma –

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Imprese giovanili più ottimiste sul futuro rispetto alle “over 35”

ROMA (ITALPRESS) – Sono più fiduciose per il futuro rispetto alle loro colleghe “over 35”: fatturano, assumono e innovano di più, ma sono meno presenti all’estero e le barriere economiche rischiano di frenarne la crescita. E’ l’identikit delle imprese guidate dai giovani under 35 tracciato dal Centro Studi Tagliacarne confrontando le loro aspettative di crescita per il 2023 e il 2024 con quelle delle non giovanili sulla base di un’indagine condotta su un campione di 4.000 imprese manifatturiere e dei servizi con una forza lavoro tra i 5-499 addetti.
Secondo i dati dell’indagine, il 49% delle imprese under 35 prevede per quest’anno di aumentare il fatturato contro il 42% delle non giovanili. E per il 2024 le attese di crescita restano positive per il 43% delle imprese giovanili (contro il 34%). In aumento pure le previsioni occupazionali per il 31% delle imprese capitanate dai giovani per il 2023 (contro il 23%) e per il 23% del campione nel 2024 (contro il 18%). Anche perchè sarà necessario equipaggiarsi con personale qualificato per sfruttare al meglio gli investimenti in programma nella duplice transizione: tra il 2023 e il 2025, il 36% delle imprese under 35 intende investire contemporaneamente in digitale e green (contro il 28%).
Tuttavia, in termini di export le imprese giovanili mostrano un ritardo rispetto alle loro colleghe più “mature”: il 38% delle aziende under 35 esporterà nel 2023 a fronte del 45% delle non giovanili. E per il prossimo anno, pur se la presenza degli imprenditori giovani sui mercati stranieri è attesa in aumento, la distanza “generazionale” all’estero resterà inalterata di 7 punti percentuali quando ad esportare sarà il 40% delle imprese giovanili contro il 47% delle altre. Ma al Sud la presenza delle imprese under 35 sui mercati esteri è ancora più bassa: nel 2023 esporterà solo il 26% e nel 2024 il 27%.
“La scelta imprenditoriale per i giovani è sempre più selettiva rispetto al passato e meno legata all’autoimpiego, come dimostra il calo di circa il 13% delle imprese under 35 registrato nell’ultimo decennio al netto dell’andamento demografico – evidenzia Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne -. Anche per questo l’imprenditoria giovanile si proietta con maggior fiducia sul mercato. Tuttavia, queste imprese scontano assetti meno strutturati, e questo spiega anche la loro minore presenza all’estero che deve, invece, essere sostenuta perchè pure per gli imprenditori giovani l’internazionalizzazione è una leva strategica indispensabile per crescere”.
Nonostante la minore presenza sui mercati stranieri, le imprese giovanili che esportano sembrano però avere una marcia in più: per il 2023 il 44% prevede aumenti delle vendite all’estero contro il 33% delle non giovanili mentre per il 2024 incrementi sono stimati dal 42% del campione (contro il 31%). Nel complesso, per aumentare le vendite oltreconfine, le imprese giovanili contano di utilizzare principalmente strategie improntate sulla qualità dei prodotti (42%) e investimenti in comunicazione e branding (24%).
Le imprese giovanili investiranno di più delle altre nella transizione green e digitale. Tra 2023 e il 2025, il 53% delle imprese giovanili investirà in green e il 48% in digitale (contro rispettivamente il 45% e il 41% delle over 35). Mentre il 36% delle imprese under 35 ha in programma di investire contemporaneamente in digitale e green.
Ma le risorse economiche insufficienti all’interno dell’azienda e i tassi di interesse elevati per l’accesso al credito sono il principale ostacolo che rischia di intralciare il loro cammino verso la transizione.
Le barriere economiche sono un problema, infatti, per il 39% delle imprese giovanili che non intendono investire nella sostenibilità (contro il 31% delle non giovanili) e per il 45% che prevede di non fare investimenti 4.0 (contro 29% delle non giovanili).
Se le risorse economiche sono problema, quelle del Pnrr possono essere una boccata di ossigeno. Così il 9% delle imprese giovanili si è già attivata sui progetti di supporto alle imprese legati al PNRR e il 19% ha in programma di attivarsi. Tuttavia, l’eccessiva burocrazia è per 7 imprese giovanili su 10 di gran lunga l’ostacolo maggiore.

– foto: pexels.com –

(ITALPRESS).