MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta in rialzo questa mattina a Piazza Affari, dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un +1,03% a quota 28.523 punti, mentre l’Ftse All Share guadagna lo 0,96% a 30.494 punti. In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,70% a quota 44.812 punti. Sui mercati resta l’attesa per le parole del numero uno della Fed con le conseguenti decisioni in termini di politica monetaria, ma c’è tra gli analisti una certa fiducia nonostante il dato sul raffreddamento della crescita in Europa e Usa con gli indici Pmi in frenata e le preoccupazioni per il rallentamento dell’economia cinese. Per quanto riguarda le materie prime, in calo il prezzo del petrolio, così come per il gas naturale che sulla piazza di Amsterdam si porta a 31,7 euro al Mwh.
Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 166 punti, con il rendimento del decennale al 4,10%. Partenza positiva anche per le altre piazze finanziarie europee, sulla scia della chiusura in verde di Tokyo, con il Nikkei che avanza dello 0,87% con il clima dei mercati sostenuto dal produttore statunitense di chip Nvidia, che ha annunciato conti trimestrali in crescita oltre le stime. In rialzo al di sotto del punto percentuale i mercati azionari cinesi. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a +1,21%, Francoforte guadagna lo 0,98%, mentre Londra avanza dello 0,81%.
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Piazza Affari avvio in rialzo, mercati in attesa
Piazza Affari chiude in rialzo, Ftse Mib +0,24%
MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare +0,24% a 28.233 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dello 0,21% a quota 30.203. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,22% a 44.500 punti.
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Ferraris “Gli investimenti di FS valgono il 2% del Pil”
RIMINI (ITALPRESS) – «Gli investimenti del Gruppo FS nei prossimi 10 anni incideranno sul PIL nazionale per il 2% e, con 200 miliardi di euro serviranno a rendere sempre più attrattivo ed efficiente il trasporto collettivo e merci via treno, aumentando almeno del 20% la capacità di trasporto della rete ferroviaria e del 30% il numero di passeggeri». Dal palco del Meeting di Rimini l’amministratore delegato del Gruppo FS Luigi Ferraris ha sottolineato il ruolo di Ferrovie dello Stato nella nuova stagione italiana delle infrastrutture, per il cui sviluppo, come specificato da Ferraris, sono impegnate circa 300mila persone all’anno nell’ambito del PNRR, ma non solo.
Intervenuto nella tavola rotonda Infrastrutture e PNRR: quale sviluppo per l’Italia insieme al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Andrea Decaro e Maximo Ibarra, Ceo & General Manager di Engineering, Luigi Ferraris ha ribadito l’impegno del Gruppo FS nell’investire nei prossimi 10 anni 200 miliardi di euro per ammodernare e potenziare infrastrutture che hanno una vita media di oltre 60 anni. Investimenti che avranno un diretto effetto sulla crescita del PIL nazionale, come spiegato da Luigi Ferraris a margine del suo intervento.
«Due punti di PIL ci sono – ha argomentato – e si portano dietro 200.000-300.000 addetti ai lavori fra diretti e indiretti. Quindi l’effetto sull’economia è sicuramente rilevante. Le opere – ha proseguito – sono su tutto il territorio da Nord a Sud e quindi è chiaro che la ricaduta è anche e soprattutto sulle economie locali. Questo – ha concluso Ferraris – è sicuramente un aspetto che consente al Paese di potere fare leva su questa nuova ondata di infrastrutture per sostenere la crescita del PIL».
Per questo, sempre secondo Ferraris, al centro ci sono le competenze e le professionalità ed è sempre più importante rinsaldare il dialogo tra il mondo delle università e quello delle imprese. «A tal fine abbiamo firmato un protocollo d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Istruzione e del Merito per la costruzione di una filiera integrata della formazione professionale».
Servono, dunque, professionalità e competenze nuove per contribuire, secondo Ferraris, al potenziamento delle infrastrutture del Paese che devono puntare all’intermodalità e all’integrazione dei mezzi di trasporto sia lato passeggeri che merci. Da nord a sud, infatti, sono 4mila i cantieri aperti da RFI e Anas, quindi per opere ferroviarie e stradali, che procedono nel rispetto delle tempistiche per oltre 49 miliardi di euro in nuove opere e manutenzioni.
Il tutto puntando sull’innovazione, con lo sviluppo di piattaforme digitalizzate per favorire l’integrazione tra mezzi di trasporto diversi e anche il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture che, ha sottolineato l’AD di FS, «vanno realizzate e mantenute affidabili ed efficienti. Per la loro manutenzione straordinaria abbiamo deciso con il Ministero di non bloccare le linee per ridurre disagi e dare così continuità al servizio».
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Piazza Affari avvio in rialzo, attesa per decisioni della Fed
MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta in rialzo questa mattina a Piazza Affari, dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un +0,37% a quota 28.269 punti, mentre l’Ftse All Share guadagna lo 0,35% a 30.246 punti. Lieve segno più anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,07% a quota 44.403 punti. Sui mercati c’è attesa per una serie di dati macro, in particolare per quelli Pmi servizi e manifatturiero in Europa e Usa di agosto, oltre che per le parole del numero uno della Fed attese venerdì con le conseguenti decisioni in termini di politica monetaria. Per quanto riguarda le materie prime, poco mosso il prezzo del petrolio, con il Brent che si colloca a quota 84 dollari al barile mentre il Wti si porta a 79 dollari.
In lieve ribasso anche il prezzo del gas naturale che quota sulla piazza di Amsterdam a 41,5 euro al Mwh. Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre in calo a quota 167 punti, con il rendimento del decennale al 4,28%. Partenza positiva anche per le altre piazze finanziarie europee, sulla scia della chiusura in verde di Tokyo, con il Nikkei che avanza dello 0,50%. Contrastate invece le piazze cinesi. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a+0,33%, Francoforte guadagna lo 0,35%, mentre Londra avanza dello 0,19%.
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Consumi, negli ultimi 30 anni sempre più tecnologia e tempo libero
ROMA (ITALPRESS) – E’ la tecnologia, con i Pc e i prodotti audiovisivi e multimediali, ma soprattutto i telefoni, a segnare un vero e proprio boom nei consumi degli italiani negli ultimi 30 anni. I primi, con un aumento della spesa pro capite in termini reali del 786%, i secondi con un incremento addirittura del 5.339%. In forte crescita, all’interno del comparto del tempo libero, anche i servizi ricreativi e culturali (+93%); in calo i pasti in casa (-11,2%), mobili ed elettrodomestici (-5,1%) e il consumo di elettricità e gas (-12,2%), anche in virtù della riduzione degli sprechi e delle politiche di risparmio energetico. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane tra il 1995 e il 2023. Per quanto riguarda i consumi complessivi, nel 2022 – con 20.810 euro pro capite – la spesa delle famiglie è ancora inferiore ai livelli del 2019 (20.914 euro) e nel 2024 non saranno recuperati i livelli di picco del 2007 (21.365 euro contro i 21.569 euro).
Il 2023, tuttavia, si può definire come l’anno del ritorno alla normalità grazie soprattutto al consistente contributo della filiera turistica che, rispetto all’anno scorso, registra aumenti consistenti per viaggi, vacanze e alberghi (+23,6%), servizi ricreativi e culturali (+9,7%), bar e ristoranti (+8%). Cresce tutto ciò che è tecnologia, come gli elettrodomestici cosiddetti bruni e i personal computer che fanno parte della multimedialità e dell’audiovisivo, dove contribuiscono alla creazione dei palinsesti per lo svago fruito in casa (nel 2023 nove volte la dimensione del 1995 e quasi il triplo rispetto al 2007). Prova ne sia che l’acquisto di servizi ricreativi e culturali prodotti altrove è cresciuto “solo” del 93% nello stesso periodo. Al di là della tecnologia resta poco altro in termini di crescite spettacolari. E non potrebbe essere diversamente, vista la complessiva stagnazione dei consumi nel lungo periodo di cui siamo ben consapevoli. Fenomeno, questo, testimoniato, per esempio, dalla dinamica di vestiario e calzature, una volta categoria centrale nella spesa degli italiani e oggi ancora ai livelli di quasi trent’anni fa.
Ed è altrettanto interessante la dinamica della spesa per l’elettricità e il gas. Le politiche di risparmio energetico funzionano e gli sprechi si riducono. Cioè si riduce la quantità, ovvero la spesa in termini reali. Per l’energia e, in generale, le spese per l’abitazione, purtroppo vale quanto discusso di recente a proposito delle spese obbligate: la crescita dei prezzi unitari di questi beni (sono classificati come tali, non invece servizi) ne ha sviluppato la quota di spesa, generando una inevitabile compressione dei consumi liberi e, quindi, del benessere economico che le famiglie ritraggono dalla spesa per consumi. Si nota la sostanziale stazionarietà della spesa per alimentazione, ove si abbia l’accortezza di sommare alimentazione in casa e fuori casa. Naturalmente, le due componenti hanno trend radicalmente diversi, e questo vale anche al netto dell’approssimazione introdotta dall’utilizzo della popolazione residente e non di quella teoricamente sottostante la spesa sul territorio.
Mentre il fuori casa è sospinto dalla tendenza a sviluppare benessere individuale attraverso la fruizione di servizi legati al tempo libero, l’alimentazione in casa è compressa anche dalle tendenze demografiche. Una popolazione più anziana richiede, strutturalmente, meno contributi alimentari di base e più contenuto di servizio. Sta alle imprese rispondere con successo a queste ineludibili sfide. Come visto, sebbene in crescita, i consumi non torneranno alla fine del 2023 ai livelli del 2019 e resteranno lontani dal picco del 2007, anche nella media del 2024. Salvo tempo libero, tecnologia e viaggi e alberghi, nessuna macro-funzione riesce a tornare, nel 2023, ai livelli di spesa pro capite del 2019. In termini reali, elettricità, gas e altri combustibili, mobili ed elettrodomestici e alimentari consumati in casa mostrano spese reali inferiori a quasi trent’anni prima. Nel complesso, tuttavia, l’anno in corso si presenta per molti aspetti come il vero ritorno alla normalità. Il contributo del turismo è ben visibile: dai servizi ricreativi e culturali (+9,7%) agli alberghi e ai viaggi (+23,6%), fino ai consumi fuori casa presso i pubblici esercizi (+8%). Sono questi i pilastri della potenziale crescita economica, generata, appunto, dal terziario di mercato, in attesa di una ripresa della manifattura esportatrice. “La crescita dei servizi e del turismo potrebbe
riportare quest’anno i consumi a un livello di normalità – afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – Consumi
che, peraltro, valgono il 60% del Pil. L’economia, però, è in fase di rallentamento e alcuni nodi sono ancora irrisolti. Mancano, infatti, all’appello un piano di rilancio del Sud, la piena realizzazione di riforme e investimenti del Pnrr e una profonda riforma fiscale in tempi rapidi”.
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Apertura positiva per Piazza Affari, Ftse Mib +0.5%
MILANO (ITALPRESS) – Apertura positiva per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa registrare +0,5% a 28.133 punti. Lo spread tra BTP e Bund apre in calo a 168 punti base, rispetto alla chiusura della vigilia a 170 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano si attesta al 4,38%.
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Giorgetti “La manovra sarà complicata, non si può fare tutto”
RIMINI (ITALPRESS) – “Sarà una legge di bilancio complicata, tutte le leggi di bilancio sono complicate, ma siamo chiamati a decidere delle priorità. Non si potrà fare tutto, dovremmo intervenire a favore dei redditi medio bassi, ma anche utilizzare le risorse a disposizione per promuovere la crescita e premiare chi lavora. Questo è l’indirizzo e quello che auspichiamo”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo al Meeting di Rimini.
“Se riflettiamo sulla crescita economica o sullo sviluppo è opportuna l’aggiunta del termine sostenibile, lo sviluppo sostenibile oggi è normalmente declinato sotto l’aspetto ambientale che è fondamentale, ma se si affronta la questione a tutto tondo non si può negare il fatto che il sistema tiene se le generazioni hanno una continuità – ha sottolineato il ministro -. Il tema della denatalità è fondamentale, non c’è nessuna riforma e misura previdenziale che tenga nel medio e nel lungo periodo con i numeri della denatalità che abbiamo oggi”.
Quanto all’Unione Europea, la clausola “del Patto di stabilità e crescita riprenderà forse dall’1 gennaio 2024, ma spero di no”, ha detto Giorgetti, che ha parlato anche del Pnrr: “Oggi più che mai la responsabilità del governo è massima, abbiamo queste risorse che non possono essere sprecate, devono essere utilizzate nel miglior modo possibile. Non c’è semplicemente una responsabilità di fare in fretta ma è necessario fare bene, perchè se fare in fretta significa fare male è meglio fare bene ma in qualche modo valutare attentamente le situazioni”.
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Ruffini “Controlli incrociati sui conti correnti contro l’evasione”
ROMA (ITALPRESS) – Sui controlli incrociati con l’anagrafe finanziaria “è presto per fare previsioni, anche perchè solo a maggio abbiamo completato le attività richieste dal Garante per la privacy per assicurare il corretto utilizzo dei dati personali”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini.
“In prospettiva, l’Archivio dei conti correnti è una risorsa fondamentale perchè consente di intercettare, ad esempio, i soggetti con residenza fittizia all’estero ma che hanno conti correnti nel nostro Paese – aggiunge -. Le prime estrapolazioni basate su dati pseudonimizzati, cioè inizialmente anonimi e poi utilizzabili in base a informazioni aggiuntive, riguarderanno il 2017 e consentiranno di individuare, ad esempio, i soggetti che avevano grandi movimentazioni sui propri conti correnti ma non hanno presentato la dichiarazione dei redditi”. Alla domanda su quando partiranno queste estrapolazioni, Ruffini risponde così: “Stiamo già partendo. E presto avremo i primi risultati”.
Il governo ha firmato la convenzione con l’Agenzia delle Entrate fissando tra gli obiettivi che l’ente dovrà raggiungere entro il 2025, l’incasso di 2,8 miliardi in più dalla lotta all’evasione fiscale. “Abbiamo spostato l’asticella in alto. E non mi riferisco al contrasto all’evasione – dice Ruffini -. Il nostro lavoro sarà valutato anche e soprattutto sull’incremento dei servizi telematici, sulla accelerazione dei rimborsi, sul contenzioso”.
“Nella convenzione ci sono obiettivi di finanza pubblica, non di caccia al gettito – prosegue -. Anche perchè non sono riconosciuti incentivi economici in base agli accertamenti svolti e ai soldi incassati, come ancora mi capita di leggere, ma in base ai servizi erogati. Da cattolico, so che fin dai tempi del pubblicano Levi la figura dell’esattore, comprensibilmente, non ha mai riscosso particolare simpatia. Ma oggi, in una democrazia, i soldi dell’evasione si recuperano non per conto dell’imperatore, ma a vantaggio della collettività. Compresi coloro che le tasse non le pagano. Oltre l’80% del totale dell’evasione riguarda chi non presenta la dichiarazione dei redditi o la presenta in modo infedele; meno del 20% la cosiddetta evasione da versamento, cioè di chi presenta la dichiarazione, ma poi non salda quanto deve – sottolinea Ruffini -. Non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei contribuenti è onesta e paga sempre tutto, fino all’ultimo centesimo, anche se non naviga nell’oro. Se vogliamo garantire i diritti fondamentali come sanità, istruzione, ordine pubblico, servono risorse. Ed è questo che fa l’Agenzia”.
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