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Al via “Italy on Madison”, l’eccellenza tricolore a Manhattan

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Oggi con la cerimonia di inaugurazione ha preso il via la seconda edizione di “Italy on Madison”. L’evento ideato dall’Agenzia per il Commercio Estero, prende il via e fino al 28 maggio offrirà una serie di eventi speciali ed eventi culturali che metteranno in risalto i migliori marchi e la grande ristorazione italiana. Come tradizione a dare il via alla Italy on Madison, il Direttore dell’Agenzia ICE di New York, coordinatore della rete USA Antonino Laspina, che nel suo discorso di apertura, che come tradizione si è svolto presso la sede dell’Italian Trade Agency 33 East 67th Street, ha ringraziato le autorità ed i tanti newyorkesi intervenuti ed ha ribadito la gioia ed il piacere di vedere le eccellenze italiane “sfilare” insieme in questo speciale appuntamento del made in Italy a Manhattan. Un programma molto intenso di iniziative quello di questa seconda edizione: seminari, sfiliate, cocktail, incontri con i media e con la grande community di New York.
I grandi marchi della moda e del design italiano e l’alta ristorazione Made in Italy mostreranno tutta la loro eccellenza in una delle strade più iconiche del mondo: la Madison Avenue di New York. “E’ davvero un grande privilegio poter dare il via a questa seconda edizione dell’Italy on Madison – ha dichiarato Antonino Laspina, Direttore dell’Agenzia ICE di New York, coordinatore della rete USA -. L’evento “Italy on Madison 2023” intende essere un ulteriore supporto in attività promozionali e di comunicazione alle imprese italiane che operano nel più “italiano” shopping district fuori dall’Italia. È una occasione per trasformare ulteriormente il grande potenziale di mercato in business per le imprese del Made in Italy, è anche una grande occasione per rendere ancora più coeso il rapporto tra le istituzioni e le imprese nella promozione del grande prodotto italiano”.

– foto ufficio stampa “Italy on Madison” –

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Cdp, da enti locali richieste di rinegoziazione per oltre 30 mila mutui

ROMA (ITALPRESS) – Sostenere gli Enti Locali liberando fondi che potranno essere immediatamente utilizzati sul territorio con interventi mirati a favore della popolazione.
Questo l’obiettivo del piano di rinegoziazione dei mutui di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) con Comuni, Province e Città Metropolitane, avviato a inizio aprile e che si è concluso con l’adesione di circa 800 Enti.
Si tratta della più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui realizzata negli ultimi anni da CDP, insieme a quella attivata nel 2020 per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19. L’iniziativa ha consentito agli Enti di rinegoziare oltre 30.000 prestiti per un debito residuo totale di circa 7,3 miliardi (il 30% del totale rinegoziabile) e di liberare così fino a circa 320 milioni di risorse nel periodo 2023-2024 da utilizzare, tra l’altro, per far fronte alle esigenze finanziarie determinate dal difficile contesto di aumento dei costi energetici e delle materie prime.
La misura, che per la prima volta ha previsto un processo di adesione interamente digitale, ha interessato in maniera capillare l’intero territorio nazionale. Al Nord hanno aderito oltre 200 Enti, al Sud e nelle Isole più di 400 e al Centro circa 150.
“La rinegoziazione dei mutui rappresenta uno strumento che CDP mette a disposizione degli Enti per sostenerli ai fini dello sviluppo del territorio nelle fasi di complessità e criticità. Con questa operazione gli Enti Locali potranno liberare, nel periodo 2023-2024, risorse pari a 320 milioni da impiegare fin da subito. In un momento di particolare incertezza legata all’attuale contesto macro-economico e geopolitico, Cassa Depositi e Prestiti è al fianco degli amministratori locali, per rispondere efficacemente alle istanze delle comunità e ai bisogni dei cittadini”, afferma Massimo Di Carlo, Vicedirettore Generale e Direttore Business di CDP.

– foto ufficio stampa CDP –

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Ue, Urso “Sulle materie prime critiche serve chiarezza”

ROMA (ITALPRESS) – “Sul regolamento sulle materie prime critiche abbiamo chiesto alla Commissione Europea di essere molto chiara sulla sostenibilità di quegli obiettivi. Chiediamo che nel regolamento che si dovrà varare ci siano chiare indicazioni su come fare, su come aprire i giacimenti nel nostro Paese, su come insediare imprese che lavoreranno le materie prime critiche e su come riciclare più e meglio nel campo della transizione elettrica”. Così il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, da Bruxelles, a margine del Consiglio Ue per la Competitività Mercato interno e industria.
“Per farlo servono indicazioni precise”, ribadisce.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Envent conferma rating “outperform” e tp di 5 euro per Eprcomunicazione

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MILANO (ITALPRESS) – EnVent ha confermato per Eprcomunicazione il rating “outperform” e il target price di 5 euro, prezzo che incorpora un potenziale upside del 68% sui prezzi correnti.
L’analisi di EnVent arriva a seguito della pubblicazione dei risultati del 2022, che vede ricavi consolidati in crescita dell’8,6% a 8,1 milioni, un EBITDA sostanzialmente stabile rispetto all’esercizio 2021 a 1,1 milioni, così come l’EBIT a 0,7 milioni e l’utile netto a 0,3 milioni.
Gli analisti, anche a fronte della recente acquisizione del 51% di Justbit, così come ai recenti ingaggi sottoscritti con Terna, Federazione Gomma Plastica, Corepla, Itelyum e Teatro di Roma, stimano che nel 2023 i ricavi di Eprcomunicazione aumenteranno del 13,9% a 9,2 milioni, per poi salire del 16,5% a 10,7 milioni nel 2024, e quindi continuare a crescere del 13,3% a 12,2 milioni nel 2025 e del 10,7% a 13,5 milioni nel 2026, ultimo anno previsionale.
Gli esperti stimano un forte incremento anche per l’EBITDA, che dovrebbe passare dai 1,4 milioni previsti per il 2023, a 1,8 milioni ipotizzati per il 2024, e quindi aumentare a 2,2 milioni nel 2025 e a 2,6 milioni nel 2026.
L’EBIT dovrebbe pure seguire un trend molto positivo, attestandosi a 1 milione nel 2023, per poi salire a 1,4 milioni nel 2024, giungere a 1,7 milioni nel 2025 e superare i 2 milioni nel 2026.
Il risultato netto non è da meno: l’utile dovrebbe più che raddoppiare a 0,7 milioni nel 2023, quindi sfiorare quota 1 milione nel 2024, stanziarsi a 1,2 milioni nel 2025 e arrivare 1,5 milioni nel 2026.
Dal lato patrimoniale, la posizione finanziaria netta, che nel 2022 è stata neutrale, dovrebbe crescere progressivamente dai 0,7 milioni di cassa previsti per il 2023, ai 4 milioni di liquidità netta attesi nel il 2026.

– foto: ufficiostampa Envent

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Partnership industriale tra Banca Ifis e Gruppo Mediobanca negli Npl

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ROMA (ITALPRESS) – Banca Ifis e il Gruppo Mediobanca hanno siglato una partnership di lungo periodo per la gestione dei crediti deteriorati. Secondo l’accordo Banca Ifis rileverà da Mediobanca, per un corrispettivo di 100 milioni, Revalea S.p.A., società nata nel 2022 dallo scorporo di NPL derivanti da attività di acquisizioni di portafogli di sofferenze, business che non rientra più tra le attività core del Gruppo Mediobanca.
La partnership ha una forte valenza industriale poiché consolida il posizionamento di Banca Ifis come operatore di riferimento nel mercato dei crediti deteriorati nel segmento small tickets unsecured e permette a MBCredit Solutions, società del Gruppo Mediobanca e specializzata nella gestione dei crediti, di focalizzarsi nell’attività core di gestione e recupero potendo contare su volumi di business costanti per i prossimi anni. I due istituti hanno infatti contestualmente siglato un accordo pluriennale di servicing che prevede che MBCredit Solutions continui ad affiancare Banca Ifis nell’attività di gestione nonché di recupero dei crediti in sofferenza e deteriorati mettendo a disposizione del partner le proprie competenze professionali e industriali, in aggiunta a un accordo di forward flow sugli NPL derivanti dal credito al consumo di Compass.
Il portafoglio di crediti deteriorati di Revalea S.p.A., del valore nominale di 6,8 miliardi di euro e netto di bilancio di 256 milioni, è caratterizzato da prestiti unsecured provenienti per l’89% dal settore bancario e composti per il 64% da crediti Retail e per il restante da Crediti Corporate. Al perfezionamento dell’operazione, il team di 22 professionisti che fanno parte di Revalea andrà a rafforzare la squadra di Banca Ifis.
Il closing dell’operazione, subordinato solo all’ottenimento delle relative autorizzazioni normativo regolamentari, è atteso entro il quarto trimestre del 2023. L’operazione comporterà un miglioramento del CET1 di Mediobanca nell’ordine di 10bps e per Banca Ifis una decurtazione di circa 40bps.
“L’accordo è coerente con la nostra volontà di aumentare l’esposizione a business a minor assorbimento di capitale e maggior contenuto commissionale, nel rispetto del consueto approccio prudente nell’assunzione e gestione dei rischi, e ci consente di valorizzare ulteriormente l’expertise maturata negli anni da MBCredit Solutions nella gestione dei crediti non performanti in sinergia all’attività di erogazione del credito svolta dalla divisione Consumer Banking”, ha commentato Alberto Nagel, Amministratore Delegato di Mediobanca.
“Questa operazione suggella una partnership strategica di lungo termine con Mediobanca e rafforza la nostra leadership in un settore core per il Gruppo. L’acquisizione di Revalea testimonia la capacità di Banca Ifis di essere partner autorevole e qualificato per il sistema bancario italiano ed europeo”, dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.
“Questa operazione consolida la partnership industriale tra il nostro Gruppo e Banca Ifis, con cui negli ultimi anni abbiamo attivato una proficua collaborazione nella gestione e nelle attività di recupero delle sofferenze” – ha commentato Gian Luca Sichel, Amministratore Delegato di Compass Banca.
“Attraverso l’acquisizione di Revalea, Banca Ifis dimostra la propria capacità di cogliere opportunità strategiche di crescita sul mercato e di gestire operazioni con elevati livelli di complessità. Con questa transazione, mettiamo in sicurezza i target di acquisti NPL previsti dal Piano Industriale 2022-24, aumentando il nostro portafoglio di proprietà a circa 30 miliardi di euro di valore nominale e un valore contabile complessivo di 1,8 miliardi di euro[1], e rafforziamo la nostra crescita organica con un’operazione di acquisizione significativa”, dichiara Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis.

– foto: ufficio stampa Banca Ifis

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Al Salone del libro di Torino “L’italia unita a tavola”

ROMA (ITALPRESS) – “Il libro non solo è cultura, ma uno strumento di conservazione che permette di creare connessioni tra il patrimonio culturale passato e il futuro ed è anche un collante tra mestieri e territorio. Proprio come il cibo”. E’ con queste parole che Costantino Di Nicolò, presidente CNA nazionale Editoria, ha introdotto il convegno “L’Italia unita, a tavola: ricettari e cultura del cibo nella storia e nel presente dell’editoria regionale”, che si è tenuto alla sala Arancio nell’ambito del Salone del libro di Torino.
Evento moderato Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile CNA Editoria Piemonte, che ha rivolto in apertura un pensiero per quello che “sta accadendo in una regione conosciuta proprio per la sua cultura culinaria, l’Emilia-Romagna”.
Si è unita al cordoglio delle vittime anche Francesca Petrini, presidente nazionale CNA Agroalimentare, che è poi intervenuta parlando del patrimonio enogastronomico nella comunicazione antica e contemporanea, sottolineando come “la pubblicità abbia elevato il cibo da semplice alimento dettato solo da scopi nutrizionali a il cibo ha un valore edonistico a alimento di consumo edonista, con la conseguente trasformazione anche del consumatore. Oggi la sfida è di adottare un nuovo approccio fondato sul foodstorytelling offline prima dell’acquisto”.
L’incontro ha poi visto gli interventi di Gabriella Serratrice, responsabile del Settore promozione dei beni librari e archivistici, editoria e istituti culturali della Regione Piemonte Direzione Cultura e Commercio, Stefano Benedetto, direttore Archivio di Stato di Torino, Albina Malerba, direttrice Centro Studi Piemontesi, Maria Luisa Ricci, Biblioteca Reale di Torino, Lorenza Santa, curatrice delle collezioni di Palazzo Reale Musei Reali di Torino. Relatori che hanno fornito un excursus su cibo e libri sull’editoria italiana dedicata ai ricettari intesi come strumento di conservazione e divulgazione delle tradizioni enogastronomiche.
Le conclusioni di Antonella Grasso, responsabile CNA nazionale dell’unione Comunicazione e terziario avanzato trattano “della necessità per la piccola editoria del sostegno della politica perchè attraverso la cultura si valorizzano le connessioni con il territorio. Il libro è quello strumento che permette di tenere in vita la memoria e creare una visione futura attraverso la connessione di competenze e conoscenze. Dietro il libro ci sono molteplici professionalità. Penso alla fotografia che rende il cibo una pietanza per gli occhi, al restauratore che conserva la memoria. Mestiere che coinvolgeremo al Salone del libro del prossimo anno”.

– foto: agenziafotogramma.it

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Piazza Affari chiude in rialzo, Ftse Mib +1,05%

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MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare +1,05% a 27.520 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dell’1,01% a quota 29.664. L’indice Ftse Italia STAR guadagna l’1,40% a 48.222 punti.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Immobiliare, nel 2022 transazioni per 123 miliardi di euro

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ROMA (ITALPRESS) – Il mercato immobiliare residenziale nel 2022 si chiude con oltre 784 mila transazioni, il 4,7% in più rispetto a quelle registrate l’anno precedente, per un valore stimato che sfiora i 123 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati contenuti nell’ultimo Rapporto immobiliare residenziale, realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Abi. Lo scorso anno il mercato residenziale ha fatto registrare 784.486 transazioni: si conferma, quindi, il trend positivo registrato a partire dal 2014, interrotto dal dato negativo del 2020 (-7,7%). Nel 2022 l’incremento delle compravendite è stato più accentuato nelle aree del Sud, in rialzo del 7%, e nelle Isole, dove si attesta intorno al 9%. Se la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di compravendite nel corso dell’anno (oltre 165mila), è l’Umbria a far segnare il maggior rialzo con oltre 11mila scambi e una crescita del 14,2%. Seguono la Basilicata (+12,6%) e il Molise (+10,7%).
Tra le grandi città, invece, troviamo in testa Palermo (+11,3%), seguita da Milano (+6,1%), Torino (+5,9%) e Bologna (+3,4%). Nel complesso, sono state vendute abitazioni per un totale di oltre 83 milioni di metri quadrati (+3,2%), con una superficie media per unità abitativa compravenduta pari a 106,8 metri quadrati.
I dati relativi al fatturato calcolato per l’anno 2022 mostrano una stima complessiva che ammonta a quasi 123 miliardi di euro, 4,7 miliardi di euro in più rispetto al 2021 (+3,9%). Quasi il 57% del fatturato riguarda acquisti di abitazioni ubicate nelle aree del Nord, circa il 25%, sono invece riferiti ad abitazioni compravendute nel Centro, e poco meno del 19%, riguarda scambi di residenze del Sud e delle Isole. Il fatturato per scambi di abitazioni è in aumento in tutte le aree del Paese. Per contro, rispetto al 2021, il valore medio di un’abitazione compravenduta diminuisce di 1.100 euro in media nazionale. Il calo maggiore si osserva al Centro e nel Nord Est. Lo scorso anno in Italia circa 364mila acquisti di abitazioni sono stati effettuati ricorrendo a un mutuo ipotecario.
Il capitale medio finanziato è poco superiore a 138 mila euro, in aumento di 2.800 euro rispetto al 2021. Nel 2022, il tasso medio applicato alle erogazioni per acquisto di abitazioni è aumentato, rispetto al 2021, di 0,63 punti percentuali portandosi così al 2,5%. Tassi medi più elevati si evidenziano nelle regioni del Sud (2,75%) e del Centro (2,59%), mentre i tassi più bassi si registrano nel Nord Est (2,31%). In lieve aumento la durata media dei mutui (24,8 anni), analoga tra le aree del Paese, mentre la rata media si attesta intorno ai 623 euro mensili. All’interno del Rapporto è illustrato anche l’andamento dell’indice di accessibilità (affordability index), elaborato dall’Ufficio Studi dell’Abi, che sintetizza l’analisi dei vari fattori che influenzano la possibilità per una famiglia di acquistare un’abitazione contraendo un mutuo. Nel 2022 il livello dell’indice di accessibilità restava significativamente elevato nel confronto storico, pur in lieve riduzione rispetto al 2021, a seguito dell’avvio dei rialzi dei tassi di interesse da parte della Bce. Le tendenze dei primi mesi di quest’anno confermano la prosecuzione di una fase di riduzione dell’indice.

– foto Agenziafotogramma.it –

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