ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale, riunitosi oggi, ha nominato Francesco Minotti Amministratore Delegato. Il Consiglio di Amministrazione risulta pertanto così composto: Ferruccio Ferranti, Presidente del Consiglio di Amministrazione; Francesco Minotti, Amministratore Delegato; Stefano Bertollini, Consigliere; Alessandra Bianchi, Consigliere; Carmela D’Amato, Consigliere; Andrea Messuti, Consigliere; Leonarda Sansone, Consigliere.
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Mediocredito Centrale, Francesco Minotti nominato amministratore delegato
Giochi, Leo “Rendere compatibile parte di interesse pubblico con salute”
ROMA (ITALPRESS) – La Delega per la riforma fiscale “è strutturata in quattro parti. Nella prima abbiamo i principi generali sia nazionali che internazionali. La seconda parte del provvedimento riguarda i tributi. Vogliamo sviluppare a 360° gli interventi sui singoli tributi. Partendo da quelli diretti sino a quelli indiretti senza dimenticare i segmenti importanti del nostro sistema, mi riferisco al settore delle Dogane, delle Accise e al settore dei Giochi”. Lo ha detto il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, nel corso di un’audizione sulla riforma fiscale davanti alle Commissioni riunite Finanze di Camera e Senato, secondo quanto riporta Agimeg.
Per Leo bisogna intervenire “sul mondo dei giochi senza abbandonare il sistema concessorio, ma cercando di rendere compatibile la parte dell’interesse pubblico con la salute. Pensare al gioco online e disciplinarlo”.
“La terza parte riguarda i procedimenti, sia quello collaborativo tra Amministrazione Finanziari e contribuente che quello accertativo. In ultimo i materiali: i testi unici e il Codice Tributario”, ha aggiunto il viceministro.
Il viceministro Leo, sottolinea Agimeg, “fa certamente riferimento, nel suo intervento, alla parte oscura del gioco online, quella dell’irregolarità e dell’illegalità. In Italia la regolamentazione del gioco distingue in maniera netta i giochi non consentiti da quelli consentiti. Nel nostro Paese gli operatori di gioco possono svolgere il proprio lavoro poiché autorizzati dallo Stato tramite concessione e i siti online legali sono contrassegnati dai loghi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”.
“L’azione dell’Agenzia è rivolta all’individuazione e all’inibizione di quei siti web privi delle autorizzazioni previste, un’esperienza che ha posto l’Amministrazione stessa all’avanguardia in Europa – prosegue Agimeg -. Ad oggi sono inseriti nella Black List, l’elenco dei siti non autorizzati alla raccolta di gioco in Italia, dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli 9.505 siti illegali”.
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Amplifon, nel primo trimestre ricavi in crescita
Nel primo trimestre del 2023 i ricavi consolidati sono stati pari a 540,3 milioni, in crescita del 9,3% a cambi costanti e del 9% a cambi correnti rispetto al primo trimestre del 2022. Tale performance è stata trainata da una crescita organica del 7,4%, superiore al mercato di riferimento, e da acquisizioni per l’1,9%. La significativa crescita è stata sostenuta, oltre che dall’andamento positivo della domanda (principalmente guidata dal mercato privato negli Stati Uniti), dal guadagno di quote di mercato e dal positivo sviluppo delle azioni di pricing. L’andamento è stato estremamente positivo in tutte le aree geografiche. L’Ebitda su base ricorrente è stato pari a 123,5 milioni, in crescita del 9,5% rispetto al primo trimestre del 2022, con un margine sui ricavi pari al 22,9%, in aumento di 10 punti base rispetto al primo trimestre del 2022, grazie ad una solida efficienza operativa, anche a seguito di significativi investimenti nel business. L’Ebit si attesta a 61,5 milioni su base ricorrente, in aumento dell’11,3% rispetto ai 55,2 milioni registrati nel primo trimestre del 2022, con un’incidenza sui ricavi pari all’11,4%, in miglioramento di 30 punti base rispetto al primo trimestre del 2022. Il risultato netto su base ricorrente è pari a 34,9 milioni, in crescita del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2022 grazie alla forte crescita dei ricavi e alla solida efficienza operativa. Per Enrico Vita, Ceo di Amplifon, “abbiamo iniziato il 2023 con una forte crescita dei principali indicatori economici rispetto ai primi tre mesi del 2022, nonostante un periodo di confronto molto sfidante e un mercato ancora al di sotto dei livelli storici, benché in ripresa rispetto agli ultimi tre trimestri. Abbiamo guadagnato quote di mercato in tutte le aree geografiche nelle quali operiamo e accelerato il ritmo delle acquisizioni bolt-on, con circa 100 nuovi negozi rilevati da inizio anno a oggi tra Nord America, Europa e Cina. Alla luce di quanto fatto finora, nonostante le note incertezze del quadro macroeconomico e geopolitico, ci sono tutti i presupposti affinché il 2023 possa essere un altro anno di significativa crescita e ulteriore rafforzamento della leadership globale di Amplifon”.
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Ad aprile l’inflazione accelera all’8,3%
ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel mese di aprile 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’8,3% su base annua, da +7,6% del mese precedente. L’accelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, all’aumento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +18,9% a +26,7%) e, in misura minore, a quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,3% a +6,7%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +2,9%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalla flessione più marcata dei prezzi degli Energetici regolamentati (da -20,3% a -26,4%) e dal rallentamento di quelli degli Alimentari lavorati (da +15,3% a +14,7%), degli Alimentari non lavorati (da +9,1% a +8,4%), dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,5% a +3,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,3% a +6,0%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +6,3%, così come quella al netto dei soli beni energetici (a +6,4% come registrato a marzo). Si accentua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +9,7% a +10,6%) e, in modo più contenuto, dei servizi (da +4,5% a +4,7%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -5,9 punti percentuali, da -5,2 di marzo. I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona mostrano un nuovo rallentamento in termini tendenziali (da +12,6% a +12,1%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano la loro crescita (da +7,6% a +8,2%). L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve principalmente all’aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti e degli Energetici non regolamentati (entrambi a +2,4%), degli Alimentari lavorati (+1,1%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%) e dei Beni non durevoli (+0,6%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-19,3%).
L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,4% per l’indice generale e a +4,6% per la componente di fondo. In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell’1,0% su base mensile e del 8,8% su base annua (in accelerazione da +8,1% di marzo). L’aumento congiunturale dell’IPCA, più accentuato rispetto a quella del NIC, è spiegato dalla fine dei saldi stagionali prolungatisi in parte anche a marzo (di cui il NIC non tiene conto); i prezzi di Abbigliamento e calzature aumentano sul mese del +4,8%. “Ad aprile, secondo le stime preliminari, la fase di rientro dell’inflazione subisce una battuta d’arresto, principalmente a causa della nuova accelerazione dei Beni Energetici, il cui andamento, nonostante la flessione dello 0,8% su base congiunturale, sconta un effetto base sfavorevole con lo scorso anno (-5,8% il congiunturale di aprile 2022) – commenta l’Istat -. Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati, come anche quelli dei beni non lavorati, evidenziano un’attenuazione della loro crescita su base annua, che contribuisce alla stabilizzazione dell’inflazione di fondo (ferma al +6,3%). Si accentua, infine, la discesa su base tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa”, che ad aprile si attestano a +12,1%”.
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Con il Decreto Lavoro buste paga più pesanti per i redditi bassi
ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo taglio del cuneo fiscale, per la parte contributiva, con aumenti in busta paga dagli 80 ai 100 euro mensili fino a dicembre per i redditi fino a 35 mila euro annui, incentivi per le assunzioni di giovani, contratti a termine che potranno durare fino a 24 mesi, superamento del reddito di cittadinanza con l’assegno di inclusione. Sono alcune delle novità contenute nel decreto Lavoro varato dal Consiglio dei Ministri che si è riunito l’1 maggio a Palazzo Chigi. Dal Cdm via libera anche a un ddl sul lavoro, che prevede tra l’altro nuove norme contro il caporalato e un contributo per l’assunzione di persone disabili.
Con il decreto si innalza dal 2 al 6 per cento l’esonero parziale sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico dei lavoratori dipendenti per i periodi di paga dal 1° luglio al 31 dicembre 2023 (con esclusione della tredicesima mensilità). L’esenzione è innalzata al 7 per cento se la retribuzione imponibile non eccede l’importo mensile di 1.923 euro, 25 mila euro l’anno. L’aumento nella busta paga dei dipendenti viene stimato, nel periodo luglio-dicembre, fino a 100 euro mensili di media.
Stanziati 142 milioni per confermare l’incremento della soglia dei fringe benefit a 3.000 euro per il 2023, esclusivamente per i lavoratori dipendenti con figli a carico.
Si prevede una estensione ai genitori vedovi della maggiorazione dell’assegno unico prevista per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori siano occupati.
Dal 1° gennaio 2024, si introduce una misura nazionale di contrasto alla povertà, che consiste in una integrazione al reddito in favore dei nuclei familiari che comprendano una persona con disabilità, un minorenne o un ultra-sessantenne e che siano in possesso di determinati requisiti, relativi alla cittadinanza o all’autorizzazione al soggiorno del richiedente, alla durata della residenza in Italia e alle condizioni economiche. Il beneficio mensile, di importo non inferiore a 480 euro all’anno esenti dall’IRPEF, sarà erogato dall’INPS attraverso uno strumento di pagamento elettronico, per un periodo massimo di 18 mesi continuativi, con la possibilità di un rinnovo per ulteriori 12 mesi. Il nucleo beneficiario sarà tenuto a sottoscrivere un patto di attivazione digitale e a presentarsi, con cadenza trimestrale, presso i patronati o i servizi sociali e i centri per l’impiego, al fine di aggiornare la propria posizione.
Per gli occupabili, cioè coloro che hanno una età compresa tra i 18 e i 59 anni e non rientrano tra le categorie individuate come ‘fragilì, è prevista la decadenza dal beneficio nel caso di rifiuto di una offerta di lavoro a tempo pieno o parziale, non inferiore al 60 per cento dell’orario a tempo pieno e con una retribuzione non inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi e che sia, alternativamente: a tempo indeterminato, su tutto il territorio nazionale; a tempo determinato, anche in somministrazione, se il luogo di lavoro non dista oltre 80 km dal domicilio.
I datori di lavoro privati che intendano assumere i beneficiari potranno fruire, a determinate condizioni, di incentivi nella forma di un esonero contributivo previdenziale. Ai patronati, alle associazioni senza fini di lucro e agli altri enti di mediazione sarà riconosciuto, per ogni persona con disabilità assunta a seguito dell’attività da loro svolta, un contributo compreso tra il 60 e l’80 per cento di quello riconosciuto ai datori di lavori.
Ai soggetti di età compresa fra i 18 e 59 anni in condizioni di povertà assoluta, facenti parte di nuclei familiari privi dei requisiti per accedere al sostegno al reddito e ai componenti di nuclei che invece lo percepiscono e che non siano calcolati nella scala di equivalenza, è riconosciuto un diverso contributo, volto a sostenere il percorso di inserimento lavorativo, anche attraverso la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive. Tra tali misure rientra anche il servizio civile universale, per accedere al quale sono previste deroghe ai limiti di età e quote di riserva nei relativi bandi. Al fine di beneficiare dello strumento, i soggetti interessati dovranno registrarsi su una piattaforma informatica nazionale, rilasciare una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, rispondere a determinati requisiti e sottoscrivere un patto di servizio personalizzato, a seguito del quale potranno ricevere offerte di lavoro o essere inseriti in specifici progetti di formazione.
Durante la partecipazione ai programmi formativi, per un massimo di dodici mensilità, gli interessati riceveranno un beneficio economico pari a 350 euro mensili.
Inoltre, per favorire l’occupazione giovanile sono previsti incentivi pari al 60 per cento della retribuzione per un periodo di 12 mesi, a favore dei datori di lavoro che assumono giovani sotto i trenta anni di età, non inseriti in programmi formativi e registrati nel PON ‘Iniziativa Occupazione Giovanì. L’incentivo è cumulabile con l’esonero contributivo nella misura del 100 per cento, per un periodo massimo di trentasei mesi, e con altri incentivi previsti dalla legislazione vigente.
Il decreto modifica la disciplina del contratto di lavoro a termine (cosiddetto ‘tempo determinatò), variando le causali che possono essere indicate nei contratti di durata compresa tra i 12 e i 24 mesi (comprese le proroghe e i rinnovi), per consentire un uso più flessibile di tale tipologia contrattuale, mantenendo comunque fermo il rispetto della direttiva europea sulla prevenzione degli abusi.
Quindi i contratti potranno avere durata superiore ai 12 mesi, ma non eccedente i 24 mesi: nei casi previsti dai contratti collettivi; per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva, individuate dalle parti, in caso di mancato esercizio da parte della contrattazione collettiva, e in ogni caso entro il termine del 31 dicembre 2024; per sostituire altri lavoratori.
Il decreto istituisce, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo per i familiari degli studenti vittime di infortuni in occasione delle attività formative.
Si prevedono, tra l’altro: l’obbligo per i datori di lavoro di nominare il medico competente se richiesto dalla valutazione dei rischi; l’estensione ai lavoratori autonomi di alcune misure di tutela previste nei cantieri; l’obbligo di formazione specifica in capo al datore di lavoro nel caso di utilizzo di attrezzature di lavoro per attività professionali e conseguenti sanzioni in caso di inosservanza. Si introducono, inoltre, disposizioni in materia di condivisione dei dati per il rafforzamento della programmazione dell’attività ispettiva e di vigilanza nella Regione siciliana e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.
Il disegno di legge prevede il riconoscimento per enti e organizzazioni di un contributo per ogni persona con disabilità assunta a tempo indeterminato tra il 1° agosto 2022 ed il 31 dicembre 2023.
Si eliminano i limiti percentuali relativi alle assunzioni con il contratto di apprendistato in regime di somministrazione e quelli quantitativi in caso di somministrazione a tempo indeterminato di specifiche categorie di lavoratori (lavoratori in mobilità, soggetti disoccupati non del settore agricolo).
Si estende ai rapporti di lavoro di durata pari o inferiore a sei mesi la disciplina già prevista per quelli di durata superiore, che prevede che il lavoratore non abbia diritto all’integrazione soltanto per le giornate di lavoro effettuate.
Il testo puntualizza la tempistica della durata del periodo di prova nel rapporto di lavoro a tempo determinato, fissandola in un giorno di effettiva prestazione per ogni quindici giorni di calendario, e si precisa che in ogni caso tale periodo non può essere inferiore a due giorni.
Il ddl potenzia la capacità di controllo e verifica dell’INPS, consentendo all’ente accertamenti d’ufficio mediante la consultazione di banche dati non solo dell’Istituto, ma anche di altre pubbliche amministrazioni.
Quanto al pagamento dilazionato dei debiti contributivi, si aumenta il numero di rate, passando dagli attuali 24 a 60 mesi.
Si prevede l’incremento, per l’anno 2023, di un importo pari a euro 2.427.740 per il Fondo nazionale per le politiche migratorie, istituito presso la Presidenza del Consiglio.
Il ddl modifica la disciplina della ricongiunzione ai fini previdenziali dei periodi assicurativi, e prevede, infine, norme relative all’istituzione del Sistema informativo per la lotta al caporalato in agricoltura; l’uniformazione dei tempi di presentazione delle domande di accesso ad Ape sociale e di pensionamento anticipato con requisito contributivo ridotto; modifiche al Codice del terzo settore per consentire la partecipazione a distanza alle assemblee; modifiche relative ai fondi di solidarietà bilaterali.
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Calderone “Obiettivo rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale”
ROMA (ITALPRESS) – “Siamo arrivati ad un taglio del cuneo fiscale importante, siamo partiti con la manovra di bilancio riconfermando il taglio di due punti, poi abbiamo aggiunto un ulteriore taglio di un punto per i redditi più bassi, oggi con tutte le risorse a disposizione siamo tornati sul tema di come restituire a famiglie, lavoratori e lavoratrici una parte della contribuzione versata”. Lo ha detto la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ospite di Radio 24.
“L’impegno è quello di lavorare per rendere strutturale questo intervento, bisogna agire con prudenza con attenzione ai conti – ha aggiunto -. L’obiettivo è quello di arrivare ad un taglio del costo del lavoro strutturale lato azienda e lato lavoratore, la prudenza paga”.
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Montanaro “Basta attacchi a consulenti senza conoscere testo Dl Lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “È grave che per demolire il testo di un ‘decreto lavoro’ che nessuno ha ancora mai letto, si lancino accuse gravi e false contro la categoria dei consulenti del lavoro. Commentando solo bozze preliminari, e non confermate, sul Fatto quotidiano il giuslavorista Vincenzo Martino sostiene che il provvedimento sarebbe pericoloso, perchè consentirebbe di scavalcare la contrattazione collettiva, affidando la certificazione dei contratti a termine anche ai consulenti del lavoro, che, sostiene, ‘lavorano per le aziende e, quindi, offriranno il proprio nulla osta a pagamento’”. Lo afferma il presidente dell’Associazione nazionale dei consulenti del lavoro, Dario Montanaro. “Sorprende – prosegue – che professionisti esperti di chiara fama, solo per appartenenza politica e pregiudizio ideologico, possano esprimere valutazioni false, gravi ed offensive, senza neanche preoccuparsi di verificarle . Non ci sarà alcun regalino ad una categoria professionale che si è sempre distinta per professionalità e indipendenza, offrendo la propria consulenza a datori di lavoro e lavoratori nel pieno rispetto delle leggi in vigore. Assumeremo quindi – conclude Montanaro – ogni opportuna iniziativa per la tutela della categoria, non tollerando ulteriormente forme di attacco gratuito all’onore e alla reputazione dei Consulenti del lavoro”.
Foto: ufficio stampa Associazione nazionale consulenti lavoro
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Pil, nel primo trimestre +1,8% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – L’economia italiana nel primo trimestre del 2023 ha fatto segnare una crescita dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% sullo stesso periodo dello scorso anno. Lo rende noto l’Istat nella sua stima preliminare, che riflette dal lato dell’offerta una crescita sia del comparto industriale sia di quello dei servizi, mentre il settore agricolo è stazionario.
Dal lato della domanda il contributo alla crescita del Pil è positivo sia per la componente nazionale, sia per quella estera. Dopo la lieve flessione congiunturale dell’ultimo trimestre del 2022, la ripresa di inizio 2023 prospetta un tasso di crescita acquisito per il 2023 stimato allo 0,8%.
Secondo l’ufficio studi di Confcommercio, “ancora una volta il sistema Italia supera le più favorevoli previsioni e la stima del primo quarto dell’anno archivia definitivamente il rischio recessione. Prosegue quindi il processo di recupero nei confronti delle principali economie continentali, ma per l’associazione di categoria le notizie positive non devono distogliere l’attenzione sull’importanza di una rapida messa a terra dei progetti del Pnrr, gli unici in grado di imprimere un cambiamento strutturale al sistema Paese”.
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