Home Economia Pagina 229

Economia

Superbonus, Giorgetti “Stagione 110% per tutti non tornerà mai più”

ROMA (ITALPRESS) – “Una stagione di bonus al 110% per tutti e di opzioni di sconto o cessione per un numero ampissimo di interventi non tornerà mai più”. Lo dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo al convegno “I bonus edilizi e le opzioni di sconto e cessione”, a Roma.
“Un dosaggio mirato di percentuali di detrazione spettanti e una perimetrazione accurata di tipologie di interventi per i quali consentire ancora, in presenza di determinate condizioni soggettive ed oggettive, sconti e cessioni, costituisce una ipotesi di futuro sostenibile, rispetto alla quale nessuna persona di buon senso avrebbe ragione di porsi in antitesi a priori – prosegue -. Arrivare a coprire il 100% del costo di interventi, con elevate esternalità in termini di efficientamento energetico e messa in sicurezza sismica degli edifici, non è sbagliato a priori, ma è evidente che bisogna distinguere tra: la parte che costituisce ragionevole incentivo per tutti in una dinamica che permanga però di contrapposizione di interessi tra committente e fornitore, e la parte che costituisce invece ragionevole aiuto dello Stato solo per coloro i quali si trovano in condizioni di disagio economico e sociale tali da non poter sostenere nemmeno in parte le spese per gli interventi agevolati – sottolinea Giorgetti -. Consentire strumenti per lo sconto e per la cessione anche per interventi di mera manutenzione senza elevate esternalità dal punto di vista energetico e antisismico, persino per interventi di mera manutenzione ordinaria come il rifacimento delle facciate, è l’approccio perfetto per rendere questi strumenti non sostenibili anche con riguardo ai pochi e mirati interventi per i quali potrebbero invece risultare applicabili anche in futuro, a determinate condizioni soggettive ed oggettive”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Oltre 417 mila assunzioni previste dalle imprese a marzo

ROMA (ITALPRESS) – Sono oltre 417 mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di marzo e sono circa 1,3 milioni quelli previsti per il trimestre marzo-maggio, con un incremento della domanda di lavoro pari a quasi 59mila unità rispetto a marzo 2022 (+16,3%) e 143 mila unità sul corrispondente trimestre 2022 (+12,6%). In aumento la domanda di giovani che passa da 101mila entrate programmate di marzo 2022 alle 132mila entrate previste per il mese in corso. Aumenta anche la richiesta di lavoratori immigrati, attestandosi a quasi 79 mila entrate mentre erano poco più di 60 mila a marzo 2022. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.
L’industria nel suo complesso è alla ricerca di 135 mila lavoratori per il mese di marzo che salgono a 385 mila nel trimestre marzo-maggio. Per il manifatturiero, che è alla ricerca di 87 mila lavoratori nel mese e di 249 mila nel trimestre, le maggiori opportunità di lavoro riguardano le industrie della meccatronica che ricercano 23mila lavoratori nel mese e 64 mila nel trimestre, seguite dalle industrie metallurgiche (18 mila nel mese e 52 mila nel trimestre) e da quelle alimentari (11 mila nel mese e 32 mila nel trimestre).
Si mantiene elevata anche la richiesta proveniente dal comparto delle costruzioni: 48 mila i contratti di assunzione programmati per marzo e 136 mila fino a maggio. Per quanto riguarda i settori del terziario sono 283 mila i contratti di lavoro che le imprese intendono attivare a marzo e oltre 891 mila quelli previsti nel trimestre marzo-maggio. Il turismo sta offrendo le maggiori opportunità di impiego nei servizi con oltre 70 mila lavoratori ricercati nel mese e 261 mila nel trimestre, seguito dal commercio (57 mila entrate programmate nel mese e 165 mila nel trimestre) e dai servizi alle persone (43 mila nel mese e 132 nel trimestre).
Si attesta complessivamente al 47,4% la quota di assunzioni di difficile reperimento (+6,3 punti percentuali rispetto a un anno fa), soprattutto a causa della mancanza di candidati per ricoprire le posizioni lavorative aperte. A incontrare le maggiori difficoltà di reperimento sono i settori legno-arredo (59,2%), costruzioni (58,5%), metallurgia (58,3%), tessile-abbigliamento-moda (58%).
Rispetto a un anno fa, aumentano le opportunità di assunzione per i giovani “under 30” che sfiorano le 132 mila unità, pari al 31,6% delle entrate complessive previste dalle imprese (+3,4 punti percentuali rispetto a marzo 2022). ICT, industrie della carta e stampa, commercio, servizi finanziari e assicurativi e industrie meccatroniche si distinguono perchè stanno ricercando giovani per oltre il 40% dei contratti da attivare. La quota di assunzioni che le imprese prevedono di ricoprire ricorrendo a immigrati si attesta sul 18,8% delle entrate complessive, in crescita rispetto al 16,8% di marzo 2022 (+2 p.p.). Logistica, servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone, industrie metallurgiche, industrie del legno-arredo e costruzioni sono i settori in cui la necessità di lavoratori immigrati superiora il 20% degli ingressi programmati.
Il flusso delle assunzioni è caratterizzato da una prevalenza di contratti a tempo determinato (215 mila unità; 51,4% del totale), seguono i contratti a tempo indeterminato (88 mila; 21,2%) e quelli in somministrazione (45 mila; 10,7%).
Sotto il profilo territoriale è da sottolineare l’elevato mismatch riscontrato dalle imprese nel Nord est per cui sono difficili da reperire circa il 54% dei profili ricercati con punte del 59,1% per il Trentino-Alto Adige.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Nel quarto trimestre 2022 120 mila occupati in più

ROMA (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre 2022 l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 3,1% rispetto al quarto trimestre 2021. Nello stesso periodo il Pil ha registrato una debole flessione (-0,1%) in termini congiunturali, mentre è aumentato dell’1,4% in termini tendenziali. Lo rende noto l’Istat.
Gli occupati, nel quarto trimestre 2022, sono 120 mila in più rispetto al terzo trimestre (+0,5%): l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+166 mila, +1,1%) ha più che compensato il calo di quelli a termine (-36 mila, -1,2% in tre mesi) e degli indipendenti (-9 mila, -0,2%); diminuiscono sia il numero di disoccupati (-30 mila, -1,5% in tre mesi) sia il numero di inattivi di 15-64 anni (-108 mila, -0,8%). I tassi presentano una dinamica simile: il tasso di occupazione sale al 60,6% (+0,4 punti), quello di disoccupazione cala al 7,8% (-0,1 punti) e il tasso di inattività 15-64 anni scende al 34,2% (-0,3 punti).
I dati provvisori del mese di gennaio 2023 segnalano, rispetto al mese precedente, un’ulteriore crescita degli occupati (+35 mila, +0,2%), l’aumento dei disoccupati (+33 mila, +1,7%) e il calo degli inattivi (-83 mila, -0,7%); ne deriva un aumento dei tassi di occupazione e disoccupazione (+0,1 punti in entrambi i casi) e una diminuzione di quello di inattività (-0,2 punti).
Anche in termini tendenziali, l’aumento dell’occupazione (+353 mila unità, +1,5% in un anno) coinvolge soltanto i dipendenti a tempo indeterminato (+3,1%), essendo in calo sia il numero dei dipendenti a termine (-3,0%) sia quello degli indipendenti (-0,4%); rispetto al quarto trimestre 2021, prosegue il calo dei disoccupati (-276 mila in un anno, -12,1%) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-247 mila, -1,9% in un anno). Tale dinamica si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+1,2 punti rispetto al quarto trimestre 2021) che si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (-1,1 e -0,5 punti, rispettivamente).
Dal lato delle imprese, in termini congiunturali prosegue, seppur rallentata rispetto ai trimestri precedenti, la crescita delle posizioni lavorative dipendenti, che aumentano dello 0,2% per effetto della componente a tempo pieno (+0,5%), mentre quella a tempo parziale diminuisce (-0,5%). Anche in termini tendenziali, le posizioni dipendenti continuano a crescere (anche in questo caso a ritmi meno sostenuti), con un aumento del 2,8%, trainato principalmente dalla componente full time, la cui crescita è più marcata (+3,6%) rispetto a quella dei part time (+0,7%). Le ore lavorate per dipendente aumentano lievemente in termini congiunturali (+0,1%) e continuano a crescere, meno intensamente, in termini tendenziali (+0,4%); contestualmente prosegue la riduzione del ricorso alla cassa integrazione (8,3 ore ogni mille ore lavorate). Il tasso dei posti vacanti cresce di 0,2 punti sia nel confronto congiunturale, sia in quello tendenziale. Su base congiunturale, il costo del lavoro per Unità di lavoro dipendente (Ula) aumenta dello 0,5% ed è il risultato della crescita delle retribuzioni (+0,4%) e, soprattutto, degli oneri sociali (+0,6%); il costo del lavoro aumenta, in termini tendenziali, dell’1,1% e la crescita della componente retributiva (+1%) è leggermente inferiore a quello degli oneri sociali (+1,4%); questi ultimi, a seguito di un contenimento delle agevolazioni contributive messe in campo per favorire la ripresa produttiva, stanno gradualmente ritornando ai livelli pre-Covid.
Nella media del 2022, l’aumento del numero di occupati di oltre mezzo milione di unità (+545 mila, +2,4%) si associa alla riduzione del numero di disoccupati (-339 mila, -14,3%) e di quello degli inattivi di 15-64 anni (-484 mila, 3,6%). Il tasso di occupazione (15-64 anni) sale al 60,1% (+1,9 punti percentuali in un anno), quello di disoccupazione scende di 1,4 punti percentuali e quello di inattività (15-64 anni) di 1,1 punti. L’andamento dell’input di lavoro nelle imprese conferma la crescita: aumentano le posizioni dipendenti – del 4,7% -, cresce il monte ore lavorate – del 12% – e diminuisce il ricorso alla Cig (-85,3 ore ogni mille lavorate).

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

A gennaio il debito pubblico scende a 2.756,5 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – A gennaio il debito delle Amministrazioni pubbliche è risultato pari a 2.756,5 miliardi. La diminuzione di miliardi rispetto al valore di dicembre 2022 riflette le minori disponibilità liquide del Tesoro (8,8 miliardi, a 34,7), parzialmente compensate dal fabbisogno (1,8 miliardi) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1 miliardo). Lo rende noto la Banca d’Italia.
Il debito delle Amministrazioni centrali è diminuito di circa 6,1 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è aumentato di circa 0,2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto stabile.
A gennaio la quota del debito delle Amministrazioni pubbliche detenuta dalla Banca d’Italia è risultata pari al 26,1 per cento (invariata rispetto a dicembre); quella detenuta da non residenti era pari a dicembre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) al 26,8 per cento. A gennaio la vita media residua del debito è rimasta stabile rispetto a dicembre, a 7,7 anni.
Nello stesso mese le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,3 miliardi, in aumento dell’11,2 per cento (4,5 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2022.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Case Green, il Parlamento Europeo approva la direttiva

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha approvato la direttiva proposta dalla Commissione Europea per l’efficienza energetica degli edifici. I voti favorevoli sono stati 343, quelli contrari 216 e gli astenuti 78.
“La direttiva sulle Case Green approvata in Parlamento europeo è insoddisfacente per l’Italia. Anche nel Trilogo, come fatto fino a oggi, continueremo a batterci a difesa dell’interesse nazionale”, afferma il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
“Non mettiamo in discussione – spiega il ministro – gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali. Manca però in questo testo una seria presa in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come ‘bene rifugiò delle famiglie italiane”.
“Individuare una quota di patrimonio edilizio esentabile per motivi di fattibilità economica – prosegue Pichetto – è stato un passo doveroso e necessario, ma gli obiettivi temporali, specie per gli edifici residenziali esistenti, sono ad oggi non raggiungibili per il nostro Paese”.
“Nessuno chiede trattamenti di favore, ma solo la presa di coscienza della realtà: con l’attuale testo – prosegue – si potrebbe prefigurare la sostanziale inapplicabilità della Direttiva, facendo venire meno l’obiettivo ‘green’ e creando anche distorsioni sul mercato”. “Forti anche della mozione approvata dal nostro Parlamento – conclude Pichetto – agiremo per un risultato negoziale che riconosca le ragioni italiane”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Ue, Dombrovskis “Passi avanti verso nuove regole di bilancio”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Abbiamo raggiunto la convergenza su una serie di elementi e principi chiave per la revisione delle regole di bilancio dell’UE”. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis al termine dell’Ecofin.
“Dopo molti mesi di dibattiti e consultazioni, questo è un graditissimo passo avanti – ha aggiunto -. Le conclusioni dell’Ecofin di oggi rispecchiano l’obiettivo della Commissione di un sistema più semplice e maggiori margini di manovra per la riduzione del debito, unitamente a un’applicazione più rigorosa. Forniscono un solido contributo affinchè la Commissione proceda con l’elaborazione di proposte giuridiche, che vorremmo presentare subito dopo il Consiglio europeo di questo mese. Nel complesso, l’obiettivo è disporre di norme credibili adatte alle sfide che l’Europa deve affrontare”.
“C’è ancora da lavorare sui dettagli e per raggiungere la convergenza su alcune questioni ancora aperte. In ogni caso, accogliamo con favore la determinazione del Consiglio di elaborare rapidamente i prossimi passi, in vista della conclusione del lavoro legislativo nel 2023 – ha detto ancora Dombrovskis -. E’ una tempistica ambiziosa, ma pensiamo che sia realistica da raggiungere”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Fisco, Governo “Inizia percorso per riforma strutturale e organica”

ROMA (ITALPRESS) – Un’ampia delega “per rivoluzionare in modo strutturale il sistema fiscale italiano dopo 50 anni dall’ultima riforma complessiva che risale agli anni ’70 (Legge delega n. 825 del 1971)”. In occasione del confronto a Palazzo Chigi con i rappresentanti delle sigle sindacali, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il viceministro, Maurizio Leo e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, hanno illustrato principi e tempistiche del ‘Nuovo Fiscò ridisegnato dal Governo Meloni che passa da una revisione organica del sistema tributario italiano. “Le tempistiche, annunciate dai rappresentanti del Governo – spiega Palazzo Chigi in una nota -, prevedono l’adozione dei decreti delegati – che conterranno la disciplina attuativa dei principi espressi nella delega – entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della Legge delega. I rappresentanti dell’Esecutivo hanno assicurato alle sigle sindacali presenti “massima apertura al dialogo e al confronto durante tutto l’iter parlamentare” di approvazione della delega e dei successivi provvedimenti attuativi”.
“Nel complesso, la Riforma mira a favorire il lavoro dipendente, con l’obiettivo prioritario di aiutare le famiglie, i giovani e le donne, ridurre la pressione fiscale per le aziende, aumentare l’occupazione e gli investimenti, semplificare gli adempimenti, favorire la collaborazione con il Fisco e incentivare il rientro dei capitali – sottolinea Palazzo Chigi -. In questo contesto, uno degli obiettivi principali che il Governo Meloni intende perseguire con forza è la lotta all’evasione fiscale, tema sul quale sono allo studio misure specifiche per incentivare l’adempimento spontaneo dei contribuenti, con lo scopo prioritario di arrivare a un ‘Fisco Amicò che dialoghi con il contribuente. Dopo il confronto con i sindacati è in programma per domani un tavolo con le associazioni di categoria e gli ordini professionali. Un metodo, quello del dialogo, che testimonia la volontà del Governo di arrivare a una Riforma il più possibile concreta e condivisa”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Generali, l’utile netto sale a 2,9 miliardi

0

MILANO (ITALPRESS) – Generali ha chiuso il 2022 con un utile netto in crescita del 2,3% a 2.912 milioni di euro e un Solvency Ratio al 221%, rispetto al 227% dell’anno precedente. E’ quanto approvato ieri dalla compagnia del Leone, che chiude l’anno con Asset Under Management complessivi sono pari a 618 miliardi (-12,9%). La proposta di dividendo per azione è di 1,16 euro (+8,4%). Complessivamente i premi lordi sono stati pari 81,5 miliardi (+1,5%), con una crescita del ramo Danni (+9,8%), in particolare nel non auto. La raccolta netta del ramo Vita è pari a 8,7 miliardi. Il risultato operativo è di 6,5 miliardi (+11,2%) con il ramo Vita è in forte crescita a 3.522 milioni (+25,1%), mentre il segmento Danni registra 2.696 milioni (+1,7%). Il Combined Ratio, che misura la profittabilità delle società assicurative, si attesta al 93,2% (+2,4 p.p.).

“I risultati di Generali confermano il successo del nostro percorso di trasformazione, che sta proseguendo con la disciplinata ed efficace implementazione della strategia ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’”, afferma il Ceo di Generali, Philippe Donnet., commentando i risultati 2022 approvati dal cda. “Grazie a una chiara visione del posizionamento del Gruppo come leader globale nel settore assicurativo e nell’asset management, siamo in linea per realizzare gli obiettivi e le ambizioni del nostro piano strategico, perseguendo una crescita sostenibile” aggiunge, e ciò avviene “anche in un contesto caratterizzato da eccezionali sfide a livello geopolitico ed economico”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).