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Cnel, Francesco Tufarelli è il nuovo segretario generale

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ROMA (ITALPRESS) – Francesco Tufarelli è il nuovo segretario generale del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. È stato nominato nel Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2022 su proposta del presidente Giorgia Meloni visto il parere favorevole del presidente del Cnel Tiziano Treu. “La nomina del cons. Tufarelli è un segnale importante del Governo verso il CNEL e il suo ruolo costituzionale di consulenza alle Camere e al Governo e di raccordo tra le parti sociali che sarà strategico nei prossimi mesi per l’azione dell’esecutivo e, in particolare, per l’attuazione del PNRR. Ringrazio il presidente Giorgia Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano”, afferma il presidente del CNEL, Tiziano Treu Dal 2020 Direttore Generale dell’Ufficio per il Coordinamento delle Politiche dell’Unione europea del Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Francesco Tufarelli presso la PdC è stato DG dell’Ufficio per le politiche urbane e della montagna, la modernizzazione istituzionale e l’attività internazionale delle autonomie regionali e locali e Direttore Generale dello Sport. Dal 2001 al 2006 ha ricoperto l’incarico di Capo ufficio di Gabinetto del Ministro delle Politiche Comunitarie e del Ministro per i Beni Culturali e dal 2011 al 2013, Capo di Gabinetto del Ministro per gli Affari Europei. Nel periodo tra i due incarichi ha ricoperto il ruolo di Direttore Public affairs di Sky Italia. In precedenza è stato Consigliere Giuridico di diversi Ministri, Segretario della Commissione per la Garanzia dell’Informazione Statistica e Capo dell’Ufficio Legislativo dell’Agenzia per il Giubileo del 2000. È stato, inoltre, componente della delegazione italiana negli ultimi due semestri di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea. Già Segretario Generale dell’Automobile Club d’Italia, dal 1990 al 2000 ha insegnato “Istituzioni di Diritto Pubblico” presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università La Sapienza di Roma e dal 2001 insegna Diritto Europeo presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Roma Tre. Dal 2004 è titolare dell’incarico di insegnamento di “Scienza dell’Amministrazione” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Guglielmo Marconi di Roma. È autore e curatore di numerosi studi e pubblicazioni di carattere giuridico.

– foto ufficio stampa Cnel –

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Legge di bilancio, Giorgetti “Missione compiuta, avanti così”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono soddisfatto di questa prima manovra economica. La considero una missione compiuta. Scritta in tempi record e in una situazione di contesto eccezionale non positivo, il bilancio che abbiamo presentato rispetta gli impegni presi con gli elettori e ha maturato prima la fiducia dei mercati e delle istituzioni europee e ora ancora piu importante, quella del Parlamento. Prudenza, coerenza e responsabilità costruiscono fiducia. Avanti così”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla manovra economica approvata definitivamente al Senato.
“Ringrazio tutte le persone che mi hanno supportato – prosegue – in questo breve e intenso percorso: credo che gli effetti di questa manovra si vedranno nel tempo. E’ un testo coraggioso con uno sguardo al futuro e alla costruzione di un nuovo assetto sociale che privilegia e tutela i figli e le nuove generazioni senza trascurare la stabilità dei conti pubblici”, aggiunge.

– foto Agenziafotogramma.it –

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UniCredit, 750 milioni di euro di prestiti aggiuntivi a Pmi e Midcap

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MILANO (ITALPRESS) – UniCredit ha concluso in questi giorni una nuova operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di prestiti al consumo originati dalla banca della dimensione complessiva di circa 850 milioni di euro. Le tranche senior e mezzanine delle note (che hanno ricevuto rating dalle agenzie DBRS e Moody’s) emesse dal veicolo di cartolarizzazione sono state acquistate dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per un valore complessivo di 700 milioni di euro e dal Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) per ulteriori 50 milioni a fronte dell’impegno di UniCredit di erogare nei prossimi 36 mesi alle piccole e medie imprese e alle società di media capitalizzazione italiane credito aggiuntivo per un pari importo. I finanziamenti agevolati, di durata minima di 24 mesi, potranno essere utilizzati dalle imprese per supportare progetti di investimento oppure il proprio capitale circolante. Una quota non inferiore al 30 per cento del totale verrà destinata a iniziative finalizzate a supportare l’adozione da parte delle imprese di modelli di business più sostenbili dal punto di vista ambientale.
“Le piccole e medie imprese giocano un ruolo chiave per promuovere investimenti green e innovativi – afferma Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI e Presidente del FEI -. Grazie alla ottima relazione fra il Gruppo BEI e UniCredit, consolidata ulteriormente grazie a questa operazione, le PMI e MidCap in Italia potranno beneficiare di finanziamenti agevolati per investire nel loro futuro”. “Le PMI sono il motore della nostra economia ed è nostra responsabilità aiutarle a crescere e sostenerle anche nel processo di transizione ecologica. Questi nuovi prestiti testimoniano il nostro costante impegno in tal senso, reso ancora più forte dalla lunga collaborazione con il Gruppo BEI. Questi fondi potranno costituire per le imprese un supporto concreto per continuare a servire efficacemente i loro clienti e le comunità in cui operano”, aggiunge Remo Taricani, Deputy Head di UniCredit Italia. Questa nuova operazione si inserisce in una cornice di collaborazione con il Gruppo BEI (BEI e FEI) che, in coerenza con gli obiettivi di capital efficiency individuati nel piano “UniCredit Unlocked”, ha prodotto nell’ultimo anno cinque importanti operazioni di cartolarizzazione che hanno consentito a UniCredit di mettere a disposizione delle imprese nei Paesi in cui opera credito aggiuntivo.
In particolare, nel corso dell’estate, UniCredit aveva finalizzato con il Gruppo BEI nell’ambito del Fondo Europeo di Garanzia (FEG) tre cartolarizzazioni sintetiche di portafogli che hanno UniCredit – Public consentito alle banche del gruppo creditizio di mettere a disposizione delle imprese nuovi finanziamenti in Italia, Germania e Bulgaria. Nel novembre del 2021, inoltre, era stata perfezionata una prima operazione di cartolarizzazione sintetica su un portafoglio di finanziamenti sul quale il Gruppo BEI aveva offerto protezione sulla tranche mezzanina, consentendo a UniCredit di mettere a disposizione delle PMI italiane nuovi crediti per 720 milioni di euro. Tutte queste operazioni, che hanno visto UniCredit Bank AG agire in qualità di sole arranger e, con riferimento alla sola cartolarizzazione di prestiti al consumo, anche in qualità di sole lead manager, si inseriscono nel più ampio quadro di collaborazione tra UniCredit e il Gruppo BEI, che nel solo biennio 2021-2022 ha consentito di mobilitare a favore delle imprese nei Paesi in cui opera UniCredit risorse finanziarie per oltre 10 miliardi di euro.

– foto ufficio stampa UniCredit –

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In Cdm accordo su ex Ilva e via libera a decreto su impianti strategici

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ROMA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso ha illustrato al Consiglio dei ministri un nuovo accordo tra gli azionisti di Acciaierie d’Italia, ArcelorMittal e Invitalia. L’intesa prevede l’impegno dei soci per il rilancio del sito produttivo e conseguenti garanzie occupazionali, fissando dei target di produzione superiori a quelli conseguiti da ADI nell’ultimo biennio; riconversione industriale per un impianto green e risanamento ambientale con il completamento dell’Autorizzazione Integrata Ambientale nei tempi previsti; investimenti legati allo sviluppo industriale e al Polo di Taranto, come l’attivazione dei campi eolici “floating”, iniziative di economia circolare tramite il recupero dei sottoprodotti (cementificio), attivazione di impianti di desalinizzazione tramite il recupero delle acque dolci dei fiumi Tara e Sinni, lo sviluppo del porto tramite impianto di degassificazione FSRU galleggiante.
“Per realizzare questi obiettivi – si legge in una nota del Mimit – le parti hanno convenuto di modificare i patti parasociali incidendo su aspetti cruciali come la partecipazione azionaria e la futura governance e determinando gli impegni finanziari dei soci, con rispettivi impegni proporzionali alla quota azionaria.
Urso ha inoltre annunciato che il Mimit ha convocato il Tavolo ex Ilva il 19 gennaio con la partecipazione delle forze sociali, sindacati e associazione produttive, rappresentanti degli Enti locali, azionisti pubblici e privati in cui l’azienda illustrerà i piani di sviluppo e gli impegni industriali e occupazionali”.
In questo contesto, il Consiglio dei ministri ha esaminato ed approvato il decreto legge recante “Misure urgenti per impianti di interesse strategico nazionale” presentato dal Ministero per le Imprese e il Made in Italy e dal Ministero della Giustizia, composto da 10 articoli.
Il dl prevede che i 680 milioni, già stanziati, possano essere utilizzati fin d’ora quale finanziamento soci convertibile in futuro aumento di capitale. Ad essi si sommano il miliardo stanziato dal dl Aiuti bis e le risorse previste per il DRI e il Just transition fund.
Il decreto prevede inoltre modifiche alla normativa per la attivazione delle procedure per l’amministrazione straordinaria in caso di insolvenza della società.
Il dl prevede ulteriori norme tese a scoraggiare comportamenti dilatori nelle procedure di amministrazione straordinaria legando i compensi dei commissari straordinari ai risultati e alla durata della procedura stessa e ponendo un tetto massimo ai compensi degli amministratori giudiziari.
Il dl contiene anche norme processuali penali per assicurare la continuità produttiva delle imprese di interesse strategico nazionale intervenendo sulla disciplina dei sequestri e su quella in materia di responsabilità penale per tutti gli stabilimenti di interesse nazionale.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Settore aereo in ripresa ma possibili rischi all’orizzonte

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Il trasporto aereo è tra i settori maggiormente ciclici e nel 2020 ha subito fortemente l’impatto delle restrizioni agli spostamenti necessarie per contrastare la diffusione di Covid-19. Nel trasporto passeggeri, in particolare, il punto di minimo è stato raggiunto nel mese di aprile. Il 2021 si è rivelato un anno di ripresa, soprattutto per il traffico merci, capace di superare i massimi pre-pandemia, salvo ripiegare nel 2022 a causa del rallentamento del commercio internazionale. Il traffico passeggeri, invece, l’anno scorso ha solo iniziato la fase di recupero, che è proseguita con maggiore vigore nel 2022 grazie al progressivo allentamento delle restrizioni. E’ quanto emerge da uno studio di Sace sul settore del trasporto aereo, secondo cui le previsioni del consensus indicano che il settore recupererà i livelli nel trasporto passeggeri del 2019, in media, soltanto nel 2024 sebbene con un’ampia differenziazione geografica: Nord America già dal 2023, ultime Africa e Asia-Pacifico nel 2025. Le prospettive per il 2023 vedono comunque rischi per il settore prevalentemente in aumento: prezzi del carburante in rialzo, problemi relativi alla scarsità di alcune categorie di lavoratori del settore durante i picchi di domanda, tassi di interesse reali più elevati, costi di leasing dei velivoli crescenti, nuove restrizioni ai viaggi. In particolare, l’aumento del costo dei carburanti è rilevante perché ha implicazioni anche sulle politiche di sostenibilità ambientale: gli investimenti necessari per ridurre le emissioni nel settore rimangono sfide comuni alle compagnie aeree in tutto il mondo. Non sono comunque da escludere sorprese positive per il 2023: se la possibile conclusione del conflitto in Ucraina non appare imminente, gli effetti dello stop alla Zero-Covid policy in Cina non tarderanno a manifestarsi. La pandemia ha infine aggravato un problema strutturale: la distruzione di capitale investito nelle linee aeree. Secondo Iata e McKinsey, i dati relativi ai rendimenti sul capitale investito (ROIC) e al costo medio ponderato del capitale (WACC) dal 2012 al 2019 mostrano i primi inferiori ai secondi, per quasi 18 miliardi di dollari ogni anno. Questo fenomeno non si è comunque verificato lungo l’intera filiera dell’industria: aeroporti, compagnie travel tech, assistenza a terra e servizi di navigazione aerea sono infatti alcuni dei segmenti risultati in territorio positivo fino al 2019, generando valore per quasi 13 miliardi di dollari l’anno. Il debole ritorno in territorio positivo nel 2022 dei margini medi del settore non è ancora sufficiente a invertire strutturalmente la tendenza e l’outlook complesso per il 2023 potrebbe mettere nuovamente alla prova la resilienza delle imprese del settore.
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Uilca, strumenti di pagamento sempre più digitali

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ROMA (ITALPRESS) – Gli strumenti di pagamento stanno diventando sempre più digitali, come si evince anche dai dati di Banca d’Italia1: negli ultimi tre anni la quantità di assegni bancari è diminuita del 40%, come pure gli assegni circolari (-13,7%) e gli effetti (-28%), mentre sono aumentati i bonifici (+25,1%), gli addebiti diretti (+18,5%) e le operazioni con carta di debito tramite Pos (+74,5%).
Il trend evidenzia come l’utilizzo di mezzi di pagamento “fisici” abbia iniziato una parabola discendente nelle preferenze degli italiani: la crescita dei mezzi di pagamenti elettronici è percentualmente maggiore anche in termini di valore (Fig.2).
La riduzione degli sportelli bancari del 28,5% e dei comuni con almeno uno sportello bancario (-14,5%), dal 2015 al 2021, ha coinciso con la diminuzione, nello stesso periodo, dell’11% della presenza degli Atm sul territorio.
A livello mondiale si può osservare come nelle aree più industrializzate del mondo o con un maggior benessere economico, quali l’Europa e il Nord America, la riduzione degli Atm nell’ultimo decennio è un fatto strutturale, in linea con la stessa tendenza in Italia; mentre in continenti quali Africa, Asia e America Latina si osserva una crescita degli Atm, seppure con valori non significativi.
“Non crediamo che l’evoluzione dei sistemi di pagamento in Africa, Asia e America Latina passi per l’installazione di nuovi Atm: spesso lo sviluppo economico non ripercorre modelli di crescita già visti, ma utilizza l’ultima tecnologia disponibile, per cui il prossimo passo sarà dal contante direttamente alle app”, osserva Roberto Telatin, responsabile del Centro Studi Uilca Orietta Guerra. “Per l’Italia è interessante osservare come negli ultimi cinque anni il numero di Pos sia aumentato del 98%: questo fenomeno è diffuso in tutte le regioni, seppure con incrementi differenziati, evidenziando come anche grazie a scelte politiche la domanda di utilizzo della moneta elettronica cresca”.
L’analisi dei mezzi di pagamento in Europa, come si evince dalla ricerca Space 2022 della Banca Centrale Europea, riconferma il trend della riduzione dell’uso del contante nelle transazioni, passato dal 79% del 2016 al 59% del 2022, mentre aumenta l’utilizzo delle carte di credito (34% nel 2022 contro 19% nel 2016). I dati sull’utilizzo delle app come mezzo di pagamento, pur essendo marginali a livello europeo, evidenziano un trend in crescita, passando dall’1% del 2019 al 3% del 2022.
Si tratta di un processo di cambiamento dei mezzi di pagamento, in cui soprattutto le nuove generazioni preferiscono usare la moneta digitale. L’impegno della Bce nello sviluppo dell’euro digitale, quale risposta al diffondersi delle criptovalute, conferma che per il prossimo futuro i mezzi di pagamento e di trasferimento del denaro saranno molto condizionati dalla tecnologia, che ha reso le transazioni più semplici e sicure. Le innovazioni tecnologiche, quando supportate da corrette politiche commerciali, hanno la forza di ridisegnare le abitudini economiche delle imprese e dei consumatori. I sistemi di pagamento ne sono un esempio, come si evince dall’utilizzo delle carte di credito, il cui numero di operazioni negli ultimi sei anni è aumentato del 93,2%, per un maggiore valore delle transazioni (+43,8%). Il Pos non è solo il mezzo per una transazione di moneta elettronica ma rappresenta anche un driver di sviluppo. Esso è parte di un ecosistema che richiede reti internet e connessioni veloci e sicure, non sempre presenti nel nostro Paese, ma che sono state installate e ammodernate anche per garantire agli operatori economici e ai cittadini questa possibilità di pagamento. Le nuove linee di telecomunicazioni consentono alla collettività anche nuovi servizi digitali, dallo streaming tv allo smart working.
“In questo contesto crediamo sia utile rafforzare maggiormente le conoscenze informatiche delle persone: il virus informatico è la nuova banconota falsa che potremo trovare nello smartphone, il nuovo portafoglio del terzo millennio”, aggiunge Telatin.
“Le proposte di ampliare il ricorso al contante appaiono contraddittorie con il processo di dematerializzazione dei documenti e delle transazioni già in atto da tempo nelle imprese, nella pubblica amministrazione e tra privati e pericolose per le implicazioni di utilizzo scorretto, sotto vari profili, che può favorire. La lotta all’evasione fiscale deve essere una priorità del Paese, come la Uil sostiene da tempo”, conclude il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.
-foto agenziafotogramma.it-
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In un libro le 10 competenze per innovare il lavoro nel 2023

MILANO (ITALPRESS) – Strategia dell’innovazione, crescita esponenziale, trasformazione digitale, marketing omnicanale, gestione del cambiamento e leadership condivisa. Senza trascurare la macroeconomia, l’economia industriale, la finanza d’impresa e la gestione operativa. Sono le dieci aree di competenza richieste ai professionisti che vogliano innovare il lavoro nel 2023: nell’era della collaborazione tra uomo e macchina ai professionisti serve una nuova cassetta degli attrezzi che veda protagoniste le abilità “dure” (o “hard skill”) e le competenze soffici, altrimenti dette “di vita”. Ne parla il giornalista e influencer di LinkedIn Filippo Poletti nel libro “MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose”: all’interno 101 storie di professionisti che tra il 2020 e il 2022, in piena pandemia, si sono rigenerati a Milano, tornando sui banchi di scuola.
“Gli innovatori sono chiamati a individuare la direzione da intraprendere – spiega Poletti, executive MBA -. Devono sapere come creare valore per la sua azienda, il mercato e il resto della società. Per questo è necessario che acquisiscano una mentalità aperta alla progettazione e alla realizzazione di nuovi servizi e prodotti che mettano al centro l’esperienza degli utenti”. In quest’ottica, dunque, è necessario che apprendano come fare innovazione, focalizzandosi sulle tecnologie esponenziali come l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, le piattaforme digitali e il marketing basato sull’utilizzo di tutti i canali di comunicazione.
“La capacità di innovare deve affondare le sue radici sulla conoscenza approfondita del mercato monetario e delle merci, delle economie di scala oltre che di gamma, così come sulla gestione delle attività aziendali e gli strumenti finanziari finalizzati allo sviluppo del business”, aggiunge Poletti.
Accanto alle competenze “dure” gli innovatori devono possedere le “abilità della vita”: “Il leader innovatore sa motivare le persone, sviluppando l'”intelligenza emotiva” e utilizzando costantemente i rinforzi positivi per apprezzare i risultati ottenuti dai collaboratori. Prima ancora di stimolare la competizione virtuosa all’interno dell’impresa, l’innovatore deve saper promuovere la collaborazione, adottando un approccio inclusivo e sostituendo alla cultura del “dito puntato” quella dell’errore come occasione di crescita”, nota Poletti. Per realizzare tutto ciò, la leadership tradizionale basata sul rapporto tra “leader” e “follower” deve essere superata da quella condivisa, dove tutte le risorse presenti in azienda sono messe nelle condizioni di unirsi ed esprimere il meglio.
Le competenze “dure” e di “vita” non si apprendono una volta per tutte. Nell’età dell’incertezza o VUCA – acronimo traducibile in italiano con le quattro parole “volatilità”, “incertezza,” complessità” e “ambiguità” – occorre rinascere quotidianamente come professionisti. “Per stare al passo con il sapere fluido dobbiamo imparare, disimparare e imparare di nuovo, acquisendo e aggiornando le nostre capacità – dice Poletti tirando le fila dei 101 racconti del libro “MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose”, raccolti all’interno della business school del Politecnico di Milano -. Per questa ragione, ai tempi del coronavirus, della guerra in Ucraina e dello spettro della crisi economica, tanti professionisti come me si sono messi a studiare e ristudiare in Italia come si fa innovazione radicale e incrementale, come si sviluppa il pensiero progettuale o come si mette in piedi una startup. Siamo diventati, appunto, nuovi professionisti”.
Grazie a questa esperienza, portata avanti da donne e uomini di età compresa tra 30 e 60 anni, è nata la Generazione R di Rinascita: “La generazione R di Rinascita è a numero aperto: chi vuole può farne parte a patto di voler apprendere per tutta la durata della nostra lunga vita professionale”, conclude l’autore di “MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose”. Leader non si nasce una sola volta, ma si diventa tutti i giorni della carriera lavorativa.

– foto Filippo Poletti –

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Portabilità, iliad “Da delibera ‘Sim Swap’ disagi agli utenti”

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Il Tar Lazio ha rigettato il ricorso promosso da iliad contro alcune parti della delibera Agcom 86/21/CIR, cosiddetta “Sim Swap”. In attesa di conoscere le motivazioni, iliad conferma la ferma volontà di portare avanti in tutte le sedi le sue ragioni, con la forte consapevolezza che non sono in discussione solo le ragioni dell’azienda. Da più di un anno – si legge in una nota della società – iliad sta segnalando in tutte le sedi competenti e con ogni strumento quanto e come la delibera impatti negativamente gli utenti e il mercato, dal momento che è possibile prevenire e contrastare efficacemente la frode “Sim Swap” senza ricorrere a misure, come quelle introdotte, che bloccano di fatto la portabilità. Per Benedetto Levi, Ad di iliad Italia, “da sempre abbiamo fatto della trasparenza e della libertà di scelta un punto di orgoglio per la nostra azienda. Oggi ci troviamo in una situazione incomprensibile: senza pregiudicare l’impianto complessivo e le finalità della Delibera, basterebbe apportare piccoli correttivi per consentire a tutti gli utenti di cambiare operatore quando e come credono, senza dover incorrere in complesse procedure. Il disagio è evidente – aggiunge Levi – basta guardare il numero di portabilità che ogni giorno si bloccano. Finora nessuno, né le Autorità né le Istituzioni, ci hanno chiesto di aver accesso ai dati. Basterebbe guardarli e rendersi conto che centinaia di migliaia di utenti sono bloccati, parliamo potenzialmente di 2 milioni e mezzo in un anno. Si tratta di milioni di persone che si troverebbero costrette, loro malgrado, a subire un disagio, vedendosi di fatto limitata la loro libertà di scelta. Questo senza poi voler tenere conto degli impatti sulle dinamiche concorrenziali e – non ultimo – dell’aggravio di lavoro per i tanti piccoli e medi imprenditori attivi nel settore retail telefonico che si trovano tutti i giorni a dover spiegare agli utenti che non è loro responsabilità se la portabilità non va a buon fine, rimettendoci tempo e risorse, senza nessun ristoro. Chiedo con forza alle Autorità e alle Istituzioni – conclude Levi – di convocare quanto prima un tavolo di lavoro, verificare se le nostre affermazioni corrispondono al vero, di confermare o smentire se ci sono stati già centinaia di migliaia di portabilità fallite, e di agire di conseguenza, individuando e implementando quanto prima quei semplici correttivi che possono risolvere definitivamente la situazione”.
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-foto agenziafotogramma.it-