E’ morto all’età di 78 anni Giuseppe Bono, per 20 anni alla guida di Fincantieri, la principale società cantieristica a controllo pubblico. Nato a Pizzoni (VV) il 23 marzo 1944, coniugato con due figli, ha conseguito la laurea nel 1970 in Economia e Commercio presso l’Università di Messina con una tesi su “Budget e Piani Pluriennali in una grande Azienda”. Nel 1963 segue un corso di addestramento e formazione nell’area amministrativa e del controllo di gestione presso la Fiat-Finmeccanica. Dal 1963 al 1971 è in Omeca (Gruppo Fiat-Finmeccanica e dal 1968 Efim) con incarico di responsabile contabilità generale, bilanci, pianificazione aziendale e controllo gestione. Dal 1971 al 1993 è in Efim dove ricopre incarichi di sempre maggior responsabilità: vice direttore Controllo Programmi e Gestioni; direttore generale Sopal (settore alimentare), amministratore delegato Aviofer, (settori difesa e trasporti) sino a divenire nel 1991 direttore generale dell’Ente stesso.
In particolare, nell’ambito della Direzione Ispettorato e Controllo di Gestione dell’Efim, ha sviluppato il sistema di pianificazione di Gruppo e di controllo di gestione, predisponendo un sistema informativo unificato, con procedure di contabilità industriale uniformi. Dall’ottobre del 2000 all’aprile 2002 è stato amministratore delegato di Finmeccanica, e dal 1997 direttore generale, nonché responsabile ad interim di alcune aziende del Gruppo, quali Alenia Difesa e Ansaldo. Dal 2014 al marzo 2016 consigliere del Fondo Strategico Italiano. Dal 2012 al 2014 presidente di Confindustria Gorizia. Dal marzo 2013 a settembre 2016 è stato presidente di Vard Holdings Limited e dal gennaio 2013 a settembre 2016 presidente di Vard Group AS. La sua carriera si identifica soprattutto con Fincantieri, della quale era stato nominato amministratore delegato il 29 aprile 2002, restando in carica fino al 15 maggio di quest’anno, quando al suo posto era subentrato Pierroberto Folgiero.
Proprio il presidente di Fincantieri, Claudio Graziano, e l’Ad Pierroberto Folgiero, in una nota congiunta hanno voluto ricordare la sua figura: “A nome di tutti i nostri colleghi, vogliamo ricordare colui che ha rappresentato una figura di riferimento per l’industria nazionale. Giuseppe Bono ha sviluppato e portato avanti una visione coraggiosa e lungimirante, con un’attenzione costante alle persone, raccogliendo sempre le sfide più difficili e perseguendo sempre l’interesse del Paese. Il fermo rispetto del lavoro come valore primario è stata la cifra distintiva e il faro della sua azione. La sua morte addolora profondamente tutta la comunità di Fincantieri che, in un momento così triste, vuol far sentire la sua vicinanza alla famiglia”. A dare la notizia della scomparsa era stato con un tweet il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “È mancato Giuseppe Bono, Peppino. Un amico fraterno, grande uomo, straordinario capitano d’industria. Ha dedicato tutta la sua vita a costruire ricchezza per l’Italia. Lo conobbi appena arrivato a Fincantieri, che era in grave difficoltà. Ora ha i migliori prodotti al mondo”. Tra i tanti messaggi di cordoglio e di ricordo del manager, anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Con grande dispiacere ho appreso la notizia della morte di Giuseppe Bono. ‘Maiora premunt’ mi aveva scritto appena qualche giorno fa, in un veloce scambio di messaggi. Le sue ultime parole, per quanto mi riguarda: anche in quel motto ho letto ancora una volta tutta la sua passione e amore per l’industria italiana. Una passione che ha coltivato negli anni in maniera concreta fino all’ultima lunghissima esperienza come amministratore delegato in Fincantieri. Un percorso, un modo di agire disinteressato e competente che è di esempio per tutti noi”.
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È morto Giuseppe Bono, per 20 anni alla guida di Fincantieri
Primi nove mesi gettito entrate tributarie +37 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-settembre le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 378.845 milioni, con un incremento di 37.086 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+10,9%). E’ quanto emerge dai dati del bollettino del Dipartimento delle Finanze. A settembre le entrate tributarie sono state pari a 35.141 milioni (-3.606 milioni, -9,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente).
In particolare, le imposte dirette hanno avuto una diminuzione del gettito di 4.506 milioni (-19,9%) e le imposte indirette hanno registrato un incremento pari a 900 milioni (+5,6%). Nei primi nove mesi le imposte dirette hanno avuto un aumento di 17.873 milioni (+9,4%). Il gettito Irpef ha registrato un aumento di 5.551 milioni (+3,8%). In crescita anche l’Ires, pari a 8.932 milioni (+52,5%). Le imposte indirette hanno avuto un incremento di 19.213 milioni (+12,7%). All’andamento positivo ha contribuito l’Iva, con un aumento del gettito di 17.797 milioni (+18%). Tra le altre imposte indirette, hanno registrato andamenti positivi le entrate dell’imposta di bollo (+942 milioni, +18,7%) e dell’imposta di registro (+239 milioni, +6,3%) mentre l’imposta sulle assicurazioni ha avuto una variazione negativa (-17 milioni, -3,8%). Le entrate relative ai giochi hanno avuto un aumento di 2.264 milioni (+26,6%).
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Gas, a ottobre bolletta in calo del 12,9%
MILANO (ITALPRESS) – Cala la bolletta gas per le famiglie ancora in tutela. Nonostante i record nei mercati all’ingrosso della scorsa estate, con l’applicazione del nuovo metodo di aggiornamento mensile dell’Arera si sono potute intercettare le significative riduzioni di costo della materia prima delle ultime settimane. La famiglia tipo, per i consumi effettuati nel mese di ottobre, riceverà una bolletta con una riduzione del -12,9% rispetto al costo del terzo trimestre 2022. Per il mese di ottobre il prezzo della materia prima gas (CMEMm), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è fissato in 78,05 euro/MWh, pari alla media dei prezzi rilevati quotidianamente durante tutto il mese appena trascorso. In termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° novembre 2021 e il 31 ottobre 2022) è di circa 1.702 euro, +67% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° novembre 2020 – 31 ottobre 2021). Per chi avesse ricevuto, nelle scorse settimane, una bolletta con il valore in acconto della componente CMEMm, il ricalcolo sarà effettuato nella prima bolletta utile con il valore effettivo (più basso) pubblicato oggi. Lo stesso valore CMEMm dovrà essere usato dai venditori per fatturare, a titolo di acconto, i consumi del mese di novembre nelle bollette inframensili.
“Non abbassiamo la guardia – afferma Stefano Besseghini, presidente di Arera – I valori rimangono molto alti rispetto al passato e, se è vero che hanno avuto un impatto modesto per le famiglie nel periodo estivo, determineranno bollette più impegnative con il crescere dei consumi della stagione invernale, con prezzi che sono previsti in risalita per la maggiore domanda dei mesi freddi. L’invito resta quindi quello a fare attenzione al risparmio e all’efficienza energetica”.
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Visco “Prospettive per l’Italia non preoccupano molto”
ROMA (ITALPRESS) – “Nonostante i rischi che restano al ribasso e un outlook in peggioramento, penso che non ci sia molto da preoccuparsi per l’Italia”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in una conversazione ospitata dall’Omfif. La crescita del Pil del terzo trimestre, che nella “stima provvisoria” evidenzia un rafforzamento dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti, migliore delle attese, potrebbe avere un effetto trascinamento e quindi un impatto positivo sulle stime per il 2023, ha spiegato. Visco ha ricordato i due scenari del bollettino di Bankitalia, che “sono stati presentati prima dei dati del terzo trimestre, che si traducono meccanicamente in un effetto trascinamento un pò più alto sul prossimo anno”.
Il governatore ha sottolineato anche come “il rapporto debito/Pil dell’Italia continua a migliorare. Nel prossimo triennio, il rapporto debito/Pil dovrebbe continuare a diminuire, anche se probabilmente in misura maggiore a ritmo moderato”.
Inoltre, “i costi dell’inflazione richiedono un intervento deciso della politica monetaria, volto a scongiurare il pericolo di disancoraggio delle aspettative e di innescare una spirale tra prezzi e salari che amplificherebbe gli effetti negativi sulle nostre economie dovuti all’incertezza geopolitica e alla crisi energetica, e aumentarne la durata”.
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A ottobre fabbisogno del settore statale a 7,25 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – A ottobre, secndo i dati del Mef, il saldo del settore statale si è chiuso, in via provvisoria, con un fabbisogno di 7.250 milioni, in lieve miglioramento rispetto al corrispondente valore di ottobre 2021, che si era chiuso con un fabbisogno di 7.506 milioni. Il fabbisogno dei primi dieci mesi dell’anno in corso è pari a circa 56.500 milioni, in miglioramento di circa 36.800 milioni rispetto a quello registrato nel corrispondente periodo dello scorso anno (93.299 milioni). Nel confronto con il corrispondente mese del 2021, il miglioramento degli incassi è dovuto in larga misura alla crescita di quelli fiscali ascrivibile alla dinamica positiva dei contributi e dell’Iva. Dal lato dei pagamenti si registrano maggiori prelievi degli Enti di previdenza per l’erogazione dell’assegno unico e universale e per l’anticipo al 2022 del conguaglio di della rivalutazione delle pensioni. Una maggiore spesa delle Amministrazioni centrali e territoriali, cui contribuisce il trasferimento alla Csea di 1.000 milioni previsto dal Dl 80/22 per l’azzeramento, per il terzo trimestre 2022, delle aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze domestiche e non domestiche. La spesa per interessi sui titoli di Stato è in lieve aumento di circa 230 milioni rispetto al valore dello stesso mese dell’anno precedente.
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È morto Franco Tatò, il “Kaiser filosofo” che gestiva le aziende
ROMA (ITALPRESS) – È morto all’età di 90 anni Franco Tatò. Dopo gli inizi alla Olivetti, nella sua lunga carriera di dirigente d’azienda era stato, fra l’altro, ai vertici di Mondadori, Fininvest ed Enel.
Nato a Lodi il 12 agosto del 1932, era soprannominato “Kaiser Franz” per la durezza impiegata nel risanamento economico dei molti gruppi aziendali che nella sua carriera era stato chiamato ad amministrare, ma anche “Manager filosofo” per i suoi studi giovanili. Si era infatti laureato in Filosofia al Collegio Universitario Ghislieri di Pavia. A 24 anni, nel 1956, comincia una lunga gavetta all’interno del Gruppo Olivetti, lavorando per i primi sei mesi come operaio alla linea di montaggio dello stabilimento di Ivrea. Poi scala le posizioni nel gruppo fino a ricoprire incarichi di vertice. Dal 1970 al 1973 è Amministratore Delegato di Austro Olivetti a Vienna. Dal 1974 al 1976 l’azienda lo invia in Gran Bretagna come Amministratore Delegato di British Olivetti a Londra. Questo fu il primo di una lunga serie di incarichi di risanamento di realtà aziendali in crisi. Nel 1976 Tatò diventa Amministratore Delegato della Deutsche Olivetti Gmbh di Francoforte, dove rimane fino al 1980, anno in cui assume la carica di Direttore Vendite Estere del Gruppo Olivetti. Dal 1982 al 1984 lascia temporaneamente la Olivetti. Dal 1984 al 1986 Carlo De Benedetti lo vuole alla Arnoldo Mondadori Editore. Nel giro di pochi mesi ne diventa vicepresidente e amministratore delegato.
Nel 1986 il ritorno in Olivetti con l’incarico di realizzare la ristrutturazione della Triumph Adler. Per un anno, il 1990, si occupa di amministrare la Olivetti Office, specializzata nella produzione di macchine da ufficio. Alla fine dell’anno, a causa di divergenze organizzative e strategiche, lascia l’azienda. Tatò viene chiamato per la seconda volta alla guida di Mondadori da Silvio Berlusconi nel 1991 che gli affida il compito di riorganizzare la struttura aziendale. Manterrà l’incarico di Amministratore Delegato di Mondadori fino al 1996, affiancandolo a quello di amministratore del gruppo Fininvest, carica che ricopre dal 1993. Nel giugno del 1996 passa all’Enel, su iniziativa del governo di Romano Prodi. Franco Tatò diventa così una figura chiave della privatizzazione dell’azienda. Resterà in Enel fino al 2002. Poi altri incarichi, tra cui amministratore delegato delle Cartiere P.Pigna, presidente e amministratore delegato della IPI Spa Torino, e dal 2011 al 2014 presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Parmalat. Dall’agosto 2003 al 2014 è stato amministratore delegato dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Nel marzo del 2013 è diventato vicepresidente del colosso metalmeccanico Berco, facente parte del gruppo ThyssenKrupp.
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Centro Studi Tagliacarne “L’inflazione preoccupa, ma rischio recessione meno concreto”
ROMA (ITALPRESS) – “Il rischio di recessione è molto meno concreto rispetto a qualche settimana fa”, si stimava “una crescita molto minore di quella che si è verificata e questo non stupisce, se pensiamo che i fondamentali dell’economia italiana sono molto saldi”. Lo ha detto Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi delle Camere di Commercio “Guglielmo Tagliacarne”, intervistato dall’agenzia Italpress. L’inflazione è però una variabile che “crea preoccupazione”, prosegue: i timori di una possibile recessione “sono legati all’aumento dei prezzi, soprattutto quelli dell’energia. Siccome ultimamente c’è una flessione da questo punto di vista, possiamo dire che ad oggi le prospettive di una recessione sono molto meno probabili rispetto ad alcune settimane fa”, sottolinea. “Secondo le nostre valutazioni, il caro energia potrebbe tradursi in un -13% di competitività da parte delle imprese italiane: potremmo scontarlo anche sui mercati internazionali, cosa che al momento non è ancora successa. Possiamo lavorare per far crescere ulteriormente la competitività e la produttività delle imprese: se gli investimenti delle imprese cresceranno in attività green, nel digitale e anche in capitale umano, nei prossimi due anni ci sarà una crescita di produttività del 17%, in grado di ammortizzare questo 13% e di darci un ulteriore ‘boost’ di competitività sia interna, sia sui mercati internazionali”.
L’Italia, ricorda Esposito, “è uno dei Paesi campioni in termini di sostenibilità: siamo leader in Europa per l’economia circolare e per il riciclo dei materiali. Le imprese italiane sono ben inserite in questo ambito, tanto che nei prossimi tre anni il 22% delle imprese continuerà a fare investimenti green. Le prospettive sono molto positive anche sul digitale” e “il Made in Italy si porta dietro un’immagine di sostenibilità che ci aiuta molto sui mercati internazionali”.
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Zangrillo “Serve un sistema di retribuzione per premiare il merito”
ROMA (ITALPRESS) – Per i dipendenti della Pubblica amministrazione servono anche “contratti che prevedono un sistema di retribuzione che premia il merito”, basato “sulla valutazione”. Lo ha detto Paolo Zangrillo, ministro della Pubblica Amministrazione, ai “Radio anch’io” su Rai Radio1. “Ho intenzione di incontrare i sindacati perchè ho sempre creduto nella concertazione. Sono convinto – aggiunge – che anche i sindacati vogliono che le persone della Pa vengano valutate per quello che fanno e premiate per quello che danno”. “La mia missione è garantire alla PA un capitale umano motivato, facendo formazione e dando alle persone responsabilità, rendendole consapevoli del ruolo che ognuno svolge. Ho sempre sofferto quando ho sentito parlare della PA come di un carrozzone di fannulloni”. Lo smart working “è uno strumento che i fatti dimostrano essere disponibile per ripensare al rapporto datore-lavoratore in maniera diversa dalla logica tradizionale. Intendo lavorare per dare alle persone la possibilità di giocarsi questa opzione” perchè bisogna “ragionare sul passare da una logica di controllo a quella del risultato”.
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