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Banche e Fintech alleati per Pmi più forti e sostenibili

MILANO (ITALPRESS) – Serve una finanza innovativa per lo sviluppo sostenibile delle Piccole e medie imprese, e i nuovi attori del Fintech possono avere un ruolo in sinergia con le banche. Se ne è parlato al convegno “Il nuovo ecosistema finanziario per le Piccole e medie imprese” organizzato a Milano dal CreaRes, il Centro di ricerca in Etica degli affari e responsabilità sociale dell’Università dell’Insubria, in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
Il dibattito ha preso le mosse dalla presentazione del volume curato da Rossella Locatelli e Cristiana Schena dell’Università dell’Insubria “Il nuovo ecosistema finanziario per le Pmi. Le opportunità della digitalizzazione e dello sviluppo sostenibile” (Franco Angeli Editore). Il testo mette in luce come la sfida per il rilancio dell’economia italiana dipende dalla capacità di sviluppare e sfruttare le potenzialità connesse a un ecosistema finanziario, fondato su efficaci collaborazioni e su una partnership pubblico-privata, che sia fucina di soluzioni innovative a supporto di un numero sempre più elevato di Pmi.
Una sfida necessaria nonostante molteplici fattori pesino oggi su mercato e imprese, che dopo due anni di pandemia da Covid, si trovano ad affrontare le conseguenze della guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi di energia e materie prime.
Uno scenario attuale complicato, che però offre nel comparto bancario margini di innovazione, rappresentati dalle nuove realtà Fintech, con i loro pro e contro, e fermo restando il ruolo della banca cosiddetta “tradizionale”, che continua a essere l’intrerlcutore principale dell’impresa.
“Gli operatori del Fintech possono essere degli alleati del sistema bancario, che si deve appropriare di tutte quelle tecnologie digitali che possono essere utili al cliente. Questo è un dovere”, ha detto Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, sottolineando che l’istituto di credito “ha sviluppato delle partnership e delle app che permettono di avere un rapporto ‘easy’ con il cliente, con l’obiettivo costante di offrire servizi di valore”.
Per Gros-Pietro, “gli operatori del Fintech possono quindi essere sinergici con le banche: noi di Intesa Sanpaolo abbiamo una alleanza in particolare con Thought Machine per quanto riguarda IsyBank, abbiamo alleanze con Google, con Tim per quanto riguarda le tecnologie Cloud, e investiamo molto in start up”. Inoltre, “il Fintech è “uno strumento molto utile per la sostenibilità, perchè è un acceleratore”, ha detto ancora Gros-Pietro, sottolineando comunque che “i tassi di sviluppo delle realtà del Fintech sono molto interessanti”, ma è anche “un ambito molto rischioso”.
Sul fronte normativo del panorama Fintech, Paolo Ciocca, commissario della Consob, ha posto l’accento sulla necessità che l’Italia, come già fatto da Francia e Germania, anticipi il quadro europeo, “facendo norme civilistiche”.
“Le dobbiamo fare noi – ha spiegato -, anche perchè ci sarà una ‘corsà: si tratta di un nuovo mercato e sono necessari strumenti”.
Ad approfondire il tema anche Rossella Locatelli, professoressa dell’Università dell’Insubria e co-autrice del libro “Il nuovo ecosistema finanziario per le Pmi”. “E’ importante trovare nuove forme di accesso al credito per le Pmi, perchè ci sono occasioni da cogliere e soluzioni capaci di adattarsi in modo più preciso e efficiente alle esigenze delle imprese”. Si tratta, ha aggiunto Locatelli, “di soluzioni finanziarie che molto spesso vanno nella direzione della digitalizzazione e di premiare i profili di sostenibilità delle Pmi. Questo è particolarmente importante nel contesto attuale dove la sostenibilità è il faro delle politiche economiche e che ormai permea tutto il sistema economico”.

– foto xb5/Italpress –

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Deutsche Bank ritorna all’utile in Italia

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MILANO (ITALPRESS) – Il percorso di trasformazione delle attività di Deutsche Bank in Italia fa segnare due nuovi importanti passi avanti. Deutsche Bank SpA, la controllata del Gruppo che riunisce buona parte delle attività nel Paese, fa registrare la sua migliore performance annuale dal 2016, chiudendo il 2021 con un ritorno all’utile netto per 36 milioni di euro, a conferma del virtuoso percorso di crescita sostenibile avviato nell’ultimo biennio. Questo risultato rappresenta infatti un deciso miglioramento di circa 54 milioni di euro rispetto al dato del 2020 (quando la perdita si era attestata a 18,3 milioni), conseguito in un perdurante contesto di difficoltà economica e nonostante 59 milioni di euro di spese legate alla trasformazione. A contribuire positivamente sul risultato sono stati in particolare un progresso del margine di intermediazione, che si è assestato a 953 milioni con 56,5 milioni di maggiori ricavi netti, e un miglioramento del costo del rischio di credito, con un decremento di circa 70 milioni degli accantonamenti per perdite sui crediti a 116 milioni (-37,9%).

Accanto a questo risultato, si arricchisce di un nuovo tassello l’evoluzione della divisione International Private Bank (IPB) Italy verso un modello di banca multi-specialistica e focalizzata, con la creazione dell’area di business Premium & Consumer Bank, la cui responsabilità è affidata a Marzio Pividori. “Il 2021 è stato un anno importante per la nostra banca in Italia, nel quale si sono manifestati i primi effetti concreti del piano di ri-focalizzazione strategica, sviluppato nell’ambito del processo di trasformazione globale di Deutsche Bank e fondato sulla volontà di continuare a crescere investendo su più fronti – afferma Roberto Parazzini, Chief Country Officer Italy, Deutsche Bank -. In questo contesto, un passaggio cruciale è stato l’avvio la scorsa estate del percorso di evoluzione della divisione IPB, con l’obiettivo di concentrare le nostre attività sui business strategici per il Gruppo e di sviluppare modelli di servizio sempre più moderni e specializzati. Se da un lato aver creato la Bank for Entrepreneurs ci consente di affrontare le esigenze private e aziendali degli imprenditori in maniera omogenea, con la nascita della Premium & Consumer Bank poniamo le basi per una gestione sinergica dei segmenti di clientela privata Family e Affluent e di quella commerciale”.

Unendo la Premium Bank e la Consumer House in un’unica struttura, la nuova area di business si posizionerà come brand Premium altamente specializzato con servizi di consulenza pensati per la clientela Affluent e Commerciale e, forte del consolidato posizionamento di mercato sul credito al consumo, sul card issuing e sul sistema di partnership B2B, rafforzerà ulteriormente la sua offerta multiprodotto e multicanale nel mercato di riferimento. La nuova area di business nasce con l’obiettivo primario di valorizzare il potenziale di mercato con strategie di segmento dedicate, cogliere ulteriormente le sinergie presenti tra le diverse linee di offerta e le strutture commerciali e mettere a fattor comune gli investimenti di trasformazione digitale.

Marzio Pividori, Head of Premium & Consumer Bank Italy, Deutsche Bank, ha aggiunto: “Siamo un importante contributore della profittabilità della banca in Italia e saremo un importante motore per la crescita nei prossimi anni. Contiamo su un’offerta multicanale integrata, con una rete di filiali bancarie e di agenzie in attività finanziaria, oltre a relazioni consolidate di partnership B2B nel credito al consumo e nelle carte di credito. Vogliamo spingere ulteriormente la trasformazione digitale, l’integrazione multicanale e la specializzazione dell’offerta, con un piano ambizioso di crescita. Lo sviluppo nel credito al consumo e nelle carte di credito passa attraverso l’innovazione di prodotto, l’aumento della capacità distributiva di Deutsche Bank Easy e lo sviluppo degli accordi di partnership. Nella Premium Bank puntiamo ad essere una delle banche di riferimento per la clientela Affluent e Commerciale con una rete distributiva formata da professionisti d’eccellenza e la miglior piattaforma di offerta sulle soluzioni d’investimento. Una struttura che punta alla specializzazione e che avrà la missione di crescere facendo leva sulle sinergie tra i due segmenti e su un ambizioso piano di reclutamento dei migliori professionisti presenti sul mercato”.

– foto ufficio stampa Deutsche Bank –

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Veronafiere, Bricolo eletto nuovo presidente

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Federico Bricolo è il nuovo presidente di Veronafiere per il triennio 20222025. L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea dei soci che, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2021 del Gruppo Veronafiere, ha provveduto anche a eleggere i sette membri del nuovo Cda e i due vicepresidenti. Oltre a Bricolo, il Cda è composto da: Romano Artoni, nominato vicepresidente, già consigliere della società fieristica dal 2017 e vicepresidente dal 2017 al 2019 e presidente di UniT, società informatica del Gruppo Unicredit; Maurizio Danese, alla guida di Veronafiere dal 2015 e per due mandati, presidente Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere italiane) e vice presidente Pregis; Matteo Gelmetti, confermato vicepresidente e vicepresidente Ptsclas Spa; Alberto Segafredo, Ad di Ven-to, analista finanziario e membro del Comitato finanza di Fondazione Cariverona; Alex Vantini, presidente Coldiretti Verona; Mario Veronesi, presidente del Gruppo Veronesi. “Lascio la presidenza di una fiera che oggi si presenta sul mercato totalmente rinnovata nella forma e negli obiettivi – commenta Danese – e per questo ringrazio il management, tutta la squadra operativa e i soci che, in questi due mandati, non mi hanno fatto mancare fiducia e sostegno. A partire dalla prima grande sfida della trasformazione della fiera in società per azioni lanciata al mio insediamento nel 2015 e concretizzata tra novembre 2016 e febbraio 2017. Il bilancio 2021 approvato oggi – prosegue Danese – ci restituisce una fotografia economico-finanziaria di un Gruppo fieristico che, grazie all’aumento di capitale di 30 milioni sottoscritto da tutti i soci e ai 31,2 milioni di ristori ricevuti dal Governo su istanza di Aefi, può finalmente voltare le spalle alla crisi registrata negli ultimi due anni, la più grave dalla sua costituzione. Sono certo che il nuovo presidente, Federico Bricolo, saprà guidare Veronafiere verso traguardi sempre più competitivi in Italia e all’estero”.
“Ringrazio il presidente uscente Maurizio Danese per gli importanti risultati raggiunti e per aver guidato la Fiera con fermezza, coraggio e innegabile capacità imprenditoriale anche nei momenti di massima difficoltà; così come il direttore generale, Giovanni Mantovani, i dirigenti e tutti i dipendenti per il grande impegno profuso in un periodo molto complesso – dichiara Bricolo – . La sua conferma in Cda, unitamente a quella di Matteo Gelmetti, garantisce la continuità aziendale. Raccolgo un testimone importante e oltremodo sfidante sotto il profilo della competitività della quarta industria fieristica italiana, dell’internazionalità delle manifestazioni a marchio Veronafiere e delle potenzialità di una società divenuta nel tempo un vero e proprio brand di promozione nel mercato globale. Consolidamento e crescita di Veronafiere, oltre a innovazione e rinnovamento, saranno al centro del mio mandato e dell’azione del Cda di alto profilo eletto oggi dai soci, ai quali esprimo riconoscenza per l’incarico affidatomi”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Veronafiere-

Banche, Uilca “Realizzare sistema a servizio sviluppo del Paese”

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“Bisogna recuperare un ruolo sociale delle aziende. In quest’ottica, è il momento di inserire il tema nell’ambito di un dibattito più ampio, che coinvolga più soggetti; consenta nuove prospettive e, per quanto ci riguarda, rafforzi il valore della rivendicazione delle lavoratrici e dei lavoratori all’interno delle aziende e del settore, partendo dalla necessità di allargare la discussione al benessere lavorativo e a profili di salute e sicurezza, posto il progressivo aumento di segnalazioni di disagio psicologico e di situazioni di stress tra il personale bancario, che si traducono anche in costi per la collettività nel momento in cui vanno a gravare direttamente o indirettamente sul sistema sanitario nazionale”.
Così Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, al termine dell’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario.
“Bisogna lavorare per realizzare un sistema bancario ed economico finanziario, che sia al servizio dello sviluppo del Paese, in grado di essere presidio di legalità sui territori e sostegno per famiglie e imprese. Oggi – ha aggiunto – parlare di pressioni commerciali a nostro avviso significa quindi anche parlare di tutto ciò e l’interessamento alla materia della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario può rappresentare un momento di svolta e di grande rilevanza per favorire il raggiungimento di soluzioni, politiche, indirizzi per favorire un dibattito costruttivo e di prospettiva per tutto il settore economico finanziario e per lo sviluppo del Paese”, ha concluso Furlan.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Uilca-

Fincantieri, Pierroberto Folgiero nominato amministratore delegato

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ROMA (ITALPRESS) – Il nuovo Cda di Fincantieri, si legge in una nota, ha nominato Pierroberto Folgiero amministratore delegato e ha deliberato l’attribuzione delle deleghe ad eccezione di quanto riservato alla competenza esclusiva del Cda.
Al presidente Claudio Graziano sono state conferite deleghe in materia di rappresentanza istituzionale, supervisione della security aziendale e del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
All’amministratore delegato, Pierroberto Folgiero, sono state conferite ampie deleghe in materia di gestione ordinaria e straordinaria della Società e per la presentazione al Consiglio dei piani industriali e dei budget annuali.
È stato anche deciso che il presidente e l’amministratore delegato concorrano alla definizione delle attività di comunicazione e relazioni istituzionali, alla definizione e allo sviluppo delle strategie nazionali e internazionali e alle attività di internazionalizzazione della Società.
Il Consiglio, sulla base delle dichiarazioni rese e delle informazioni fornite dagli interessati in sede di candidatura, ha inoltre accertato in capo a tutti i Consiglieri il possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e l’assenza di cause di ineleggibilità ed incompatibilità come previsto dalla normativa vigente, nonché il rispetto dei limiti al cumulo degli incarichi tenuto conto anche degli orientamenti adottati al riguardo dalla Società e ha altresì verificato la sussistenza dei requisiti di indipendenza.
Il Collegio Sindacale ha verificato la corretta applicazione dei criteri adottati dal Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di amministrazione di Fincantieri per il triennio 2022-2024 risulta quindi così composto: Claudio Graziano (Presidente esecutivo), Pierroberto Folgiero (Amministratore Delegato), Paolo Amato (Amministratore non esecutivo e indipendente), Alessandra Battaglia (Amministratore non esecutivo), Alberto Dell’Acqua (Amministratore non esecutivo e indipendente), Massimo Di Carlo (Amministratore non esecutivo), Paola Muratorio (Amministratore non esecutivo e indipendente),
Cristina Scocchia (Amministratore non esecutivo e indipendente), Valter Trevisani (Amministratore non esecutivo e indipendente), Alice Vatta (Amministratore non esecutivo e indipendente).
– foto agenzia fotogramma.it-
(ITALPRESS).

Fs, previsti 190 miliardi d’investimenti e 40mila assunzioni

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Investimenti per oltre 190 miliardi, circa 40mila assunzioni in 10 anni, ridefinizione della governance e nuovo assetto organizzativo delle società controllate, innovazione, digitalizzazione e connettività. Sono i principali obiettivi previsti nel Piano Industriale 2022-2031 del Gruppo Ferrovie dello Stato presentato dalla presidente, Nicoletta Giadrossi e dall’Ad, Luigi Ferraris. “Il Piano Industriale 2022-2031 intende imprimere un’accelerazione agli investimenti e, con una visione di lungo periodo, dare maggiore certezza all’esecuzione delle opere nei tempi previsti. Lavoriamo per rendere le nostre infrastrutture sempre più moderne, interconnesse e resilienti e i servizi di mobilità calibrati sulle diverse esigenze dei nostri clienti. Intendiamo promuovere un trasporto collettivo multimodale e più sostenibile anche in ambito urbano, raddoppiare la quota di trasporto merci su ferrovia, contribuire alla transizione ecologica non solo rendendo più attrattivo l’uso del treno, ma anche autoproducendo da fonti rinnovabili almeno il 40% del nostro consistente fabbisogno energetico”, ha spiegato Ferraris. “Il Piano prevede l’assunzione nel suo arco temporale di 40mila persone e vede proprio nelle persone il suo principale fattore abilitante, insieme all’innovazione, alla trasformazione digitale e alla connettività. Inizia per noi tutti un tempo nuovo e sono certo che proprio le nostre persone, oggi come ieri, sapranno trasformare questo piano in realtà, mostrandosi all’altezza delle sfide che ci attendono”, ha aggiunto. Una visione strategica e industriale di lungo periodo sostenuta da un piano di investimenti da oltre 190 miliardi nei prossimi dieci anni. Per valorizzare a pieno le potenzialità di tutte le società del Gruppo e contribuire in maniera determinante a uno sviluppo sostenibile del Paese segnato da eventi straordinari come la pandemia e i conflitti internazionali, è emersa l’esigenza di ridefinire la governance e rivedere la struttura organizzativa in quattro poli di business, ognuno con chiari obiettivi strategici: Infrastrutture, passeggeri, logistica e urbano. La nuova organizzazione mira a rafforzare le sinergie di tutte le aziende che operano nel Gruppo e ad aumentare la loro efficienza anche in ottica di pianificazione e progettazione. Fattori abilitanti del Piano Industriale 2022-2031, che ne dovranno sostenere l’attuazione, sono innovazione, digitalizzazione, connettività e valorizzazione delle persone del Gruppo. Attenzione particolare alla transizione ecologica, con attività di efficientamento e riduzione dei consumi, unite a nuove iniziative per valorizzare i propri asset installando impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, per garantire la copertura almeno del 40% del fabbisogno del Gruppo. I ricavi del Gruppo FS nel 2031 sono previsti in crescita a circa 22,5 miliardi e l’Ebitda a 3,9 miliardi, con una crescita media annua (CAGR), nell’arco di piano, rispettivamente pari al 6,9% e all’8,2%. Saranno 50 miliardi gli investimenti previsti per Anas e 110 miliardi per RFI.
Per quanto riguarda Anas sono previsti investimenti pari a circa 50 miliardi tra sviluppo rete, manutenzione straordinaria e altre attività necessarie al completamento del piano. L’integrazione della società nel polo “Infrastrutture”, inoltre, sarà alla base dell’accelerazione del percorso di digitalizzazione e connettività delle strade (Smart Road). Determinante, per massimizzare le sinergie industriali, sarà anche il contributo di Italferr per progettazione e direzione lavori. Per far sì che Anas diventi parte integrante del gruppo con RFI e Italferr, è necessario affrontare alcuni temi regolatori e legislativi quali, ad esempio, lo snellimento del sistema di regole e delle procedure e la definizione di un “contratto di programma” con impegno di investimento delle opere a vita intera. RFI prevede, nel complesso, circa 110 miliardi di euro di investimenti tra manutenzione straordinaria, tecnologie, reti regionali, connessioni porti/interporti, direttrici di interesse nazionale (Alta Velocità/Alta Capacità), sicurezza e adeguamento, linee turistiche, città metropolitane e connessione aeroporti.
(ITALPRESS).
-foto Italpress-

Ucraina, inaugurato hub accoglienza in ex filiale Unicredit di Milano

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Inaugurato oggi a Milano l’hub #HelpUkraine. Lo spazio, che trova ospitalità in una filiale dismessa del gruppo Unicredit in viale Monza 79, nasce con un duplice obiettivo: favorire l’accoglienza e l’integrazione dei cittadini ucraini che arrivano in Italia e sostenere le famiglie residenti in Italia interessate ad accogliere. Presenti all’evento la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, il questore di Milano Giuseppe Petronzi, il viceprefetto Natalino Domenico Manno, il diplomatico Stanislav Plakhotnyi in rappresentanza del console ucraino Andrii Kartysh e la responsabile della divisione ‘People and Culture’ di Unicredit Siobhan McDonagh. “Un servizio che nasce come risposta a un bisogno concreto. Qui – spiega Giampaolo Silvestri, segretario generale di Fondazione Avsi a margine – i cittadini ucraini troveranno informazioni sull’alloggio, i documenti, l’inserimento dei figli a scuola”. E le famiglie italiane che hanno “generosamente” messo a disposizione spazi per l’accoglienza potranno incrociare la loro offerta con la domanda. “Il centro servizi – racconta ancora – funziona già da qualche settimana. Sinora abbiamo sostenuto oltre 630 ucraini in vari servizi e hanno dato la disponibilità ad accogliere in casa o in strutture più di 900 famiglie”. Un intervento reso possibile dalla collaborazione con Unicredit e dal lavoro congiunto di fondazione Avsi con un’ampia rete di associazioni (Famiglie per l’accoglienza, San Martino, Fondazione Verga, I bambini dell’Est, l’ong ucraina Emmaus e l’impresa sociale Medici in Famiglia) ognuna delle quali “offre un servizio diverso”, come ad esempio il corso di lingua italiana che si è tenuto proprio durante l’inaugurazione. “Voglio ringraziare le autorità italiane per la grandissima sinergia con la prefettura, la questura, l’ufficio immigrazione. È molto importante per noi che questo meccanismo funzioni bene e che ogni ucraino ottenga, in tempo, un aiuto di qualità” ha commentato il diplomatico. Sono circa 5 milioni, ha riepilogato poi, i profughi ucraini che la guerra ha prodotto, “più di 100mila solo nella nostra circoscrizione consiliare”. Certo che, quindi, oltre alle autorità statali, “devono intervenire il terzo settore e il privato. Con la sinergia che vediamo, possiamo dire che il popolo italiano dà grande aiuto al popolo ucraino”. Avsi lavora anche all’estero, in Ucraina con attività di supporto materiale e psico-sociale agli sfollati interni, in Polonia, Romania e Moldovia. “Qui si abbinano le capacità, la solidarietà e l’entusiasmo verso una popolazione a cui va il nostro rispetto” ha detto il questore. “Queste persone hanno bisogno di avere un titolo di soggiorno per il nostro paese” e per questo “immediatamente il sistema normativo ha emesso dei provvedimenti secondo i quali si sono allargate giustamente le maglie. Ne sono testimone – prosegue – perché la mia porta di casa è vicina a quella dell’ufficio immigrazione: io so che ogni mattina non incontro meno di 150 persone che vengono accolte e trovano presso i nostri uffici tutta la solidarietà e la competenza che devono trovare”. “Uno specchio di umanità enorme”, oltreché risposte importante all’efficacia, come l’hub di viale Monza, sono tutto ciò che serve “per fare sentire gli ucraini a casa perché questo paese deve essere la casa di tutti”. L’impegno del privato, sociale e profit, a favore della comunità nazionale e internazionale, cristallizzato in questo hub, “penso sia un ottimo segnale anche rispetto a un’emergenza che purtroppo persiste nel tempo e quindi richiederà ancora grandi sforzi”, ha dichiarato la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo. (ITALPRESS).

 

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Unipol, nel nuovo piano strategico utile cumulato a 2,3 miliardi

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Il Cda di Unipol ha approvato il Piano Strategico per il triennio 2022-2024 “Opening New Ways” e i risultati consolidati al 31 marzo. Attraverso “Opening New Ways”, il Gruppo Unipol ha l’obiettivo di “aprire nuove strade” negli ecosistemi Mobility, Welfare e Property e nella Bancassicurazione. target finanziari del triennio 2022-2024, in rialzo rispetto a quelli del precedente Piano Strategico, prevedono un utile cumulato pari a 2,3 miliardi e dividendi cumulati pari a 750 milioni. A livello industriale il Gruppo Unipol si pone gli obiettivi, anch’essi in crescita rispetto al Piano 2019-21, di una raccolta nel comparto Danni pari a 8,9 miliardi (+1,1 miliardi rispetto al 2021), di cui 1 miliardo nel comparto Salute, un combined ratio Danni pari al 92,6% (-2,7% rispetto al 2021) e una raccolta nel comparto Vita a 5,8 miliardi (+400 milioni rispetto al 2021). Il Piano si articola su cinque direttrici strategiche che fanno leva sugli asset distintivi. Nel segmento Auto, in un contesto competitivo sfidante, il Gruppo Unipol si pone l’obiettivo di raggiungere un Combined Ratio pari al 93,9% nel 2024, in miglioramento di circa 1,4 punti percentuali rispetto al 2021. Nel segmento Non Auto, l’obiettivo del Gruppo è raggiungere un Combined Ratio pari all’85,9% nel 2024, in miglioramento di circa 3 punti percentuali rispetto al 2021. L’obiettivo di UnipolSai è raggiungere nel 2024 una raccolta pari a 7,2 miliardi nel comparto Danni (+500 milioni rispetto al 2021). Il Gruppo, inoltre, si pone l’obiettivo di trasformare la value proposition in un’offerta di prodotti e servizi sempre più in linea con le esigenze della clientela, attraverso una piattaforma che sviluppa l’offerta assicurativa in maniera totalmente omnicanale. Nel segmento Salute il Gruppo Unipol rafforzerà la propria leadership attraverso l’innovazione nei modelli di offerta e distributivi, raggiungendo una raccolta premi pari a 1 miliardo (+300 milioni rispetto al 2021) e un Combined Ratio pari al 90,4% nel 2024, in miglioramento di circa 6,1 punti percentuali rispetto al 2021. Si prevede un’evoluzione della value proposition Vita, con l’obiettivo di una raccolta pari a 5,8 miliardi (+400 milioni rispetto al 2021) attraverso l’offerta di prodotti in ottica Life-Cycle, ottimizzando l’assorbimento di capitale, con modelli di servizio dedicati per fasce di clientela. Si potenzia il modello di business bancassicurativo, valorizzando le capabilities distintive del Gruppo in sinergia con i partner bancari. L’obiettivo del Gruppo è raggiungere nel 2024, attraverso il canale bancassicurativo, una raccolta pari a 500 milioni nel Danni (+200 milioni rispetto al 2021) e a 2,6 miliardi nel Vita (+200 milioni rispetto al 2021).
Il Gruppo, nell’ambito del Beyond Insurance, svilupperà l’offerta estendendo ulteriormente l’ecosistema Mobility e rafforzando gli ecosistemi Welfare e Property. Nell’ambito del Mobility il Gruppo sarà un partner a 360°, consolidando il proprio posizionamento lungo tutto il ciclo di vita della mobilità, in particolare attraverso UnipolRental. Nell’ambito dell’ecosistema Welfare il Gruppo svilupperà ulteriori iniziative rafforzando il proprio posizionamento. Nell’ambito dell’ecosistema Property il Gruppo diventerà un attore di riferimento nei servizi relativi all’abitazione e ai condomini, creando valore “stand alone” e assicurando sinergie a livello di Gruppo. Unipol continuerà ad investire in tecnologia e persone con l’obiettivo di accelerare la strategia di business, semplificare i processi e incrementare la produttività. Per quanto riguarda gli obiettivi sul fronte della sostenibilità, è prevista yn’incidenza del 30% di prodotti a valenza ambientale e sociale, 1,3 miliardi di investimenti in obiettivi per lo sviluppo sostenibile (sdg), un indice reputazionale maggiore della media del settore assicurativo e il collegamento a target Esg del 20% del sistema di incentivazione del management. “Presentiamo oggi il primo Piano Strategico di una nuova fase nella storia di Unipol Un Gruppo capace di rinnovarsi e dare continuità alla governance, in grado di creare valore per gli azionisti e anticipare i nuovi bisogni, le aspettative e i desideri di tutela da parte di cittadini e imprese, forte della leadership negli ecosistemi Mobility, Welfare e Property. L’innovazione e l’evoluzione digitale guideranno il percorso di sviluppo nei prossimi anni del Gruppo, aprendo nuove strade nel core business assicurativo, in linea con la nostra visione strategica”, ha detto Carlo Cimbri, presidente di Unipol Gruppo. “Abbiamo un forte posizionamento di mercato e asset distintivi che intendiamo valorizzare, in un contesto economico e di mercato complesso, per rafforzare la nostra leadership nell’assicurazione e ampliare la nostra presenza negli ecosistemi Mobility, Welfare e Property – ha affermato Matteo Laterza, direttore generale di Unipol Gruppo -. Con Opening New Ways ci poniamo target, finanziari e industriali, importanti, uniti a una forte attenzione alla remunerazione degli azionisti e a un solido livello di capitale, come da tradizione del Gruppo”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).