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Ncc, Consulta “Incostituzionale vietare nuove licenze”

ROMA (ITALPRESS) – Il divieto di rilasciare nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente (NCC) sino alla piena operatività del registro informatico nazionale delle imprese titolari di licenza taxi e di autorizzazione NCC ha consentito, per oltre cinque anni, “all’autorità amministrativa di alzare una barriera all’ingresso dei nuovi operatori”, compromettendo gravemente «la possibilità di incrementare la già carente offerta degli autoservizi pubblici non di linea”. E’ quanto si legge nella sentenza n.137, depositata oggi, con cui la Corte costituzionale, accogliendo le questioni che aveva sollevato davanti a sè, ha dichiarato illegittimo l’articolo 10-bis, comma 6, del decreto-legge n. 135 del 2018. In via preliminare, la sentenza ha chiarito che la recente adozione del decreto n. 203 del 2024 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che stabilisce la “piena operatività” del registro informatico a decorrere da centottanta giorni dalla sua pubblicazione, «non ha alcuna incidenza sul presente giudizio, dal momento che le censure sono state prospettate sulla disposizione legislativa» in ragione della sua «struttura», a prescindere dalle evenienze «di fatto» e dalle «circostanze contingenti» attinenti alla sua concreta applicazione.
E ciò in quanto è proprio la configurazione della disposizione censurata che ha consentito all’autorità amministrativa di bloccare l’ingresso dei nuovi operatori nel mercato del NCC semplicemente rinviando, “con il succedersi dei decreti (ovvero con la loro emanazione e la loro successiva sospensione), la piena operatività del registro informatico”, come del resto ha dimostrato la concreta vicenda storica. E’ quindi rimasta del tutto inascoltata – ha osservato la sentenza – la preoccupazione dell’Autorità garante delle concorrenza e del mercato (AGCM) volta a evidenziare che “l’ampliamento dell’offerta dei servizi pubblici non di linea risponde all’esigenza di far fronte ad una domanda elevata e ampiamente insoddisfatta, soprattutto nelle aree metropolitane, di regola caratterizzate da maggiore densità di traffico e dall’incapacità del trasporto pubblico di linea e del servizio taxi a coprire interamente i bisogni di mobilità della popolazione”.
La norma censurata ha pertanto causato, in modo sproporzionato, “un grave pregiudizio all’interesse della cittadinanza e dell’intera collettività”. I servizi di autotrasporto non di linea, infatti, concorrono a dare effettività alla libertà di circolazione, “che è la condizione per l’esercizio di altri diritti, per cui la forte carenza dell’offerta” – che colloca l’Italia fra i Paesi europei meno attrezzati al riguardo – generata dal potere conformativo pubblico ha indebitamente compromesso “non solo il benessere del consumatore, ma qualcosa di più ampio, che attiene all’effettività nel godimento di alcuni diritti costituzionali, oltre che all’interesse allo sviluppo economico del Paese”.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Fieg “Bene von der Leyen su sostegno a editoria, serve nuova legge”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ motivo di soddisfazione aver ascoltato dalla rieletta presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affermare quanto da tempo dicono gli editori della Fieg: l’Unione europea deve sostenere la stampa e garantire che le regole siano osservate anche dai giganti digitali”. Così il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, commenta l’impegno ad aiutare i giornali contenuto nel programma di lavoro della Commissione europea per il 2024-2026 presentato ieri a Strasburgo. “Il settore – ha affermato il presidente della Fieg – attraversa una crisi senza precedenti che necessita di immediati e concreti interventi di sostegno, a livello europeo, e a livello nazionale. Giudichiamo positivamente anche quanto sostenuto dal presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, nella Relazione annuale al Parlamento tenuta ieri a Roma e dal sottosegretario all’editoria, Alberto Barachini, che hanno posto, alla luce della situazione della stampa quotidiana e periodica, la necessità di una nuova legge sull’editoria. Il tempo delle scelte è adesso. E’ auspicabile – ha concluso Riffeser – che le buone intenzioni della presidente della Commissione europea non rimangano tali e che il Governo avvii subito i lavori per una nuova legge sull’editoria”.
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– Foto: ufficio stampa Fieg –

Arera, nel 2023 oltre 7.5 mln di bonus elettrico e gas sociali erogati

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2023 sono stati erogati 7,6 milioni di bonus sociali elettrico e gas,
per un importo stimato riconosciuto di oltre 2,4 miliardi di euro. E’ quanto emerge dal Rapporto sugli esiti del monitoraggio sull’erogazione dei bonus sociali effettuato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Si conferma quindi efficace il meccanismo dei bonus energetici, che ha permesso di allargare la platea dei consumatori economicamente più deboli, anche grazie all’automatismo e al potenziamento nel 2023 con interventi mirati da parte del Governo. In particolare, la legge 29 dicembre 2022, n. 197 che, a fronte dell’emergenza del rialzo dei prezzi, aveva innalzato la soglia Isee utile per accedere alla compensazione energetica (bonus elettrico e gas) a 15 mila euro (nel 2022 la soglia era stata già innalzata a 12.000, rispetto alla soglia base pari a 8.530) e a 30 mila euro per i nuclei familiari numerosi. L’incremento del numero dei beneficiari, infatti, è stato calcolato in media del 22% (+21,5% per l’elettrico e +23,1% per il gas), con l’aumento delle soglie che ha consentito di riconoscerlo a 1,5 milioni di clienti elettrici e 1 milione di clienti gas in più rispetto al 2022. Tale platea è venuta meno dal 1° gennaio 2024, con il calo delle quotazioni internazionali e il ritorno alle soglie ISEE pre-crisi.
Per il presidente di Arera, Stefano Besseghini occorre considerare una possibile evoluzione: “Oggi la difficoltà è intercettare la fascia di consumatori non classificabili come poveri in senso stretto ma la cui bassa capacità di spesa li espone a rischi quando aumentano i prezzi dell’energia. Il passaggio di alcuni oneri generali di sistema presenti in bolletta alla fiscalità generale permetterebbe di incrociare meglio gli effettivi livelli di reddito e di intervenire sulla povertà energetica”. Nel periodo gennaio-dicembre 2023 sono stati erogati circa 4,576 milioni di bonus elettrici per disagio economico (erano 3,8 milioni nel 2022 e 2,5 milioni nel 2021, anno di prima applicazione del meccanismo automatico di riconoscimento), di cui 1,5 milioni di nuclei familiari appartenenti alla soglia potenziata del 2023, tra i 9.530 e 15.000 euro di ISEE. Mentre sono poco più di 3 milioni i bonus gas (2,4 milioni nel 2022 e 1,5 milioni nel 2021). Risultano invece 64.828 (+24% rispetto al 2022) i bonus elettrici per disagio fisico, per chi utilizza apparecchiature elettromedicali per supporto vitale.
Nello specifico, per quanto riguarda il bonus elettrico, si registra ancora un incremento diffuso in tutte le aree del Paese e il maggior numero di bonus riconosciuti nelle regioni del Sud (32,67%) rispetto alle altre quattro aree del Paese (Isole, Nord Est, Nord Ovest e Centro). In termini di crescita il numero dei beneficiari rispetto al totale dei percettori di bonus è aumentato però in maniera più significativa in Friuli-Venezia Giulia (+31%), in Lombardia, Veneto, Abruzzo e Molise, con incrementi percentuali in questi casi intorno al 25%. La Campania si è attestata nel 2023 a quasi il 29% di percettori di bonus sul totale delle forniture domestiche di quella regione. Anche per il bonus gas, il maggior numero di riconoscimenti c’è stato nelle regioni del Sud (28,8%), anche se la Lombardia resta la regione con più beneficiari in assoluto (12% delle forniture domestiche della Regione). In termini di crescita rispetto all’anno precedente, il numero dei beneficiari rispetto al totale dei percettori di bonus gas è aumentato in maniera più significativa, oltre che nelle regioni più sopra citate per il bonus elettrico, in Puglia, Sicilia, Calabria e Basilicata, con valori intorno al +25%.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Unicredit, Andrea Orcel nominato “Banchiere dell’anno”

ROMA (ITALPRESS) – Euromoney ha premiato Andrea Orcel, CEO di UniCredit, come “Banker of the Year” in riconoscimento
della sua “eccezionale leadership e degli straordinari risultati raggiunti da UniCredit nel 2023, grazie al piano di trasformazione industriale ‘UniCredit Unlocked'”.
Il prestigioso premio è stato consegnato ad Andrea Orcel durante la cerimonia degli “Euromoney Awards for Excellence”, tenutasi a Londra il 18 luglio. Oltre a riconoscere la sua straordinaria leadership e la trasformazione della banca, Euromoney ha conferito a UniCredit il prestigioso premio per la Migliore Banca per le Piccole e Medie Imprese (PMI) in Europa Occidentale, riconoscendo la qualità del servizio e delle relazioni con i suoi 2 milioni di clienti PMI e i 15 milioni di clienti retail nei 13 paesi in cui opera. Inoltre, Euromoney ha riconosciuto UniCredit come Migliore Banca in Italia, dove è stata premiata anche
come Migliore Banca sul fronte ESG e per le PMI. UniCredit è stata anche riconosciuta come Migliore Banca in Bosnia ed Erzegovina, dove ha ricevuto l’ulteriore riconoscimento di Migliore per Diversità ed Inclusione.
In totale, UniCredit ha ricevuto 18 premi “come riconoscimento del suo eccellente lavoro in tutta Europa. Questi premi riconoscono UniCredit Migliore Banca per il Wealth Management e Migliore Banca per i Servizi di Transazione in CEE, oltre a premiarla come Migliore Banca sul fronte ESG in Austria, in Bosnia-Erzegovina, in Croazia e in Romania, e Migliore Banca per il Corporate in Bulgaria, in Croazia e in Romania. Inoltre, nella Repubblica Ceca, la banca è stata premiata come Migliore Banca per le PMI”.
Andrea Orcel, CEO di UniCredit, ha commentato i riconoscimenti ottenuti, affermando: “Sono estremamente onorato e grato a tutti i colleghi che hanno lavorato insieme con passione e impegno, uniti in un unico team per continuare a garantire risultati positivi a tutti i nostri stakeholder. Questi premi sono
un vero riconoscimento per i risultati da loro ottenuti e testimoniano la dedizione e il duro lavoro di tutto il
team, oltre che attetstare un ulteriore passo avanti della banca in direzione della nostra ambizione di diventare la banca per il futuro dell’Europa”.
Gli eccezionali risultati di UniCredit nel 2023, il miglior anno di sempre, e nel 1Q 2024, riflettono il successo
del piano strategico “UniCredit Unlocked”, che ha trasformato l’istituto in un unico gruppo armonioso con accesso a 15 milioni di clienti e 13 mercati in tutta Europa, consentendo alla Banca di diventare un nuovo punto di riferimento nel settore.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Accordo tra Intesa Sanpaolo e Acea, 20 miliardi per nuovi investimenti

ROMA (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e ACEA hanno firmato il primo accordo nazionale per la salvaguardia e la gestione sostenibile dell’acqua nei processi produttivi delle aziende, anche in relazione alle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Un accordo che prevede lo stanziamento di circa 4,4 miliardi di euro per tutelare la risorsa idrica. La prima banca italiana e il primo operatore idrico a livello nazionale puntano a sviluppare nuove iniziative sistemiche con soluzioni innovative che hanno l’obiettivo di favorire un uso efficiente della risorsa acqua attraverso forme di advisory tecnologica, insieme ad investimenti per il riuso delle acque depurate all’interno delle cosiddette comunità idriche, con impatti positivi per l’ambiente, i territori e le imprese stesse che potranno stabilizzare il proprio approvvigionamento di acqua.
A tal fine Intesa Sanpaolo metterà a disposizione 20 miliardi di Euro per supportare le iniziative delle aziende e degli operatori della filiera idrica, nell’ambito del più ampio plafond creditizio di 410 miliardi di euro annunciati dal CEO Carlo Messina per nuovi finanziamenti a sostegno delle iniziative del PNRR.
L’accordo è stato presentato a Roma alla presenza di Fabrizio Palermo, amministratore delegato ACEA, Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo e Mauro Micillo, responsabile Divisione IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo. Sono inoltre intervenuti Laura Campanini, Responsabile Local Public Finance Research Department Intesa Sanpaolo e Alessandro Leto, senior advisor ACEA che hanno presentato lo studio congiunto ‘L’opportunità del riuso delle acque reflue depuratè, mentre Marco Pastorello, responsabile CEO Office di ACEA ha illustrato i principi generali di questa collaborazione volta a incentivare comportamenti virtuosi in termini di sostenibilità. In chiusura l’intervento di Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, che ha rappresentato la rilevanza di una scelta responsabile dell’utilizzo della risorsa idrica per la competitività del sistema imprenditoriale.
Grazie all’accordo, Intesa Sanpaolo e ACEA opereranno ciascuna con le proprie competenze e risorse per: Offrire servizi e prodotti dedicati a supporto degli investimenti, come la soluzione finanziaria SLoan Progetti Green per potenziare la trasformazione del modello di gestione della risorsa idrica: creazione di infrastrutture sostenibili per la produzione di acqua pulita o potabile, incentivare costruzione e ammodernamento strutture per il trattamento delle acqua reflue, interventi per fronteggiare eventi dovuti al cambiamento climatico tramite sistemi di drenaggio delle acque fluviali e altre forme di mitigazione delle inondazioni; Accesso a servizi di advisory alle aziende interessate ad interventi infrastrutturali facilitando la diffusione e l’adozione di tecnologie finalizzate alla valorizzazione della risorsa idrica da mettere a disposizione delle imprese, in particolare quelle operanti nei settori agricoli e industriali. Attraverso il Programma Sviluppo Filiere di Intesa Sanpaolo verrà offerto supporto ai progetti in chiave di gestione sostenibile all’intera filiera idrica. Verranno mappati gli attori strategici, le priorità e i bisogni, così da supportare efficacemente investimenti, progetti di innovazione e miglioramento del profilo economico-finanziario; Grazie alla piattaforma gratuita Incent Now, verrà facilitato l’accesso delle aziende ai bandi europei e nazionali, in particolari quelli legati al PNRR; Collaborazione nell’ambito della ricerca e della formazione al fine di diffondere una cultura sull’utilizzo sostenibile delle acque attraverso un’attività strutturata di divulgazione e informazione con la pubblicazione di un Osservatorio sul settore idrico; Sostenere lo sviluppo di figure professionali adeguate promuovendo lo sviluppo di competenze nella “Water economy”; Favorire il recupero dell’acqua tramite la promozione di “comunità idriche”, garantire un riutilizzo dell’acqua sempre più efficiente, e sviluppare una rete di distribuzione locale per fornire l’acqua depurata ai distretti agricoli e industriali limitrofi con interventi di adattamento degli impianti produttivi per garantire il pieno e corretto utilizzo della risorsa idrica trattata.
Il primo numero dell’Osservatorio sul settore idrico di ACEA e Intesa Sanpaolo, è dedicato al tema del riuso delle acque reflue depurate, pratica che potrebbe contribuire significativamente alla riduzione dello stress idrico. Il Report analizza la situazione attuale e i vincoli che ne condizionano una maggiore diffusione. Nei prossimi numeri dell’Osservatorio saranno analizzati gli altri grandi “nodi”, infrastrutturali, normativi e culturali che rallentano il raggiungimento del livello di “Water Security” di cui ha bisogno il Paese.
“La collaborazione con ACEA, oltre alla nostra disponibilità di credito da 20 miliardi per gli investimenti, stimola una nuova cultura della responsabilità – industriale, economica e personale di ciascuno – per un uso sostenibile ma soprattutto per il riuso delle risorse idriche, superando la logica della gestione emergenziale verso una prospettiva di riduzione degli sprechi e circolare – commenta Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. E’ nostro comune obiettivo attivare tutti gli investimenti e le leve possibili per efficientare presto le infrastrutture idriche del Paese, incentivare processi produttivi in logica circolare e sostenibile, favorire le comunità idriche. L’impegno del Gruppo Intesa Sanpaolo è avviato da tempo verso la transizione ecologica, energetica e digitale grazie alle sinergie tra Banca dei Territori e Divisione IMI CIB e viene rafforzato oggi insieme al sistema delle imprese e ai partner industriali che ci accompagnano, consapevoli che efficienza e sostenibilità sono determinanti per lo sviluppo sociale ed economico, anche alla luce dei cambiamenti climatici e della riduzione di risorse disponibili”.
“L’accordo sottoscritto oggi segna un ulteriore passo verso la crescita e lo sviluppo sostenibile di un settore fondamentale per il nostro tessuto industriale e la collettività – ha commentato Mauro Micillo, responsabile Divisione IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo -. Inoltre, chi investe in infrastrutture dedicate al settore idrico ha dimostrato un interesse crescente, anche nel nostro Paese; gli investimenti, infatti, sono aumentati del 15% nel 2021, con un incremento previsto del 10% annuo fino al 2025, soprattutto grazie a progetti di modernizzazione delle infrastrutture e dall’adozione di tecnologie digitali e sostenibili. La nostra Divisione è in grado di garantire un elevato grado di specializzazione e di personalizzazione alle aziende e alle utilities del settore che intendono promuovere investimenti green, circular e digitali per una gestione efficiente e sostenibile dell’intera filiera, così da attrarre anche fondi internazionali. Ciò si è realizzato anche grazie alla collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, che ha visto Intesa Sanpaolo partecipare a operazioni di finanziamento strutturati in risposta alle specifiche criticità riscontrate sul territorio. Per le PMI italiane, infine, l’impegno della Divisione IMI CIB, in questo caso a supporto della attività della Divisione Banca dei Territori, si è concretizzato sia con progetti dedicati alle filiere, sia tramite un’apposita unità dedicata al sostegno delle nostre mid cap per ideare soluzioni di Investment Banking, Finanza Strutturata e Capital Markets, in funzione delle specifiche necessità del cliente”.
“L’accordo siglato oggi – ha dichiarato Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di ACEA – tra il primo operatore idrico e la prima banca italiana, Intesa Sanpaolo, darà una forte spinta strategica a tutto il nostro sistema produttivo con ricadute positive sulla crescita economica del Paese, considerato che le risorse idriche abilitano il 40 per cento del Pil nazionale. Crediamo che questo accordo possa rappresentare una modalità particolarmente efficace per sostenere le imprese sia da un punto di vista finanziario che industriale. ACEA, infatti, metterà a disposizione le sue professionalità e le sue competenze per una gestione dell’acqua più efficiente e più sostenibile all’interno delle filiere produttive, alla luce della consolidata esperienza e del primato acquisito nell’intero ciclo idrico: dalla captazione all’adduzione fino alla depurazione”.

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La Bce lascia i tassi invariati, inflazione in linea con aspettative

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento.
I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente al 4,25%, al 4,50% e al 3,75%.
Le nuove informazioni confermano sostanzialmente la valutazione precedente del Consiglio direttivo circa le prospettive di inflazione a medio termine. Sebbene alcune misure dell’inflazione di fondo siano aumentate lievemente a maggio a causa di fattori una tantum, per la maggior parte sono rimaste stabili o sono diminuite leggermente a giugno. In linea con le aspettative, l’impatto inflazionistico dell’elevata crescita salariale è stato assorbito dai profitti. La politica monetaria mantiene restrittive le condizioni di finanziamento. Al tempo stesso, le pressioni interne sui prezzi restano alte, l’inflazione dei servizi è elevata ed è probabile che l’inflazione complessiva rimanga al di sopra dell’obiettivo fino a gran parte del prossimo anno. Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione al suo obiettivo del 2% a medio termine. Manterrà i tassi di riferimento su livelli sufficientemente restrittivi finchè necessario a conseguire questo fine. Per determinare livello e durata adeguati della restrizione, il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi.
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Lavoro, ad aprile +476mila posti su anno

ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile 2024 si registra un saldo annualizzato positivo pari a 476.000 posizioni di lavoro del settore privato. Il dato registra la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi e identifica la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro. Per il tempo indeterminato la variazione tendenziale annua risulta pari a +350.000 unità, mentre per l’insieme delle altre tipologie contrattuali la variazione – comunque positiva – è pari a +126.000 unità. Sono i dati del nuovo Osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps. Complessivamente le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nei primi quattro mesi del 2024 sono state 2.656.000 (-1% rispetto allo stesso periodo del 2023). Variazioni negative si registrano per le assunzioni in apprendistato (-10%), in somministrazione e a tempo indeterminato (-4%); sostanzialmente stabile il tempo determinato (+0,1%), andamento positivo si riscontra per le assunzioni con contratto stagionale (+1%) e con contratto intermittente (+3%).
Le trasformazioni da tempo determinato del primo quadrimestre 2024 sono risultate 256.000, (-10% rispetto allo stesso periodo del 2023). Contemporaneamente le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo sono risultate 37.000 (+5%). Le cessazioni nei primi quattro mesi del 2024 sono state 2.076.000, stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+0,3%). Si registrano variazioni negative per i contratti in apprendistato (-5%) e i contratti in somministrazione (-4%); stabili i contratti a tempo indeterminato (-0,2%). Variazioni positive si hanno per i contratti a tempo determinato (+1%), i contratti stagionali (+2%) e i contratti di lavoro intermittente (+4%). Nel corso del primo quadrimestre del 2024, le assunzioni in somministrazione sono diminuite rispetto al corrispondente periodo del 2023 (a tempo indeterminato -25%, a termine -3%). Per le cessazioni si rileva un aumento per i contratti a tempo indeterminato (+6%) e una diminuzione per i contratti a termine (-4%). La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) nel mese di aprile 2024 si attesta a più di 18.000 unità, in aumento del 13% rispetto allo stesso mese del 2023; l’importo medio mensile lordo della remunerazione effettiva risulta pari a 237 euro.
Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), ad aprile 2024 essi risultano essere circa 13.000, valore in aumento del +2% rispetto ad aprile 2023; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 182 euro.
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Banca del Fucino aderisce a Feduf per diffusione cultura del risparmio

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino aderisce a FEduF, la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio creata dall’ABI ed entra anche a far parte della nuova Alleanza per l’educazione finanziaria. FEduF, istituita dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), è una fondazione che mira a diffondere la cultura del risparmio e della gestione consapevole delle risorse finanziarie, attraverso iniziative rivolte a scuole, famiglie e cittadini. La partecipazione della Banca del Fucino a FEduF rappresenta un’importante opportunità per contribuire attivamente a questi obiettivi e per rafforzare il ruolo della banca sui suoi territori di riferimento come attore responsabile e attento alle esigenze della comunità. Banca del Fucino entra anche a far parte della neocostituita Alleanza per l’educazione finanziaria, una nuova iniziativa di FEduF che ha lo scopo di affiancare, in una logica di sussidiarietà orizzontale, le Istituzioni italiane nel compito di elevare il livello di consapevolezza finanziaria. Nel corso dell’anno scolastico 2023/24 la FEduF ha organizzato oltre 500 eventi sul territorio coinvolgendo più di 55 mila studenti. Il primo progetto concreto della nuova collaborazione è previsto nel corso del prossimo anno scolastico e vedrà il coinvolgimento attivo di Banca del Fucino con attività nelle scuole secondarie di primo grado nelle regioni in cui la Banca è storicamente presente: Lazio, Abruzzo, Sicilia e Marche. Nelle stesse regioni, a novembre durante il Mese dell’Educazione finanziaria, verranno programmate delle visite in filiale rivolte agli studenti della scuola primaria che avranno così l’opportunità di conoscere da vicino l’attività bancaria.
“L’educazione finanziaria e la diffusione di una cultura economica di base è una componente fondamentale per il futuro benessere delle famiglie e per la crescita sostenibile della nostra società. Abbiamo aderito a FEduF, autorevolmente presieduta da Stefano Lucchini, perchè riteniamo strategico favorire azioni che supportino la diffusione della consapevolezza sulle tematiche finanziarie soprattutto tra i giovani a cui rivolgeremo le prime iniziative all’interno di questa importante partnership” ha dichiarato Francesco Maiolini, Amministratore Delegato di Banca del Fucino. “Grazie all’impegno con le banche attive sul territorio come Banca del Fucino riusciamo a contribuire concretamente a un processo graduale di diffusione dell’ educazione finanziaria nelle scuole, proponendo agli insegnanti l’inserimento di competenze di cittadinanza economica – commenta Giovanna Boggio Robutti, DG di FEduF – con l’obiettivo di generare un incremento di conoscenze e competenze e stimolando l’acquisizione di valori di responsabilità e sostenibilità nella relazione con il denaro”.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Banca del Fucino