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Economia

Incendi, da Unicredit sostegno alle province siciliane danneggiate

PALERMO (ITALPRESS) – In seguito agli incendi che hanno colpito in questi giorni il territorio siciliano provocando ingenti danni ai cittadini e alle attivita’ commerciali e imprenditoriali del territorio, UniCredit ha varato un pacchetto di interventi straordinari di sostegno a favore delle comunita’ colpite. Tra le iniziative predisposte, UniCredit mette a disposizione una moratoria che permette di sospendere fino al 30 giugno 2022 le rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede legale/operativa nelle zone colpite che abbiano subito danni e per tutti i clienti privati proprietari di immobili nei Comuni interessati che siano stati danneggiati dall’evento la sospensione della quota capitale dei mutui ipotecari. La Banca inoltre offre la possibilita’ di richiedere un “Prestito Sostegno” con tasso agevolato per i clienti privati residenti nei Comuni che abbiano subi’to danni a causa dell’evento mentre per le aziende sara’ possibile accedere al “Pacchetto nuovo credito alle imprese”, con linea di finanziamenti chirografari/ipotecari a condizioni agevolate in favore di clienti imprese. Tutte le agenzie di UniCredit in Sicilia sono operative per dare informazioni sulle procedure necessarie all’ottenimento della sospensione dei pagamenti delle rate dei finanziamenti e per l’accesso al nuovo credito.
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A giugno torna a crescere il commercio con l’estero

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la battuta d’arresto di maggio, a giugno – secondo i dati Istat – l’export torna a crescere trainato soprattutto dalle vendite verso i paesi Ue. Nel secondo trimestre 2021 la dinamica congiunturale delle esportazioni accelera (+5,0%, da +2,8% del primo trimestre). Su base annua, l’export registra ancora un aumento molto sostenuto anche a causa del livello basso di giugno 2020. La crescità è diffusa a tutti i settori, eccetto la farmaceutica. Anche la marcata crescita tendenziale dell’import è estesa a tutti i settori, a esclusione degli acquisti di prodotti tessili, in particolare dalla Cina.
I prezzi all’import sono in aumento per il decimo mese consecutivo; su base annua, la loro crescita accelera ulteriormente (+9,5%, da +9,0 di maggio), spinta dai forti incrementi dei prodotti energetici e dei beni intermedi. La stima del saldo commerciale a giugno è pari a +5.681 milioni (era +6.228 a giugno 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +8.309 milioni (era +7.757 a giugno dello scorso anno).
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L’inflazione accelera a luglio, +1,9% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di luglio l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,5% su base mensile e dell’1,9% su base annua (dal +1,3% del mese precedente); la stima preliminare era +1,8%.
L’accelerazione tendenziale dell’inflazione si deve prevalentemente a quella dei prezzi dei Beni energetici (da +14,1% di giugno a +18,6%) e in particolare di quelli della componente regolamentata che registrano a luglio un’impennata della crescita (da +16,9% a +34,2%), mentre i prezzi della componente non regolamentata rallentano (da +12,8% a +11,2%). Contribuiscono all’accelerazione dell’inflazione, ma in misura minore, i prezzi degli Alimentari lavorati (che invertono la tendenza da -0,4% a +0,2%), quelli degli Alimentari non lavorati (che riducono la flessione da -1,1% a -0,2%), i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (la cui crescita passa da +1,0% a +1,3%) e la minore flessione di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da -1,4% a -0,2%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispettivamente a +0,6% e a +0,4% (entrambe da +0,3% di giugno).
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+11,3%), cui si aggiunge quella dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%); in calo i prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,6%).
L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,6% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una variazione tendenziale nulla (da -0,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano (da +1,6% a +2%).
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Banche, a giugno prestiti in aumento

ROMA (ITALPRESS) – A giugno i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 3,4 per cento sui dodici mesi (3,8 nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia.
I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,9 per cento sui dodici mesi (come nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 3,7 per cento (4,6 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti del 9,6 per cento sui dodici mesi (contro l’8,8 in maggio); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,2 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-4,9 in maggio). Le sofferenze sono diminuite del 21,3 per cento sui dodici mesi (in maggio la riduzione era stata del 20,7 per cento); la variazione può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.
Per quanto riguarda, invece, i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG), questi si sono collocati all’1,77 per cento (1,76 in maggio), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,11 per cento (7,98 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,17 per cento (1,13 in maggio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,81 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,78 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,32 per cento (come nel mese precedente).
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Tecnologia supporta sempre più gestione delle finanze

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La tecnologia è stata di grande supporto nell’ultimo anno: lo dichiarano 99 persone su 100 che mettono al primo posto i pagamenti (82%), seguiti da acquisti personali (75%) e ricerca di informazioni (72%). E’ quanto emerga da una ricerca promossa da illimity attraverso la community “Vai oltre la forma” e i canali social, con l’obiettivo di indagare l’evoluzione dei cambiamenti delle nostre abitudini lavorative, finanziarie e di vita in seguito alla pandemia da Covid-19. Ma come sono cambiate le abitudini di spesa degli italiani a seguito della pandemia? 8 persone su 10 dichiarano di aver modificato i propri comportamenti d’acquisto a seguito dell’emergenza Covid-19, incrementando gli acquisti online. E non a caso, per più di 1 italiano su 4, tra le categorie merceologiche che hanno registrato un incremento della spesa rispetto al passato, spicca proprio quella per l’accesso alla rete internet, per gli abbonamenti tv e l’elettronica. La pandemia sembra inoltre aver avuto un impatto diverso sulle abitudini di spesa a seconda delle generazioni. Tra i più giovani (18-24 anni) è cresciuta in particolare la necessità di definire a priori il budget da destinare ad ogni tipologia di acquisto per gestire meglio le proprie finanze e non dover quindi fare troppe rinunce (35%), mentre Millennials (25-39) e Generazione X (40-59) dichiarano di uscire più raramente per pranzi, cene o aperitivi (32%). Sono i Baby Boomer però (over 60) che dichiarano di aver messo in atto i comportamenti più virtuosi, come evitare gli sprechi e acquistare prodotti più sostenibili e a basso impatto ambientale (29%). Quanto alle abitudini di pagamento degli italiani a seguito della pandemia, 1 persona su 2 ha iniziato ad usare di più la carta di credito nei negozi fisici al posto del contante. La spinta a questo cambiamento è dettata da motivi di sicurezza – per ridurre i contatti fisici con il contante (32%) – e da ragioni di comodità e praticità (30%). E guardando al futuro, 1 italiano su 5 pensa che utilizzerà sempre meno il contante a favore dei pagamenti digitali nei punti vendita fisici. Chi invece usa ancora spesso o sempre il contante, preferisce questo metodo di pagamento sostanzialmente per abitudine (43%) o perché ritiene così di poter avere un maggior controllo sulle proprie spese (38%), mentre solo il 26% pensa sia un metodo più rapido e semplice (26%). Se è vero che l’abitudine può frenare il cambiamento, è anche vero che il trend in atto, che vede la tecnologia supportare sempre più la gestione delle finanze, appare inarrestabile. E, in realtà, è proprio la tecnologia ad abilitare un maggior controllo sulle spese e a semplificare la gestione dei risparmi: basti pensare alle novità introdotte dalla PSD2 che ha reso possibile aggregare diversi conti correnti e operare sugli stessi da un’unica banca. Tali servizi sono stati introdotti in Italia per la prima volta proprio da illimitybank.com e sono oggi sono utilizzati da 1 cliente su 6. (ITALPRESS).

Industria, a giugno produzione in crescita

ROMA (ITALPRESS) – A giugno, secondo i dati Istat, torna a crescere in termini congiunturali la produzione industriale, dopo il calo del mese precedente, con il livello dell’indice che supera dello 0,3% il valore di febbraio 2020, mese antecedente l’inizio dell’emergenza sanitaria. L’aumento riguarda anche il complesso del secondo trimestre (+1,0% rispetto al primo), peraltro in lieve rallentamento rispetto alla dinamica dei primi tre mesi dell’anno. Tutti i principali settori di attività crescono su base mensile, con un incremento particolarmente ampio per il settore dell’energia. In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, sia l’indice generale sia quelli settoriali mostrano aumenti marcati, anche a causa dei bassi livelli produttivi del giugno dello scorso anno.
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Commercio, a giugno vendite al dettaglio +0,7% su mese, +7,7% anno

ROMA (ITALPRESS) – A giugno 2021 si stima una lieve crescita congiunturale per le vendite al dettaglio (+0,7% in valore e +0,6% in volume). Sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+0,3% in valore e in volume). Lo rileva l’Istat.
Nel secondo trimestre del 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 2,7% in valore e del 2,9% in volume. La crescita è ampia per i beni non alimentari (+4,4% in valore e +4,8% in volume), più contenuta per gli alimentari (+0,6% in valore e +0,5%in volume).
Su base tendenziale, a giugno 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 7,7% in valore e dell’8,1% in volume. Anche in questo caso la dinamica positiva è particolarmente sostenuta per le vendite dei beni non alimentari (+11,9% in valore e in volume), più moderata per gli alimentari (+2,5% in valore e +3,0% in volume).
Tra i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Giochi, giocattoli, sport e campeggio (-4,6%) e Mobili, articoli tessili e arredamento (-0,2%). Gli aumenti maggiori riguardano Abbigliamento e pellicceria (+24,5%), Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (+19,2%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+19,0%).
Rispetto a giugno 2020, il valore delle vendite al dettaglio aumenta in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+3,3%), le imprese operanti su piccole superfici (+10,9%), le vendite al di fuori dei negozi (+4,2%) e il commercio elettronico (+23,7%).
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Stellantis, Tavares ottimista sull’Italia, dubbi su futuro mobilità

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TORINO (ITALPRESS) – Il presente è migliore delle aspettative, il problema è il futuro. Carlo Tavares nel destino di Stellantis intravede incognite pesanti, che vanno ben oltre il Covid e l’aumento del costo delle materie prime, che nella seconda parte dell’anno si spera non incidano. Il vero problema è l’elettrificazione “forzata” del parco auto, che in Europa è già stata fissata al 2035 dall’Unione Europea, e nel resto del mondo arriverà forse anche prima. Decisioni per puntano a ridurre le emissioni di Co2, che però avranno un costo politico, economico e sociale altissimo. “Il vero tema nei prossimi anni sarà il possibile aumento del costo della mobilità” secondo Tavares. “Come reagiranno i cittadini in una democrazia a questo aumento, che sarà la conseguenza delle scelte politiche portate avanti sull’elettrificazione?” si chiede il manager. Per Stellantis questo vorrà dire, “rivedere il break-even dell’azienda, che oggi teniamo molto sotto il limite proprio per compensare ogni tipo di volatilità del mercato. Noi, quindi, se il costo della mobilità salirà, saremo pronti e non ci faremo sorprendere”. Diverso secondo il manager portoghese, il destino degli “altri grandi gruppi, che prima di noi, potrebbero esserne sorpresi”.
“Le performance sono l’unico modo per proteggerci” chiarisce Tavares, riferendosi a una tempesta che appare imminente, dove Stellantis “ha le conoscenze per essere leader, e non più follower” grazie “a vele potenti e efficienti”. Che sono le persone del gruppo e i suoi 14 brand globali. Per ognuno di essi esiste un piano di sviluppo, che prima del 2030 porterà le varie gamme prodotto a essere interamente elettrificate. Lancia sarà protagonista con nuovi modelli “bellissimi e che ho già visto” ha spiegato Tavares. Stesso discorso per Maserati, che nel semestre ha registra un utile operativo di 29 milioni, ed entro il 2021 amplierà la gamma con il Grecale.
Bene Fiat con la 500E che macina record, stesso discorso per Jeep che da un lato e dall’altro dell’Atlantico spinge le performance del gruppo. Focus sull’Asia, dove in Cina si prepara una svolta. E anche in Italia, la rivoluzione potrebbe essere imminente. Perché se cambia il paradigma di produzione, spostandosi verso l’elettrico, vanno anche resettate gran parte delle voci di costo, che a una prima analisi avevano penalizzato i nostri impianti, tanto che Tavares li aveva bocciati.
Ora tutto cambia, la gigafactory a Termoli è solo la prima di una serie di trasformazioni che aspettano le fabbriche italiane, promesse possibili anche grazie all’alto livello del dialogo con Governo e sindacati. “Siamo ancora una baby company” spiega Tavares, ma “abbiamo già definito i quattro valori aspirazionali cui Stellantis deve guardare: il consumatore è al centro, vinciamo insieme, siamo agili e innovativi, abbiamo cura del futuro”.
Partendo da queste direttive, intanto, nel primo semestre i numeri sono confortanti. Stellantis chiude il semestre con ricavi netti a 75,3 miliardi, in crescita del 46%, e un utile netto di 5,936 miliardi rispetto alla perdita di 813 milioni del 2020. Il risultato operativo rettificato è di 8,6 miliardi, con l’11,4% di margine e già 1,3 miliardi di benefici di cassa nel primo semestre 2021 dalle sinergie. La liquidità industriale disponibile è di 51,4 miliardi.
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