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Economia

Orlando “Sul blocco dei licenziamenti interventi sempre più mirati”

ROMA (ITALPRESS) – “Capisco le ragioni della richiesta” di prolungare il blocco dei licenziamenti, “ma credo sia più utile concentrarsi sulle situazioni di maggiore sofferenza e orientare lì le risorse. Dobbiamo arrivare ad avere interventi di carattere sempre più mirato ed evitare di mettere risorse dove non è più necessario”, orientandole altrove. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando a 24 Mattino su Radio24.
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Banca Ifis, nel primo trimestre utile netto 20,1 milioni

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Il Consiglio di Amministrazione di Banca Ifis, presieduto dal Vice Presidente Ernesto Furstenberg Fassio, ha approvato i risultati dei primi tre mesi 2021. Al 31 marzo 2021 l’utile netto di pertinenza della Capogruppo si attesta a 20,1 milioni di euro, in aumento di 10 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2020 (escludendo da quest’ultimo la plusvalenza straordinaria di 24,2 milioni di euro e il relativo effetto fiscale per la cessione dell’immobile milanese di Corso Venezia). L’utile netto del Settore Commercial & Corporate Banking registra un incremento del 40,5% rispetto al 31 marzo dell’anno precedente e si attesta a 15,3 milioni di euro. Tale variazione è determinata dalla crescita del margine di intermediazione per 11,2 milioni di euro e da minori rettifiche di valore per rischio di credito per 5,3 milioni di euro rispetto al primo trimestre dello scorso anno. I costi operativi sono complessivamente aumentati di 8,8 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2020.

Al 31 marzo 2021 il totale della raccolta è di 9.735,3 milioni di euro, -1,7% rispetto alla fine dell’esercizio 2020. Posizione patrimoniale rafforzata con CET1 all’11,77% (+0,48% rispetto al 31 dicembre 2020); Margine di intermediazione totale a 137,7 milioni di euro in crescita del 30% rispetto al primo trimestre 2020; Costo del credito pari a 16 milioni di euro inclusi gli 8 milioni di euro di accantonamenti addizionali su crediti in bonis nell’ambito di ulteriore prudenza in relazione allo scenario Covid-19. Solida posizione di liquidità: circa 1,2 miliardi di euro al 31.03.2021 tra riserve e attivi liberi finanziabili in BCE (LCR superiore a 1.400%). Raccolta retail stabile a 4,5 miliardi di euro. Dividendo di 0,47 euro per azione in pagamento il 26 maggio.

«Banca Ifis è un’organizzazione unica, molto resiliente e capace di presidiare specifici business che richiedono un grado di competenza distintiva elevata», commenta Frederik Geertman, amministratore delegato del Gruppo, commentando i risultati del primo trimestre 2021. «I risultati del primo trimestre, che si chiude con un utile netto di periodo di 20,1 milioni di euro, confermano dunque la validità di un modello basato su qualità e specializzazione che ha oggi buone performance industriali – prosegue -. Il business commerciale ha dimostrato grande dinamicità e maggiori erogazioni soprattutto nei mutui garantiti da Mediocredito Centrale, riportando ricavi pari a 65 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto al primo trimestre 2020. Stiamo accelerando sulla digitalizzazione dei processi in ottica di efficienza, velocità e omnicanalità, raccogliendo già concreti contributi commerciali. Nel primo trimestre del 2021, un quinto dei nostri nuovi clienti è stato acquisito digitalmente. L’obiettivo è incorporare la tecnologia nei nostri processi e offrire ai clienti un’esperienza “a misura di impresa”. Le nuove piattaforme consentiranno non solo il marketing dei prodotti della Banca ma anche e soprattutto la gestione più automatizzata del back office per focalizzare persone e competenze su attività a alto valore aggiunto».

«La performance del business Npl, con ricavi pari a 58,3 milioni di euro, +35% rispetto al primo trimestre 2020, beneficia della normalizzazione dell’attività dei tribunali e della migliore gestione dei piani di recupero volontari con l’aumento dei “saldi e stralci” sui piani di rientro più incerti, sulla base dell’analisi di ogni singola posizione. Nel business Npl la strategia è volta a ottimizzare l’attività di servicing in termini di costi e tempistiche di recupero: in questi primi tre mesi dell’anno abbiamo raggiunto il massimo storico per i recuperi di cassa sui portafogli acquistati che si attestano a 81 milioni di euro, in incremento del 24% rispetto al primo trimestre 2020 – sottolinea Geertman -. Il costo del credito è stato pari a 16 milioni di euro e include 8 milioni di euro di accantonamenti addizionali su crediti in bonis nell’ambito di ulteriore prudenza in relazione allo scenario Covid-19. Abbiamo dedicato una particolare attenzione al monitoraggio dei crediti in moratoria con un’analisi per settore e per le principali posizioni. I primi feedback sono positivi: ad oggi un terzo dei nostri clienti ha scelto di anticipare la ripresa dei pagamenti delle proprie rate che beneficiavano delle moratorie grazie al progressivo miglioramento del contesto macroeconomico. Il CET1 ha raggiunto l’11,77%, calcolato escludendo l’utile del trimestre. L’allocazione del capitale sarà fatta in base alla redditività delle singole unità di business e dei singoli progetti, mantenendo comunque la diversificazione del business commerciale e gli Npl che ha confermato la sua valenza anche nella crisi del Covid-19», conclude Geertman.

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Moda, Giano Capital tra i nuovi investitori di Lyst

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Giano Capital, costituita nell’autunno del 2020 con lo scopo di investire in startup tecnologiche, in fase di crescita, in Nord America ed Europa è tra i nuovi investitori di Lyst, la più grande piattaforma mondiale di ricerca di abbigliamento di lusso. Quest’ultima ha annunciato un round di finanziamento pre-IPO del valore di 85 milioni di dollari.
“Siamo orgogliosi di essere tra i nuovi investitori di Lyst, una realtà che sta diventando un vero e proprio volano per lo sviluppo dello shopping virtuale. Siamo certi di poter contribuire al successo di Lyst mettendo a disposizione le nostre competenze. L’azienda, infatti, è guidata da un team solido, che ha saputo far crescere il business in modo incredibile. Dato il cambio di direzione strategica dei mega-brands globali, che scelgono ora di concentrarsi sui propri flussi di reddito Direct-to-Consumer, si apre una grande opportunità per Lyst. L’obiettivo è di collaborare con loro verso questa direzione”, afferma Alberto Chalon, Partner fondatore di Giano Capital.
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A marzo in aumento i prestiti bancari

ROMA (ITALPRESS) – A marzo i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 4 per cento sui dodici mesi (4,5 nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia.
I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,2 per cento sui dodici mesi (2,4 in febbraio) mentre quelli alle società non finanziarie, sono aumentati del 5,7 per cento (7,6 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti del 9,9 per cento sui dodici mesi (contro l’11,2 in febbraio); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 3,9 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-6,0 in febbraio). Le sofferenze sono diminuite del 18,5 per cento sui dodici mesi (in febbraio la riduzione era stata del 19,0 per cento); la variazione può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.
A marzo i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,72 per cento (1,64 in febbraio), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 7,98 per cento (8,11 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,26 per cento (1,14 in febbraio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,83 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,84 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,33 per cento (come nel mese precedente).
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La Commissione Ue rivede al rialzo le stime di crescita dell’Italia

ROMA (ITALPRESS) – La Commissione Europea ha rivisto al rialzo le stime della crescita economica attesa per l’Italia nel 2021 e nel 2022. Nelle previsioni economiche di primavera presentate oggi la Commissione stima una crescita del Pil italiano del 4,2% nel 2021, rispetto al +3,4% di febbraio, e del 4,4% nel 2022, rispetto al +3,5% delle previsioni precedenti.
Secondo la Commissione “la ripresa dell’economia europea iniziata la scorsa estate si è arrestata nel quarto trimestre del 2020 e nel primo trimestre del 2021, poichè sono state introdotte nuove misure di salute pubblica per contenere l’aumento del numero di casi di Covid-19. Tuttavia le economie dell’Ue e dell’eurozona dovrebbero riprendersi fortemente con l’aumento dei tassi di vaccinazione e l’allentamento delle restrizioni. La crescita sarà trainata dal consumo privato, dagli investimenti e da una crescente domanda di esportazioni da un’economia globale in rafforzamento”.
“Le previsioni di crescita per l’Italia, dopo la recessione molto significativa nel 2020, sono incoraggianti. La sfida principale sarà nei prossimi mesi e nei prossimi anni sarà l’attuazione degli investimenti del Pnrr – ha spiegato il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni -. E’ evidente il contributo di questi piani alle stime di crescita e a rendere la crescita più stabile e duratura”.
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Poste Italiane, nel primo trimestre utile netto in rialzo

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane, presieduto da Maria Bianca Farina, ha approvato i risultati finanziari per il primo trimestre del 2021 (non sottoposti a revisione contabile).
I ricavi del primo trimestre 2021 sono pari a 2,9 miliardi di euro, +9,8% su base annua. “Risultati solidi – sottolinea Poste Italiane – che beneficiano dei trend del business e di una strategia commerciale focalizzata: ricavi da corrispondenza, pacchi e distribuzione pari a 917 milioni, +18,9% su base annua, con una crescita record dei volumi dei pacchi b2c; ricavi dei servizi finanziari pari a 1,3 miliardi (-3,8% su base annua): raccolta lorda giornaliera nei prodotti di investimento in aumento e superiore ai livelli pre-pandemici; ricavi dei servizi assicurativi pari a 496 milioni di euro, +40% su base annua: premi lordi totali per 5,7 miliardi di euro, per metà generati da prodotti multiramo”.
I ricavi da pagamenti e mobile sono pari a 192 milioni di euro, +16,5% su base annua: crescita a doppia cifra sostenuta dai pagamenti con carta; costi totali del primo trimestre 2021 pari a 2,3 miliardi di euro, in crescita del 3,7%, bilanciando la razionalizzazione dei costi e il sostegno alla crescita del business. Costi del personale in calo per effetto di un minor numero di fte; crescita dei costi variabili interamente a supporto della crescita dei volumi di business.
Risultato operativo (ebit) del primo trimestre 2021 pari a 620 milioni, +40,8% su base annua, sostenuto dai prodotti assicurativi, dalla crescita dei pacchi e dai pagamenti con carta.
L’utile netto del primo trimestre 2021 è pari a 447 milioni di euro, +46% su base annua, “con una strategia diversificata che continua a produrre risultati”.
Le attività finanziarie totali (tfas) sono pari a 572 miliardi di euro, in aumento grazie a una raccolta netta di 2,7 miliardi e spinte dai prodotti assicurativi del comparto vita.
“Abbiamo avviato con decisione l’esecuzione del nuovo piano strategico “2024 Sustain & Innovate”. Cogliendo opportunità di business e cavalcando il miglioramento delle prospettive economiche, abbiamo conseguito una performance finanziaria solida già nel primo trimestre. Il forte incremento dei ricavi da pacchi, ottenuto grazie al raddoppio dei volumi B2C, la continua crescita dei pagamenti con carta e il costante sviluppo della nostra attività assicurativa rafforzano la nostra determinazione ad attuare con successo il nuovo piano strategico”, commenta Matteo Del Fante, amministratore delegato e direttore generale di Poste Italiane.
“I risultati sono particolarmente positivi se si tiene conto che nel corso del trimestre diverse regioni italiane sono state sottoposte a misure parziali di lockdown – aggiunge -. Ci siamo adattati e continuiamo ad evolverci in un mondo che cambia, fornendo al contempo tutti i nostri servizi con un’attenzione costante alle preferenze ed esigenze dei nostri clienti”.
“Sono soddisfatto dei risultati raggiunti in termini di ricavi e costi; siamo ora concentrati sul nostro crescente ruolo di pilastro strategico a sostegno dell’Italia, grazie alla nostra presenza omnicanale e alle nostre straordinarie persone – spiega Del Fante -. Sin dai primi giorni della pandemia dello scorso anno, il nostro business diversificato ha dimostrato quella capacità di recupero fondamentale per garantire l’integrità finanziaria di Poste Italiane. Siamo sempre a fianco dei nostri clienti, colleghi e comunità al momento del bisogno; al contempo conseguiamo risultati ragguardevoli in ogni trimestre per i nostri azionisti. In questa fase della pandemia, continuiamo ad essere un operatore di riferimento per sostenere la ripresa economica. Sono inoltre particolarmente orgoglioso della nostra collaborazione con l’Esercito Italiano nell’ambito del piano di somministrazione nazionale dei vaccini: un bacino potenziale del 37% della popolazione verrà vaccinato grazie alle dosi prenotate sulla nostra piattaforma Cloud e consegnate da Poste Italiane”.
“Mentre continuiamo ad avanzare rispetto ai nostri obiettivi strategici, crescendo in aree chiave e accelerando la nostra trasformazione digitale, siamo anche consapevoli del fatto che il nostro successo non è soltanto misurato dalla performance finanziaria, ma anche da come agiamo in modo responsabile a servizio del Paese. Siamo motore del cambiamento e con la capillarità della nostra rete fisica faciliteremo la transizione digitale dell’Italia, anche attraverso il nostro coinvolgimento nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – conclude l’ad di Poste Italiane -. Ora, più che mai, siamo nella posizione migliore per sostenere l’economia, giocando un ruolo chiave nella società per costruire valore di lungo termine e generare rendimenti sostenibili per i nostri azionisti”.
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Confimprese “Subito riapertura centri commerciali nei weekend”

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“Oggi, in occasione della simbolica serrata dei punti vendita all’interno dei centri commerciali, Confimprese ha incontrato tutte le forze politiche per sostenere la richiesta di un’immediata riapertura delle strutture nei week end. Non possiamo aspettare oltre. Essere chiusi nel week end significa rinunciare al 50% delle vendite della settimana”. Lo afferma Francesco Montuolo, vice presidente di Confimprese, definendo positiva la risposta delle principali forze politiche alla richiesta di riaprire da subito i punti vendita all’interno dei 1.300 centri commerciali in Italia.
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A marzo in lieve calo la produzione industriale

ROMA (ITALPRESS) – A marzo 2021 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,1% rispetto a febbraio. Nella media del primo trimestre il livello della produzione cresce dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale marcato per l’energia (+1,8%), più contenuto per i beni intermedi (+0,5%) e ancora più ridotto per i beni strumentali (+0,2%); viceversa, diminuisce nel comparto dei beni di consumo (-1,5%).
Corretto per gli effetti di calendario, a marzo 2021 l’indice complessivo aumenta su base annua del 37,7% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 23 contro i 22 di marzo 2020). Incrementi tendenziali molto elevati caratterizzano tutti i comparti: +58,1% per i beni strumentali, +40,8% per i beni intermedi e +28,1% i beni di consumo; più contenuta è la crescita per l’energia (+6,9%).
“Nella media del primo trimestre di quest’anno si osserva un moderato recupero congiunturale della produzione industriale: alla crescita consistente osservata a gennaio è seguita, nei due mesi successivi, una sostanziale stazionarietà – commenta l’Istat -. In termini tendenziali, l’indice corretto per gli effetti di calendario registra a marzo un incremento fortissimo, dovuto al confronto con i livelli eccezionalmente bassi del corrispondente mese dello scorso anno, quando furono adottate le prime misure di chiusura di diverse attività, a causa dell’emergenza sanitaria.
A marzo di quest’anno il livello dell’indice destagionalizzato resta inferiore dell’1,2% rispetto al valore registrato a febbraio 2020, mese precedente l’inizio della pandemia”.
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