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Incontro Capobianco-Treu, illustrate esigenze delle Pmi

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Il presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco, ha incontrato Tiziano Treu, presidente del Cnel, per un confronto su alcune delle tematiche più urgenti per il mondo del lavoro e le imprese italiane. “Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni per la ripartenza del lavoro – spiega Capobianco – con l’estate e la bella stagione alle porte e nessuna certezza ancora sulle riaperture. Al professor Treu abbiamo sottolineato la disperazione e il sacrificio delle imprese italiane, che meritano di vivere del proprio operato e non di magri sostegni”. Numerose le tematiche affrontate che guardano a questioni da risolvere, sia precedenti la pandemia sia in conseguenza della stessa. Capobianco e Treu si sono infatti confrontati sul rispetto della libertà sindacale, anche in termini di rappresentanza e contrattazione collettiva. Spazio anche sull’introduzione dell’ammortizzatore sociale unico e dell’idea di un sostegno economico di Stato per incentivare i progetti imprenditoriali. Un progetto, questo, già presentato da Conflavoro a molte figure istituzionali, tra cui ministri e presidenti di commissioni parlamentari. Focus, infine, anche sul necessario stop alle causali per i contratti a tempo determinato e su una nuova normazione per lo smart working. “Il professor Treu – conclude Capobianco – è un luminare in materia lavoro ed è stato più volte ministro: ha capito benissimo le esigenze delle Pmi da noi esposte e siamo certi farà quanto in suo potere per migliorare il sistema lavoro in Italia”.
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Deutsche Bank, De Angelis nel team Centro Sud di PB&WM

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Prosegue con il Centro Sud il percorso di crescita e rafforzamento della squadra italiana del Private Banking & Wealth Management (PB&WM) di Deutsche Bank: nel team guidato dal Sector Head PB & WM Centro Sud Francesco Vigorita arriva Andrea de Angelis, con il ruolo di Senior Banker HNWI. Professionista con 20 anni di esperienza nell’ambito del wealth management, de Angelis proviene da da BNL-BNP Paribas Private Banking, dove era Vice President del team PB&WM Italy. Nato a Napoli, classe 1980, ha lavorato in alcune fra le principali realtà internazionali del settore, fra le quali UBS e Santander, ricoprendo diversi ruoli. Specializzato nell’approccio olistico con gli imprenditori e con forte vocazione all’origination, de Angelis contribuirà allo sviluppo di un’offerta integrata con i colleghi della divisione di business banking. Roberto Coletta, Head of PB&WM di Deutsche Bank in Italia ha dichiarato: “Con l’arrivo di Andrea, a cui va il nostro più caloroso benvenuto, aggiungiamo un tassello di valore in un territorio storicamente ben presidiato da Deutsche Bank e dove vogliamo crescere ulteriormente sfruttando appieno tutto il potenziale della nostra piattaforma di servizi integrati rivolti all’imprenditore persona fisica, alla holding e all’impresa che definiamo bank for entrepreneurs”.
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Inflazione, a marzo accelera per il terzo mese consecutivo

ROMA (ITALPRESS) – A marzo l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,8% su base annua (da +0,6% di febbraio), confermando la stima preliminare. L’inflazione accelera così per il terzo mese consecutivo e, pur rimanendo al di sotto di un punto percentuale, torna ai livelli di maggio 2019. La lieve crescita dell’inflazione si deve prevalentemente all’inversione di tendenza dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (che passano da -3,6% a +1,7%) e, in misura minore, all’accelerazione di quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +1,0% a +2,2%).
L’inflazione di “fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rallentano lievemente portandosi entrambe a +0,8%, da +0,9% di febbraio. L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +0,9% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano un’inversione di tendenza da +0,2% a -0,1%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano da +0,1% a +0,7%.
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Il Governo prepara un nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – Si va verso un nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi di euro. Il via libera arriverà domani da parte del Consiglio dei Ministri che varerà anche il Documento di Economia e Finanza.
“Nella giornata di domani verrà approvato il Def con la previsione di un ulteriore scostamento non inferiore ai 40 miliardi”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti nel corso del Question Time alla Camera.
“Non più i 20 previsti, ma ben 40 miliardi per aiutare imprenditori, artigiani, commercianti e partite Iva per abbattere tasse, contributi, mutui e costi fissi. Bene così”, scrive su Twitter il segretario della Lega Matteo Salvini.
“Lo scostamento di ulteriori 40 miliardi è fondamentale per lenire le sofferenze di migliaia di piccole e medie imprese con ulteriori interventi a sostegno dell’economia reale e per garantire la tenuta sociale del paese”, commenta il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli.
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Salone del Mobile, dal Governo segnali di fiducia per settembre

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“A breve avremo importanti novità sulla ripartenza delle fiere internazionali”. Lo sottolineano FederlegnoArredo e Salone del Mobile.Milano al termine di una fitta serie di incontri con Palazzo Chigi, ministero degli Esteri, ministero dell’Interno, ministero dello Sviluppo Economico, ministero della Salute, ministero degli Affari Regionali, che hanno registrato la volontà del Governo di supportare concretamente la ripartenza del Salone del Mobile.Milano e di tutta la filiera del legno-arredo già nel prossimo Consiglio dei Ministri. “Il Salone del Mobile di Milano è un patrimonio inestimabile per l’intero Paese e il Governo ha confermato di esserne pienamente consapevole. Siamo quindi fiduciosi che le rassicurazioni ricevute ieri possano al più presto trasformarsi in atti concreti. Ma soprattutto deve essere una scelta condivisa da parte delle aziende che devono confermare la propria partecipazione alla manifestazione dando al settore dell’arredamento, all’economia nazionale e alla società un impulso fondamentale per la ripresa”, spiega Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile.Milano.

“Le parole pronunciate la settimana scorsa dal presidente del consiglio Mario Draghi, sulla necessità di un piano di riapertura delle fiere e degli eventi hanno trovato conferma negli incontri avuti a Roma. Un segnale davvero importante da parte della politica – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – che ha colto in pieno l’urgenza di avere, oltre a una data certa, le dovute rassicurazioni per organizzare con i tempi necessari un evento così importante come il Salone del Mobile di Milano. Anche dopo l’ok del Governo alla presenza di pubblico per gli Europei di calcio – conclude Feltrin – cresce la convinzione che la ripartenza sia davvero a portata di mano e tagliare il nastro del Salone a settembre sarebbe il modo migliore per dire al mondo che l’Italia è tornata alla nuova normalità”.

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A febbraio in lieve aumento la produzione industriale

ROMA (ITALPRESS) – A febbraio 2021 l’Istat stima che l’indice della produzione industriale aumenti dello 0,2% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio il livello della produzione cresce dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale per i beni di consumo (+2,6%); mentre diminuisce per l’energia (-2,0%), i beni strumentali (-1,7%) e i beni intermedi (-0,5%).
Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2021 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali dello 0,6% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 20, come a febbraio 2020). Si registra un incremento tendenziale solo per i beni intermedi (+2,1%). I restanti comparti, viceversa, mostrano flessioni, con un calo marcato per l’energia (-6,2%) e i beni strumentali (-4,3%) e meno accentuato per i beni di consumo (-1,9%).
I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+8,5%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+4,6%) e la fabbricazione di prodotti chimici (+3,5%). Viceversa, le flessioni maggiori si registrano nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-26,2%), nelle attività estrattive (-15,9%) e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-13,7%).
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A febbraio prestiti bancari in aumento

ROMA (ITALPRESS) – A febbraio i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 4,5 per cento sui dodici mesi (era +4,3 per cento nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia.
I prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,4 per cento sui dodici mesi (2,2 in gennaio) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati del 7,6 per cento (7,3 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono cresciuti dell’11,3 per cento sui dodici mesi (contro l’12,3 in gennaio); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-6,4 in gennaio). Le sofferenze sono diminuite del 19,0 per cento sui dodici mesi (in gennaio la riduzione era stata del 19,3 per cento); la variazione può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.
A febbraio i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, si sono collocati all’1,65 per cento (1,61 in gennaio), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,11 per cento (8,03 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,15 per cento (1,17 in gennaio), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,83 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,69 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,33 per cento (0,32 nel mese precedente).
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Bonomi “Recupero dell’economia italiana a fine 2022”

ROMA (ITALPRESS) – “Le esportazioni di beni e servizi nello scenario di Confindustria dopo una caduta di circa il 14% nel 2020, saliranno di oltre l’11% nel 2021 e del 7% nel 2022. Il mercato internazionale continua a fornire uno slancio rilevante alla ripresa delle aree europee e alla competitività delle merci italiane. Le vendite all’estero di beni, dopo una caduta di circa il 10% nel 2020, sono viste recuperare pienamente nel 2021 con un rimbalzo e ulteriore crescita di circa il 5% nel 2022. Il calo dell’Italia nel 2020 è stato più ampio rispetto a quello del commercio mondiale, circa -5,3%, perchè sostenuto dalla buona dinamica degli scambi nel sud est asiatico dove l’Italia è poco presente. Ciò non vale solo per l’Italia, ma anche per gli altri esportatori di beni europei: -15% la Francia, -10% la Spagna, -8% la Germania. Al contrario nel 2021 l’export italiano è destinato a salire di più rispetto al commercio mondiale anche grazia a un riequilibro della crescita a favore di Europa e Stati Uniti”. Lo ha sostenuto il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi in occasione della presentazione del Rapporto di previsione del Centro Studi Confindustria “Liberare il potenziale italiano. Riforme, imprese e lavoro per un rilancio sostenibile”.
Poi ha aggiunto: “Alla fine del biennio previsto l’Italia tornerà vicino alla dinamica mondiale in linea con il trend di medio e lungo periodo. A fine 2022 il pieno recupero dell’economia italiana porterà alla chiusura del gap generatosi con la crisi pandemica. Al quarto trimestre del 2022 il PIL sarà inferiore dello 0,3% rispetto a fine 2019, ma altri paesi europei come la Germania recupererà prima, già a fine 2021”.
“Nei servizi – ha proseguito – il calo di fatturato è diminuito del 2,2%. I cali più significativi si sono registrati nel settore moda, meccanica, arredo e altri. In particolare il turismo esce da un anno molto negativo e richiede la massima attenzione sul fronte della politica economica come annunciato dal presidente del consiglio Draghi per assicurarne la tenuta e il rilancio. L’andamento è meno positivo da quanto stimato dal Centro studi di Confindustria a ottobre quando di calcolava un recupero del 4,8%. La revisione al ribasso di circa tre quarti di punto è dovuto al peggioramento della crisi sanitaria a partire da gennaio”.
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