ROMA (ITALPRESS) – “Anche per l’Italia ci sono motivi di incertezza. L’evoluzione dell’epidemia negli ultimi mesi ha avuto alti e bassi, il Governo sta adottando misure per la crescita economica e nelle prossime settimane completeremo il Def con il quale fisseremo i nuovi obiettivi di finanza pubblica. Nel far questo chiederemo al Parlamento un nuovo scostamento per un nuovo decreto, volto a dare ulteriore sostegno all’economia e ai cittadini”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel corso della conferenza stampa a conclusione della seconda riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20. La crescita dell’Italia “è quasi in linea con quella dei paesi più sviluppati. Per quest’anno – ha aggiunto – vediamo una leggera flessione del Pil nel primo trimestre, ci aspettiamo invece una ripresa nel secondo trimestre che dovrebbe accentuarsi nel terzo e nel quarto in relazione alla graduale rimozione dei vincoli al movimento e alla graduale riapertura di tutte le attività economiche che ci aspettiamo abbia luogo nei prossimi mesi”. Per il ministro “l’outlook è migliorato soprattutto in ragione del processo di vaccinazione in atto, la ripresa è comunque ricca di incertezze ed è iniqua tra i paesi. Il G20 ha rinnovato l’impegno a evitare il ritiro prematuro delle misure di supporto, abbiamo riaffermato la decisione di avvalerci di tutti gli strumenti disponibili fino a che sarà necessario e affrontare le conseguenze a lungo termine della pandemia”.
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Franco “Ci sarà nuovo scostamento e decreto per sostegno”
Imprese, rischio strutturale per il 45% e solo 11% solido
ROMA (ITALPRESS) – A livello d’impresa l’eterogeneità degli effetti prodotti della crisi è massima. Le recenti indagini sugli effetti dell’emergenza sanitaria mostrano che a novembre 2020 quasi un terzo delle imprese considerava a rischio la propria sopravvivenza, oltre il 60% prevedeva ricavi in diminuzione e solo una su cinque riteneva di non avere subito conseguenze o di aver tratto beneficio dalla crisi. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla competitività dei settori produttivi dell’Istat.
Nonostante uno scenario in miglioramento, le prospettive di ripresa per il 2021 sono giudicate limitate: meno di una impresa su cinque prevede una normale prosecuzione dell’attività nella prima metà dell’anno. Alla crisi le imprese hanno reagito in modo molto differenziato. Circa il 30% è rimasto “spiazzato”, non avendo ancora attuato una strategia di difesa; un quarto ha reagito introducendo nuovi prodotti, diversificando i canali di vendita e di fornitura e intensificando le relazioni produttive con altre imprese. Un quinto ha riorganizzato profondamente processi e spazi di lavoro, orientandosi verso la transizione digitale o l’adozione di nuovi modelli di business. Una “mappa della solidità” delle imprese indica che circa il 45% di esse è strutturalmente a rischio: esposte a una crisi esogena, subirebbero conseguenze tali da metterne a repentaglio l’operatività. Queste imprese sono numerose nei settori a basso contenuto tecnologico e di conoscenza. All’opposto, solo l’11% risulta solido, ma spiega quasi la metà dell’occupazione e oltre due terzi del valore aggiunto complessivi.
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A febbraio tasso di disoccupazione al 10,2%
ROMA (ITALPRESS) – A febbraio gli occupati sono sostanzialmente stabili rispetto a gennaio, mentre scendono lievemente i disoccupati e gli inattivi. Lo rileva l’Istat. L’occupazione è stabile sia tra le donne sia tra gli uomini, cresce tra i dipendenti permanenti e gli under 35, mentre scende tra i dipendenti a termine, gli autonomi e chi ha almeno 35 anni. Stabile anche il tasso di occupazione, pari al 56,5% .
A febbraio il calo del numero di persone in cerca di lavoro (-0,3% rispetto a gennaio, pari a -9mila unità) riguarda gli uomini e gli under50, tra le donne e le persone con 50 anni o più si osserva un leggero aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 10,2% (-0,1 punti) e tra i giovani al 31,6% (-1,2 punti).
Diminuisce lievemente anche il numero di inattivi (-0,1% rispetto a gennaio, pari a -10mila unità) per effetto, da un lato, della diminuzione tra le donne e chi ha almeno 25 anni e dall’altro della crescita tra gli uomini e i 15-24enni. Il tasso di inattività è stabile al 37,0%.
Il livello dell’occupazione nel trimestre dicembre 2020-febbraio 2021 è inferiore dell’1,2% rispetto a quello del trimestre precedente (settembre-novembre 2020), con un calo di 277mila unità. Nel trimestre aumentano sia le persone in cerca di occupazione (+1,0%, pari a +25mila), sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+1,3%, pari a +183mila unità).
Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione – registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021 – hanno determinato un crollo dell’occupazione rispetto a febbraio 2020 (-4,1% pari a -945mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti ( 590mila) e autonomi ( 355mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 2,2 punti percentuali.
Nell’arco dei dodici mesi, crescono le persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +21mila unità), ma soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila).
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Deficit/Pil 5,2% nel quarto trimestre 2020, sale la pressione fiscale
ROMA (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre 2020 l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 5,2%; nello stesso periodo dell’anno precedente risultava un accreditamento dell’1,9%. Lo rileva l’Istat.
Il saldo primario delle Amministrazioni Pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -1,9% (+5,2% nel quarto trimestre del 2019), mentre il saldo corrente delle AP è stato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,5% (+5,6% nel quarto trimestre del 2019).
La pressione fiscale è stata pari al 52%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive.
Il reddito disponibile delle famiglie è diminuito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, e i relativi consumi finali del 2,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 15,2%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
A fronte di un incremento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente del 2,1%.
La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 43,6%, è rimasta stabile rispetto al terzo trimestre del 2020.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,6%, è aumentato di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
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Recovery, Franco “Grande occasione, serve uno sforzo corale”
ROMA (ITALPRESS) – Il piano nazionale di ripresa e resilienza “è un’occasione di sviluppo molto importante per il nostro Paese”, e per questo “serve uno sforzo corale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, intervenendo in Aula alla Camera.
“La strategia di politica economica deve includere anche i fondi strutturali europei, il fondo di sviluppo e coesione, oltre che naturalmente la legislazione ordinaria”, ha spiegato Franco, che ha aggiunto: “Come giustamente sottolineato nella Relazione la definizione di una governance snella e ben definita a livello centrale e nelle autonomia territoriali è un nodo cruciale”.
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Pirelli punta su vetture premium ed elettriche riducendo emissioni
MILANO (ITALPRESS) – Il Cda di Pirelli ha approvato il nuovo piano industriale 2021-2022|25 che racchiude due fasi distinte. Nel periodo 2021-2022 è previsto un significativo rimbalzo del Pil globale e un generale apprezzamento dell’euro, in particolare verso il dollaro. Nel successivo triennio 2023-2025 Pirelli prevede invece una fase di stabilizzazione della crescita e mercato valutario. Lungo tutto l’arco del piano invece prevarranno due trend: una spiccata preferenza post Covid all’uso dell’auto privata e il crescente uso delle due ruote. Significativa sarà anche la diffusione dei veicoli elettrici: nel 2025 rappresenteranno il 35% della produzione auto Premium e Prestige (30% nel precedente piano) e l’11% del parco auto globale (9% nel precedente piano). Tutto questo in uno scenario dove la produzione globale salirà del 7% fino al 2022, e del 2% fino al 2025. Premium e prestige saranno i segmenti a maggior crescita, e conseguentemente la domanda di pneumatici High Value dai 18 pollici in su, crescerà in doppia cifra.
Partendo da queste premesse, il piano Pirelli resta incentrato sull’High Value, facendo leva su un brand sinonimo di reputazione, leadership e tecnologia avanzata. Focus confermato quindi su: pneumatici da 19 pollici, leadership in Cina nel segmento High Value; quota di mercato in crescita nel Primo Equipaggiamento dei veicoli elettrici; 83% della capacità produttiva nei Paesi a minori costi di produzione; leadership nei pneumatici Moto High Value e forte crescita nei pneumatici ‘Cycling’; consolidamento in settori emergenti, quali connettività, nuovi servizi e micromobilità. Prevista invece un’accelerazione su: pneumatici per vetture elettriche e calettamenti da 19’’; peso maggiore del ricambio; analisi del consumatore; business model ‘digitale’. Sul Car High Value obiettivo di Pirelli è portare la sua incidenza sul totale dei volumi in Primo Equipaggiamento al 70% nel 2025 (dal 60% circa nel 2019). L’incidenza dell’elettrico sui volumi in Primo equipaggiamento passerà da quasi zero nel 2019 a circa il 30% nel 2025. Il peso del Canale Ricambi sul Car High Value salirà dal 40% circa del 2019 al 60% circa nel 2025.
L’esecuzione del piano passerà da cinque programmi: Commerciale, Innovazione, Competitività, Operations, Digitale. A livello commerciale la crescita dei volumi passa da una crescita nei ricambi e nel primo allestimento, mentre le auto standard, Pirelli stabilizzerà i volumi intorno ai 25 milioni di pezzi al 2025 con una produzione concentrata in 3 fabbriche. L’impatto sui ricavi sarà compreso tra 800 milioni e un miliardo tra il 2021-2022 con contributo prevalente dei volumi e tra 600 milioni di euro e 900 milioni di euro nel 2023-2025. Sul fronte innovazione si accelerare gli obiettivi già individuati dal precedente piano, con il mondo dell’elettrico che sarà centrale, in particolare nel Primo Equipaggiamento. Sul fronte competitività prosegue il piano già avviato nel 2019, che si focalizza su: costo del prodotto, ottimizzazione della presenza industriale, razionalizzazione acquisti e ottimizzazione del network logistico; trasformazione digitale di processi e organizzazione. Tutto ciò consentirà risparmi netti per circa 170 milioni di euro nel 2021-2022, nel periodo 2023-2025 le efficienze nette saranno tra i 70-100 milioni di euro.
Sul fronte operations, fino al 2022 previsto il ritorno a una saturazione degli impianti pari al 90%, con una capacità degli impianti pari a 73 milioni di pezzi di cui 53 milioni High Value. Nel 2025 la capacità sarà pari a 75 milioni di pezzi di cui 56 milioni High Value. Nel 2025 la presenza produttiva di Pirelli conterà complessivamente 18 impianti produttivi, di cui 15 nel Car (12 High-Value e 3 Standard), 1 nel Cycling a Bollate, 1 nel Moto (jv in Indonesia) e 1 nei semilavorati (Burton, UK). La capacità High-Value sarà concentrata per il 77% in Paesi a minori costi di produzione (74% nel 2020). La digitallizzazione trasformerà i processi chiave dell’azienda, connettendoli in tempo reale tramite 5 piattaforme. Infine gli investimenti: 2021-2022 tra 710 e 730 milioni di euro, 2023-2025 tra 1,2 e 1,3 miliardi. A fine 2025 la Posizione Finanziaria Netta sarà compresa tra ~1,6 e ~1,4 miliardi di euro, pari a circa 1 volta l’Ebitda Adjusted. In base alle prospettive di generazione di cassa per il periodo 2020-2025, la politica dei dividendi approvata dal Consiglio di Amministrazione prevede un pay out di circa il 50% del risultato netto consolidato del 2021 e 2022, e un pay out del 40% dell’utile netto consolidato nel 2023 e 2024.
In tutto questo, con il piano Eco&Safety, Pirelli punta a massimizzare la performance ambientale fissando target 2025 pari a: materiali rinnovabili sopra il 40%; materiali riciclati oltre il 3%; materiali derivazione fossile meno del 40%. Entro 2030: materiali rinnovabili sopra il 60%; materiali riciclati sopra 7%; materiali derivazione fossile sotto il 30%. Con riferimento alle emissioni di CO2, il piano di decarbonizzazione del gruppo prosegue nel rispetto dei target approvati da Science Based Target Initiative nel 2020, in linea con l’Accordo di Parigi e per il mantenimento del riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2°C. Pirelli nel 2025 punta a ridurre del 25% le emissioni assolute di CO2 rispetto al 2015; utilizzare il 100% di energia elettrica rinnovabile. Complessivamente, l’approccio ambientale di Pirelli consentirà al gruppo di raggiungere nel 2030 la carbon neutrality sia per energia elettrica che termica.
Tronchetti Provera “Usciamo più forti dalla crisi”
“Stiamo uscendo dalla crisi molto più forti”, ha detto Marco Tronchetti Provera, vicepresidente e ceo di Pirelli, introducendo la presentazione del nuovo piano industriale. “Durante questa crisi abbiamo affrontato momenti difficili con senso di unione e partecipazione. Quando sono state colpite le nostre attività in Cina, siamo stati veloci ad affrontarle. Inoltre abbiamo imparato l’importanza dei dati in questo anno. Abbiamo inoltre imparato la centralità della sostenibilità nelle nostre strategie. Inoltre, la pandemia, ci ha insegnato come resilienza e reattività siano centrali”, ha aggiunto.
“Siamo usciti dal 2020 generando cassa. Vediamo più opportunità che rischi, qualora ci fosse del valore in qualsiasi aggregazione la guarderemmo, ma non ne vediamo al momento. Se c’è opportunità deve esserci un contenuto logico”, ha spiegato in merito a possibili fusioni con altri gruppi del settore.
Tronchetti Provera ha poi commentato l’odierno annuncio dell’accordo tra Sinochem e ChemChina, che è anche primo azionista della Bicocca. “Non ci sarà nessuna ripercussione sul nostro assetto. Per loro è una buona operazione, noi siamo autonomi. Siamo contenti che abbiano realizzato questa operazione su cui lavorano da anni”, ha aggiunto.
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Visco “Ancora forte incertezza per le prospettive dell’economia”
ROMA (ITALPRESS) – “La crisi globale senza precedenti causata dalla diffusione del Covid-19 continua a incidere pesantemente sull’economia e sul tessuto sociale. Le misure di contenimento stanno richiedendo restrizioni all’esercizio delle attività produttive, limitazioni agli spostamenti personali, prolungati periodi di sospensione della didattica in presenza nelle scuole e nelle università”. Lo dice il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nella sua Relazione al Bilancio, che vede un risultato lordo – prima delle imposte e dell’accantonamento al fondo rischi generali – superiore ai 10 miliardi. L’utile netto è di 6,3 miliardi, 2 in meno rispetto al 2019.
“La pressione sui sistemi sanitari è ancora forte. L’avvio delle campagne di vaccinazione in Italia e nel resto del mondo induce a un cauto ottimismo per il futuro – aggiunge Visco -. Resta comunque forte l’incertezza sull’evoluzione della crisi sanitaria e, di conseguenza, sulle prospettive dell’economia”.
“Nell’anno trascorso e nei primi mesi del 2021 il Consiglio superiore della Banca d’Italia ha disposto 34 contributi straordinari, per un complesso di circa 85 milioni di euro, sotto forma di erogazioni liberali, destinate in larga parte a progetti di immediata attuazione finalizzati a potenziare la capacità di contrasto alla diffusione del virus da parte del sistema sanitario nazionale. E’ in fase di avanzata realizzazione un’iniziativa a favore delle famiglie di medici e infermieri che hanno perso la vita a causa del Covid-19”, sottolinea il governatore, che aggiunge: “Dall’inizio della crisi l’Eurosistema ha approvato misure di politica monetaria di eccezionale portata per contrastarne gli effetti sull’economia e sull’inflazione, preservare condizioni di finanziamento favorevoli per famiglie e imprese, attenuare le tensioni sui mercati finanziari; continueremo ad agire con decisione finchè sarà necessario”.
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Media, al via partnership tra Volocom e Mimesi
Volocom e Mimesi, società entrambe impegnate nel settore della Media Intelligence, hanno deciso di avviare una collaborazione del campo dell’Edicola Digitale per le Imprese. In base all’accordo di vendita e co-marketing, Mimesi potrà integrare nella sua offerta di servizi di Media Monitoring, Reputation e Media Coverage, la soluzione di Edicola Digitale B2B, VoloEasyReader. VoloEasyReader consente di sfogliare, da un unico punto di accesso, le testate selezionate in versione digitale e di interrogare un motore di ricerca con notizie aggiornate in tempo reale da stampa, web, Radio, TV e social network.
“Alla base della scelta dell’Edicola Digitale di Volocom da parte di Mimesi vi è sia la ricchezza funzionale sia l’ampiezza del numero di testate integrate (500) presenti nella piattaforma. La soluzione, da poco rinnovata anche nell’interfaccia grafica, risponde all’esigenza di continua innovazione tecnologica ed è dotata di App per la consultazione da mobile e offline. VoloEasyReader inoltre grazie alla soluzione di Disaster Recovery garantisce la business continuity, fondamentale per tutte le aziende che necessitano della lettura quotidiana delle notizie”. Si legge in una nota. “Le due società condividendo tra l’altro un approccio rigoroso al riconoscimento del diritto d’autore, sono state tra le prime ad aderire al Repertorio PromoPress, che gestisce per conto degli Editori aderenti i diritti di riproduzione dei giornali quotidiani e periodici nelle Rassegne Stampa”.
“Siamo felici di questa collaborazione” afferma Valerio Bergamaschi, CEO di Volocom, “Apprezziamo molto il modus operandi di Mimesi proprio perché adotta la nostra stessa attenzione per la customer satisfaction e condivide con noi i valori del rispetto delle regole di questo mercato. Siamo certi che porterà ottimi frutti in termini di ampliamento del rispettivo business e di qualità del servizio al cliente”, conclude Bergamaschi.
“Questa nuova collaborazione è molto promettente” ha dichiarato Marina Bonomi AD di Mimesi, “e si inserisce nello sviluppo e nella diversificazione dei servizi che la nostra società ha da tempo tra i propri obiettivi. Volocom è una realtà di cui apprezziamo la capacità di innovare, tecnologicamente avanzata, che opera su attività in gran parte complementari alle nostre. Speriamo che questo accordo sia la base per ulteriori future collaborazioni”.












