Home Economia Pagina 373

Economia

Industria, prezzi produzione a gennaio +1,4% su mese, -0,3% su anno

ROMA (ITALPRESS) – A gennaio 2021 i prezzi alla produzione dell’industria aumentano dell’1,4% su base mensile e diminuiscono dello 0,3% su base annua. Sul mercato interno i prezzi segnano un rialzo congiunturale dell’1,7% e un calo tendenziale dello 0,4%. Al netto dell’energia, i prezzi aumentano dello 0,5% su base mensile e dello 0,6% su base annua. Lo rileva l’Istat. Sul mercato estero i prezzi crescono dello 0,7% rispetto a dicembre 2020 (+0,7% per l’area euro, +0,6% per l’area non euro); su base annua registrano una flessione dello 0,3%, dovuta al calo dei prezzi nell’area non euro (-0,8%), mentre i prezzi nell’area euro sono in aumento (+0,4%). Nel trimestre novembre 2020-gennaio 2021, rispetto ai tre mesi precedenti, i prezzi alla produzione dell’industria registrano un aumento dell’1,1%, determinato soprattutto dal mercato interno (+1,4%), mentre l’incremento sul mercato estero è più contenuto (+0,3%). A gennaio 2021, fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali più elevati interessano il settore della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+2,5% mercato interno, +2,4% area euro). Le flessioni più ampie si rilevano per coke e prodotti petroliferi raffinati (-12,5% mercato interno, -8,3% area euro, -8,9% area non euro) e prodotti chimici (-3,2% area euro, -3,1% area non euro). A gennaio 2021 i prezzi alla produzione delle costruzioni per “Edifici residenziali e non residenziali” crescono dell’1,2% su base mensile e del 2,7% su base annua. I prezzi di “Strade e Ferrovie” aumentano dell’1,1% in termini congiunturali e del 2,0% in termini tendenziali. Nel quarto trimestre 2020 i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dello 0,3% sul trimestre precedente e diminuiscono su base annua dello 0,8% (da -0,3% nel terzo trimestre). La flessione tendenziale più ampia interessa i servizi di telecomunicazione (-12,7%); l’incremento tendenziale più elevato riguarda i servizi di trasporto aereo (+25,8%).
(ITALPRESS).

Si amplia la partnership tra Volocom e BlogMeter

0

La partnership tra la società di monitoraggio dei media e di edicola digitale Volocom, e BlogMeter, azienda che si occupa di social intelligence, avviata lo scorso anno, si rafforza in un’ottica di sinergia e sviluppo dei servizi. Volocom ha sviluppato un framework specializzato nell’acquisizione e analisi delle fonti stampa, web e radiotelevisive, mentre BlogMeter si è concentrata nell’analisi delle conversazioni su social media e web. Ogni giorno le due società acquisiscono decine di migliaia di fonti in grado di coprire in maniera esaustiva e completa il fabbisogno informativo dei loro clienti. La collaborazione commerciale tra Volocom e BlogMeter ha preso il via nel 2020. Oggi si rafforza ulteriormente, dando avvio a una collaborazione di tipo tecnologico che permetterà alle due società di innovare i rispettivi servizi e potenziare la copertura informativa, grazie a una condivisione sinergica del proprio know-how e delle competenze specifiche.

Volocom ha integrato nella sua piattaforma di monitoraggio VoloPress un motore di ricerca per l’analisi dei social network con una soluzione firmata BlogMeter e parallelamente BlogMeter ha integrato nella sua Suite di social intelligence lo strumento di analisi e ricerca su stampa, web, radio e tv sviluppato da Volocom.

“Siamo felici di poter rafforzare la sinergia che si è creata con Blogmeter”, afferma Valerio Bergamaschi, CEO di Volocom, “il mondo dell’Informazione è complesso e dinamico, sono le partnership a valore aggiunto come questa che ci permettono di crescere e rispondere in maniera vincente alle esigenze di un mercato in rapido divenire” conclude Bergamaschi. “Siamo entusiasti degli sviluppi della nostra partnership con Volocom, porterà un ritorno significativo in termini di visibilità e crescita”, aggiunge Angelo Palumbo, CEO di BlogMeter. “L’innovazione è uno dei nostri valori guida e ora, grazie a questa value proposition combinata, i nostri insight saranno ancora più ricchi, a tutto vantaggio dei nostri clienti che sono sempre più esigenti ed esperti circa l’analisi dei dati”.

Produzione industriale in rialzo a gennaio su base mensile

ROMA (ITALPRESS) – A gennaio 2021 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’1,0% rispetto a dicembre. Nella media del trimestre novembre-gennaio si registra, invece, una flessione dell’1,7% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rileva l’Istat. L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali sostenuti per i beni strumentali (+1,4%) e per quelli di consumo (+1,2%), più contenuto per i beni intermedi (+0,4%); viceversa, si osserva una diminuzione nel comparto dell’energia (-0,8%). Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2021 l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 2,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 19, contro 21 a gennaio 2020). Si registra un incremento tendenziale solo per i beni intermedi (+2,4%), mentre i restanti comparti mostrano flessioni, con un calo pronunciato per i beni di consumo (-8,6%) e meno marcato per gli altri aggregati (-1,8% per i beni strumentali e -0,9% per l’energia).
I settori di attività economica che registrano i maggiori incrementi tendenziali sono la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+9,7%), la fabbricazione di prodotti chimici (+4,4%) e di articoli in gomma e materie plastiche (+3,8%). Viceversa, le flessioni maggiori si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-20,8%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-18,4%) e nella fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e preparati (-13,6%).
(ITALPRESS).

Franco “Recovery Plan una priorità, risorse da fine estate”

ROMA (ITALPRESS) – “Il piano rappresenta certamente una priorità per il Governo, per il Paese e per il ministero dell’Economia. Questo è il primo incontro, spero che sia l’inizio di un dialogo durevole e intenso perchè abbiamo davanti a noi un percorso che sarà molto rapido e intenso e credo che su questo dobbiamo interagire strettamente”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Daniele Franco, in audizione alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell’Ue di Camera e Senato, sul Recovery plan. Il progetto Next Generation Eu “è nato in un contesto di emergenza, ma è un’iniziativa che ha finalità anche di medio e lungo termine ed è volto a ridisegnare l’assetto dell’Europa nei prossimi anni”, ha aggiunto. Inoltre, “per il nostro Paese il piano è un’occasione molto importante, rende possibile affrontare in modo coordinato e con rilevanti mezzi alcuni problemi strutturali che affliggono la nostra economia da tempo. Questo piano – ha affermato – ci offre l’opportunità di avviare una risposta concreta a questi problemi”. Per il ministro dell’economia “le risorse europee saranno disponibili alla fine dell’estate”. Per il ministro è necessario “essere consapevoli che la predisposizione del piano e la sua realizzazione sono un’opera complessa. Quindi occorre “muovere su tempi molto più rapidi” ed è necessario un “deciso rafforzamento delle strutture tecniche e operative deputate all’attuazione degli interventi”.
Per il ministro occorre tenere conto dei dati “più aggiornati. Il regolamento europeo emanato a febbraio – ha spiegato – prende a riferimento, per la determinazione della parte riguardante i prestiti, il reddito nazionale lordo del 2019. Questo porterà a una stima dell’entità delle risorse dell’ordine di 191,5 miliardi, leggermente inferiore a quella indicata nel piano a gennaio. Queste cifre sono oggetto di un ulteriore margine di variabilità”.
(ITALPRESS).

Assicurazioni, Metlife leader del settore per donne ai vertici

0

La compagnia assicurativa MetLife è in prima linea per la parità di genere. A dimostrarlo l’Inclusion Impact Index realizzato in collaborazione con Valore D, l’associazione di oltre 200 imprese operanti in Italia impegnata da più di dieci anni nella promozione di una cultura inclusiva.
Dall’indice emerge che MetLife può vantare numeri sull’inclusione del genere femminile ben al di sopra della media del settore assicurativo. La compagnia, infatti, ha una percentuale di donne nella propria forza lavoro pari al 53,8% del totale contro una media del settore del 50,6%. Ma è nell’ambito delle posizioni di prima linea che la società si è impegnata massicciamente negli ultimi anni. I risultati non si sono fatti attendere tanto è vero che oggi le donne dirigente in MetLife, in virtù anche di una recentissima nomina, sono il 44,4% contro una media delle altre compagnie del 20,2%. A livello del comitato direttivo, infatti, al netto del direttore generale il team è perfettamente bilanciato tra i due generi. La percentuale di donne quadro, invece, è del 54,2% contro una media del settore di appena il 32,8%.
“I numeri – afferma Maurizio Taglietti, General Manager di MetLife in Italia – ci forniscono la prova concreta che l’impegno profuso nella realizzazione di un reale equilibrio di genere sta dando i propri frutti. Ma questo non basta: è nostro desiderio raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi nella promozione di una forte cultura della diversità e dell’inclusione, non soltanto all’interno dell’azienda ma anche nella società. In quest’ottica, la recente adesione proprio al ‘Manifesto per l’Occupazione femminile’ realizzato da Valore D rappresenta di certo un valore aggiunto”.
(ITALPRESS).

A gennaio in netto calo le vendite al dettaglio

ROMA (ITALPRESS) – A gennaio 2021 l’Istat stima un calo su base mensile per le vendite al dettaglio del 3% in valore e del 3,9% in volume. A una lieve crescita delle vendite dei beni alimentari (+0,1% in valore e +0,3% in volume) si contrappone una forte riduzione per i beni non alimentari (-5,8% in valore e -7,2% in volume).
Nel trimestre novembre 2020-gennaio 2021, le vendite al dettaglio diminuiscono del 6,7% in valore e del 7,3% in volume. L’andamento negativo è determinato dai beni non alimentari che calano del 13,2% in valore e del 14,0% in volume, mentre le vendite dei beni alimentari sono in crescita (+1,9% sia in valore, sia in volume).
Su base annua, a gennaio, le vendite al dettaglio diminuiscono del 6,8% in valore e dell’8,5% in volume. Anche in questo caso si registra un deciso calo per i beni non alimentari (-15,5% in valore e -17,1% in volume) e un aumento per i beni alimentari (+4,5% in valore e +3,8% in volume).
Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+11,7%) e Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+9,9%). Le flessioni più marcate riguardano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-36,4%) e Abbigliamento e pellicceria (-33%).
(ITALPRESS).

Recovery, le proposte di Confservizi per rilancio dei servizi

0

Confservizi, la confederazione che attraverso Utilitalia e Asstra rappresenta 600 imprese dei settori acqua, rifiuti, energia e trasporto pubblico, ha presentato le proposte strategiche per l’attuazione del Pnrr. Snellimento burocratico, stabilità normativa e istituzionale, regolazione indipendente e crescita industriale attraverso processi accompagnati di aggregazione sono solo alcuni dei capisaldi della strategia trasversale per le imprese del comparto, in cui il Pnrr può svolgere un ruolo decisivo quale acceleratore degli investimenti. “Le nostre associate occupano attualmente più di 300 mila persone, ma se il Pnrr recepisse le nostre proposte, riteniamo che il settore possa registrare un incremento di circa 400 mila nuovi posti di lavoro”, ha sostenuto Andrea Gibelli, presidente di Confservizi.
“I progetti candidabili per il prossimo Pnrr valgono per le Utiliity italiane circa 25 miliardi, con un impatto dell’1,47% sul Pil e 285 mila nuovi occupati. La quasi totalità verrebbe indirizzata agli obiettivi di transizione ecologica e innovazione digitale. I ricavi da tariffa e i 60 miliardi di investimenti attualmente allocati in 5 anni nel Piano, non sono infatti sufficienti a coprire il fabbisogno reale del settore. Abbiamo bisogno di risorse, in parte addizionali, e soprattutto di un piano di riforme e semplificazioni incisivo e completo per innescare un circuito virtuoso capace di mettere a disposizione di cittadini e imprese tutto il valore di cui il sistema dei servizi pubblici locali è capace”, ha continuato Gibelli. “Abbiamo bisogno di semplificare i procedimenti autorizzativi, di maggiore efficienza delle imprese rispettando i vincoli europei senza ulteriori obblighi nazionali, ma soprattutto di incentivare le aggregazioni fra imprese del comparto anche tramite agevolazioni fiscali e regolatorie. La frammentazione gestionale ostacola gli investimenti di lungo periodo e l’efficienza gestionale”, ha aggiunto Gibelli. “Per quanto attiene in particolare il settore del Tpl, lo sbilancio da colmare per il ripristino del necessario equilibrio economico ammonta, considerando il danno relativo 2020 e le stime per il primo semestre 2021, a circa 1,8 miliardi. Se vorremo continuare a offrire un servizio all’altezza ai 15 milioni di persone che ante Covid utilizzavano quotidianamente il Tpl, sarà necessario attivare investimenti nell’ordine di 14 miliardi puntando su una politica espansiva in mezzi, nuove infrastrutture, sicurezza ferroviaria, digitalizzazione e progetti di rigenerazione urbana delle aree prospicienti le stazioni”, ha concluso Gibelli. Per quanto riguarda le specifiche proposte di riforma, nel servizio idrico integrato per Confservizi servono interventi che consentano di superare le gestioni in economia, di rilanciare gli investimenti e di promuovere la strutturazione di un servizio di stampo industriale. Sul versante dell’igiene urbana, Confservizi ricorda l’urgenza di arrivare alla chiusura del ciclo di recupero e all’autosufficienza nazionale, realizzando seguendo un cronoprogramma ad hoc e adeguando i piani regionali. Nel capitolo riforme procedurali si distinguono l’accelerazione delle procedure di realizzazione di opere di interesse generale e di rete, la riduzione dei termini per le modifiche sostanziali agli impianti, lo snellimento autorizzativo, l’applicazione della PAS all’AUA per gli impianti di interesse economico generale a rete, la semplificazione dei procedimenti di modifiche non sostanziali ai progetti. Per quanto riguarda il rafforzamento delle imprese, per Confservizi si tratta di valorizzare le società efficienti, senza gravarle di ulteriori obblighi. Infine, per il Tpl le proposte sono di avviare una politica di investimento espansiva sui mezzi, sulle nuove infrastrutture, sulla sicurezza ferroviaria e sulle nuove tecnologie digitali, nonché sui progetti di rigenerazione urbana.
(ITALPRESS).

Nel 2020 un milione di italiani in più in povertà assoluta

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel 2020 le famiglie in povertà assoluta sono oltre 2 milioni (il 7,7% del totale, da 6,4% del 2019, +335mila) per un numero complessivo di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4% da 7,7%, ossia oltre 1milione in più rispetto all’anno precedente).
L’incremento della povertà assoluta è maggiore nel Nord del Paese e riguarda 218mila famiglie (7,6% da 5,8% del 2019), per un totale di 720mila individui. Peggiorano anche le altre ripartizioni ma in misura meno consistente. Il Mezzogiorno resta l’area dove la povertà assoluta è più elevata: coinvolge il 9,3% delle famiglie contro il 5,5% del Centro.
Nel 2020, l’incidenza di povertà assoluta cresce soprattutto tra le famiglie con persona di riferimento occupata (7,3% dal 5,5% del 2019). Si tratta di oltre 955mila famiglie in totale, 227mila famiglie in più rispetto al 2019. Tra queste ultime, oltre la metà ha come persona di riferimento un operaio o assimilato (l’incidenza passa dal 10,2 al 13,3%), oltre un quinto un lavoratore in proprio (dal 5,2% al 7,6%).
L’aumento della povertà assoluta si inquadra nel contesto di un calo record della spesa per consumi delle famiglie (su cui si basa l’indicatore di povertà). Secondo le stime preliminari, infatti, nel 2020 la spesa media mensile torna ai livelli del 2000 (2.328 euro; -9,1% rispetto al 2019). Rimangono stabili solo le spese alimentari e quelle per l’abitazione mentre diminuiscono drasticamente quelle per tutti gli altri beni e servizi (-19,2%).
“Nell’anno della pandemia si azzerano i miglioramenti registrati nel 2019 – spiega l’Istat -. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l’incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%. Pertanto, secondo le stime preliminari del 2020 la povertà assoluta raggiunge, in Italia, i valori più elevati dal 2005 (ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore)”.
(ITALPRESS).