ROMA (ITALPRESS) – A novembre, secondo i dati Istat, l’indice di fatturato segna una flessione rispetto al mese precedente, tornando sostanzialmente ai livelli di settembre. Il calo è del 2%. Un analogo risultato si registra per i mercati interno e, in misura minore, estero. Sul risultato complessivo ha influito in modo particolare la performance negativa del settore dell’energia. Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale diminuisce rispetto allo stesso mese dello scorso anno del 4,6%. Anche gli ordinativi destagionalizzati registrano un calo su base mensile: in particolare la riduzione rispetto a ottobre si attesta all’1,3%. In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi aumenta del 5,3%.
Con riferimento ai principali raggruppamenti di industrie, si rilevano variazioni negative per tutti i settori ad eccezione di quello dei beni intermedi, sia su base mensile, per gli indici destagionalizzati, sia su base annuale, per gli indici corretti per gli effetti di calendario.
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Industria, a novembre fatturato e ordini in calo
Gualtieri “Sullo scostamento auspico un’ampia convergenza”
ROMA (ITALPRESS) – “Uno tra i messaggi più positivi che la politica insieme ha saputo lanciare al Paese, è stata la capacità del Parlamento di presentarsi unito, al di là delle differenze, ad appuntamenti come questo. L’auspicio è che si determini un’ampia convergenza per consentire lo scostamento necessario”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, in audizione presso le commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, sullo scostamento di bilancio. “Sappiamo che tutte le azioni in una fase così difficile sono sempre incomplete e insufficienti, è legittimo migliorare e discutere. Invito tuttavia a verificare soprattutto per i tempi di pagamento, anche il quadro di altri paesi dove sono ancora in corso i pagamenti delle risorse dei mesi autunnali. Conosciamo i ritardi dell’erogazione della Cig e siamo consapevoli della necessità di un intervento perequativo per coloro che sono stati sacrificati dai criteri di questa erogazione così rapida. Ci sono una serie di tipologie su cui abbiamo ragionato per avere un intervento perequativo”, ha aggiunto. Secondo il ministro “questo ulteriore scostamento che chiediamo al Parlamento, unito al piano vaccinazioni che stiamo attuando sarà decisivo per realizzare gli obiettivi di crescita previsti per l’anno in corso. Nelle intenzioni del governo è l’ultimo scostamento di bilancio che chiediamo al Parlamento”. Infine, Gualtieri ha sottolineato come “grazie a questo scostamento completeremo gli interventi di sostegno già approvati ai settori più colpiti dalla pandemia per il tempo che sarà necessario. Contiamo di introdurre nuovi stanziamenti per un nuovo periodo di Cig per le imprese che continueranno ad avere difficoltà”.
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L’emigrazione dall’Italia supera ancora l’immigrazione
ROMA (ITALPRESS) – Ancora in aumento gli italiani che si trasferiscono all’estero, in calo le immigrazioni degli stranieri. E’ quanto emerge da un Rapporto dell’Istat.
Nell’ultimo decennio si è registrato un significativo aumento delle cancellazioni anagrafiche di cittadini italiani per l’estero (emigrazioni) e un volume di rientri che non bilancia le uscite (complessivamente 899mila espatri e 372mila rimpatri). Di conseguenza i saldi migratori con l’estero dei cittadini italiani, soprattutto a partire dal 2015, sono stati in media negativi per 69mila unità l’anno.
Nel 2019 il volume complessivo delle cancellazioni anagrafiche per l’estero è di 180mila unità, in aumento del 14,4% rispetto all’anno precedente. Le emigrazioni dei cittadini italiani sono il 68% del totale (122.020).
Se si considera il numero dei rimpatri (iscrizioni anagrafiche dall’estero di cittadini italiani), pari a 68.207, il calcolo del saldo migratorio con l’estero degli italiani (iscrizioni meno cancellazioni anagrafiche) restituisce un valore negativo di 53.813 unità. Il tasso di emigratorietà dei cittadini italiani è pari a 2,2 per mille.
E’ il Nord la ripartizione di residenza da cui partono i flussi più consistenti di trasferimenti all’estero di cittadini italiani, in termini sia assoluti (59mila, pari al 49% degli espatri) sia relativi rispetto alla popolazione residente (2,4 italiani per mille residenti). Dal Mezzogiorno si sono trasferiti all’estero oltre 43mila italiani (2,2 per mille) mentre dal Centro sono espatriati circa 19mila connazionali, con un tasso di emigratorietà (1,8 per mille) sotto la media nazionale.
Nel 2019, gli italiani espatriati sono prevalentemente uomini (55%). Fino ai 25 anni, il contingente di emigrati ed emigrate è ugualmente numeroso (entrambi 20mila) e presenta una distribuzione per età perfettamente sovrapponibile. A partire dai 26 anni fino alle età anziane, invece, gli emigrati iniziano a essere costantemente più numerosi delle emigrate: dai 75 anni in poi le due distribuzioni tornano a sovrapporsi. L’età media degli emigrati è di 33 anni per gli uomini e 30 per le donne. Un emigrato su cinque ha meno di 20 anni, due su tre hanno un’età compresa tra i 20 e i 49 anni mentre la quota di ultracinquantenni è pari al 13%.
Le iscrizioni anagrafiche dall’estero registrate nel corso del 2019 ammontano nel complesso a 332.778, un numero sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (+0,1%); la componente dovuta agli ingressi di cittadini stranieri, pari a 265mila, è tuttavia in calo del 7,3% rispetto al 2018, mentre aumentano del 46% i rimpatri degli italiani (68mila). A livello nazionale il tasso di immigratorietà totale è pari a 6 immigrati per mille residenti.
Dopo l’incremento dovuto alle regolarizzazioni e all’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione europea osservato nei primi anni Duemila, gli ingressi dall’estero hanno avuto un lento declino. Dal 2015 al 2017 le immigrazioni sono tornate ad aumentare per via dei consistenti flussi provenienti dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo, caratterizzati prevalentemente da cittadini in cerca di accoglienza per asilo e protezione umanitaria.
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Governo, Cottarelli: “Voto Parlamento prevedibile, maggioranza stretta”
ROMA (ITALPRESS) – “Quanto successo ieri in Parlamento era prevedibile, una maggioranza stretta per il governo. Ora la domanda è se questo esecutivo andrà avanti così o se ci sarà un nuovo gruppo parlamentare in grado di appoggiare la nuova maggioranza”. Lo ha detto l’economista Carlo Cottarelli, intervistato da Arturo Artom per la rubrica “Artom Line” dell’Agenzia Italpress.
Per Cottarelli di fronte ci sono due scenari: “La possibilità che questa situazione possa rallentare l’approvazione delle leggi, o quella di un’accelerazione, con un cambio di maggioranza e Renzi fuori, e la fine degli attriti nel governo”.
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Pil in netto calo anche all’inizio del 2021
ROMA (ITALPRESS) – “Il quadro generale porta a una stima della variazione del PIL per il mese di gennaio del -0,8% su dicembre, il quinto calo consecutivo, e del -10,7% sullo stesso mese del 2020, dato che pone una seria ipoteca sull’evoluzione del primo trimestre con evidenti conseguenze sulle performance complessive dell’anno in corso. Appare molto ambizioso il target governativo di crescita attorno al 6%, ormai una scommessa molto rischiosa tutta giocata sulle capacità di utilizzo rapido ed efficace delle risorse europee”. Lo evidenzia Confcommercio nel rapporto Congiuntura.
“Il 2021 si è aperto con segnali di peggioramento della situazione sanitaria e con il conseguente inasprimento e prolungamento, in molti Paesi, delle misure di contrasto alla pandemia – spiega l’associazione di categoria -. Nell’incertezza riguardo alla “matematica” dell’epidemia a causa dell’assenza di una stima dell’efficacia delle misure di contrasto, la collocazione temporale del momento della normalizzazione e, quindi, della ripresa economica, diventa un esercizio di speranza più che di proiezione di tendenze ragionevolmente prevedibili”.
“Pure immaginando una ripresa nella tarda primavera, assumendo vasta efficacia delle attuali campagne vaccinali in Italia e nei paesi partner commerciali, di fatto le restrizioni all’attività produttiva si protrarranno ancora a lungo. L’esercizio di realismo cui si è obbligati porta a non escludere un mancato rimbalzo dell’economia italiana nel 2021, deludendo le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020”, sottolinea Confcommercio.
“Il 2021 inizia più in salita del previsto: ancora emergenza Covid, dati sui consumi in calo e Pil in forte riduzione. Difficile immaginare il rimbalzo previsto dal Governo nei prossimi mesi – commenta il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli -. Una situazione gravissima che rischia di peggiorare con la crisi politica in atto. Le imprese che sono allo stremo hanno bisogno di tre certezze: indennizzi immediati e commisurati alle perdite subite, regole chiare sulla riapertura delle loro attività, un progetto condiviso sull’utilizzo efficace del Recovery Plan”.
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Italia in deflazione per l’ottavo mese consecutivo
ROMA (ITALPRESS) – Italia ancora in deflazione. Secondo quanto rende noto l’Istat, a dicembre 2020 si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e diminuisca dello 0,2% su base annua (come nel mese precedente); la stima preliminare era -0,1%.
In media, nel 2020 i prezzi al consumo registrano una diminuzione pari a -0,2% (da +0,6% del 2019). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”), i prezzi crescono dello 0,5% (come nel 2019) e al netto dei soli energetici dello 0,7% (da +0,6% del 2019).
L’inflazione rimane negativa per l’ottavo mese consecutivo, a causa dei prezzi dei Beni energetici (-7,7%, da -8,6% del mese precedente) il cui calo meno marcato, insieme con quello dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -1,6% a -0,7%), è però compensato dal rallentamento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +3,2% a +1,6%).
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Nasce Stellantis, completata fusione tra Fca e Psa
LONDRA (ITALPRESS) – La fusione tra Peugeot (Groupe Psa) e Fiat Chrysler Automobiles (Fca), che aprirà la strada alla creazione di Stellantis, è diventata effettiva in data odierna. Come già annunciato, le azioni ordinarie Stellantis inizieranno ad essere negoziate su Euronext di Parigi e sul Mercato Telematico Azionario di Milano lunedì 18 gennaio 2021 e sul New York Stock Exchange martedì 19 gennaio 2021, in tutti e tre con il simbolo “STLA”. E’ quanto si legge in una nota congiunta di Fca e Psa.
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Covid, dimezzati i consumi culturali nel 2020
ROMA (ITALPRESS) – Con il Covid-19 i consumi di beni e servizi culturali si sono dimezzati (-47%) passando da 113 euro di spesa media mensile per famiglia di dicembre 2019 a circa 60 euro a dicembre 2020. Il dato emerge dall’Osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, in collaborazione con Swg, sui consumi culturali degli italiani nel 2020.
“Situazione drammatica, in particolare – sottolinea l’Osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio -, per gli spettacoli dal vivo bloccati dal lockdown e dalle successive misure di contenimento della pandemia: crollo degli spettatori di circa il 90% per cinema, concerti, teatro e forti riduzioni di spesa, con punte di oltre il 70%, da parte dei consumatori tra dicembre 2019 e settembre 2020; tiene la lettura sia dei libri, con una preferenza per il cartaceo sebbene oltre italiano su tre utilizzi anche il formato digitale, che dei quotidiani, consultati principalmente in versione gratuita online e con un rapporto di circa 1 a 2 tra lettori in digitale a pagamento e lettori in cartaceo”.
“In calo – secondo l’Osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio – tutte le forme di abbonamento a servizi culturali a pagamento ad eccezione della TV in streaming (+17 punti su dicembre 2019) e con un terzo di italiani che pensa di utilizzare prevalentemente piattaforme streaming a pagamento a testimonianza di un crescente interesse per questo tipo di offerta televisiva rispetto a quella generalista; la forma di fruizione tradizionale della cultura ha lasciato spazio al digitale con la visione di spettacoli dal vivo, opere, balletti e musica classica soprattutto sul web o in TV. Una tendenza che, alla luce delle attuali restrizioni, sembra confermarsi anche per la prima parte del 2021; le restrizioni imposte dalla pandemia e la conseguente spinta sul digitale sembrano aver mutato anche la declinazione del concetto di cultura da parte degli italiani con il rischio di renderne più effimeri significati e sfumature”.
Per il Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, Carlo Fontana, “i dati della nostra indagine sono senza dubbio allarmanti con una riduzione dei consumi culturali del 47% e una spesa mensile per famiglia che è crollata a 60 euro nel 2020. E sono dati che ci rappresentano tutta la drammaticità della situazione delle attività culturali nel nostro Paese. E’ stata fatta una politica di ristori, ma non è sufficiente. Oggi è necessaria una strategia con una serie di interventi che consentano una ripartenza delle nostre attività perchè la popolazione non può essere ancora per lungo tempo privata di quello che è anche un nutrimento dello spirito”.
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