ROMA (ITALPRESS) – Chiuso il periodo sperimentale di dicembre, per l’operazione Cashback parte l’iniziativa su base semestrale. Secondo quanto riferisce Palazzo Chigi, sono 5,8 milioni i cittadini iscritti nel periodo sperimentale del programma, con 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici registrati e oltre 63 milioni di transazioni effettuate. Circa il 50% degli acquisti fatti con moneta elettronica ai fini del rimborso nel mese di dicembre ha un importo inferiore ai 25 euro, mentre sono 3,2 milioni i partecipanti all’Extra Cashback di Natale che hanno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni e otterranno un rimborso complessivo di oltre 222 milioni di euro. Ora, con la chiusura del periodo sperimentale del Cashback dall’8 al 31 dicembre 2020, è partita ufficialmente l’iniziativa su base semestrale.
La partecipazione riscontrata fino a oggi – sottolineano da Palazzo Chigi -, è stata al di sopra delle aspettative dal punto di vista dei numeri e dei dati di sintesi.
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Cashback, si è conclusa la sperimentazione. Gli iscritti sono 5,8 milioni
In calo la disoccupazione ma aumentano gli inattivi
ROMA (ITALPRESS) – A novembre, dopo la sostanziale stabilità di ottobre, tornano a crescere gli occupati. Un incremento si registra anche per gli inattivi, che erano in calo da maggio, mentre si fa più marcata la diminuzione dei disoccupati. Lo rileva l’Istat.
La crescita dell’occupazione (+0,3%, pari a +63mila unità) riguarda entrambe le componenti di genere, i dipendenti a tempo indeterminato, gli autonomi e tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni che, insieme ai dipendenti a termine, segnano una riduzione. Nel complesso il tasso di occupazione sale al 58,3% (+0,2 punti).
Il forte calo del numero di persone in cerca di lavoro (-7%, pari a -168mila unità) è generalizzato sia per sesso sia per età. Il tasso di disoccupazione cala all’8,9% (-0,6 punti) e tra i giovani al 29,5% (-0,4 punti).
A novembre, il numero di inattivi cresce (+0,5%, pari a +73mila unità) tra le donne, gli uomini, i 25-49enni e gli ultra 65enni, mentre diminuisce tra 15-24enni e 50-64enni. Il tasso di inattività sale al 35,8% (+0,2 punti).
Il livello dell’occupazione nel trimestre settembre-novembre 2020 è superiore dello 0,6% a quello del trimestre precedente (giugno-agosto 2020), con un aumento di +127mila unità.
Nel trimestre calano sia le persone in cerca di occupazione (-2,8%, pari a -67mila) sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -117mila unità).
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Il deficit schizza al 9,4% del Pil, scende la pressione fiscale
ROMA (ITALPRESS) – La crisi Covid fa esplodere il deficit. Nel terzo trimestre 2020 l’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil è infatti salito al 9,4% (era il 2,2% nello stesso trimestre del 2019). Lo rende noto l’Istat.
Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -5,9% (+1,0% nel terzo trimestre del 2019). Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso negativo, con un’incidenza sul Pil del -3,7% (+0,8% nel terzo trimestre del 2019).
Scende la pressione fiscale, che è stata pari al 39,3%, in riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 6,3% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali delle famiglie è cresciuta del 12,1%.
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Anche a dicembre l’Italia resta in deflazione
ROMA (ITALPRESS) – A dicembre 2020 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,3% su base mensile e una diminuzione dello 0,1% su base annua (da -0,2% del mese precedente). Lo rende noto l’Istat nelle sue stime preliminari.
In media, nel 2020 i prezzi al consumo registrano una diminuzione pari a -0,2% (da +0,6% del 2019). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”), i prezzi al consumo crescono dello 0,5% (come nell’anno precedente) e al netto dei soli energetici dello 0,7% (da +0,6% del 2019).
L’inflazione rimane negativa per l’ottavo mese consecutivo, a causa per lo più dei prezzi dei Beni energetici (-7,7%, da -8,6% del mese precedente) i cui cali meno marcati, insieme con quelli dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da -1,6% a -0,7%) ne determinano però la minore ampiezza.
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Stellantis, Landini “Accordo storico, governo non sia spettatore”
ROMA (ITALPRESS) – «E’ davvero singolare che mentre si è di fronte al più grande accordo finanziario e industriale europeo, il governo italiano, dopo aver concordato un ingente prestito, rischi di fare da spettatore e la maggioranza stia morendo di tattica nel discutere sulla composizione dell’eventuale nuovo esecutivo. Questo è grave». Ed è la questione centrale, secondo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini intervistato
da La Repubblica in riferimento alla fusione Fca-Peugeot. “Sicuramente siamo di fronte a un passaggio storico. Quello che ha portato a Stellantis è, ripeto, il più grande accordo finanziario e industriale tra soggetti privati che si è realizzato in Europa. Il tutto in un settore strategico come quello della mobilità. Torna la centralità industriale della produzione di mezzi per il trasporto di persone e merci. E questo accade mentre l’Europa ripensa, con il Next Generation Eu, le logiche della mobilità, della sostenibilità ambientale e digitale mettendo a disposizione degli Stati miliardi di euro come non se ne erano mai visti, in una logica, in più, di condivisione del debito».
«Banalmente che ciascuno faccia la sua parte: l’impresa investa sull’innovazione, la qualità del lavoro e l’occupazione; il governo fissi le linee di politica industriale necessarie in una logica europea – continua Landini – non abbiamo più tempo da perdere sul terreno degli investimenti sulle nuove frontiere produttive, elettrico, ibrido ed idrogeno».
«Insisto, siamo davanti a un cambiamento epocale, non esito a definirlo storico perchè non ci sono precedenti. Ed è un cambiamento, non la fine del capitalismo. Ma senza un’azione pubblica e la valorizzazione del lavoro perderemo un’occasione».
Ma come si risolve la contraddizione tra capitale globale, senza confini e vincoli nazionali, e i lavoratori, per ovvie ragioni, locali?
Una delle novità di Stellantis è proprio quella sulla partecipazione dei lavoratori nel cda del gruppo.
Serve una legge per renderla applicabile? «In Italia sì. In Francia e Germania ci sono già. Anche questo è un tassello di quel sistema che si deve realizzare per sfruttare appieno le opportunità».
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In forte calo la domanda di lavoro
ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020 lo shock da Covid-19 frena i programmi di assunzione delle imprese, con un calo del 30% rispetto all’anno precedente, corrispondente a circa 1,4 milioni di contratti di lavoro in meno, inclusi quelli stagionali e di collaborazione. La flessione dei piani di assunzione ha toccato tutti i settori ma è stata più marcata nella filiera dell’accoglienza e della ristorazione (-40,7% per gli ingressi previsti) e in alcuni comparti di punta del made in Italy, come la moda (-37,9%). Mentre flessioni più contenute si registrano nelle costruzioni (-15,9%), nella sanità e servizi sociali privati (-17,1%) e nella filiera agro-alimentare (-19,7%). Sono queste alcune delle tendenze che emergono dal Bollettino 2020 del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, nel monitoraggio annuale dei flussi di entrata nelle imprese e delle competenze richieste dal mercato del lavoro.
Nonostante la contrazione dell’occupazione, sale al 30% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati (contro il 26% del 2019) a causa della mancanza di candidati o della preparazione inadeguata. La domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti (pari a 3,2 milioni di unità) riflette dunque gli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti difficilmente reversibili e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale.
Oltre 4 imprese su 10 che hanno investito in trasformazione digitale hanno puntato sulle modifiche dei modelli di business, con l’adozione di strumenti di digital marketing (+16 punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid), sulle innovazioni organizzative, con l’ampia diffusione nell’utilizzo dello smartworking (+17 punti percentuali), o, sotto l’aspetto prettamente tecnologico, sull’acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+10 punti percentuali, ndr).
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Dalle assemblee di Fca e Psa via libera alla fusione, nasce Stellantis
TORINO (ITALPRESS) – Via libera dalle assemblee di Fca e Psa alla fusione che darà vita al gruppo Stellantis.
“Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici. Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità. Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro, ed è stata quest’ambizione a unirci”, ha detto John Elkann, presidente di Fca.
“La crisi del Covid-19 ha dimostrato la maturità dei soci di Fca e Psa nel portare avanti il progetto di fusione, fino a oggi”, afferma Carlos Tavares, Ceo del gruppo Psa.
“Siamo pronti”, aggiunge il manager portoghese, che sottolinea come “la complementarità tra i due gruppi è ai vertici del settore, si crea il quarto gruppo automobilistico mondiale”. Secondo Tavares, “il nuovo gruppo a livello tecnologico avrà migliori capacità di investimento, ricerca e sviluppo dei propri progetti”.
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Saldi, interessato 1 consumatore su 2 ma spesa resta un’incognita
ROMA (ITALPRESS) – Dopo l’avvio ‘teoricò del 2 gennaio in Basilicata, Molise e Valle d’Aosta, con il primo giorno arancione in cui i negozi possono rimanere aperti partono le vendite di fine stagione invernali. Vendite che questa settimana prenderanno il via in altre 10 regioni. Alta l’attenzione dei consumatori: un italiano su due si dice interessato ad acquistare e i negozi di moda sperano di agguantare finalmente l’inversione di tendenza, dopo un anno terribile che ha visto svanire 16 miliardi di vendite in abbigliamento ed accessori. A stimarlo è Confesercenti, sulla base di un sondaggio condotto sui consumatori in occasione delle vendite di fine stagione invernali. Particolarmente sotto tono il bilancio di Natale, quasi dimezzato: i negozi segnalano in tutta Italia cali del 30% rispetto alle vendite natalizie del 2019, con punte del -40% nelle attività nei centri storici e nelle città d’arte che, oltre all’emergenza pandemica e alla riduzione del reddito disponibile dei consumatori, soffrono anche l’assenza dei flussi turistici.
Proprio a causa dell’emergenza Covid e delle restrizioni, le vendite di fine stagione quest’anno avranno un avvio anomalo, in ordine sparso. Nel frattempo, però, i negozi potranno procedere alle vendite promozionali, liberalizzate in tutto il territorio nazionale tranne che in Veneto e in Puglia. Quest’anno, la spesa è un’incognita. Solo il 10% degli intervistati ha dichiarato di aver già stabilito un budget per gli acquisti ai saldi: in media di 165 euro a persona, in linea con lo scorso anno. Ma la spesa potrebbe essere più alta, visto che il 75% del campione preferirà decidere gli acquisti sul momento, a seconda delle occasioni. Più definite invece le intenzioni di acquisto. Quest’anno in cima ai desideri degli italiani ci saranno scarpe e capispalla: entrambe le voci vengono indicate come possibile acquisto dal 40% degli intervistati, con i capispalla trainati dal clima freddo. Seguono prodotti di maglieria (38%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%), poi borse (13%) ed accessori (11%).
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