MILANO (ITALPRESS) – Sgravi per incentivare il lavoro femminile, 400 milioni per vaccini e cure anti-Covid, tre miliardi per l’assegno unico per i figli. Sono queste alcune delle misure della nuova legge di Bilancio, approvata in via definitiva dal Consiglio dei ministri. Oltre 200 pagine e 248 articoli per una manovra da 40 miliardi, definita “ibrida”, perchè unisce interventi legati all’emergenza Covid con misure che mettono le basi per l’avvio nel 2021 del piano di aiuti europeo con il Recovery Fund. Si tratta, in ogni caso, di un testo provvisorio che entro fine anno sarà arricchito da nuovi provvedimenti, anche grazie al nuovo scostamento di bilancio previsto nei prossimi giorni. Il testo è lo stesso approvato il 18 ottobre “salvo intese” con l’aggiunta di nuove misure.
In ogni caso la definizione completa arriverà solo con il consueto maxi-emendamento di fine anno.
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Il Consiglio dei Ministri approva la manovra da 40 miliardi
Astm, in funzione l’autostrada Jatai-Uberlandia in Brasile
Da venerdì 13 novembre, nell’ambito della rete autostradale gestita in Brasile da EcoRodovias (Società del Gruppo Astm), è entrata ufficialmente in esercizio la nuova autostrada “Ecovias do Cerrado”.
EcoRodovias si era aggiudicata la concessione del sistema autostradale BR 364/365 nel settembre del 2019 al termine della gara promossa dall’Agenzia Nazionale dei Trasporti Terrestri del Brasile. Ecovias do Cerrado è un asset infrastrutturale strategico che collega le città di Jatai nello Stato di Goiàs alla città di Uberlandia nello Stato di Minas Gerais per uno sviluppo totale di 437 chilometri e rappresenta una delle più importanti rotte per il trasporto di grano dalle grandi aree agricole del centro e dell’ovest del paese verso il Porto di Santos così come per il rifornimento di prodotti alimentari e industriali per gli Stati di Goiàs e di Minas Gerais.
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Italia in deflazione da sei mesi
ROMA (ITALPRESS) – Prosegue la deflazione in Italia. A ottobre l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,3% su base annua (da -0,6% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
Pur registrando per il sesto mese consecutivo un’inflazione negativa a causa per lo più dei prezzi dei Beni energetici (-8,7%), la flessione dell’indice NIC si dimezza rispetto al mese precedente. Ciò è dovuto all’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +2,7% di settembre a +3,5%) e alla minore ampiezza della diminuzione, che rimane sostenuta, di quelli degli Energetici regolamentati (da -13,6% a -7,2%). Accentuano invece la flessione i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da -8,2% a -9,4%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe, rispettivamente da +0,1% a +0,2% e da +0,2% a +0,5%.
“Anche a ottobre l’inflazione al netto delle componenti più volatili, tra le quali quella degli energetici – caratterizzati dalla persistenza di tendenze negative dei prezzi – pur accelerando, rimane modesta. D’altra parte, la crescita dei prezzi del cosiddetto carrello della spesa si conferma vivace, trainata dagli incrementi dei prezzi degli alimentari freschi”, commenta l’Istat.
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A settembre in rialzo debito pubblico ed entrate fiscali
ROMA (ITALPRESS) – A fine settembre il debito delle Amministrazioni pubbliche era pari a 2.582,6 miliardi, in aumento di 3,8 miliardi rispetto al mese precedente. Lo rende noto la Banca d’Italia.
Il fabbisogno del mese (20,9 miliardi) è stato solo parzialmente compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (-16,3 miliardi, a 84,5) e dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (che hanno complessivamente ridotto il debito di 0,8 miliardi).
Il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 4,4 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,6 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.
Rispetto al mese precedente, la vita media residua del debito è rimasta sostanzialmente stabile, risultando pari a 7,2 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è aumentata di 0,4 punti percentuali, al 20,5 per cento.
A settembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 29,7 miliardi, in aumento del 6,0 per cento (1,7 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2019. Nei primi nove mesi dell’anno le entrate tributarie sono state pari a 288,1 miliardi, in diminuzione del 5,6 per cento (-17,1 miliardi) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
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Confronto Landini-Bonomi “Fare sistema per uscire dalla crisi”
ROMA (ITALPRESS) – Contratti, lavoro, welfare, investimenti: questi i temi al centro del confronto tra il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in occasione della tre giorni “Futura. Lavoro, ambiente, innovazione”, promossa dalla Cgil, al Teatro Brancaccio di Roma. “Ci troviamo in un momento storico molto particolare, stiamo tutti vivendo la drammaticità di questo momento, il tema dell’inclusività è un tema fondamentale oggi, in un rapporto di interlocuzione, anche duro, credo oggi ci sia la necessità di mettersi intorno ad un tavolo per un ‘patto per ‘Italià al di là delle differenze troviamo delle soluzioni per il Paese”, ha detto Bonomi. “E’ il momento delle responsabilità, noi come Confindustria abbiamo una grande responsabilità, attraverso la nostra capacità di dialogo, di confronto, credo che passeranno le sorti del paese”.
Parole che trovano d’accordo Landini: “Questo cambiamento o si fa insieme o non si fa. Penso che oggi è il momento di investire sul lavoro, il rinnovo dei contratti sia nel pubblico che nel privato è un elemento di investimento su lavoro e crescita del Paese”.
In merito alla questione contratti il presidente di Confindustria ha ricordato che “metà dei contratti sono stati rinnovati sotto la mia presidenza. Come il contratto della sanità privata fermo da 14 anni. Anche ieri è stato firmato quello delle telecomunicazioni fermo dal 2014. Sembra che i contratti non vengono rinnovati, ma i numeri dicono che non è così, sul tema della rappresentanza noi dobbiamo portare avanti gli accordi presi nel ‘patto della fabbricà. Lo strumento ce lo siamo dati, portiamolo avanti. Decontribuzione dei salari? Non credo sia quella la strada, la mia idea è quella di stare sul welfare aziendale: mettere più soldi in tasca agli italiani è corretto ma non è detto che si trasformi in consumo, anzi in questo momento emergenziale i risparmi sono aumentati”.
Landini riconosce come “la sigla di alcuni contratti come quelli sulle telecomunicazioni, legno, gomma-plastica sono segnali importanti che indicano lo sblocco di una situazione totalmente ferma. Ma restano 12 milioni di persone in attesa di rinnovo: metalmeccanici, multiservizi, commercio, tessili, non si possono allungare ancora i tempi”.
Il segretario della Cgil denuncia che “c’è stata una precarietà senza precedenti, sarebbe ora di pensare ad nuovo Statuto dei diritti per i lavoratori. Poi sulla rappresentanza c’è il nodo dei contratti pirata, servono provvedimenti legislativi. E’ importante riconoscere che i contratti sono validi se chi li firma è rappresentativo” e che “il nostro Paese in questi anni non ha fatto sistema”.
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Landini “Nel mercato serve un nuovo ruolo dello Stato”
ROMA (ITALPRESS) – “C’è da fare un cambiamento radicale, c’è da lanciare la responsabilità sociale di fare impresa, noi dobbiamo premiare anche i comportamenti virtuosi di chi fa impresa, e punire chi non si comporta bene”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aprendo la tre giorni”Futura: lavoro, ambiente, innovazione” e confrontandosi con il premier Giuseppe Conte.
“Per me un altro problema riguarda il ruolo dello Stato nell’economia. Il mercato lasciato libero non è in grado di rispondere alle sfide che oggi ci sono, bisogna fare delle scelte, dare delle direzioni – ha aggiunto -. L’idea dei settori oggi è superata, progettare il cambiamento vuol dire questo”. Landini ha ribadito che “serve un nuovo ruolo dello Stato: dia finanziamenti, ma serve andare tutti nella stessa direzione per progettare un cambiamento della produzione e dello sviluppo”.
“Noi stiamo chiedendo di incentivare i contratti di solidarietà, per redistribuire il lavoro tra tutti, vogliamo introdurre anche il diritto alla formazione, vogliamo estendere la Naspi, per chi perde il lavoro, abbiamo bisogno, di una riforma degli ammortizzatori sociali”, ha sottolineato Landini, che ha aggiunto: “Dovremmo fare diventare il 2021 l’anno del nuovo Statuto dei diritti dei lavoratori. C’è poi il tema della formazione permanente, si devono progettare insieme i cambiamenti”.
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Bce, la pandemia frena la ripresa
TORINO (ITALPRESS) – Causa Covid-19, “la ripresa economica dell’area dell’euro perde slancio più rapidamente delle attese, dopo il forte, benchè parziale e disomogeneo, recupero dell’attività economica nei mesi estivi”. Non riserva buone notizie il bollettino mensile della Bce, pubblicato stamane, e conferma i peggiori timori per fine anno. Secondo Francoforte, “l’incremento dei casi di Covid-19 e il connesso inasprimento delle misure di contenimento pesano sull’attività, provocando un evidente deterioramento delle prospettive a breve termine”. Oltre alle deboli prospettive per il mercato del lavoro, “è l’incertezza a gravare sul comportamento dei consumatori”. Con evidenti ricadute su ordini, stock e produzione. In questo scenario le banche, prosegue la Bce, stando a quanto riporta l’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro di ottobre 2020, nel terzo trimestre di quest’anno “hanno inasprito i propri criteri di concessione dei prestiti a imprese e famiglie a causa di un aumento del rischio percepito”. Segnali e decisioni, che rallentano l’economia globale, l’inflazione a livello mondiale si è perciò mantenuta bassa, e resterà negativa nell’area euro fino a inizio 2021. L’insieme di questi fattori, spiega il bollettino, “condurrà, con ogni probabilità, a un significativo ridimensionamento della crescita del prodotto nell’ultimo trimestre dell’anno, come anticipato da indagini recenti”. Il Consiglio direttivo lascerà invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce, proseguiranno gli acquisti nell’ambito del programma di acquisto per l’emergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP) con una dotazione finanziaria totale di 1.350 miliardi di euro, e che dureranno fino a metà 2021.
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Recovery Fund, Bonomi “Non spacchettare le risorse”
ROMA (ITALPRESS) – “La vera sfida del Paese è garantire l’esecuzione degli interventi, è fondamentale dotare il Pnrr di un unico fondo di Recovery in cui inserire le risorse senza spacchettarle tra ministeri, e di una governance unitaria collegata alla Presidenza del Consiglio che assicuri efficienza e organicità nella gestione degli interventi”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in un videomessaggio inviato in occasione del convegno “Investire, accelerare, crescere – Dall’Agenda digitale al Recovery Fund: colmare i ritardi, rilanciare il Paese” organizzato da Confindustria Digitale e Luiss Business School. “Questi temi sono stati al centro della trilaterale con le associazioni francesi e tedesche, abbiamo avanzato proposte concrete per una vera solidarietà tra Stati europei, crescita green e digitalizzazione. Abbiamo confermato l’impegno a realizzare progetti e interventi comuni per il digitale con la piena disponibilità affinchè si possa cogliere l’opportunità del Next Generation Eu”, ha aggiunto.
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