Nel terzo trimestre 2019 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari all’1,8%, invariato rispetto allo stesso trimestre del 2018. Lo rileva l’Istat.
Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,6% (era 1,9% nel terzo trimestre del 2018).
Il saldo corrente delle AP è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,1% (1,2% nel terzo trimestre del 2018). La pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,4%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è diminuita di 0,1 punti percentuali scendendo all’8,9%.
A fronte di una variazione nulla del deflatore implicito dei consumi, anche il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,3%.
La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 40,7%, è rimasta invariata rispetto al trimestre precedente.
Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,4%, è aumentato di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
(ITALPRESS).
NEL III TRIMESTRE DEFICIT/PIL STABILE ALL’1,8%
VOGLIA DI SALDI PER DUE ITALIANI SU TRE
Rimane stabile la percentuale di chi farà acquisti durante il periodo dei saldi (61,8%) e sono soprattutto le donne, tra i 35 e i 44 anni e residenti al Sud, a rappresentare l’identikit del consumatore-tipo che approfitterà degli sconti per rinnovare il proprio guardaroba. E’ quanto emerge dall’indagine sugli acquisti degli italiani in occasione della stagione dei saldi invernali 2019 realizzata da Confcommercio Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research. Tra i prodotti più gettonati, capi di abbigliamento (95,9%), calzature (82%), accessori (37%) e biancheria intima (30%); i negozi di fiducia o abituali si confermano il canale di acquisto preferito (56,1%), ma continua a crescere il web a cui ricorre il 21,3% dei consumatori (+2,4% rispetto al 2019), percentuale che sale al 44% per gli acquista dei prodotti di moda.
Un successo, quello del web, legato prevalentemente a motivazioni di convenienza economica; in ogni caso, evidenzia l’indagine, che si tratti di acquisti nei negozi fisici o su Internet, sono sempre più numerosi i consumatori che giudicano positivamente qualità e varietà dei prodotti e che si sentono tutelati quando acquistano in saldo. Dal lato dell’offerta, solo 1 impresa su 4 si aspetta un maggiore afflusso di clientela nel proprio punto vendita durante i saldi e risultano in leggero aumento le offerte di sconti tra il 30 e il 40% ed oltre il 50%.
(ITALPRESS).
ACCELERA IL MERCATO DELL’AUTO, A DICEMBRE +12,5%
Accelera il mercato dell’auto a fine 2019. La Motorizzazione ha immatricolato a dicembre 140.075 vetture nuove, con un aumento del 12,48% rispetto allo stesso mese del 2018, durante il quale ne furono immatricolate 124.535. A novembre 2019 erano state invece immatricolate 150.819 autovetture, con una variazione di +2,33% rispetto a novembre 2018, durante il quale ne furono immatricolate 147.386. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nello stesso periodo di dicembre 2019 sono stati registrati 320.799 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -4,88% rispetto a dicembre 2018, durante il quale ne furono registrati 337.269 (nel mese di novembre 2019 sono stati invece registrati 336.112 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -10,22% rispetto a novembre 2018, durante il quale ne furono registrati 374.356).
A dicembre 2019 il volume globale delle vendite (460.874 autovetture) ha dunque interessato per il 30,39% auto nuove e per il 69,61% auto usate.
Nel periodo gennaio-dicembre 2019 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 1.916.320 autovetture, con una variazione di +0,29% rispetto al periodo gennaio-dicembre 2018, durante il quale ne furono immatricolate 1.910.701. Nello stesso periodo di gennaio-dicembre 2019 sono stati registrati 4.185.530 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -5,44% rispetto a gennaio-dicembre 2018, durante il quale ne furono registrati 4.426.268.
(ITALPRESS).
3 FAMIGLIE SU 4 VIVONO IN UNA CASA DI PROPRIETÀ
Il 75,2% delle famiglie, tre su quattro, risiede in una casa di proprietà. Nel 2016 la superficie media di un’abitazione è pari a 117 m2 e il suo valore medio è di circa 162 mila euro (1.385 euro/m2). In generale, le abitazioni possedute da persone fisiche hanno un valore complessivo, includendo anche le relative pertinenze, di 5.526 miliardi di euro, mentre il valore complessivo del patrimonio abitativo supera i 6.000 miliardi. Sono alcuni dei dati contenuti nella settima edizione di Gli Immobili in Italia, la pubblicazione biennale che fotografa il patrimonio immobiliare italiano realizzata dall’Agenzia delle Entrate e dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia in collaborazione con il partner tecnologico Sogei.
Quasi il 60% dei 57 milioni di immobili di proprietà di persone fisiche in Italia è utilizzato come abitazione principale o pertinenza. Secondo i dati indicati dai contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi, infatti, circa il 34,2% degli immobili, pari a 19,5 milioni di unità, sono abitazioni principali, a cui si somma un ulteriore 23,3% relativo alle pertinenze (cantine, soffitte, box o posti auto), circa 13,3 milioni di unità.
Nel 2016 il valore del patrimonio abitativo ammonta complessivamente a 6.004,4 miliardi, in leggero calo rispetto al 2015 (6.096,9 miliardi). Di questi, circa il 92%, pari a 5.526 miliardi si riferisce alle abitazioni e relative pertinenze di proprietà delle persone fisiche.
(ITALPRESS).
AL VIA I SALDI, ACQUISTI PER IL 40% DEGLI ITALIANI
Tra il 2 ed il 4 gennaio prenderanno il via in tutta Italia i saldi invernali. Valle d’Aosta, Basilicata e Sicilia saranno le prime regioni a partire giovedì 2, mentre nel resto d’Italia le vendite di fine stagione si apriranno sabato 4. Oltre 4 italiani su dieci (il 41%) hanno già programmato di approfittare dei saldi per acquistare uno o più prodotti, per un budget medio previsto di 168 euro a persona. È quanto emerge dall’indagine previsionale sui saldi condotta da SWG per Confesercenti su un campione di 1.200 consumatori.
L’interesse da parte delle famiglie rimane elevata: i saldi invernali si confermano l’evento commerciale più atteso dell’anno, con una percentuale di consumatori decisi ad acquistare superiore di 8 punti a quella dell’ultimo Black Friday. I saldi sono attesi soprattutto nelle regioni del Sud, dove il 46% degli intervistati annuncia di avere intenzione di avvalersi degli sconti di fine stagione per rinnovare il guardaroba. La percentuale si riduce al 41% nelle regioni del Centro e al 38% in quelle del Nord.
Complessivamente, si registra una lieve riduzione dell’appeal rispetto ai saldi invernali del 2019, che hanno visto la partecipazione del 48% degli italiani. Aumenta invece dal 37 al 41% la quota di consumatori che deciderà se acquistare sul momento, in base alle offerte.
Sul risultato pesa, in primo luogo, un meteo invernale più mite del solito in molte aree di Italia. Ma anche la concorrenza da parte della bulimia di promozioni prenatalizie e natalizie cui sono stati sottoposti i consumatori, a partire proprio da un Black Friday particolarmente ‘ravvicinato’, a meno di un mese dal Natale.
La media di 168 euro nasconde una spesa media fortemente polarizzata: il 43% acquisterà per meno di 100 euro, mentre il 47% spenderà tra il 100 ed i 300. Solo il 6% ha previsto una spesa tra i 300 ed i 500 euro, mentre il 4% più di 500 euro.
Nonostante la crescente concorrenza del web, i saldi rimangono un evento legato soprattutto ai negozi fisici, scelti dai consumatori 8 volte su 10: il 33% degli acquisti dei saldi avverrà infatti in una grande catena o presso negozi brandizzati, seguiti da vicino dai negozi indipendenti, cui si rivolgeranno il 28% dei clienti. Il 22% sceglierà infine un outlet, mentre solo il 17%, invece, cercherà l’affare scontato sul web.
Quest’anno, in cima ai desideri degli italiani ci sono le scarpe: è la spesa prevista dal 47% di chi ha già deciso di comprare. Seguono prodotti di maglieria (45%), capispalla (27%), capi di camiceria (26%), magliette e intimo (entrambi al 22%). Ma c’è anche un 15% in cerca di borse ed un 12% di altri accessori, dalle sciarpe alle cinture.
(ITALPRESS).
L’evoluzione dell’industria: verso un orizzonte 5.0
Non c’è limite all’evoluzione industriale, un motore sempre acceso e proiettato verso nuove prospettive produttive. Il mondo globale sta sperimentando quella che viene definita e universalmente riconosciuta come ‘quarta rivoluzione industriale’, ma è già tempo di guardare ancora più oltre. Verso un orizzonte temporale ancora indefinito, nel quale sorgerà una versione addirittura 5.0 dell’industria, che andrà a sostituirsi alla moderna industria 4.0.
Per capire come siamo arrivati fino a questo punto, all’alba di un mondo dove i protagonisti assoluti saranno sempre più macchinari all’avanguardia interconnessi e ‘intelligenti’, giova fare un passo indietro alla scoperta dei passaggi cruciali della Storia industriale globale. La prima rivoluzione industriale aveva interessato in prevalenza il settore del tessile e la metallurgia, con un ‘picco’ rappresentato dall’introduzione della macchina a vapore nel ‘700. Poi, con l’avvento dell’elettricità, del petrolio come nuova fonte di energia e dei prodotti chimici, arriva intorno alla seconda metà del XIX secolo la seconda rivoluzione industriale, la cui naturale evoluzione sarà poi negli anni ‘50 del secolo scorso la rivoluzione digitale (ovvero la terza rivoluzione industriale).
Questa corrisponde al momento di passaggio dalle tecnologie analogiche ed elettriche a una tecnologia digitale che ha visto proliferare i computer e i sistemi per la conservazione di dati e documenti. Infine si è arrivati alla quarta rivoluzione industriale che ha dato vita, circa un decennio fa, al concetto di ‘Industria 4.0’, ovvero un’esplosione di modernità che ha travolto in particolare le industrie manifatturiere, con l’obiettivo dichiarato di incrementare la competitività in un mercato sempre più globale e senza confini, proiettato verso lo spazio.
Presente e futuro dell’automazione industriale
È da registrare, peraltro, un alto numero di investimenti realizzati nel nostro Paese proprio nell’ambito della tecnologia manifatturiera, con il preciso intento di compiere al meglio il passaggio all’Industria 4.0: quest’ultima, per capire, è la tendenza dell’automazione industriale che punta a integrare delle avanguardie tecnologiche in modo da riuscire a migliorare produttività e qualità degli impianti, ma anche per rendere le condizioni di lavoro sempre migliori e creare nuovi modelli di sviluppo per il business.
E in un momento così cruciale e delicato per le aziende che vogliono restare al passo con l’innovazione, è essenziale sapere di potersi affidare a degli specialisti del settore della componentistica e dell’automazione in grado di offrire soluzioni che vengono direttamente dai professionisti del settore, oltre che di assicurare assistenza nella progettazione e selezione dei componenti idonei e nella installazione e configurazione in relazione alla fase di ‘post vendita’.
Uomini e robot nelle linee di produzione industriale
Questo mentre è già in fase di sviluppo il concetto di ‘quinta rivoluzione industriale’, che sarà interamente incentrata sulla cooperazione tra macchine e umani. L’obiettivo sarà quello di far lavorare in modo sempre più armonico l’intelligenza dell’operatore umano con quella cosiddetta artificiale. Una collaborazione, quella tra uomini e macchine intelligenti, che punta al sempre maggiore sviluppo di un valore aggiunto all’interno del processo produttivo.
Con implicazioni importanti e obiettivi hi-tech che ruotano attorno agli ambiti della sicurezza, della performance e della riduzione dell’errore. Al giorno d’oggi, comunque, a dominare la scena delle piccole e grandi imprese è senza dubbio ancora lo sviluppo al meglio delle potenzialità del concetto di industria 4.0.
Alla base di quest’ultimo c’è l’avvento di internet, che viene combinato con le nuove tecnologie. Sono i cobot (ovvero i ‘collaborative robot’) i protagonisti, come quelli creati dall’azienda Omron, leader del settore. Le parole chiave? La sicurezza come priorità, una programmazione semplificata e cambi di produzione più rapidi. Diversamente dai robot tradizionalmente impiegati nelle linee di produzione, i cobot sono programmati per interagire con gli esseri umani all’interno di spazi di lavoro in condivisione.
La flessibilità degli impianti è sempre più il tema chiave della moderna ‘fabbrica 4.0’, all’interno della quale le macchine lavorano con gli uomini e da questi ultimi apprendono le operazioni da compiere. Le performance potranno essere sempre implementate con dei test virtuali in grado di anticipare il flusso di lavoro e la parte operativa, tutto questo mentre la fabbrica sarà sempre più in grado di approvvigionarsi di energia senza sprechi o alti costi.
Verso una ‘super smart society’
Si tratta di una lenta progressione che ormai è stata innescata, destinata a dominare il panorama imprenditoriale nel futuro prossimo. Nell’orizzonte dell’industria 5.0 si potrà poi assistere allo sviluppo di una ‘super smart society’, la quale sarà governata proprio grazie alla cooperazione intelligente tra le macchine e le persone.
Lo scopo sarà mettere a segno un’evoluzione dello sfruttamento delle capacità possedute dalle macchine, in un’ottica di mantenimento di alti volumi di produzione. E questo, naturalmente, per rendere le varie attività qualitativamente sempre migliori, anche grazie all’apporto degli operatori umani la cui attività specie di coordinamento rimarrà centrale. Si assiste insomma a una ridefinizione dell’intervento delle persone nel processo produttivo, che resta però imprescindibile all’interno dell’orizzonte 5.0.
Quello dei robot è un mondo che fa parte della cultura popolare, legato a doppio filo com’è al concetto di modernità, anche grazie a una massiccia presenza delle macchine nella letteratura ma anche sul grande schermo. Nel mondo dell’arte i robot sono descritti come compagni di viaggio efficienti e ideali, proprio come accade con i droidi C1P8 e C3PO (quest’ultimo è di forma umanoide) nella saga cinematografica di Star Wars. In generale, vengono ancora percepiti e intesi come sinonimo di ‘futuro’, ma dall’immaginario siamo ormai passati a un’operatività concreta e reale, specie nella vita di tutti i giorni delle moderne fabbriche.
È qui che condividono spazi e mansioni, configurandosi come ‘colleghi’ dei partner umani. Ecco perché la nuova era industriale punta sullo sviluppo a tempi serrati di risorse tecnologiche sempre più potenti, con una particolare attenzione proprio al campo della robotica.
ALLIANZ, UNA CAMPAGNA TV PER AUGURARE BUONE FESTE
Allianz augura Buone Feste agli italiani con uno spot natalizio di 40 secondi che andrà in onda fino a Capodanno sulle principali emittenti televisive con alta qualità di programmazione in prime time.
Lo spot, ambientato nella Torre Allianz, sede milanese della compagnia assicurativa guidata dall’amministratore delegato Giacomo Campora, grazie ad una simpatica metafora rappresenta i valori di Allianz e di tutte le persone – professionisti, agenti e financial advisors – che vi lavorano.
Alla campagna hanno lavorato il regista Roberto Badò, l’executive producer Andrea Ciarla, la producer Cinzia Morandi e il team di FilmMaster Productions.
CAPODANNO, LA MONTAGNA VERSO IL TUTTO ESAURITO
Il mercato di Capodanno si conferma tra i più dinamici per il turismo ricettivo italiano. Per il ponte della notte di San Silvestro (28 dicembre-1 gennaio) risulta già prenotato l’83% delle strutture ricettive disponibili online. A trainare sono soprattutto le destinazioni di montagna, dove si registrano tassi d’occupazione del 98%. E’ quanto emerge dal consueto monitoraggio condotto sulle principali On Line Travel Agency italiane da CST per Assoturismo Confesercenti. Le regioni con le migliori aspettative sono quindi quelle caratterizzate dalla montagna: Valle d’Aosta e Trentino Alto-Adige, in particolare, sono proiettate verso il “tutto esaurito”. Interessanti risultati sono attesi anche per l’Umbria (95%) e la Toscana (91%), mentre ad eccezione di alcune regioni del Sud Italia, le rimanenti aree presentano tassi di occupazione superiori all’80%. Il buon risultato di Capodanno è in controtendenza rispetto al quadro complessivo delle feste, che hanno registrato un avvio deludente. Secondo la consueta indagine previsionale realizzata dal Centro Studi Turistici per conto di Assoturismo Confesercenti su un campione di 1.289 imprenditori ricettivi, i pernottamenti nelle strutture ricettive italiane per il periodo delle feste quest’anno si dovrebbero attestare sui 12,6 milioni. Un lieve rallentamento del mercato, anche se il trend per le strutture alberghiere (-0,5%) appare sicuramente migliore rispetto a quello atteso per le imprese dell’extralberghiero (-1,4%). Le previsioni sono più positive per le aree di montagna (+0,2% grazie soprattutto all’incremento della domanda estera) e dei laghi (+0,1% preferite in particolar modo dagli italiani). Valori di sostanziale stabilità sono attesi, invece, per le imprese dell’offerta termale e benessere, mentre percentuali di flessione sono state segnalate dagli imprenditori ricettivi delle città d’arte (-0,9%) e delle aree rurali e della collina (-0,8%). Cali più marcati, infine, sono stimati per le località marine (-1,5%) e ad “altro interesse” (-1,5%).
(ITALPRESS).













