Home Economia Pagina 463

Economia

A SETTEMBRE FATTURATO E ORDINI IN CRESCITA PER L’INDUSTRIA

ROMA (ITALPRESS) – A settembre l’Istat stima che il fatturato dell’industria aumenti dello 0,2% rispetto al mese precedente.
Nel terzo trimestre l’indice complessivo è invece diminuito dello 0,7% rispetto al secondo trimestre. Anche gli ordinativi registrano a settembre un incremento congiunturale (+1%), mentre il terzo trimestre del 2019 è in diminuzione dell’1,7% rispetto al trimestre precedente. La dinamica è sintesi di una modesta crescita del mercato interno (+0,4%) e di una lieve diminuzione di quello estero (-0,3%). Per gli ordinativi l’incremento congiunturale riflette un aumento delle commesse provenienti da entrambi i mercati, meno ampio per il mercato interno (+0,7%) e più marcato per quello estero (+1,5%).
Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale diminuisce rispetto allo stesso mese dello scorso anno dell’1,6%, con cali dell’1,5% sul mercato interno e del 2% sul quello estero. L’indice grezzo degli ordinativi aumenta invece dello 0,3%, con andamenti speculari per i due mercati (+2,3% quello interno e -2,3% quello estero).
(ITALPRESS).

MADRI PENALIZZATE, SOLO IL 57% HA UN LAVORO

0

Nel 2018, sono complessivamente 12 milioni 746 mila le persone tra i 18 e i 64 anni (34,6%) che si prendono cura dei figli minori di 15 anni o di parenti malati, disabili o anziani. Tra queste, i genitori con i figli minori di 15 anni sono oltre 10 milioni e 500 mila, quasi il 29% dei 18-64enni. Nella maggior parte dei casi i figli sono coabitanti, mentre sono 353 mila i genitori (di 18-64 anni) che si occupano regolarmente di figli minori di 15 anni non coabitanti. E’ quanto emerge dai dati del Rapporto Istat sulla conciliazione tra lavoro e famiglia. Sono quasi 650 mila le persone che si prendono cura contemporaneamente di figli minori di 15 anni (coabitanti e non) e di altri familiari malati, disabili o anziani di 15 anni e più: l’1,9% delle donne di 18-64 anni e il 3% della popolazione nella fascia di età 35-54 anni. Il tasso di occupazione dei padri di 25-54 anni, classe di età in cui è più alta la presenza in famiglia di figli di 0-14 anni, è l’89,3% mentre per gli uomini senza figli coabitanti è pari all’83,6%. Situazione opposta per le donne, che risultano penalizzate: il tasso di occupazione delle madri di 25-54 anni è al 57%, quello delle donne senza figli coabitanti è al 72,1%. I tassi di occupazione più bassi si registrano tra le madri di bambini in età prescolare: 53% per le donne con figli di 0-2 anni e 55,7% per quelle con figli di 3-5 anni. Nel 2018, tra le donne da 18 a 64 anni che hanno avuto figli nel corso della vita, le occupate o le ex occupate che hanno interrotto l’attività lavorativa per almeno un mese continuativo allo scopo di prendersi cura dei figli piccoli sono quasi il 50%. L’11,1% delle donne con almeno un figlio non ha mai lavorato per prendersi cura dei figli, un valore decisamente superiore alla media europea (3,7%).
(ITALPRESS).

CDP DA 170 ANNI PER IL PAESE GUARDANDO AL FUTURO

0

Una lunga storia al servizio del Paese futuro. E’ la storia di Cassa Depositi e Prestiti, che oggi celebra 170 anni di attività. La cerimonia, che ha visto la presenza tra gli altri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente della Camera Roberto Fico, del presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, dà il via a una serie di iniziative territoriali volte a valorizzarne il ruolo a sostegno dello sviluppo del Paese. “Il ruolo prezioso di questa istituzione a sostegno della crescita, degli investimenti, dell’occupazione e dello sviluppo territoriale del Paese rende naturale, direi doverosa, la mia presenza ad un evento così significativo. Sin dalla sua fondazione, nel 1850, Cassa Depositi e Prestiti ha saputo interpretare, attraverso la sapiente e oculata gestione del risparmio degli italiani, l’esigenza di certezza, solidità e stabilità di cui il Paese ha sempre avuto bisogno”, ha detto il premier Conte. “Nello stesso tempo, la Cassa è stata un operatore economico capace di muoversi sul mercato con uno straordinario dinamismo, sempre orientato al futuro, alle sfide che il Paese, nel corso dei decenni, ha affrontato per accrescere la sua produttività e la sua competitività”, ha aggiunto.
Quindi, “possiamo affermare senza temere l’accusa di essere retorici o enfatici, che la Cassa è, senza dubbio, il miglior esempio dell’Italia che investe su se stessa”. Dalla sua fondazione, CDP ha contribuito a realizzare le principali infrastrutture di trasporto, strade, ferrovie, porti, e le reti energetiche e di telecomunicazione, così come i principali luoghi del vivere sociale, scuole, ospedali, case popolari, e tutte le altre opere fondamentali al fine di migliorare la qualità dei servizi e la vita dei cittadini. Nel corso del tempo l’attività si è notevolmente ampliata per rispondere ai profondi mutamenti del contesto socio-economico. Per effetto di questi mutamenti, accanto ai tradizionali mutui agli Enti Locali, si sono aggiunte l’attività di finanziamento delle infrastrutture, in collaborazione con soggetti privati, e quella di sostegno alle imprese, per la crescita dimensionale, l’internazionalizzazione e l’innovazione. L’operatività si è estesa anche al settore immobiliare, con iniziative di social housing e di riqualificazione urbana e alla cooperazione internazionale per promuovere iniziative di crescita sostenibile anche nei paesi in via di sviluppo. In tutti questi anni la missione istituzionale di CDP si è realizzata attraverso l’impiego responsabile e consapevole del risparmio postale, un bene prezioso delle famiglie italiane, che ha rappresentato, e riveste tuttora, un ruolo fondamentale per la crescita dell’economia. Un modello virtuoso che ha permesso nel corso dei decenni di raccogliere risorse sul territorio e di investirle nella crescita del Paese, mantenendo intatto il rapporto di fiducia con i risparmiatori. “Da 170 anni Cassa Depositi e Prestiti è protagonista nel sostegno alle infrastrutture e all’economia reale, investimenti che richiedono capitali pazienti e che sono determinanti per la crescita del Paese. CDP è un’istituzione unica, espressione perfetta dell’unione tra pubblico e privato. Per questo motivo, noi vogliamo conciliare una strategia di sviluppo sostenibile con la tutela del risparmio che ci viene affidato, in linea con i principi del nostro Statuto”, ha detto il presidente Giovanni Gorno Tempini.
(ITALPRESS).

MANOVRA, PATUELLI “NESSUNA INVERSIONE DI TENDENZA”

0

“Per quanto riguarda la finanziaria, non vedo sostanziali differenze con quelle degli anni precedenti. Continuano ad esserci avanzi primari cospicui dei pagamenti degli interessi e un saldo di bilancio in deficit senza sostanziali inversioni di tendenza”. Lo ha detto il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, nel corso di un seminario che si è svolto nel fine settimana a Ravenna. “Non ci sono differenze nemmeno nei confronti delle banche – ha aggiunto il numero uno dell’Associazione Bancaria Italiana -: come lo scorso anno ci è stato imposto il differimento dell’incasso dei crediti d’imposta che ci costa come un prestito infruttuoso da 1,6 miliardi di euro”. Entrando invece più nello specifico della manovra, Patuelli ha detto che “nelle misure pro fiducia le cose vanno un po’ meglio che in passato, anche se rappresentano ancora una parte minoritaria della legge di bilancio”. Secondo il massimo rappresentante dei bancari italiani però, “va tenuto conto che il ministro Gualtieri si è dovuto muovere in una situazione emergenziale perché mai, prima d’ora, una crisi di governo si era aperta nel mese di agosto e questo, a livelli di tempistica, per la legge di bilancio ha un peso enorme. Insediandosi quindi in fase avanzata dei tempi di stesura e approvazione del bilancio, il governo è stato costretto ad un’azione più problematica. Mi auspico che questo sia un anno di transizione”.

(ITALPRESS).

IMPRESE, ARRIVA IL LUNEDÌ NERO DELLE TASSE

0

Lunedì sarà una giornata campale per le imprese e il popolo delle partite Iva. Tra il versamento dell’Iva e delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori, l’Ufficio studi della CGIA stima che saranno chiamate a pagare al fisco 26,9 miliardi di euro. Oltre a questo importo, tutte le imprese dovranno versare i contributi previdenziali dei propri dipendenti ed eventuali collaboratori: gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi, inoltre, verseranno all’Inps anche i propri. “Verosimilmente – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – lo Stato incasserà in un solo giorno un importo pari alla dimensione economica della prossima manovra di bilancio. Una cifra da far tremare i polsi, anche se è bene ricordare che si tratta di una partita di giro. Le imprese, in qualità di sostituto di imposta, entro lunedì dovranno versare l’Iva incassata nelle settimane precedenti dalla propria clientela e l’Irpef di competenza delle proprie maestranze. Tuttavia, non mancheranno casi in cui sarà difficile onorare questa scadenza; purtroppo, la mancanza di liquidità sta tornando ad essere un problema assillante, soprattutto per tantissime piccole e micro imprese”.
Il peggio, comunque, deve ancora arrivare. La scadenza del prossimo 30 novembre, che essendo di sabato slitterà a lunedì 2 dicembre, “chiederà” alle imprese altri 28 miliardi di euro circa. Le piccole aziende e gli autonomi, infatti, dovranno “passare alla cassa” per onorare la seconda o unica rata degli acconti Irpef, Irap e Inps. Le società di capitali, invece, pagheranno la seconda o unica rata dell’acconto Ires e Irap.
(ITALPRESS).

IN ITALIA SEMPRE PIÙ CASE IN LEGNO, SETTORE IN CONTROTENDENZA

Circa 3.200 case in legno costruite nel solo 2018, pari al 7,1% delle abitazioni, cui vanno aggiunti gli edifici non residenziali con un fatturato delle imprese costruttrici di oltre 720 milioni di euro, e una crescita del 5% sul 2017. Sono alcuni dati del IV “Rapporto Case ed Edifici in Legno” presentato da FederlegnoArredo, in occasione del “I Forum italiano del Legno” tenutosi a Riva del Garda.

Il Trentino-Alto Adige si conferma capofila con il 21% del totale, seguito a pari merito da Lombardia e Veneto. Le tre regioni complessivamente coprono oltre il 50% in termini di numero di nuove abitazioni realizzate, spesso di edilizia residenziale privata unifamiliare o pocopiù, anche se iniziano a esserci sempre più frequenti casi di edifici a più piani realizzati in legno grazie alle nuove tecniche costruttive.

Per le esportazioni, segmento che vale circa 50 milioni di euro, si è registrato un incremento del 28% sull’anno precedente. Molte delle imprese hanno aumentato le esportazioni di edifici in legno destinando oltre il 10% della produzione Oltralpe.
Svizzera, Germania, Croazia, sono le destinazioni principali, cui si aggiungono Mozambico e Algeria. Numeri che vanno in controtendenza rispetto a un settore dell’edilizia ancora in sofferenza, a conferma dell’interesse crescente di committenti privati e pubblici per questa tipologia di costruzioni.

Per il presidente di Assolegno, Marco Vidoni, “l’edilizia in legno ha molti vantaggi a suo favore, sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni con ampliamenti o sopraelevazioni. Grazie alle caratteristiche tecniche del legno, tra cui leggerezza unita ad elevatissima resistenza strutturale, resistenza agli incendi e ai terremoti, la costruzione in legno è una concreta alternativa a quella tradizionale, capace di offrire maggior confort abitativo e consumi energetici decisamente ridotti”.

“Dal Forum di Riva del Garda esce una maggiore conoscenza delle potenzialità del legno in edilizia – afferma il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini -. L’Italia vanta uno dei maggiori patrimoni silvicoli in Europa, che viene solo parzialmente utilizzato. Il maggiore utilizzo del legno in edilizia facilita l’economia circolare, abbattendo i costi energetici e l’impatto ambientale per la sua costruzione. Inoltre, la materia legno è un volano per l’intera economia”.
(ITALPRESS).

L’INFLAZIONE RALLENTA A OTTOBRE

0

Rallenta l’inflazione. Secondo i dati Istat, a ottobre 2019 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività ha registrato un calo dello 0,1% su base mensile e un aumento dello 0,2% su base annua (in lieve rallentamento da +0,3% di settembre). La stima preliminare era +0,3%.
Il rallentamento dell’inflazione è dovuto principalmente all’ampliamento della flessione dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da -5,3% a -8,0%), solo in parte compensato dall’accelerazione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,4% a +1,8%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +0,6% a +0,7%.
(ITALPRESS).

TERZO VALICO, SCAVI COMPLETATI PER OLTRE IL 40%

0

Superato il 40% degli scavi delle opere in sotterraneo della nuova linea ad alta capacità veloce Terzo Valico dei Giovi realizzata da Cociv, general contractor che vede come leader Salini Impregilo. “Una milestone rilevante, che si accompagna al completamento di tutte le fasi preliminari del progetto – attività espropriative, risoluzione delle interferenze, realizzazione delle cantierizzazioni e delle viabilità di accesso alle aree di lavoro -, per un’opera che rappresenta una grande opportunità di sviluppo occupazionale ed economico, favorendo, una volta completata, gli scambi nelle regioni del Nord Italia e con il resto dell’Europa”, spiega Salini Impregilo in una nota. La linea si sviluppa complessivamente per 53 km, di cui 36 km in galleria, e interessa 14 comuni delle province di Genova e di Alessandria e le regioni Liguria e Piemonte. Con il completamento di circa 36 km di tunnel scavati a fronte degli 84 km totali previsti, sono state ultimate anche tutte le finestre di accesso alla galleria di linea (Polcevera, Cravasco, Castagnola e Val Lemme) ed i relativi cameroni di innesto, e sono al momento operativi tutti i fronti di scavo della galleria di linea e dell’interconnessione di Voltri (innesto della linea su Genova).

“Un lavoro reso possibile grazie alle oltre 5.000 risorse impegnate nella realizzazione dell’opera, fra quelle dirette del Consorzio Cociv e quelle indirette degli affidatari e subappaltatori – prosegue la nota -. Il personale è per gran parte altamente specializzato nelle attività di tunneling, a dimostrazione della expertise italiana che Salini Impregilo intende valorizzare in Italia e nel mondo con Progetto Italia, l’operazione di consolidamento delle infrastrutture nel Paese”. Una volta ultimato il progetto, la galleria di Valico, 27 km a doppia canna, sarà la prima per lunghezza a livello nazionale e la nona a livello mondiale. L’opera assicurerà il collegamento tra Genova e Milano in 50 minuti (rispetto a 1h e 39 minuti attuali) e tra Genova e Venezia in sole 3 ore e 5 minuti. Per questo il Terzo Valico è stato inserito dall’Unione Europea tra i progetti prioritari da realizzare per il completamento della TEN-T, IL programma di sviluppo infrastrutturale di alcune rotte strategiche all’interno dei paesi dell’Unione. E proprio nel corridoio Reno-Alpi, quello che dovrebbe unire Rotterdam con Genova, quindi dal Mare del Nord al Mar Mediterraneo, rientra il Terzo Valico dei Giovi.

(ITALPRESS)