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LE PREVISIONI METEO NON SPAVENTANO I VACANZIERI

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Nonostante il maltempo e, in genere, le previsioni meteo avverse, l’85% degli italiani non cambia i programmi di viaggio. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixè.

“Più di 3 italiani su quattro – sottolinea la Coldiretti – cercano informazioni in televisione, alla radio sui giornali e on line sulle condizioni del tempo per il viaggio, ma raramente chi è in partenza e’ disponibile a cambiare programmi. Il risultato è che le giornate estive segnate dal bollino rosso sono influenzate dal maltempo o dalla grandine solo marginalmente. Un comportamento che dipende tra l’altro dalla lunghezza delle vacanze mentre il discorso cambia totalmente nel caso di spostamenti in giornata nei quali sole e caldo sono determinanti nella decisione”. 

La durata media della permanenza fuori casa dei 39 milioni di italiani in vacanza nell’estate 2019 è stimata in 11,4 giorni con più di un italiano su cinque (21%) che starà fuori un periodo compreso tra 1 e 2 settimane. Un fortunatissimo 3% rientrerà a casa addirittura dopo oltre un mese.

Oltre la metà degli italiani in viaggio – fa sapere Coldiretti – ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell’ordine anche alberghi, bed and breakfast, villaggi turistici e gli agriturismi che nelle 23mila strutture fanno segnare secondo campagnamica.it un aumento del 3% rispetto allo scorso anno.

 

CLOSING PER L’ACCORDO TRA CATTOLICA E ICCREA BANCA

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Cattolica Assicurazioni ha finalizzato l’acquisto da Iccrea Banca del 19% del capitale sociale delle controllate BCC Vita e BCC Assicurazioni, incrementando così la propria quota partecipativa in entrambe le compagnie dal 51% al 70%.

Sono stati contestualmente sottoscritti un nuovo patto parasociale relativo alla governance delle medesime compagnie e un nuovo accordo commerciale di bancassicurazione, con scadenza al 31 dicembre 2022.

 

AL VIA PROTOCOLLO D’INTESA INPS-GDF

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Il comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, e il presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, Pasquale Tridico, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che dà vita, a partire dall’1 settembre prossimo, al “Polo nazionale della Guardia di Finanza” dedicato al Corpo per l’erogazione delle pensioni, del trattamento di fine servizio e dei prestiti.

La Direzione Regionale Lazio dell’Inps, cui farà capo il “Polo”, sovrintende quindi alla gestione delle attività di sistemazione dei cassetti pensionistici del personale e alla liquidazione dei trattamenti di quiescenza, con il pagamento della prima mensilità di pensione. Si occuperà, inoltre, delle domande di riscatto, computo e ricongiunzione, delle indennità di buonuscita, della definizione dei riscatti ai fini del TFS e delle richieste di erogazione dei piccoli prestiti e prestiti pluriennali.

Saranno concentrati, in definitiva, presso la nuova struttura, i processi di lavoro gestiti dall’Inps, ossia tutte quelle procedure attualmente svolte dalle Direzioni Provinciali e dalle Filiali Metropolitane dislocate sull’intero territorio nazionale. Il Polo subentra nella gestione degli assicurati appartenenti alla GDF che alla data del 1° settembre non risulteranno aver presentato all’Inps domanda di prestazione pensionistica.

 

CONFINDUSTRIA FRENA L’OTTIMISMO SUL PIL

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“La dinamica debole dell’industria frena il PIL italiano anche nei mesi estivi, dopo la stagnazione stimata nel secondo trimestre. Per l’intero 2019 difficilmente si potrà andare oltre una crescita dello 0,1% sul 2018”. Lo afferma il Centro Studi di Confindustria nella sua Indagine Rapida sulla produzione industriale.

Il Csc rileva una diminuzione della produzione industriale dello 0,6% a luglio su giugno, quando è stimato un incremento dello 0,3% rispetto a maggio. Nel secondo trimestre l’attività diminuisce dello 0,6% sul primo e nel terzo la variazione acquisita è di -0,1%.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, aumenta in luglio dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2018; in giugno è stimata scendere dello 0,4% annuo. Gli ordini in volume registrano diminuzioni congiunturali sia in luglio (-0,3% su giugno, -0,9% sui dodici mesi) che in giugno (-0,4% su maggio, -1,6% annuo).

“La dinamica dell’attività nella media degli ultimi due mesi rimane fiacca – spiega ancora Confindustria -. La domanda interna non mostra segnali di rilancio, specie nella componente investimenti, mentre quella estera risente di un contesto internazionale in rallentamento, soprattutto in Europa. In particolare preoccupa l’andamento dell’economia tedesca, atteso in ulteriore indebolimento nei mesi estivi”.

ITALGAS, CRESCE L’UTILE NETTO NEL PRIMO SEMESTRE

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Il Consiglio di Amministrazione di Italgas, che si è riunito sotto la presidenza di Alberto Dell’Acqua, ha approvato i risultati consolidati del primo semestre 2019.

L’utile netto ammonta a 166,2 milioni di euro, in aumento di 15,5 milioni di euro, pari al 10,3%, rispetto al primo semestre 2018, come conseguenza dell’incremento dell’utile operativo (18,6 milioni di euro; +8,3%). I ricavi totali del primo semestre 2019 ammontano a 609,4 milioni di euro, in aumento di 13,8 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, e si riferiscono ai ricavi regolati distribuzione gas naturale (572,2 milioni di euro) e a ricavi diversi (37,2 milioni di euro).

“Anche il primo semestre 2019 ha evidenziato risultati di rilievo. Tutti i principali indicatori economici sono in aumento rispetto allo scorso anno e in linea con gli obiettivi del Piano Industriale, a conferma dell’impegno volto a garantire agli azionisti ritorni crescenti e sostenibili”, commenta Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas.

“L’andamento in Borsa del titolo Italgas, che ha superato la soglia dei 6 euro e ha spinto la capitalizzazione della Società oltre i 5 miliardi rispetto ai 3,2 di quando è ritornata alle quotazioni di Borsa, testimonia l’apprezzamento del mercato per la determinazione con cui continuiamo a coniugare crescita ed efficienza. Ebit e Utile Netto hanno fatto registrare incrementi pari all’8,3% e al 10,3% – aggiunge -. Abbiamo dato un ulteriore impulso agli investimenti, che sono aumentati di circa il 40% attestandosi a 318 milioni di euro circa, destinandoli in gran parte allo sviluppo e alla gestione della rete, con un importante focus sulla realizzazione delle reti di distribuzione in Sardegna, dove abbiamo già posato oltre 200 chilometri di nuove condotte e generato oltre 600 posti di lavoro nell’indotto”.

 

DISOCCUPAZIONE CALA AL 9,7% A GIUGNO

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Dopo la crescita registrata nei primi mesi dell’anno, a giugno 2019 la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente; il tasso di occupazione sale al 59,2% (+0,1 punti percentuali). Lo rileva l’Istat.
La stabilità dell’occupazione è sintesi di una crescita tra le donne (+15 mila) e una diminuzione tra gli uomini (-21 mila); per età sono in aumento i 15-24enni (+10 mila) e i 35-49enni (+5 mila), in calo i 25-34enni (-4 mila) e gli ultracinquantenni (-18 mila). Si registra un’ampia divaricazione delle dinamiche occupazionali per tipologia, con una crescita dei dipendenti, sia permanenti sia a termine (+52 mila nel complesso) e una diminuzione degli indipendenti (-58 mila).  
Le persone in cerca di occupazione sono ancora in calo (-1,1%, pari a -29 mila unità nell’ultimo mese). La diminuzione è determinata da entrambe le componenti di genere ed è distribuita in tutte le classi d’età ad eccezione dei 25-34enni. Il tasso di disoccupazione cala al 9,7% (-0,1 punti percentuali).
La stima complessiva degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno è in lieve calo (-0,1%, pari a -14 mila unità), l’andamento è sintesi di un aumento tra gli uomini (+18 mila) e una diminuzione tra le donne (-33 mila). Il tasso di inattività è invariato al 34,3% per il quinto mese consecutivo.
Nel trimestre aprile-giugno 2019 l’occupazione registra una crescita consistente rispetto ai tre mesi precedenti (+0,5%, pari a +124 mila unità), verificata per entrambi i generi. Nello stesso periodo aumentano sia i dipendenti permanenti (+0,8%, +114 mila) sia quelli a termine (+0,6%, +19 mila) mentre calano gli indipendenti (-0,2%, pari a -10 mila); per età si registrano segnali positivi tra i 15-24enni e gli ultracinquantenni e negativi nelle classi d’età centrali.

 

ITALIA ANCORA IN STAGNAZIONE

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Nel secondo trimestre del 2019 si stima che il prodotto interno lordo sia rimasto stazionario sia rispetto al trimestre precedente, sia nei confronti del secondo trimestre del 2018. Lo rileva l’Istat.

Il secondo trimestre del 2019 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2018.

La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria e di un aumento in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2019 risulta nulla.

Secondo le stime preliminari, nel mese di luglio 2019 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,5% su base annua (in rallentamento da +0,7% del mese precedente).

La decelerazione dell’inflazione è dovuta quasi esclusivamente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +4,3% di giugno a -3,1%), bilanciata solo
marginalmente dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +0,7% a +1,6%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,5% a +1,8%).

SNAM, DATI IN RIALZO NEL PRIMO SEMESTRE

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Primo semestre 2019 positivo, con ricavi e utile netto in aumento, per Snam. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2019.

I ricavi totali ammontano a 1.332 milioni di euro, in aumento di 61 milioni di euro, pari al 4,8%, rispetto al corrispondente valore del primo semestre 2018. L’utile operativo del primo semestre 2019 ammonta a 756 milioni di euro, in aumento di 27 milioni di euro, pari al 3,7%, rispetto al corrispondente valore del primo semestre 2018. L’utile netto conseguito nel primo semestre 2019 ammonta a 581 milioni di euro, in aumento di 58 milioni di euro, pari all’11,1%, rispetto all’utile netto conseguito nel primo semestre 2018 (523 milioni di euro).

“Nel primo semestre abbiamo ottenuto risultati in crescita, in linea con gli obiettivi di piano, ponendo le basi per un altro anno di creazione di valore per tutti i nostri stakeholder. I nostri investimenti in Italia sono in aumento di oltre il 15% rispetto al primo semestre del 2018 e prevediamo di raggiungere 1 miliardo nell’intero anno, anche con il contributo delle iniziative del progetto Snamtec”, commenta Marco Alverà, amministratore delegato di Snam.