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Economia

Piazza Affari chiude in calo, timori su nuove mosse Bce e Fed

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era aperta con il segno più. L’indice Ftse Mib segna un -0,50% a quota 34.660 punti, mentre l’Ftse Italia All Share cede lo 0,46% a quota 36.884 punti. In rialzo invece l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,43% a quota 48.351 punti. Sui mercati tornano a prevalere i dubbi per le prossime mosse delle banche centrali. Anche i dati sul mercato del lavoro americano, tornano a smorzare le attese per un taglio dei tassi da parte della Fed a fine estate. A Milano in evidenza Leonardo, sull’ipotesi di nuove commesse per gli Eurofighter. Pesanti le utility, mentre recuperano le banche.
Per quanto riguarda le materie prime, in lieve rialzo il prezzo del petrolio, con il Brent che viene scambiato a 79 dollari al barile, mentre il Wti si porta a 75,8 dollari. In ribasso invece il gas naturale, che sul mercato di Amsterdam scambia a 33,2 euro al MWh. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 132 punti, con il rendimento del decennale al 3,92%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Leonardo che guadagna 1,8 punti, ma in rialzo anche Recordati, Amplifon e Interpump Group. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Hera che cede 2,3 punti, ma in ribasso anche A2A, Unipol e Snam. Anche le altre principali Borse europee archiviano gli scambi negative, sulla scia dell’apertura in rosso a Wall Street. Tra le piazze finanziarie, Parigi segna un -0,48%, Francoforte cede lo 0,50% mentre Londra arretra dello 0,51%.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Giorgio Armani sarà a New York per il nuovo building in Madison Avenue

MILANO (ITALPRESS) – Dopo la One Night Only a New York del 2013, Giorgio Armani torna a New York con un evento che celebra l’apertura del nuovo building in Madison Avenue, interamente riprogettato per includere unità residenziali, l’Armani/Ristorante e le nuove boutique Giorgio Armani e Armani/Casa. “Un progetto importante che conferma lo stretto rapporto dello stilista con la città”, si legge in una nota.
L’evento, che si terrà il 17 ottobre, prevede una sfilata seguita da un after party.
“Sono felice di tornare a New York per celebrare un progetto molto importante. La mia presenza in questa città è sempre stata significativa e ha segnato momenti fondamentali della mia carriera. L’apertura di Madison Avenue è un traguardo personale importante perchè concretizza la mia visione dello stile nella città che forse per prima l’ha davvero accolta”, ha dichiarato Giorgio Armani.

– Foto ufficio stampa Giorgio Armani –

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SG, Verdesca “Inseriamo aziende italiane in un sistema di condivisione”

MILANO (ITALPRESS) – Un insieme di aziende dotate di un coordinamento centrale in grado di promuovere un’offerta unica e accrescerne la competitività a livello nazionale e internazionale: questa la missione di SG Company, il cui Ceo Davide Verdesca è stato intervistato da Claudio Brachino per il mgazine televisivo Italpress Economy.
L’integrazione tra diverse aziende non le priva affatto della loro autonomia in quanto, spiega Verdesca, “ogni azienda mantiene la propria organizzazione, noi le gestiamo a livello di marketing e new business: l’idea è far diventare le aziende più competitive e umane, inserendole in un sistema di condivisione. Per acquisire un’azienda basta mettere i soldi, ma per integrarle ci vuole un lavoro importante”.
Quattro le città italiane in cui SG Company è operativa: Milano (con diverse sedi), Roma, Torino e Rimini. La sfida è andare oltre il concetto di start-up, dal momento che secondo Verdesca “realizzarne una in Italia è una missione quasi ciclopica, perchè è difficile trovare capitali ed è molto diverso dal fare impresa: oltre a dare spazio ai giovani bisogna riuscire a metterli a sistema. Se oggi vogliamo essere sostenibili dobbiamo partire dalle piccole cose e dotarci di una nostra identità digitale”.

– Foto Italpress –

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I tassi tornano a scendere, dalla Bce taglio di 25 punti base

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha ridotto di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, dopo 9 mesi in cui erano rimasti invariati. Dalla riunione del Consiglio direttivo di settembre 2023 l’inflazione è diminuita di oltre 2,5 punti percentuali e le prospettive sono migliorate notevolmente. Anche l’inflazione di fondo è scesa, rafforzando i segnali di un indebolimento delle pressioni sui prezzi, spiegano dalla Bce. La politica monetaria ha mantenuto restrittive le condizioni di finanziamento. Frenare la domanda e far sì che le aspettative di inflazione restassero ben ancorate ha contribuito in misura rilevante al rallentamento dei prezzi. La Bce comunque predica prudenza: malgrado i progressi degli ultimi trimestri, permangono forti pressioni interne sui prezzi, e l’inflazione resterà probabilmente al di sopra dell’obiettivo del 2 per cento fino a gran parte del prossimo anno.
“Siamo determinati a garantire che l’inflazione ritorni al nostro obiettivo di medio termine del 2% in modo tempestivo. Manterremo i tassi ufficiali sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario a raggiungere questo obiettivo”, ha detto Christine Lagarde, presidente della Bce, durante la conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio Direttivo.
“Continueremo a seguire un approccio dipendente dai dati e incontro per incontro per determinare il livello e la durata appropriati della restrizione. In particolare – ha spiegato -, le nostre decisioni sui tassi d’interesse si baseranno sulla nostra valutazione delle prospettive di inflazione alla luce dei dati economici e finanziari in arrivo, delle dinamiche dell’inflazione sottostante e della forza della trasmissione della politica monetaria”.
“Non ci impegniamo preventivamente su un particolare percorso tariffario. In ogni caso, siamo pronti ad adeguare tutti i nostri strumenti nell’ambito del nostro mandato per garantire che l’inflazione ritorni al nostro obiettivo a medio termine e per preservare il buon funzionamento della trasmissione della politica monetaria”, ha concluso Lagarde.
“Finalmente la Bce ha tagliato i tassi. Una decisione attesa, opportuna, coerente con la situazione attuale e, guardando gli ottimi dati di riduzione dell’inflazione in Italia, ben al di sotto della media dell’area euro…anche doverosa. Era ora. Auspichiamo che questo sia solo il primo passo in questa direzione”, dichiara il ministro dell’Economia e finanze Giancarlo Giorgetti.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Saipem, adottato un nuovo modello di relazioni industriali con sindacati

MILANO (ITALPRESS) – Saipem e le Segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno firmato un accordo che definisce un nuovo modello di relazioni industriali basato sull’inclusione e la partecipazione attiva delle persone, considerata un fattore strategico per il raggiungimento degli obiettivi di business dell’azienda. L’accordo, unico nel suo genere, si basa sulla convinzione che un sistema di relazioni industriali maggiormente partecipativo, costruito sulla centralità delle persone, contribuisca al mantenimento e al rafforzamento della posizione di Saipem come leader nel settore dell’energia e delle infrastrutture e favorisca la possibilità di cogliere le opportunità di business, in un mercato improntato alla transizione energetica e alla trasformazione digitale, ambiti nei quali Saipem è attivamente impegnata. Il sistema di relazioni industriali delineato si fonda su tre livelli di interlocuzione: partecipazione e informazione, consultazione e confronto, negoziazione e contrattazione, anche in coerenza con quanto previsto dalla contrattazione collettiva vigente. L’accordo prevede, inoltre, la costituzione di un Comitato Aziendale Paritetico Saipem. Il Comitato, non negoziale e improntato alla discussione di aspetti e contenuti anche tecnici, è stato fortemente voluto sia da Saipem sia dalle organizzazioni sindacali allo scopo di rafforzare una cultura partecipativa nutrita da confronto e dialogo costanti, in particolare su tematiche centrali come la formazione e l’adattamento delle professionalità, la parità di genere e intergenerazionale, la salute e sicurezza, la tutela dell’ambiente, il Welfare e le modalità di lavoro, con gruppi di lavoro tematici dedicati. (ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Saipem

Ad aprile vendite al dettaglio in calo

ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile l’Istat stima, per le vendite al dettaglio, una variazione congiunturale negativa sia in valore sia in volume (rispettivamente -0,1% e -0,3%). Le vendite dei beni alimentari sono in calo (-0,7% in valore e -0,9% in volume) mentre quelle dei beni non alimentari sono in aumento (+0,3% in valore +0,2% in volume). Nel trimestre febbraio-aprile in termini congiunturali, le vendite al dettaglio sono in calo in valore
(-0,2%) e in volume (-0,4%). Le vendite dei beni alimentari calano sia in valore sia in volume (rispettivamente -0,4% e -0,8%) mentre le vendite dei beni non alimentari, invariate in valore, subiscono una lieve flessione in volume (-0,1%).
Su base tendenziale, le vendite al dettaglio diminuiscono dell’1,9% in valore e del 3,3% in volume. Le vendite dei beni alimentari calano del 4,9% in valore e del 7,3% in volume, mentre quelle dei beni non alimentari aumentano in valore (+0,6%) e non subiscono variazioni in volume. Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali eterogenee tra i gruppi di prodotti. L’aumento maggiore riguarda i prodotti farmaceutici (+3,7%), mentre registrano il calo più consistente foto, ottica e pellicole, supporti magnetici e strumenti musicali (-2,0%). Rispetto ad aprile 2023, il valore delle vendite al dettaglio è in diminuzione per la grande distribuzione (-3,8%), le imprese operanti su piccole superfici (-0,5%) e le vendite al di fuori dei negozi (-0,8%) mentre è in aumento per il commercio elettronico (+7,4%).
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Lavoro, per italiani è positivo l’uso dell’intelligenza artificiale

ROMA (ITALPRESS) – Lo sviluppo e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale si sta diffondendo sempre di più e in diversi ambiti. Anche all’interno delle aziende si cominciano a sfruttare le potenzialità di questo strumento. In generale, quasi la metà degli italiani accoglie positivamente questo utilizzo, soprattutto tra la popolazione più giovane. Nonostante questo, però, il lavoro umano viene considerato ancora qualitativamente superiore rispetto a quello “artificiale” e la preoccupazione prevalente in questo contesto è quella di una riduzione dei posti di lavoro a causa dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Di parere opposto, invece, i nativi digitali, che vedono nell’uso dell’IA in ambito lavorativo un’opportunità per lo sviluppo di nuove professionalità e specializzazioni. Nel complesso, pur accogliendo positivamente questa introduzione, in ambito lavorativo prevale ancora un pò di scetticismo tra la popolazione, anche perchè l’intelligenza artificiale viene considerata un potenziale pericolo sotto aspetti quali la diffusione di fake news e contenuti contraffatti, la sostituzione del lavoro umano, l’accentramento dei poteri nelle mani di pochi grandi colossi, la cancellazione dei rapporti umani, gli errori e le manipolazioni.
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Dati Euromedia Research – Realizzato il 31/05/2023 con metodologia CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.

– Foto: ufficio stampa Euromedia Research –

Confcommercio, in calo l’Indice del Disagio Sociale

ROMA (ITALPRESS) – Il Misery Index di Confcommercio, l’Indice del Disagio Sociale, ad aprile 2024 si è attestato a 11,5, in riduzione di tre decimi di punto su marzo, collocandosi al livello più basso da fine 2008. Il dato è sintesi di una riduzione della disoccupazione estesa (scesa al 7,6%) e di un lieve aumento dei prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto (2,6% dal 2,5% del mese precedente). Dopo un periodo in cui il repentino rientro delle dinamiche inflazionistiche aveva amplificato gli impulsi positivi provenienti dal mercato del lavoro, nei periodi più recenti il rientro dell’area del disagio sociale sembra affidato prevalentemente alla possibilità di aumentare i livelli occupazionali e ridurre la disoccupazione estesa.
Ad aprile, sulla base delle risultanze della rilevazione continua sulle forze di lavoro, si registra un aumento di 84mila occupati sul mese precedente e una diminuzione di 55mila persone in cerca di lavoro. A questi andamenti si è associata una sostanziale stabilità degli inattivi (+5mila sul mese). Queste dinamiche hanno portato a un ridimensionamento del tasso di disoccupazione ufficiale, sceso al 6,9% (il dato più basso da dicembre 2008). Nello stesso mese le ore autorizzate di CIG sono state poco più di 37,3 milioni, a cui si sommano circa 780 mila di ore per assegni erogati dai fondi di solidarietà.
In termini di ore di CIG e FIS effettivamente utilizzate questi dati hanno comportato una stabilizzazione, su marzo, delle unità di lavoro standard (Ula) destagionalizzate. Il combinarsi di queste dinamiche ha determinato un miglioramento del tasso di disoccupazione esteso sceso al 7,6%.
Ad aprile 2024 i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto hanno mostrato una variazione su base annua del 2,6%, in aumento di un decimo di punto rispetto a marzo. Dato che non desta particolari preoccupazioni in considerazione del fatto che, stando alle prime stime, a maggio la variazione dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto si dovrebbe confermare al 2,6%.
In considerazione di una stabilizzazione dell’inflazione le dinamiche del mercato del lavoro restano fondamentali per l’ulteriore riduzione dell’area del disagio sociale. Allo stato attuale il trend di espansione del mercato del lavoro, iniziato nei primi mesi del 2021, non sembra mostrare segnali di inversione di tendenza. L’accresciuta richiesta da parte delle imprese che operano nei servizi a più alta intensità di lavoro (in particolare il turismo) potrebbe, infatti, continuare a favorire l’assorbimento di forza lavoro almeno fino ai mesi estivi.
Tale situazione potrebbe modificarsi con l’inizio dell’autunno nel momento in cui le criticità presenti in alcuni settori, evidenziate dal permanere delle ore autorizzate per le varie forme di integrazione salariale su livelli decisamente superiori a quelli del 2019, potrebbero dar lungo a un peggioramento.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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