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Economia

ALFANO PRESIDENTE DEL POLICLINICO SAN DONATO

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Cambio al vertice nei consigli di amministrazione degli ospedali del Gruppo San Donato.

Paolo Rotelli lascia la carica di presidente della capofila, Policlinico San Donato, rimanendo vice presidente con Kamel Ghribi, che mantiene la carica di presidente del GSD Middle East. Il nuovo presidente del Policlinico San Donato è Angelino Alfano. Entra nel consiglio di amministrazione Federico Ghizzoni e sono confermati Marco Rotelli, che lascia la carica di vice presidente per quella di consigliere di amministrazione, Nicola Grigoletto, Vittorio Emanuele Falsitta e Francesco Galli in qualità di amministratore delegato.

Per l’Istituto Ortopedico Galeazzi, Roberto Poli lascia la presidenza, pur rimanendo consigliere di amministrazione. Il nuovo presidente è Patrizia Polliotto. Entra a far parte del consiglio di amministrazione Andrea Faragalli e sono confermati i vice presidenti Paolo Rotelli e Dario Beretta, gli amministratori delegati Elena Bottinelli e Francesco Galli, i consiglieri Marco Rotelli, Francesco Bertocchini, Giorgio Giudici e Gaspare Emmanuele Trizzino.

Per l’Ospedale San Raffaele, entra nel consiglio di amministrazione Vittorio Terzi. Confermati il presidente Enrico Cucchiani, il vice presidente Paolo Rotelli e l’amministratore delegato Elena Bottinelli. Confermati i consiglieri di amministrazione Marco Rotelli, Nicola Grigoletto, Luigi Santa Maria, Roberto Poli, Alessandro Daffina.

Per gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi, entra a far parte del consiglio di amministrazione Giorgio Berta. Confermati il presidente Nicola Grigoletto, il vice presidente Paolo Rotelli, l’amministratore delegato Francesco Galli, i consiglieri Marco Rotelli, Gaspare Emmanuele Trizzino e Carlo Vimercati.

Per gli Istituti Ospedalieri Bresciani, entra nel consiglio di amministrazione il nuovo amministratore delegato Nicola Bresciani e due consiglieri di amministrazione: Ezio Bernardo Cividini e Leonardo Cossu. Confermati il presidente Giorgio Gastaldi e il vice presidente Paolo Rotelli, i consiglieri Marco Rotelli, Gaspare Emmanuele Trizzino e Bartolomeo Rampinelli.

Per gli Istituti Clinici di Pavia e Vigevano, entra nel consiglio di amministrazione Davide Pasotti, confermati il presidente Giuseppe Mininni, il vice presidente Paolo Rotelli, i consiglieri Marco Rotelli, Nicola Bresciani, Pietro Gallotti, Gaspare Emmanuele Trizzino e Gabriele Pelissero. Confermato l’amministratore delegato Marco Centenari.

Per gli Istituti Clinici Zucchi, nominato il nuovo consigliere di amministrazione Gianni Franco Papa. Confermati il presidente Gaspare Emmanuele Trizzino, il vice presidente Paolo Rotelli, l’amministratore delegato Renato Cerioli e i consiglieri Marco Rotelli e Giampiero Meani.

Per la Casa di Cura Villa Erbosa, nominati il nuovo presidente Francesco Serantoni, il nuovo amministratore delegato Marco Centenari e i nuovi consiglieri Paolo Rotelli, che lascia la presidenza, Nicola Bresciani e Giuseppe Mininni. Confermati il vice presidente Marco Rotelli e il consigliere Andrea Guidotti.

Per la Casa di Cura Villa Chiara, nominati il nuovo presidente Alessandro Bonazzi e il nuovo amministratore delegato Marco Centenari. Vice presidente è Marco Rotelli e consiglieri di amministrazione sono Paolo Rotelli e Giovanna Costantini, che è presidente onorario.

Per la Casa di Cura La Madonnina, nominati il nuovo presidente Gianni Franco Papa e il nuovo consigliere di amministrazione Alberto Nughedu. Lascia la presidenza Gaspare Emmanuele Trizzino, che conserva la vice presidenza con Marco Rotelli e sono confermati l’amministratore delegato Renato Cerioli e il consigliere Paolo Rotelli.

Per GSD Sistemi e Servizi, nominati il nuovo presidente Ernesto Maria Ruffini e i nuovi consiglieri di amministrazione Gaspare Emmanuele Trizzino e Andrea Faragalli con Paolo Rotelli, che lascia la vice presidenza. A subentrare come vice presidente è Marco Rotelli, che lascia la carica di presidente. Confermato l’amministratore delegato Marco Centenari.

Claudio Di Sabato è stato designato direttore dell’ufficio Compliance e Protezione aziendale, nonché delle Relazioni istituzionali con il law enforcement che avrà competenza su tutti gli ospedali del Gruppo.

 

GENERALI RIAPRE PALAZZO BONAPARTE

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Nel cuore di Roma, in piazza Venezia, Generali e Arthemisia hanno inaugurato il primo spazio “Valore Cultura”. La sede è lo storico Palazzo Bonaparte, che diventa così un nuovo polo di arte e cultura.

Il Palazzo ospiterà la sua prima mostra dal 6 ottobre, quando sarà inaugurata “Impressionisti segreti”. Per l’occasione, spiega Generali Italia, saranno esposte opere provenienti da collezioni private solitamente non accessibili. I visitatori potranno ammirare, fra le altre, le opere di Renoir, Cézanne, Pissarro, Sisley, Gauguin e Signac.

Il ministro della Cultura, Alberto Bonisoli, intervenendo all’inaugurazione, ha sottolineato la necessità di accrescere l’offerta di spazi espositivi: “Mi piace essere presente per tagliare i nastri, soprattuto quando ci si riappropria di un edificio così importante, dove senz’altro si potrà fare una potente operazione di valorizzazione e diffusione culturale”, ha affermato.

“Per noi è questo il modo di essere un’impresa moderna, capace di coinvolgere la comunità locale in un progetto. Come Generali, lo facciamo riaprendo palazzi, beni e patrimoni, perché questa è l’idea vincente per il nostro Paese”, ha commentato Marco Sesana, country manager e Ceo di Generali Italia.

Lucia Sciacca, direttore comunicazione e sostenibilità di Generali, ha invece rimarcato che “il progetto nasce con l’idea di rendere vivo il patrimonio artistico e culturale con iniziative di partecipazione e accessibilità. In tre anni gli eventi di Valore Cultura hanno coinvolto oltre 3,5 milioni di persone con attenzione ai giovani e alle famiglie”.

Valore Cultura è il programma nato nel 2016 per rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio.

TORNA IL SALONE DEL BIO

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Un settore che per il mercato italiano vale circa 3,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono i 2 miliardi circa dell’export. Il Bio si conferma un tesoro per l’economia italiana, anche se in altri Paesi i consumi viaggiano a velocità di gran lunga superiori. 

“I consumi in Italia sono ancora abbastanza bassi, se guardiamo alla spesa procapite in prodotti Bio ferma a 52 euro circa, mentre in Svizzera, per esempio, si parla di oltre 280 euro”, ha detto Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, che ha partecipato a Milano alla presentazione della 31esima edizione di Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale che si svolgerà dal 6 al 9 di settembre a BolognaFiere. Un evento diventato ormai una tradizione, che associa il concetto di biologico non solo al cibo come siamo abituati a fare ma anche ad altri settori, come la cosmetica, che quest’anno avrà il proprio spazio dedicato. 

Un successo, quello di Sana, che viene confermato anche dai numeri: i tre settori (food, care&beauty e green lifestyle) vedranno infatti circa mille aziende espositrici, con le delegazioni di 30 Paesi che parteciperanno a convegni, workshop e seminari che animeranno BolognaFiere. 

Anche la superficie che Sana occuperà nel polo bolognese aumenterà, passando dai 52mila metri quadrati dello scorso anno ai 60mila previsti nel 2019. 

“L’interesse per Sana viene confermato anche dagli espositori, al punto che abbiamo dovuto aggiungere un padiglione” ha raccontato Giampiero Calzolari, presidente di BolognaFiere. “Sappiamo che quando parliamo di biologico, parliamo di benessere e anche ambiente, toccando sensibilità individuali ma anche occasioni di business”. 

Proprio l’ambiente è al centro dell’iniziativa Plastic Free introdotta quest’anno: nei bar e nelle aree ristorazione della Fiera la plastica monouso sarà sostituita da vetro e materiali compostabili, mentre l’acqua sarà erogata in modalità free-beverage da appositi distributori. Un modello introdotto perché “questo è quello che oggi il consumatore chiede all’industria” ha sottolineato Calzolari. 

Ad anticipare l’evento, il 5 e il 6 settembre, a Bologna, sarà il palcoscenico degli Stati Generali del Biologico dal titolo “Dalla rivoluzione verde alla rivoluzione Bio”, con confronti di alto livello sulle strategie future del settore. 

 

 

INDUSTRIA, CRESCE LA PRODUZIONE

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A maggio l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,9% rispetto ad aprile. Nella media del trimestre marzo-maggio, il livello destagionalizzato della produzione diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.

L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale sostenuto per i beni strumentali (+1,9%) e un più modesto incremento per i beni di consumo (+0,9%) e i beni intermedi (+0,6%), mentre diminuisce il comparto dell’energia (-2,1%).

Corretto per gli effetti di calendario, a maggio l’indice complessivo è diminuito in termini tendenziali dello 0,7% (i giorni lavorativi sono stati 22, come a maggio 2018). Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a maggio 2019 una moderata crescita tendenziale esclusivamente per i beni di consumo (+0,7%); al contrario, diminuzioni contraddistinguono i beni intermedi (-1,7%) e in misura più contenuta i beni strumentali (-0,8%) e l’energia (-0,5%). 

 

TIM INVESTE SUL 5G, 120 CITTÀ ENTRO IL 2021

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Con il 5G Tim dà il via alla trasformazione digitale del Paese. Si parte da Roma, Torino e Napoli (presso il Villaggio delle Universiadi) dove Tim ha già acceso il 5G e reso disponibili i primi servizi commerciali per famiglie e aziende, per arrivare entro quest’anno in altre 6 città: Milano, Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari, 30 destinazioni turistiche, 50 distretti industriali e 30 progetti specifici per le grandi imprese, con velocità fino a 2 Gigabit al secondo. Il 5G di Tim è stato presentato oggi a Roma e hanno partecipato l’Ad di Tim, Luigi Gubitosi, Carlo Nardella, Chief Strategy, Customer Experience & Transformation Office e Lorenzo Forina, Chief Revenue Officer.

Entro il 2021 saranno 120 le città coperte, 200 le destinazioni turistiche, 245 i distretti industriali e 200 i progetti specifici per le grandi imprese, con una velocità che aumenterà progressivamente fino a 10 Gbps con una copertura complessiva pari a circa il 22% della popolazione. Potranno beneficiare del 5G molti comuni avvalendosi anche di connessioni superveloci grazie alla soluzione FWA. Il 5G porterà a una trasformazione fino ad oggi inimmaginabile della rete fissa e mobile, con prestazioni 10 volte superiori a quelle attuali. Il 5G di Tim non è solo una evoluzione relativa agli standard tecnologici, ma una vera rivoluzione che aprirà la strada a una nuova generazione di servizi necessari allo sviluppo digitale del Paese, che miglioreranno la qualità della vita quotidiana di clienti, cittadini e imprese in diversi settori. Il lancio del 5G sarà accompagnato da uno spot istituzionale ideato da Luca Josi, direttore Brand Strategy, Media & Multimedia Entertainment, on air nelle prossime settimane. Tim offrirà inoltre il roaming 5G in sei Paesi iniziando entro luglio con Austria, Gran Bretagna, Svizzera, per proseguire successivamente con Spagna, Germania ed Emirati Arabi. Tim sta inoltre lavorando per offrire servizi sempre più personalizzati alle realtà industriali del Paese per rendere più efficienti i processi produttivi, grazie anche all’adozione della tecnologia MiMo per ottimizzare la capacità di connessione. In ottica Industry 4.0 sono state avviate applicazioni nel campo della robotica e dell’automazione industriale. 

Con la connessione mobile è possibile comandare bracci robotici utilizzando le funzioni che il 5G offre in termini di banda e latenza. Inoltre, miliardi di device e sensori applicati a cose e persone, con connessione ad altissime prestazioni, genereranno un numero sempre crescente di dati, accompagnando l’evoluzione della società digitale dei prossimi anni per applicazioni in ambito di mobilità urbana, pubblic safety, monitoraggio ambientale e offerta turistica. Per accompagnare questa trasformazione digitale Tim dopo l’estate lancerà specifiche iniziative di formazione e alfabetizzazione digitale rivolte a cittadini e imprese.

INTESA SANPAOLO CASA NEL SETTORE NUOVE COSTRUZIONI

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Sfruttamento delle potenzialità del digitale, dell’IOT, creazione di tool di pricing dedicati e di algoritmi di intelligenza artificiale e valorizzazione delle startup sono i focus del progetto di ampliamento di Intesa Sanpaolo Casa, illustrato oggi a Milano da Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo e da Anna Carbonelli, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo Casa. Intesa Sanpaolo Casa è la società di mediazione e intermediazione immobiliare del Gruppo che entra nel settore della cantieristica residenziale di nuova costruzione, così da ampliare ulteriormente la propria offerta immobiliare includendo in portafoglio gli immobili residenziali di importanti cantieri. Intesa Sanpaolo Casa nasce nel 2015, da quel momento si è innovata e rivoluzionata, intuendo i trend e i fenomeni che offrivano maggiori possibilità, come dichiara Anna Carbonelli, AD e DG di Intesa Sanpaolo Casa: “Siamo in un momento di fortissimo cambiamento, principalmente guidato dalle nuove tecnologie in costante accelerazione. La rivoluzione tecnologica ha profondamente modificato il nostro stile di vita e ha avuto un forte impatto sulla domanda abitativa.
I costruttori hanno ora un compito difficilissimo: devono costruire avendo come prospettiva che i loro edifici possano continuare a essere moderni e fruibili per cento anni. Si tratta di un’ambizione molto alta dal momento che l’orizzonte temporale si sta riducendo a causa dei rapidissimi cambiamenti ed il continuo progresso tecnologico”. “Lo scopo di oggi – aggiunge – è fare chiarezza sui nuovi driver, cercando di capire quelli che passeranno e saranno dimenticati e quelli che sono destinati a restare, e secondo me resteranno quelli che semplificano la vita, data la complessità in cui viviamo.
Un fenomeno destinato a restare e aumentare è lo sharing: lo vedo come un trend che si afferma, tanto nelle città quanto nei condomini e negli spazi di co-working. Dove c’è sharing c’è IOT, dove c’è IOT c’è smart e dove c’è smart c’è attrattività. Dunque noi ci adoperiamo per fare un focus capace di rispondere a queste esigenze della popolazione”.
L’amministratore delegato continua spiegando come al momento l’offerta immobiliare non rispecchi in alcun modo la domanda, questo disallineamento è determinato in gran parte dal cambiamento demografico e dal fatto che un numero elevato di immobili sul mercato incontrino le esigenze di famiglie numerose, che necessitano di cinque o più stanze. Una categoria, quella delle famiglie con più di due figli, che si è estremamente ridotta nel nuovo assetto demografico”. “Infatti – prosegue – oltre il 50% della popolazione è composto da single, coppie senza figli e coppie con al massimo un figlio. Le caratteristiche delle nuove abitazioni, che incontreranno le necessità determinate dai cambiamenti sopracitati, saranno: tecnologia e gestione da remoto, efficiente utilizzo degli spazi e delle risorse, flessibilità e modularità.Stefano Barrese illustra le potenzialità aperte dal coinvolgimento dei cantieri nel portafoglio: “Questo coinvolgimento può produrre molti aspetti benefici, soprattutto perché si potrà studiare preventivamente, grazie all’attività di consulenza, il taglio più ricettivo, stante la domanda, da dare alla nuova costruzione, definendo così più precisamente quello che è il prezzo obiettivo”.
(ITALPRESS).

ISTAT, PROSEGUE FASE DEBOLEZZA ECONOMIA

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I segnali di ripresa dell’economia internazionale appaiono episodici e nel complesso i dati hanno segnalato tendenze meno positive rispetto alle attese, sia nei paesi emergenti sia in quelli avanzati. Lo rileva l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia.
Le previsioni per l’area dell’euro indicano un possibile rallentamento nel secondo trimestre.
L’economia italiana appare caratterizzata dal proseguimento della fase di debolezza dei ritmi produttivi associata però a miglioramenti sul mercato del lavoro e del potere d’acquisto delle famiglie.
Ad aprile, l’indice della produzione industriale ha segnato una diminuzione, per il secondo mese consecutivo, interrompendo la tendenza positiva evidenziata nei primi mesi dell’anno.
A maggio, è proseguito l’aumento del numero di occupati in presenza di una forte riduzione del tasso di disoccupazione.

L’inflazione italiana si mantiene su tassi moderati e inferiori a quelli dell’eurozona, con un differenziale significativamente più ampio per la componente core.
A giugno, l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha mostrato una diminuzione significativa diffusa a tutte le sue componenti e anche la fiducia delle imprese ha registrato un peggioramento. L’indicatore anticipatore conferma uno scenario a breve termine caratterizzato dalla debolezza dei livelli produttivi.

FARMACI, IL FUTURO È NELLE TERAPIE PERSONALIZZATE

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Nel corso dell’assemblea pubblica di Farmindustria, si è discusso delle linee programmatiche che guardano al 2025. Secondo il presidente Massimo Scaccabarozzi,  almeno due direttrici sono evidenti per il futuro: le terapie personalizzate e l’export dei farmaci italiani. “Le nuove terapie non stravolgeranno solo le cure, ma anche i comportamenti e le abitudini delle persone e delle comunità. Le spese per la salute sono un investimento, che fa bene alle persone e al Paese”, ha sottolineato nel corso della sua relazione, affrontando il delicato tema della sostenibilità del servizio sanitario nazionale e suggerendo che “l’innovazione” sia “spesa sostitutiva e non aggiuntiva”. Giulia Grillo, ministro della Salute, nel suo intervento si è soffermata sulla “necessità di un cambio di passo rispetto al passato. Cambiare non significa però non dare il giusto riconoscimento a un settore vitale e fondamentale del nostro Paese, o peggio non riconoscere l’importanza e la professionalità di un ambito, che è primo in Europa per produzione con i suoi 31 miliardi di fatturato e una crescita di oltre il 40% negli ultimi 10 anni”. 

Per Grillo, però, è fondamentale rendere accessibili le cure per tutti: “Abbiamo il dovere di garantire ai pazienti che ne hanno bisogno le terapie davvero innovative, che stanno ottenendo l’autorizzazione all’immissione in commercio”.  Secondo i numeri forniti da Farmindustria, nel 2018 si sono registrati 32 miliardi di produzione, di cui circa 26 di export. Sono stati 3 miliardi, invece, gli investimenti, di cui 1,7 in ricerca e 1,3 in impianti produttivi ad alta tecnologia. Gli addetti sono 66.500 addetti, mentre i ricercatori sono 6.600, con una quota femminile che supera il 50%. Un piano di sviluppo che si pone nella stessa direttrice dell’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), dettagliata nel documento ‘Ema Regulatory Science to 2025’. “Il recente accordo tra Farmindustria e Regioni, insieme al ministero della Salute, per il pagamento di 2,4 miliardi relativi al pay-back può aprire una rinnovata fase cooperativa, se rimarrà vivo quel metodo di dialogo che esclude decisioni unilaterali”, ha specificato Scaccabarozzi. 

Allo scenario nazionale, per Farmindustria, si affianca una vitalità derivante dalle esportazioni. Tra il 2008 e il 2018 l’industria farmaceutica ha incrementato la produzione del 22% (rispetto a una riduzione del 14% della media manifatturiera), determinato al 100% dalla crescita delle esportazioni. Negli ultimi 10 anni, invece, l’Italia ha aumentato l’export più della media Ue (+117% rispetto a +81%).