Saldi estivi ai nastri di partenza da oggi in Campania, lunedì sarà la volta della Sicilia, martedì della Basilicata e da sabato 6 luglio lo shopping scontato sarà possibile anche nelle restanti Regioni. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media poco meno di 230 euro – circa 100 euro pro capite – per un valore complessivo intorno ai 3,5 miliardi. Secondo il presidente di Federazione Moda Italia/Confcommercio, Renato Borghi, “le vendite di primavera sono letteralmente saltate, creando una condizione di disastro economico per le imprese e sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per il settore che è fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda. I saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store. L’auspicio è, quindi, che almeno in questi saldi riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un’effervescenza dei consumi anche se i nostri commercianti possono solo sperare di ‘fare cassa’, ma non certo di recuperare una stagione mai partita”.
A BARI LA RETE ELETTRICA DEL FUTURO
La rete elettrica del futuro è già realtà in Puglia. Trentamila chilometri di cablaggi di media tensione, a cui sono connessi 44.000 impianti di produzione da fonte rinnovabile, per garantire energia a oltre due milioni di cittadini. Un modello rivoluzionario e altamente tecnologico, presentato al Grande Albergo delle Nazioni di Bari, attraverso il quale E-distribuzione ha ideato la più grande Smart Grid al mondo. Denominata Puglia Active Network, è basata su tre aspetti fondamentali: digitalizzazione del sistema, abilitazione degli utenti al monitoraggio dei consumi e sviluppo della mobilità elettrica con 74 punti di ricarica dei veicoli (per coprire la dorsale adriatica e le direttrici verso Basilicata e Campania). Un progetto, avviato nel 2014 in relazione all’esigenza di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, che ha reso necessario un investimento di 170 milioni di euro, finanziati per metà dalla Commissione Europea.
“Tutto il mondo parla di cambiamenti climatici – la premessa di Andrea Cioffi, sottosegretario allo Sviluppo Economico -. Gli USA hanno petrolio e gas, la Cina ha il carbone, noi in Europa possiamo e dobbiamo pensare a modelli virtuosi che compensino la scarsità delle risorse. Il lavoro di E-distribuzione è la prova che in Italia sappiamo fare le cose per bene”.
Cariche d’orgoglio le parole di Vincenzo Ranieri, amministratore delegato di E-distribuzione e pugliese doc. “La Puglia è il luogo di prova ideale: è la prima regione per diffusione di fonti rinnovabili e ha un complesso tessuto urbano e infrastrutturale. Con Puglia Active Network abbiamo creato una rete in grado far interagire attivamente clienti e produttori, ora siamo pronti a esportarla nel resto d’Italia. Si è trattato di un investimento impegnativo portato avanti con i partner tecnologici e l’Università di Bari, dove abbiamo progettato e brevettato i dispositivi tecnologici e ideato Smart Fault Selection, strumento in grado di riconoscere autonomamente un guasto di rete e in meno di un secondo stabilire come rialimentare i clienti e minimizzare l’impatto. Dietro c’è la capacità dei migliori progettisti e ingegneri di gestire il settaggio della macchina”.
Ranieri ha annunciato ulteriori investimenti per 5,1 miliardi di euro fino al 2021, per garantire un indotto occupazionale di oltre 31mila persone all’anno, e l’istituzione di tre dottorati di ricerca con il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari su tematiche inerenti la gestione evoluta delle reti di distribuzione.
In mostra droni, occhiali “intelligenti” e controller digitali per gestire i guasti in maniera selettiva. Sistemi che già tre anni fa hanno destato l’interesse di una delegazione giapponese composta da esperti del settore energetico. Dopo gli interventi di Livio Gallo, direttore Global Infrastrutture e Reti Enel, e del governatore pugliese Michele Emiliano, l’incontro si è concluso nel primo pomeriggio, con la visita alla cabina di Noci, una delle 8000 dislocate in tutta la Puglia.
(ITALPRESS).
UTILITALIA, GOVERNANCE MODERNA PER IMPRESE
Una maggiore autonomia del management, una crescita della diversità all’interno dei board e una semplificazione normativa. Queste alcune delle proposte contenute nella ricerca “La corporate governance nelle public utilities Italiane”, realizzata dall’università Bocconi e presentata oggi nel corso di un convegno organizzato da Utilitalia. Il focus espone i passi da compiere per giungere a una buona governance delle utilities, in modo che queste siano radicate nel territorio ma non vincolate a esso. Il campione di analisi è costituito da 367 società attive in settori come la raccolta, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, la fornitura di acqua, e la gestione delle reti fognarie. La struttura proprietaria vede una prevalenza delle società a totale capitale pubblico (66,5%), seguite da quelle a maggioranza pubblica (21,8%). Quelle a maggioranza privata, invece, rappresentano il 4,2% del campione, mentre quelle totalmente private sono il 7,5%.
A prescindere dall’assetto, dalla forma giuridica o dai settori di attività, queste società sono condizionate dagli stessi vulnus: un’età media elevata degli amministratori (superiore ai 52 anni); la necessità di incrementare la presenza femminile nel board (la media è del 30%) e difficoltà nel superare i vincoli remunerativi, che invece consentirebbero di attirare le migliori competenze del mercato. Si registra, inoltre, un forte legame degli amministratori con il territorio in cui opera l’impresa, poiché circa l’80% risiede nella provincia di attività.
“Una buona governance vuol dire aziende più efficienti e quindi migliori servizi ai cittadini. Dalla ricerca emerge come il comparto stia evolvendo verso forme societarie più mature: una trasformazione che è fondamentale per restare al passo con i tempi», ha commentato il presidente di Utilitalia, Giovanni Valotti, a cui sono state affidate le conclusioni della mattinata.
“Dalla ricerca curata da Lorenza Micacchi dell’Università Bocconi emerge che abbiamo fatto dei passi avanti, ma che abbiamo ancora diverse cose da mettere a punto. Un primo gap riguarda la composizione dei Cda, che non in tutti i casi possono essere a carattere fiduciario. Una governance strutturata e moderna costituisce la prima forma di autonomia delle imprese”, ha aggiunto Valotti, soffermandosi anche sul “livello dei compensi bassi se rapportati alle responsabilità assunte, soprattutto nel caso degli amministratori esecutivi”.
INFLAZIONE, A GIUGNO +0,8% SU ANNO
Secondo le stime preliminari Istat, a giugno l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua (come nel mese precedente). La stabilità su base annua – secondo l’Istat – è dovuta a dinamiche opposte: da un lato accelera la crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +1,0% a +1,3%) e si attenua la flessione di quelli dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -7,2% a -5,9%), dall’altro i prezzi dei Beni energetici non regolamentati invertono la tendenza, passando da +2,4% a -0,6%.
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe di un decimo di punto, rispettivamente da +0,4% a +0,5% e da +0,5% a +0,6%. L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto per lo più alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,1%), su cui incidono fattori di carattere stagionale, solo in parte bilanciata dal calo dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (-1,1%) e dei Beni energetici non regolamentati (-0,7%).
L’inflazione decelera per i beni (da +0,8% a +0,6%), mentre accelera per i servizi (da +0,8% a +1,0%); pertanto, rispetto al mese di maggio il differenziale inflazionistico è positivo e pari a +0,4 (era zero nel mese precedente). L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,7% per l’indice generale e +0,5% per la componente di fondo. Per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona l’inflazione rimane stabile a +0,3%, mentre per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto la crescita dei prezzi rallenta da +1,0% a +0,6%, portandosi anch’essa al di sotto di quella riferita all’intero paniere. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% in termini tendenziali (in lieve rallentamento da +0,9% del mese precedente).
GENAGRICOLA RECUPERA STORICA TENUTA CA’ CORNIANI
Paesaggio, arte, agricoltura, innovazione e sostenibilità, sono queste le parole chiave che hanno guidato il progetto di valorizzazione paesaggistica di Ca’ Corniani, che con i suoi 1.770 ettari è oggi una delle più grandi aziende agricole italiane. Il processo di riqualificazione della storica tenuta di Genagricola, la holding agroalimentare di Generali Italia, è inziato nel 2016 con l’obiettivo di restituire e aprire alla comunità uno spazio completamente riqualificato simbolo di una ‘campagna rinnovata’. “Qualche anno fa ci siamo chiesti cosa potevano fare per questa importante tenuta, la prima delle Generali poiché risale al 1851 quando avvenne la grande bonifica privata – ha spiegato Giancarlo Fancel, presidente di Genagricola in occasione della conferenza stampa per la giornata di apertura – dal momento che una proprietà può essere valorizzata in molti modi, abbiamo pensato di aprire l’azienda alla popolazione e ai numerosi turisti che frequentano il litorale. L’obiettivo – ha aggiunto – è far capire come Genagricola porti avanti l’agricoltura sostenibile nell’ambito di questo territorio e da qui è partita l’idea, che ha significato non solo riqualificare parte degli immobili, ma anche realizzare piste ciclabili, preparare una ciclostazione e dare un segno di come il territorio possa rappresentare anche l’arte con la realizzazione de ‘Le tre Soglie’, le opere d’arte installate nei punti di accesso alla proprietà. Non arriveremo ad avere le tremila persone che vivevano qui nel Dopoguerra, ma vogliamo attrarre i turisti che frequentano il litorale Adriatico e invogliarli a passare una giornata in bicicletta per vivere e scoprire il territorio e la sua storia”.
Il progetto di valorizzazione paesaggistica, curata dall’architetto Andreas Kipar dello studio Land, ha visto la realizzazione di 32 chilometri di piste ciclo-pedonali (che saranno ultimate il prossimo autunno) affiancate da cinque chilometri di strisce d’impollinazione per incentivare la riproduzione delle api, sette chilometri di filari arborei, tre ettari di nuovi boschetti, con in più il recupero conservativo di parte delle storiche infrastrutture, come ad esempio la cantina di vinificazione e l’idrovora. Gli ambienti oggi ospitano installazioni multimediali in grado di riportare il visitatore indietro nel passato così come la mostra fotografica allestita tra le volte della cantina che racconta la vita della tenuta con documenti originali provenienti dall’Archivio di Ca’Corniani e quello storico di Generali. Come sottolineato in conferenza stampa, tre sono gli elementi alla base dell’ambizioso progetto di riqualificazione di Genagricola “il primo è l’ascolto delle persone, il secondo è la generazione di un cambiamento che ci si aspetta avvenga nel territorio e terzo un approccio innovativo che passa attraverso l’arte”. Ma l’innovativo binomio tra arte e agricoltura che distingue la storica tenuta, è rappresentato dalle tre opere dell’artista Alberto Garutti, vincitore del concorso internazionale ideato da Andreas Kipar e curato da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini. “Abbiamo pensato che era importante definire la proprietà ed era necessario creare un concetto d’ingresso – ha spiegato Fancel – così abbiamo sviluppato l’idea di “soglia” che abbiamo scelto di rappresentare con delle opere d’arte”.
Le tre opere esaltano la vocazione agricola dell’area: la prima è un grande tetto dorato su un antico casale abbandonato, la seconda è una scritta a led che s’illumina a ogni fulmine che cade in Italia e infine delle sculture ritratto dei cani e dei cavalli che vivono in uno dei poderi. Una visione, quella che coniuga arte e agricoltura, che rientra nella filosofia di Valore Cultura di Generali, il programma nato nel 2016 con l’obiettivo di rendere arte e cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio. La riqualificazione di Ca’ Corniani rientra nel processo di sviluppo di Genagricola, la cui superficie coltivata supera i 15mila ettari, suddivisi in 23 aziende in Italia e tre in Romania. Alla giornata di apertura che ha visto la partecipazione, tra gli altri del vicepresidente della Regione Veneto Gianluca Forcolin, di Valerio De Paolis in rappresentanza del ministero dell’Agricoltura e del sindaco di Caorle Luciano Striuli, seguirà l’inaugurazione venerdì prossimo alle 18.30 nello spazio accanto alla cantina storica dove sarà presentato il progetto.
SPORT E TECNOLOGIA, NUOVE OPPORTUNITÀ PER START UP
Si chiama Speed4Lifts e ha realizzato un hardware per analizzare e migliorare le performance degli atleti che utilizzano il Velocity Based Training, uno dei metodi più diffusi per migliorare le prestazioni sportive. Questa startup, nata dalla mente di Oscar Repiso, Iker Zubizarreta e David Marchante, è stata premiata a Palazzo Pirelli, a Milano, nell’ambito della seconda edizione dello Spin Accelerator Italy, il più importante acceleratore mondiale per startup dedicate allo sport. A premiare i vincitori è stata non a caso un’atleta paralimpica: Martina Caironi, campionessa di salto in lungo. A promuovere Spin Accelerator Italy, che garantisce ai vincitori 10mila euro di premio, un periodo di incubazione in una struttura di prim’ordine e la possibilità di incontrare investitori, sono stati Trentino Sviluppo, università di Trento e Hype Sport Innovation. Quello di oggi è stato l’atto finale di un percorso di formazione iniziato tre mesi fa e costruito su 150 ore di formazione, workshop e training con mentor internazionali.
“Noi siamo l’agenzia per lo Sviluppo della provincia autonoma di Trento e ci occupiamo di far crescere le imprese già presenti e portare sul territorio nuove opportunità di sviluppo – spiega Michele Tosi, direttore dell’Area Incubazione e Start-Up di Trentino Sviluppo – e quindi siamo qua, a Milano, patria della finanza e delle banche e società finanziarie, perché senza investimenti il mondo delle startup non può crescere”.
Martina Caironi, madrina e testimonial dell’iniziativa, ha sottolineato come non sia possibile, nel 2019, “fare finta che la tecnologia non esista e che non rappresenti un punto di riferimento importante per gli atleti che devono monitorare e migliorare le prestazioni. Io stessa incarno la tecnologia, dal momento che indosso una protesi ultra tecnologica, che ha addirittura la possibilità di connettersi via Bluetooth e cambiare modalità. Sono un’atleta paralimpica e senza la tecnologia la mia carriera non ci sarebbe stata”.
Premiato anche il miglior pitch, quello della startup italiana Tennis Commander, un app integrabile con gli smart watch e collegato alla telecamera di uno smartphone per ottenere in tempo reale le proprie metriche tecniche durante una partita di tennis.
CORTE CONTI, NO A SHOCK FISCALE
“Mettere mano al riassetto delle tasse e dei tributi può considerarsi una priorità. Un’operazione da portare avanti non in un clima emergenziale, ma attraverso ponderate ed equilibrate strategie di lungo respiro. Non mancano gli strumenti, anche alternativi fra loro: dal ‘dosaggio’ fra imposizione diretta e indiretta alla potatura del groviglio di deduzioni (spesso foriere di contenziosi), dal recupero del cuneo fiscale al riordino della giustizia tributaria”. Lo ha detto il Procuratore Generale della Corte dei Conti, Albero Avoli, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato. “Alcuni economisti propongono addirittura misure radicali, chiamate a fini mediatici come shock fiscale, in realtà, una massiccia azione di decremento delle aliquote dell’imposizione diretta in favore di imponibili medio-bassi. L’idea non è nuova e certamente è asseverata da molti economisti”. “Tuttavia – ha aggiunto – resta il problema delle coperture sul breve termine, in mancanza delle quali il corrispondente aumento del debito potrebbe avere ripercussioni gravi, tali da annullare o ridurre molto i benefici della rimodulazione delle aliquote. Nella gradualità degli interventi potrebbe forse trovarsi una giusta soluzione di equilibrio. Altro rischio è quello che i vantaggi della riduzione del carico fiscale statale vengano azzerati dal parallelo incremento dell’imposizione locale”.
FERRERO, NUOVE SFIDE LEGATE AL PACKAGING
A pochi giorni dalla vittoria del premio Quality Design al Best Packaging Award 2019, Ferrero è impegnata assieme al Conai nella divulgazione di dati, notizie e informazioni riguardo gli imballaggi e le loro ‘possibili vite’ dopo l’utilizzo. In occasione della presentazione del 9° Rapporto di responsabilità sociale d’impresa del Gruppo Ferrero, presso la sede del Sole 24 Ore, si è discusso di questi temi. Oggi è sempre più evidente come la società si debba interrogare sulle possibili modalità con cui risolvere l’emergenza climatica. E’ anche grazie a questa presa di consapevolezza che Ferrero ha deciso di investire nell’ideazione di innovativi packaging, dando vita a un sorta di formula, chiamata la strategia delle 5R, che consiste in altrettante norme da seguire per affrontare le sfide legate al packaging. Paola Avogadro, Ferrero Global Packaging Design Manager, ha raccontato l’approccio utilizzato dall’azienda per ridisegnare e concepire ex novo i propri imballaggi, guardando tanto all’aspetto strategico che ai primi risultati concreti.
“Da anni selezioniamo i materiali impiegati per l’imballaggio dei nostri prodotti, sia in base alla loro idoneità per la perfetta conservazione dell’alimento sia per la possibilità di riciclaggio. Su un totale di 430.000 tonnellate di packaging, il 40% è vetro completamente riciclabile, il 40% carta e cartone e il restante 20% plastica. Stiamo rivedendo e riprogettando diversi imballaggi al fine di migliorare la circolarità della filiera e vogliamo farlo al meglio, analizzando le diverse opzioni e sperimentando l’effettiva riciclabilità grazie all’utilizzo di studi pilota”, ha sottolineato Avogadro, illustrando cosa significhi la strategia delle 5R. “Negli ultimi cinque anni la nostra strategia, basata su riduzione, rimozione, riciclo, rinnovabilità e riuso, ci ha permesso di risparmiare oltre 6.500 tonnellate di plastica rigida nelle confezioni di Estathè, delle praline e dei tappi di Nutella. Inoltre, gli imballaggi non a contatto con il prodotto sono per il 90% costituiti da materiale riciclato. In aggiunta, per applicare alla lettera il concetto di rimozione, abbiamo sostituito il classico piedistallo di plastica dell’uovo di Pasqua con un piedistallo fatto anch’esso di cioccolato”.
L’Italia risulta essere tra i Paesi più virtuosi in Europa per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, mostrando di aver raggiunto in gran parte quelli che sono i requisiti che l’Unione Europea chiede ai Paesi membri di raggiungere entro il 2025 ed entro il 2030. “Perché sia ecosostenibile, un imballaggio non deve solo essere riciclato, ma deve essere pensato e progettato affinché possa essere facilmente ed efficacemente riciclato”, ha osservato il presidente del Conai, Giorgio Quagliuolo, a margine della conferenza. “L’Italia è tra i Paesi europei più virtuosi quando si parla di riciclaggio e si può affermare che ha già raggiunto i livelli di ecosostenibilità e riciclaggio che, secondo quanto previsto dalle normative europee, devono essere raggiunti dai Paesi membri entro il 2025 e il 2030”.












