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NEL SECONDO TRIMESTRE PARTITE IVA +2,7% ANNUO

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Nel secondo trimestre, secondo i dati del Mef, sono state aperte 130.400 nuove partite Iva. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si osserva un incremento del 2,7%.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 71,3% delle nuove aperture di partita Iva è attribuibile a persone fisiche, il 23,6% a società di capitali, il 4% a società di persone; la quota dei “non residenti” ed “altre forme giuridiche” rappresenta complessivamente poco più dell’1% del totale delle nuove aperture. Rispetto al secondo trimestre del 2017, si rileva un moderato aumento di avviamenti per le persone fisiche (+3,6%) e le società di capitali (+1,3%), mentre prosegue il trend decrescente delle società di persone (-8,2%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 41,1% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,3% al Centro e il 36,3% al Sud e Isole. 

Rispetto al secondo trimestre dell’anno precedente, i più consistenti incrementi di avviamenti sono avvenuti in Calabria (+12%),Basilicata (+10,6%) e Sardegna (+10,2%), mentre diminuzioni si registrano nelle Marche (-5,3%), nella Provincia Autonoma di Bolzano (-3,6%) e in Liguria (-1,7%).

Con riferimento alla classificazione per settore produttivo, il commercio registra, come di consueto, il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 19,8% del totale, seguito dalle attività professionali con circa il 15% e dall’agricoltura (12,9%). Rispetto allo stesso periodo del 2017, tra i settori principali si osservano i maggiori aumenti di aperture nell’agricoltura (+14%), nei servizi d’informazione (+9,1%) e nell’istruzione (+8,5%). Le flessioni più evidenti, invece, interessano le attività finanziarie (-6,5%), l’alloggio e la ristorazione (-4%) e le attività artistiche (-2,8%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra un leggero calo della quota maschile, ora pari al 61,7% del totale. Il 46,1% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,7% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il 14,6% della classe più anziana. Il 17,1% delle persone fisiche che nel secondo trimestre ha aperto una partita Iva è nato all’estero.

I soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario risultano 48.696, pari al 37,3% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

INDUSTRIA, PRODUZIONE IN CALO A LUGLIO

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A luglio l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,8% rispetto a giugno. Nella media del trimestre maggio-luglio il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative segnano i beni strumentali (-2,2%), i beni di consumo (-1,7%) e i beni intermedi (-1,2%); in misura più contenuta diminuisce l’energia (-0,8%). Corretto per gli effetti di calendario, a luglio 2018 l’indice è diminuito in termini tendenziali dell’1,3% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di luglio 2017). Nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a luglio 2018 una lieve crescita tendenziale solamente per il raggruppamento dei beni strumentali (+0,7%); variazioni negative si registrano, invece, per i beni intermedi (-2,2%), i beni di consumo (-1,9%) e l’energia (-1,4%). I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+2,8%), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+1,3%). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4%), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8%), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8%). 

Per l’Istat l’indice destagionalizzato conferma una elevata variabilità mensile nel corso del 2018, con un orientamento alla diminuzione. In termini tendenziali, la variazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario diviene negativa per la prima volta da giugno 2016. Solo per i beni strumentali si registra una certa tenuta dei livelli produttivi: è inoltre l’unico raggruppamento di industrie a mantenere una moderata crescita tendenziale a luglio.

FURLAN: “SULLE PENSIONI SERVE CONFRONTO”

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“Non c’è dubbio che molti temi sono condivisibili. Mi sembra che l’ipotesi che sta venendo avanti: 62 anni, quota 100, 41,5 anni di contributi come secondo canale di uscita, siano argomenti interessanti, una buona base di confronto. Spero che non ci sia un altro governo che mette mano alla previdenza senza un confronto vero con le organizzazioni sindacali”. Queste le parole della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ospite di Coffee Break su La7. “Senza ombra di dubbio la questione della previdenza è nodale per il futuro delle persone. Noi abbiamo già parzialmente modificato alcune strutture della Legge Fornero attraverso l’Ape sociale, ma credo ci sia molto lavoro da fare, è un’ottima base di discussione. L’importante è avere un confronto – sottolinea -. Di Maio abbiamo avuto diverse occasioni per incontrarlo rispetto alle sue competenze, il premier non lo abbiamo mai incontrato e spero che la discussione sulla finanziaria sia una occasione per conoscerlo, incontrarlo e discutere sulle priorità del paese”.

AD AGOSTO INFLAZIONE +1,6% SU ANNO

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Ad agosto, secondo i dati Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell’1,6% su base annua (era +1,5% a luglio). La stima preliminare era +1,7%. La lieve accelerazione dell’inflazione (la quarta consecutiva) si deve, secondo l’Istat, in prevalenza ai prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (il cui tendenziale passa da +1,7% di luglio a +2,8%); registrano invece un rallentamento della crescita i prezzi dei Beni energetici (da +7,9% a +7,7%) e dei Beni alimentari non lavorati (da +3,6% a +3,1%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano rispetto a luglio, rispettivamente da +0,7% a +0,8% e da +0,9% a +1,1%. 

L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo si deve prevalentemente ai rialzi dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+4,6%), dovuti in larga parte a fattori stagionali. L’inflazione acquisita per il 2018 è +1,4% per l’indice generale e +1% per la componente di fondo. Pur con un lieve allentamento, continuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: nello specifico i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +2,2% di luglio a +2,1%) e quelli ad alta frequenza d’acquisto (da +2,8% a +2,7%) crescono su base annua più dell’indice generale. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,2% su base mensile, per effetto dei saldi stagionali di Abbigliamento e calzature di cui il NIC non tiene conto, e cresce dell’1,6% su base annua (in decelerazione da +1,9% del mese precedente). La stima preliminare era +1,7%. 

L’Istat precisa che quest’anno ad agosto i saldi stagionali di Abbigliamento e calzature incidono in misura più ampia rispetto al mese precedente tenuto conto che a luglio erano iniziati solamente il 7, mentre nel 2017 erano iniziati il primo luglio. Questo rende la diminuzione congiunturale dei prezzi della specifica divisione di spesa molto più ampia (-8,8%) di quella di agosto 2017 (-5,0%), influenzando così l’inversione di tendenza dei prezzi di Abbigliamento e calzature (da +3,5% di luglio a -0,6%) e il rallentamento dell’indice generale IPCA. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dell’1,5% rispetto ad agosto 2017.

BANKITALIA, A LUGLIO DEBITO PUBBLICO IN CRESCITA

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A luglio, secondo i dati della Banca d’Italia,  il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 18,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.341,7 miliardi. L’aumento è dovuto all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (31,6 miliardi, a 80 miliardi), che ha più che compensato l’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (15,1 miliardi); gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente incrementato il debito di 1,9 miliardi.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 20,4 miliardi e quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 2 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

 

GENOVA, RIXI: “COINVOLGERE ENTI LOCALI”

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“La decisione corretta del Consiglio dei Ministri è che si sia deciso di consultare il presidente della Regione Liguria e il sindaco di Genova, Toti e Bucci, che hanno operato molto bene. Martedì discuteremo con loro i dettagli finali del decreto a Palazzo Chigi, per evitare di dimenticarsi delle cose che strada facendo rischiano di ritardare gli interventi”. Lo ha detto Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ospite de “L’intervista di Maria Latella” su Sky Tg24, in merito al decreto per Genova. 

Alla domanda se la Lega volesse un metodo diverso per questo provvedimento, Rixi ha risposto: “Chiedevamo solo la consultazione con gli enti locali. Conoscendo bene il primo mese di lavoro sul territorio, volevamo evitare che il trasferimento delle competenze al nuovo commissario potesse comportare uno stop ai lavori, e poi è giusto che le amministrazioni locali vengano sempre coinvolte, soprattutto se si tratta di opere sul territorio”.

 

ARMANI “PRONTI A GESTIRE NUOVE TRATTE AUTOSTRADE”

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«Ho messo a disposizione di Toninelli il mio mandato, sia incontrandolo di persona che scrivendogli. E’ impossibile lavorare in un’azienda pubblica senza la fiducia dell’esecutivo”. Lo dice, in un’intervista a Repubblica, l’amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani.
“Al momento – aggiunge- non ho avuto riscontri, dunque vado avanti cercando di recuperare un’immagine di credibilità ed efficienza dell’Anas, puntando risorse economiche e umane sulla manutenzione, la tecnologia, la programmazione a medio termine. In questo senso, siamo prontissimi a gestire altre tratte autostradali visto che già abbiamo una rete dieci volte quella di qualunque gestore» .

A LUGLIO EXPORT IN CALO, CRESCE IMPORT

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A luglio, secondo i dati Istat, si stima un calo congiunturale per le esportazioni (-2,6%) e un aumento per le importazioni (+2,4%). La flessione congiunturale dell’export è da ascrivere prevalentemente all’ampia diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-5,5%) mentre quella verso l’area Ue è meno intensa (-0,4%). Nel trimestre maggio-luglio, rispetto al precedente, si registrano incrementi per entrambi i flussi, più intensi per le importazioni (+3,0%) che per le esportazioni (+1,2%). A luglio l’aumento dell’export su base annua è pari al 6,8% e coinvolge sia l’area Ue (+8,5%) sia i paesi extra Ue (+4,8%). La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell’export a +5,1% e quella dell’import a +8,7%. Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell’export nel mese di luglio, si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+12,4%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+7,0%), prodotti petroliferi raffinati (+41,6%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+12,0%). In diminuzione, su base annua, le esportazioni di autoveicoli (-6,0%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-2,8%).
Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente all’incremento delle esportazioni sono Francia (+11,9%), Germania (+9,0%), Svizzera (+14,4%) e Spagna (+8,7%).

Nel periodo gennaio-luglio, la crescita tendenziale dell’export è pari a +4,2% ed è sospinta da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,8%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+11,9%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e apparecchi elettrici (+5,0% entrambi). 

L’Istat stima che il surplus commerciale si riduca di 886 milioni (da +6.562 milioni a luglio 2017 a +5.676 milioni a luglio 2018). Nei primi sette mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +24.734 milioni (+47.623 milioni al netto dei prodotti energetici). A luglio l’indice dei prezzi all’importazione è stimato che aumenti dello 0,2% sul mese precedente e del 4,3% su base annua. Al netto dei prodotti energetici l’indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali.