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Iren, Enrico Clara sarà il nuovo Amministratore Delegato di Amiat

TORINO (ITALPRESS) – Gianluca Riu ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di Amministratore Delegato di Amiat dato il riassetto organizzativo che lo ha individuato come figura cardine per la delicata fase propedeutica al closing dell’operazione di acquisizione di Egea (multiutility di Alba) previsto per i prossimi mesi, oltre che per la successiva fase di integrazione nel Gruppo Iren. “Iren Ambiente, socio di maggioranza di Amiat – si legge nella nota – ringrazia Gianluca Riu per l’impegno profuso durante gli otto anni in cui ha ricoperto la carica di Amministratore Delegato Amiat, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’azienda sul territorio, la qualità dei servizi e la sua piena integrazione nel Gruppo Iren. Iren Ambiente ha quindi indicato Enrico Clara come consigliere di propria nomina che verrà cooptato dal Consiglio di amministrazione Amiat che sarà convocato nel più breve termine e, comunque, entro i primi giorni di giugno. Ad Enrico Clara saranno quindi conferite le deleghe di Amministratore Delegato di Amiat”.
Nato a Torino il 30 novembre 1968, Enrico Clara dopo aver conseguito la laurea in ingegneria elettrotecnica presso il Politecnico di Torino, è entrato nell’allora AEM Torino occupando ruoli di crescente responsabilità sino a divenire nel 2016 Direttore Produzione Termoelettrica del Gruppo Iren. Nel corso della sua carriera professionale ha maturato significative esperienze nell’ambito della gestione di progetti complessi, in termini industriali, organizzativi e gestionali con una forte attenzione ai temi dell’innovazione e della sostenibilità.

– Foto: ufficio stampa Iren –

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Ciucci “Ponte sullo Stretto entro il 2032, benefici superano i costi”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Ponte sullo Stretto di Messina si farà entro il 2032”. Nessuna profezia o salto nel buio, ma il riscontro concreto del lavoro che da poco meno di un anno a questa parte coinvolge la Stretto di Messina Spa e il suo amministratore delegato, Pietro Ciucci. Dopo il blocco posto al progetto nel 2012 da parte del Governo di Mario Monti, la nuova vita del ponte sullo Stretto di Messina è cominciata proprio nel giugno del 2023, con la nomina dello stesso Ciucci alla carica di amministratore delegato della società, ruolo che aveva già ricoperto dal 2002 fino al momento dell’interruzione. Intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, l’ex presidente e direttore generale dell’Anas ha chiarito i vari aspetti che ruotano intorno alla realizzazione dell’opera, a partire dai prossimi passaggi burocratici e normativi che si attendono per dare inizio effettivo ai lavori: “Abbiamo fatto molto negli ultimi dieci-dodici mesi, con il progetto del ponte sullo stretto di Messina che è ripartito di fatto a giugno dello scorso anno. Una governance totalmente riconfigurata – ha ricordato l’ad di Stretto di Messina -, con un aumento di capitale e un cambio della strutturazione area della società. Da qui siamo partiti con due procedure fondamentali quali la valutazione degli impatti ambientali e la conferenza dei servizi. A completamento di questi ultimi aspetti – prosegue -, si andrà al Cipes, punto di non ritorno del progetto, dovendo approvarne la linea tecnica, il piano finanziario e la dichiarazione di pubblica utilità, puntando ad avere entro fine anno la valutazione completa dell’impatto ambientale e la delibera di questa entità per cominciare i lavori”.
Un percorso “lungo e articolato” ma che prosegue per gradi, anche dal punto di vista ambientale, nodo cruciale sia in termini di benefici green che di rischi legati ai forti venti e al pericolo sismico: “L’ambiente è un valore condiviso, e noi siamo impegnati a difenderlo con attività di monitoraggio e studio per le quali investiamo decine di milioni di euro, prima, durante e dopo i cantieri. Vento e pericolo sismico? Sono due temi ben noti. Il nostro team di progettisti – evidenzia – è straordinario, quindi vuole che non siano stati considerati questi aspetti? Dal punto di vista sismico si sta considerando una resistenza di almeno 7.3 sulla scala Richter, magnitudo attribuita al terremoto di Messina del 1908; mentre consideriamo una strutturazione che sappia sostenere venti che vanno oltre i duecentocinquanta o trecento chilometri orari, nonostante il vento più forte registrato finora nella zona sia di centocinquanta chilometri orari. Tra i benefici, anche la riduzione delle emissioni di CO2, a dimostrazione di un’opera importante anche per il rispetto dell’ambiente e della transizione ecologica”.
Proprio in relazione al rapporto costi-benefici, lo stesso Ciucci ha voluto chiarire i particolari di un’analisi anche e soprattutto economica, concentrandosi poi sulla matassa relativa ai posti di lavoro diretti ed effettivi che la realizzazione dell’opera potrà portare: “L’obiettivo è accelerare le procedure per arrivare ad aprire il ponte nel 2032. Trasparenza e legalità sono valori assoluti che si trovano al centro del progetto. Il beneficio principale sarà il tempo, basti vedere l’esperienza di altre grandi infrastrutture del passato contrastate prima ancora che venissero realizzate, come l’autostrada del sole o il Mose. Questa analisi costi-benefici, inoltre, chiude con un margine economico positivo di quattro miliardi di euro e un tasso di rendimento del 4%. L’occupazione diretta dei cantieri sarà mediamente di più di quattromila posti di lavoro annui. A volte si fa polemica sul numero degli occupati, ma è chiaro che se il cantiere dura per otto anni, questa occupazione diretta deve essere moltiplicata proprio per la durata complessiva dei lavori, fino ad arrivare tra i centomila e i centoventimila posti di lavoro per i quali il nostro ministro Salvini viene spesso criticato”. Infine il tema degli espropri, tra i principali generatori di preoccupazioni per la popolazione locale delle due regioni coinvolte, in ragione alla considerevole quantità di prime case presenti sulle due sponde e alle misure di indennizzo che verranno adottate in materia di risarcimento: “Stiamo dedicando da qualche mese molta attenzione al tema degli espropri, aggiornando il piano dedicato e comunicandolo ufficialmente. Stiamo creando – ha aggiunto Ciucci – degli uffici sul territorio dove gli espropriandi potranno rivolgersi per chiedere informazioni. Ci sono trecento abitazioni coinvolte in Sicilia e centocinquanta sulla costa calabrese, di cui poco più della metà sono prime case. Stiamo aggiornando, con il coinvolgimento dei Comuni, dei protocolli che fissino per tutte le ipotesi di esproprio delle unità di calcolo per gli indennizzi”.

– Foto Italpress –

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Consap, redditività ed efficienza in crescita

ROMA (ITALPRESS) – L’assemblea degli azionisti di Consap ha esaminato e approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2023, che evidenzia un utile pari a 9.577.220 euro, registrando un notevole aumento rispetto al risultato dell’anno precedente (3.522.569 euro). “Un ottimo risultato che è stato possibile soprattutto grazie a due fattori: una gestione accurata e la presenza di un evento straordinario legato al rilascio di un Fondo”, ha commentato l’Ad Vincenzo Sanasi d’Arpe.
“E’ in atto in Consap un efficientamento dei processi a tutti i livelli. Tale percorso sta dando i suoi frutti e, soprattutto, sta ponendo le basi per i prossimi anni per la creazione di giuste economie di scala che riescono a valorizzare, all’interno dell’azienda, il merito e la giusta allocazione delle risorse”, ha aggiunto. Per il presidente Sestino Giacomoni, “siamo un’azienda che svolge in maniera seria, professionale e tempestiva i compiti che le vengono affidati dalle pubbliche amministrazioni. Consap è uno strumento dello Stato a sostegno delle istituzioni e dei cittadini e svolge la sua importante funzione sociale intervenendo, da oltre 30 anni, in forma sussidiaria rispetto al mercato, attraverso la gestione proattiva di oltre 40 attività”. Il risultato della gestione finanziaria (pari a 5,240 milioni) è in notevole incremento (1,586 milioni) rispetto al bilancio 2022, registrando un +43,4%. Anche il margine operativo, pari a 4,348 milioni, risulta in significativo aumento rispetto all’esercizio 2022, raggiungendo così gli obiettivi di efficientamento fissati dal Mef. Al contempo, rispetto al bilancio 2022, i costi della produzione si riducono dell’8%, così come sono in diminuzione i costi per materie prime, sussidiarie, di consumo, di merci e i costi per servizi.
La società ha avviato un insieme di azioni finalizzate alla crescita dell’efficienza operativa interna, intesa sia in termini di riduzione del numero di risorse impiegate per unità di prodotto/servizio sia come riduzione dei tempi di esecuzione in un quadro complessivo di contenimento dei costi. Consap ha focalizzato le proprie attività su tre direttrici chiave: giovani, innovazione e sostenibilità. Inoltre, nel corso del 2023 si è assistito ad un significativo cambiamento in ambito di business intelligence in termini tecnologici, organizzativi e di processo. Sono stati realizzati, infatti, numerosi progetti nell’ambito del piano di aggiornamento ed evoluzione dell’infrastruttura e dei servizi Ict. Nello specifico, sono stati costantemente perseguiti obiettivi di efficientamento, di incremento del livello di qualità dei servizi erogati a cittadini, imprese e PA e di contrasto dei rischi correlati alla sicurezza informatica e alla conformità in tema di privacy.
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– Foto: ufficio stampa Consip –

Confindustria, al via il nuovo corso di Orsini

ROMA (ITALPRESS) – “Tre parole chiave: dialogo, identità e unità. Dialogo perchè noi abbiamo bisogno che Confindustria sia vicina ai territori. Per quanto riguarda l’identità, che sarà una sfida enorme, significa riuscire a fare sentire parte di un progetto anche l’ultimo associato, questa sarà una delle sfide più importanti. L’unità era un’esigenza dopo una campagna elettorale un pò accesa noi abbiamo. Oggi sono molto contento perchè il voto, 99,5%, ha dimostrato che il nostro sistema si sia riuscito a ricompattare”. Così Emanuele Orsini, eletto ufficialmente dall’assemblea privata di Confindustria nuovo presidente per il quadriennio 2024-2028. In conferenza stampa, il nuovo numero uno di Viale dell’Astronomia, ha parlato di diversi temi, tra questi, Europa, energia, lavoro, industria. “Sul tema dell’Europa bisogna avere le idee chiare sulla politica industriale europea, serve una cultura non anti-industriale, dobbiamo smetterla con gli atteggiamenti ideologici e ci auguriamo che la nuova Commissione europea metta al centro l’industria”, aggiunge. “Noi abbiamo bisogno che ripartano gli investimenti. Oggi sono bloccati perchè Industria 4.0 è arrivata alla fine, perchè il costo del denaro è alto. Noi aspettiamo Industria 5.0 da dicembre 2023, se c’è la volontà di farla serve un segnale subito perchè è legata al Pnrr e quindi scade. Abbiamo bisogno di misure che abbiano una visione almeno a 5 anni”. Per Orsini, poi, l’energia sarà al centro del dibattito, “è un tema di sicurezza nazionale perchè serve ovviamente incrementare l’indipendenza energetica, abbiamo capito che non possiamo farlo solo con le fonti rinnovabili, abbiamo bisogno di un mix energetico e per questo abbiamo bisogno di essere competitivi. Serve sostenere, non solo in campagna elettorale, il nucleare pulito con una rete elettrica nazionale e non privata. Se vogliamo essere europeisti abbiamo bisogno di un mercato unico dell’energia”. Il presidente di Confindustria, inoltre, affronta temi attuali come Superbonus, Stellantis, Ponte sullo Stretto. “Servono norme che non siano retroattive, è un tema di fiducia, questo non ce lo possiamo permettere, non possiamo permetterci che l’industria non si fidi delle istituzioni. Io sono d’accordo che il 110 venga chiuso, ma non possiamo pensare che lo facciamo dall’oggi e domani – evidenzia -, dobbiamo far finire il lavoro delle imprese. Dobbiamo sederci attorno a un tavolo per costruire un percorso non in chiave conflittuale ma di costruzione. Ci organizzeremo presto con un tavolo di lavoro per presentare al governo le nostre proposte. Io sono tra uno di quelli che lo ha sostenuto, in quel momento ha dato un valore, un grande impulso all’economia. Mi auguro che Stellantis mantenga la promessa fatta del milione di auto in Italia, è un tema di salvaguardia della filiera. Se dobbiamo dare finanziamenti governativi ad auto che vengono fuori dall’Europa non credo che sia corretto”.
Per Orsini è “anacronistico pensare di dividere il Paese in questo momento, proprio quando noi chiediamo tutti di avere gli Stati Uniti d’Europa. Serve promuovere lo sviluppo industriale del Mezzogiorno per abbattere i divari economici e sociali, vogliamo che cresca l’occupazione e la produttività, questo sarà fondamentale se vogliamo far crescere il Paese. Per fare questo – osserva -, servono infrastrutture adeguate perchè se mancano nessuno va a costruire. Qualsiasi infrastrutture è positiva, sono d’accordo sul Ponte sullo Stretto ma dobbiamo anche arrivare allo Stretto. Penso che le infrastrutture siano da potenziare se vogliamo sostenere un Sud che cresce”. Infine, il lavoro e manovra. “Parlare di Jobs Act in una nazione dove ci sono ragazzi che selezionano le imprese dove lavorare, mi pare una pazzia. Credo non sia un tema ma solo una chiave politica, non credo sia un’esigenza del momento. Cercheremo di fare proposte al governo a costo zero, o proposte che vengano considerate un investimento. Saranno proposte corrette o che siano anche nell’interesse del governo. Serve anche per recuperare un giusto rapporto. Oggi, per esempio, sappiamo che la legge di bilancio sarà complicata, che i margini di azione sono stretti, ma si possono costruire percorsi virtuosi che possano una spinta all’economia”, conclude.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –

Piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -0,23%

MILANO (ITALPRESS) – Apertura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare -0,23% a 34.522 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede lo 0,19% a quota 36.735. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,07% a 48.005 punti.

– Foto Agenzia Fotogramma –

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Lavoro domestico, Zini confermato presidente di Assindatcolf

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio Direttivo di Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, riunitosi oggi pomeriggio presso la sede di Confedilizia, ha confermato i propri vertici, che resteranno in carica per il triennio 2024-2026. Andrea Zini – 68 anni, consulente del Lavoro – è stato confermato nel ruolo di presidente, così come il vice presidente, l’avvocato Alessandro Lupi, ed il tesoriere, dott. Dario dal Verme.
“Ringrazio i consiglieri di Assindatcolf – dichiara Andrea Zini – che per il secondo mandato mi hanno rinnovato la loro fiducia. Come presidente di una delle associazioni datoriali più rappresentative, nonchè firmataria – insieme alla Fidaldo – del Ccnl di settore, continuerò a lavorare per sostenere economicamente le famiglie che hanno bisogno di affidarsi al prezioso aiuto di colf, badanti e baby sitter per conciliare tempi di vita e di lavoro. Un vero e proprio pilastro del welfare pubblico che conta circa 2 milioni di lavoratori, di cui solo 894.299 regolarmente assunti. Numeri che, stando a quello che ogni anno certifica l’Inps, sono in costante calo. Per arginare questa deriva continuiamo ad essere convinti che servano non solo aiuti specifici ma, soprattutto, agevolazioni fiscali. Il modello francese ce lo insegna: dove sono state fatte scelte precise per abbattere il costo, i numeri del lavoro irregolare si sono ridotti. Per questo oggi, insieme all’Intergruppo parlamentare sul lavoro domestico presieduto dall’onorevole Andrea Giaccone, abbiamo accolto una delegazione francese al fine di studiare un modello virtuoso che speriamo possa essere implementato con successo anche in Italia”.

– Foto ufficio stampa Assindatcolf –

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Editoria, a Firenze confronto sulla tech-media literacy

FIRENZE (ITALPRESS) – Sono stati il direttore del New York Times Joe Kahn, l’ospite internazionale, e l’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola, l’ospite nazionale, i protagonisti dell’incontro di tech-media literacy promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori. L’appuntamento, che ha visto la partecipazione di oltre 400 studenti italiani con una rappresentanza di studenti spagnoli, impegnati nei progetti di tech-media literacy promossi dall’organizzazione, confrontarsi con i due ospiti e il presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori Andrea Ceccherini.
“Oggi è un incontro davvero speciale – ha detto Ceccherini nel suo intervento -. Il sogno che ci muove è quello di cambiare il mondo per farne un posto migliore. Con questa logica cerchiamo di difendere la centralità della persona, soprattutto in un tempo in cui i cambiamenti mettono a rischio la nostra capacità di dominarla. La persona umana deve essere al centro e la tecnologia al suo servizio e non al contrario, per nessuna ragione. Voi ragazzi avete molto più tempo per fare del mondo un posto migliore, a patto che abbiate gli strumenti educativi per farlo. Come è possibile sviluppare il pensiero critico in giovani di 14 anni? Solo dando gli strumenti per usare la propria testa, rendervi più padroni di voi stessi. In un mondo dominato dall’intelligenza artificiale i vostri occhi e la vostra testa sono il patrimonio che avete. Oggi è importante combattere la polarizzazione e combattere le fake news”.
Ceccherini ha poi ricordato il percorso dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, dall’origine del progetto del ‘Quotidiano in classè, passando dai grandi personaggi, dalle realtà imprenditoriali ed editoriali passate dall’Osservatorio fino al progetto con Apple. Un incontro interessante che si è diviso in due parti. La prima che ha visto come protagonista l’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola che dopo una prima intervista della giornalista Maria Latella ha risposto alle domande provenienti dai ragazzi. L’AD di Tim, che con la sua azienda ormai da diversi anni promuove insieme all’Osservatorio un percorso di alfabetizzazione tecnologico-digitale nelle scuole secondarie superiori italiane, nel corso della sua intervista Labriola ha ribaditpo l’importanza di progetti del genere, soffermandosi poi su una particolare questione di attualità come quello del limite di utilizzo degli smartphone ai giovani: “Se il nostro timore è che i social trasmettano modelli sbagliati, il problema è quello di stabilire dei modelli corretti – ha spiegato -. Il problema vero è definire quali sono i comportamenti corretti. La discussione non è dunque quella del blocco dello strumento o del singolo social. Posso bloccarti tic toc, instagram e toglierti anche il cellulare. Ma se non si definiscono i modelli culturali giusti e quelli sbagliati non ne usciamo. Noi dobbiamo aiutare le nuove generazioni ad arrivare all’informazione iniziale e non a quella elaborata ad uso e consumo di qualcun altro”. Concluse le domande a Labriola è stata la volta dell’intervento del direttore del New York Times Joe Kahn da parte della direttrice di Quotidiano Nazionale (La Nazione, Il Resto del Carlino e Il Giorno) Agnese Pini.
Un’intervista, quella a Kahn, direttore del quotidiano “bandiera” della democrazia nel mondo e membro dell’International Advisory Council dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, che ha toccato vari temi, fra i quali, quello dell’informazione di qualità nell’era dell’Intelligenza Artificiale, del ruolo del giornalismo indipendente nella democrazia e dell’importanza per le giovani generazioni di essere coinvolte in percorsi di tech-media literacy. “Guardando questi giovani sono ottimista perchè è una generazione di liceali che sono venuti qui per imparare la media literacy – ha detto nel suo intervento Joe Kahn -. Non c’è la bacchetta magica che porterà via la polarizzazione che esiste nel mondo di oggi, o eliminerà la cattiva informazione, le fake news in onda tutti i giorni. Il primo passo è fare quello hanno fatto i giovani oggi qui, cioè capire che devono essere padroni delle fonti di informazione per sviluppare le proprie idee e capire quali sono le informazioni affidabili, sviluppare un occhio critico suoi media, perchè nessuno risolverà il problema per voi. La cosa che mi rende un pò ottimista è che ci sono gruppi di persone come i giovani di questa sala e progetti come quello del’Osservatorio che fanno qualcosa sul modo in cui consumano l’informazione, e investono per capirla meglio: nessuno potrà risolvere il problema della democrazia o della buona informazione che è il pilastro portante della democrazia, se il cittadino non agisce in prima persona. E’ questo il motivo per cui sono venuto qui oggi, perchè è un progetto molto importante, e quindi è molto importante che voi siate interessati a questo tema e che vogliate discuterne”.
“Nessuno può risolvere i problemi di marketing o delle corrette informazioni. L’unico modo è quello d’imparare a sviluppare le proprie idee, in modo autonomo – ha proseguito il direttore del NYT -. Oggi le infornazioni ti arrivano senza soluzione di continuità, durante tutta la giornata. Devi riuscire a ‘sentirè quello che accade nel mondo, informarti in modo autonomo, non limitarti a leggere quello che si trova alla prima occasione, ma approfondir ed andare a cercare costantemente l’informazione di qualità. Oggi è evidente la crisi dell’informazione di qualità. Al NY Times, comunque, tutto quello che viene riportato sotto il brand NY Times è valutato e verificato in modo estremamente attento e scrupoloso”.

– Foto Osservatorio Permanente Giovani-Editori –

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Fisco, Leo “Nessun ritorno al vecchio redditometro”

ROMA (ITALPRESS) – “Il centrodestra è sempre stato contrario al meccanismo del “redditometro” introdotto nel 2015 dal Governo Renzi. Il decreto ministeriale pubblicato in questi giorni in Gazzetta mette finalmente dei limiti al potere discrezionale dell’Amministrazione finanziaria di attuare l’accertamento sintetico, ovvero la possibilità del Fisco di contestare al contribuente incongruenze fra acquisti, tenore di vita e reddito dichiarato. Potere previsto dall’ordinamento tributario fin dal 1973″. Lo afferma in una nota il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo (Fratelli d’Italia).
“Nel dettaglio, con il nostro decreto, siamo intervenuti per correggere una stortura che si è creata nel 2018, quando il Governo Conte 1 ha abolito il D.M. 16 settembre 2015, il cosiddetto “redditometro”, del Governo Renzi e aveva contestualmente stabilito che si dovesse emanare un nuovo decreto con dei paletti precisi a garanzia del contribuente, in modo da limitare al minimo il contenuto induttivo dell’accertamento, e privilegiando sempre il dato puntuale a garanzia del contribuente – prosegue -. Purtroppo, quel decreto non è mai stato emanato e, invece di favorire il contribuente, si è creato un vuoto nei limiti all’azione dell’amministrazione finanziaria nell’applicazione dell’accertamento sintetico, introducendo di fatto un meccanismo di redditometro permanente e senza alcuna limitazione”.
“Dopo sei anni, il Governo di centrodestra è finalmente intervenuto e ha emanato un decreto, preventivamente condiviso con le associazioni dei consumatori, l’Istat e il garante della privacy, che fissa dei paletti precisi a garanzia del contribuente e introduce, tra le altre cose, anche un doppio contraddittorio obbligatorio. Dunque, non c’è alcun ritorno al vecchio redditometro ma solo più garanzie per i contribuenti. In più, il centrodestra conferma l’impegno per combattere i grandi evasori fiscali, in un contesto di totale rispetto dei diritti dei contribuenti”, aggiunge Leo.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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