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Economia

A GIUGNO MERCATO AUTO UE +5.2%

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A giugno 2018 le vendite di auto nuove nell’Unione Europea hanno fatto segnare +5,2%, sfiorando quota 1,6 milioni. Tra i mercati principali, sono in calo Italia (-7,3%) e Regno Unito (-3,5%), mentre crescono Francia (+9,2%), Spagna (+8%) e Germania (+4,2%). Lo rende noto Acea, l’associazione dell’industria europea dell’auto.

Nella prima metà dell’anno, il mercato europeo dell’auto è cresciuto del 2,9% a 8.449.247 unità. Anche in questo caso sono in calo Italia (-1,4%) e Regno Unito (-6,3%), mentre Spagna (+10,1%), Francia (+4,7%) e Germania (+2,9%) fanno segnare un incremento.

 

INDUSTRIA, A MAGGIO FATTURATO +5% ANNUO

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A maggio l’Istat stima che il fatturato dell’industria cresca su base mensile dell’1,7%, registrando un aumento per il terzo mese consecutivo; nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo cresce dello 0,4% sui tre mesi precedenti.

Anche gli ordinativi registrano un aumento mensile (+3,6%), che segue la flessione del mese precedente (-0,6%). Nella media degli ultimi tre mesi sui tre mesi precedenti si registra, tuttavia, una riduzione pari all’1,1%.

La dinamica congiunturale del fatturato a maggio mostra andamenti simili su entrambi i mercati, con una crescita dell’1,6% sul mercato interno e dell’1,8% su quello estero. Invece, l’incremento congiunturale degli ordinativi è più rilevante per le commesse raccolte sul mercato estero (+5,5%) rispetto a quelle provenienti dal mercato interno (+2,2%).

Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali diffusi a tutti i raggruppamenti principali di industrie; la variazione positiva maggiore è quella relativa all’energia (+5,8%).

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 come a maggio 2017), il fatturato totale cresce su base annua del 5%, con incrementi del 4,5% sul mercato interno e del 5,8% su quello estero.

I settori che registrano le variazioni tendenziali più rilevanti sono quelli dei prodotti petroliferi raffinati (+24,4%) e dei prodotti farmaceutici (+13,2%), mentre il settore dei prodotti elettronici e ottici mostra la flessione maggiore (-4,4%).

L’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento su base annua del 4,9%, con un incremento maggiore per il mercato estero (+8,1%) rispetto a quanto rilevato per il mercato interno (+2,8%). Il settore che registra il maggiore incremento è quello dei prodotti elettronici e ottici (+18,3%), mentre l’unica flessione si rileva per il settore del legno e della carta (-0,5%).

“Gli indici destagionalizzati del fatturato e degli ordinativi raggiungono a maggio i livelli più alti da inizio anno, sia per il fatturato interno sia per quello estero – commenta l’Istituto di Statistica -. L’incremento congiunturale del fatturato coinvolge tutti i principali settori, con una spinta ulteriore proveniente dalla vivace  dinamica dei prodotti energetici. In volume, il comparto manifatturiero registra un incremento congiunturale dell’1,5%, rimanendo sostanzialmente stabile nella media degli ultimi tre mesi”.

 

RICICLO CARTA E CARTONE, SUD PROTAGONISTA

E’ arrivato il momento del Sud. Sul tema del riciclo di carta e cartone, il Mezzogiorno sta diventando sempre più protagonista e questo comporta, oltre a un maggiore rispetto per l’ambiente, ricadute economiche e occupazionali non indifferenti. La strada è stata tracciata, il divario con il Nord si sta accorciando e Comieco, che non a caso ha presentato a Palermo i dati del 23° rapporto annuale, ‘spinge’ la rimonta.

“Stimiamo nei prossimi anni una crescita nazionale del riciclo della carta e del cartone pari a un milione di tonnellate, con il 60% che dovrebbe derivare dal Sud – racconta Amelio Cecchini, presidente del Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica -. In particolare la Sicilia, che sta contribuendo molto alla crescita partendo da una posizione più bassa, può fare grandi cose con un 24-25%. Anche i dati del primo semestre del 2018 confermano questo trend positivo”.

Secondo Cecchini, ospite di un forum nella sede dell’ITALPRESS, in Italia, “nei prossimi 24 mesi, è prevista una crescita della domanda di carta e cartone per 1,3 milioni di tonnellate, con 3-4 impianti in programmazione, due già praticamente partiti in questi giorni, uno atteso a mesi e uno in progetto. Questo – osserva – genererà anche posti di lavoro, economicità e possibilità di una crescita economica. E poi vanno considerati tutti gli indotti, perché più riciclo è anche sinonimo di più turismo, per le attività collaterali e tutto quello che ne consegue, e sappiamo quanto questo sia importante in particolare per tutte le regioni del Sud”.

Il Mezzogiorno, e la Sicilia in particolare, è al centro dell’analisi di Roberto Di Molfetta, responsabile area Riciclo e Recupero di Comieco. “L’obiettivo che pensiamo possa raggiungere la Sicilia a brevissimo, diciamo entro due anni, è raddoppiare l’attuale livello di riciclo di carta e cartone, superare dunque le 200 mila tonnellate – sottolinea -. Abbiamo fatto anche un conto molto veloce in termini di maggiori corrispettivi che possono arrivare dall’accordo Anci-Conai di cui siamo gestori per quanto riguarda carta e cartone: tra corrispettivi nelle casse dei Comuni e minori costi di smaltimento parliamo di 20 milioni di euro l’anno, che si aggiungerebbero ai benefici di 6 milioni di euro di corrispettivi nel 2017 e almeno 10 milioni di risparmio in termini di mancato smaltimento”. Numeri importanti, da sfruttare necessariamente per un rilancio dell’Isola.

Si dice pronto a cogliere l’occasione Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia. “E’ l’inizio di un percorso – afferma -. Siamo in forte crescita perché eravamo in drammatico ritardo. In ogni caso un trend è partito, i siciliani vogliono essere italiani a tutti gli effetti, non solo reclamando pari diritti ma anche impegnandosi a fare quello che fanno gli altri europei, ovvero pensare ai prossimi anni, cercando di percorrere responsabilmente un cammino che si faccia carico delle future generazioni”. E’ il concetto di economia circolare, che “punta sul riutilizzo delle risorse e non ne predica lo spreco. Un concetto entrato nel Def del 2019, l’obiettivo è farne un asse del nuovo piano industriale in Sicilia. Tutto questo determina nuove risorse disponibili, diminuzione dell’imposizione fiscale, delle tasse che si utilizzano per il servizio di discarica e per il conferimento dei rifiuti; sono anche risorse liberate per i Comuni per fare investimenti e diminuire il debito per le prossime generazioni. In questo modo – conclude Armao – potremo guardare i nostri figli con più dignità”.

 

 

 

 

 

CONFINDUSTRIA: “EVITARE RETROMARCE SU RIFORME”

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“Rimaniamo convinti che occorrerebbe evitare brusche retromarce sui processi di riforma avviati, assicurare stabilità e certezza al quadro regolatorio e non alimentare aspettative negative da parte degli operatori economici”. Così Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria in audizione presso le Commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera sul Dl dignità. “Pertanto – sottolinea – a nostro giudizio l’esame parlamentare del decreto dignità può e deve rappresentare l’occasione per approvare alcuni correttivi volti a garantire una crescita sostenibile e inclusiva del Paese, che favorisca la competitività delle imprese e valorizzi il lavoro”. 

“Il fatto che per contratti tra i 12 e i 24 mesi sia richiesto alle imprese di indicare le condizioni del prolungamento, esponendole all’imprevedibilità di un’eventuale contenzioso, finisce nei fatti per limitare a 12 mesi la durata ordinaria del contratto a tempo determinato, generando potenziali effetti negativi sull’occupazione oltre quelli stimati nella Relazione tecnica al Decreto (in cui si fa riferimento a un abbassamento della durata da 36 a 24 mesi) – sottolinea Panucci -. E’ necessario modificare le misure contenute nel decreto-legge sulla disciplina dei contratti a termine, che sono inefficaci rispetto agli obiettivi dichiarati e potenzialmente pregiudizievoli per il mercato del lavoro”.

 

 

A GIUGNO ORE CASSA INTEGRAZIONE -27.6% ANNUO

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A giugno 2018 il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate è stato pari a 19,5 milioni, in diminuzione del 27,6% rispetto allo stesso mese del 2017 (27 milioni). Lo rende noto l’Inps.

Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a giugno 2018 sono state 9,8 milioni. Un anno prima, nel mese di giugno 2017, erano state 10,2 milioni: di conseguenza, la variazione tendenziale è pari a -3,5%. In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -3,4% nel settore Industria e -3,7% nel settore Edilizia. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al 9,4%.

Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a giugno 2018 è stato pari a 9,6 milioni, di cui 5,1 milioni per solidarietà, registrando una diminuzione pari al 29,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, che registrava 13,6 milioni di ore autorizzate.

Nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente si registra una variazione congiunturale pari al -25%.

Gli interventi in deroga sono stati pari a 0,1 milioni di ore autorizzate a giugno 2018 registrando un decremento del 96,4% se raffrontati con giugno 2017, mese nel quale erano state autorizzate 3,2 milioni di ore. La variazione congiunturale registra nel mese di giugno 2018 rispetto al mese precedente un decremento pari al 47,5%.

 

BOCCIA: “PENSIONI NON SONO PRIORITÀ”

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“Le pensioni sono una questione, ma non possono essere la questione prioritaria del paese”. Così Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, parlando a margine dell’assemblea dell’Unione Industriale di Torino presso la sede della Lavazza. “Non siamo ancora entrati nel merito della proposta di Di Maio, ma è evidente che in questo Paese bisogna parlare di lavoro e giovani” aggiunge in merito alla proposta del vicepremier di tagliare le cosiddette pensioni d’oro”. Per farlo, aggiunge Boccia, “abbiamo bisogno da un lato di avere attenzione a politiche per i giovani con piani di inclusione nella P.A. e nel privato. E dall’altro rendere competitive le imprese italiane affinché possano creare occasioni di lavoro strutturali”. 

UIL, BARBAGALLO RIELETTO SEGRETARIO

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Il 17mo congresso della Uil ha rieletto Carmelo Barbagallo segretario generale del sindacato.
“Grazie per questa fiducia, ben riposta, in giro per l’Italia, nei territori. In tutti i congressi mi sono riproposto, perché ancora sento l’energia necessaria per portare avanti questo compito”, ha detto Barbagallo chiudendo il congresso. “La Uil non è più seconda a nessuno, siamo a tre quarti di strada, abbiamo superato la metà. Siamo il sindacato che non deve sfuggire alle domande, deve stare sempre di più nei posti di lavoro, tra i pensionati. Siamo un sindacato che deve parlare con i lavoratori, con i pensionati e con i giovani”.

Per il segretario bisogna “rinnovare senza rinnegare, meno burocrazia al centro, più presenza sul territorio, in periferia, bisogna tornare ad essere nell’agone sindacale con le categorie che rappresentiamo. Non possiamo impiegare due anni di discussione per sottoscrivere un accordo che dura sei mesi. Noi in questo congresso abbiamo rimesso la Uil al centro, ancora una volta”, ha concluso. 

MEDICI MILLENNIAL IPER-CONNESSI E MULTIDISCIPLINARI

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Iper-connessi e proiettati verso il futuro con un utilizzo sempre più pervasivo delle nuove tecnologie. È questo il profilo del medico giovane che emerge dall’indagine dedicata ai millennial della salute, realizzata da Havas Life con il partner Ipsos e il supporto di Sanofi e presentata nell’ambito del progetto “Generation Now – Italian Edition” in occasione di un evento #MeetSanofi. La ricerca analizza la generazione dei medici nati negli anni Ottanta e diventati maggiorenni nel nuovo millennio che sono capaci di comprendere il digitale e reagire efficacemente alle sue molteplici evoluzioni e incarnazioni. Per loro le nuove tecnologie offrono opportunità enormi per rimanere continuamente aggiornati e avere sempre più possibilità di accesso alle informazioni, di confronto e condivisione. “I medici millenal – spiega Carola Salvato, ceo di Havas Life Milan – sono in grado di sfruttare appieno tutta la potenza del mondo digitale e, come tipico della loro generazione, di affrontare con agio i cambiamenti e di approcciarsi con positività a nuove idee e opportunità”.

Soltanto il 16% del campione evidenzia aspetti negativi riguardo la penetrazione della tecnologia e della rete nella professione. Tra questi, la maggiore complessità dell’attività medica, tra eccessiva burocrazia, de-personalizzazione del rapporto medico-paziente, medicina difensiva e minore fiducia del paziente verso il medico. Per medici millenian il futuro del mondo della salute sarà sempre più guidato dalle evidenze scientifiche, ma al tempo stesso integrato al progresso della tecnologia. La quasi totalità degli intervistati ritiene che sarà molto importante tenersi aggiornati sugli sviluppi tecnologici e le decisioni di trattamento dal momento che saranno guidate in maniera sempre crescente dai dati scientifici. La tecnologia, per la quasi totalità dei medici millennial, avrà un ruolo di facilitatore e semplificatore, un alleato nella pratica clinica a vantaggio della presa in carico multidisciplinare del paziente, con un miglioramento delle possibilità di monitoraggio dei dati clinici e l’agevolazione della compliance del paziente. “Comprendere – sottolinea Laura Bruno, direttore risorse umane di Sanofi Italia – la rivoluzione digitale in atto, con tutte le sue possibili applicazioni in ambito salute, rappresenta una sfida importante per tutti i player del settore, aziende e organizzazioni. I dati presentati oggi confermano che stiamo andando nella giusta direzione con il nostro impegno a fare rete, anche tramite i social media, con la Community dei medici del futuro e con tutti i protagonisti dell’ecosistema della salute.