ROMA (ITALPRESS) – Il Gruppo Crédit Agricole in Italia ha registrato nel primo trimestre del 2024 un risultato netto aggregato di 390 milioni di euro (+4%), di cui 309 milioni di pertinenza del Gruppo Crédit Agricole.
L’attività commerciale continua a essere dinamica, con un totale dei Finanziamenti all’economia pari a circa 98 miliardi di euro e una Raccolta Totale pari a 339 miliardi di euro.
Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 16.100 collaboratori e circa 6,0 milioni di clienti grazie ad un Gruppo composto, oltre che da Crédit Agricole Italia, anche dal Corporate e Investment Banking (CACIB), e dalle società di Servizi Finanziari Specializzati (Agos, CA Auto Bank), Leasing (Crédit Agricole Leasing, parte di Crédit Agricole Italia) e Factoring (CA Factor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Management in Italia e CA Indosuez Fiduciaria).
La stretta collaborazione tra le società operanti nelle diverse aree di business, garantisce al Crédit Agricole di operare nella penisola con un’offerta ampia ed integrata, a beneficio dei propri clienti e di tutti gli attori economici.
Crédit Agricole Italia conferma ancora una volta la propria capacità di mantenere una redditività sostenuta nel tempo attraverso un business model diversificato ed attento ai propri clienti. L’utile netto civilistico consolidato registra una crescita del +13,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 237 milioni di euro.
Sono stati acquisiti 50 mila nuovi clienti (+29%), collocati 3,4 miliardi di euro di prodotti Wealth Management (+66%), consolidamento delle quote di mercato stock mutui al 7,4%1 e domanda mutui al 6,4%2; aumento dei premi assicurativi danni
(+13%). Raccolta diretta e risparmio gestito in aumento, rispettivamente del +1,4% e +1,2% nel confronto con la fine del 2023; finanziamenti verso la clientela in crescita del +1,4%, a fronte di un mercato in contrazione.
Dal 2018 il gruppo Crédit Agricole Italia esprime la sua attenzione verso i territori e l’innovazione tramite l’apertura dei “Le Village by CA”. A distanza di 6 anni, dalla prima apertura a Milano, oggi il network conta 4 Village attivi sul territorio italiano, in grado di accelerare oltre 150 startup.
Nel corso del 2024 l’ecosistema dei Village italiani crescerà ulteriormente grazie alla nuova sede in apertura a Catania. In vista dell’inaugurazione di questo nuovo hub, verrà lanciata una prima “Call4startup” volta ad attrarre le startup e supportarle nello sviluppo industriale direttamente sul territorio Siciliano.
-foto ufficio stampa Crédit Agricole (Giampiero Maioli – amministratore delegato Crédit Agricole Italia)
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Crédit Agricole in Italia, utile netto a 390 milioni nel primo trimestre del 2024
Ad aprile il mercato auto in crescita del 7,5% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile 2024 sono state immatricolate 135.353 autovetture a fronte delle 125.884 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari ad un aumento del 7,52%. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
I trasferimenti di proprietà sono stati 446.631 a fronte di 370.132 passaggi registrati ad aprile 2023, con un aumento del 20,67%.
Il volume globale delle vendite mensili, pari a 581.984, ha interessato per il 23,26% vetture nuove e per il 76,74% vetture usate.
Le immatricolazioni rappresentano le risultanze dell’Archivio Nazionale dei Veicoli al 30.4.2024, mentre i dati relativi ai trasferimenti di proprietà si riferiscono alle certificazioni rilasciate dagli Uffici della Motorizzazione nel mese di aprile 2024.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Piazza Affari chiude in lieve calo, Ftse Mib -0,03%
MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in lieve calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare -0,03% a 33.736 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede la stessa percentuale a quota 35.930. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,08% a 47.094 punti.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Ocse, all’Italia servono riforme strutturali e Pnrr per la crescita
ROMA (ITALPRESS) – L’Ocse ha lasciato invariata la previsione di crescita del Pil dell’Italia, con un +0,7% nel 2024 e +1,2% nel 2025. Il dato è contenuto nel World Economic Outlook. In particolare, l’Ocse osseva che le rigide condizioni finanziarie, l’erosione dei redditi reali dovuta alla modesta crescita salariale in un contesto d’inflazione elevata e la graduale eliminazione del sostegno fiscale eccezionale legato alla crisi energetica, potranno pesare sui consumi privati e sugli investimenti. Nel 2024 questi ostacoli saranno compensati solo in parte dai tagli temporanei alle imposte sul reddito e sulla previdenza sociale e dalla prevista ripresa degli investimenti pubblici relativi ai fondi Next Generation EU. Si prevede che l’inflazione di fondo diminuisca gradualmente nel corso del 2024 sulla scia dell’aumento della disoccupazione e della moderata crescita dei salari nominali. Nel 2025, il sostegno ai redditi reali delle famiglie derivante dalla ripresa dei salari reali, il previsto aumento degli investimenti pubblici e il rafforzamento delle esportazioni dovuto alla ripresa della domanda da parte dei principali partner commerciali dell’Italia determineranno una lieve ripresa dell’attività, nonostante la modesta stretta fiscale. I rischi per la crescita sono sostanzialmente bilanciati. Il principale rischio al ribasso è che il ridimensionamento del “superbonus” inneschi una contrazione maggiore del previsto negli investimenti immobiliari. Secondo le previsioni, inolre, il disavanzo pubblico si ridurrà ma rimarrà al di sopra del 3% fino al 2025, il rapporto debito pubblico è elevato e vi sono notevoli pressioni sulla spesa. Sarà quindi necessario un aggiustamento fiscale ampio e duraturo nell’arco di diversi anni per far fronte alle future pressioni sulla spesa, riportando al tempo stesso il rapporto debito/Pil su un percorso più prudente e rispettando le nuove regole fiscali dell’UE.
L’aggiustamento dovrebbe includere azioni decisive per contrastare l’evasione fiscale, limitare la crescita della spesa pensionistica e condurre ambiziose revisioni della spesa.
La piena attuazione degli investimenti pubblici e dei piani di riforma strutturale previsti dal Pnrr potrebbe sollevare durevolmente il Pil, con l’ulteriore vantaggio di esercitare un’ulteriore pressione al ribasso sul rapporto debito/Pil.
Il Pnrr rivisto potrebbe contribuire ad accelerare l’attuazione, anche concentrandosi sui progetti per i quali l’attuazione entro il 2026 rimane fattibile. La priorità dovrebbe ora essere il rafforzamento della capacità di attuazione della pubblica amministrazione, soprattutto a livello regionale e comunale.
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– Foto: ufficio stampa Ocse –
Accordo tra Federmanager e Carabinieri contro la violenza di genere
ROMA (ITALPRESS) – Federmanager e l’Arma dei Carabinieri hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a sostenere e promuovere iniziative di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere e a ogni forma di discriminazione in danno delle donne e delle persone in condizione di disagio, fragilità e vulnerabilità. Il protocollo impegna le parti a favorire iniziative di prevenzione di ogni fenomeno violento e/o discriminatorio in danno delle donne, nonchè attività di formazione e di comunicazione rivolte al management e alla cittadinanza, così rafforzando una cultura del rispetto e della dignità della persona. L’obiettivo è anche quello di favorire la realizzazione di una rete diffusa, coinvolgendo gli altri partner di Federmanager, capace di individuare strategie di prevenzione e di intervento delle cause e situazioni che possano portare ad agire e/o a subire comportamenti che recano nocumento e disvalore. “La collaborazione con l’Arma dei Carabinieri rafforza il nostro impegno nella valorizzazione delle donne come protagoniste della nostra vita sociale ed economica”, dichiara Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager. “La violenza di genere è spesso taciuta o trascurata, assume forme anche sottili, ed è più diffusa di quanto non si creda. Pertanto, come associazione di rappresentanza del management, riteniamo che il luogo di lavoro possa diventare un valido presidio per contrastare qualsiasi episodio di discriminazione e siamo onorati di avere al nostro fianco la competenza e l’esperienza dell’Arma per far conoscere gli strumenti che sono a disposizione di tutti per prevenire e perseguire qualsiasi fenomeno di violenza perpetuato a danno delle donne o di chi è più fragile”, aggiunge. Il protocollo si inserisce nell’ambito delle numerose iniziative di contrasto al fenomeno portate avanti dall’Arma dei Carabinieri su tutto il territorio nazionale. L’Istituzione riserva, da tempo, una particolare attenzione alla “violenza di genere”, impegnando consistenti risorse organizzative per sostenere il rilevante impegno sul territorio, anche attraverso la definizione di collaborazioni interistituzionali. Inoltre, il protocollo si pone in linea con le attività previste da Federmanager per costruire una cultura aziendale coerente con gli obiettivi di diversity, equity & inclusion e con il conseguimento della certificazione di parità di genere UNI PdR 125:2022 ottenuta il 4 aprile scorso.
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– Foto: ufficio stampa Federmanager –
Per Piazza Affari avvio cauto
MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta cauto questa mattina a Piazza Affari dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un -0,08% a quota 33.719 punti, mentre l’Ftse All Share cede appena lo 0,05% a 35.922 punti. In rialzo l’Ftse Star che mette a segno un rimbalzo dello 0,58% a quota 47.405 punti. I mercati sono prudenti dopo che ieri la Fed ha deciso di lasciare invariati i tassi d’interesse, tanto che in prosettiva vista anche la persistenza di un’inflazione elevata, si aspettano solo un taglio dei tassi quest’anno. A Milano toniche le banche, Amplifon in evidenza dopo che l’assemblea degli azionisti ha approvato tutte le modifiche statutarie proposte dal Cda. In rialzo anche Nexi, mentre prosegue il trend negativo di Stellantis. Per quanto riguarda le materie prime, in rialzo il prezzo del petrolio, con il Brent che scambia a quota 84 dollari al barile, mentre il Wti si porta a 79,5 dollari. Torna a crescere anche il prezzo del gas naturale, che sulla piazza di Amsterdam si porta a quota 29 euro al Mwh. Per quanto riguarda lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 131 punti, con il rendimento del decennale al 3,84%. Anche le altre piazze finanziarie europee aprono caute, anche sulla scia della chiusura debole fatta segnare da Tokyo, con il Nikkei che cede lo 0,14%. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a -0,36%, Francoforte avanza appena dello 0,06%, mentre Londra è in rialzo dello 0,31%.
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– Foto: Agenzia Fotogramma –
Industria, a marzo prezzi alla produzione in calo
ROMA (ITALPRESS) – A marzo, secondo i dati Istat, i prezzi alla produzione dell’industria diminuiscono dello 0,2% su base mensile e del 9,6% su base annua (era -10,8% a febbraio).
Sul mercato interno i prezzi diminuiscono dello 0,4% rispetto a febbraio e del 12,7% su base annua (da -14,2% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, i prezzi crescono in misura modesta (+0,1%) e registrano una flessione tendenziale stazionaria al -2,2%. Sul mercato estero i prezzi restano invariati su base mensile (+0,1% area euro, -0,2% area non euro) e flettono dell’1,2% su base annua (-2,0% area euro, -0,5% area non euro). Nel primo trimestre, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria diminuiscono del 3,4% (-4,8% mercato interno, -0,3% mercato estero). A marzo fra le attività manifatturiere, le flessioni tendenziali più ampie riguardano i settori prodotti chimici (-7,5% mercato interno, -8,0% area euro, -4,1% area non euro), metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo (-5,7% mercato interno, -6,7% area euro, -5,1% area non euro). Articoli in gomma e materie plastiche (-3,3% mercato interno e area non euro, -1,9% area euro) e industria del legno della carta e stampa (-2,8% mercato interno, -8,1% area euro, -4,9% area non euro). I rialzi tendenziali più elevati si rilevano nell’area non euro per mezzi di trasporto (+3,2%) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+2,9%). Sul mercato interno, la flessione su base annua dei prezzi di attività estrattive (-20,4%) e fornitura di energia elettrica e gas (-34,4%) si conferma marcata.
A marzo i prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali diminuiscono dello 0,1% su base mensile e dello 0,4% su base annua (era -0,3% a febbraio).
Anche i prezzi di strade e ferrovie diminuiscono dello 0,1% su base mensile; in termini tendenziali, flettono dell’1,1% (da -2,2% del mese precedente).
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In lieve calo i rischi per la stabilità finanziaria dell’Italia
ROMA (ITALPRESS) – “Pur in presenza di forti tensioni geopolitiche a livello internazionale, i rischi per la stabilità finanziaria in Italia sono in lieve riduzione, anche per effetto del favorevole andamento dei mercati”. E’ quanto si legge nel rapporto sulla Stabilità finanziaria della Banca d’Italia del 2024.
“Sebbene ancora fragile, il quadro macroeconomico si è stabilizzato, in un contesto caratterizzato da solidità del mercato del lavoro, consolidamento del processo di disinflazione e miglioramento del saldo delle partite correnti. Le più recenti previsioni prefigurano inoltre un rafforzamento della crescita nella seconda parte dell’anno. Il permanere del rapporto tra debito pubblico e PIL su valori elevati rimane tuttavia un fattore di rischio, in particolare in caso di sviluppi dell’economia meno favorevoli di quanto atteso”, prosegue Bankitalia.
“Il quadro macroeconomico si è stabilizzato, in un contesto caratterizzato da solidità del mercato del lavoro, consolidamento del processo di disinflazione e miglioramento del saldo delle partite correnti. La crescita è attesa in miglioramento nella seconda parte dell’anno – si legge nel rapporto -. Il permanere del rapporto tra debito pubblico e PIL su valori elevati rimane tuttavia un fattore di rischio, in particolare in caso di sviluppi dell’economia meno favorevoli di quanto atteso”.
“Nel 2023 l’economia globale ha rallentato e le previsioni di crescita per l’anno in corso, sebbene riviste leggermente al rialzo, prefigurano un’attività nel complesso ancora debole – sottolinea Bankitalia -. Dall’inizio del 2024 il calo dell’inflazione si è fermato negli Stati Uniti, mentre è proseguito nell’area dell’euro e nel Regno Unito. Permangono rischi inflazionistici legati al possibile impatto dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente sui prezzi dell’energia”.
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