BOLOGNA (ITALPRESS) – Un impegno che continua, per garantire un diritto primario: quello alla casa. Famiglie e persone in difficoltà economica, che non hanno più un reddito o che lo hanno visto tagliato in maniera consistente, anche a causa della pandemia, e che per questo non riescono a pagare l’affitto dell’abitazione in cui vivono. Una fascia di cittadini verso la quale la Regione Emilia-Romagna rinnova il proprio impegno, stanziando ulteriori 21,4 milioni di euro con un atto approvato in questi giorni dalla Giunta. Risorse proprie e statali che integrano la dotazione del Fondo Affitto 2021 – 11,6 milioni a inizio anno -, portandola complessivamente a 33 milioni di euro, il doppio di quelle stanziate nel 2020. In totale, salgono a 50,6 milioni di euro (35 milioni di euro statali e 15,6 milioni di euro regionali) i fondi destinati dalla Regione al sostegno alle spese d’affitto negli anni della pandemia, 2020-2021.
Una nuova boccata d’ossigeno, nella fase ancora critica del post emergenza, che consentirà a Comuni e Unioni di Comuni di proseguire con l’assegnazione dei contributi – fino a tre mensilità, per un tetto massimo di 1.500 euro – attraverso lo scorrimento delle graduatorie già formate ad aprile.
A presentare l’intervento e le modalità di assegnazione dei contributi, oggi in videoconferenza stampa, il presidente Stefano Bonaccini e la vicepresidente con delega alle Politiche sociali e abitative, Elly Schlein.
“A seguito della crisi pandemica- sottolineano Bonaccini e Schlein- un numero crescente di persone e famiglie, che ha visto ridursi o scomparire le proprie fonti di reddito, sta vivendo in condizioni di grave difficoltà economica e nell’incapacità di sostenere le spese per la vita quotidiana, in particolare quelle per l’affitto di casa, che è una delle voci più gravose nel bilancio familiare. Per questo rafforziamo ulteriormente il sostegno ai Comuni per consentire ad un numero maggiore di persone di usufruire dei contributi messi a disposizione dal Fondo Affitto 2021, e rispondere concretamente ai bisogni più impellenti, come quello di provvedere al pagamento del canone di locazione”. “Ringraziamo i Comuni per la collaborazione- chiudono presidente e vicepresidente- con il Fondo Affitto 2021 abbiamo introdotto un’importante novità: a maggio abbiamo ripartito le risorse ai territori sulla base dell’effettivo fabbisogno, per destinarle maggiormente là dove più si concentrano le sofferenze. Con questi ulteriori 21 milioni arriviamo complessivamente a coprire domande per 33 milioni, il doppio dell’anno scorso. E’ importante agire su più fronti e con tutti gli strumenti che abbiamo, affinchè gli effetti della pandemia non sfocino in un aumento delle diseguaglianze economiche e sociali di lungo periodo”.
In particolare, i contributi serviranno ad accogliere nuove richieste, facendo scorrere le due distinte graduatorie che si sono formate a seguito degli specifici bandi comunali, chiusi il 9 aprile scorso: la prima graduatoria è quella che riguarda persone o nuclei con un Isee annuo fino a 17.154 euro, la seconda è relativa a persone o nuclei con un Isee annuo fino a 35mila euro che abbiano subito una diminuzione del reddito di almeno il 20% durante il lockdown. I bandi prevedevano inoltre che, in caso di calo del reddito, potessero richiedere il contributo anche gli inquilini degli alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica).
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Casa, da Regione E.Romagna altri 21,4 mln di contributi per l’affitto
Agroalimentare, a Bologna la Commissione politiche agricole nazionale
BOLOGNA (ITALPRESS) – I fondi del PNRR e la nuova Pac (Politica agricola comune) sono stati tra i temi al centro della Commissione politiche agricole nazionale che si è tenuta ieri a Bologna tra gli assessori regionali all’Agricoltura di tutta Italia, ospiti della Regione Emilia-Romagna.
Oltra alla netta presa di posizione dell’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Alessio Mammi, condivisa con gli altri assessori a difesa dell’Aceto balsamico di Modena contro il tentativo della Slovenia di far passare come balsamico qualsiasi tipo di aceto miscelato con mosto concentrato, e, più in generale, a difesa dei nostri prodotti agroalimentari di eccellenza Dop e Igp, la Commissione politiche agricole ha messo in programma un incontro con il ministro, Stefano Patuanelli, per pianificare al meglio i bandi in uscita in ambito agricolo sostenuti con i finanziamenti del PNRR e per approfondire alcuni aspetti che riguardano la nuova PAC.
Dopo la visita alla mattina presso gli stand di Eima alle fiere di Bologna, gli assessori regionali si sono spostati in centro storico a Bologna per seguire i lavori della Commissione, presieduta dal coordinatore Federico Caner, assessore all’agricoltura della Regione Veneto, assieme all’assessore Alessio Mammi. Nel corso dell’incontro sono stati trattati altri punti all’ordine del giorno, tra i quali la necessità di una ridefinizione di alcuni parametri sul controllo degli animali selvatici sul territorio.
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Emilia Romagna in campo per tutelare l’aceto balsamico
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Giù le mani dall’Aceto balsamico di Modena e, più in generale, dai nostri prodotti agroalimentari di eccellenza Dop e Igp, che tutto il mondo apprezza e ci invidia, a partire dai più noti Parmigiano-Reggiano e Prosciutto di Parma”.
+La perentoria richiesta al Governo di sbarrare la strada al tentativo da parte della Slovenia di ottenere il via libera da Bruxelles su una norma tecnica che porterebbe a snaturare quello che conosciamo e apprezziamo come il vero “aceto balsamico”.
Quale potrebbe essere il rischio? Quello di consentire ai nostri vicini di frontiera di commercializzare come “aceto balsamico” qualsiasi tipo di aceto miscelato con mosto concentrato.
L’assessore Alessio Mammi porterà nel pomeriggio il tema della difesa dei prodotti italiani di qualità contro gli innumerevoli tentativi di imitazione e usurpazione del loro buon nome ai colleghi delle altre Regioni nel corso del tavolo della Commissione politiche agricole riunita oggi a Bologna alla presenza degli assessori all’agricoltura delle Regioni italiane, in occasione dell’EIMA, la rassegna internazionale delle macchine agricole in svolgimento nel quartiere fieristico del capoluogo regionale.
L’Emilia-Romagna, che vanta in materia un indiscusso primato in ambito nazionale ed europeo con ben 44 specialità alimentari a marchio Dop e Igp, è tra le Regioni italiane che pagano il conto più salato all’agropirateria internazionale. Non si contano infatti i falsi Parmesan in circolazione ad ogni latitudine del globo terrestre, in barba ai nostri produttori e in spregio al principio di una corretta concorrenza. Il caso dell’aceto balsamico sloveno, se si vuole, è ancora più grave perchè si tratta del tentativo da parte di uno Stato membro dell’Unione europea di appropriarsi di parte della notorietà e del successo commerciale riscosso in tutto il mondo dal vero Aceto balsamico di Modena Igp, aggirando le normative europee a difesa di prodotti a denominazione di origine.
“Non permetteremo -ha sottolineato Mammi- che si compia questo danno a uno dei prodotti simbolo del nostro territorio. Pertanto, faccio mio l’appello che il Consorzio di tutela ha rivolto alle più alte autorità italiane, a partire dal presidente del Consiglio, Draghi, ai ministri competenti Patuanelli (Politiche Agricole), Giorgetti (Sviluppo economico) e Di Maio (Esteri), perchè il nostro Paese si attivi con tutte le possibili azioni nei confronti della Slovenia, in particolare la procedura di contestazione prevista in questi casi”.
“In questa battaglia -ha aggiunto Mammi- che ha come posta in gioco la difesa dell’identità delle nostre specialità alimentari e con essa la salvaguardia degli interessi economici dei nostri produttori, mi associo inoltre alla richiesta avanzata dall’Associazione Origin, che riunisce i consorzi italiani delle indicazioni geografiche, affinchè il nostro governo, in collaborazione con il Consorzio di tutela dell’Aceto balsamico Igp, si adoperi in ogni modo per garantire la corretta applicazione del diritto europeo in materia di prodotti Dop e Igp, senza escludere un eventuale ricorso presso la Corte di Giustizia europea”. ll coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni Federico Caner dichiara: “Abbiamo accolto con molto favore la proposta dell’assessore Alessio Mammi di convocare una seduta della Commissione a Bologna, in occasione dell’EIMA che rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale per tutto il settore della meccanizzazione agricola. E’ l’occasione per affrontare, anche su iniziativa dell’assessore Mammi, alcune importanti questioni quali la tutela delle DO, con particolare riferimento all’Aceto balsamico Igp di Modena, la prevenzione dei danni da fauna selvatica, nonchè alcuni importanti provvedimenti per i settori oleicolo ed ortofrutticolo”.
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Agricoltura, in Emilia Romagna diventa anche sociale
BOLOGNA (ITALPRESS) – L’agricoltura in Emilia-Romagna diventa sociale aprendosi alle comunità come elemento di inclusione e di sviluppo sostenibile. E’ quanto prevede il progetto di legge “Norme in materia di agricoltura sociale” della Giunta regionale presentato oggi nel corso di una video conferenza stampa dalla vicepresidente, Elly Schlein, e dall’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi. Ora il progetto di legge seguirà l’iter in Assemblea legislativa, ma Mammi auspica che venga approvato in “tempi rapidi e adeguati al valore e all’importanza di questo provvedimento, frutto di un lavoro di squadra”. Sono quattro gli obiettivi del progetto di legge: nuove opportunità occupazionali e reddituali, favorire la multifunzionalità delle imprese, sviluppare interventi educativi e sociali, favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Per far questo la Regione stanzia oltre 1,3 milioni di euro – 75mila da bilancio regionale e 1,3 milioni dal Psr – tra interventi formativi, azioni di informazione, animazione e comunicazione e incentivi per adeguare e allestire le fattorie sociali.
“Per noi – sottolinea Mammi – l’agricoltura ha anche un valore sociale e vogliamo riconoscerlo dando la possibilità alle imprese di svolgere attività rivolte alla popolazione e alle comunità”, che possano essere “multifunzionali e di carattere sociale, educativo”, ma anche con la possibilità di “integrare le imprese con i servizi sociosanitari”. La coltivazione dell’orto, la cura degli animali, il ciclo biologico naturale, possono produrre nuovi stimoli per favorire il benessere psico-fisico delle persone e per la trasmissione di una corretta educazione ambientale e alimentare. Il progetto di legge prevede, tra le altre cose, un logo per le aziende e un albo regionale. “E’ un progetto in cui crediamo molto”, sottolinea Schlein spiegando che “chiama il territorio a fare rete”. “Lo sottoporremo all’Assemblea legislativa e speriamo di incontrare un forte consenso attorno a quello che è una parte consistente di una visione del futuro, un pò raccolta dal Patto per il lavoro e il clima”. Per la vicepresidente della Regione, che ha anche la delega al Welfare, “l’inclusione sociale e la transizione ecologica sono elementi inscindibili e lo racconta bene l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che abbiamo preso come faro delle politiche di mandato della Giunta”. “Questo progetto – aggiunge – è un tassello in più”, che “mira anche all’educazione alimentare e ambientale”. Ad oggi le fattorie sociali sono “già 50, ma speriamo che grazie a questo progetto di legge possano essere molte di più perchè siano presenti in maniera capillare come opportunità aggiuntiva di lavoro di qualità ma anche di inclusione sociale”.
Le attività previste dal progetto di legge – tra cui sono compresi gli interventi educativi, di servizi sociali, socio-sanitari e di inserimento socio-lavorativo – possono essere esercitate, avvalendosi anche di figure professionali esterne all’azienda, dagli imprenditori agricoli in forma singola o associata, dalle cooperative sociali e dalle ‘fattorie socialì, iscritte al registro regionale, dotate di specifica competenza e formazione, anche attraverso la collaborazione con enti pubblici e del terzo settore. Uno dei compiti della Regione sarà favorire il raccordo tra le politiche socio-sanitarie e agricole anche attraverso il coinvolgimento della Conferenza regionale del terzo settore e della Consulta agricola. Per monitorare i risultati raggiunti la Giunta si impegna a presentare una relazione triennale alla Commissione assembleare sul numero delle fattorie iscritte, la tipologia dei servizi offerti, le misure di sostegno realizzate, i contributi erogati. Viene istituito il nuovo elenco delle fattorie sociali – che sarà pubblicato online sul sito della Regione – in cui saranno inserite, provvisoriamente, le fattorie che già svolgono attività di agricoltura sociale dopo verifica dei requisiti e delle competenze e che saranno identificate con loghi distintivi. Si potranno esercitare le attività di agricoltura sociale negli edifici, conformi alle normative in materia di sicurezza e agibili, destinati ad abitazione e ad attività agricola dell’azienda. Gli immobili utilizzati resteranno classificati come rurali a tutti gli effetti. Possibili gli interventi di nuova costruzione o di recupero e riuso degli immobili nel rispetto della norma sulla tutela e l’uso del territorio. Caccia vietata, su richiesta dell’impresa agricola, nei fondi rustici destinati ad agricoltura sociale. Per partire basta presentare al Comune la segnalazione certificata di attività (Scia) dichiarando il possesso dei requisiti, dei locali e degli spazi. Per i servizi e le attività socio-sanitarie occorrono le autorizzazioni previste dalle norme di riferimento del settore, così come per la somministrazione di pasti e bevande e la produzione, confezionamento, conservazione di alimenti e bevande. La vigilanza sull’applicazione della legge è in capo ai Comuni e sono previste sanzioni per chi esercita l’attività senza essere iscritto all’elenco regionale, per l’utilizzo improprio del logo di fattoria sociale e per chi non rispetta i limiti e le modalità di esercizio dell’attività.
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Regione Emilia Romagna e Gruppo Hera insieme per piantare e far crescere altri 10mila alberi
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Gruppo Hera, multiutility attiva in 178 Comuni dell’Emilia-Romagna, aderisce al progetto regionale ‘Mettiamo radici per il futurò con un investimento di 250mila euro per piantumare e fare crescere 10mila nuove piante fornite gratuitamente dalla Regione, in sinergia con comuni ed enti pubblici. ‘Mettiamo radici per il futurò è la campagna con cui la Regione distribuisce gratis a Comuni, associazioni e cittadini 4,5 milioni di alberi entro il 2025, uno per ogni abitante dell’Emilia-Romagna. “Siamo al secondo anno di ‘Mettiamo radici per il futurò – commenta l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo nel corso della conferenza stampa insieme all’amministratore delegato del Gruppo Hera, Stefano Venier – e nel primo anno abbiamo già distribuito con il bando dei vivai 600mila piante, ci ripromettiamo di fare anche quest’anno una campagna capillare e diffusa che consenta nuovamente di raggiungere questi ottimi risultati”. “Contemporaneamente – aggiunge Priolo – abbiamo chiuso la call per i Comuni e hanno partecipato in 40 per la distribuzione di 60mila piante”. In particolare, con il bando forestazione urbana 2021 da oltre 1 milione di euro e rivolto alle amministrazioni locali, entro la fine del 2021 saranno avviati 40 progetti di forestazione urbana e messe a dimora oltre 60mila piante.
A tal proposito Priolo annuncia che “il 20 novembre a Reggio Emilia si terrà la premiazione dei comuni più virtuosi dei 40 che hanno aderito al progetto” e non a caso sono state scelte quella data, Giornata Mondiale dei diritti dei bambini, e la “città modello dell’educazione” perchè l’auspicio è che possa diventare “un appuntamento da un punto di vista pedagogico ed educativo”. Tornando, però, a ‘Mettiamo radici per il futurò “il prossimo step – conclude Priolo – vedrà la Regione attraverso il censimento delle proprie aree demaniali fare a sua volta la propria parte”. La collaborazione al progetto ha dato luogo a un Protocollo d’intesa triennale tra Regione ed Hera, che è stato firmato oggi. “La rigenerazione – osserva Venier – rientra tra le sfide più importanti che ci siamo posti rispetto al tema del cambiamento climatico, che possiamo raggiungere solamente grazie a partnership pubblico-private, ma aggiungo anche partecipate perchè entra in gioco non solo il contributo militante che possono portare la Regione, gli enti locali e aziende come Hera ma anche il fatto che siano i singoli cittadini attraverso la loro azione quotidiana a stimolare questo tipo di progettualità”. “La nostra iniziativa – aggiunge l’ad di Hera – ha l’obiettivo non solo di piantare alberi e aiutare il rimboschimento urbano, ma anche di essere associata a comportamenti virtuosi. L’avevamo fatto già nel 2012-2016 attraverso alcune iniziative come la dematerializzazione della bolletta o altre azioni, contribuendo a piantare 3mila alberi in città, questa volta lo facciamo stimolando quei comportamenti virtuosi allineati alla transizione ecologica”. L’auspicio di Venier è di piantare gli alberi “anche in tempi più rapidi dei tre anni” previsti dal protocollo. Grazie a un investimento di 250mila euro, il Gruppo Hera, dunque, permetterà la piantumazione e la prima manutenzione di almeno 10mila piante messe a disposizione gratuitamente dalla Regione attraverso i vivai convenzionati. Saranno quindi realizzati progetti virtuosi per la piantumazione di aree verdi presentati da Comuni ed enti nei territori in cui Hera gestisce i servizi pubblici locali. Gli interventi di piantumazione saranno selezionati sulla base di criteri che mettono al centro il coinvolgimento dell’intera comunità, i benefici in termini ambientali e sociali e la sostenibilità economica.
Il Protocollo prevede inoltre l’assegnazione di nuovi alberi per i clienti che hanno scelto soluzioni sostenibili per la tutela delle risorse ambientali e la riduzione dei gas serra. Anche in questo caso la piantumazione e la prima manutenzione delle piante saranno a carico di Hera, in continuità con altre iniziative simili portate avanti negli anni dal Gruppo, come ‘Regala un albero alla tua città’ che tra il 2012 e il 2016 ha messo a dimora 3mila alberi in Regione.
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Banca Ifis apre una nuova filiale business a Parma
PARMA (ITALPRESS) – Banca Ifis punta sull’Emilia-Romagna e raddoppia la presenza in regione. Dopo la filiale di Bologna, la Banca sceglie Parma, la piccola Parigi padana, per l’apertura di un nuovo presidio territoriale. Già assunti due nuovi consulenti del credito ma l’obiettivo è rafforzare la squadra nel corso dei prossimi mesi. Banca Ifis, che conta 80 mila imprese clienti in tutta Italia, ha oltre 7 mila clienti operativi in Emilia-Romagna, il 9% circa del totale. Il Gruppo, attivo nella specialty finance, accompagna le Piccole e Medie imprese in tutte le necessità finanziarie con un portafoglio completo di prodotti e servizi: factoring, leasing, finanziamenti a medio e lungo termine, finanza strutturata, advisory, equity investment. Grazie a un approccio omnicanale, che valorizza le competenze delle persone ma soprattutto la relazione e il legame di fiducia, la Banca ha saputo accelerare nella digitalizzazione incorporando tecnologia nei processi lungo tutta la catena del valore, dall’onboarding del cliente alla gestione full digital.
“Con il suo ecosistema industriale, i distretti e circa 400 mila imprese attive, l’Emilia Romagna è una regione strategica che Banca Ifis vuole presidiare ancora più da “vicino” – spiega Raffaele Zingone, condirettore generale di Banca Ifis -. L’apertura di una nuova filiale a Parma è un passo importante nel nostro progetto di crescita. La ripresa è possibile e come Banca dobbiamo contribuire in maniera efficace al sostegno delle aziende, stabilendo un dialogo aperto e diretto con gli imprenditori, ascoltandoli per comprendere le reali prospettive di business e risolvere la complessità. Solo così sarà possibile mettere in atto una vera ripartenza”. Secondo il report Market Watch PMI, realizzato da Banca Ifis su un campione significativo di imprese con sede in Emilia-Romagna, il 45% delle aziende in regione ha continuato a investire nel biennio 2020-2021 nonostante il Covid; e la percentuale è destinata a salire fino al 49% entro il 2023.
Il finanziamento bancario ha ancora un peso rilevante nel supporto agli investimenti ed è utilizzato oggi dal 44% delle PMI intervistate. Nei prossimi due anni, gli imprenditori dell’Emilia-Romagna punteranno soprattutto sullo sviluppo delle tecnologie digitali per rinnovare l’offerta di prodotti e servizi. Ma restano centrali, nell’allocazione delle risorse, anche la sostenibilità e la gestione della relazione con i clienti: due obiettivi su cui le imprese della regione si posizionano al di sopra della media nazionale.
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Vaccino, In E.Romagna 6 video pillole per ragionare su dubbi e fake news
BOLOGNA (ITALPRESS) – Quali sono le caratteristiche del Covid-19? Cosa sono le varianti? Come funzionano i vaccini? Sono sicuri? Esistono terapie specifiche contro il Covid? Sono alcune delle domande a cui la Regione Emilia-Romagna ha deciso di dare nuovamente risposta, per vincere paure e fake news, attraverso una serie di video pillole realizzate dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Giunta regionale, in collaborazione con l’Azienda sanitaria della Romagna – sede di Ravenna. Il filo conduttore che le lega è la semplicità nell’esporre gli argomenti, sulla base dei dati scientifici. “Non esitare, vaccinati. Domande e risposte sui vaccini anti-Covid” è il titolo della serie, che guarda alla tutela della salute dei singoli e della collettività. A rispondere sono le dottoresse Giulia Silvestrini e Viviana Santoro, medici del Dipartimento di Sanità Pubblica – Unità operativa Igiene e Sanità Pubblica, Ravenna – Ausl Romagna, che in modo sintetico e chiaro rispondono ai quesiti. I video, della durata massima di tre-quattro minuti l’uno, sono visibili sulla pagina Youtube della Regione Emilia-Romagna: https://bit.ly/3lMuE0R
“Sin dai primi giorni della pandemia la Regione è stata impegnata nell’informare costantemente i cittadini con i dati a disposizione, le conoscenze e le esperienze che via via si acquisivano- commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini- perchè è chiaro che informare non solo è doveroso, ma indispensabile per contrastare dubbi e paure. Ed è giusto continuare a farlo con ogni mezzo possibile, dal momento che circolano ancora notizie false e infondate e che tante persone che continuano ad avere perplessità vanno rassicurate. Tutti devono poter ragionare sul fatto che vaccinarsi è un bene, per sè stessi e per gli altri”.
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E.Romagna, 3,5 mln di euro per i progetti delle Aziende Sanitarie
BOLOGNA (ITALPRESS) – L’importanza di stili di vita corretti e di un’alimentazione sana. La prevenzione delle malattie, il contrasto alla dipendenza da alcool e sostanze stupefacenti. Sono i temi al centro dei progetti delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna che hanno ricevuto uno specifico finanziamento dalla Regione: 3,5 milioni di euro assegnati dalla Giunta regionale per realizzare azioni e interventi previsti dalla legge sulla “Promozione della salute e prevenzione primaria”. Un riferimento normativo – la legge n.19 del 20018 – che costituisce la cornice anche per il Piano regionale della prevenzione. “L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha mostrato come gli interventi di sanità pubblica siano fondamentali per lo sviluppo di un Paese e che la salute di tutti dipenda dalla salute di ciascuno- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Pertanto, una buona sanità deve non solo curare, ma anche saper realizzare azioni e interventi per promuovere e conservare lo stato di salute dei cittadini, contrastando l’insorgenza di disturbi, dipendenze e malattie, a partire dai più giovani. Tutto questo- conclude l’assessore- si basa, naturalmente, oltre che su una forte integrazione fra i diversi livelli del servizio sanitario, anche su programmi specifici che, come Regione continuiamo a sostenere”.
Le risorse vengono assegnate in più tranche. La prima, che ammonta a 2 milioni di euro, sostiene la realizzazione dei programmi regionali per la promozione della salute, del benessere della persona e della comunità e della prevenzione primaria. Si tratta di risorse che vengono distribuite sulla base del totale dei residenti per Azienda; inoltre, il 20% è destinato ad azioni e interventi in partnership con gli istituti scolastici.
Un milione di euro viene poi assegnato alle Aziende Usl, in base al numero di residenti in fascia d’età 15-64 anni, per consentire interventi socio-sanitari di prevenzione, contrasto delle dipendenze, promozione del benessere psicofisico e della salute mentale delle persone con problemi d’abuso e dipendenza.
Infine, 350mila euro vengono ripartiti tra alcune Aziende sanitarie per l’attività di promozione della salute in carcere, mentre 150mila euro vanno all’Ausl di Modena per “azioni” comunicative sulla promozione della salute e della prevenzione.
Le risorse sono così ripartite: 235.760 euro vanno all’Azienda Usl di Piacenza, 368.233 euro all’Azienda Usl di Parma, 390.791 euro all’Azienda Usl di Reggio, 693.181 euro all’Azienda Usl di Modena, 657.719 euro all’Azienda Usl di Bologna, 89.421 euro all’Azienda Usl di Imola, 260.263 euro all’Azienda Usl di Ferrara, 804.632 euro all’Azienda Usl della Romagna.
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