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Enel e Assonautica, intesa per la decarbonizzazione delle marine

GENOVA (ITALPRESS) – Sviluppare l’elettrificazione e l’efficientamento energetico delle marine da diporto, dando un impulso all’utilizzo di tecnologie innovative e rinnovabili per il miglioramento della sostenibilità ambientale ed energetica delle attività connesse alla nautica da diporto. Con queste premesse Enel Italia e Assonautica Italiana hanno iniziato un nuovo percorso sinergico, volto a valutare possibili iniziative congiunte. Il documento, che avrà valenza triennale, porta la firma di Nicola Lanzetta, Direttore Enel Italia e di Giovanni Acampora, Presidente Assonautica Italiana ed è stato presentato oggi da Sonia Sandei, Responsabile Elettrificazione Enel, e da Andrea Ciulla, Vicepresidente Assonautica Italiana, in occasione della consegna dei Blue Marina Award presso il Salone Nautico di Genova.
Con la stipula del Protocollo le parti concordano di collaborare allo sviluppo di alcuni importanti progetti e attività, volte a promuovere il turismo nautico sostenibile e tutte le attività economiche, produttive, sociali e sportive a esso collegate; effettuare l’analisi dei consumi e determinare il livello di efficienza di un sito; promuovere progetti di sharing mobility, e attività legate alla mobilità elettrica integrata, terrestre e marittima, attraverso l’installazione di infrastrutture per la ricarica elettrica di veicoli.
“Sono estremamente soddisfatto dell’adesione al Protocollo che rafforza la collaborazione con Assonautica Italiana, mettendo a fattor comune tematiche legate all’elettrificazione dei porti e delle marine, alla sostenibilità ambientale e alla mobilità elettrica – afferma Nicola Lanzetta -. La transizione energetica è, per Enel, una priorità assoluta e l’impegno verso lo sviluppo sostenibile del mondo della nautica rappresenta una nuova e stimolante sfida. Avere un interlocutore chiave quale Assonautica sarà fondamentale per portare avanti iniziative di valorizzazione del territorio dal punto di vista ambientale, economico, turistico e occupazionale”.
“L’iniziativa di Enel che patrocina Assonautica Italiana per progetti e iniziative di diffusione dell’innovazione e efficientamento energetico dei porti e approdi turistici è di grande attualità e segue il percorso avviato da Assonautica verso il sostegno e la valorizzazione dei porti turistici”, afferma Giovanni Acampora.
“La stipula del Protocollo si collega all’iniziativa sul turismo nautico e all’evento Blue Marina Awards dove i marinai sono stati premiati per sicurezza, innovazione, ambiente e accoglienza turistica quindi tutto contribuisce a esaltare il ruolo importante dei porti turistici che sono la base per lo sviluppo della nautica e del turismo nautico, impegnati ad affrontare una sfida per la sostenibilità economica e ambientale”, aggiunge.
L’iniziativa si avvarrà del know-how e delle competenze delle società Enel X, dedicata a soluzioni innovative e di efficientamento dei consumi, ed Enel X Way, dedicata alla mobilità elettrica.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Terna e Adr per la transizione energetica del polo aeroportuale romano

ROMA (ITALPRESS) – Una partnership per condividere conoscenze, esperienze e best practice al fine di favorire la transizione degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino a smart hub energetici, grazie all’adozione di tecnologie e processi all’avanguardia dal punto di vista dell’innovazione e della sostenibilità.
E’ il focus del memorandum of understanding fra Terna e Aeroporti di Roma. L’accordo, firmato dall’Ad di Terna, Stefano Donnarumma, e dall’Ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, segna un passo importante verso la transizione energetica del primo polo aeroportuale italiano. “In linea con il nostro ruolo di registi della transizione energetica, con questo accordo mettiamo a disposizione del principale sistema aeroportuale italiano l’esperienza e il know how di Terna attraverso soluzioni e tecnologie altamente innovative e sostenibili in campo energetico”, ha commentato Donnarumma. “L’innovazione è uno dei pilastri del nostro Piano Industriale 2021-2025, a cui abbiamo dedicato 1,2 miliardi di euro di investimenti. Siamo convinti che, grazie allo sviluppo di soluzioni innovative e intelligenti e alla loro applicazione a modelli di business sostenibili, saremo in grado di abilitare sempre più concretamente e rapidamente la transizione”, ha aggiunto.
“L’intesa firmata oggi segue numerose altre già poste in essere con grandi leader industriali nazionali per contribuire al processo di transizione ambientale e digitale del sistema aeroportuale della Capitale: è quindi un ulteriore passo che dimostra l’impegno per accelerare l’utilizzo delle nuove tecnologie e consentire una crescita intelligente e sostenibile dei nostri aeroporti ma anche per fare dell’innovazione e della tecnologia strumenti di sviluppo economico e sociale per il Paese”, ha dichiarato Troncone. “Siamo convinti che, catalizzando il contributo delle migliori eccellenze italiane in una logica di sistema, si potrà sostenere al meglio l’evoluzione ed il progresso di un settore strategico per il Paese, nel contesto degli SDGs e dell’Agenda 2030”, ha aggiunto.
In base ai termini del memorandum, valido per due anni, Terna e Aeroporti di Roma si impegnano a creare occasioni di confronto e condivisione di progetti, conoscenze e linee guida da cui potranno nascere attività congiunte di innovazione e sostenibilità in quattro ambiti principali – la mobilità elettrica, i sistemi di gestione dell’energia, l’efficienza energetica e la manutenzione di impianti elettrici nei due hub della Capitale – utilizzando l’open innovation quale leva strategica a servizio del territorio. Terna metterà a disposizione la propria esperienza di abilitatore e regista della transizione energetica, proponendo l’utilizzo di soluzioni e tecnologie innovative per le aree di collaborazione e contribuendo anche all’ottimizzazione dei processi aeroportuali in campo energetico.
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-foto ufficio stampa Adr-

Gas, Cingolani “Stoccaggi all’86,7%”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo gli stoccaggi all’86,7%, l’obiettivo è il 90% entro ottobre”. Lo ha detto il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, nel corso della conferenza stampa dopo il Cdm.
“Siamo in anticipo e oggi ho firmato una lettera che dà a Snam l’incarico di andare oltre. Se riuscissimo ad arrivare al 92-93% avremmo maggiore flessibilità nei momenti di massimo assorbimento invernale”, ha spiegato Cingolani, chiarendo che “ancora adesso l’offerta è superiore alla domanda”.
“Ad oggi abbiamo dimezzato la dipendenza dal gas russo”, ha aggiunto il ministro.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Studio Enel-Agici, Con elettrificazione caldaie 222mld di risparmi

MILANO (ITALPRESS) – Elettrificare gli impianti di riscaldamento domestici, sostituendo il 60% delle caldaie a gas, può portare a risparmi fino a 222 miliardi di euro e una riduzione dei consumi di energia, portando benefici all’ambiente e ai consumatori, oltre a diminuire la dipendenza energetica dell’Italia dall’estero. E’ quanto emerso dallo studio, presentato oggi all’Auditorium Enel di via Carducci a Milano , realizzato da Agici, sui benefici legati all’elettrificazione degli impianti domestici per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria. I risultati dello studio evidenziano, infatti, che sostituendo il 60% degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria più inefficienti con sistemi a pompa di calore, si potrebbe generare un beneficio netto economico, ambientale e sociale, compreso tra 95 miliardi di euro in assenza di ulteriori investimenti sulle rinnovabili, e fino a 222 miliardi nel caso in cui le pompe di calore fossero completamente alimentate con fonti rinnovabili. Questo si traduce in un risparmio di gas compreso tra i 5,6 e gli 8,9 miliardi di metri cubi all’anno (tra -18% e -28% del totale dei consumi di gas residenziali, pari al consumo di 4,3-6,8 milioni di famiglie), e a un risparmio netto di emissioni di CO2 compreso tra 18 e 28 milioni di tonnellate all’anno (fino al 7% del totale delle emissioni dell’economia italiana). “L’elettrificazione dei consumi per il riscaldamento delle nostre case fa bene all’ambiente e permette di ridurre i costi e i consumi di gas”, sottolinea il direttore di Enel Italia, Nicola Lanzetta-. Questo studio evidenzia in maniera netta, precisa e scientifica, che oggi per un Paese come l’Italia ha senso elettrificare, cioè trasformare alcune attività che utilizzano energia da fonte fossile in energia elettrica, soprattutto quando questa energia è prodotta da fonti rinnovabli. Scegliere questa strada significa creare una grande opportunità anche dal punto di vista industriale per rafforzare la filiera di imprese italiane nel mercato delle pompe di calore”. Il mix energetico italiano, come quelli di altri importanti paesi europei, fa ancora importante affidamento sui combustibili fossili. In particolare, il gas naturale è la fonte che ha il maggiore peso nel mix, rappresentando oltre il 40% dei consumi finali. “Le istutzioni e i consumatori- ha aggiunto Lanzetta – hanno il compito di favorire questo sviluppo, perchè riscaldare acqua o una casa utilizzando l’elettricità, è molto più efficiente, il 75% di volte più efficiente”. Da parte sua, Stefano Clerici, consigliere delegato di Agici ha osservato: “Le pompe di calore rappresentano una risposta ottimale alla crisi energetica che il Paese sta affrontando. “Rappresentano una tecnologia matura, tecnicamente ed economicamente fattibile, sono in sinergia con le fonti rinnovabili e favoriscono l’indipendenza energetica”. Inoltre, “è una strada per far in modo di farci trovare preparati di fronte alla prossima crisi energetica”. Il progetto ha previsto una modellizzazione degli impatti dell’elettrificazione dei consumi finali in modo quanto più realistico e preciso possibile, includendo nel modello tutte le variabili rilevanti con alto dettaglio geografico e tecnologico. Dal confronto tra le varie combinazioni si evince come, in ogni caso, il progetto di elettrificazione porti benefici che superano notevolmente i costi. Tali risultati portano a ritenere l’elettrificazione dei consumi per riscaldamento e acqua calda sanitaria nel contesto domestico una strategia vincente per i risvolti economici e ambientali che può portare. Durante i vari interventi, sono state anche avanzate alcune proposte che permetterebbero di agevolare e accelerare il processo di adozione di questi impianti. A partire da una maggior sensibilizzazione verso le famiglie in merito ai benefici economici, ambientali e di comfort delle pompe di calore attraverso campagne informative istituzionali; l’attivazione di corsi di formazione per installatori, amministratori di condominio, architetti e altri soggetti, in modo che possano guidare i clienti finali verso una scelta consapevole; la definizione di un sistema incentivante premiante rispetto all’efficienza energetica ed al minor consumo di gas; un maggior supporto alla filiera italiana delle pompe di calore, per far fronte all’aumento della domanda.(ITALPRESS).

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Energia, Sul Corriere dell’Umbria un’esperienza di vita senza luce e gas

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PERUGIA (ITALPRESS) – Si può vivere in una casa senza luce e gas?
La domanda se l’è posta il vicedirettore del gruppo Corriere dell’Umbria, Sergio Casagrande, che ha deciso di trascorrere un’intera settimana con la sua famiglia riducendo nella sua abitazione i consumi e arrivando perfino alla soluzione estrema di azzerarli. Casagrande racconta la sua esperienza in due intere pagine pubblicate oggi sul Corriere dell’Umbria e sugli altri quotidiani del gruppo editoriale perugino (Corriere di Arezzo, Corriere di Siena, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti e della Sabina), spiegando che l’obiettivo era di “verificare fino a che punto possiamo spingerci se si vogliono tagliare i consumi” e se si può arrivare perfino alla rinuncia delle “utenze di luce e gas per non pagare proprio più le bollette”. “Ho voluto fare una prova – scrive – che fosse una provocazione per me stesso e alla faccia di eventuali speculatori”. Il servizio elenca tutte le rinunce alle quali è andato incontro personalmente e con la famiglia, molte palesatesi inutili quando si era inizialmente pensato di rinunciare all’utilizzo di alcuni elettrodomestici ma di lasciarli comunque con la spina inserita nelle prese elettriche. “Non basta spegnere elettrodomestici e luci, gli standby succhiano costantemente molta più corrente di quanto crediamo”, è riportato in un sommario. E il servizio descrive dettagliatamente perché. Poi si passa al racconto delle problematiche e delle disavventure presentatesi e superate nel momento in cui si è presa la decisione di giungere ai consumi zero interrompendo totalmente il collegamento con la rete elettrica di distribuzione. Non manca un accenno anche alla mobilità elettrica, con la scelta di rinunciare all’uso dell’auto ad emissioni zero perché anche ricaricarla affidandosi solo al sistema pubblico sarebbe potuto diventare un problema. Per quanto riguarda il gas, l’esperimento è stato più facile e le rinunce sono state meno impattanti. D’altronde, osserva l’autore, “siamo ancora in estate”. Le conclusioni sono che “ridurre i consumi di energia elettrica si può. Basta cambiare tante abitudini perché non è sufficiente scegliere solo lampade ed elettrodomestici a basso consumo energetico”. “Occorre anche rinunciare alla comodità dei dispositivi lasciati in standby e a quelli offerti dalla domotica. O, almeno, “ridurre la loro attività al minimo possibile” (e il servizio spiega anche come), ma  “vivere senza un’utenza elettrica per una famiglia è sicuramente impossibile”. “Un single – si legge nel servizio – magari può provarci”, ma “a caro prezzo: ci sono spese inevitabili per necessità irrinunciabili” che andrebbero risolte all’esterno della casa. Il gas, metano o gpl, si potrebbe eliminare, ma in questo caso lo si dovrebbe comunque sostituire con l’energia elettrica aumentando i consumi di quest’ultima.(ITALPRESS).

 

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Energia, Parlamento Ue sostiene risparmio e rinnovabili

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sulle leggi UE che mirano a garantire un maggior utilizzo di energie rinnovabili e a ridurre il consumo di energia entro il 2030.
I deputati hanno votato la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili per aumentare al 45% (dal 32% attualmente previsto) la quota di rinnovabili nel consumo finale di energia dell’UE entro il 2030, obiettivo sostenuto anche dalla Commissione nell’ambito del pacchetto “RepowerEU”.
La legge definisce anche degli obiettivi per il settore dei trasporti e il teleriscaldamento e raffreddamento degli edifici. Nel settore dei trasporti, l’impiego delle energie rinnovabili dovrebbe portare a una riduzione del 16% delle emissioni di gas serra, grazie all’utilizzo di quote più elevate di biocarburanti avanzati e di carburanti rinnovabili di origine non biologica, come l’idrogeno. L’industria sarebbe chiamata a incrementare l’uso delle rinnovabili dell’1,9% all’anno e le reti di teleriscaldamento del 2,3%.
Ogni Paese UE dovrà sviluppare due progetti transfrontalieri per l’espansione dell’elettricità verde. I paesi con un consumo annuo di elettricità superiore a 100 TWh dovranno svilupparne un terzo entro il 2030.
I deputati hanno anche adottato degli emendamenti in cui si chiede una riduzione graduale della quota di legno primario considerato come energia rinnovabile.
Il testo legislativo è stato approvato con 418 voti favorevoli, 109 contrari e 111 astensioni.
In una votazione separata, i deputati hanno sostenuto la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, legge che fissa gli obiettivi di risparmio energetico nel consumo di energia primaria e finale nell’UE.
I deputati hanno aumentato l’obiettivo UE per la riduzione del consumo di energia finale e primaria. Nel testo, si chiede ai Paesi UE di garantire collettivamente, entro il 2030, una riduzione del consumo di energia finale di almeno il 40% e di almeno il 42,5% del consumo di energia primaria, rispetto ai dati del 2007. Ciò corrisponde rispettivamente a 740 e 960 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) per il consumo finale e primario di energia. Per raggiungere questi obiettivi, gli Stati membri dovranno stabilire i contributi nazionali vincolanti.
Gli obiettivi saranno raggiunti attraverso misure a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e in diversi settori come ad esempio la pubblica amministrazione, gli edifici, le imprese, e i centri di dati.
Il testo legislativo è stato approvato con 469 voti favorevoli, 93 contrari e 82 astensioni.
I deputati e la Presidenza ceca del Consiglio avvieranno ora i negoziati sulle proposte legislative. I ministri UE hanno adottato la loro posizione nel giugno scorso.
Il 14 luglio 2021 la Commissione europea ha adottato la strategia “Pronti per il 55%” per adeguare la legislazione corrente in materia di clima ed energia e raggiungere il nuovo obiettivo dell’UE di riduzione minima del 55% di emissioni di gas serra (GHG) entro il 2030 Uno degli elementi del pacchetto è la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, che aiuterà l’UE a raggiungere tale obiettivo. In base alla direttiva in vigore, l’UE è tenuta a garantire che, entro il 2030, almeno il 32% del suo consumo energetico provenga da fonti rinnovabili.
Il pacchetto “Pronti per il 55%” include anche la revisione della direttiva sull’efficienza energetica, per allineare le disposizioni di quest’ultima all’obiettivo del 55%. Attualmente, la direttiva stabilisce il livello di risparmio energetico che l’UE deve realizzare entro il 2030 per raggiungere l’obiettivo concordato del 32,5% di miglioramento dell’efficienza energetica.

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Gas a prezzo controllato, Cingolani “La settimana prossima un provvedimento in parlamento”

MILANO (ITALPRESS) – “Intendo presentare per la settimana prossima un provvedimento molto chiaro nel quale si chiede di dare una certa quantità di gas alle aziende a un prezzo controllato. Trattandosi di aziende e non di onlus non si può chiedere loro di fare un regalo o darlo a prezzi scontati, si tratta di società che devono rispondere ad azionisti, quindi stiamo contestualmente pensando di consentire l’estrazione di 4-5 milioni di metri cubi su giacimenti esistenti, senza intaccare l’Alto Adriatico che è problematico per vari motivi, in modo da dare un aiuto”. Lo ha detto Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica, a Radio24. “Voglio portare la settimana prossima in Consiglio dei ministri il provvedimento – aggiunge -, poi si deve votare in Parlamento, e se qualcuno vota contro lo dovrà spiegare alle aziende” ha aggiunto. (ITALPRESS).

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Edison e Saipem entrano nella società per Puglia Green Hydrogen Valley

MILANO (ITALPRESS) – Edison e Saipem acquisiscono, facendo seguito agli accordi sottoscritti a settembre 2021, rispettivamente il 50% ed il 10% della società Alboran Hydrogen Brindisi Srl strumentale alla realizzazione del progetto Puglia Green Hydrogen Valley. Saipem, inoltre, detiene anche un’esclusiva per la realizzazione del progetto. Il progetto Puglia Green Hydrogen Valley prevede la realizzazione di tre impianti di produzione di idrogeno verde a Brindisi, Taranto e Cerignola (FG), per una capacità di elettrolisi complessiva pari a 220 MW, alimentati da circa 400 MW di energia solare fotovoltaica. Una volta a regime, i tre impianti saranno in grado di produrre complessivamente fino a circa 300 milioni di normal metri cubi di idrogeno rinnovabile all’anno, destinati ad alimentare le industrie presenti sul territorio e la mobilità sostenibile, anche attraverso l’immissione nella rete gas locale.
L’impianto di Brindisi, che si trova in una fase avanzata di sviluppo, prevede la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno verde mediante elettrolizzatori con una capacità di 60 MW alimentati da un campo fotovoltaico dedicato. Il progetto è stato proposto, tra gli altri, per il bando di finanziamento europeo IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo).
L’intero progetto, coinvolgendo importanti realtà regionali tra cui l’Acquedotto Pugliese, le Ferrovie Apulo Lucane, i Distretti tecnologici e produttivi pugliesi, il Politecnico di Bari, le Università di Bari, di Foggia e del Salento, consentirà di massimizzare le sinergie con il territorio e favorire lo sviluppo di competenze per la creazione di una filiera locale.
L’idrogeno è uno dei vettori energetici di riferimento per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalla strategia nazionale ed europea al 2030 e al 2050 e il Progetto Puglia Green Hydrogen Valley si pone l’obiettivo di accelerare la diffusione dell’idrogeno verde nel mix energetico nazionale. Il progetto ha una forte rilevanza a livello locale, considerando che la Puglia assorbe per il suo settore industriale più energia della media e rappresenta circa il 6% dei consumi energetici nazionali del comparto.
Giovanni Brianza, CEO di Edison Next, società del Gruppo Edison che accompagna aziende e territori nella transizione ecologica e nella decarbonizzazione, dichiara: “Con questo progetto Edison conferma il suo impegno nello sviluppo di tutta la filiera dell’idrogeno verde, una tecnologia sinergica al core business dell’azienda e un elemento chiave nell’ambito del suo piano di sviluppo strategico. In particolare la società punta ad utilizzare l’idrogeno verde per sostituire i combustibili fossili nei processi industriali energivori e per rendere sostenibili i trasporti pesanti”.
“Per Alboran questo progetto evidenzia la perfetta sintonia tra le proprie scelte in ambito di idrogeno verde e le strategie nazionali ed europee che vanno in questa direzione. Il coinvolgimento di altri partner così rilevanti nell’iniziativa consente di sviluppare al meglio le potenzialità del modello di progetto proposto per la Puglia” dichiara Mattia D’Amato, Director Strategy Development and Innovation di Alboran. “L’iniziaitva è strategica nel quadro del nostro Piano tecnologico, che prevede lo sviluppo di soluzioni “Low Carbon” abilitanti modelli di business innovativi, e ci conferma, quindi, come partner ideale per supportare i nostri clienti nella transizione energetica e verso il Net Zero” afferma Fabrizio Botta, Chief Commercial Officer di Saipem.

– foto ufficio stampa Edison –

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