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Von der Leyen “A Bucha distrutta l’umanità”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Qui è successo l’impensabile. Abbiamo visto il volto crudele dell’esercito di Putin, l’incoscienza e la freddezza con cui hanno occupato questa città. A Bucha abbiamo visto l’umanità distrutta”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso della sua visita a Bucha, insieme con l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.
“Queste persone stanno difendendo il confine dell’Europa e la democrazia e noi le sosteniamo in questa battaglia”, ha aggiunto Von der Leyen.

L’offensiva russa nel sud-est dell’Ucraina prosegue mentre le truppe di Mosca si sarebbero ora completamente ritirate dal nord del paese. Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo allarme: la situazione a Borodyanka, insediamento che si trova nei pressi di Kiev, potrebbe essere anche peggiore di quella di Bucha. Sul campo, secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, gli “sforzi principali” dei russi continuano a concentrarsi, tra l’altro, sulla “cattura di Mariupol” e sull’offensiva “nell’area della città di Izyum”. “Nella direzione di South Buh – è spiegato nell’ultimo aggiornamento dello Stato maggiore – il nemico russo sta cercando di impedire l’avanzata delle nostre truppe”. Inoltre, “continua a bloccare la città di Kharkiv” e per impedire i movimenti dell’esercito ucraino si “costruiscono campi minati”.
Per quanto riguarda il territorio nord-orientale di Sumy, il governatore dell’Oblast, Dmytro Zhyvytsky, in base a quanto riportato da Kyiv Independent, ha annunciato che la regione è libera dalle forze russe ma l’area non è ancora sicura e possono ancora essere avvertite esplosioni perchè bisogna ora rimuovere le munizioni lasciate dall’esercito russo. Secondo l’intelligence britannica, “nel nord le forze russe si sono ora completamente ritirate dall’Ucraina verso la Bielorussia e la Russia. Almeno alcune di queste forze – si legge nell’ultimo aggiornamento dell’intelligence diffuso dal Ministero della Difesa del Regno Unito – saranno trasferite nell’Ucraina orientale per combattere nel Donbass. Molte di queste forze richiederanno un rifornimento significativo prima di essere pronte a dispiegarsi più a est”, ma la ridistribuzione “probabilmente richiederà almeno una settimana”. Inoltre, i bombardamenti “delle città a est e a sud continuano e le forze russe sono avanzate più a sud dalla città strategicamente importante di Izyum che rimane sotto il loro controllo”.
Intanto la comunità internazionale compie ulteriori passi: ieri l’Assemblea generale dell’Onu ha deciso di sospendere la Russia dal Consiglio per i diritti umani. “E’ abbastanza logico”, ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video, dicendo di essere “grato a quegli Stati che hanno sostenuto questa decisione”. “Finora lo stato russo e l’esercito russo – ha aggiunto Zelensky – sono la più grande minaccia del pianeta alla libertà, alla sicurezza umana, al concetto di diritti umani in quanto tali. Dopo Bucha, questo è già ovvio. E sono iniziati i lavori per smantellare i detriti a Borodyanka. Lì è molto peggio”, ha detto. “Cosa accadrà – ha proseguito il presidente ucraino – quando il mondo scoprirà tutta la verità su ciò che l’esercito russo ha fatto a Mariupol? Lì, in quasi tutte le strade, c’è ciò che il mondo ha visto a Bucha e in altre città della regione di Kiev dopo il ritiro delle truppe russe. La stessa crudeltà, gli stessi crimini efferati”. Secondo il leader ucraino ci sono “sempre più informazioni” secondo cui i russi stanno preparando una “risposta speculare” allo “shock” di Bucha. “Mostreranno le vittime a Mariupol – ha affermato – come se fossero state uccise non dai militari russi, ma dai difensori ucraini della città”.
Per l’approvazione (con 93 voti a favore) della richiesta di sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu arriva anche il plauso del presidente statunitense Joe Biden. “Questo è un passo significativo della comunità internazionale – ha detto Biden – che dimostra ulteriormente come la guerra di Putin abbia reso la Russia un paria internazionale”.
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Ucraina, accolti in Italia 87 mila profughi

GENOVA (ITALPRESS) – Sono 87.225 i profughi ucraini accolti finora dall’Italia. Lo comunicano fonti del ministero dell’Interno durante la visita della ministra Luciana Lamorgese a Genova. “Dobbiamo dire grazie alla comunità ucraina, che è una delle maggiori in Europa – ha commentato Lamorgese -. Parliamo di 6-7mila persone inserite nel nostro sistema di accoglienza, il carico maggiore è stato preso da parenti e amici di coloro che sono fuggiti dalla guerra”.
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Russia sospesa dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu

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KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – E’ stata approvata in queste ore la sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. La decisione è stata presa con 93 voti a favore. Fra gli ideatori dell’iniziativa, voluta fortemente dagli Stati Uniti, c’è anche l’Italia. Una risoluzione che ha un forte valore simbolico dopo i massacri documentati a Bucha e dintorni. Ma oltre alla votazione delle Nazioni Unite, che rappresenta la notizia più importante di oggi, nelle ultime ventiquattr’ore è ritornato insistente il tema dei negoziati. Dai toni utilizzati dalle due parti, però, è evidente come l’accordo sia ancora lontano. Mosca ha accusato Kiev di avere presentato una nuova bozza sostanzialmente difforme da quella pattuita durante l’ultimo incontro in Turchia.
E’ stato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov a sostenere che la controparte avrebbe modificato i punti salienti su cui si sarebbe dovuto discutere in questi giorni. L’Ucraina però ha risposto immediatamente chiedendo al Cremlino di ridurre il livello di scontro ed ostilità nel dialogo intrapreso per trovare una soluzione. “Dimostrino di essere realmente pronti ad un negoziato serio”, è l’appello rivolto da Mykailo Podolyak ai colleghi di Mosca. Parole che confermano le difficoltà incontrate finora nell’intavolare una trattativa. Dopo Bucha, l’Ucraina denuncia massacri anche a Borodyanka. In quest’ultima cittadina mancherebbero all’appello oltre 200 abitanti, molti dei quali, secondo le autorità locali, sarebbero morti. Il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha parlato addirittura di “soldati russi che stuprano i bambini”, alimentando ulteriore discredito internazionale sull’esercito di Putin mentre l’Onu ha annunciato come “prossimo passo” l’apertura di un’indagine internazionale.
Sul campo invece resta catastrofica la situazione a Mariupol: l’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto ancora una volta il libero accesso per prestare soccorso alle 100 mila persone tuttora intrappolate nella città costiera. “La priorità assoluta” è il capoluogo sul Mare d’Azov, ha sostenuto il responsabile europeo dell’Oms, Hans Kluge, direttamente da Leopoli.
Volodymyr Zelensky invece ha puntato il dito su una possibile escalation nella zona di Odessa. Parlando al Parlamento greco, il presidente ucraino, ricordano le distruzioni di Mariupol, dove oltre il 90% degli edifici è completamente fuori uso, ha avvertito che i russi potrebbero compiere le stesse atrocità nella perla del Mar Nero.
Continua intanto la querelle fra l’Ucraina e Budapest. Ieri il rieletto presidente Viktor Orban aveva finalmente condannato l’aggressione di Mosca, oggi però dal governo di Kiev è arrivata l’esplicita accusa all’Ungheria di sostenere Putin avendo accettato di pagare il gas in rubli. In questo modo, ha sostenuto l’entourage di Zelensky, Budapest aiuta la Russia “a continuare la sua politica aggressiva contro di noi”. Secondo gli ucraini, oltretutto, la posizione di Orban mette in imbarazzo l’intera Unione Europea e punta ad indebolire il continente a vantaggio di Mosca. Domani, infine, è previsto l’incontro fra il leader ucraino e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che assieme all’alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell si recheranno a Kiev. Sull’eventuale visita di Papa Francesco nella Capitale, invece, si deciderà probabilmente nei prossimi giorni.
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Tra sanzioni e richieste di sostegno la guerra continua

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Il nuovo pacchetto di sanzioni che i paesi occidentali hanno annunciato contro la Russia è “impressionante”, ma “non basta” per fermare Mosca. Sono le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, nelle stesse ore in cui si intensificano i colloqui tra i leader dei vari paesi e vengono rafforzate le sanzioni contro la Russia, chiede che si faccia ancora maggiore pressione su Mosca. Intanto il conflitto sul campo continua e il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba chiede armi alla Nato. Sul campo, secondo l’ultimo aggiornamento dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, “la Federazione russa continua a condurre un’aggressione armata su vasta scala contro l’Ucraina. Gli sforzi principali degli occupanti – prosegue lo Stato maggiore – si concentrano sui preparativi per l’operazione offensiva nell’Ucraina orientale, che mira a stabilire il pieno controllo sul territorio degli oblast di Donetsk e Lugansk”. Sul fronte diplomatico, intanto, il presidente ucraino tenta di convincere i paesi partner ad aumentare ancora la pressione su Mosca. “I paesi occidentali hanno annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa”, ha affermato Zelensky in un video. “Questo pacchetto – ha detto – ha un aspetto impressionante, ma questo non basta. Difficilmente può essere definito commisurato al male che il mondo ha visto a Bucha, con il male che continua a Mariupol, nei bombardamenti di Kharkiv, nel tentativo della Russia di lanciare una nuova sanguinosa offensiva globale nel Donbass”. Per Zelensky il suo paese continuerà a “insistere su un blocco completo del sistema bancario russo dalla finanza internazionale” e sul “rifiuto del mondo democratico di acquistare petrolio russo”. Il presidente ucraino pensa anche alla ripresa dell’economia nel suo paese. “Dobbiamo fare tutto il possibile – ha affermato – per ripristinare il lavoro delle aziende, le attività commerciali e rilanciare le piccole e medie imprese nel nostro territorio, dove è sicuro e possibile lavorare”. Nelle scorse ora è giunta anche la voce del presidente della Polonia Andrzej Duda, che dubita che il dialogo con Mosca possa portare risultati. “Il dialogo con la Russia non ha senso”, ha detto Duda in un’intervista alla Cnn. “Bisogna presentare – ha aggiunto – condizioni molto dure a Vladimir Putin. Si deve dire: ‘Se non soddisfi queste condizioni, non abbiamo nulla di cui parlare’”. Il presidente polacco ha anche ribadito il “sostegno decisivo all’Ucraina” con l’aumento del “regime delle sanzioni”. Nel frattempo, oggi c’è la riunione dei ministri degli Esteri della Nato, con la partecipazione dell’ucraino Dmytro Kuleba. “Quello che fate ogni giorno, opponendovi all’aggressione russa, è qualcosa che ispira il mondo intero”, ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. “È una necessità urgente – ha evidenziato – sostenere ulteriormente l’Ucraina”. “Sono venuto a Bruxelles – ha detto Kuleba – per partecipare alla ministeriale della Nato e per tenere incontri bilaterali con gli alleati. La mia agenda è molto semplice – ha aggiunto -, ha solo tre punti: armi, armi e armi”. (ITALPRESS).

Ucraina, Papa: “Assistiamo all’impotenza dell’Onu”

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Le recenti notizie sulla guerra in Ucraina, anzichè portare sollievo e speranza, attestano invece nuove atrocità come il massacro di Bucha. Crudeltà sempre più orrende, compiute anche contro civili, donne e bambini inermi”. Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza generale.
“Sono vittime il cui sangue innocente grida fino al cielo e implora”, ha aggiunto. “Si metta fine a questa guerra – ha continuato -, si facciano tacere le armi, si smetta di seminare morte e distruzione. Preghiamo insieme su questo”.
“Dopo la seconda guerra mondiale si è tentato di porre le basi di una nuova storia di pace ma purtroppo non impariamo ed è andata avanti la vecchia storia di grandi potenze concorrenti. Nell’attuale guerra in Ucraina, assistiamo all’impotenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite”, ha sottolineato il Pontefice.
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Russi cercano il pieno controllo di Donetsk e Lugansk

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Si indaga per crimini di guerra in Ucraina mentre la situazione umanitaria nel paese è ancora difficile. All’alba del quarantaduesimo giorno di guerra gli Stati Uniti annunciano nuovi aiuti militari a Kiev. Sul fronte diplomatico continuano le azioni contro Mosca. Secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, ora i “principali sforzi” dei russi “sono concentrati sulla preparazione di un’operazione offensiva volta a stabilire il pieno controllo sul territorio degli oblast di Donetsk e Lugansk”. Inoltre, “i tentativi di prendere d’assalto Mariupol non si fermano”, è spiegato nell’ultimo aggiornamento dello Stato maggiore ucraino.
Intanto continuano le iniziative sul fronte diplomatico. Dopo che ieri l’Italia ha espulso trenta diplomatici russi e la Commissione Europea ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni, nelle ultime ore il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha fatto sapere, con un tweet, di avere autorizzato lo stanziamento di 100 milioni di dollari per ulteriori aiuti militari all’Ucraina.
Sul piano umanitario la situazione resta critica. L’intelligence britannica, nell’ultimo aggiornamento diffuso dal Ministero della Difesa del Regno Unito, evidenzia che “pesanti combattimenti e attacchi aerei russi sono continuati” a Mariupol. “La situazione umanitaria in città – si legge ancora nell’aggiornamento – sta peggiorando. La maggior parte dei 160 mila residenti rimasti non ha luce, comunicazione, medicine, riscaldamento o acqua. Le forze russe hanno impedito l’accesso umanitario, probabilmente per spingere i difensori ad arrendersi”. Inoltre, secondo il procuratore generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova, i militari russi avrebbero “abusato sessualmente di donne e uomini ucraini, bambini e anziani”. In base a quanto riportato da Kyiv Independent, che cita Venediktova, circa 5 mila crimini di guerra sarebbero ora sotto inchiesta in Ucraina.
“Dopo quello che il mondo ha visto a Bucha – ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky -, le sanzioni contro la Russia devono essere commisurate alla gravità dei crimini di guerra degli occupanti”. Zelensky ieri è intervenuto al Consiglio di sicurezza dell’Onu chiedendo un “tribunale sul modello di Norimberga” e non solo: il leader ucraino ha proposto anche che venga istituita una “conferenza mondiale” a Kiev per decidere come riformare “l’architettura del mondo”, viste “tutte le azioni della Russia, che sta ancora occupando – ha detto – il seggio di membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU ricevuto dall’Unione Sovietica”.
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Draghi: “Guerra senza senso, Putin ponga fine alle ostilità”

TORINO (ITALPRESS) – “Voglio ribadire la più ferma condanna del Governo e mia personale per le stragi di civili documentate in questi giorni in Ucraina. Le atrocità commesse a Bucha, Irpin e in altre località liberate dall’esercito ucraino scuotono nel profondo i nostri animi di europei e di convinti democratici.
Indagini indipendenti devono fare piena luce su quanto accaduto.
I crimini di guerra devono essere puniti. Il Presidente Putin, le autorità e l’esercito russo dovranno rispondere delle loro azioni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a Torino, in occasione della firma del Patto per la città.
“L’Italia e l’Unione Europea sostengono il popolo ucraino, in lotta per la pace e per la libertà – ha proseguito il premier -.
La Commissione Europea ha appena annunciato un nuovo pacchetto dì sanzioni nei confronti di Mosca. L’Italia è pienamente allineata al resto dell’Unione Europea e appoggia con convinzione le misure restrittive presentate dalla Presidente von der Leyen”.
“Nella giornata di oggi abbiamo espulso 30 diplomatici russi, una decisione presa in accordo con altri partner europei e atlantici – ha detto ancora Draghi -. Al Presidente Putin dico ancora una volta di porre fine alle ostilità, interrompere le stragi di civili, partecipare con serietà ai negoziati per il raggiungimento della pace. Per la Russia, la guerra non ha senso: vuole dire solo vergogna, isolamento, povertà”.
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Ucraina, Zelensky: “Serve un tribunale sul modello di Norimberga”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Dov’è il Consiglio di Sicurezza? Dov’è la pace? Dove sono le garanzie che le Nazioni Unite devono dare? Bisogna far sì che ogni aggressore venga fermato. Oggi il mondo vede ciò che l’esercito russo ha fatto a Bucha, ma il mondo deve ancora vedere cosa i militari russi hanno fatto in altre zone. La geografia è diversa, ma la crudeltà è la stessa”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, intervenendo in video collegamento con il Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
“Lo scopo dell’Onu è mantenere la pace, l’articolo uno della Carta è stato violato, a causa dell’azione della Russia nel nostro Paese, stanno avvenendo i peggiori crimini di guerra dalla fine del secondo conflitto mondiale”, ha aggiunto Zelensky.

“Serve un tribunale sul modello di Norimberga per processare la Russia per i suoi crimini commessi in Ucraina”, ha spiegato il leader di Kiev, che ha sottolineato la volontà di Putin di “trasformarci in una terra di schiavi silenziosi. Rubano ogni cosa, cibo, gioielli, hanno rapito e deportato centinaia di bambini e di donne” e quanto scoperto a Bucha è solo uno degli esempi degli eccidi perpetrati dall’esercito del Cremlino. “Ci sono prove incontrovertibili di quanto è successo”, le indagini – ha chiosato Zelensky – “saranno chiare e trasparenti”.

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