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Zelensky al Parlamento italiano: “Siamo al limite della sopravvivenza”

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ROMA (ITALPRESS) – “Siamo al limite della sopravvivenza. Kiev ha vissuto guerre feroci e dopo tutte queste tragedie ha bisogno di vivere nella pace, ma abbiamo ogni giorno le sirene, ogni giorno cadono missili, ci sono truppe dell’esercito russo che torturano violentano, rapiscono bimbi e distruggono. Questo è stato fatto in Europa dai nazisti”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, intervenendo in video collegamento a Montecitorio con il Parlamento italiano.
“L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo. Loro vogliono entrare in Europa ma la barbarie non deve entrare”, ha sottolineato.
“Capisco che desiderate la pace, capisco che dovete difendervi, ognuno la difende, il nostro popolo è diventato l’esercito quando ha visto il male che porta con sè il nemico, quanta devastazione e quanto spargimento di sangue e vuole vedere”, ha spiegato Zelensky.
“Le città ucraine vengono distrutte, alcune sono distrutte del tutto come Mariupol dove non c’è più niente, solo rovine. Immaginate Genova completamente bruciata dopo 3 settimane di assedio, di bombardamenti e spari, immaginate Genova da cui scappano persone a piedi per arrivare dove è più sicuro”, ha affermato ancora il presidente ucraino, che ha riferito anche di una telefonata con Papa Francesco, che gli ha detto “parole molto importanti”.
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Kiev riconquista Makariv, scambio d’accuse Usa-Russia sulle armi chimiche

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KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Ancora una notte di paura in Ucraina, con sirene d’allarme antiaereo attivate in quasi tutte le regioni e anche nella capitale Kiev, dove dal 21 marzo è in vigore il coprifuoco. Mentre il conflitto sul campo prosegue, continua lo scambio di accuse tra Russia e Stati Uniti e torna il timore delle armi chimiche e biologiche. Secondo Kyiv Independent, le sirene d’allarme aereo sono state attivate in quasi tutte le regioni dell’Ucraina, ovvero negli oblast di Sumy, Mykolaiv, Ternopil, Poltava, Kirovohrad, Kharkiv, Zaporizhzhia, Leopoli, Ivano-Frankivsk, Zakarpattya, Chernivtsi, Dnipropetrovsk, Rivne, Volyn, Cherkasy, Khmelnytsky, Odessa. Le sirene sono scattate anche nella città di Kiev. Durante la notte, le forze armate ucraine hanno fatto sapere che i russi mantengono “temporaneamente il corridoio di terra con la Crimea” e bloccano “l’accesso al Mar d’Azov” ma che “la bandiera dello stato dell’Ucraina è stata issata sulla città di Makariv”, nell’oblast di Kiev. “Il nemico – hanno aggiunto – è stato respinto”.

“Secondo le informazioni disponibili – si legge poi nell’aggiornamento di questa mattina delle forze armate ucraine -, le forze di occupazione russe che operano in Ucraina hanno scorte di munizioni e cibo per non più di tre giorni. La situazione è simile con il carburante, che viene rifornito da autocisterne”. “Il nemico sta lentamente cercando di muoversi per passare all’offensiva da qualche parte”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un video nella notte. Per Zelensky, però, l’esercito ucraino “respinge questi tentativi e trattiene gli occupanti”. Il presidente ucraino ha riferito anche di aver parlato con il primo ministro dei Paesi Bassi Mark Rutte e con il presidente francese Emanuel Macron. “Stiamo coordinando le nostre posizioni – ha detto Zelensky – alla vigilia di importanti vertici in Europa. Il 24 marzo si terranno le riunioni del G7, dei leader della NATO e dell’Unione Europea. La nostra posizione risuonerà sicuramente. Risuonerà, credetemi, con fermezza”. Intanto si torna a parlare di armi chimiche. “Ora Putin è con le spalle al muro”, ha detto il presidente statunitense, Joe Biden, facendo riferimento al presidente russo e ricordando che Mosca aveva accusato gli Stati Uniti di avere armi chimiche e biologiche in Europa.

“Semplicemente non è vero – ha affermato Biden – ve lo garantisco”. “Stanno anche suggerendo che l’Ucraina ha armi biologiche e chimiche – ha continuato -, questo è un chiaro segno che sta considerando di utilizzare entrambi”. Negli Stati Uniti, però, c’è anche il timore di attacchi informatici. “Il governo federale – ha scritto Biden in un tweet – sta facendo la sua parte per prepararsi a potenziali attacchi informatici russi”.

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Ucraina, Draghi sente Biden e i leader europei “Coordinare gli sforzi”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha avuto oggi pomeriggio una conversazione telefonica con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il presidente francese, Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, il primo ministro britannico, Boris Johnson, in preparazione del vertice Nato di giovedì prossimo e della partecipazione del presidente Biden al prossimo Consiglio europeo.
I leader hanno riaffermato l’importanza della unità di intenti e di azione dimostrata di fronte alla guerra in Ucraina e alle sue ripercussioni. Di fronte alla grave emergenza umanitaria i leader si sono impegnati a coordinare gli sforzi per aiutare la popolazione ucraina in fuga dal conflitto o bloccata in patria.
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Nuovo coprifuoco a Kiev

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KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Scatta il coprifuoco a Kiev. Lo ha annunciato su Telegram il sindaco della capitale, Vitali Klitschko.
Il coprifuoco resterà in vigore fino alle 7 di mercoledì 23 marzo. Klitschko ha spiegato che “non funzioneranno negozi, farmacie, distributori di benzina” e si potrà circolare in città soltanto con “permessi speciali”.
Un messaggio sul canale Telegram della città di Kiev, poi, ha chiesto ai residenti di “lasciare le case solo per recarsi nei rifugi”, avvisando che “i civili in strada durante il coprifuoco senza un permesso speciale saranno considerati membri di gruppi nemici di sabotaggio e ricognizione”.
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Ucraina, otto vittime nei bombardamenti di Podolsk a Kiev

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Mariupol non si arrende. Anche di fronte alle richieste russe per la consegna della città ucraina assediata, che si trova nel sud-est del paese, Kiev vuole resistere. Intanto prosegue l’offensiva nel giorno numero ventisei del conflitto in Ucraina.
In particolare, ieri il ministero della difesa russo aveva proposto un cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari ma la proposta è apparsa più come una richiesta di resa. Nella lettera, le autorità russe hanno chiesto, tra l’altro, alle unità delle forze armate ucraine, “ai battaglioni di difesa territoriale e ai mercenari stranieri di cessare le ostilità, deporre le armi e ritirarsi nei territori controllati da Kiev utilizzando corridoi umanitari concordati” e di cancellare le “precedenti istruzioni che obbligavano i combattenti a sacrificarsi e diventare ‘martiri di Mariupol'”. Mosca aveva insistito per avere una risposta entro le cinque di questa mattina, ora locale. Kiev, quindi, ha respinto le richieste russe. Secondo Kyiv Independent, il vice primo ministro Iryna Vereshchuk ha risposto affermando che la “resa non è un’opzione”.
“Non possiamo parlare – ha detto Vereshchuk all’Ukrainska Pravda – di consegna delle armi. Abbiamo già informato la parte russa. Ho scritto: ‘Invece di passare il tempo su 8 pagine di lettere, aprite un corridoiò”.
Nel frattempo a Kiev, a seguito di un bombardamento, si è verificato un incendio in uno dei centri commerciali nel distretto di Podolsk. Ci sarebbero otto vittime e feriti. Nella regione di Sumy, a causa di un attacco aereo russo, si è verificata una perdita di ammoniaca dall’impianto chimico di Sumykhimprom, secondo quanto comunicato dal governatore dell’Oblast Dmytro Zhyvytsky, citato da Kyiv Independent. Si stima che l’area colpita sia a circa 2,5 chilometri dal sito, compresi i centri di Novoselytsya e Verkhnya Syrovatka.
Sul fronte diplomatico, continuano i negoziati tra le parti e prosegue l’impegno dei leader occidentali. Dopo gli incontri previsti a Bruxelles con gli alleati Nato, i leader del G7 e dell’Ue, venerdì il presidente statunitense Joe Biden si recherà a Varsavia, in Polonia, per un incontro bilaterale con il presidente polacco Andrzej Duda. Nell’incontro si “discuterà di come gli Stati Uniti, insieme ai nostri alleati e partner – fa sapere in una nota la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki -, stanno rispondendo alla crisi umanitaria e dei diritti umani creata dalla guerra ingiustificata e non provocata della Russia contro l’Ucraina”. Oggi è previsto un colloquio telefonico tra Biden e alcuni leader europei, tra cui il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi.
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Ucraina, Zelensky “I russi ci vogliono distruggere”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo rimanere più vicini possibile. I nostri vicini purtroppo ci vogliono vedere morti, come è successo al vostro popolo, io non vi devo convincere in questo momento. Io non devo ricordare quanto la nostra storia si sia sovrapposta a quella del vostro popolo. Siamo in un altro paese e in condizioni diverse rispetto a voi decenni fa, ma la miccia è uguale: distruzione del nostro popolo, del nostro Stato, della nostra cultura, addirittura il nome della mia nazione messo in discussione. Dobbiamo ricordarci di questa data: il 24 febbraio 2022, data d’inizio dell’invasione perpetrata dalla Russia all’Ucraina”. Così Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, in video collegamento con il Parlamento israeliano.
“Siamo qui 102 anni dopo e lo stesso ordine criminale è stato lanciato nei confronti del mio paese. Inviate delle truppe in Ucraina, questa è una vera e propria invasione che ha portato via troppe vite e non ci ha fatto dormire intere notti. Questo è un sconvolgimento. Questa non è solamente un’operazione militare come dicono ancora gli organi di comunicazione della Russia, come si dice ancora a Mosca. Stanno distruggendo la nostra cultura, civiltà, infrastrutture, le nostre famiglie, le nostre comodità. Tutto questo rappresenta l’Ucraina, il mio popolo”, ha aggiunto.
“L’esercito russo sta distruggendo le infrastrutture, la nostra storia ha qualcosa in comune con la vostra. Ascoltate cosa arriva dal Cremlino, termini assolutamente inaccettabili, utilizzati durante la Seconda guerra mondiale. Questa è una tragedia. All’epoca era l’esercito nazista che imperversava, che voleva distruggere gli ebrei e hanno preso la decisione finale di eliminare il problema rappresentato dal vostro popolo. Nessuno dimenticherà l’Olocausto, adesso ascoltate la terminologia della Russia, come stanno ripetendo quelle parole. Hanno letteralmente detto: soluzione finale. E’ una tragedia”, ha concluso.
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Mosca all’Italia “Conseguenze irreversibili con altre sanzioni”

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MOSCA (ITALPRESS) – “Mosca sta lavorando a una risposta alle sanzioni più ambiziose della storia dai paesi occidentali”. A parlare, in un’intervista rilasciata all’agenzia Ria Novosti, il direttore del primo dipartimento europeo del Ministero degli Esteri russo Alexei Paramonov. “Le sanzioni – aggiunge – non sono una nostra scelta. Non vorremmo che la logica delle dichiarazioni del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, che ha dichiarato una guerra finanziaria ed economica totale alla Russia, trovi seguaci in Italia e provochi una serie di corrispondenti conseguenze irreversibili”. Paramonov annuncia che “le misure di risposta alle restrizioni senza precedenti e illegittime dal punto di vista del diritto internazionale sono in fase di elaborazione da parte del governo”. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale respinge “con fermezza le dichiarazioni minacciose del Direttore del Dipartimento europeo del Ministero degli Esteri russo Alexei Paramonov, secondo cui eventuali nuove sanzioni nei confronti della Federazione Russa comporterebbero conseguenze irreversibili per l’Italia, e invita il Ministero degli Esteri della Federazione Russa ad agire per la cessazione immediata dell’illegale e brutale aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, che la Farnesina condanna fortemente. L’Italia insieme ai partner europei ed internazionali continuerà a esercitare ogni pressione affinché la Russia torni nel quadro della legalità internazionale”.
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Zelensky invita la Russia a negoziare la pace “senza indugio”

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KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “È tempo di incontrarsi, tempo per parlare” ed è necessario condurre negoziati di pace “senza indugio”. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio diffuso nella notte, ha lanciato l’appello perché le trattative di pace siano intensificate e portino presto a un accordo che ponga fine al conflitto in Ucraina. “I negoziati sulla pace – ha affermato il presidente ucraino nel video -, sulla sicurezza per noi, per l’Ucraina, significativi, equi e senza indugio, sono l’unica possibilità per la Russia di ridurre i danni causati dai propri errori”. Zelensky si è rivolto al presidente russo, Vladimir Putin. “Voglio che tutti mi ascoltino ora – ha detto -, specialmente a Mosca: è tempo di incontrarsi, tempo per parlare. È tempo di ripristinare l’integrità territoriale e la giustizia per l’Ucraina. Altrimenti, le perdite della Russia saranno così enormi che diverse generazioni non saranno sufficienti per riprendersi”.

Poi Zelensky ha sottolineato che “le proposte dell’Ucraina sono sul tavolo. Nei prossimi giorni – ha detto – continuerò a fare appello alle nazioni del mondo per chiedere la pace per l’Ucraina”. Per Mosca, però, il testo di un trattato tra i due paesi deve essere approvato prima ancora di menzionare la possibilità di un incontro tra i due presidenti, Putin e Zelensky. Lo ha affermato Vladimir Medinsky, che guida la delegazione russa ai colloqui, secondo quanto riferisce Tass. “Non sono assolutamente pronto a commentare in merito. Posso solo dire che prima ancora di menzionare una riunione dei leader – ha detto Medinsky secondo l’agenzia russa -, le delegazioni di negoziatori devono preparare e concordare il testo di un trattato.
Successivamente, il testo del trattato dovrebbe essere siglato dai ministri degli Esteri e approvato dai governi. Dopodiché, si può discutere la possibilità di un vertice”, ha aggiunto.

Sul campo, secondo le forze armate ucraine, gli obiettivi russi di “sconfiggere i gruppi delle forze” ucraine, “circondare Kiev” e “raggiungere i confini amministrativi degli oblast di Donetsk e Lugansk” non sono stati raggiunti. “Gli occupanti – affermano – sono parzialmente riusciti nell’area operativa di Donetsk” e “hanno temporaneamente privato l’Ucraina dell’accesso al Mar d’Azov”. Le forze armate ucraine nel loro aggiornamento hanno anche fatto sapere che è stato ucciso il tenente generale russo Andrei Mordvichev. Il ministero della difesa russo, invece, ha comunicato che “il sistema missilistico dell’aviazione Kinzhal con missili balistici ipersonici ha distrutto un grande deposito sotterraneo per missili e munizioni per l’aviazione delle truppe ucraine a Delyatin, nella regione di Ivano-Frankovsk”.

Nella notte a Kiev sono state ancora attivate le sirene d’allerta aerea. Intanto la situazione umanitaria nel paese resta difficile.
Il governatore della regione ucraina di Lugansk ha annunciato per oggi l’apertura di un corridoio per evacuare i civili, in base a quanto riferisce la Bbc che cita un post su Telegram del governatore Serhiy Gaiday. “In totale – ha spiegato nelle scorse ore Zelensky -, oltre 180 mila ucraini sono stati salvati dai corridoi umanitari. Sono state consegnate centinaia di tonnellate di prodotti essenziali”.
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