ROMA (ITALPRESS) – Il conflitto in Ucraina continua: l’offensiva russa nelle città prosegue e si registrano ancora vittime, esplosioni e bombardamenti.
Stamattina sono state avvertite esplosioni a Leopoli, nell’area che si trova vicino all’aeroporto. Il sindaco della città, Andriy Sadovyi, sul suo canale Telegram ha fatto sapere che i missili hanno colpito un impianto di riparazione degli aerei e che al momento non ci sono vittime.
Nella zona di Lugansk, nella notte, secondo quanto riferito da Kyiv Independent che cita il governatore dell’oblast di Lugansk Serhiy Haidai, l’esercito russo ha continuato a bombardare l’area nel tentativo di prendere Rubizhne. A Kharkiv, il servizio statale ucraino per le emergenze ha fatto sapere che, a seguito dei bombardamenti, è scoppiato un incendio in un centro commerciale, un soccorritore è morto mentre un altro è rimasto ferito.
A Kiev durante la notte e stamattina sono state attivate le sirene di allerta aerea. Stamattina sul canale Telegram della città è stata diffusa la notizia secondo cui un quartiere residenziale nel distretto di Podilskyi è stato bombardato.
Resta critica la situazione di Mariupol, la città assediata nel sud-est dell’Ucraina. In un messaggio sul canale Telegram del consiglio comunale è spiegato che in media “ogni giorno sulla città vengono sganciate da 50 a 100 bombe”. “La città è sotto assedio da sedici giorni – si legge ancora -, più di 350.000 residenti di Mariupol continuano a nascondersi in rifugi e scantinati dai continui bombardamenti delle forze di occupazione russe”. Il ministero della difesa ucraino ha quindi lanciato l’allarme: “Il 90% della città è stata distrutta dai bombardamenti”, è scritto in un tweet. “Non c’è elettricità – si legge ancora -, gas o riscaldamento in città. Non c’è vita, solo dolore continuo, fuoco e bombardamenti senza fine”.
Intanto, mentre proseguono i negoziati, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky continua a lanciare i suoi appelli. “Abbiamo informazioni sul fatto che l’esercito russo sta reclutando mercenari da altri paesi”, ha detto in un video. “Avverto tutti coloro – ha aggiunto – che cercheranno di unirsi agli occupanti sulla nostra terra ucraina: questa sarà la peggiore decisione della vostra vita. Una lunga vita è meglio del denaro, ve ne viene offerta una breve”.
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Prosegue offensiva russa in Ucraina, bombe a Leopoli
Accordo possibile tra 10 giorni. Continua la strage di civili in Ucraina
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “Entro dieci giorni al massimo potrebbe esserci l’accordo sui punti più controversi della trattativa”. La notizia del giorno, nella guerra sempre più brutale dei russi in Ucraina, la dà una delle figure più rappresentative, che per conto di Kiev sta cercando un’intesa con Mosca. Mykhailo Podolyak, nominato da Zelensky a capo dello staff che sta tentando di trovare una soluzione assieme ai rappresentanti del Cremlino, è stato categorico nell’illustrare lo stato di avanzamento della discussione con la controparte. “Potrebbero essere necessari pochi giorni, forse una settimana o al massimo una e mezzo per arrivare a una convergenza che ponga fine alla fase più acuta del conflitto, anche se dubito che per il nostro popolo la guerra possa terminare in quel momento, dopo tutto quello che abbiamo patito”.
Non sarà certo una firma a gettare un colpo di spugna dopo ventidue giorni di bombardamenti feroci sui civili, ma l’obiettivo principale deve essere fermare al più presto le atrocità che ogni giorno vengono commesse a nord, a est e a sud del Paese. Le ultime, in ordine di tempo, si sono verificate nell’oblast di Kharkiv, dove oltre venti persone che trovavano rifugio nel comprensorio di Merefa sono state uccise ed altrettante sono rimaste ferite dall’ennesimo attacco sui civili. Si tratta soprattutto di cittadini provenienti dal capoluogo principale della regione – il secondo dell’Ucraina per numero di abitanti – che per scappare dai missili e dai raid aerei sulla metropoli hanno cercato riparo nel villaggio a venti chilometri da Kharkiv. Ma invece della pace hanno trovato la morte.
Da Mariupol giunge invece un barlume di speranza: alcune centinaia di persone sono uscite vive dal rifugio colpito pesantemente dai russi ieri sera mentre in 30 mila hanno lasciato la località costiera grazie ai corridoi umanitari che finalmente hanno funzionato. Nella Capitale la situazione rimane surreale perché l’esercito di Mosca continua a stazionare ad una quindicina abbondante di chilometri dal centro e a colpire le aree periferiche ma senza forzare l’escalation nel cuore della città. C’è chi ritiene che sia una strategia che punta ad un lento accerchiamento per fiaccare la resistenza ucraina, chi invece pensa che le truppe russe non abbiano i mezzi o le capacità per conquistare la metropoli. Putin conta già migliaia di soldati caduti al fronte (14 mila secondo il governo ucraino) ed entrare a Kiev in questo momento significherebbe probabilmente un’altra carneficina.
Intanto, c’è l’ufficialità della morte di un secondo cittadino americano. Questa volta non si tratterebbe di un giornalista ma di un residente Usa in Ucraina, che avrebbe perso la vita nell’inferno di Chernihiv, altra città martire su al nord, vicino alla Bielorussia, dove non si è smesso di bombardare e lanciare missili dal primo giorno del conflitto.
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Zelensky sarà in videocollegamento a Montecitorio il 22 marzo
BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) -Il presidente Ucraino Zelensky parlerà in videocollegamento con il Parlamento italiano in seduta comune a Montecitorio il 22 marzo alle 11.
“Se l’Ucraina potesse entrare nell’Ue ci sarebbe una garanzia ma ci sono ancora ostacoli”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo in videocollegamento al Bundestag tedesco.
Per Zelensky “con ogni bomba che cade in Ucraina” tra il paese e l’Europa si alza un muro sempre “più forte”. Il leader ucraino si è rivolto anche al cancelliere tedesco Olaf Scholz chiedendo di abbattere quel muro. “Stiamo facendo un tentativo di difesa estrema perchè tutto viene colpito e distrutto”, ha aggiunto, citando anche il “ponte aereo” di Berlino e chiedendo di “crearlo anche con il paese”.
Poi il presidente ucraino si è rivolto ai leader europei. “Esitate sull’ingresso dell’Ucraina nell’Europa – ha detto -, è un’altra pietra per il muro”. Per Zelensky Nord Stream 2 era “un’arma” mentre “abbiamo sentito rispondere che era economia”, ha affermato.
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Ucraina, Iacomini (Unicef): “Accendiamo una candela per i bambini”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi è un giorno triste per l’umanità. Le immagini di Mariupol ci atterriscono e ci riportano con la mente a quelle di altre devastazioni avvenute in teatri di guerra globali negli ultimi anni come in Siria, Yemen, Afghanistan, Iraq e molti altri”. Lo dichiara Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia “La scritta “deti” davanti al teatro della città assediata, fa male, molto male, perchè anche in questo terribile conflitto bambine e bambini pagano il prezzo più alto, sono target di una guerra che non hanno voluto – prosegue – Per questo motivo sabato 19 marzo, giorno della festa del papà, come segno di vicinanza a tutti quei bambini e a quelle bambine che hanno baciato e abbracciato il loro papà che è andato a combattere al fronte, alle bambine e ai bambini ucraini vittime della guerra, in fuga o feriti e mutilati e ai bambini e alle bambine che hanno perso la vita in tutte le altre guerre in corso nel pianeta o che vivono in scenari di conflitto, disperati, soli, chiedo agli italiani un piccolo gesto che illumini le coscienze dei “grandi del pianeta”. Accendiamo alle 21 una candela sui nostri davanzali, finestre, balconi di ogni casa in ricordo dei “deti” ucraini che oggi vivono nel terrore, per non lasciarli soli, per ricordare che anche un solo bambino o una sola bambina uccisa, ferita o mutilata è un imperdonabile crimine contro l’umanità” conclude.
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Ucraina, cauto ottimismo sui negoziati ma proseguono i bombardamenti sui civili
KIEV (ITALPRESS) – L’ennesima giornata interlocutoria con bombardamenti sempre più massicci ma anche indiscrezioni insistenti che danno ormai in dirittura d’arrivo una bozza di accordo. Ma non illudiamoci che sia la svolta: la trattativa fra Russia e Ucraina, che verterebbe su quindici punti negoziali, è ancora in fase di discussione mentre sul campo la terza settimana dall’inizio del conflitto si conclude con altre carneficine. A Mariupol, la città martire di questa guerra assurda, è stato attaccato un convoglio umanitario con donne e bambini, che dalla città costiera si stava dirigendo verso Zaporozhye. Un bimbo è morto, l’ennesimo (e siamo oltre i cento) di questa tragedia nel cuore dell’Europa. A Chernihiv, stamattina, il fuoco russo ha invece bersagliato le persone in fila per il pane; le notizie sono frammentarie ma le vittime sarebbero una decina. A Kharkiv gli edifici distrutti, e fra questi anche scuole e ospedali, sono almeno seicento e anche le vittime fra la popolazione sono ormai diverse centinaia.
A Kiev le truppe del Cremlino non stanno facendo progressi ma hanno alzato il tiro e ogni giorno colpiscono le aree residenziali, causando un numero sempre più elevato di feriti. Ma anche l’Ovest del Paese non è immune: a Vinnytsia è stata colpita la torre delle televisioni e le sirene hanno risuonato anche al confine con la Polonia.
Eppure, nonostante questo bollettino quotidiano sempre più drammatico, c’è qualche ulteriore spiraglio nella possibilità di una tregua o addirittura di una soluzione. Che non arriva certo dalle parole di Putin, anche oggi impetuoso nei suoi strali su Kiev e l’Occidente: il leader del Cremlino ha parlato ancora una volta di “denazificazione” dell’Ucraina e di genocidio dei russofoni in Donbass, accusando America e Nato di voler “cancellare” il suo Paese. Ma al di là della solita retorica propagandistica, in realtà sia gli uomini dell’entourage moscovita che alti rappresentanti del governo Zelensky hanno accennato ad alcuni punti negoziali sui quali le parti stanno discutendo con maggiori aperture reciproche. La neutralità di Kiev è sicuramente il più importante ed è quello su cui sembra più facile trovare un accordo ma per raggiungere un’intesa l’Ucraina chiederebbe un immediato ritiro delle truppe da tutto il territorio. Ed è un’opzione, quest’ultima, che al momento appare improbabile.
Mosca finora non ha ottenuto nessun risultato tangibile sul campo se non quello di distruggere le città, uccidere la popolazione ed affamare i sopravvissuti, ed è difficile che se ne ritorni a casa senza mettere la bandierina su uno dei suoi obiettivi militari. Ma il pesante tributo di sangue che l’esercito di Putin sta pagando in questo conflitto più aspro del previsto potrebbe rappresentare un valido motivo per fermarsi e firmare l’accordo.
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Biden: “Faremo pagare un alto prezzo a Putin”
ROMA (ITALPRESS) – “Atrocità di una guerra assurda, siamo molto determinati a far pagare un alto e caro prezzo a Putin, stiamo cercando di azzoppare l’economia della Russia con le nostre sanzioni. In gioco qui ci sono i principi degli Stati Uniti: la libertà, l’autodeterminazione dei popoli e assicurarsi che l’Ucraina non sarà mai conquistata da Putin”. Così Joe Biden, presidente USA, in un intervento al Congresso Usa.
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Zelensky “Chiediamo ancora una no fly zone”
ROMA (ITALPRESS) – “Vi siamo grati per quello che state facendo.
Abbiamo bisogno di voi. Ricordatevi di Pearl Harbour quando il cielo si è oscurato, ricordate l’11 settembre quando la vostra civiltà è stata attaccata e innocenti sono stati attaccati. Come voi, anche noi non ce lo aspettavamo, ma noi quel giorno lo ripetiamo ogni giorno e ogni notte. Odessa, Kiev, Khirkev sono sotto le bombe. Sono stati sparati mille missili contro l’Ucraina, usano i droni per ucciderci con precisione, l’Ucraina vive un terrore che l’Europa non vede da 80 anni, chiediamo una risposta. E’ chiedere troppo una no fly zone sui cieli dell’Ucraina? Vogliamo un no fly zone umanitaria, una no fly zone per proteggere i nostri cieli. C’è l’alternativa e sapete di quel sistema abbiamo bisogno: gli aerei per protegger la nostra terra, l’Ucraina, e per proteggere l’Europa. Li avete a disposizione ma non volano per proteggerci. Io ho un sogno, ho bisogno di proteggere il nostro cielo, ho bisogno del vostro aiuto”. Così Volodymyr Zelensky, in un intervento al Congresso Usa.
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Papa prega per i bambini ucraini “Vittime della superbia degli adulti”
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Pensiamo a tanti bambini e bambine, ragazze e ragazzi che sono in guerra, che oggi in Ucraina stanno soffrendo. Sono come noi, come voi, 6, 7, 10, 14 anni. Voi avete davanti un futuro, la sicurezza sociale di crescere in una società di pace. Invece questi piccoli devono fuggire dalle bombe. Stanno soffrendo, con il freddo che fa lì. Ognuno di noi pensi a questi bambini e ragazzi che oggi stanno soffrendo, a tremila chilometri da qui”. Lo ha detto Papa Francesco parlando agli studenti della scuola “La Zolla” di Milano nella basilica vaticana, nel giorno dell’udienza generale. Il pontefice ha pregato per i bambini e i ragazzi “che stanno vivendo sotto le bombe, che vedono questa guerra terribile, che non hanno da mangiare, che devono fuggire lasciando tutto a casa”. Per il Papa “sono le vittime della superbia di noi adulti”.
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