KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Quasi 6 mila soldati russi sarebbero stati uccisi nei primi sei giorni di guerra. È quanto evidenziato dal presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, come riporta Sky News, secondo cui Zelensky avrebbe continuato a insistere che la Russia non può vincere questa guerra con “bombe, attacchi e razzi”, che sono piovuti sulle città ucraine negli ultimi giorni. Per il leader ucraino, Mosca “mira a cancellare la nostra storia” dopo che il memoriale di Babyn Yar a Kiev è stato colpito da un missile russo.
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Zelensky: “Mosca vuole cancellare la nostra storia”
L’Ue chiede la protezione temporanea per chi fugge dalla guerra
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’Europa è al fianco di coloro che hanno bisogno di protezione. Tutti coloro che fuggono dalle bombe di Putin sono i benvenuti in Europa. Forniremo protezione a coloro che cercano riparo e aiuteremo coloro che cercano un modo sicuro per tornare a casa”. Lo afferma Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, presentando le proposte per la protezione delle persone che fuggono dalla guerra in Ucraina.
In particolare, la Commissione propone di attivare la direttiva sulla protezione temporanea per offrire assistenza alle persone in fuga. Secondo quanto reso noto in un comunicato della Commissione, in base a questa proposta, a coloro che fuggono dalla guerra sarà concessa protezione temporanea nell’Unione europea, cioè sarà dato loro un permesso di soggiorno e avranno accesso all’istruzione e al mercato del lavoro. Allo stesso tempo, la Commissione sta anche proponendo linee guida operative per aiutare gli Stati membri a gestire gli arrivi alle frontiere e raccomanda di istituire corsie speciali di sostegno di emergenza per incanalare gli aiuti umanitari. “Dall’invasione militare russa dell’Ucraina – è sottolineato nella nota -, oltre 650 mila persone sono fuggite nei vicini Stati membri dell’UE”.
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Atterrano i paracadutisti russi a Kharkiv. Sotto attacco un ospedale. Biden: “Putin un dittatore, pagherà un prezzo alto”.
Prosegue l’attacco russo in Ucraina con missili e bombardamenti in diverse città per un’offensiva che continua a intensificarsi. A Kharkiv sono arrivati i paracadutisti.
Nella notte e stamattina le sirene antiaeree hanno risuonato in diverse città. Secondo Kiev Independent, gli allarmi sono stati uditi in località come Mariupol, Chernihive, Sumy, Pyryatyn, Pryluky, Dnipro, Zhytomyr e anche Kiev. Secondo un aggiornamento di questa mattina delle forze armate ucraine, in direzione di Podilsk, l’offensiva continua lungo il confine di Horenychi, Hostomel, Demidiv verso Kiev per bloccare la capitale da nord e nord-ovest. Inoltre, le truppe russe tentano di “mantenere circondate” le “città ucraine di Sumy, Lebedyn e Okhtyrka”, spiegano le forze armate ucraine. “Nella direzione di Donetsk, senza successo – aggiungono -, l’aggressore si è concentrato sul blocco della città di Mariupol”, mentre nella zona operativa del Mar Nero Mosca “schiera un gruppo navale e continua i preparativi per un’operazione di sbarco”.
Si è intensificata l’offensiva a Kharkiv dove sono arrivati i paracadutisti russi, riferisce la Bbc. A Zhytomyr, a seguito di un attacco aereo sono morte due persone e sedici sono rimaste ferite, secondo quanto reso noto dal ministero dell’interno ucraino. “Sono state salvate 12 persone, tra cui 6 bambini, che sono stati salvati dai sotterranei di case private fatiscenti”, ha scritto il ministero in un tweet. L’attacco a Zhytomyr ha danneggiato alcune case e le finestre dell’ospedale cittadino.
Sotto attacco anche Kherson, città dell’Ucraina meridionale. Secondo BBC Russian, il sindaco della città, Igor Kolykhayev, avrebbe detto alla radio locale che le forze russe hanno catturato la stazione ferroviaria e il porto della città.
Sul piano diplomatico, intanto, nella notte è arrivata dagli Stati Uniti un’altra ferma presa di posizione, quando il presidente Joe Biden ha toccato il tema dell’Ucraina nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. “Un dittatore russo sta invadendo un paese straniero e pagherà un prezzo alto per questo. L’ultimo attacco di Putin all’Ucraina – ha detto Biden – è stato premeditato e non provocato. Ha rifiutato i ripetuti sforzi di diplomazia. Pensava che l’Occidente e la Nato non avrebbero risposto. E pensava di poterci dividere a casa. Putin aveva torto, eravamo pronti”. Per Biden, il presidente russo “ha sbagliato i calcoli”. “Pensava di poter arrivare in Ucraina” senza ostacoli invece ha incontrato “un muro di forza che non avrebbe mai immaginato. Ha incontrato – ha aggiunto – il popolo ucraino”.
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Ucraina, il Papa: “Il popolo sta soffrendo. Grazie ai polacchi per l’apertura dei confini”
ROMA (ITALPRESS) – “Voi, per primi, avete sostenuto l’Ucraina aprendo i vostri confini, i vostri cuori e le porte delle vostre case agli ucraini che scappano dalla guerra. State offrendo generosamente a loro tutto il necessario perchè possano vivere dignitosamente, nonostante la drammaticità del momento. Vi sono profondamente grato e vi benedico di cuore”. Lo ha detto Papa Francesco rivolgendosi ai polacchi nell’udienza generale.
Il Papa ha indicato un frate francescano presente che “adesso fa lo speaker in polacco” però “è ucraino”, ha spiegato. “I suoi genitori sono in questo momento nei rifugi sotto terra – ha continuato – per difendersi dalle bombe in un posto vicino a Kiev e lui continua a fare il suo dovere qui con noi. Accompagnando lui, accompagniamo tutto il popolo che sta soffrendo per i bombardamenti, i suoi genitori anziani e tanti anziani che sono sotto terra per difendersi. Portiamo nel cuore il ricordo di questo popolo”. Sul suo profilo twitter scrive: “2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, Giornata di preghiera e digiuno per la pace in #Ucraina. #PreghiamoInsieme”.
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Colpita la torre della tv a Kiev. Zelensky parla con Biden: “Grazie per il sostegno”
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – La situazione in Ucraina peggiora. In attesa del secondo round di colloqui previsti probabilmente domani, sul campo il Cremlino ha aumentato ulteriormente gli attacchi e lo ha fatto ancora una volta colpendo i civili. Kharkiv, la seconda città del Paese, è stata martellata tutto il giorno dal fuoco di Mosca. Sono stati bombardati a ripetizione gli edifici residenziali che hanno causato decine di morti fra i quali donne e bambini ed in mattinata una violenta esplosione ha distrutto il palazzo governativo nella piazza principale. Un’escalation di violenza inaudita che nel pomeriggio invece si è concentrata su Kiev. Per la prima volta dall’inizio del conflitto i russi hanno puntato alle infrastrutture televisive, attaccando la sede della tv di stato e uccidendo almeno cinque persone.
Telefonia e internet, ad una settimana dall’invasione, continuano a funzionare ma non è escluso che nelle prossime ore l’obiettivo sia limitare il più possibile la comunicazione all’interno del Paese. Putin ha ordinato anche l’attacco ad un luogo simbolico: il bombardamento al memorial della Shoah nella Capitale ha destato indignazione e c’è allarme anche per la cattedrale di Santa Sofia, luogo simbolo della religione ucraina, che potrebbe essere nel mirino.
L’escalation, insomma, non accenna a diminuire ed è difficile su queste basi trovare un accordo nel prossimo negoziato fra le due parti. La Russia ha posto tre condizioni per fermare la guerra: il riconoscimento internazionale della Crimea, la smilitarizzazione dell’Ucraina e l’assicurazione che il Paese non entrerà mai nella Nato ma per Kiev è difficile scendere a patti con la pistola puntata alla tempia.
Il presidente Zelensky sa bene che l’esercito di Putin è nettamente più forte ma finora le grandi città sono ancora in mano ucraine e Mosca sta incontrando più difficoltà del previsto. Anche per questo, probabilmente, fra i russi è cresciuto il nervosismo e gli attacchi alla popolazione inerme potrebbero spiegarsi in questo modo. La paura è che le centinaia di tank in marcia da nord possano sferrare l’offensiva finale su Kiev entro breve ed in quel caso anche la resistenza “partigiana”, quartiere per quartiere con le bombe molotov artigianali costruite in casa, difficilmente riuscirà a contrastare lo strapotere degli invasori.
Intanto, voci sempre più insistenti danno ormai sul suolo ucraino anche reparti bielorussi; una notizia che, se confermata, rappresenterebbe un ulteriore aggravamento della crisi per il coinvolgimento di un paese terzo.
L’Unione Europea, nel frattempo, ha accelerato le procedure di ingresso dell’Ucraina nella comunità: lo status di Paese candidato è stato approvato a stragrande maggioranza da 637 votanti; 13 i contrari e 26 le astensioni. Un’attestazione di vicinanza a Kiev anche se non sarà questo a stoppare la violenza di Putin. La solidarietà internazionale è importante ma per fermare le bombe serve altro. Biden, stasera, dovrebbe pronunciare un altro discorso di condanna assoluta alle bombe ma finora le parole delle diplomazie internazionali non hanno sortito effetto. E nemmeno le sanzioni, durissime ma fin qui inutili.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito su twitter di un colloquio con Joe Biden: “Ho appena avuto una conversazione con il presidente degli Stati Uniti. È stata discussa la leadership americana sulle sanzioni anti-russe e sull’assistenza alla difesa all’Ucraina. Dobbiamo fermare l’aggressore il prima possibile. Grazie per il vostro sostegno!”.
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Ucraina, Zelensky al Parlamento dell’Ue: “Dimostrateci che siete con noi”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Vorrei sentire da parte vostra che la scelta dell’Ucraina verso l’Europa viene incoraggiata. Vogliamo essere membri a pari diritti dell’Europa. Stiamo dimostrando a tutti che questo è quello che siamo. Senza l’Unione Europea l’Ucraina sarebbe sola. Abbiamo dimostrato che siamo come voi, ora mostrateci che siete al nostro fianco, che non ci abbandonate, e che siete europei. Così la luce vincerà contro il buio”. L’ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in videocollegamento con la plenaria del Parlamento Europeo.
“E’ stata una mattina tragica per noi. Kharkiv è stata colpita, è una zona con tante università e tanti russi. Stamattina due missili hanno colpito Piazza della Libertà, ci sono decine di vittime – ha aggiunto -. Putin dice che la Russia colpisce obiettivi militari, ma ieri ha ucciso 16 bambini”.
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Convoglio militare russo in marcia verso Kiev, a Kharkiv attaccato il centro
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Sotto attacco la città ucraina di Kharkiv. In base ad alcune immagini diffuse sul web, si registrano esplosioni nelle zone del centro.
“Barbaro missile russo colpisce la centrale Piazza della Libertà e i quartieri residenziali di Kharkiv”, ha scritto in un tweet Dmytro Kuleba, ministro degli esteri ucraino, pubblicando anche un video degli attacchi.
Secondo Kiev Independent, c’è stata un’esplosione proprio davanti al quartier generale del governo regionale.
Alcune immagini satellitari mostrano un convoglio militare russo nei pressi di Kiev lungo più di 40 miglia, oltre 60 chilometri, come riferito dalla Cnn. Il convoglio si estenderebbe dalla base aerea di Antonov, a nord di Pribyrsk, vicino al confine con la Bielorussia. A Kiev, quindi, la situazione resta “difficile” e “tesa”, come spiegato dal sindaco della capitale, Vitali Klitschko. “I civili che rimarranno in città durante il coprifuoco senza un permesso speciale – aveva spiegato Klitschko su Facebook – saranno considerati membri di gruppi di sabotaggio nemici”. Intanto, nella notte, è suonata l’allerta. A Kiev e in altre città ucraine, infatti, si udivano sirene antiaeree. Secondo Kiev Independent, gli allarmi hanno avvisato i cittadini non solo della capitale ma anche di altre località come Rivne, Volyn, Ternopil, Uman, Cherkasy e Vinnytsia.
L’esercito russo ha istituito posti di blocco alle porte di Kherson, città situata nell’Ucraina meridionale. Lo ha fatto sapere su Facebook il sindaco della città, Igor Kolykhayev, secondo cui però “Kherson è ancora ucraina”.
Inoltre, almeno 70 soldati sarebbero stati uccisi domenica in un attacco di artiglieria russa contro una base militare a Okhtyrka, nella regione di Sumy, secondo quanto riportato dalla Bbc e in base a quanto affermato anche dal parlamento del paese, che in un tweet ha richiamato “eterna gloria agli eroi dell’Ucraina”.
Nel frattempo è stata consegnata la domanda di adesione del Paese all’Unione europea, firmata dal presidente Zelensky. “La domanda è registrata – ha twittato il capo missione ucraino presso l’UE, Vsevolod Chentsov -, il processo è stato avviato”.
Prosegue anche la risposta internazionale. “Chiediamo alla Russia di ritirare immediatamente le sue truppe”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un tweet in cui ha spiegato di stare “coordinando da vicino” la risposta internazionale alla crisi dell’Ucraina con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, l’Unione europea, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e altri leader. “Continuiamo a stare al fianco dell’Ucraina con un supporto immediato ed efficace”, ha aggiunto Von der Leyen.
Sul piano umanitario, però, la situazione resta critica. “Ci sono 520.000 rifugiati dall’Ucraina nei paesi vicini” e questa cifra sta crescendo “esponenzialmente, ora dopo ora”, ha detto Filippo Grandi, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, parlando al Consiglio di sicurezza dell’Onu. In base ai numeri presentati da Grandi ci sarebbero, quindi, oltre 280 mila persone fuggite in Polonia, 94 mila in Ungheria, quasi 40 mila in Moldavia, 34 mila in Romania, 30 mila in Slovacchia e decine di migliaia in altri paesi.
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Ucraina, primo incontro tra le parti ma la guerra continua
KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Quinta giornata dell’invasione russa in Ucraina e primi spiragli per una soluzione. I colloqui di pace sono durati più di cinque ore e si conclusi con alcuni punti condivisi e nessun ultimatum. Intanto proseguono parallele le grandi manovre dei due presidenti Putin e Zelensky, e della diplomazia mondiale. Mentre si spara ancora. Il conflitto. Le armi hanno taciuto in larga parte dell’Ucraina, rispettando la tregua durante i colloqui di pace. Con l’eccezione di Kharkiv, dove una serie di missili ha colpito un quartiere in larga parte residenziale, con un bilancio provvisorio di undici morti e molti feriti. L’avanzata russa è proseguita anche nel Donbass, e lo stato maggiore di Putin rivendica la conquista del porto di Mariupol, dove si combatteva dall’inizio del conflitto. In molte città, intanto, si continuano a scavare trincee e a prepararsi per un eventuale attacco dei russi. A Kiev, dove in serata sono state avvertite delle forti esplosioni lontano dal centro, la giornata è passata in maniera ordinata, con lunghe code davanti ai negozi, sempre più vuoti, e alle banche, alla ricerca di contanti.
I colloqui
Le due delegazioni si sono ritrovate attorno alle 12.30 faccia a faccia in una sala per le feste, con tanto di palco e luci, in un’antica residenza a Gomel. Gli ucraini alla fine si sono presentati a bordo di due elicotteri, impossibile raggiunge la Bielorussia via terra. “I negoziati sono difficili. Tuttavia, non c’è alcun ultimatum acquisito. Sfortunatamente, la parte russa è ancora estremamente prevenuta per quanto riguarda i processi distruttivi che ha già portato avanti”, ha commentato all’uscita Mikhailo Podoliak, consigliere del presidente Zelensky. “Lo scopo principale dei colloqui di oggi era discutere il cessate il fuoco in Ucraina e le ostilità. Le parti hanno identificato una serie di argomenti prioritari su cui sono state delineate determinate decisioni”, ha sottolineato. “Affinché queste decisioni possano essere attuate, stiamo partendo per le consultazioni nelle capitali. Abbiamo discusso la possibilità di tenere un secondo round di negoziati nel prossimo futuro, in cui questi argomenti avranno soluzioni di sviluppo concrete”, ha aggiunto. Secondo indiscrezioni, e sarebbe un segnale importante, la ripresa dei colloqui che difficilmente avverrà domani, avverrà al confine tra Bielorussia e Polonia, allontanandosi così ulteriormente dalle zone del conflitto. Da parte russa, l’unico a parlare con la stampa è stato il consigliere presidenziale, Vladimir Medinsky, che ha confermato la necessità di nuovi round di colloqui.
I presidenti
Vladimir Putin è apparso all’inaugurazione di un nuovo centro spaziale, senza parlare della crisi. Cosa che invece ha fatto al telefono con Emmanuel Macron, cui ha ribadito che la Russia intende conservare il controllo sulla Crimea, come già avviene dal 2014, e soprattutto chiede che l’Ucraina resti un territorio neutrale ovvero fuori dalla Nato e dalla possibilità che qui vengano installati armamenti americani, a cominciare dalle testate nucleari. Il presidente francese ha preso atto delle richieste del numero uno del Cremlino, chiedendo che si interrompessero gli attacchi contro i civili in Ucraina. Putin si è detto d’accordo, anche se la realtà della cronaca a Kiev e Kharkiv è stata ben diversa. Macron ha riferito tutto a Zelensky, che però nel frattempo non è rimasto a guardare, e prendendo al volo l’invito arrivatogli domenica sera da Ursula Von Der Leyen, ha inviato a Bruxelles una formale richiesta di adesione all’Unione europea. “Ce lo siamo meritato”, ha spiegato in un messaggio video, in cui ha preteso che l’approvazione avvenga in modo veloce, secondo una nuova procedura comunitaria. Tiepida la reazione europea, anche perché l’adesione di Kiev sarebbe letta a Mosca come un allontanamento dalla neutralità richiesta da Putin.
Le diplomazie
Oltre che a Gomel, i rappresentanti dei due Paesi hanno parlato anche a New York, nel corso di una inusuale sessione speciale d’emergenza dell’assemblea. L’ambasciatore ucraino Sergiy Kyslytsya, dopo aver ricordato che se l’Ucraina non sopravvive, la pace internazionale non sopravvive, ha letto i messaggi presi dallo smartphone di un soldato russo perito in guerra: “Mamma, è così difficile, questa è una guerra vera”. L’ambasciatore russo Vassily Nebenzia non si è commosso, e ha ribattuto: “Le bugie stanno proliferando, l’Ucraina non vuole impegnarsi nel dialogo e concedere lo status speciale al Donbass. I media stanno facendo disinformazione”, aggiungendo però che anche la Russia vuole finire questa guerra. Sul come, lo si capirà nei prossimi giorni, o mesi.
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